lunedì 20 febbraio 2017

“La deposizione del Papa” – un importante Colloquio internazionale sul tema

Circola da qualche tempo la locandina di quattro pagine con l’annuncio dettagliato di un importante “Colloquio internazionale” sul tema, diventato negli ultimi tempi di vitale importanza per la Chiesa cattolica, della “Deposizione del Papa. Luoghi teologici – Modelli canonistici – Poste costituzionali” [Locandina leggibile o scaricabile qui].
Il colloquio si terrà il 30 e il 31 marzo 2017, in Francia, a Sceaux. È organizzato congiuntamente dall’Università di Parigi-Sorbona, di Parigi-Sud e Parigi-Saclay (Facoltà Jean Monnet), dall’Università di Clermont in Alvernia, dal Laboratorio per il Diritto & le Società Religiose, dal Centro Michel de l’Hospital e dall’Istituto delle Scienze Giuridiche e Filosofiche della Sorbona. Vi partecipano sedici professori, gran parte dei quali ordinari. Il Colloquio raccoglie tra i migliori specialisti del mondo accademico francese nel campo del diritto pubblico, della storia del diritto, del diritto canonico. Il suo interesse deriva anche dal fatto di affrontare la complessa questione da una molteplicità di punti di vista, non limitati pertanto all’angolazione strettamente canonistico-teologica ma includenti profili processualistici e costituzionali, come pure di teoria della politica. La speranza è che da questo Colloquio possano uscire idee nuove, capaci cioè di contribuire a trovare giuste soluzioni per la crisi e l’impasse sempre più grave che al momento attanagliano la Chiesa cattolica. 
[Presentazione a cura di Paolo  Pasqualucci , 20 febbraio 2017]

Il nuovo grimaldello contro la libertà di parola e di pensiero

clicca su immagine per ingrandire
In poche parole: poiché non vi è lecito indagare su verità diverse da quelle che il TG1, TG2, TG3, TG5 e La7, Repubblica e Corriere della Sera (et similia) vi ordinano di ascoltare, si proclama che da ora in poi chiunque osi asserire una verità diversa da quella da noi promulgata venga multato ed arrestato. 
...firmato... IL POTERE

In tempi di totale relativismo, chi stabilirà cosa è vero e cosa è falso? 
Soltanto una élite dittatoriale, che lo deciderà di volta in volta. 
Attenzione a questo ddl liberticida, che colpisce il dissenso, aggredendo direttamente il processo democratico in Italia ed eliminandolo.

 P.S. Guarda anche il punto 7 a questo link e vedi se trovi qualche analogia con il ddl 
Qui invece il testo del ddl, atto del Senato 2688
[Fonte Fb]

Dopo aver predisposto questa essenziale informazione, trovo l'articolo di Campari & De Maistre (by MiL), che riporto di seguito:

don Elia. Castighi celesti

Nel tempo che ho stabilito, io giudicherò con rettitudine. Si scuota la terra con i suoi abitanti, io tengo salde le sue colonne. Annienterò tutta l’arroganza degli empi; allora si alzerà la potenza dei giusti (Sal 74, 3-4.11).
Ci sono nella storia momenti in cui Dio punisce le società umane per colpe particolarmente gravi. Il castigo collettivo, com’è ovvio, non è legato in modo biunivoco ai peccati dei singoli individui, ma coinvolge inevitabilmente un popolo nella sua globalità. Evidentemente non si può stabilire con assoluta certezza che una catastrofe sia conseguenza di una determinata colpa, ma uno sguardo di fede, illuminato dal carisma profetico di cui il Cristo dota alcuni membri del Suo Corpo mistico, consente di individuare dei legami causali, nella dinamica soprannaturale degli eventi, con una sufficiente certezza morale. Ciò è comprovato dalla Sacra Scrittura, dai Padri, dal Magistero e dalla teologia tradizionale. Il Signore ricorre a rimedi estremi solo per far breccia nei cuori induriti dall’orgoglio e dalla disobbedienza, come pure retribuisce con giustizia – spesso già in questa vita – i crimini di quanti si rifiutano di ammetterli e di correggersi. La misericordia non ha effetto se non su chi riconosce umilmente i propri peccati ed è deciso ad emendarsene con tutte le forze.

domenica 19 febbraio 2017

Girare per strada e accorgersi che il senso della storia s’è perso per sempre

Matteo Righetto su Il Foglio di oggi.
Abbiamo trasformato il passato in risorsa per turisti,
nel migliore dei casi.

L'abbiamo negato. Di fatto.
Cancellato o perduto.
Oggi blateriamo di integrazione.
E non sappiamo più, noi per primi, a che cosa
Appartenere a nulla, estranei a noi stessi.
Diseredati.

(Franca Negri su Fb)

I giovani e il de profundis dell’identità culturale

Se avete dieci minuti liberi, provate a fare questo gioco. Andate nel centro storico della vostra città, posizionatevi in un punto qualsiasi e chiedete ai passanti più giovani dove si trovi una tal chiesa o una tal via. Scoprirete che quasi nessuno lo sa. Io l’ho fatto a Padova, la mia città, scoprendo inorridito che la grande maggioranza degli under 25 interpellati (poco importa se patavini o studenti fuori sede: se si vive in una città la si deve conoscere) non sa minimamente dove si trovino la chiesa del Carmine né quelle di San Nicolò o di Santa Sofia, solo per citare alcuni luoghi di culto tra i più prestigiosi della città. Peggio: moltissimi fra loro addirittura non sanno dove sia il Duomo, che quando va bene confondono con la Basilica del Santo. Se anche voi farete questo gioco scoprirete invece che tutti i ggiovani o diversamente ggiovani (categoria quest’ultima troppo spesso trascurata nel novero delle disgrazie nazionali) sanno dove si trova il negozio di Tim o quello di Vodafone, anche se non sono capaci di darvi le indicazioni per arrivarci, sia perché ignorano i nomi delle vie e delle piazze, sia perché non riescono a spiegarsi comprensibilmente poiché l’analfabetismo di ritorno è vivo e lotta insieme a noi. Altri farfugliano frasi che grossomodo suonano così: “Cioè… hai presente (dando ovviamente del tu) dov’è Tiger? Ecco, vai lì, poi giri a destra fino al negozio O Bag, poi vai sempre dritto fino a Calzedonia, giri a sinistra e sei da Foot Locker, tu vai a sinistra verso H&M e alla fine te lo trovi davanti. Più o meno tra Intimissimi e Sushiko. Capito?”

L’apertura al peccato di ‘Amoris Laetitia’ prefigurata dalla ‘Pastorale di Cambrai’ del 2003

Tra gli approfondimenti sull'esortazione pastorale più discussa della storia, oggi leggiamo questi pensieri di Paolo Pasqualucci che, oltre a rivelare prodromi interessanti del problema, ci aiutano ad approfondire. E il materiale, avuto riguardo all'AL, non manca... (Vedi archivio articoli)

Perché l’Esortazione Amoris Laetitia di Papa Francesco “sull’amore nella famiglia” ha destato tanta agitazione e scandalo, spingendo ben quattro cardinali ad avanzare cinque mesi fa cinque (finora inevase) richieste di chiarimenti (Dubia), coinvolgenti pesantemente l’ortodossia dottrinale del documento pontificio?
Perché, nel suo cap. VIII, ai parr. 300-305, si concede (secondo l’interpretazione dei vescovi argentini, approvata dal Papa stesso in una lettera con l’ormai famoso no hay otras interpretaciones) la “possibilità di accostarsi alla Santa Comunione fuori delle condizioni di Familiaris Consortio n. 84”, come recita il Dubbio n. 1.
‘Mbè, tutto qui?  si chiedono i media, in genere pieni di lodi sperticate per la “misericordia” a 360° di Papa Francesco. Che vogliono questi quattro cardinali, persone anziane e a riposo, che niente capiscono, sempre secondo i media, delle esigenze di vita della coppia moderna?  Che c’importa di quello che ha detto in un vecchio documento pastorale un Papa ormai defunto da dodici anni?  Il fatto è che i media che contano non sembrano aver mai spiegato chiaramente i termini della questione, che è di una gravità eccezionale, per la Chiesa cattolica.

sabato 18 febbraio 2017

“Macché punizione del Papa! Guam non è un confino”. Intervista al Card. Raymond Leo Burke

Stanze Vaticane - Tgcom24 intervista il card. Burke.

