venerdì 24 ottobre 2014

SE NON ORA, QUANDO?

Il Cardinal Kasper e tutti gli scherani di Bergoglio, mobilitati per il Sinodo sulla Famiglia, sono assolutamente logici e perfettamente coerenti con i princìpi sull'ecumenismo introdotti dal Concilio, nel proporre un nuovo approccio 'pastorale' al matrimonio. Con quel «compete alla Chiesa di riconoscere quei semi del Verbo sparsi oltre i suoi confini visibili e sacramentali» torna alla ribalta Gaudium et Spes, 22 [qui - qui] e gli elementi di ecclesialità che ci sarebbero anche al di fuori della Chiesa. È logico e consequenziale dunque passare dall’ecumenismo ecclesiale all’ecumenismo matrimoniale: ci sarebbero così, secondo loro, degli elementi del matrimonio cristiano al di fuori del sacramento. Viene infatti contemplata la possibilità, in analogia con quanto il Concilio ha fatto con le altre confessioni cristiane e addirittura con le religioni, di riconoscere «elementi positivi» anche nelle «forme imperfette» quali sono considerate il matrimonio civile o le convivenze. E tutto nella totale assenza di elementi oggettivi di valutazioni morali, mentre il non opporsi al male, ma adeguarsi ad esso rientra - secondo il nuovo linguaggio di legno - nelle nuove “scelte pastorali coraggiose” e nella loro conseguente virulenza rivoluzionaria, suscettibile di aprire ulteriori piste fino ad oggi impensabili.

Ed ora ciò ch'è in gioco è anche di più : l’omosessualità è considerata non come un peccato - tanto meno quello che grida vendetta al cospetto di Dio - o come una tendenza disordinata perché contraria alla legge naturale, se si riconosce nei rapporti che instaura una possibile tensione verso il bene, tale da esser passibile di accoglienza pastorale e di protezione giuridica. Ma, se si vogliono cogliere aspetti positivi in un'unione contro natura e se un peccato grave cessa di essere tale, come ricorda Roberto de Mattei:
è il concetto stesso di peccato che viene meno e riaffiora quella concezione luterana della misericordia che è stata anatemizzata dal Concilio di Trento. Nei canoni sulla giustificazione promulgati il 13 gennaio 1547 si legge: «Se qualcuno afferma che la fede che giustifica non è altro che la fiducia nella divina misericordia» (can. 12); «che Dio ha dato agli uomini Gesù Cristo come redentore in cui confidare e non anche come legislatore cui obbedire» (can. 21); «che non vi è alcun peccato mortale, se non quello della mancanza di fede» (can. 27), «sia anatema». [qui]
La confusione aumenta per quanto è rimbalzato sui media: il Sinodo mediatico fin da ora non è senza effetti presso molti sacerdoti modernisti che già ne applicano le aperture "pastorali" extra dottrina, mentre non mancano i fedeli sviati che le pretendono anche da sacerdoti ancora saldi nei principi perenni. Il disorientamento e l'incertezza sui futuri sviluppi, restando realisti sulle avvisaglie di quanto accaduto fin qui, regnano sovrani. La spaccatura, riconosciuta da molti, purtroppo è innegabile.

Ed è da non sottovalutare che, se è vero che il testo della relazione finale, parecchio emendato rispetto a quella post disceptationem, insieme a 470 “modi” (cioè le proposte di emendamento presentate), riporta anche i punti che non hanno ottenuto il via libera sinodale, si tratta di una vittoria di Pirro. Infatti su decisione di Bergoglio, la Relatio finale, nella versione attuale, sarà la base di partenza inviata alle conferenze nazionali in vista del 2015. Dunque tutto resta ancora sul tappeto. Anche ciò che non avrebbe dovuto neppure essere oggetto di discussione.

È tempo che i pastori non allineati finalmente parlino. Tutti. Il Papa si è già segnato a dito i dissidenti e abbiamo già visto con quali risultati (il cardinal Burke, ad esempio, insieme alle recenti improvvise nomine ad hoc per influenzare i lavori). Finché non partono le ulteriori epurazioni, qualunque pastore anche non direttamente coinvolto nell'Assise sinodale è bene che parli e sia presente quanto più possibile anche sui mezzi di comunicazione, per riparare i danni fin qui fatti dai messaggi mediatici di aperture 'pastorali' indiscriminate ormai diffusi urbi et orbi, e affinché il maggior numero possibile di persone, ab intra e ad extra, sia meglio consapevole su questo pontificato e sulle derive verso cui sta portando la Chiesa. 

