sabato 28 settembre 2013

Il biritualismo è il problema dei... biritualisti

Un nostro collaboratore puntualizza alcune precisazioni sul biritualismo e sui temi recentemente trattati in questo blog. La ripropongo perché la questione è importante e ben lontana da una soluzione ed il disorientamento aumenta.


Con parecchi giorni di ritardo vorrei rispondere a Stefano '78, che (per fortuna sbagliandosi) temeva un "disprezzo" del biritualismo.

Per capire la radice di tali equivoci bisogna necessariamente tornare alle questioni già lungamente esposte su questo stesso blog nelle ultime settimane. In particolare su alcuni spunti di riflessione:
  1. il Concilio pastorale è indiscutibile?
  2. nel fabbricare a tavolino il Novus Ordo si è mica andati molto al di là di ciò che chiedeva il Concilio?
  3. se il Vetus Ordo non fosse tanto osteggiato, i biritualisti aumenterebbero o diminuirebbero?
  4. perché mai il Novus Ordo è sempre stato (salvo rari casi) percepito e vissuto come un teatrino?
Per intenderci: il problema della liturgia prima del Concilio non c'era. Per "restaurare" la liturgia sarebbe bastato condannare chi la celebrava frettolosamente e sciattamente. Infatti tutti coloro che assistevano alle messe di padre Pio non si sono mai posti il problema di dover aggiornare la liturgia. Ed appena vent'anni prima papa Pio XII aveva già dato autorevoli indicazioni nella Mediator Dei.
Per i "conservatori" e per i "progressisti", la sola esistenza del Novus Ordo significa il divieto assoluto di interrogarsi sui suoi fondamenti... e il divieto assoluto di dialogo con chi lo fa: come proclamato dal padre Augé nel suo blog, definendo peraltro arbitariamente le nostre confutazioni [vedi anche] e/o interrogativi come "dimostrazioni di intrinseca perversità".
Il famigerato messale del '65 rispondeva già a tutte le richieste della Sacrosanctum Concilium, spingendosi anche più in là. Pater Noster tutti insieme, liturgia della Parola possibile in lingua vernacola, introduzione della preghiera dei fedeli... e struttura tutto sommato simile a quella del messale tradizionale del '62. Eppure fu affossato dagli stessi fabbricatori della Novus Ordo, che giustamente temevano che quel messale, pubblicato in fretta e furia a poco più di un anno dalla S.C., vanificasse i lavori del circolo dei bugniniani.

L'idea serpeggiata da un po' di anni tra i vari Klaus Gamber, Joseph Ratzinger, Uwe Lang, era di far emergere che la riforma liturgica voluta dal Concilio fosse contenuta proprio in quel messale del '65. E' in questo senso che va letta l'affermazione di Benedetto XVI secondo cui le due "forme" (ordinaria e straordinaria, Novus e Vetus) dovessero arricchirsi a vicenda. Sottinteso: fino a convergere in quello del '65 o in una sua fotocopia. Sempreché ci sia gente disposta a credere alla realizzazione di una simile utopia.

Non è insultante dire che la liturgia Novus Ordo è stata fabbricata a tavolino. E' semplicemente vero, testimoniato e documentato nel grosso volume di Bugnini La riforma liturgica. Liturgia che prima non c'era e poi, dopo un po' di lavoro di un gruppetto di esperti (tagli, aggiunte, altri tagli, altre aggiunte, ancora altri tagli, ancora altre aggiunte...) è comparsa ed è stata resa obbligatoria. Dato che porta la firma di un Papa, possiamo essere certi che è liturgia di tutta la Chiesa, perché altrimenti bisognerebbe pensare che le porte degli inferi avrebbero prevalso (ciò che pensano erroneamente i "sedevacantisti").

Ma l'essere liturgia di tutta la Chiesa non attenua né il fatto che è stata fabbricata a tavolino, né il fatto che spiritualmente è «impoverita» rispetto alla Vetus Ordo, e tanto meno le conseguenze teologiche di tutto ciò. A parlare dell'«impoverimento» è stato persino il cardinal Ratzinger, nel 1983 in Rapporto sulla fede, notando che è dipeso dall'accanimento nel voler andare "incontro all'uomo di oggi". Proprio il motivo per cui è nata.

Il movimento liturgico dei primi del Novecento, a cui si fa generalmente risalire l'anelito a rinnovare la liturgia, insieme ad aspetti positivi presentava anche parecchie pericolose sbandate (a cui nel 1947 Pio XII tentò di rimediare). Non è stato la cura per la liturgia, ma il suo veleno. Il solo desiderare di "cambiare" qualcosa della liturgia significa averla già ridotta da dono di Dio a cerimoniale modificabile dagli addetti ai lavori. Ciò che nella liturgia cattolica si è sedimentato lentamente lungo numerosi secoli, accuratamente vagliato e approvato con santo timor di Dio dall'autorità della Chiesa, non può essere affidato nelle mani di esperti (pur dotati delle migliori intenzioni) che inevitabilmente finiscono per devastarla. E questo vale in modo particolare di fronte all'ampia ricchezza di forme liturgiche, ognuna con una sua tradizione: nessuna di loro è nata "a tavolino", nessuna è stata "restaurata" da volenterosi esperti, sia pure ingaggiati dall'autorità della Chiesa.

Qui insistiamo sempre a ricordare che l'esigenza di una riforma liturgica era stata avvertita solo a causa di un disagio nei confronti di chi celebrava sciattamente la liturgia tradizionale: nessun fedele di padre Pio si sarebbe mai sognato di chiedere che padre Pio celebrasse una messa "nuova", "diversa", che andasse "incontro alle esigenze" dell'uomo dei "tempi odierni". Il problema non era la messa ma la sciatteria di clero e fedeli, e l'arietta "rivoluzionaria" che si respirava in quegli anni. Non era la messa ad essere ingessata o incomprensibile: era piuttosto il prete ad essere spesso farraginoso o frettoloso. Non era la messa ad essere "inadeguata", ma era la faciloneria di certi preti, era l'ignoranza delle cose della fede, era il fatto «che alcuni sono troppo avidi di novità e si allontanano dalla via della sana dottrina e della prudenza» (Pio XII, Mediator Dei).

Applicare su quel disagio la foglia di fico di necessità "pastorali" o addirittura "teologiche" significa anzitutto mentire. Con tutte le ovvie e prevedibili conseguenze: infatti l'introdurre una nuova liturgia ha avuto come risultato non il ravvivare la fede ma solo il facilitare lo sconquasso. Con buone intenzioni e perfino con la firma del Papa.

Uno può anche vivere la liturgia Novus Ordo sforzandosi in ogni modo di aderire a Cristo (adesione che peraltro dovrebbe essere normalità per ogni cristiano), però per chi le ha vissute entrambe è evidente che partecipare alla Vetus dà spiritualmente più frutto della Novus. E' evidente e verificabile che una liturgia «impoverita» dia meno frutti di una arricchita da innumerevoli secoli di ben collaudata santità. E' ovvio che una liturgia fabbricata arricchisca meno di quella certificata da un interminabile stuolo di santi e da padre Pio. Che -benché morto prima che divenisse obbligatoria la Novus Ordo- ebbe addirittura da chiedere il permesso di usare il "vecchio messale". Pensate un po' che aria tirava in quegli anni, prima dell'entrata in vigore del Novus Ordo.