Il cardinale Raymond Leo Burke è il Patrono dell’Ordine di Malta. Da qualche giorno il porporato americano, 68 anni, considerato da molti un oppositore di Papa Francesco per via delle sue posizioni tradizionali, è stato inviato a 12.000 km da Roma, sull’Isola di Guam per indagare su un caso di pedofilia risalente agli anni 70.
Secondo alcuni si tratta di una punizione del Pontefice nei confronti del cardinale, ma a quanto risulta a Stanze Vaticane – Tgcom24, il Papa è stato informato dell’incarico affidato al card. Burke dalla Congregazione per la Dottrina della Fede soltanto a cose fatte, quando il porporato era già sull’isola del Pacifico.

Cardinale Burke come nasce questa missione sull’Isola di Guam?
La missione è nata per una richiesta della Congregazione per la Dottrina della Fede che io servo quale preside del suo Tribunale Apostolico. Dovrò trattare una delicata causa ecclesiastica penale.

Allocuzione che Papa Benedetto XVI avrebbe dovuto pronunciare a 'La Sapienza' il 17 gennaio 2008

Di seguito il testo integrale, reso noto dalla sala stampa vaticana, dell'allocuzione che Papa Benedetto XVI avrebbe dovuto pronunciare il 17 gennaio 2008 - se non fosse intervenuto il vergognoso rifiuto - all'università di Roma "La Sapienza" subito dopo l'inaugurazione dell'anno accademico. Se si pensa che il rifiuto è stato determinato in larga parte dalla Lectio Magistralis di Ratisbona, stiamo parlando di un'altra era... E se poi si parla di 'perle ai porci' magari qualcuno si offende.

Magnifico Rettore, autorità politiche e civili, illustri docenti e personale tecnico amministrativo, cari giovani studenti!

Ѐ per me motivo di profonda gioia incontrare la comunità della Sapienza - Università di Roma in occasione della inaugurazione dell'anno accademico. Da secoli ormai questa Università segna il cammino e la vita della città di Roma, facendo fruttare le migliori energie intellettuali in ogni campo del sapere. Sia nel tempo in cui, dopo la fondazione voluta dal Papa Bonifacio VIII, l'istituzione era alle dirette dipendenze dell'Autorità ecclesiastica, sia successivamente quando lo Studium Urbis si è sviluppato come istituzione dello Stato italiano, la vostra comunità accademica ha conservato un grande livello scientifico e culturale, che la colloca tra le più prestigiose università del mondo.

Da sempre la Chiesa di Roma guarda con simpatia e ammirazione a questo centro universitario, riconoscendone l'impegno, talvolta arduo e faticoso, della ricerca e della formazione delle nuove generazioni. Non sono mancati in questi ultimi anni momenti significativi di collaborazione e di dialogo.
Vorrei ricordare, in particolare, l'Incontro mondiale dei Rettori in occasione del Giubileo delle Università, che ha visto la vostra comunità farsi carico non solo dell'accoglienza e dell'organizzazione, ma soprattutto della profetica e complessa proposta della elaborazione di un "nuovo umanesimo per il terzo millennio".

Cardinal Gerhard Müller: Papa Francesco è la più alta autorità morale al mondo

Riprendiamo il testo che segue nella nostra traduzione da kath.net/pl del 17 febbraio. Si tratta di estratti significativi di una più circostanziata intervista; ma già rivelano un atteggiamento, se pur non allineato su ogni dettaglio, tutto sommato ossequiente e pure ondivago. Lo si deduce anche dalla dichiarazione - non riportata nella sintesi pubblicata di seguito ma presente nell'intervista principale - sul fatto che "i singoli vescovi non possono reinterpretare l’insegnamento della Chiesa in maniera soggettiva". E tuttavia ha aggiunto che non è il suo stile criticare le pubblicazioni dei vescovi ed inoltre: “Non credo che sia particolarmente benefico che ogni singolo vescovo commenti i documenti papali spiegando come lui stesso, soggettivamente, capisce i documenti”. Il che di sicuro è piuttosto blando e non abbastanza efficace, soprattutto tenendo conto di un ruolo come il suo, per neutralizzare la confusione e rimediare all'inesorabile e sempre più evidente decentramento incentivato dall'AL con l'aggravante dell'ambiguità e della casuistica.
Piuttosto sarà interessante conoscere la sua opera sul papato, di imminente pubblicazione anche in Italia, in cui tratta del ruolo di Pietro dal punto di vista storico e dogmatico. 

Papa Francesco è la più alta autorità morale al mondo

Vaticano (kath.net/pl) - Il Cardinal Gerhard Müller affronta importanti questioni fondamentali della Chiesa nell’intervista rilasciata al Rheinischen Post, pubblicata giovedì scorso. 
Interpellato sul tema dell’accesso delle donne al sacerdozio, Müller ha dichiarato che le donne sono sempre state importanti “per la vita di tutta la Chiesa”, dall’educazione e alla formazione all’amministrazione ecclesiastica. Pertanto, conferire loro il sacramento del sacerdozio “nelle cariche di vescovo, sacerdote o diacono […] non è né necessario né possibile, come è stato [puntualizzato] anche da diversi studi della Congregazione per la dottrina della Fede”.

Le Migrazioni, il Bene comune e la Dottrina sociale della Chiesa. Intervento dell’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi

Le sagge parole di un vescovo sull'immigrazione

Nella Sala Marconi della Radio Vaticana a Roma è stato presentato l'Ottavo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel Mondo dell' Osservatorio Cardinale Van Thuan (edito da Cantagalli), che quest’anno ha per titolo “Il caos delle migrazioni, le migrazioni nel caos”. "Economia, politica, cultura, religione: non c’è un ambito della nostra vita sociale che non sia interessato e spesso sconvolto dal fenomeno delle migrazioni. Non c’è nemmeno un ambito geografico che ne sia immune".
Di particolare interesse il contributo di Ettore Gotti Tedeschi, che ha sviluppato un'analisi complessa e di lungo periodo, le cui conclusioni non mancano di andare oltre la stretta logica delle argomentazioni economiche che si vogliono dare al fenomeno. E dunque egli afferma: "Credo però che quasi nessuna di queste spiegazioni sia realmente sostenibile per spiegare il fenomeno nella sua interezza. Una serie di considerazioni e riflessioni lascia invece immaginare che detto fenomeno, più che spiegabile attraverso analisi tecniche e valutazioni economiche sia stato previsto e voluto per modificare la struttura sociale e religiosa della nostra civiltà, in pratica per ridimensionare il cattolicesimo, religione assolutista, fondamentalista e dogmatica”, per sostituirla con una religione più consona al Nuovo Ordine Mondiale, e ai “valori” che esso propugna".
Di seguito pubblichiamo l'intervento dell'Arcivescovo di Trieste, Mons. Giampaolo Crepaldi, che ha curato la stesura del Rapporto insieme a Stefano Fontana.

Intervento dell’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi
alla Presentazione dell’VIII Rapporto
sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo
dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân

Roma, Sala Marconi della Radio Vaticana, 15 febbraio 2017

L’annuale pubblicazione del Rapporto dell’Osservatorio sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo è diventato ormai un appuntamento significativo per quanti si interessano alla Dottrina sociale della Chiesa. Ringrazio quindi tutti i partecipanti a questo incontro e in particolare il presidente Costalli e il Movimento Cristiano Lavoratori che l’ha resa concretamente possibile.

A me spetta di dire una parola in conclusione, non certo una parola conclusiva su un tema così importante e urgente. Vorrei farlo non entrando a mia volta nelle pieghe concrete del problema, come hanno fatto gli intervenuti, ma proponendovi una riflessione su quanto può dare la Dottrina sociale della Chiesa non dico alla soluzione ma almeno ad affrontare in modo corretto e conveniente la sfida.

9 febbraio a Kansas City: il cardinale Burke cita un santo che ha condannato vescovi eretici

Riprendiamo, nella nostra traduzione, dal National Catholic Reporter di oggi. Nei giorni precedenti il suo arrivo a Guam, il Cardinale Raymond Leo Burke ha presenziato diversi eventi nel Kansas, con grande seguito di fedeli. Colgo l'occasione per riproporvi questo articolo del 2015 (vedi anche qui, qui e qui), da tenere in considerazione perché la situazione, in tutti i suoi complessi risvolti e dinamiche persecutorie, è esattamente la stessa.

George Goss - KANSAS CITY. Il 9 febbraio, durante una delle tappe della sua visita alla zona metropolitana di Kansas City, il cardinale Raymond Burke ha celebrato una Messa Pontificale nel Rito Antiquior per una congregazione di quasi 400 persone, che comprende famiglie numerose, frati agostiniani, 15 sacerdoti - tra cui un Protopresbitero copto - e membri della Fraternità San Pio X.