Come non considerare tutto questo se non l'opera di demolizione delle ultime vestigia della dottrina cattolica in campo morale e sacramentale che si sta proponendo come conseguenza e logica estensione delle famigerate 'novità' del Vaticano II?

Sono infatti i frutti del conciliarismo quelli riconoscibili nelle attuali voragini che il bergoglismo sta aprendo grazie alle fessure determinate dalle ambiguità di fatto applicate come eccezioni assurte a regole. E così la prassi ha oltrepassato la dottrina, de facto (il de iure è scomparso1) imponendone una nuova e il papa attuale può permettersi di disprezzare la Tradizione e anche la "Roma perenne" e perfino la sua Liturgia [qui]. E questo configura una distanza abissale con tutti i precedenti pontificati post-conciliari, che pure alcune derive hanno veicolato (riforma liturgica selvaggia; Assisi e Alleanze parallele con i fratelli maggiori; la riabilitazione di Lutero...). Ma oggi siamo al redde rationem: pentecostalismo gioachimita, disprezzo della ragione e della sana teologia, sociologismo, TdL, liberalizzazione della sodomia, accoglienza del peccato e dell'errore codificata in luogo dell'accoglienza del peccatore (pentito o indotto al pentimento) e dell'errante (corretto e istruito).

Il Sinodo è stata l'occasione per la caduta di molte maschere e per poter riconoscere residui aneliti di fedeltà. Piuttosto, se questi non si concretizzano in azioni efficaci prima delle purghe già in atto e della predisposizione delle prevedibili ulteriori mosse manipolatorie, forse il danno potrà essere irreversibile o per lo meno sanabile a ben più caro prezzo.
Del resto non si può sostenere, come tentano alcuni, che il papa sia super partes. Lo stesso Sandro Magister, uno degli osservatori più attenti ed obbiettivi, proprio oggi afferma [qui].
Non è vero che Francesco sia stato zitto, nelle due settimane del sinodo. Nelle omelie mattutine a Santa Marta martellava ogni giorno gli zelanti della tradizione, quelli che caricano sugli uomini fardelli insopportabili, quelli che hanno solo certezze e nessun dubbio, gli stessi contro cui si è scagliato nel discorso di congedo con i padri sinodali. [...] papa Francesco e i suoi luogotenenti, da Forte a Spadaro all'arcivescovo argentino Víctor Manuel Fernández, hanno centrato l'obiettivo di far entrare questo tema esplosivo nell'agenda della Chiesa cattolica, ai suoi più alti livelli. Il seguito si vedrà.
Perché la rivoluzione di Bergoglio procede così, "a lunga scadenza, senza l'ossessione dei risultati immediati". Perché "l'importante è iniziare i processi più che possedere spazi". Parole della "Evangelii gaudium", programma del suo pontificato.
Non posso dunque non rilanciare qui quanto già sostenuto e ribadire l'invito alla parresìa da parte dei pastori, che non mancheranno di essere sostenuti dalla parte sana del gregge, per quanto pussillus possa essere. La dottrina è immutabile e la prassi no, ma anche la prassi pastorale non deve contraddire la dottrina, altrimenti ne mette inesorabilmente in campo un'altra sotto mentite spoglie. 
Ora la 'tesi Kasper' - cui si sono aggiunte e vanno aggiungendosi altre voci rivoluzionarie - che il papa stesso ha lanciato nell'arena per dar inizio alla battaglia dei gladiatori porporati, contraddice in pieno la dottrina. L'unico atteggiamento coerente per un cardinale o un vescovo è quello di condannare apertamente e fin d'ora, senza ulteriori indugi, sia la tesi Kasper sia - e soprattutto - il tentativo inaudito di Francesco di sottoporre a discussione ciò che non può esserlo, pena la perdita immediata della Fede cattolica. È adesso, hic et nunc, che i difensori della Fede devono intervenire, pubblicamente, e magari con un vero e proprio libellus accusationis

