domenica 17 aprile 2016

don Elia. Il giorno del grande combattimento

In riferimento a precedenti commenti, richiamo l'attenzione sul fatto che il testo è di don Elia. Mentre le parole della Vergine della Rivelazione alle Tre Fontane sono citate nell'ultimo periodo. 
Oggi purtroppo abbiamo un elemento in più che giustifica in pieno il tono drammatico dell'articolo. Dopo aver letto le ipsissima verba di Bergoglio sull'aereo di ritorno da Lesbo - ennesimo gesto a dir poco spiazzante per i cattolici e per ogni persona di buona volontà - non ci si può non chiedere dove sono i pastori ancora 'sani' che si alzino per contestare l'eresia ormai confermata. Come la mettiamo con Trento : «Se qualcuno afferma che Gesú Cristo è stato dato agli uomini da Dio come redentore, in cui confidare e non anche come legislatore, cui obbedire: sia anàtema»? In questa temperie, siamo al punto che Gesù Signore non appare più né come Redentore né come Legislatore....

È il trionfo delle tenebre. Dal falso vicario di mio Figlio è infine arrivata l’autorizzazione, se non l’ingiunzione di gettare in pasto ai peccatori pubblici, induriti e ostinati, il Suo preziosissimo Corpo, che io gli ho fornito dalla mia stessa purissima sostanza, unito in modo indissolubile alla Sua divinità… quella carne con la quale si è immolato sulla croce in espiazione dei peccati umani e quel sangue che ha versato in riscatto dell’umanità decaduta a causa della sua prevaricazione, quella stessa umanità che ora è tornata al suo vomito calpestando la grazia inestimabile, assolutamente immeritata, che il Frutto delle mie viscere le ha meritato con me, fusa con Lui, sul Calvario. Non credono più nel Sacrificio redentore, non sanno più di quale impensabile amore li abbiamo amati, non si rendono conto del rischio terribile che corrono… perché non riconoscono più i loro peccati. Ora si sentono pienamente confermati da quella che dovrebbe essere la loro suprema autorità morale.

Dalla sera di quel venerdì al mattino del primo giorno della settimana fu per me com’è oggi per voi: un’unica, assoluta, interminabile notte dello spirito. Io scrutai quel buio siderale, sostenni quel vuoto imponderabile, mi piantai nel nulla dell’assenza totale di Dio, senza il minimo appoggio né umano né divino… se non quello della fiamma di carità e di fede che lo Spirito Santo alimentava nel mio Cuore immacolato, a tal punto nascosta in esso che non ne scorgevo neanch’io la luce. Fu l’amore a mantenere accesa in me la fede: solo per amore volli continuare a credere, nonostante la radicale e apparentemente irreversibile smentita dei fatti. Io sapevo, certo sapevo di aver messo al mondo un figlio che sarebbe risorto; ma conoscere le promesse di Dio risparmia forse dall’essere dilaniati, non dal dubbio, no, bensì dallo strazio di vedere il proprio stesso Amore, la Vita della propria vita, giacere esanime nel sepolcro, reso irriconoscibile dall’odio satanico?

Anche il Suo Corpo mistico, nato dall’acqua e dal sangue del Suo costato trafitto, nutrito della mia carne incontaminata, da Lui assunta, si riconosce ormai a stento, schiaffeggiato, deriso e umiliato nelle sue membra fedeli, macchiato, disgregato e disperso nelle sue membra fedifraghe. Certo, nella sua essenza la Chiesa è e sarà sempre, indefettibilmente, una, santa, cattolica e apostolica, ma nella condizione storica della sua porzione militante è orrendamente lacera e infangata. Quanti miei figli se ne allontaneranno ancora, scandalizzati e disillusi? Già quando falsificarono il santo Sacrificio dell’altare, molti di loro si dissero: «Se i preti possono cambiare la religione dall’oggi al domani, vuol dire che non era vero niente e che, finora, ci hanno ingannati». Così smisero di credere e di andare in chiesa, mettendo a repentaglio la propria eterna salvezza. Quanto ho dovuto faticare per scusarli di fronte a mio Figlio, che, pur con tutte le attenuanti, vede perfettamente le inaggirabili responsabilità individuali!