L'evento, nella parrocchia di St. Mary-St. Anthony, ha richiesto la temporanea rimozione dell'altare staccato dal muro per consentire ai partecipanti la visuale libera dell'altare maggiore.

La celebrazione era segnata dalla festa di san Cirillo di Alessandria, il santo del giorno secondo il calendario liturgico pre-conciliare, e il card. Burke ha colto l'occasione per esaltare le virtù eroiche del santo nel difendere la fede contro il consiglio di "molti dei suoi compagni vescovi che lo spingevano a tacere al fine di mantenere una facciata di unità nella chiesa".

venerdì 17 febbraio 2017

Il Papa all’Università Roma Tre. Discorso laico: disoccupazione, 'linguaggio violento' (non conforme al pensiero unico) della politica, migrazioni...

Poi vogliono farci credere che non sia cambiato niente!
Ci sarà un motivo nell'abissale differenza e contrasto tra un rifiuto aspro e inappellabile opposto a Benedetto XVI ad un'accoglienza calorosa, tra cori e applausi. Scrive la nostra Luisa.
Tante cose sono cambiate, è cambiato il papa. Vi ricordate quando Benedetto XVI dovette rinunciare a parlare alla Sapienza? C'è da ricordare anche il perché: il rifiuto vergognoso della sua lectio magistralis di Ratisbona!!!
Il Papa con Nour Essa, siriana giunta da Lesbo con lui
insieme ad altri musulmani e nessun cristiano...
Ebbene il suo successore è accolto con entusiasmo da una università romana, un papa che non parla da papa ma come un uomo politico, un leader politico per di più perfettamente in linea con l`ideologia suicidaria del multiculturalismo, del rispetto delle differenze per non discriminare le minoranze, i migranti ecc.; il suo abituale e molto costruito "linguaggio semplice che parla al cuore"; i soliti facili psicologismi da manuale; tante generalizzazioni e banalità sul dialogo ecc.; il rifiuto di dire che se, come riconosce, siamo in guerra, chi ci sta facendo la guerra vuole imporre la sharia e non certo dialogare; e inoltre tanta ignoranza o ideologia sulla storia dell`Europa, sulla situazione della Svezia che non è affatto quella rosea da lui descritta, ma che conosce una crisi molto grave legata all`immigrazione di massa, oltre che alla secolarizzazione. [vedi come parla invece dell'evento secondo il 'pensiero unico' la Pravda vaticana]
Vedi: Testo integrale della splendida Allocuzione che Benedetto XVI avrebbe dovuto pronunciare a La Sapienza il 17 gennaio 2008.

Card. Caffarra Perché tanto interesse della Chiesa per la famiglia?

Il cardinale Carlo Caffarra, dopo aver formato i Dubia insieme ai suoi tre confratelli, continua a catechizzare sull'argomento principe su cui si focalizza particolarmente l'attenzione oggi. Resta solo da chiedersi se alcune "sviolinate" al Papa in riferimento ad alcuni punti commestibili fossero proprio indispensabili. Soprattutto perché quel poco che c'è di buono non aiuta a dissipare la confusione.
Approfitto per richiamare alcuni suoi recenti interventi [qui - qui - qui - qui - quiquiqui]

Card. Caffarra Perché tanto interesse della Chiesa per la famiglia?
Correggio (RE), 12 febbraio 2017

Non c’è dubbio che, almeno dal Papa Leone XIII in poi, l’interesse della Chiesa per il matrimonio e la famiglia è andato sempre più crescendo. Indico solo qualche fatto significativo.
Ad iniziare da Leone XIII quasi tutti i Papi promulgano un’enciclica su questo tema. Un Concilio ecumenico, il Vaticano II, ne ha spesso e lungamente parlato. San Giovanni Paolo II ha fatto del matrimonio e della famiglia la cifra del suo pontificato. Il Santo Padre Francesco ha perfino convocato due Sinodi dei Vescovi su questo tema, pubblicando come conclusione dei medesimi un’Esortazione Apostolica, che fino ad ora è il più lungo documento dedicato al tema matrimonio e famiglia dal Magistero dei Papi.
Quanto detto accenna all’attenzione dei Papi. Ma ad iniziare dal secondo dopoguerra del secolo scorso, iniziano Movimenti ecclesiali specifici; la ricerca teologica approfondisce sempre più la tematica; crescono le beatificazioni e le canonizzazioni di beati e santi sposati, ed anche di coppie coniugali. Ultima i genitori di santa Teresa del Bambin Gesù. È dunque legittima, ed in un certo senso inevitabile la domanda: perché tanto interesse? Nel primo punto della mia riflessione cercherò di rispondere a questa domanda. Nel secondo mostrerò il contemporaneo disinteresse del mondo e della cultura occidentale per il matrimonio e la famiglia. Infine nel terzo farò uno schizzo del modo con cui la Chiesa si interessa del matrimonio e della famiglia.

Venerdì 17 febbraio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che [trovate qui].

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui].

Ogni giorno assistiamo a nuovi oltraggi al Sacro Cuore di Gesù; inoltre procede l’opera di ulteriore demolizione della Liturgia. Ѐ quindi di massima importanza restare fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione. Rinnoviamo anche le preghiere affinché il Signore doni Santi Pastori alla Sua Chiesa. Rinnoviamo anche le preghiere affinché il Signore doni Santi Pastori alla Sua Chiesa e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, leggiamo un estratto da L’Amicizia spirituale di S. Aelredo di Rievaulx. Il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 16 febbraio 2017

Sessualità umana: è auspicabile un incontro fra Teologia e Medicina? Un inizio di riflessione. - Alfonso Aliberti

Pubblico di seguito la riflessione meditata di un nostro lettore, che parla dalla sua prospettiva di medico. Interessante che parte da una citazione presa dal Dubium n.1. Ѐ importante che cominciamo a fare dei Dubia il nostro Magistero e che circolino, visto che sono in tanti a non sapere neppure di che si tratta! 
Questo inizio della riflessione sviluppa a grandi linee una visione fisiologica della problematica sessuale, che è certamente ineludibile, ma sarà da integrare con i versanti psichico e spirituale, non solo ma soprattutto quando si tocca il tema della castità sacerdotale.
Non mi addentro ovviamente su questi versanti sui quali attendiamo con interesse il seguito della riflessione, ma accenno soltanto alla sublimazione *, ardua quanto si vuole, ma non meno reale nelle sue implicazioni, se correttamente e sanamente orientata e vissuta. Naturalmente, nella vita di fede, è sostenuta da intensa preghiera ed ascesi, e dalla grazia soprannaturale, che agisce su tutte le facoltà umane e sui fenomeni interconnessi che le muovono.
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* Dal latino sublimare: "esaltare, elevare spiritualmente, rendere sublime". Fenomeno mutuato dalla fisica e dalla chimica; ma trasferito anche alla sfera psicologica, nella quale è il processo attraverso il quale l'energia pulsionale primitiva, specialmente quella sessuale, viene in parte distolta dal suo fine e, mutato l'indirizzo originario con lo spostamento dello scopo istintuale, viene trasformata in attività di alto valore sociale o culturale, tra cui anche la creatività artistica e intellettuale nonché, in genere, le attività più elevate dello spirito umano.

Sessualità umana: è auspicabile un incontro fra Teologia e Medicina? Un inizio di riflessione.