SE NON ORA, QUANDO?
Maria Guarini
___________________________
1. Persino il soffocamento della Tradizione avviene attraverso provvedimenti d'autorità e non secondo diritto (vedi casi FI e Ciudad del Este), senza motivazioni esplicite o con espedienti pretestuosi.
Ho approfondito [qui], nell'esaminare il Concilio virtuale quello reale e l'ermeneutica taroccata (ovviamente lo stesso dicasi per il Sinodo, reale e virtuale, et alia), di come il confronto sia vanificato perché gli interlocutori (chi ama la tradizione e i novatori) usano griglie di lettura della realtà diverse: il concilio, cambiando il linguaggio [qui], ha cambiato anche i parametri di approccio alla realtà. E capita di parlare della stessa cosa alla quale, tuttavia, si danno significati diversi. Tra l'altro la caratteristica principale dei gerarchi attuali è l'uso di affermazioni apodittiche, senza mai prendersi la briga di dimostrarle o con affermazioni monche e sofiste. Ma di dimostrazioni non hanno neppure bisogno, perché il nuovo approccio e il nuovo linguaggio hanno sovvertito tutto ab origine. E il non dimostrato dell'anomala pastoralità priva di principi teologici definiti è proprio ciò che ci toglie la materia prima del contendere. È l'avanzata del fluido cangiante dissolutore informe, in luogo del costrutto chiaro, inequivocabile, definitorio, veritativo, Occorre l'incandescente, perenne, feconda (altro che museale!) saldezza del dogma per non affondare nei liquami e nelle sabbie mobili del neo-magistero storicista transeunte.

45 commenti:

murmex ha detto...

Del tutto condivisibile

una nonna ha detto...

Cara Mic, che Nostro Signore apra i cuori dei religiosi ormai chiusi dall'eresie dei nostri giorni. Un cattolico non deve mai perdere la Speranza ma, come dici tu umanamente, non credo che ci sarà una difesa dei valori universali della Chiesa. Spero sinceramente di sbagliarmi! Madre di Dio soccorrici!

edoardo malgarida ha detto...

Concordo in toto.

murmex ha detto...

Cara nonna , sono nonna anch'io :pensa che ho ho 5 nipotini sotto i 3 anni ! Sonoeanngdo il mio vanto , la mia gioia , ma che fatica !Li addormento cantandogli il gregoriano , che sto imparando con internet .E gli piace !!!.Coraggio , ognuno fa quel che può , Dio verrà in soccorso della nostra miseria

murmex ha detto...

Cara nonna , sono nonna anch'io :pensa che ho ho 5 nipotini sotto i 3 anni ! Sono il mio vanto , la mia gioia , ma che fatica !Li addormento cantandogli il gregoriano , che sto imparando con internet .E gli piace !!!.Coraggio , ognuno fa quel che può , Dio verrà in soccorso della nostra miseria

RAOUL DE GERRX ha detto...

Le plus qualifié et le plus autorisé — à défaut du cardinal Müller — pour dresser ce “Liber accusationis” serait le cardinal Burke.

Est-il prêt à donner ce témoignage ?

Est-il prêt au martyre ?

Aime-t-il assez Jésus pour cela ?

Has he guts for that ?

Je prie pour lui de toutes mes forces.

mic ha detto...

Ci sono tanti sacerdoti come don Gianluigi don Marco i padri di Vocogno, alcuni sacerdoti che ci scrivono via mail, quelli della FSSPX e tanti altri che conosco e chissà quanti non ne conosciamo
che stanno tenendo faticosamente e fedelmente il fronte.
C'è una Chiesa sparpagliata, a macchia di leopardo, non più coesa. Questo è un fatto: il tessuto si è lacerato.
Ma dove non arriviamo noi, arriva la grazia. L'importante è non abbandonare mai fiducia speranza e preghiera. Il Signore ha già vinto!

Amici miei, impugnamo con maggiore consapevolezza e fervore il Santo Rosario!

ilfocohadaardere ha detto...

Mic, scusi, parla di Burke e Muller "rimossi"....Burke effettivamente sembra aver confermato la notizia,con una sua intervista. Ma Muller?? Ci sono state forse conferme? Sarebbe davvero inaudito...Confesso la mia ignoranza in proposito.

mic ha detto...

Ho letto che sta per essergli addegnata una diocesi in Germania. Appena ritrovo il link, lo inserisco.

ilfocohadaardere ha detto...