Proviamo a riepilogare:
  • per la riforma liturgica non c'erano motivi "teologici", ma solo un po' di disagio e una disordinata voglia di cambiamenti
  • la disordinata voglia di cambiamenti è stata confusa con una esigenza "pastorale" da assecondare a tutti i costi
  • non c'era bisogno di riformare la liturgia, ma solo di scoraggiare e punire chi la celebra male
  • e ancor meno c'era bisogno di rivoluzionare la liturgia così come è stato fatto
  • certo: la Novus Ordo è pur sempre liturgia di tutta la Chiesa
  • cercare di santificarsi con una liturgia impoverita è evidentemente più faticoso e più rischioso
  • il reclamare una maggiore "comprensione" o "applicazione" del Vaticano II (cioè il proibire di fare oneste osservazioni critiche al concilio che si è voluto pastorale) significa rifiutare di capire dove è cominciato il problema
  • dire che qualcosa delle riforme sarebbe cominciato già con Pio XII significa ugualmente rifiutare di capire dove è cominciato il problema, rifiutare di capire l'influsso di quei «troppo avidi di novità»...

A questo punto si può introdurre la questione del biritualismo.

Lo sapevamo già tutti che il Vetus Ordo non è mai stato abrogato. Lo sapevano specialmente i nemici del Vetus Ordo, che perciò si sono affannati a escogitare ogni mezzo per rinchiuderlo nelle catacombe e gettar via la chiave. C'è voluto papa Benedetto XVI per mettere per iscritto, chiaro e tondo e papale-papale, che non è mai stato abrogato. Dover mettere per iscritto solennemente una simile ovvietà, indirettamente indica le dimensioni reali della diabolica guerra in corso da parecchi decenni, una vera e propria guerra contro la liturgia tridentina. Dunque, quando si parla di biritualismo, si parla anzitutto degli ostacoli posti contro la Vetus Ordo.

Il biritualista generalmente lo è per necessità, perché la persecuzione contro la liturgia tridentina è stata tale che perfino oggi, che ne registriamo crescita e diffusione, è raro trovare una messa Vetus Ordo a poca distanza da casa e possibilmente festiva (per il precetto domenicale).

Non conterò qui una minoranza di biritualisti "per convenienza", che hanno bisogno della Vetus solo per farsi belli agli occhi di qualcuno, né conterò la minoranza di "esteti" a caccia di apparenze, talari svolazzanti, pizzi e broccati.

Restano dunque solo i biritualisti "convinti", cioè quelli che -beati loro!- possono permettersi di scegliere senza ostacoli messe Novus e Vetus Ordo, oppure che sono talmente "convinti" da poter relegare la Vetus a poche occasioni l'anno.

Ora, si può perfino essere personalmente convinti che l'una valga l'altra, che vivere bene una qualsiasi forma liturgica sarebbe sufficiente. Ma questo, quando non è "relativismo liturgico", è devozionalismo, perché presuppone che le diverse forme abbiano tutte lo stesso valore (la Messa di padre Pio e quella di "don" Gallo), che abbiano tutte lo stesso spirito (la Messa di sempre e quella progettata da Bugnini).

Questo significa essere entrati nella visione "antropocentrica" post-conciliare, con accentuazioni personaliste, cioè quella visione che ha spostato il fulcro da Dio all'uomo, dal Signore all'Assemblea, dal culto a Dio al celebriamo tutti insieme, inoculando nel popolo di Dio la sbagliatissima idea che la santificazione dipenda solo da fattori soggettivi. Ma allora perché i santi hanno sempre fatto certe cose come inginocchiarsi, come adorare il Santissimo, come immergersi nell'Actio divino-umana del Figlio e nell'esercizio del suo Sacerdozio nell'ordine di Melchisedec nella persona Christi del celebrante, invece che trasferirne la funzione unica e insostituibile al sacerdozio battesimale dei fedeli (stile protestante) ben distinto in grado ed essenza da quello ordinato, che ne risulta diluito e alla fine snaturato?

Un biritualista "convinto" è solo uno che non ha ben compreso il cambiamento di paradigma delle due diverse ecclesiologie che sottendono i riti, perché di due riti diversi si tratta, anche se quello "riformato" conserva brandelli del precedente.

Rileggiamo la citazione della Mediator Dei, dove Pio XII si scagliava contro:
«...alcuni (che) sono troppo avidi di novità e si allontanano dalla via della sana dottrina e della prudenza. Giacché all'intenzione e al desiderio di un rinnovamento liturgico, essi frappongono spesso principi che, o in teoria o in pratica, compromettono questa santissima causa, e spesso anche la contaminano di errori che toccano la fede cattolica e la dottrina ascetica. La purezza della fede e della morale deve essere la norma caratteristica di questa sacra disciplina, che deve assolutamente conformarsi al sapientissimo insegnamento della Chiesa e dunque Nostro dovere lodare e approvare tutto ciò che è ben fatto, contenere o riprovare tutto ciò che devia dal vero e giusto cammino ».
E metteva in guardia:
«...la religione diventa un formalismo senza fondamento e senza contenuto (...) Non hanno, perciò, una esatta nozione della sacra Liturgia coloro i quali la ritengono come una parte soltanto esterna e sensibile del culto divino o come un cerimoniale decorativo; né sbagliano meno coloro, i quali la considerano come una mera somma di leggi e di precetti con i quali la Gerarchia ecclesiastica ordina il compimento dei riti»... «Non credano, però, gl'inerti e i tiepidi di avere il Nostro consenso perché riprendiamo gli erranti e poniamo freno agli audaci; né gli imprudenti si ritengano lodati quando correggiamo i negligenti ed i pigri».

64 commenti:

Anonimo ha detto...

Romano dice:

E.P.,

dialogo con i modernisti ha avuto sempre il significato di rendersi al progressivismo...

un dialogo vero onesto non volvevano mai, non vorrano mai...

anche se in una guerra, non si fa dialogo...ma vale nel Nec Plus Ultra, di dar fuoco al loro idolo...usando la parola, per mostrare che non sono onesti e non lo farano mai...



Angelo ha detto...

Scusate il fuori tema, ma credo sia di una qualche importanza.
Da Mons. Williamson leggo che il terzo segreto sarebbe questo:

“A great chastisement will come down on the whole of mankind neither today, nor tomorrow, but in the second half of the 20th century. Nowhere in the world is there order, and Satan rules in the highest places, determining the course of events. He will even manage to work his way up to the top of the Church. For the Church too will come the time of its greatest trials. Cardinals will oppose cardinals, bishops will oppose bishops. Satan will march in their midst, and in Rome there will be changes. What is rotten will fall, what falls will not get up again. The Church will be darkened and the world overwhelmed in terror. A great war will be let loose in the second half of the 20th century. Fire and smoke will fall from Heaven, the oceans’ waters will be turned into steam, the foam of the sea will rise up, overwhelming and flooding everything. Millions and millions of men will die from one hour to the next, while those who survive will envy the dead. Death will be everywhere because of the errors committed by the madmen and henchmen of Satan, who then and only then will reign over the world. Finally while those who survive these events are still alive, they will proclaim once more God and the glory of God, and they will serve him as men used to do when the world had not yet become so perverse.”