Questo è veramente un parlare duro alle orecchie di coloro che non sono eletti: 
"L’unione coniugale non è basata solo sulla mutua affezione, "gli atti sessuali non sono solo un’attività tra le altre che la coppia compie". "Le relazioni sessuali sono per l’amore coniugale. Esse sono qualcosa di così importante, così buono e così prezioso, da richiedere un particolare contesto: il contesto dell’amore coniugale. Quindi, non solo i divorziati che vivono in una nuova unione devono astenersi, ma anche chiunque non è sposato. Per la Chiesa, il sesto comandamento "non commettere adulterio" ha sempre coperto ogni esercizio della sessualità umana che non sia coniugale, cioè, ogni tipo di atto sessuale al di fuori di quello compiuto col proprio legittimo sposo". ("Fare chiarezza". Nodi irrisolti dell'Amoris Laetitia. L'appello di quattro Cardinali al papa - Dubium n,1)
Gesù aveva molti discepoli, ma ogni qualvolta il suo parlare era duro, molti se ne andavano. Anche i dodici che continuavano a seguirlo non comprendevano pienamente il Suo parlare. Se il parlare duro allontanava la maggior parte dei Suoi stessi discepoli, come possiamo meravigliarci che la moltitudine degli uomini poi sia diventata sempre più sorda alle Sue parole di vita eterna? Quale importanza ha per l'uomo contemporaneo il comando "non commettere adulterio" e l'insegnamento perenne della Chiesa di non avere relazioni sessuali se non nel contesto dell'amore coniugale? E' possibile ancora nella nostra epoca rispettare l'esercizio della sessualità esclusivamente con il proprio legittimo sposo, quindi solo dopo il matrimonio sacramentale? Uno sguardo al mondo attuale ci rende consapevoli che i "molti" vivono nello stordimento illusorio che l'"ars bene vivendi" si concretizzi nel soddisfare, qui ed ora, ogni piacere del corpo, abbandonandosi al sensualismo, particolarmente quello erotico, che si vuole godere ardentemente, liberi da ogni freno morale. Al contrario, sono "pochi" gli uomini che persistono nel cammino secondo lo Spirito, non escludendo però di dare le dovute attenzioni alle lecite esigenze corporali.

mercoledì 15 febbraio 2017

Il Cardinale Burke inviato dall'altro capo del mondo (a Guam) come giudice in un caso scabroso per varie implicazioni

Il cardinale Burke è stato mandato a Guam come giudice in un processo per abuso di minori nei confronti del vescovo locale.
So che la vicenda è scabrosa ma non l'ho seguita nei dettagli, tranne che ricordo che è arrivata al punto in cui è per l'insistente sofferta pressione di laici che non tolleravano anche altri problemi connessi con il controllo, sembrerebbe fraudolento, del locale Seminario da parte del Cammino Neocatecumenale [vedi].  Doppia insidia per il Cardinale.
Potrete ricavare alcuni dettagli dai link che inserisco di seguito.

In sintesi, domani il cardinal Burke, in qualità di giudice inviato del Vaticano ascolterà per la prima volta la deposizione di una delle vittime (dalle testimonianze) del vescovo neocatecumenale Apuron.

Il cardinale Burke, per dovere istituzionale (già Prefetto della Segnatura Apostolica, il tribunale più importante del Vaticano), aveva aperto un fascicolo su Apuron già nel 2008 (ma non è chiaro se già all'epoca pendessero sospetti di molestie sessuali su minori): stavolta opererà in qualità di giudice.

La testimonianza resa resterà però sotto segreto pontificio; saranno con lui due officiali vaticani di cui non sono state rese note le generalità (uno di essi potrebbe essere il gesuita Conn).
Se dalla Santa Sede hanno intenzione di conoscere la verità piuttosto che di trovare il modo per insabbiarla, hanno fatto bene a inviare Burke (su mandato di Müller della CDF), anche se è ovvio che i neocat non lo vedono di buon occhio perché è un fautore della liturgia tridentina e cinque anni fa contribuì a segnalare a Benedetto XVI la truffa neocatecumenale dell'autoapprovazione del rito del sabato sera (permettendogli di bloccarla). 

Riprendo di seguito la notizia pubblicata oggi dal sito britannico EWTN [qui].

Danilo Quinto. A gloria di coloro che soffrono

"Alcuni poi sono pelagiani: vogliono tornare all’ascesi, fanno penitenze, sembrano soldati pronti a tutto per la difesa della fede e di buoni costumi… e poi scoppia lo scandalo del fondatore o della fondatrice… Noi sappiamo, vero?".
Il messaggio che papa Francesco dà nel colloquio con i superiori degli ordini religiosi, pubblicato nel numero 4mila de «La Civiltà Cattolica» con la firma del direttore, padre Antonio Spadaro – diffuso anche dal Corriere della Sera dello scorso 9 febbraio - non lascia spazio ad equivoci. Sia rispetto a quello che vuole fare intendere con quella domanda insinuante e subdola – “Noi sappiamo, vero?” – sia rispetto all’ammonimento che dà: non fate credere di essere altro da quello che siete. Altro che penitenze, ascesi, soldati della fede: la vostra vera natura è quella di dare scandalo. 

martedì 14 febbraio 2017

don Elia. Tempus beneplaciti

Sembra che tutto, nella Chiesa, stia precipitando e che il picconatore avanzi incontrastato senza che alcuno possa fermarlo; nemmeno del famoso “atto di correzione formale” si è sentito più nulla… Eppure anche questo è un tempo favorevole, perché anche in esso siamo costantemente oggetto della benevolenza di Dio, che lo ha stabilito così per una disposizione di suprema sapienza. Questo è il tempo in cui il Signore mette alla prova i Suoi per verificare se meritano di partecipare al trionfo del Suo regno, che verrà mediante il regno di Maria; ma anche il tempo in cui fa venire allo scoperto i traditori per farceli individuare con certezza e per marchiarli d’infamia, ma lasciando loro ancora spazio per la conversione, prima di doverli punire. Vista sub specie aeternitatis, dunque, anche l’attuale situazione è tempo di grazia, tempus beneplaciti.

lunedì 13 febbraio 2017

Il Consiglio dei Cardinali dichiara fedeltà al papa

Riprendiamo, nella nostra traduzione, la notizia pubblicata oggi dal sito americano LifeSiteNews secondo cui i dieci Cardinali del Consiglio della corona avrebbero prestato giuramento di fedeltà al papa e al suo magistero.
Il vaticanista Nick Donnely, sulla sua pagina Facebook: "Il giuramento di fedeltà prestato dal Consiglio dei Cardinali fa pensare che qualcosa sia accaduto o stia per accadere".
In effetti il sito news-va pubblica oggi la seguente Dichiarazione dei cardinali (più che un giuramento è una dichiarazione di fedeltà):
Il Consiglio di Cardinali ha iniziato oggi la sua diciottesima sessione di lavoro.
All'inizio il Cardinal Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga, coordinatore del gruppo, dopo aver rivolto il suo saluto al Santo Padre, lo ha ringraziato a nome di tutti i Membri per le Sue parole nel discorso natalizio alla Curia Romana lo scorso 22 dicembre 2016 [quello che, in riferimento alla riforma, individua le ;resistenze aperte, le resistenze nascoste e le resistenze malevole (1) -ndR] riconoscendovi incoraggiamento e indirizzo per i lavori del Consiglio.
In relazione a recenti avvenimenti, il Consiglio di Cardinali esprime pieno appoggio all'opera del Papa, assicurando al tempo stesso adesione e sostegno pieni alla Sua persona e al Suo Magistero. Città del Vaticano, 13 febbraio 2017
Resta da vedere se i "recenti avvenimenti" sono quelli segnalati dal sito americano o la "Correzione formale" che si dice in itinere... Probabilmente lo sapremo presto.

Mons. Schneider al Congresso Summorum Pontificum in Messico

Riprendo da Riposte Catholique. Rimaniamo uniti nella preghiera e nell'offerta, oltre che ai nostri 4 Cardinali, anche a Mons. Schneider. Anche a lui assicuriamo tutta la nostra vicinanza ed appoggio.

Mons Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana (Kazakhstan), ha trascorso parecchi giorni in Messico, invitato al 2° Congresso Summorum Pontificum messicano, Guadalajara 3-6 febbraio, organizzato da Una Voce Mexico e dalla Fraternità San Pietro. 
Ha tenuto diverse conferenze.
Ha celebrato diverse Messe pontificali [a città del Messico dal 1° al 3 febbraio, dove si è recato in pellegrinaggio al Santuario della Vergine di Guadalupe. Ha amministrato la Cresima a molti giovani. Inoltre ha consacrato alcuni altari nell'Istituto di Cristo Re, nuovo centro di discernimento della Fraternità San Pietro a Guadalajara.

Amoris laetitia. Coccopalmerio risponde col Concilio ai dubia dei 4 cardinali

Oggi, Faro di Roma annuncia la pubblicazione del prezioso volumetto, commento al Capitolo VIII dell’Amoris laetitia per una lettura guidata, edito dalla Libreria Editrice Vaticana, che sarà presentato martedì prossimo alle ore 11 alla Radio Vaticana, con l'affermazione che esso risponde ai Dubia dei 4 Cardinali, definiti riottosi.
Lo ha scritto il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi, che si è posto l'intento "di superare l’impasse che rende di fatto inapplicabile la Familiaris consortio dove si chiede ai divorziati risposati di astenersi dall’intimità di coppia".