Grazie. Sul Rosario, concordo pienamente! Impugniamo ed utilizziamo "l'arma" (come la chiamava Padre Pio) e chiediamo alla Santa Madre della Chiesa di accordarci con la Sua intercessione presso Dio,tutto ciò che umanamente appare perduto, o compromesso...

mic ha detto...

Comunque ricordo che era una notizia tratta da un'intervista ad una fonte estera. Occorre di certo verificare.

Franco ha detto...

Uno dei "brutti segni" dei tempi e' la quasi totale sparizione del nome MARIA, in cui la signora Guarini puo' trovare conforto e consolazione.
Maria Rosaria Carfagna si fa chiamare Mara, Maria Elvira Berlusconi Marina... il che dice qualcosa sull'andazzo attuale.

A proposito del saluto inaugurale del pontificato: ma e' proprio così impegnativo in senso dogmatico l'incipit "Laudetur Jesus Christus" o "Sia lodato Gesu' Cristo"? Potrebbe pronunciarlo anche un ariano, anche un modernista convinto che si tratti non del Verbo Incarnato, ma del piu' sublime fra gli uomini, quello fra tutti che è stato maggiormente imbevuto del Divino.

Annarè ha detto...

Quando ci sarà la vittoria della Chiesa sull'eresia, sarà evidente che saranno Dio e la Madonna a vincere, perchè ormai i soldati di Cristo sono quasi tutti fuggiti o nascosti, o addormentati. Non si potrà che stupirci, perchè saremo talmente messi male da non pensare più possibile vincere sui nemici.

Anonimo ha detto...

Risulta strano che certe bergogliate ignorate o osannate dalla stampa, se le avesse fatte il predecessore, gli sarebbero costate una gogna mediatica ed ecclediale ancora più dura.

Don Marco ha detto...

Anch'io concordo in pieno. E' ora di risvegliarsi dal sonno!! Confidiamo proprio nel Prelato inviato dal Signore per salvare la sua Chiesa come profetizzato dalla Madonna del Buon Successo Patrona di Quito nelle sue apparizioni alla venerabile Sr. Mariana Torres Berriochoa. Non citerei affatto queste apparizioni se non fossero state approvate ufficialmente dalla Chiesa ecuadoregna. In queste apparizioni avvenute dalla fine del 1500 all'inizio del 1660 la Madonna aveva profetizzato l'uccisione, nel XIX secolo, per mano della massoneria di un capo di Stato davanti al convento di questa venerabile suora (cosa puntualmente verificatesi. Il 6 agosto 1875 il Presidente Garcia Moreno fu ucciso dalla Massoneria proprio davanti al Convento, dopo che aveva consacrato l'Ecuador al Cuore Immacolato di Maria) e soprattutto aveva profetizzato, dal XX secolo il diffondersi di grandi eresie e la grave crisi della Chiesa: "Disgraziatamente, la Chiesa passerà allora attraverso una notte oscura in cui mancherà un prelato e un padre che vegli con amore, con dolcezza e forza, perspicacia e prudenza, e molte anime si perderanno mettendo in pericolo la loro stessa salvezza eterna". Ed ecco la profezia sul Prelato inviato da Dio: "Prega con insistenza, reclama senza stancarti e piangi con lacrime amare nel segreto del tuo cuore, chiedendo al nostro Padre celeste che, per amore del Cuore Eucaristico del mio santissimo Figlio, ponga fine quanto prima a questi tempi funesti inviando alla Chiesa quel prelato che dovrà restaurare lo spirito dei suoi sacerdoti. Questo mio amatissimo figlio verrà dotato di una capacità rara, di umiltà di cuore, di docilità alle divine ispirazioni, di fortezza per difendere i diritti della Chiesa e di un animo tenero e compassionevole, affinché, come un altro Cristo, provveda al grande e al piccolo, senza disprezzare i più infelici…In sua mano verrà posta la bilancia del Santuario, affinché tutto venga fatto con peso e misura e affinché Dio venga glorificato. Alla rapida venuta di questo padre e prelato, però, sarà di ostacolo quella timidezza di tute le anime consacrate a Dio, che è anche causa del dominio di Satana su queste terre". Lo so che sembra strano che io parli di un'apparizione, visto che i miei interventi sono sempre stati rigorosamente sul dogma, ma ripeto, è un'apparizione riconosciuta ufficialmente dalla Chiesa (come quella di Lourdes) e soprattutto sono rimasto impressionato della precisione ed esattezza della profezia fatta secoli prima su Garcia Moreno. E visto che stiamo pregando perché almeno un prelato si svegli dal sonno, mi auguro che anche questa parte della profezia si avveri in pieno. Scusa Mic della digressione mistica. Sursum corda!!! Don Marco

mic ha detto...

