venerdì 21 novembre 2014

Continua la saga dei Francescani dell'Immacolata: la CEI scrive ai vescovi...

Immagine struggente di una realtà  distrutta
Marco Tosatti aggiorna sulla vicenda dei FI con quanto segue [qui]. Si qualifica da solo il contenuto e lo stile della comunicazione del sito del portavoce dei ribelli, investito di autorità nell'attuale gestione. Ma questo purtroppo è anche lo stile dell'attuale gerarchia, che detiene un potere autocratico che rende irriconoscibile la nostra Chiesa.
Sottolineo l'apodittica arroganza con cui Socci viene definito polemista e il suo libro noioso.
Si trinciano giudizi, ma non si forniscono ragioni, mentre quelle che sono vere e proprie esigenze spirituali di chi non si adatta al nuovo corso e alla rieducazione che esso impone, sono totalmente misconosciute e assoggettate a manovre politiche.
Tornando alla questione dei vescovi, resta da chiedersi in cosa consiste la collegialità se non resta loro un margine di discrezionalità in situazioni del genere o in che misura siano disposti a prostrarsi a direttive dall'alto discutibili come queste, in assenza di motivazioni per la vera e propria persecuzione  inflitta ai frati che sono più sensibili alla tradizione.

Continua la saga dei Frati Francescani dell’Immacolata, la Congregazione commissariata e il cui caso non sembra ancora trovare né una spiegazione chiara (sulle motivazioni del commissariamento) né sugli sbocchi eventuali, cioè dell’apertura di un nuovo Capitolo in cui i frati facciano le loro scelte.
Nei giorni scorsi abbiamo riportato della presenza ad Assisi, all’Assemblea dei vescovi italiani, di padre Fidenzio Volpi, il Commissario [qui].
Ora ci giunge notizia che il Segretario Generale della CEI, mons. Galantino, avrebbe inviato una lettera a tutti i vescovi italiani, ordinari di diocesi, chiedendo che a fronte di una richiesta di incardinamento nella loro diocesi da parte di un religioso dell’FFI che voglia uscire dall’ordine si mettano in contatto con il Commissario.
Un sito che crediamo sia vicino al Commissario e alla nuova gestione dei FFI, impersonata dal segretario e portavoce, padre Alfonso Bruno, spiega così la situazione, attribuendo intenzioni e perplessità a terzi, in un sostanziale “processo alle intenzioni” che getta qualche luce sul clima spirituale in cui pare svolgersi il commissariamento.
“Un gruppo (25+25) di presbiteri ed ex studenti dei Frati Francescani dell’Immacolata cerca da mesi accoglienza presso qualche Diocesi. La richiesta sta suscitando riserve e perplessità nei pastori delle Chiese locali perché si è rivelata non conforme al naturale disegno di rimodellare la propria vocazione come prete secolare, ma stratagemma per sottrarsi intanto all’autorità della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e dello stesso Commissario Apostolico in una fase di verifica canonica, dottrinale, disciplinare e finanziaria. Lo scopo finale delle richieste d’incardinazione in Diocesi appare chiaro: è la costituzione di una piattaforma di lancio, magari off shore come quella dell’Arcidiocesi di Lipa nelle Filippine o in diocesi di minoranza cattolica come in Inghilterra, per raggruppare chierici ordinati in sacris ed ex seminaristi FFI nella speranza di un ribaltone nell’attuale governo della Chiesa universale che può solo contare su miraggi mentali ai quali non si sottraggono polemisti come Antonio Socci nel suo recente e noiosissimo libro “Non è Francesco”.
Come già notato sia su questo spazio che da altri, il Commissariamento dei Francescani dell’Immacolata si contraddistingue sia per la vaghezza delle motivazioni – in realtà non è mai stato detto per quali motivi concreti la Congregazione per i Religiosi abbia deciso il provvedimento, salvo un’accusa di deriva “criptolefebvrista” – sia per il grado di conflittualità interna che ha provocato, e la severità della reazione, di cui questo ultimo episodio è un’ulteriore conferma.
Osservando la questione da un punto di vista laico e civile, non è facile capire perché un religioso che non si sente più di continuare all’interno di una congregazione debba essere quasi costretto a rimanere, o ad abbandonare totalmente il suo cammino spirituale, invece di rimodellare in una diocesi la sua vita, in un momento in cui le vocazioni, fra l’altro, sono scarse.

19 commenti:

Anonimo ha detto...

C'entra poco con l'articolo, ma stavo pensando: oggi è la giornata delle Claustrali. Vi risulta un qualche intervento, saluto, incoraggiamento del Santo Padre a queste sorelle così "esistenzialmente periferiche"?

Domanda retorica, dopo il programma di "Rifondazione" della vita religiosa che si prospetta...
Sr. Apostasia Inacto

Anonimo ha detto...

Manca solo che diano l'ordine di sparare a vista !