Se davvero lo studio costituisce la risposta ai Dubia dovrebbe contenere argomenti sufficienti a fugarli o a controbatterne le motivazioni. Ma la sintesi proposta dall'articolista mostra il contrario già nell'incipit, che riporta la citazione, da parte dell'Autore, del Vaticano II, nella Gaudium et spes:

domenica 12 febbraio 2017

Un'inchiesta della Gendarmeria sul finto Osservatore Romano? Speriamo che sia uno scherzo anche questo

Marco Tosatti su Stilum Curiae.
Stanno perdendo il senso del ridicolo...

La Gendarmeria vaticana sta indagando. Per scoprire chi ha ideato una falsa prima pagina dell’Osservatore Romano in cui – siamo sempre a Carnevale – si ironizza benevolmente sul silenzio perdurante del Pontefice regnante ai “Dubia” presentati da quattro cardinali sulla comunione ai divorziati risposati il cui primo matrimonio sia ancora valido. Si ipotizza una fronda anti Bergoglio.
La Gendarmeria vaticana! E non dubitiamo che il generale Domenico Giani saprà scovare gli autori di una burla che – siamo sicuri – sarà stata apprezzata anche dal Pontefice, che spesso ha ringraziato Dio per averlo dotato, dice, del senso dell’humour.
Che forse però difetta un po’ altrove. Se c’è un’inchiesta è perché qualcuno ha dato mandato al Generale Giani di iniziarla; per quanto lo conosciamo, da molti anni, da buon militare con pratica sul campo e nei servizi di intelligence, da buona militare agisce come gli viene ordinato.
L’Osservatore finto titolava a nove colonne: “Ha risposto”. E devo dire che un sorriso me lo ha strappato, quando un amico me lo ha inviato qualche giorno fa. Devo dire però che non sono riuscito a vedere in esso nient’altro che il divertissement di qualche persona di spirito, certamente al corrente di tutta la confusione e la divisione che l’esortazione apostolica Amoris Laetitia sta provocando nel mondo cattolico. E non per cattiveria di animo di nessuno, o per odio – ma perché mai? – verso il Papa. Semplicemente perché su un tema delicato e controverso da sempre il documento è ambiguo, checché ne dicano i difensori, e contraddice, non apertamente, ma in maniera obliqua tutto il Magistero precedente e il Catechismo della Chiesa. Che non sono regole dottrinali, ma ciò a cui i cattolici guardano per avere luce.

Echi di 'voci romane' rimbalzanti d'oltreoceano: la 'correzione fraterna' dei 4 Cardinali è già stata inoltrata? Bergoglio intende cambiare la Messa?

Gran sommovimento nell'orbe cattolico nel quale i venti della rivoluzione bergogliana soffiano sempre più impetuosi. Due notizie al volo, ancora in attesa di conferma.

Il vaticanista Nick Donnelly su twitter, rilanciato dal blog Vox Cantoris, riporta voci dalle "sacre" mura secondo cui il cardinale Muller si sarebbe dimesso e sarebbe già avvenuta, per il momento in privato, la "correzione fraterna", in ragione della mancata risposta del papa ai Dubia.

Quest'ultima notizia coinciderebbe con quanto a suo tempo dichiarato dal cardinale Burke ed è in linea con lo stile ecclesiale dei 4 cardinali, rispettoso chiaro ed essenziale, ma estraneo ai clamori mediatici.

Inoltre, da un twit di Edward Pentin, altro noto vaticanista: la posizione del papa attuale è favorevole ad ammettere l'intercomunione con i protestanti, in alcuni casi (ma di fatto alcuni casi già vanificano i principi): "Cardinal Kasper: allowing intercommunion with Protestants in some cases is "the position of the current Pope"
Di questa preoccupante deriva, come pure dei rischi di una ulteriore manomissione della Liturgia   abbiamo parlato qui e qui.
Per chi volesse approfondire la tematica all'origine dei Dubia: archivio articoli sull'Amoris laetitia.

Le montagne russe della liturgia: sono state recentemente proposte 14 “migliorie” alla messa tradizionale.

Non ho tempo per commentare come si dovrebbe quanto riportato dall'articolo che pubblico di seguito nella nostra traduzione da New Liturgical Movement. Lascio dunque gli approfondimenti alla discussione. I link richiamati dal testo vanno ad una serie di articoli che ci offriranno altrettanto materiale per approfondire. Il nostro traduttore è già all'opera. Ma credo che più che pubblicarli, converrà che io ne faccia una sintesi ragionata, magari approfondendo ulteriormente quanto elaborato anche di recente sui rischi di una ulteriore manomissione della Liturgia [qui - quiqui]. 
Più di una volta abbiamo parlato con raccapriccio della possibile ibridazione del Rito Romano usus antiquior come uno degli aspetti (l'ipotesi del mutuo arricchimento dei due riti) della cosiddetta 'Riforma della riforma', che negli intenti di Benedetto XVI era auspicabile per rimediare al fatto che la riforma liturgica postconciliare è andata oltre i legittimi e tradizionali confini che il concilio stesso aveva stabilito poiché, pur enunciando i principi in modo preciso “la loro forza normativa vien fortemente attenuata dalle non poche e sempre generiche eccezioni previste… A tali eccezioni, infatti, va ricondotta la rozza situazione di anarchia liturgica ch’è sotto gli occhi di tutti e sta quotidianamente ingigantendosi” (Brunero Gherardini, Concilio Ecumenico Vaticano II: un Discorso da fare, Casa Mariana Editrice, Frigento (Av), 2009, p 140.)

Le montagne russe della liturgia: sono state recentemente proposte 14 “migliorie” alla messa usus antiquior
Peter Kwasniewski, 6 febbraio 2017

Quando uno crede di essere finalmente sceso dal treno sovraffollato e traballante o – per usare un’altra metafora – dalla barca scossa dalle tempeste del cambiamento liturgico, ecco che una persona dalla mentalità impeccabilmente riformista se ne esce proponendo di scatenare la forza della Sacrosantum Concilium sull’usus antiquior, o di ritornare al 1965, o di rappezzare un ibrido tra forma ordinaria e forma straordinaria, o altre mostruosità del genere. Sono così tanti gli argomenti di questo tipo che sono stati presi in esame e su cui ci si è affrontati, ci si è scontrati, si è riflettuto e si è tornato a riflettere, che si potrebbe pensare tranquillamente di essere entrati in un periodo di profondo scetticismo sulla necessità di modificare elementi che sono quasi sempre migliori di quanto pensiamo. Mano a mano che ci si familiarizza con la messa latina tradizionale, che si entra nella sua struttura, nelle sue preghiere, cerimonie e tradizioni, si arriva a considerare che queste ultime siano assolutamente appropriate.

sabato 11 febbraio 2017

La cosiddetta cospirazione Burke-Bannon. Una bufala. Ma è di questo che si servono!

Riprendo il testo che segue nella nostra traduzione da Riposte Catholique. Interessante perché mostra una situazione - che rimbalza da oltre oceano e viene sottolineata dai nostri amici d'Oltralpe - che rispecchia atteggiamenti analoghi di organi di stampa di casa nostra. Sembra si sia scatenata la parola d'ordine: dalli al Cardinale Burke.
Per inquadrare il contesto segnalo come emblematico questo passaggio del Times: Finora Francesco è riuscito a marginalizzare o retrocedere i tradizionalisti, a cominciare dal cardinale Burke, portando avanti un’agenda inclusiva su immigrazione, cambiamento climatico e povertà. Finché c’è stato Obama alla Casa Bianca, il Papa ha potuto contare sul potente alleato americano; ora che Trump ha preso il suo posto, la situazione è cambiata, e Bergoglio appare improvvisamente più solo.
Prendiamo atto delle subdole insinuazioni intorno al Cardinale Raymond Leo Burke per vanificarne la falsità pretestuosa, che volutamente confonde la sua rispettosa parresìa con una azione contro il Papa; mentre ogni parola e iniziativa del porporato oggi più preso di mira è a difesa della verità cattolica. E continuiamo a sostenere il nostro Cardinale con la preghiera, ma anche con ogni azione che gli faccia sentire tutta la nostra vicinanza e comprensione.