Ora, a maggior ragione, diranno: «Se la Chiesa ha cambiato parere in materia morale, significa che finora si era sbagliata e che, quindi, può sbagliarsi ancora, in questo come in tutto il resto». E poi, se più nulla è peccato, a che serve pregare, confessarsi e cercare di evitare il male? Quante anime si perderanno a causa di questo supremo inganno? Sì, se acconsentono all’iniquità sono responsabili della propria sorte; ma l’amore di una madre può per questo rimanere indifferente, abbandonandole al loro tragico destino? Perciò svegliatevi, figli miei fedeli! Smettete di lamentarvi e di gemere inutilmente, per quanto vi sanguini il cuore. Siate forti nel sopportare il buio con olimpica quiete e nel lasciarvi purificare dal serafico ardore che vi mando. È doloroso, ma dovete farvi immacolati per la missione che vi attende, per formare il resto santo degli ultimi tempi. E voi, ministri del mio Unigenito, miei figli prediletti, voi che siete Sua bocca, Sue mani, Suo cuore, scuotete il vostro animo dall’incertezza e dallo smarrimento, alzatevi in piedi con coraggio per mettervi alla testa del mio esercito di eletti. Se vi obbligheranno ad agire contro coscienza (cioè contro la santa Legge di Dio, che, quale unica via del Paradiso, della vostra coscienza è la forma), prendete con sicurezza le vostre decisioni. Non abbiate paura: mi incarico io stessa del vostro futuro.

Ora che – secondo la parola profetica – non avete più né principe, né capo, né profeta, Gesù stesso vi pasce e vi guida, Gesù stesso è il pastore e vescovo delle vostre anime, Gesù stesso è la vostra norma inviolabile e sicura: Ego sum pastor bonus, qui pasco oves measEgo sum via, veritas et vita. Volgetevi a Lui e radunate il Suo gregge. Siate semplici come colombe e scaltri come serpenti. Se mio Figlio vi concederà la grazia del martirio, in qualunque forma, non fuggitela, purché siate certi che è Lui a volerlo, piuttosto che un impeto avventato o una fiammata di zelo inopportuno. C’è bisogno di valenti ed esperti generali che guidino le mie truppe alla vittoria, non di eroi di un momento di cui si avrà facilmente ragione. Imparate la lezione del 1812 dai miei cari figli della terra russa: dopo aver lasciato avanzare il nemico fino all’antica capitale, lo privarono di ogni approvvigionamento per costringerlo ad andarsene, poi lo attaccarono nella ritirata. Ho invano chiesto la consacrazione di quel nobile Paese affinché la sua conversione ribalti le sorti del mondo dominato dai nemici di Dio; perciò pregate, digiunate e offrite per questa intenzione decisiva.
«La Chiesa tutta subirà una tremenda prova, per pulire il carname che si è infiltrato tra i ministri, specie fra gli Ordini della povertà: prova morale, prova spirituale. Per il tempo indicato nei libri celesti, sacerdoti e fedeli saranno messi in una svolta pericolosa nel mondo dei perduti, che si scaglierà con qualunque mezzo all’assalto: false ideologie e teologie! L’appello d’ambo le parti, fedeli e infedeli, sarà fatto in base a prove. Io fra voi eletti, con Cristo capitano, combatteremo per voi. […] L’ira di Satana non è più mantenuta; lo Spirito di Dio si ritira dalla terra, la Chiesa sarà lasciata vedova, ecco il drappo talare funebre, sarà lasciata in balìa del mondo. Figli, diventate santi e santificatevi di più, amatevi tanto e sempre. […] Schieratevi tutti sotto il vessillo di Cristo. Lavorando in tal modo, vedrete i frutti della vittoria nel risveglio delle coscienze al bene; pur essendo nel male, vedrete, tramite vostro aiuto cooperativo efficace, peccatori che si convertono e l’Ovile riempirsi d’anime salvate» (la Vergine della Rivelazione a Bruno Cornacchiola, il 12 aprile 1947 alle Tre Fontane – Roma).

31 commenti:

Nicola L. ha detto...

Dunque il papa in persona conferma la rivoluzione da lui operata e che porta anche chi vive in istato di peccato mortale a potersi comunicare (in tal modo aggiungendo al peccato contra Sextum pure il sacrilegio e la pubblicità). Il modernista Schonborn (al quale il papa rimanda per capire bene la sua esortazione) riduce tutto al dualismo "regolare" irregolare" con cui dice si dividono le famiglie. E si scaglia contro tale dualismo. Mentre la questione, certamente sempre dualistica dualistica è altra: essere in istato di peccato mortale o non esserlo...... Proporre di non voler più peccare o preferire di continuare tranquillamente a peccare. Ci sono momenti in cui veramente il dolore diventa scoramento. Nel vedere poi il servilismo e la pavidità di tanti, chierici e laici...beh non si sa neppure quali parole usare per esprimere quel che si prova, ma è qualcosa che s'avvicina all'annichilamento. Forse lo oltrepassa pure. Consola però sapere che la Chiesa non è degli uomini, ma di Dio. E' però consolazione che non attenua la sofferenza, né evita a tante anime di finire all'inferno. "Roma ha perso la fede", diceva già tanti anni fa mons. Lefebvre. Forse sarebbe però più appropriato dire "Roma ha cambiato la fede". Il 13 marzo di tre anni fa, sul far della sera, ebbi a dire testualmente "umanamente parlando la Chiesa è spacciata".
Deus adiuvet.

mic ha detto...