Grazie davvero, don Marco.
Habemus ad Dominum!

Continuiamo a pregare. E a resistere...

Anonimo ha detto...

Non vorrei essere impertinente e lo dico senza intenzioni provocatorie ma i tempi sono decisamente confusi o, purtroppo, drammaticamente e indicibilmente troppo chiari: e se "il Prelato" fosse già arrivato?
Miles

Annarè ha detto...

LoMi pareva appunto che in tale apparizione si parlasse anche specificatamente che tale prelato avrebbe salvato Messa e sacerdozio, per questo anni fa mi pareva di rivederci mons Lefebvre visto che era anche di un'umiltà straordinaria e di grande dolcezza.
Certo è che ogni volta che ci sono state gravissime eresie che hanno addombrato la S.Chiesa Dio ha mandato i suoi campioni di santità, umiltà e sapienza come S.Domenico e S.Francesco durante l'eresia Pelagiana, solo per fare un breve esempio. Dio utilizza sempre mezzi umili, che spesso sembrano deboli per sconfiggere coloro che sono orgogliosi e paiono forti.

Anonimo ha detto...

forse si potrebbe fare...
raccogliere magistero (omelie ecc) della chiesa (e soprattutto di GPII e BXVI) ed
>
inviare il tutto indirizzi cardinali e vescovi (no quelli dichiaratamente per il "nuovo" corso)

sarebbero opportune traduzioni almeno in inglese e spagnolo oltre italiano... e sfruttare i collegamenti con blog cattolici di altri paesi.
Argomenti:

- Famiglia (educazione, gender)
- Teologia della liberazione
- Pentecostalismo
- Dominus Jesus (e nuovo corso)

(+ Principi non negoziabili (Veritatis splendor - caritas in veritate...)
- dittatura del relativismo (abbinata alla tecnica)
- massoneria, e scalfari è un massone, di massimo grado)

almeno sui primi tre punti siamo in conclamata eresia... Giovanni Paolo e BXVI (in ultimo) credo abbiano parlato chiaro, come precedenti pontefici, Si sta andando per una strada in netta contrapposizione al magistero pre e post concilio.

credo che possiamo farlo un collegamento-mobilitazione del genere...ma il coordinamento serve soprattutto (in questa fase ) ai >>> consacrati...serve loro valutare l'evidente APOSTASIA...E PRENDERE POSIZIONE, non devono agire singolarmente (sarebbero facilmente esautorati).

SE NON ORA QUANDO

Anonimo ha detto...

..insomma.. un documento da sottoscrivere (vecsovi - cardinali..) con richiami puntuali al magistero fino a bxvi.
Occorre passare all'iniziativa, prevenire le ormai certe prossime mosse ...coordinamento in primis tra i consacrati... altrimenti si soccombe...qua ormai è chiaro dove porterà il vento di novità..la direzione è precisa (ed eretica)...che facciamo??? e se non ora, quando (...saremo già sommersi)?

Anonimo ha detto...

http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/sinodo-famiglia-37096/

Anonimo ha detto...

la domanda angosciosa è cosa fare...restare inerti è dannoso altre che inutile..serve iniziativa coordinata di parte del clero (richiamo al'osservanza del magistero è, poi, legittimo!!!)

Anonimo ha detto...

Verbum Dei non est alligatum e Cristo non abbandona mai la sua Chiesa

Anonimo ha detto...

OT: per favore, la scadenza è tra poche ore, per favore votiamo per evitare che un altro pezzo di cattolicesimo venga cancellato:
http://www.biellascuole.it/2014/10/08/scegliamo-assieme-il-nome-del-nuovo-ospedale/

Alessandro Mirabelli ha detto...

Oggi Pani su vatican insider sostiene che per i greco cattolici della Romania fino al 1873 erano ammesse le seconde nozze (adulterine) come nella prassi ortodossa. Vi risulta che la tesi un po' bizzarra di Pani sia storicamente fondata?

Josh ha detto...