Il giornalista Jason Horowitz è l'autore di un lungo articolo del New York Times del 7 febbraio, finalizzato, tra l'altro, a denunciare una "alleanza tenebrosa" tra Steve Bannon - ex capo di Breitbart News e oggi principale consigliere strategico di Trump - e il cardinale Raymond Burke. Questo articolo è stato preso avidamente ma indiscriminatamente dalla Grande stampa negli Stati Uniti e altrove ... E una frottola goffa ma maliziosa smontata riga dopo riga da Robert Moynihan, giornalista cattolico americano che vive a Roma, sul suo prezioso blog Inside the Vatican. Un altro giornalista americano, particolarmente esperto - trent'anni di attività in formato elettronico - Phil Lawler, un più conciso impostato il proprio account a questa balla sul sito di Catholic culture. Questo il suo testo...

Paolini, paoline, e ciò che fu la Buona Stampa cattolica - Cristiano Lugli

Di recente mi è capitato di inoltrarmi nei meandri della Libreria Paoline di Reggio-Emilia, non tanto per uno sterile masochismo e perché volessi sottopormi a qualsivoglia penitenza, ma perché mi serviva un libro di Chesterton per mia moglie, che ero certo avessero lì.
Perlomeno questa full-immersion nell'universo mondo dell'editrice Paoline non è stato vano, giacché proprio il libro che cercavo l'ho trovato, forse un po' impolverato ma l'ho trovato.
Prima di entrare mi sono ovviamente soffermato per gettare l'occhio sulla vetrina - cosa che spesso faccio passandovi davanti anche senza entrare - per farmi quattro consuete risate, oppure per scuotere un po' la testa al cospetto di certi libri-scemenza che vedo presentati come bestseller nel primo piano di una gamma libraria che fu cattolica: si possono scorgere libri gioco per bambini "in compagnia di Papa Francesco", o alle volte, sulla stessa lunghezza d'onda, qualche bel libro di Enzo Bianchi al fianco di quelli a firma di Corrado Augias. Insomma, tutti personaggi fermamente cattolici per intenderci.

venerdì 10 febbraio 2017

Ritorna la Messa ambrosiana antica a Lecco. Una conferenza di don Marino Neri come vademecum

Lecco domenica 12 febbraio, dopo decenni di silenzio, riprende la celebrazione della Santa Messa secondo il Rito ambrosiano tradizionale.
La Liturgia sarà celebrata di domenica, alle ore 17,30 per ora con frequenza mensile, nella antica Chiesa di Santa Marta, in via Mascari nel centro della città lariana.
Non c'è bisogno di sottolineare l'importanza dell'evento se non osservando che ogni Messa antica celebrata con stabilità riporta tra le comunità le forme ortodosse della lex orandi e con esse l'ortodossia del Credo cattolico in un tempo di errore e di eresia diffusi. La riconoscenza va incessantemente a Benedetto XVI che riconobbe con il Motu proprio Summorum Pontificum la costanza delle forme liturgiche antiche.  [Fonte]

Di seguito, una conferenza di don Marino Neri che potrà servire da utile introduzione al Rito ambrosiano antico..

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Il Rito romano e la tradizione liturgica della Chiesa milanese

Nulla poena sine culpa (il caso Manelli) - Giovanni Turco

Chiaro limpido esaustivo Giovanni Turco su Corrispondenza romana. Vedi archivio articoli

Un classico brocardo esprime uno dei principi elementari di giustizia: nessuna pena senza colpa. La pena presuppone la colpa. E quella è giusta solo se è proporzionata a questa. Si tratta di un criterio basilare della sapienza giuridica. Vi si attualizza l’istanza del giusto, la quale è perenne e vincolante per tutti e nei confronti di chiunque. Perciò intramontabile ed inconfutabile. La giustizia, infatti, trova compimento quando si dà a ciascuno il suo. Non quando si infliggono sanzioni per asservire altri al proprio volere.
Non quando si esercita un potere che rimuove i criteri del retto operare, alla stregua di ostacoli o di ingombri. Nessuna pena è intrinsecamente legittima senza che essa si riferisca ad una colpa. Solo in presenza della colpa la pena è giustificata. Altrimenti è arbitraria. Ovvio che debba trattarsi di una colpa reale, non ipotetica. Accertata, non presunta. Ma affinché la colpa sia riconosciuta come tale e (posta che sia stata compiuta) sia valutata nella sua obiettiva gravità, occorre che l’imputato abbia la possibilità di difendersi. Che possa esporre le proprie ragioni. Che abbia la possibilità di fare emergere fatti e situazioni. Giacché, come è noto, contra factum non valet argumentum. A tal fine esiste il processo. Breve o lungo, che sia. Essenziale o complesso, che sia.

Venerdì 10 febbraio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che [trovate qui].

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui].

Ogni giorno assistiamo a nuovi oltraggi al Sacro Cuore di Gesù anche da parte di Pastori che non guidano più sulla buona strada i fedeli e da parte di quanti, avendo la responsabilità della guida delle Nazioni, dovrebbero agire solo per il bene dei popoli. I pochi che si oppongono con risolutezza al peccato dilagante sono messi a tacere, diffamati e derisi. Il nostro impegno nella Preghiera di riparazione deve perciò essere costante e instancabile. Rinnoviamo anche le preghiere affinché il Signore doni Santi Pastori alla Sua Chiesa e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, leggiamo un estratto da L’Amicizia spirituale di S. Aelredo di Rievaulx. Il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 9 febbraio 2017

“Le opposte ricette di Ratzinger e Bergoglio”. Considerazioni di Andrea Mondinelli

Ringrazio Andrea Mondinelli per queste sue considerazioni in ordine all'articolo pubblicato stamane: “Le opposte ricette di Ratzinger e Bergoglio” e volentieri pubblico per condividere. Questa è la sinergia che dovrebbe stabilizzarsi fra noi!

Cari amici di Chiesa e Post Concilio,

quanto espresso nel post “Le opposte ricette di Ratzinger e Bergoglio”, purtroppo, contiene innegabili e dolorose verità ribadite nella terribile intervista al papa emerito (qui) di Jacques Servais. Di seguito le mie riflessioni dopo averla letta.
Nell’intervista ho notato passaggi che reputo così errati che con timore e tremore affermo che proprio da queste sottilissime differenze con la Tradizione cattolica siano nati tutti i disastri in cui siamo immersi. Ciononostante, sono grato a Ratzinger per i luminosi insegnamenti da lui ricevuti (mi sono letto almeno una decina dei suoi libri), ma l’intera intervista contiene passaggi, ad essere benevoli, molto discutibili. Ora cercherò di focalizzare il punto della questione che è molto sottile, ma decisivo. Attenzione alla domanda – risposta:

Le opposte ricette di Ratzinger e Bergoglio. Ma la verità non sta nel mezzo, sta dov'è sempre stata

Abbiamo esaminato i rischi di una ulteriore revisione del rito riformato [qui] e le derive ingravescenti improntate al falso ecumenismo [qui]. La riflessione che segue ci offre lo spunto per ricordare gli aspetti fondamentali dell'Eucaristia, fonte e culmine della nostra Fede.

Un recente articolo di Sandro Magister su Settimo Cielo, reca il titolo : Sulla medicina per i peccatori, le opposte ricette di Ratzinger e Bergoglio. Viene messo in risalto che in Bergoglio l'associazione tra l'Eucaristia e i pasti di Gesù con i peccatori, postulata nell'Amoris laetitia in forma allusiva e con lo studiato ausilio di note a piè di pagina, è ripresa da Evangelii gaudium : "L’Eucaristia non è un premio per i perfetti ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli".

Questa stessa asserzione era stata criticata a fondo da Papa Ratzinger. Di seguito Magister riporta la lunga citazione tratta da: Joseph Ratzinger, Opera Omnia, "Teologia della Liturgia", 2008, pagg.422-424, pubblicato a cura dell'attuale prefetto della congregazione per la dottrina della fede, cardinale Gerhard L. Müller:

mercoledì 8 febbraio 2017

Islam e schiavismo. Agostino Nobile

Le ricerche storiche sulla tratta degli schiavi nel mondo musulmano sono numerose, ma dagli anni settanta dello scorso secolo, su esplicita richiesta delle monarchie arabe, i governanti europei iniziarono a divulgare, a partire dai testi scolastici, una storia dell'islam edulcorata. Tra i principali sostenitori di questi accordi troviamo il cancelliere tedesco Helmut Schmidt e Valéry Giscard d'Estaing, che si oppose strenuamente alla proposta d'inserire nella Costituzione europea i riferimenti alle radici giudaico-cristiane. In un incontro al Cairo del 1996, l'ex presidente della Convenzione europea e massone, fu più che chiaro “Spero che i docenti [arabi e europei] si incontrino per scrivere insieme i loro manuali di storia”. In poco più di trent'anni, le cose si sono capovolte: lo schiavismo e il razzismo non appartengono all'islam, ma solo all'occidente cristiano.