Umanamente parlando, ma non secondo le promesse del Signore!
Ma credo che chi lo ha pronunciato qua su lo sa bene...

Nicola L. ha detto...

Io non mi meraviglio che già nella prassi siano in molti a comportarsi secondo Bergoglio. Mi meraviglio che i preti e i laici che un pochino sembravano edotti su certe tematiche, che parevano avere venature tradizionali, lasciavano intendere di coltivare simpatie filo tradizionali.....tacciano. Lasciando che il modernismo avanzi ancora. Rendendosi complici, col loro silenzio, di peccati mortali che diventan pure sacrilegi. Non pare però che questo incitamento a peccare disturbi qualcuno. Il peccato mortale è talmente diffuso anche tra il clero che ormai non se ne percepisce più la gravità. Ma neppure in questa situazione c'è qualcosa di nuovo. Su dodici Apostoli ben 11 tradirono, rinnegarono, abbandonarono il Divino Maestro. E uno, uno solo su dodici, restò coraggiosamente fedele fino all'ultimo.

mic ha detto...

Ma neppure in questa situazione c'è qualcosa di nuovo. Su dodici Apostoli ben 11 tradirono, rinnegarono, abbandonarono il Divino Maestro. E uno, uno solo su dodici, restò coraggiosamente fedele fino all'ultimo.

... insieme alla Madre che anche oggi è sempre con i suoi figli, affidatile sotto la Croce insieme al discepolo amato, e - anche Lei, come il Figlio - fino alla fine dei tempi.

Giusi su Fb ha detto...

"" Raptus in aereo, Papa Francesco sbrocca: "Trovati uno psichiatra".

Nel viaggio di ritorno dall'isola di Lesbo - in aereo con i 12 rifugiati che ha deciso di portare con sé - Papa Francesco si è lasciato andare con i giornalisti. Dopo aver sottolineato di aver portato con sé "chi aveva tutte le carte in regola" e dopo aver spiegato che "non c'è stata nessuna scelta, sono tutti figli di Dio", il Pontefice ha spaziato su altri argomenti. Tra le molte, curiosa la risposta riportata da Il Messaggero sull'incontro alla Santa Sede con Bernie Sanders, il candidato democratico, sinistrissimo e socialista, che nella corsa alla Casa Bianca sfida Hillary Clinton per la nomination. "Se lo ho incontrato? Quando sono uscito stamattina mi sono trovato lì il senatore Sanders. Sapeva che uscivo a quell'ora e mi ha aspettato per salutarmi. È stato un saluto. Alloggiava a Santa Marta e quando sono sceso lo ho salutato, niente di più. Questa si chiama educazione, da non mischiare con altro. Se qualcuno pensa che fare un saluto sia immischiarsi in politica, beh, farebbe meglio a trovare uno psichiatra". Una risposta durissima, quella di Francesco, a chi lo ha accusato di ingerenza politica (e, per inciso, sono parecchi ad aver avuto questo sospetto).
http://www.liberoquotidiano.it/news/sfoglio/11899457/papa-francesco-bernie-sanders-psichiatra.html ""

Eh no caro Papa Francesco, non dormiva per caso a Santa Marta Bernie Sanders! Era stato invitato dal Vaticano in qualità di esperto di non so cosa per partecipare a un convegno sui 25 anni dell’enciclica Centesimus Annus! Non è che chiunque viene a dormire a Santa Marta e la mattina la saluta. C'è chi agogna un incontro con lei da anni ma mai lo otterrà! E i gesti del Papa hanno un significato non lo sa? La sua risposta poi mi è sembrata molto poco misericordiosa, non è propriamente un linguaggio da Papa...

tralcio ha detto...