Chiederei a Mic se ritiene possibile che, visti i riferimenti interni al testo ("in Rome there will be changes. What is rotten will fall, what falls will not get up again. The Church will be darkened"), ritiene che la "grande punizione" sia stata il Vaticano II. Grazie.

Angelo ha detto...

http://unafides33.blogspot.it/2013/09/quando-le-nazioni-hanno-leaders-e-non.html

Ecco chi parla chiaro, altro che i frati.

Luisa ha detto...

Temo che queste discussioni e riflessioni diventeranno ben presto l`appannaggio dei cattolici da museo, da salotto, inamidati, codardi e ingessati, incartapecoriti e sterili.
Mi scuso con "Essenzialmente periferico", ma visto la terribile nomina preannunciata su Wikipedia, non sono molto ottimista.
È perfettamente vero che:

" C'è voluto papa Benedetto XVI per mettere per iscritto, chiaro e tondo e papale-papale, che non è mai stato abrogato. Dover mettere per iscritto solennemente una simile ovvietà, indirettamente indica le dimensioni reali della diabolica guerra in corso da parecchi decenni, una vera e propria guerra contro la liturgia tridentina. Dunque, quando si parla di biritualismo, si parla anzitutto degli ostacoli posti contro la Vetus Ordo."

Ma questi ostacoli non faranno che aumentare perchè i nemici del Vetus Ordo, già galvanizzati dalla palese antipatia di papa Bergoglio per i cattolici tradizionali, saranno ancor più feroci con colui di cui si fa il nome per il Culto Divino.
Mala tempora currunt per alcuni ma optima tempora currunt per tutti coloro che (pochi a dire il vero, la stragrande maggioranza ha agito come se il SP non esistesse o lottando contro) avevano messo solo in sordina il loro feroce accanimento contro la Messa di sempre e chi la ama, mordevano il freno aspettando la morte di Benedetto XVI, la sua scelta di ritirarsi e la nomina di Bergoglio li ha liberati da ogni freno.

Angelo ha detto...

Chiederei a Luisa di indicare quante volte Benedetto XVI ha celebrato pubblicamente il vetus ordo. Grazie.

Luisa ha detto...

Non c`è bisogno di chiedermelo, l`ho già detto, ciò non toglie che ha dato alla Chiesa il SUMMORUM PONTIFICUM che è una Legge universale per la Chiesa.
Stiamo vivendo momenti molto gravi, purtroppo, e mi duole dirlo, la rinuncia di Benedetto XVI è stata il fattore accelerante.
Lo hanno eletto otto anni fa perchè è stato giudicato il solo in grado di portare e sopportare il peso lasciato dal suo predecessore, lo hanno gettato nella fossa dei leoni, consapevoli dei cadaveri negli armadi, non lo hanno aiutato, lo hanno combattuto, lo hanno tradito, lo hanno portato allo sfinimemto a forza di lotte e tradimenti.
Dietro( molti, davanti) le quinte ognuno continuava a fare il bello e il brutto tempo, usando e abusando del proprio potere, senza temere di andare contro l`esempio e la volontà del Papa, e poi era anziano, era solo questione di tempo per poter riprendere la via della normalità "spiritodelconcilioconforme".
Hanno eletto Bergoglio, che stavolta non si è tirato indietro , non ha detto no ( Benedetto XVI si era incaricato del lavoro sporco), e Bergoglio sta azzerando tutto quel che Papa Benedetto ha fatto in otto anni, per i sacerdoti dando loro come esempio il Santo Curato d`Ars, e per la Liturgia.
Butta fuori il card. Piacenza e fa entrare Piero Marini.
Queste due sole mosse già indicano la direzione che sta dando alla chiesa, aspettando le prossime.
Che nessuno abbia più il"coraggio" di parlare di continuità fra papa Bergoglio e Bededetto XVI.

mic ha detto...

Chiederei a Mic se ritiene possibile che, visti i riferimenti interni al testo ("in Rome there will be changes. What is rotten will fall, what falls will not get up again. The Church will be darkened"), ritiene che la "grande punizione" sia stata il Vaticano II. Grazie.

Castigo che nessun vescovo o sacerdote, tranne sparute eccezioni subito silenziate o messe ai margini, è riuscito ad evitare o a ridimensionare...
Ovvio che il "castigo" non sono altro che le conseguenze.

Angelo ha detto...

Una legge universale di cui la maggior parte dei vescovi si è bellamente disinteressato. E poi, entrambi i papi celebrano il novus ordo: la loro è una differenza di grado, non di natura. Anche per me Ratzinger è infinitamente più serio, ma ciò non mi porta a pensare che il suo periodo come pontefice sia stato una telenovela. Chi ha messo lì Bertone? Chi ha scritto l'art. 19 del SP? E vogliamo parlare del discorso ai parroci prima della rinuncia? Siamo seri.

Angelo ha detto...

Quindi anche te distingui tra VII e sua applicazione. Ma, anche se fosse --per me non è: chi ha fatto il VII, se non i futuri cardinali che Pio XII aveva scomunicato?--, qualcuno ha lasciato fare, chissà perchè.

mic ha detto...

Chi ha scritto l'art. 19 del SP?

Non credo che lo abbia espressamente voluto. Sta di fatto, però che lo ha ratificato.
Ma la bilancia pendeva e continua a pendere con maggior enfasi soprattutto dalla parte del rigetto e del disprezzo della Tradizione. E' questo il punto...

hpoirot ha detto...

"la rinuncia di Benedetto XVI è stata il fattore accelerante... ...si, della futura guarigione !!

Grazie a Begoglio oggi c'é chiarezza!

Perche lui "interpreta" il CV2 per quello che é (una dottrina NON cattolica in rottura col passato) e non per quello che non potrà mai essere (l'evoluzione normale perché storicista della dottrina di sempre), che é invece quello che predicava Benedetto XVI

Angelo ha detto...

Insomma, Ratzinger è una povera vittima, sempre. Mi scuserete, ma io non credo a questa vulgata, perchè inverosimile. Si ricordi come trattò Lefebvre, e mille altre cose che tutti sapete. O ve le devo ricordare?

Luisa ha detto...


"Butta fuori il card. Piacenza e fa entrare Piero Marini."

Aggiungo cha ha buttato fuori anche i cinque Consultori dell'Ufficio della Celebrazioni Liturgiche del Papa, nominati nel 2008 da Benedetto XVI, senza dubbio su direttiva e istruzione di Piero Marini.
Applaudite, amici miei, uscite per manifestare la vostra gioia e camminate cantando, è la nuova chiesa di Fancesco!

Anonimo ha detto...

Romano dice,

Angelo, non pensi nel modo nei numeri binari, che B16 deve essere nero o bianco, affinchè la sua sofferenza alle mani di progressivisti più alla sinistra di lui significa che è illecito di dire che era vittima...

nellos spectro di politica c'è sempre guerre entro i stessi campi...

è stato vittima, ed è stato anche carnefice....

dal Concilio fino alla sua dimessione...

Josh ha detto...

http://fidesetforma.blogspot.it/2009/07/sul-massone-bugnini.html

(...)

Anonimo ha detto...