Vorrei far notare che da S. Marta ci si concentra da settimane sugli ipotetici "pesi che caricano sui fedeli, ma che loro (i pastori) non muovono neanche con un dito".

Prima di tutto il passo è arbitrariamente estrapolato dal contesto: Gesù lo rivolge ai farisei, in relazione a imposizioni ingiuste.

S. Luca, 11,

"42 Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima della menta, della ruta e di ogni erbaggio, e poi trasgredite la giustizia e l'amore di Dio. Queste cose bisognava curare senza trascurare le altre. 43 Guai a voi, farisei, che avete cari i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. 44 Guai a voi perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
45 Uno dei dottori della legge intervenne: «Maestro, dicendo questo, offendi anche noi». 46 Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito! 47 Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. 48 Così voi date testimonianza e approvazione alle opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite loro i sepolcri. 49 Per questo la sapienza di Dio ha detto: Manderò a loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno; 50 perché sia chiesto conto a questa generazione del sangue di tutti i profeti, versato fin dall'inizio del mondo, 51 dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l'altare e il santuario. Sì, vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. 52 Guai a voi, dottori della legge, che avete tolto la chiave della scienza. Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l'avete impedito».


I pochi pastori ancora fedeli alla dottrina che ora vengono bersagliati in realtà non stanno imponendo nessun peso, ma ricordano la dottrina di sempre su divorziati riposati e omosessuali (cui è chiesata la castità per esser santi, in vista del Regno), e questa dottrina che è Biblica, Cattolica, Apostolica, riconfermata da Magistero e Tradizione, ma ora è vista come un peso che i pastori impongono ma che loro non muovono nemmeno con un dito.
Si tratta di un'inversione della realtà.

Con questo poi ci si sta per caso autoaccusando? cioè dicono ai divorziati risposati (come da dottrina) di astenersi, e dicono agli omosessuali di astenersi, ma se quel peso loro "non muovono nemmeno con un dito", sta forse dicendo che i pastori vivono more uxorio con donne e esercitano l'omosessualità? :-)

al di là di questo tragico lato comico, ciò che è grave moralmente e teologicamnte è che ora è bollato come "peso insopportabile" di marca farisaica ciò che è una dottrina santa da sempre!

Josh ha detto...

dalle ultime righe del post

"Occorre l'incandescente, perenne, feconda (altro che museale!) saldezza del dogma per non affondare nei liquami e nelle sabbie mobili del neo-magistero storicista transeunte."

concordo al 100%,
ma la saldezza del dogma è già stata definita "da musoni senza gioia", da "specialisti del Logos",
e la stessa Evangelii gaudium condanna chi illustra la dottrina in maniera troppo precisa.

Ora si dice sia meglio la ...vaghezza!

Josh ha detto...

p.s. concordo con tutto il post comunque

speriamo almeno che il pusillus grex, per quanto diffuso a chiazze in modo sparpagliato nel mondo, non diventi mai pusillanimis grex

Silente ha detto...

Concordo con Mic. Ma non conterei molto, salvo poche eccezioni, sui pastori.

Aldo Palamara ha detto...

Il Papa nero (gesuita) si presenta vescovo vestito di bianco, si richiama a San Pietro (primo vescovo di Roma), saluta il popolo chiedendone la benedizione, come fa l'Assemblea insieme al suo Presidente nella nuova liturgia, sottindendendo un richiamo al CVII, rinuncia al titolo di sovrano dello Stato pontificio e sceglie il nome del santo di Assisi, luogo scelto dopo il CVII per esaltare il falso ecumenismo, che significa uguaglianza tra le religioni manifestata dalla presunta umilta' spinta fino al pauperismo ( il Papa diventa cosi unus inter pares), negando la regalita' di Nostro Signore Gesu'.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Ora che i partecipanti al sinodo sono tornati nei rispettivi Paesi, africani, asiatici, nordamericani, buona parte degli europei, i polacchi che potranno dire che la Familiar consortio e' stata buttata alle ortiche insieme alla teologia del corpo, tutti costoro potranno dire cosa hanno visto a Roma di così disdicevole. Un sinodo blindato dal Papa ma che poi è deflagrato perché una tale falsa teologia della misericordia inevitabilmente ci porta verso l'anglicanesimo. Oggi comunione ai divorziati risposati e ai conviventi, domani vescovi gay, dopo domani vescovesse lesbiche. La settimana prossima adesione alla federazione luterana mondiale. E poi ricorderete che anni fa The Economist scrisse di qualcuno che he is unfit. Oggi noi cattolici i possiamo affermare che un altro qualcuno is unfit.