E' anche vero che poi, secondo la tradizione, quasi tutti gli apostoli sono morti martiri (paradossalmente non Giovanni).
La gravità del tempo presente, la sensazione di stare con Maria e Giovanni mentre altri sono fuggiti, non ci deve far pensare che tutti i "defilati" siano meno innamorati di noi di Gesù. Ringraziamo piuttosto Dio di questa grazia ulteriore, che traspare dallo scritto di Don Elia, che sta così vicino a Maria.
Che cosa sia passato esattamente per la testa di Maria e Giovanni o degli altri apostoli non lo sappiamo. Ne' risultano "polemiche" successive tra gli apostoli su questo punto.
L'unico a non partecipare al "dopo" fu chi si suicidò. E fece tutto da solo...
Fidiamoci davvero della misericordia di Dio, che ci salva dal potere del peccato.
Chiede solo che ne siamo pentiti. Pietro pianse amaramente.
Avrebbe potuto giustificarsi... Bisogna essere umili.
Oggi nella Chiesa forse il problema maggiore è la superbia.
Ci si mette al posto di Dio, ritenendoci in grado di gestire meglio di Lui le nostre miserie. Siamo in competizione. L'io e il super io temono la concorrenza di Dio...

mic ha detto...

Grazie tralcio,
è sempre ulteriormente illuminante ogni tua puntualizzazione. Ringraziamo insieme il Signore anche per questo dono.

Josh ha detto...

dal testo di Don Elia, primo capoverso, do un riferimento:

"...quella stessa umanità che ora è tornata al suo vomito calpestando la grazia inestimabile...."

deriva da 2nda lettera S. Pietro cap. 2 che consiglio leggere tutto;

punti illuminanti sulla temperie attuale 2 Pietro 2, 9

"Il Signore sa liberare i pii dalla prova e serbare gli empi per il castigo nel giorno del giudizio, 10 soprattutto coloro che nelle loro impure passioni vanno dietro alla carne e disprezzano il Signore." (non mi pare S. Pietro sdogani alcun peccato con neodottrine che negano VI e IX comandamento....)

sulla citazione, abbacinante 2 Pietro 2, 20:

"20 Se infatti, dopo aver fuggito le corruzioni del mondo per mezzo della conoscenza del Signore e salvatore Gesù Cristo, ne rimangono di nuovo invischiati e vinti, la loro ultima condizione è divenuta peggiore della prima. 21 Meglio sarebbe stato per loro non aver conosciuto la via della giustizia, piuttosto che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo precetto che era stato loro dato. 22 Si è verificato per essi il proverbio:
Il cane è tornato al suo vomito
e la scrofa lavata è tornata ad avvoltolarsi nel
brago."

un parallelo c'è anche sul tragico concetto di "riprovati" che talvolta ricorre in S. Paolo.

Anonimo ha detto...

La Madonna a Quito, diede un importante messaggio per la Chiesa e in queste ore, l'Equador è in ginocchio, per il forte sisma. Quito invece pare essere stata preservata dagli ingenti danni, morti e feriti:
"La capitale Quito è stata invece relativamente risparmiata, ma alcuni quartieri sono rimasti senza elettricità. Nelle strade, ma anche in città a centinaia di chilometri di distanza dall'epicentro, centinaia di persone sono fuggite in strada. E' stato emesso un allerta tsunami per le aree costiere in un raggio di 300 chilometri dall'epicentro. Il presidente Rafael Correa, si trova in visita in Vaticano."
Preghiamo per le vittime e perché Maria ci protegga sotto il suo manto, perché ormai ogni visita, gesto, parole di questo pontificato portano e attirano altro dolore. Solo la Fede in Cristo e l'intercessione di Maria ci salverà.

Alfonso ha detto...

Punto 1 : "C’è bisogno di valenti ed esperti generali che guidino le mie truppe alla vittoria, non di eroi di un momento di cui si avrà facilmente ragione. Imparate la lezione del 1812 dai miei cari figli della terra russa: dopo aver lasciato avanzare il nemico fino all’antica capitale, lo privarono di ogni approvvigionamento per costringerlo ad andarsene, poi lo attaccarono nella ritirata."
Punto 2 : "E' anche vero che poi, secondo la tradizione, quasi tutti gli apostoli sono morti martiri (paradossalmente non Giovanni). "
Stavo riflettendo sui commenti dell'articolo precedente, ma avendo letto anche questo di don Elia, faccio qui questa riflessione. Ho già notato che da un pò di tempo, forse inconsciamente, si usa un frasario militare. A quelli che sono in tutto e per tutto convinti che a governare la chiesa cattolica, intesa qui come istituzione, sia una masnada di usurpatori (che poi siano anche eretici, o qualsiasi altra cosa spregevole, poco importa, essendo il loro fine la liquefazione del Cristianesimo), chiedo : che si fa quando il proprio territorio patrio è occupato da nemici che progettano lo sterminio degli abitanti autoctoni? Si reagisce o si va a testa bassa al macello? Se si vuole combattere ci si deve organizzare! Ognuno si assuma la propria responsabilità. Qui si rischia di fare la triste fine dei "puri" / "catari" . Ebbene, chi deve suonare le trombe o le campane per raccoglierci alla battaglia ?

mic ha detto...