Prove tecniche di un nuovo rito ecumenico?

Leggo oggi su Il sismografo che, nel quadro delle celebrazioni per il 50° anniversario del dialogo tra la chiesa cattolica e quella anglicana e della istituzione del Centro anglicano a Roma, il prossimo 13 marzo si terrà la Preghiera corale della sera secondo l'uso anglicano nella Basilica di San Pietro.
Sarà la prima volta nella storia che la funzione, in parte equivalente ai Vespri cattolici, sarà celebrata presso l'altare della Cattedra, di comune intesa tra l'arciprete della Basilica, il cardinale Angelo Comastri, e il direttore del Centro Anglicano di Roma, l'Arcivescovo David Moxon, che presiederà il servizio liturgico. Il predicatore sarà l'Arcivescovo cattolico inglese Arthur Roche(1).
La liturgia sarà animata dal Coro del Merton College di Oxford.
Viene ricordato, nell'occasione, che la ricorrenza è stata rievocata cinque mesi fa dal Papa e dall'Arcivescovo Justin Welby, nella celebrazione dei Vespri nella basilica di San Gregorio al Celio. La data della celebrazione del prossimo 13 marzo (che peraltro è la data di elevazione al Soglio) è stata scelta perché la prima disponibile e più vicina al giorno di San Gregorio Magno, divenuto informalmente il patrono delle relazioni tra le due chiese. Fu lui infatti che portò il cristianesimo in Gran Bretagna con l'evangelizzazione di alcuni monaci benedettini del cenobio romano di Sant'Andrea sul Celio, tra i quali si ricorda Sant'Agostino che divenne poi il primo arcivescovo di Canterbury.
Sono forse le prove generali di un nuovo rito ecumenico. già inaugurato con i Luterani [qui - qui - qui], a cui fa da apripista la preannunciata revisione della Liturgiam authenticam ? [vedi: Un altro serio ‘vulnus’ a La Catholica. Ѐ una analisi che vi invito caldamente ad approfondire].

martedì 7 febbraio 2017

Il cardinale Joseph Zen Ze-kiun denuncia i compromessi tra Vaticano e Cina

Nella nostra traduzione da Le Monde, un altro versante della crisi che attanaglia la Chiesa nelle dichiarazioni del cardinale Joseph Zen Ze-kiun sui compromessi tra Vaticano e Cina.
Vedi su AsiaNews maggiori dettagli che sottolineano le ambiguità dei dialoghi e delle aspettative nelle relazioni fra Cina e Vaticano: l’appartenenza all’Associazione patriottica, che Benedetto XVI definiva “incompatibile” con la dottrina cattolica (e che Francesco ha confermato); i silenzi verso la persecuzione subita da fedeli e sacerdoti; le ambiguità sulle nomine dei vescovi.

Tempo di distensione fra Pechino e il Vaticano. Ma una figura rappresentativa della Chiesa asiatica, il cardinale Joseph Zen Ze-kiun, vescovo emerito di Hong Kong, non è convinto da una possibile riconciliazione: «Il Vaticano è nelle mani di persone che non ci ascoltano e seguono la strategia sbagliata», ha detto a Le Monde.
Dall'inizio dell'anno, la Cina e il Vaticano, che non intrattenevano rapporti diplomatici, fanno di tutto per dimostrare la loro buona volontà in un'intervista a El Pais il 21 gennaio Papa Francesco si è dichiarato pronto a visitare la Cina «non appena mi sarà rivolto un invito». Ha spinto la sua amabilità fino a dire che «le chiese cinesi sono piene» e che «vi si celebra il culto liberamente». Il 26, il Quotidiano del Popolo, organo del Partito comunista, ha risposto lodando «un gesto saggio» del sovrano pontefice, titolando sulle "grandi aspettative che circondano le relazioni tra Cina e Vaticano nel 2017".
Un comitato di negoziazione si riunisce ogni tre mesi dal 2014, alternativamente in Cina e a Roma, al fine di superare l'incompatibilità tra il dogma cattolico e il controllo esercitato dal Partito Comunista Cinese (PCC) sulla pratica del cattolicesimo in questo paese: esso ha istituito in Cina una chiesa cattolica «patriottica» indipendente dal Vaticano, col potere di nominare i propri vescovi senza il consenso del papa.
«Non ne avrebbero dovuto essere ordinati»
Il 2016 si è chiuso con quattro ordinazioni ...

Danilo Quinto. Moriremo tutti protestantizzati?

In tempi di protestantizzazione della Chiesa fondata da Nostro Signore Gesù Cristo, non ci sono altre strade da praticare se non quelle della preghiera e della lettura di pagine che possano rincuorare e, fondamentalmente, rinsaldare la fede nell’unico Dio che salva, quello cattolico.

Diceva il Papa il 26 giugno 2016, tornando in aereo dal suo viaggio in Armenia: «Io credo che le intenzioni di Martin Lutero non fossero sbagliate: era un riformatore (…). Lui ha fatto una “medicina” per la Chiesa, poi questa medicina si è consolidata in uno stato di cose, in una disciplina, in un modo di credere, in un modo di fare, in modo liturgico. Ma non era lui solo: c’era Zwingli, c’era Calvino… (…)».

lunedì 6 febbraio 2017

Norcia, tutti in processione con la Madonna Addolorata

La processione attorno alle mura con l’icona a cui la popolazione è molto devota | Boccardo: “Il giro della mura che abbiamo fatto è stato un grande abbraccio a Norcia”. Lo stesso vescovo ha indetto, per il 27 gennaio, una giornata di preghiera e digiuno
Tra le chiese crollate a Norcia qualcosa si è salvato, grazie anche alla prontezza di chi ha provveduto a mettere in sicurezza opere d’arte e simboli sacri prima della grande scossa del 30 ottobre: è quello che è successo con l’immagine della Madonna Addolorata, ospitata fino a qualche mese fa nella chiesa di San Filippo (ora completamente crollata) ed attualmente custodita al deposito di beni culturali di Spoleto. Un quadro a cui la popolazione nursina è particolarmente devoto e a cui, da secoli, si affida in occasione delle forti scosse di terremoto che da sempre agitano questa terra.

Piazza San Pietro nella 'Giornata per la Vita' 2017

Nonostante l'importanza dell'evento di domenica 5 febbraio, dedicata alla Giornata per la Vita, potete notare quanto scarsa sia l'affluenza di fedeli in P.za San Pietro.  
Nell'immagine l'inquadratura della webcam al momento dell'Angelus. La piazza è semivuota. L'affluenza da tempo si è più che dimezzata. E non solo per motivi di pioggia o di terrorismo! C'è un motivo intuibile. E se è vero che vox populi vox Dei...
Mentre su TV2000 puntano sempre all'inquadratura delle persone raggruppate in 50 mq: il 'campo ristretto' che dà l'idea ci sia tanta gente. Non è così!
Eppure, nei saluti dell'Angelus, questa volta è risuonato un messaggio inconsueto, che è mancato in altri momenti topici e risulta in contrasto con alcune scelte politiche (l'abortista Clinton rispetto a Trump, ad esempio):
«Ogni vita è sacra! Portiamo avanti la cultura della vita come risposta alla logica dello scarto e al calo demografico; stiamo vicini e insieme preghiamo per i bambini che sono in pericolo d’interruzione della gravidanza, come pure per le persone che stanno alla fine della vita – ogni vita è sacra! – perché nessuno sia lasciato solo e l’amore difenda il senso della vita. Ricordiamo le parole di Madre Teresa: «La vita è bellezza, ammirala; la vita è vita, difendila!», sia col bambino che sta per nascere, sia con la persona che è vicina a morire: ogni vita è sacra! Saluto tutti quelli che lavorano per la vita, i docenti delle Università romane e quanti collaborano per la formazione delle nuove generazioni, affinché siano capaci di costruire una società accogliente e degna per ogni persona».
Purtroppo, però, la cultura della vita come risposta alla logica dello scarto e al calo demografico, appartiene al solito linguaggio fatto di slogan di conio ideologico. Ѐ mancato il riferimento chiaro e forte alla ragione prima ed ultima della sacralità della vita e della sua ricordata bellezza: l'origine e l'orientamento a Colui che ce l'ha donata e che l'ha anche redenta.
A lato l'immagine dell'evento corrispondente di TV2000 nel 2008 (clicca sul'immagine per ingrandire)

Commento di un lettore che rispecchia il sentimento di tutti:

La santità del vincolo matrimoniale. L'Amoris Laetitia e le indicazioni di Monsignor Huonder al suo clero

Riprendiamo da Vigiliae Alexandrinae. Un'altra voce di un vescovo in sintonia con i 4 cardinali dei Dubia. Vedi precedenti.