Anonimo ha detto...

Certo la Chiesa è sparpagliata ma è lontana dall'essere vinta perché una consistente parte di essa è decisa a vendere la pelle a carissimo prezzo. Bergoglio cambi tutto quel che vuole visto che il suo potere sulla Chiesa ,come egli stesso ha ricordato , è supremo ,pieno,immediato ed universale.Che poi tutti lo stiano a seguire è un pio desiderio. Io personalmente credo che farà un buco nell'acqua.Il suo pontificato purtroppo finirà in dramma o in farsa.Bobo .

Alessandro Mirabelli ha detto...

Il suo potere e' pieno, supremo e universale ma incontra il limite che mai potrà essere in contrasto con quanto chiaramente affermato dal Nuovo Testamento. Mai. Perché se solo qualsiasi Papa rinnegasse o modificasse quanto Cristo ha stabilito, sia in materia di fede sia di morale, diventerebbe eretico. So che codesta parola fa un po' paura ma occorre ormai pronunciarla se vogliamo evitare guai peggiori.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Santità, noi cattolici vorremmo sapere qual è la corretta interpretazione di Mc. 10, 2-12.

Josh ha detto...

Su ormai troppe cose che si sentono in giro, con proposizioni di dottrina invertita,

viene in mente il motto ossessivamente reiterato delle Streghe nel MacBeth di Shakespeare, che mostra l’inversione cabalistica-demoniaca della realtà:
“Orrendo è il bello: bello è l'orror!”; “Il bello è brutto e il brutto è bello”; “Fair is foul, and foul is fair.” (MacBeth Act 1, Scene 1).

Era anche il tema dell’Helter Skelter tanto di Charles Manson che dei Beatles.

L'inversione, mantra del nostro mondo delle “rivoluzioni” (che non a caso ha il minaccioso “volvo, volvere” nella radice del vocabolo), è talmente meccanismo noto, che Dio stesso ce ne mette in guardia letteralmente in
Isaia 5,20

“Guai a coloro che chiamano
bene il male e male il bene,
che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre,
che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro.”

Nella magia inversa (che crede nell’albero inverso, che sarebbe poi la Croce rovesciata) questa procedura del rovesciamento, l’inversione semasiologica, è intesa come una via per mettersi in comunicazione con la realtà preternaturale-demoniaca-degli spiriti dell’aria.

Applicata alla morale, l'inversione richiede che gli aderenti scambino il bene con il male.…è una tradizione maligna presente tanto presso gli zoroastriani, che nella Cabala e in varie sottoculture pagane-demoniache.

Rr ha detto...

OT: Pell incontra in udienza Bergoglio, si ammala e non celebra la Messa al SP a Roma.
Che spifferi a S.Marta...
Rr

Aldo Palamara ha detto...

La nuova evangelizzazione della misericordia (chi sono io per giudicare?) passa per accoglienza (divorziati risposati e omosessuali) ma significa supremazia del peccato.

Don Marco ha detto...