Ma davanti a tutto questo ingravescente sfacelo benedetto starà a guardare?
Staremo a vedere....

Luisa ha detto...

Per informazione è sparita( se non vado errata) da Wikipedia la nomina datata di oggi di P.Marini al Culto Divino.
Sperando che fosse solo una subdola provocazione.

Marco Marchesini ha detto...

Il problema del bi-ritualismo è di come si considera il NOM.

Faccio presente un articolo interessante di Don Mauro Tranquillo:

http://www.sanpiox.it/public/images/stories/PDF/TC/TC_86.pdf#page=16

Ora è vero che non basta che il rito sia "meccanicamente" valido per la S. Messa, ma è necessario che il rito esprima chiaramente la Fede cattolica.
E' vero che il NOM ha dei difetti, che l'obiettivo di Paolo VI era di togliere gli ostacoli con i protestanti (come riporta Guitton), che nella commissione del NOM erano presenti dei pastori prostanti.
Il risultato finale del NOM però risponde davvero a questi progetti? Può essere davvero detto da dei protestanti senza problemi?
Io ho i miei dubbi.

hpoirot ha detto...

é impossible distinguere tra VII e sua applicazione per il semplice fatto che c'é una sola applicazione possibile cattiva e che questa é fatta con ininterrotta insistenza da 50 anni dai papi del post-concilio (Ratzinegr compreso), cioé dalla più alta autorità e la sola competente per dirimere eventuali dubbi sull'interpretazione.

E' per questo tra l'altro che hanno cosi' fretta di beatificare i papi del CV2...

rafminimi@infinito.it ha detto...

a)perché altrimenti bisognerebbe pensare che le porte degli inferi avrebbero prevalso.
NO.Vuol dire solo che hanno vinto una battaglia. PERDERaNNO LA GUERRA. Lo sanno benisismo, anche per questo sono tanto feroci, ma una battaglia la hanno ohomè, vinta. C'è poco di cui arrampicarsi sugli specchi
b) Può essere davvero detto da dei protestanti senza problemi?
A Taizè (ed anche altrove) lo fanno.Protestanti "sacramentalisti" come i luterani, certi anglicani ed anche certi calvinisti, non hanno problemi con il N.O.
Sono stati dei cattolici progressisti, che, quando hanno partecipato a qualche culto protestante, se sono usciti scontenti, commentando:"Il Pastore fa tutto lui";
c) molti anni diedi un'occhiata a Cesare Milaneschi :"UGO JANNI, Pioniere dell'ecumenismo". In appendice alla biografia di questa figura oggi dimenticata, c'era l'Ordinario della Messa, da lui elaborato, badando che fosse compatiblie con i credo di TUTTE le Chiese cristiane presenti in ITALIA (cattolici inclusi). Ebbene, mi è sembrato, tale testo, non solo più bello esteticamente, ma persino più "Cattolico" del N.O.

Angelo ha detto...

Già che si ponga la domanda è un assurdo. Innumerevoli sono le dichiarazioni protestanti a favore del NOM. Ricordi anche gli osservatori protestanti al Concilio. Meglio non credere alle favole.

mic ha detto...

Per informazione è sparita( se non vado errata) da Wikipedia la nomina datata di oggi di P.Marini al Culto Divino.
Sperando che fosse solo una subdola provocazione.


Grazie per la pronta boccata d'ossigeno.
Speriamo di non avere ulteriori brutte sorprese.

mic ha detto...

é impossible distinguere tra VII e sua applicazione per il semplice fatto che c'é una sola applicazione possibile cattiva e che questa é fatta con ininterrotta insistenza da 50 anni ...

Volendo la "lettura in continuità" potrebbe essere fatta. Lo ha dimostrato mons. Schneider.
Il problema e non solo l'applicazione in rottura, voluta, ma la conseguente mancata disambiguazione di alcuni contenuti.

Luisa ha detto...

Nessuna nomina di Marini Piero ...almeno non oggi!

Anonimo ha detto...

Romano dice,

un teme dimentica è che lo spirito di devozione che è tutto intorno e dentro il Ritus Antiquus (meglio Antiquus, che Antiquior, perchè il N.O. è una novità assoluta) mostra lo sviluppo secolare della Fede Cattolica verso il Santissimo...fare la messa secondo il suo rito diversa per accontentare non cattolici viola in modo essentiale e grave questo sviluppo, questo lavoro teologico dello Spirito Santo nel Corpo Mistico...

quindi, per forza, questo aggiornamento deve esse rigettato in principio, e quindi in toto...

bernardino ha detto...

Egregio Angelo, non sei fuori tema,anzi il tema lo centri proprio. La grande punizione e' stato proprio il vat.II; basta rileggersi quallo che ha detto la Madonna a Fatima ai pastorelli. Se seguiamo con attenzione gli avvertimenti di Fatima e guardiamo oggi la Chiesa dall'inizio del concilio fino a questo momento, vediamo perfettamente quale punizione ci ha inflitto Dio (sempre tenendo presente che Dio certi Papi li dona, altri li tollera ed altri li infligge - guarda i papi dopo Pio XII e analizza la situazione degli ultimi 50 anni e vedi che per prima cosa ci hanno tolto la S. Messa offertoriale e sacrificale per donarci la Messa di paolo VI contro l'avvertimento dei Card. Bacci ed Ottaviani che dicevano a P.VI che la nuova messa allontanava dalla dottrina cattolica. P.VI con un gesto di potere ha detto ""Via il messale tridentino e da oggi obbligatorio il N.O. senza dire mai a nessuno che il V.O. non era abrogato di diritto ma eliminato comunque de facto"".
Solo la volonta' di B.XVI e la Sua grande fprza spirituale e' riuscita contro tutto e contro tutti a farGli emanare il M.P. Summ.Pont. ed Universae Ecclesiae.
Infatti se i sacerdoti non fossero stati assillati dai loro vescovi e dai Papi post.conciliari, oggi non saremmo arrivati ne al N.O. ne alle Messe ballate. Forse come si dic e nell'articolo, gia Pio XII aveva fatto quei piccoli cambiamenti sufficenti per le letture nella lingua vernacola e il Pater Noster detto anche dai fedeli. Comunque le messe ballate non sono una novita' di Bergoglio, anche GP.II e B.XVI nell'offertorio hanno gia' fatto quei balli e danze orientali celebrando in Piazza S.Pietro o anche altrove.
Ormai questa e' gente che non ascolta piu' la voce di Dio e la Sua Dottrina. Ogni giorno vedremo cose peggiori.
Comunque il mio piu' grande dubbio e' l'enigma delle dimissioni di B.XVI; quando capiremo cosa c'e' dietro?
- A hpoirot - E' vero, grazie a Bergoglio oggi c'e' chiarezza - i lupi hanno mostrato le loro zanne senza piu' ipocrisia, e dicono quello che veramente hanno in testa - lo loro chiesa e non piu' la Chiesa Apostolica, vogliono costruire la loro chiesa secondo la loro volonta'. A loro non interessa piu' la volonta' di Dio.

Anonimo ha detto...