Anonimo ha detto...

è errore grande ecclesiologico dire che lo stile attuale della Chiesa o della gerarchia è quello di Bergoglio o di Volpi...


non è della chiesa, è dei Scismatici...

non bestemmiamo la nostra Madre Chiesa!


Romano

tralcio ha detto...

Ho pensato la stessa cosa. Questa mattina presto ero in un convento per la messa e ho ascoltato il rinnovo delle promesse, che le monache fanno il giorno della festa della presentazione di Maria. Nella preghiera dei fedeli si è pregato perchè Dio conceda a quel convento di proseguire a servirLo.
Vedendo i gesti delle monache, sempre uguali, così rispettosi, umili, nascosti al mondo, ho pensato il disprezzo che le riguarda considerandole "inutili".
Se mai si dovessero nutrire dei dubbi sulla bontà di una pastorale o di un modo di intendere la Chiesa, credo che non dovremmo perderci in articolati ragionamenti sul Concilio, i teologi o la liturgia: basta vedere che considerazione si ha della vita religiosa claustrale. Dove ce n'è poco, c'è puzza di zolfo...
Quanto a Galantino, il paragone più calzante è quello dei funzionari di partito di cui parla un libro dedicato alla STASI (ex DDR).

“… 39 milioni di schede d’archivio, 111 chilometri di documentazione (protocolli, verbali di interrogatori, rapporti di informatori IM e faldoni di procedimenti operativi), 1,4 milioni di fotografie e diapositive (negativi compresi), 2.734 film e videocassette con materiale filmato, 31.300 audiocassette, 7.832 dischetti, nastri e dischi magnetici contenenti le banche dati informatiche della STASI (centrali e sedi distaccate) scampate alla distruzione del 1990, centinaia e centinaia di cartelle vuote (il contenuto è stato distrutto) e circa 16.000 sacchi, scatole e contenitori ricolmi di strisce e frammenti di carta (una parte dei documenti passati per i tritacarte automatici)”.

Anonimo ha detto...

Le claustrali?
Siamo mica ai tempi di santa Rita!
Sveglia!
Siamo nell'epoca di monsignor Ricca e compagnia bella!
La sera si va per i
club!E` li` che si fa il bene ora!E` li che trovi la pecora da riportare all'ovile!

Annarè ha detto...

Con la penuria di vocazioni e le chiese chiuse, perchè mancano i sacerdoti, prendere in diocesi i sacerdoti FFI che chiedono l'incardinazione ai vari vescovi, sarebbe una cosa ottima per le diocesi. Speriamo che almeno qualche buon vescovo lo comprenda e se ne freghi delle intimidazioni.
Meglio decidere di stare dalla parte del Bene, perchè non so quanto il buon Dio pazienti ancora.

Anonimo ha detto...

"Nondum matura est; nolo acerbam sumere. Qui facere quae non possunt verbis elevant, adscribere hoc debebunt exemplum sibi." Ed inoltre se il libro di Socci 'è noiosissimo', segno evidente che devono aver letto un altro libro. Continuino di questo passo, magari riusciranno ad annientare un Ordine religioso, forse, al loro posto farei una riflessione più accurata e valuterei la sorpresa finale: l'Immacolata ha già schiacciato la testa del serpente infernale, chissà non schiacci pure la loro persistente superbia altrettanto luciferina. Scherza con i fanti.....

Alessandro Mirabelli ha detto...

Attenzione, non è' la CEI ma il suo segretario, compagno di merende di quel Forte che è' stato uno dei fan nel mettere ai voti il Vangelo all'ultimo,sinodo. Se intanto andate sul sito di Tosatti, troverete la spiegazione della defenestrazione di Mariano Crociata dalla segreteria della CEI lo scorso anno. Una vicenda che potrebbe essere degna delle comari del mercato del pesce, e' quasi impossibile credere che il vdr possa aver dato ascolto ad uno che lavora nella CEI senza neppure peritarsi di valutare obiettivamente l'operato di Crociata. Ma forse era premeditata la defenestrazione di Crociata come la e' stata quella di Piacenza.

Alessandro Mirabelli ha detto...

La lettera di Galantino potrebbe essere il pretesto per far fuori Oliveri. Bisognerebbe però conoscerne il contenuto. Strano l'iter: non doveva essere Braz a scrivere a Bagnasco e poi costui diramarla ai vescovi italiani? Oppure Bagnasco si è rifiutato?

Pietro C. ha detto...

Commenti che vi meraviglieranno e che manifesteranno la comune DECADENZA:

http://traditioliturgica.blogspot.it/2014/11/una-teologia-di-parte-ossia-come-la.html

Grazie per la lettura

Silente ha detto...