@Alessandro Mirabelli
E' un po' difficile verificare questa informazione, ma leggendo bene l'articolo pubblicato su Vatican Insider mi sembra che l'affermazione sia molto ambigua. Infatti Pani dice che dopo l'unione del 1700 ci sono state le seconde nozze tra i greco-cattolici fino al 1873, cioè fino a quando stata realizzata la prima codificazione del diritto della Chiesa greco-cattolica rumena che, nel concilio di Alba Iulia, introduce la dottrina dell’indissolubilità del matrimonio. Perché ritengo ambiguo questo passaggio? Perché è ovvio che degli ortodossi che passano alla Chiesa cattolica, fino a quando non viene realizzato un nuovo codice di Diritto canonico si appoggiano a quello esistente che era quello del Codice di Diritto canonico rumeno ovviamente ortodosso (infatti Pani, cita anche l'anno della citazione dell'articolo del Codice, 1652, cioè prima dell'unione con la chiesa Cattolica). Ora è normale che se il codice è ortodosso ci sia la legge della famosa oeconomia, ma occorre verificare che Roma permettesse questa oeconomia. In altre parole Pani fa uno strano sillogismo che non è corretto: visto che i cattolici rumeni fino al 1873 hanno usato il Codice di diritto rumeno (ortodosso, dato che non era ancora stato realizzato quello cattolico) e visto che sul codice è permesso il secondo matrimonio, sicuramente la Chiesa cattolica ha permesso ai greci cattolici rumeni il secondo matrimonio. Ma questo è tutto da verificare e Pani dovrebbe portare prove storiche che la Chiesa a suo tempo permettesse ai greci rumeni passati al cattolicesimo di passare a seconde nozze per adulterio. Brugger ha smantellato magistralmente la tesi di Pani che il Concilio di Trento avrebbe fatto almeno una eccezione alla indissolubilità al matrimonio per i Greci che abitavano nei possedimenti dominati da Venezia (quando l'unico vero problema richiesto dai delegati veneziani era quello di trovare una formula indiretta dell'indissolubilità che non portasse alla scomunica diretta dei Greci per evitare problemi a livello di sicurezza pubblica) e ora viene fuori questa storia qui molto ambigua. Non so ma a me pare ovvio che l'autore, taroccando un po' qui e un po' là la storia vuole aprire un'autostrada ai novatori per arrivare alle seconde nozze e alla comunione ai divorziati. Quello che mi diverte è che nella sua intervista a Magister si nasconde dietro un'assoluta neutralità storica. Lui riporta solo i fatti senza giudizi. Sarà, ma qui c'è puzza di zolfo. Don Marco

Anonimo ha detto...

Verbum Dei non est alligatum e Cristo non abbandona mai la sua Chiesa

http://vigiliaealexandrinae.blogspot.it/2014/10/arcana-imperii-arcana-ecclesiae-la.html

Alessandro mirabelli ha detto...

@ don Marco. Grazie, sei stato chiaro."

mic ha detto...

Le altrettanto pretestuose affermazioni di Pani sul matrimonio nel concilio di Trento e i territori ortodossi della Repubblica Veneta sono state efficacemente confutate da de Mattei qui

http://www.corrispondenzaromana.it/le-avventure-dellanatema-che-impedisce-la-chiesa-del-divorzio-una-puntuta-risposta-al-gesuita-causidico/

Silente ha detto...

Curiosa questa acribia micro-storica dei novatori che, per contraddire la Dottrina, certa, consolidata e irriformabile, si appellano alle note a pie' di pagina della storia ecclesiastica.
Incerte interpretazioni del Concilio di Trento, indimostrate "concessioni" di una Chiesa greco-cattolica, esigenze di "ordine pubblico" della Repubblica di San Marco. Sfiorano il ridicolo: su un piano storico, canonico e dottrinale. Cosa non fanno per negare ciò che è stato rivelato e accettato da sempre!.
Ma per costoro la storia della Chiesa non iniziava con il cvii?

Anonimo ha detto...

allineamento totale al "relativismo massonico"

HUMANUM GENUS
LETTERA ENCICLICA
AI VENERABILI FRATELLI PATRIARCHI
PRIMATI ARCIVESCOVI VESCOVI
E AGLI ALTRI ORDINARI
AVENTI CON L’APOSTOLICA SEDE
PACE E COMUNIONE.

"CONDANNA DEL RELATIVISMO FILOSOFICO
E MORALE DELLA MASSONERIA"

Leone PP XIII

http://www.vatican.va/holy_father/leo_xiii/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_18840420_humanum-genus_it.html

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p. Paolo M. Siano FI
http://www.mediatrice.net/modules.php?name=News&file=print&sid=2693

Anonimo ha detto...

la "misericordia" così come intesa dai novatori sembrerebbe coincidere con la falsa "tolleranza" massonica.
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santa Faustina Kowalska
http://www.festadelladivinamisericordia.com/page/santa-faustina-kowalska-bio.asp

Alessandro Mirabelli ha detto...

Andate sul sito www.cardinalrating.com. Leggete l'intervista di qualche giorno fa di Coccopalmerio, di scuola martiniana come il Tetta, Forte, Kasper e compagni. La' dove pronuncia la parola "dottrina" sostituitela con la parola "Cristo". A quel punto vi accorgerete che non siamo neppure più nel protestantesimo ma del tutto fuori il cristianesimo. Come Kung.