Angelo mi sembra palese che la catastrofe prevista dal terzo segreto di Fatima sia il Concilio Vaticano II. Altrimenti perché la Vergine avrebbe detto a Lucia di rivelarlo entro il 1960? E non fu rivelato. Con il concilio il Papato è stato colpito, ed il Papa da allora cammina su un mare di cadaveri di cattolici uccisi dalle riforme conciliari. Tra l'altro secondo una mia teoria le spaventose apparizioni di Garabandal che si svolsero gli stessi anni del concilio, sono una risposta alla mancata rivelazione del terzo segreto nel 60.

Micus

Louis Martin ha detto...

Il biritualismo pratico può essere una necessità di sacerdoti in diocesi difficili. Magari non sono eroici, ma neppure indegni o eretici (bisogna conoscerli per sapere i guai che gli fanno passare le curie!).

Il biritualismo teorico è del tutto inammissibile. Vanificherebbe tutto quello che hanno detto e fatto la FSSPX, tanti altri, e noi stessi, qui e altrove.

Sintesi perfetta il titolo: il biritualismo è il problema dei ... biritualisti!

Anonimo ha detto...

Se mi è concesso un parere da'esterno'equidistante,perchè tornato da pochi anni in CC,constatato lo sfacelo causato dalle 1.000 interpretazioni tutte pro domo sua di ogni sacerdote postconciliare ed avendo assistito fin dall'infanzia all'abbandono in massa di preti che hanno gettato la talare nei fossi e sono diventati acerrimi nemici della chiesa ed attivisti politici della sinistra più intransigente,visto cosa sono riusciti a fare delle chiese un tempo bellissime e di tutto il resto,mi premerebbe sottolineare una cosa,Ratzinger ha commesso errori,è umano,non divino,l'affaire Lefebvre fu condotto da lui,ma gestito dall'allora papa regnante,lui era solo escutore,da papa,vista la simpatia e l'affetto che il SP gli ha portato e costretto da tante cose a mollare alla fine,perchè inutile nascondersi dietro a un dito,per non morire di crepacuore e per non respirare più i miasmi vaticani,se n'è andato lui,gli altri sono ancora tutti lì,e non se ne andranno,oggi l'ineffabile vescovo di Roma ha detto"le chiacchiere in Vaticano devono cessare,fanno male,sono deleterie,da ora in poi solo silenzio"in tutti i sensi;P.M sarà nominato il 4 ottobre,il PF day,vedrete poi quanti di quelli nominati da BXVI saranno cacciati via il più lontano possibile,vista l'aria,fossi in Ratzinger farei le valigie in fretta e me ne andrei prima di essere estromesso 'con grazia'(?!) ....GR2

rosa ha detto...

e' la III o IV volta che il papa invita a star zitti. e sempre, se non erro, a cavallo di nomine. la maldicenza e' un peccato, ma il diritto/dovere all'informazione NO.
rosa

mic ha detto...

Sì, la maldicenza è un peccato; ma esprimere i frutti del discernimento non è maldicenza...

bernardino ha detto...

Le chiacchiere fanno male,prima di parlare bisogna mordersi la lingua.
Prima di tutto io gridero' finche' avro' voce, visto quanto bisogno c'e' di far sapere a tutti quello che sta' succedendo. Gridero' anche nel deserto come diceva Giovanni, pur di salvare un'anima dal demonio parlero' e gridero'.
Quando Lui comincera' a parlare secondo le direttive vere di Cristo e degli Apostoli, allora comincero' a zittirmi e mi mettero' all'ascolto.
Ma questo fino ad oggi non e' accaduto. Pertanto finche' sara' utile che io gridi, lo faro' a squarciagola. Se loro hanno dimenticato Dio, io no. Se loro hanno perduto la via della salvezza, io no. Se loro hanno trovato la via giusta seguendo satana, io no.
Loro hanno vinto delle battaglie, Cristo ha vinto la battaglia finale=la morte. Io seguo Cristo e mi metto nelle Sue mani e non in quelle che mio conducono mani e piedi nelle fiamme ardenti.
Loro hanno messo nel dimenticatoio la S.Messa Apostolica, hanno voluto la liberta' religiosa, la collegialita'(per abbattere il papato) il falso ecumenismo (Assisi), il dialogo interreligioso al posto del dialogo interculturale, hanno voluto materializzare la Chiesa Cattolica al posto di divinizzarla.
Ma se credono in Cristo, per quale motivo si vergognano di inginocchiarsi davanti a Lui? Perche' si vergognano di adorarlo (o fanno finta di adorarlo)?
Questa e' gente che non piu' fede e se si vergogna di Cristo, deve essere chiara, come fanno discorsi pubblici o conferenze a tutti i livelli, anche internazionali, devono dire alle masse chi sono e in cosa credono, non possono fare il loro comodo e far credere alla gente cose travisate.
Ormai siamo in molti a conoscere il loro volto e sapere cosa c'e' nella loro mente. Potranno ancora confondere molti che ignorano la Dottrina Cattolica, ma non noi.
Li ostacoleremo e li tireremo fuori dai loro angoli cosi' come fanno i pugili sui ring. E li vedremo veramente i loro volti.

mic ha detto...

Li ostacoleremo e li tireremo fuori dai loro angoli cosi' come fanno i pugili sui ring. E li vedremo veramente i loro volti.

Caro Bernardino,
non saremo noi a vincere mostrando e usando i muscoli come fanno i pugili... ma Il Signore, servendosi di noi, se riusciremo a 'mostrare' e vivere la Verità, cioè Lui, in Lui radicati e fedeli. Per cui riusciremo a dire e diffondere la verità con carità.
E possiamo farlo solo se "rimaniamo" nel Signore e con il Suo aiuto, perseverando nella preghiera e nella semplicità.

mic ha detto...

Li ostacoleremo e li tireremo fuori dai loro angoli cosi' come fanno i pugili sui ring. E li vedremo veramente i loro volti.

Caro Bernardino,
non saremo noi a vincere mostrando e usando i muscoli come fanno i pugili... ma Il Signore, servendosi di noi (e di tanti altri e di tanto altro), se riusciremo a 'mostrare' e vivere la Verità, cioè Lui, in Lui radicati e fedeli. Per cui riusciremo a dire e diffondere la verità con carità.
E possiamo farlo solo se "rimaniamo" nel Signore e con il Suo aiuto, perseverando nella preghiera e nella semplicità.

Anonimo ha detto...

Credo che la vittoria non debba essere tanto nostra ma della Verità. Viste le forze in campo in termini umani possiamo poco. In termini temporali le forze sono tutte schierate dall'altra parte.
Questo richiamo contro l'uso della lingua se per quello si intende contro la maldicenza, la diffamazione e la calunnia sembrerebbe giusto. Nell'attuale contesto invece mi sembra una subdola intimidazione a non opporsi, a non manifestare opinioni contrarie. Perchè ha anche detto, se non erro, si va contro l'unità.
Quindi bisogna buscarle in silenzio. Spero di aver interpretato male in questa sagra dell'ambiguità e della doppiezza a cui stiamo assistendo quotidianamente.
Miles

rosa ha detto...

sulla liturgia ancora un interessante nota su rorate coeli (scusate, am con l'ipad non so come si fa acopiare i link)
Rosa

Anonimo ha detto...

A great war will be let loose in the second half of the 20th century. Fire and smoke will fall from .....

scusate ma i conti li sapete fare?
Adesso siamo nel XXI secolo, ovvero il tempo previsto è già passato!
saluti
framp

mic ha detto...