Da un punto di vista dell'edificazione personale, il rigoroso rispetto, da parte dei FFI oppressi, dei principi dell'obbedienza, dell'accettazione della persecuzione e del silenzio è ammirevole.
Tuttavia, è ora che questi bravi frati capiscono che c'è qualcosa di più grande in gioco: le anime dei fedeli e il futuro della Chiesa (quella mondana, ovviamente).
Per cui credo che, per loro, sia giunta l'ora di uscire allo scoperto. L'ora della denuncia, anche pubblica, l'ora delle dichiarazioni, della documentazione delle angherie, delle minacce, dei soprusi che hanno subito.
Ma non possono più farlo semplicemente facendo filtrare informazioni ai siti amici. Devono esporsi in prima persona, pubblicamente, collettivamente. Lo so: la repressione è feroce, le intimidazioni intollerabili, l'ambiente ecclesiale ostile. Eppure non vedo altre soluzioni: oportet ut scandala eveniant.
Denuncino, punto per punto, la vacuità delle accuse, le persecuzioni subite, la malafede ideologica, dottrinaria, canonica dei persecutori.
Tra l'altro, questo è l'unico modo per consentire al disperso, debole, diviso, ma pur sempre attivo e vivace "popolo della Tradizione" di difenderli.
Ad esempio, intervenendo con nuove, più efficaci petizioni, con pressioni sui vescovi locali perché li accolgano (se non si riesce più a difendere l'integrità tradizionale dell'Ordine), con una maggiore visibilità sulla stampa.
Sì, lo so, le aberrazioni di un don Milani ci sono estranee, e nulla è più lontano da noi dello slogan "l'obbedienza non è più una virtù".
Tuttavia, è stata superata una soglia e questo ci impone comportamenti impensabili in epoche "normali". Anche Santa Caterina da Siena lo fece, pur in tempi, almeno dottrinalmente, ben meno tragici dei nostri.
Orsù, cari amici Francescani dell'Immacolata: fatevi sentire pubblicamente e collettivamente.
Ci aiuterete ad aiutarvi.

Anonimo ha detto...

Ricordiamo che la lettera del Segretario ha nessun valore canonico...

Ma la lettera in quanto sparla il buono nome dei frati è un reato canonico punibile a legge...


Romano

Alessandro Mirabelli ha detto...

Fra poco la lettera di Galantino si conoscerà per esteso. Mi fa pena. Finirà per gettare discredito su se stesso.

Piave ha detto...

Il cardinale Bagnasco dov'è?
Eminenza batta un colpo per favore, basta con questi soprusi!

bernardino ha detto...

Annarè 19,55,
I vescovi, sono al 99x100 per modificare la Dottrina della Chiesa bimillenaria al completo; proprio questi giorni, ho incontrato un vescovo che conosco da alcuni anni e gli ho posto amichevolmente delle domande varie, tra cui l'ultimo sinodo; mi sono sentito rispondere nel modo che non capivo se stavo parlando con un cattolico, un protestante o un ateo. Siccome ci siamo incontrati in una piazza nei dintorni di Roma, e non potevamo allungare i tempi, ho terminato col dirgli (dandogli sempre del tu, perchè così preferisce come bergoglio, è dello stesso stampo), ""poi lo sai che seguo sempre i teologi, i sacerdoti, ed i gruppi della traditione, tra cui gente come Roberto de Mattei, e simili (volendo intendere la Dr.ssa Guarini, E.M. Radaelli, A. Socci - Il Card. Burke, Mons.Schneider ecc.ecc. perchè lui questo lo sà), mi ha risposto che uno di questi dovrebbe decidere, invece di parlare di teologia, di fare il giornalista o lo scrittore.
Abbiamo detto alcune cose del sinodo e le sue risposte mi hanno fatto rabbrividire; da quelle risposte ho capito che non vede l'ora che ottobre 2015 arrivi presto per portare a compimento la totale distruzione.
Ritorno alle parole iniziali - sono quasi tutti uguali -
diceva un vecchio detto delle brigate rosse sessantottine : ucciderne uno per terrorizzarne cento; loro ci sono riusciti, hanno terrorizzato col lavaggio del cervello milioni di persone che una volta erano discretamente cattoliche.
Ormai c'è l'allineamento del pensiero unico, se non interviene Dio, non sò noi quanto potremo resistere per salvarci e salvare pochi altri.
Dovrei spiegare a tutti il discorso frase per frase, ma non è possibile, cercherò appena posso, parlarne con Mic., e se Lei ritiene di farci un'articolo dettagliato, lo farà.

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
viandante ha detto...

@ Silente

Bravissimo, condivido in pieno.

Orsù, cari amici Francescani dell'Immacolata: fatevi sentire pubblicamente e collettivamente.
Ci aiuterete ad aiutarvi.

mic ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Annarè ha detto...

Bernardino, dovevi ricordare a tale vescovo, che arriverà anche ottobre 2017 (100 anni di Fatima)e forse la nostra mamma celeste in tale data cambierà il percorso delle cose, forse in modo non indolore.