"Instaurare omnia in Christo" è la sua divisa episcopale. Eletto nel 2007 dal Capitolo della Cattedrale di Coira e confermato Vescovo della Diocesi della stessa città da Benedetto XVI, Monsignor Vitus Huonder si è dimostrato in molte occasioni uno dei più fermi difensori della Fede e della Tradizione cattolica in terra elvetica.
Il 2 Febbraio scorso ha inviato ai sacerdoti della sua Diocesi una lettera intitolata "Die Heiligkeit des Ehebandes - La santità del vicolo matrimoniale" (vedi qui) nella quale stabilisce alcune direttive per i confessori entrando nel merito del discusso Capitolo VIII dell'Esortazione Apostolica Amoris Laetitia. Pur nella sua finalità pastorale e nel suo tono del tutto mite, questo documento appare importante perché il Vescovo della Diocesi più antica della Svizzera fa coincidere i propri parametri interpretativi, elevandoli a criteri normativi per tutto il suo clero, con quelli su cui si sono sapientemente fondati i Cardinali Brandmüller Burke, Cafarra e Meisner nella formulazione dei Dubia a proposito di alcuni punti dello stesso Capitolo VIII della Amoris Laetitia (vedi tra gli altri contributi qui). Come ribadito dagli stessi Cardinali tali principi risalgono ultimamente alle fonti della Rivelazione: Sacra Scrittura e Tradizione. Riportiamo qui di seguito, nella nostra traduzione, la lettera di Monsignor Huonder.

Cari Confratelli nel sacerdozio,

domenica 5 febbraio 2017

Rinoceronti di bar e di sacrestia

Nel dramma Rinoceronti, la accesa immaginazione del geniale autore rumeno Eugène Ionesco ha narrato l'angoscia del refrattario, che contempla, in una scena opaca e desolante, la metamorfosi animalesca (rinocerontesca) dell'uomo posseduto dalla frenesia laica, democratica e progressiva.
Il dramma inizia, infatti, dalla scena umoristica, di cui sono protagonisti gli osservatori benpensanti, figure dei borghesi, che la frivola chiacchiera del bar democratico, rende incapace di vedere l'orrore, in corsa animalesca, nel branco maggioritario, radunato e comandato a bacchetta dai filosofi natanti nelle acque dei capovolti pensieri, dagli agitatori progressisti e dai sovrastanti usurai.
La verità, che corre nel testo del non credente Ionesco, rivela la vociante ma desolata sopraffazione esercitata dal rinoceronte, possente figura dello sfrenato, imperioso conformismo, di conio laico e democratico, lanciato in corsa feroce contro la ragione e il sentimento dell'uomo refrattario alla suggestione democratica.
Nella opinione degli umbratili domatori, i c.poteri forti, agisce, infatti, la capovolta verità, intravista e purtroppo non condivisa da Ionesco: l'apostasia quale fonte del rabbioso delirio in atto nella torrida mente degli ideologisti, che gestiscono il potere trionfante e galoppante nell'ateismo di stampo bancario, in circolazione nel vicolo cieco frequentato dal radical chic.

sabato 4 febbraio 2017

La reazione e la recriminazione

Editoriale di Radicati nella Fede - foglio di collegamento della chiesa di Vocogno e della cappella dell’Ospedale di Domodossola (dove si celebra la S. Messa tradizionale).
Interessante la distinzione tra reazione e recriminazione.

Gli anni passano, e passano veloci e chi vive di recriminazioni resta senza nulla in mano.

Questo è vero per ogni cosa della nostra vita umana, ma è vero e forse ancora di più per la vita di fede, per la vita soprannaturale, la vita di grazia.

Non è vero per un motivo moralistico, perché recriminare non è bene, non è bello; ma è vero per un motivo strutturale, cioè morale: la vita di grazia non può stare con la recriminazione, con il continuo lamento.

Con questo non vogliamo dire che non si debba reagire al male e alla crisi: questo foglio di collegamento è nato come reazione anche; per essere uomini di Dio occorre essere anche uomini di reazione, occorre reagire; ma la reazione, quella vera, è di natura diversa dalla recriminazione.

A Roma è ritornato Pasquino

Le reazioni della stampa di regime ad eventi ecclesiali intersecati con la politica [qui - qui] e le letture pretestuose che ne danno i soliti turiferari dimostrano quanto siano caldi certi nodi che stanno venendo al pettine nei confronti del papa più politico della storia recente.
Egli infatti appare, del tutto inappropriatamente rispetto al suo ruolo, come l'antesignano delle posizioni globaliste, ambientaliste, immigrazioniste (contro l'Europa cristiana) fortemente connotate da un'ideologia sinistrorsa, mentre riserva ai fedeli bastonature di ogni sorta.
Tant'è che a Roma è tornato Pasquino. Il centro della città è tappezzato dei manifesti di cui all'immagine.
clicca per ingrandire  --->

Per i numerosi lettori esteri, ricordo che Pasquino è una celebre statua di Roma, che ha fatto parlare di sé perché divenuta parlante, fra il XVI ed il XIX secolo. Ai suoi piedi, ma più spesso al collo, si appendevano nella notte fogli contenenti satire in versi, dirette a pungere anonimamente i personaggi pubblici più importanti: le cosiddette "pasquinate", dalle quali emergeva, non senza un certo spirito di sfida, il malumore popolare nei confronti del potere e l'avversione alla corruzione ed all'arroganza dei suoi rappresentanti.
Un'altra foto con didascalia, da Fb: "Il poster è anonimo, non riporta sigle né simboli, ma è facilmente riconducibile agli ambienti conservatori che sempre più manifestano la loro opposizione al magistero, ai provvedimenti e alla linea pontificale di Papa Bergoglio". Eccone un altro che chiama "opposizione al magistero, ecc." una critica articolata e documentata accompagnata da suppliche e rispettose richieste, a fronte di un assordante ostinato silenzio nel merito, interrotto solo da generiche accuse e epiteti poco caritatevoli. Per non parlare di provvedimenti anomali che lo stesso Pasquino non manca di richiamare.

Calata la scure bergogliana su Argüelles

Mgr. Arguelles - photo credit: Maria Tan/CBCPNews
Il settantaduenne mons. Ramon C. Argüelles ha appreso dal bollettino della Sala Stampa del 2 febbraio 2017 della sua rinuncia al governo pastorale dell'arcidiocesi di Lipa nelle Filippine, immediatamente succeduto da un altro vescovo. Sulla base di tale notizia sono stati già aggiornati i vari siti web in tema (per esempio [qui] e [qui]).

Il nome di mons. Argüelles ci era noto perché nella sua grande arcidiocesi (di oltre 2,2 milioni di battezzati) aveva accolto nel 2014 sei Frati Francescani dell'Immacolata (cinque filippini e un nigeriano), mandando su tutte le furie il Commissario Apostolico Fidenzio Volpi ([qui]) che li aveva sospesi a divinis in maniera fulminea (un procedimento nullo perché non secondo le norme canoniche). Aveva anche fondato anche un'associazione per ex seminaristi FFI (cfr. [qui]).

Non ci vuole grande intuito per capire che le dimissioni di mons. Argüelles sono tutt'altro che serene e volontarie (vedi blog di [Tosatti]), avvenute peraltro dopo che lo stesso aveva coraggiosamente difeso l'episcopato (vedi [CBCP]) dagli attacchi del nuovo presidente filippino Duterte. Di Duterte era già noto il desiderio di distribuire anticoncezionali gratuiti a sei milioni di donne filippine, oltre che la sua "guerra alla droga" che ha prodotto oltre seimila morti. Lo scorso 19 gennaio Duterte aveva osato dire che dato che la Chiesa non ha fatto giustizia alle vittime dei preti pedofili allora non avrebbe titolo morale per opporsi: come sempre gli effetti collaterali delle vendette bergogliane sono graditissimi ai laicisti

Nota: non ci è di aiuto il sito web dell'arcidiocesi di Lipa, che da anni risulta ancora "in costruzione", mentre il vecchio sito web ([qui]) è fermo al 2013.