Perchè ha anche detto, se non erro, si va contro l'unità.

Ho già detto che quel che è frutto di discernimento non è maldicenza. Ma doveroso "allarme".

L'unità non siamo noi a farla col negare i problemi, sarebbe solo una "falsa unità" frutto dell'assoggettamento all'errore. L'unità può essere solo nel Signore, cioè nella Verità, ed è Lui a realizzarla in noi e attraverso noi, non sono le strategie umane o i silenzi sotto intimazione...

mic ha detto...

Rosa, grazie.

Questo è il link

http://rorate-caeli.blogspot.com/2013/09/liturgy-notes-revolution-is-alive-and_28.html

mic ha detto...

scusate ma i conti li sapete fare?
Adesso siamo nel XXI secolo, ovvero il tempo previsto è già passato!


Framp,
parlavamo di una guerra spirituale, e ci riferivamo al concilio: anni 60 del XX secolo...

Giano ha detto...

Non è insultante dire che la liturgia Novus Ordo è stata fabbricata a tavolino. E' semplicemente vero, testimoniato e documentato nel grosso volume di Bugnini La riforma liturgica. Liturgia che prima non c'era e poi, dopo un po' di lavoro di un gruppetto di esperti (tagli, aggiunte, altri tagli, altre aggiunte, ancora altri tagli, ancora altre aggiunte...) è comparsa ed è stata resa obbligatoria. Dato che porta la firma di un Papa, possiamo essere certi che è liturgia di tutta la Chiesa, perché altrimenti bisognerebbe pensare che le porte degli inferi avrebbero prevalso (ciò che pensano erroneamente i "sedevacantisti").

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Questo lavorio, questo cambiare elaborare, rielaborare ciò che prima era con la scusa delle origini... cancellare agiungere togliere...

ha tutta la sostanza burocrate della teologia orale talmudica.

Benamozeg in “Israele e l’umanità ” ed. Marietti, parlando delle prescrizioni noachidi scriverà:

[...] non si tratta di precetti puntuali, ma di categorie giuridiche ciascuna delle quali comprende diverse prescrizioni, anzi, la loro caratteristica è proprio quella di essere delle indicazioni passibili di sempre nuove interpretazioni e applicazioni ai diversi tempi[...]


Günter Stemberger, in “Il giudaismo classico: cultura e storia del tempo rabbinico" ed. città nuova invece scriverà:

[...] Il giudaismo rabbinico conosce il proliferare di molte prescrizioni e concezioni religiose; per diversi precetti tramanda addirittura le circostanze temporali della loro promulgazione.[...] lo sviluppo storico del mondo religioso ebraico non è quindi da considerarsi come una successione di continue novità, bensì come una riscoperta delle origini.[...]


Riassumendo:

A) il Novus Ordo contiene rielaborazioni, modifiche aggiunte ecc..

B) il giudaismo conosce il proliferare di molte prescrizioni adattabili e interpretabili in senso storicistico/evolutivo.

C) alcuni rabbini parlando del Talmud, ammettono che spesse volte è in contrasto con la Sacra Scrittura, ma ciononostante la stessa, non può essere letta senza il Talmud....


[...] I rabbini sanno anche che alcune prescrizioni rabbiniche talvolta contraddicono il testo biblico. Tuttavia si rimane fedeli all’affermazione teologica secondo cui la tradizione ( n.d.r. del Talmud) deriva dalla stessa fonte del libro sacro. [...]

Günter Stemberger, Op.Cit.



Tra le due cose, NO riforma liturgica e teologia talmudica noto una grossa similitudine.....



Nota: ho letto che vi è ancora qualcuno che ha dubbi circa la piena accettazione da parte dei protestanti del NO, mi pare che sia ingenuo pensare il contrario.


Le comunità protestanti come taizè e non solo la celebrano eccome!!

Anonimo ha detto...

A leggere il testo della versione ufficiale del Terzo Segreto, nella sua tragicità, non ho mai ben capito perchè fosse stato tenuto sotto chiave per così tanto tempo.
Viceversa, se il suddetto Segreto si riferisse invece, in altra forma, a qualcosa di distruttivo destinato ad accadere all'interno della Chiesa stessa la lunghissima e forse mai interrotta secretazione diventa comprensibile.
Miles

bernardino ha detto...

Cara Mic, tu lo sai, hai capito che parlo di muscoli spirituali e che la vittoria e' del Signore cioe' della Una e Santa.
Il Signore ci guida alla Santa vittoria.

Anonimo ha detto...

Si ma la profezia citata non sembra un' immagine allegorica ma parrebbe delineare una realtà e del resto molti fatimiti così la intendono e così aspettano. Dico soltanto che questo testo, anche se si trattasse di realtà spirituali, è comunque superato. Pensare di esser passati, dalla seconda metà del secolo scorso, tra così grandi travagli mi sembra quanto meno esagerato. Forse sbaglierò ma ripeto la sola nterpretazione "spirituale" mi sembra una forzatura
framp

Anonimo ha detto...

Si ma la profezia citata non sembra un' immagine allegorica ma parrebbe delineare una realtà e del resto molti fatimiti così la intendono e così aspettano.
Vi rendete conto che dal 1990 siamo in guerra continua?

mic ha detto...

Leggo su News.va:

“Ma c’è una tentazione... Ma, io vorrei dirla – la dico così per tutti, anche per me, per tutti – però è una tentazione che al diavolo piace tanto: quella contro l’unità, quando le insidie vanno proprio contro l’unità di quelli che vivono e lavorano in Vaticano. E il diavolo cerca di creare la guerra interna, una sorta di guerra civile e spirituale, no? E’ una guerra che non si fa con le armi, che noi conosciamo: si fa con la lingua”.

Il discorso è diretto in primo luogo a chi è in Vaticano...

Anonimo ha detto...

In Portogallo verrà conservata la fede, ma...

Ecco il terzo segreto non è altro che la Grande Apostasia della Chiesa, che ha effetti sia nella sfera spirituale, che materiale.

Micus

rosa ha detto...

beh, anche se tutti officialmente taccion, MIC, le sue scelte e nomine avranno scontentato molti, no ? i bertoniani, i paicentini, gli antimariniami (piero,ec.ec..), quindi li sta avvisando: muti, muti, dovete stare (pronunciare la frse con accento sardo-siculo)
Rosa

Anonimo ha detto...

Quella profezia non parla di guerra, parla di un apocalisse planetaria se non cosmica.Parla dell'annientamento di gran parte dell' umanità e segni catastrofici.
Se a lei risulta che sia accaduto ciò mi dica allora su quale pianeta vive
framp

mic ha detto...

framp,
non è detto che l'apocalisse preannunciata (che non necessariamente coincide con quella della fine dei tempi) debba essere per forza planetaria se non cosmica.
C'è anche un significato simbolico.

rocco ha detto...

di Benedetto XVI mi sono fatto questa idea: inizialmente negli anni 60 fu rapito dalle idee di rinnovamento. poi col tempo la sua iniziale posizione e' cambiata. si e' reso conto di cosa stesse accadendo, ma non potendo , diventato papa, cambiare l'andazzo radicalmente,ha scelto la strada del cambiare piano, con cautela,per le gravi ragioni che possiamo immaginare, prima fra tutte la salus animarum. vi immaginate se di colpo avesse proibito la messa di Kiko, per esempio?IL papa, comunque, fece e disse cose : il motu proprio e' un gran colpo, i cui frutti si vedono oggi con i "problemi" che crea al clero clericale.
tra le cose che disse , in una delle sue ultime omelie da papa, uso' esprssioni dure contro k'aria di rinnovamento che si respiro negli anni concliari, dicendo che l'euforia di quel periodo era finita...come a sancirne il fallimento. la sua abdicazione ancora mi rimane oscura, ma comincio a capire che non fu l'errore che pensavo,come molti...credo che sia un atto molto piu radicale, e quasi strategico, come di un generale in battaglia. e se necessario e' lecito per il papa glissare sulle motivazioni del gesto,o addurne di marginali, dipingendole come gravi, proprio per i suoi fini strategici.

mic ha detto...

Se un generale si ritira in battaglia c'è una guerra dichiarata contro di lui.
Ci si può ritirare per soccombere o per spiazzare gli avversari.

rocco ha detto...

io penso che se e' vero che la Chiesa deve, nella sua storia, ripercorrere la vita del suo Sposo, ci sara' un momento in cui la Chiesa morira' e rimarra' nel sepolcro per poi risuscitare.dovraà ripercorrerne la Via Crucis, dovrà essere tradita dal di dentro (ci volle Giuda), frustata quasi alla morte (e secondo me lo e' stata dalla rivoluzione francese da Napoleone e dai piemontesi ) dovranno essere vendute le sue vesti( gli stessi hanno depredato la chiesa i si sono impadroniti dei suoi beni poer poche lire), e ora dovra' essere definitivamente crocifissa.

rocco ha detto...

la guerra c'e', e' dichiarata , non contro un papa ma contro il papa, perche' e' il primo generale di Gesu'.
la guerra di Satana a Dio.

rocco ha detto...

"per non soccombere o per spiazzare gli avversari"

comincio a pensare che sia per spiazzare.

scelse la via della prudenza per certe cose , perche' si preoccupava di noi che gli siamo affidati. per non creare scandalo. non poteva , almeno in quel momento dare un colpo di spugna e cancellare 50 anni di postconcilio e 100 e passa di infiltrazioni progressiste nella Chiesa.

Anonimo ha detto...

Osservatore dice,

Mi stupisce che P. Augè ha rinunciato il principio teologico del Concilio: ha rifutato il dialogo!

P. Augè, hai peccato contro la politica ecclesiastica, fra poco sarai dichiarato dal Vaticano un integrilista e lefebriano!

Anonimo ha detto...

Vorrei fare un'osservazione su quanto scritto da Rocco,vero che all'inizio il peritus conciliaris prof.Ratzinger si lasciò sfiorare dall'aria progressista renana,ma poi prese le distanze,ricordo di aver letto in francese la traduzione di un suo breve saggio del'58,quindi ante concilio,intitolato'L'église des payennes'in cui con sorprendente lucidità per un giovane come era all'epoca lui,disegnava una tremenda descrizione di come e cosa sarebbe diventata la CC in un futuro prossimo,guardando la data,mai profezia fu più azzeccata con tanto anticipo;non sono più riuscito e recuperare l'articolo,ma mi aveva lasciato basito.GR2

Stefano78 ha detto...

Con parecchi giorni di ritardo vorrei rispondere a Stefano '78, che (per fortuna sbagliandosi) temeva un "disprezzo" del biritualismo

Non lo temo, spesso lo constato.

il Concilio pastorale è indiscutibile?

La risposta è NO! Ma allo stesso tempo non è "stornabile"...

Stefano78 ha detto...

nel fabbricare a tavolino il Novus Ordo si è mica andati molto al di là di ciò che chiedeva il Concilio?

Sì. Si è andati molto oltre. E la stessa "fabbricazione a tavolino" è sintomo di una voragine aperta PRECEDENTEMENTE nel senso di autorità (quella vera, che non è despota!) e di fedeltà alla Tradizione. Certe voragini nonsi aprono all'improvviso.

se il Vetus Ordo non fosse tanto osteggiato, i biritualisti aumenterebbero o diminuirebbero?

Se il VOM non fosse ostacolato, ci sarebbe un fisiologico aumento TEMPORANEO di bi-ritualisti, il quale POTREBBE tendere a diminuire drasticamente in favore del Vom SE ci fosse una formazione adeguata dei fedeli, che dovrebbe essere curata dai Tradizionali con cognizione.

perché mai il Novus Ordo è sempre stato (salvo rari casi) percepito e vissuto come un teatrino?

Perchè è stato sempre celebrato così. Come un teatro. Perchè, ovviamente, permette di essere interpretato come un teatro, e quindi un problema intrinseco ed evidente esiste. Ma si pone un altro problema: si vuole ri-diffondere e formare di nuovo il fedele alla Tradizione? Per "fedele" intendo l'Orbe Cattolico, de-formato da 50 anni di modernismo pratico. Si vuole o no formare di nuovo, con gli aggiornamenti LECITI, il fedele Cattolico? Da come si risponde a questa domanda si sarà in accordo o meno col "metodo formativo" e con gli "espedienti" adottati dal Pontefice "emerito"..

Per intenderci: il problema della liturgia prima del Concilio non c'era

Non è vero, ed affermarlo è mentire a se stessi. Certo non era esteso e capillare, e non era diffuso in tutti i fedeli. Ma il "problema della Liturgia" c'era già. Lo testimoniano le "profetiche" parole di Pio XII, che non avrebbe scritto quello che ha scritto sulla Santa Messa e sul "Corpo Mistico" se non ci fosse stato un problema in procinto di esplodere.

Il famigerato messale del '65 rispondeva già a tutte le richieste della Sacrosanctum Concilium, spingendosi anche più in là. Pater Noster tutti insieme, liturgia della Parola possibile in lingua vernacola, introduzione della preghiera dei fedeli... e struttura tutto sommato simile a quella del messale tradizionale del '62.

Esatto. E alla luce di queste considerazioni si capisce anche perchè la prima azione che voleva intraprendere Benedetto era quella di "rileggere" il Concilio con una "ermeneutica della Continuità", che avesse come fondamento la Tradizione ininterrotta della Chiesa. Si poteva tornare ai testi Conciliari, in special modo per la Liturgia (che è il fondamento!), per poter rileggere tutto il Concilio e criticarlo costruttivamente. Come già da Cardinale il Papa "emerito" faceva..
La differenza tra la mia posizione e la vostra sta proprio in quel "famigerato messale del 65", che per me non è affatto "famigerato", e che, magari con delle correzioni in senso più Tradizionale, poteva benissimo essere LA SOLUZIONE delle soluzioni per la salvaguardia dell'Intrea Tradizione.

Stefano78 ha detto...

L'idea serpeggiata da un po' di anni tra i vari Klaus Gamber, Joseph Ratzinger, Uwe Lang, era di far emergere che la riforma liturgica voluta dal Concilio fosse contenuta proprio in quel messale del '65. E' in questo senso che va letta l'affermazione di Benedetto XVI secondo cui le due "forme" (ordinaria e straordinaria, Novus e Vetus) dovessero arricchirsi a vicenda. Sottinteso: fino a convergere in quello del '65 o in una sua fotocopia. Sempreché ci sia gente disposta a credere alla realizzazione di una simile utopia.

ESATTO! Questo l'avevo capito pure io che non sono nè liturgista, nè teologo! Ed il fatto che questa "sia utopia" lo da l'indifferenza e l'ostilità con cui questo ESPEDIENTE è stato accolto dal mondo della Tradizione, favorendo la divisione e frantumazione dei fedeli, che così sono stati fagocitati tra i "conservatori" o i "conciliaristi", davanti agli ATTACCHI che spesso si sono visti nei confronti di Bendetto XVI e del suo metodo. Che non ha ricevuto NESSUN aiuto. Nemmeno dal mondo della Tradizione, che ha accettato genericamente storcendo il naso il suo Motu Proprio SP. Perchè era troppo poco, e perchè era sbagliato operare così! Bisognava, questo si intendeva, radere al suolo ciò che c'era. Cosa anche vera, perchè effettivamente la riforma liturgica ha creato dei problemi immani, ma cosa questa sì assolutamente UTOPISTICA. Anche perchè Benedetto ha spiegato bene questo suo modo "pedagogico" di agire in tanti suoi scritti, dove lamentava proprio la devastazione seguita all' imposizione arbitraria del NOM...che non voleva ripetere. E che invece non doveva esserci per il VOM, che sperava fosse prima AMATO che imposto.

Non è insultante dire che la liturgia Novus Ordo è stata fabbricata a tavolino

Infatti. E' la verità

Dato che porta la firma di un Papa, possiamo essere certi che è liturgia di tutta la Chiesa, perché altrimenti bisognerebbe pensare che le porte degli inferi avrebbero prevalso (ciò che pensano erroneamente i "sedevacantisti").
Ma l'essere liturgia di tutta la Chiesa non attenua né il fatto che è stata fabbricata a tavolino, né il fatto che spiritualmente è «impoverita» rispetto alla Vetus Ordo, e tanto meno le conseguenze teologiche di tutto ciò


Sono d'accordo. E sono completamente d'accordo col "Breve esame critico". Sono dati di fatto. Ma di quei dati di fatto qui citati, ovvero che il NOM è Messa valida, e che non conduce all'inferno che vi partecipa non è che ci sia una considerazione così vasta nel mondo della Tradizione. Questa affermazione viene subito vista come un "cedimento" al modernismo e come un tradimento della Tradizione. Mentre è un dato di fatto indiscutibile. Che non sposta di una virgola la critica al NOM e la sua problematicità. Ma che garantisce la continuità dell'Esistenza della Chiesa, il che non è poco. Delegittimare il NOM e ventilare l' "avvelenamento" che porta "de plano" alle anime, a prescindere dalla forma in cui viene celebrato, fa paventare un "sedevacantismo strisciante" che viene strumentalizzato immediatamente dai nemici della Chiesa e della Tradizione. Se il NOM venisse celebrato SCEGLIENDO (ahimè! Infausto metodo moderno!) la struttura con ossatura più tradizionale (ad esempio usare il latino, non omettere mai il Confiteor, sebbene modificato, usare sempre il Canone, sebbene modificato e abolire le "creatività"), le anime non riceverebbero tutta quella deformazione... Ovviamente ciò non esaurirebbe il problema della diluizione della Teologica Cattolica della Messa, ma consentirebbe un più spedito ritorno al VOM...Che era esattamente il metodo della "riforma della riforma" che cercava di adottare Benedetto..

Stefano78 ha detto...

Proviamo a riepilogare: per la riforma liturgica non c'erano motivi "teologici", ma solo un po' di disagio e una disordinata voglia di cambiamenti la disordinata voglia di cambiamenti è stata confusa con una esigenza "pastorale" da assecondare a tutti i costi non c'era bisogno di riformare la liturgia, ma solo di scoraggiare e punire chi la celebra male e ancor meno c'era bisogno di rivoluzionare la liturgia così come è stato fatto certo: la Novus Ordo è pur sempre liturgia di tutta la Chiesa cercare di santificarsi con una liturgia impoverita è evidentemente più faticoso e più rischioso il reclamare una maggiore "comprensione" o "applicazione" del Vaticano II (cioè il proibire di fare oneste osservazioni critiche al concilio che si è voluto pastorale) significa rifiutare di capire dove è cominciato il problema dire che qualcosa delle riforme sarebbe cominciato già con Pio XII significa ugualmente rifiutare di capire dove è cominciato il problema, rifiutare di capire l'influsso di quei «troppo avidi di novità»

Sono d'accordo. E perchè dunque osteggiare nei fatti il metodo di Benedetto, che ha inaugurato ufficialmente la discussione sul Concilio?

Ora, si può perfino essere personalmente convinti che l'una valga l'altra, che vivere bene una qualsiasi forma liturgica sarebbe sufficiente. Ma questo, quando non è "relativismo liturgico", è devozionalismo, perché presuppone che le diverse forme abbiano tutte lo stesso valore (la Messa di padre Pio e quella di "don" Gallo), che abbiano tutte lo stesso spirito (la Messa di sempre e quella progettata da Bugnini)

Non condivido affatto questa "classificazione" e la volontà di arrivarci sempre e COMUNQUE (ad una classificazione).

Infatti il bi-ritualista può esserlo anche alla luce del metodo e dell' "espediente" di Benedetto; quindi può concepire il bi-ritualismo come un momento di transizione verso la forma unca e Tradizionale che è il VOM, magari con dei leciti aggiornamenti come potrebbero essere quelli (magari non tutti) presenti nella forma del 65.
Proprio questa CHIUSURA a tale possibilità costituisce, secondo me, lo scoglio immane alla rilettura del Vaticano II, le possibili modifiche e chiarimenti dello stesso Concilio, e la possibilità di far prosperare la Tradizione.
Le bordate che abbiamo ricevuto sono state spesso "portate su un piatto d'argento". E i risultati, peggiorati, li vediamo ora.

rafminimi@infinito.it ha detto...

Perdonate il mio egocentrismo.
Pensavo che quste note meritassero riflessione. Mi riferisco a ciò che ho scritto il
28 settembre 2013 11:59.
Si vede che sono riflessioni tanto profonde, che ancora non sono state emsse per iscritto.
Oppure, che riflettervi non è la principale preoccupazione di che scrive qua.

Agnese ha detto...

Per intenderci: il problema della liturgia prima del Concilio non c'era

Non è vero, ed affermarlo è mentire a se stessi. Certo non era esteso e capillare, e non era diffuso in tutti i fedeli. Ma il "problema della Liturgia" c'era già. Lo testimoniano le "profetiche" parole di Pio XII, che non avrebbe scritto quello che ha scritto sulla Santa Messa e sul "Corpo Mistico" se non ci fosse stato un problema in procinto di esplodere.


Domanda a Stefano


Può scrivere le profetiche parole di Papa Pio XII, così da poter capire quali che fossero questi problemi legati alla Liturgia?


Grazie!

rocco ha detto...

ciao GR2 , in realta non ho idea di quando il "cambiamento" sia avvenuto. ottima e giusta la precisazione.
anzi vuol dire che non ci ho visto male.