Alfonso,
Dove andiamo senza chi comanda?

Luís Luiz ha detto...

Parole dure, degne di un cristiano. La lacrimosa e filiale "linea di resistenza" di Burke & Friends é solo una scusa per non resistere.

tralcio ha detto...

Gentile Alfonso,
in questo momento la morte che rischiamo è soprattutto quella dello spirito.

Aggiungendo altro peccato al peccato esistente.
Che, in materia grave, piena avvertenza e deliberato, è appunto "mortale" per lo spirito.

Come il corpo (o la psiche, il sentimento) possano opporsi all'imposizione di compiere un peccato, esso diventa argomento "per contrasto", cioè quando il "come" si determini non a motivo di una piena libertà di scelta (una donna costretta a prostituirsi sotto minaccia non fa una bella cosa, ma evidentemente la colpa non è tutta sua).

Quello che mi sforzo (purtroppo anche malamente) di dire innanzitutto a me stesso è che non mi è lecito deliberare di fare del male. E fa parte del male anche farlo con una buona intenzione. Il fine NON giustifica i mezzi. Machiavelli non era un buon interprete del vangelo, anche se un certo pastoralismo pare oggi stimarlo un buon maestro.

Dunque anche il silenzio, la penitenza, la fiducia nel Signore, l'umiliazione e la mortificazione possono essere assai più efficace di trombe, tromboni e trombettieri umani.
Specie se dovessero squillare altre trombe, suonate da creature angeliche non decadute dallo spartito loro assegnato nella sinfonia celeste, ma ben udibile anche in terra...

Anonimo ha detto...

Impressionante. Questa rivelazione sembra scritta proprio per i nostri giorni. L'accadimento letale, appena verificatosi, che avrà conseguenze immani su tutti i versanti è proprio l'aver decretato che ciò che era peccato (cioè una cosa che fa male a se stessi e agli altri, anche in termini umani) ora NON è più peccato. Come potrà da ora in poi essere considerata vera una religione che cambia i suoi fondamenti?
Quanto all'interrogativo di Alfonso come dice Mic qui siamo ancora nella fase iniziale, quella dello sbando, dello shock, del nostro 8 settembre. Per dirla con le parole del sottotenente Innocenzi (Sordi) nell'indimenticabile, struggente "Tutti a Casa": "I tedeschi si sono alleati con gli Americani e ci sparano addosso! Cosa facciamo???". Poi forse verrà qualcosa di diverso.
Miles

Alfonso ha detto...

Esimio tralcio,
come sempre la leggo con attenzione e riverenza. Mi creda se le dico che raccolgo le sue valutazioni in una pagina ad hoc per rimeditarle. Anche adesso lei dice bene, ma forse ha dato troppo importanza alle mie riflessioni espresse tropologicamente. Sia chiaro che il linguaggio bellico che qui (seguendo altri precedenti esempi) ho utilizzato non ha certo lo scopo di "armare" qualche novello Guglielmo Oberdan! Però, resta il timore che noi novelli "catari" (come oramai siamo definiti da chi sappiano bene che non ci vuole destinare un nanogrammo di misericordia) siamo destinati al genocidio qualora non dovessero "squillare altre trombe, suonate da creature angeliche non decadute dallo spartito loro assegnato nella sinfonia celeste, ma ben udibile anche in terra... " Sursum corda.

Alfonso ha detto...

Il richiamo ad Alberto Sordi mi ha fatto bene perchè a ricordare il film ho nuovamente riso e con grande sollievo. Sempre in senso comico chiedo: ma questo Schonborn non è quello che ha la fisima di far sposare i sacerdoti? Scherzando, tempo fa, ad un amico sposato con figli dissi che se persisteva nel desiderio di accedere all'Ordine Sacro, prima o poi avrebbe potuto diventare prete. Che sia stato profetico?

Luisa ha detto...

Da ieri non ci sono più dubbi sulla volontà e sugli intenti di Jorge Bergoglio, il suo "sì, ci sono novità" non permette letture diverse da quelle aperturiste:

"Insomma, sì o no la comunione ai divorziati risposati? Papa Francesco: "Sì. Punto"

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/04/17/insomma-si-o-no-la-comunione-ai-divorziati-risposati-papa-francesco-si-punto/

Dunque per competenti siano coloro che ci hanno detto che bisognava leggere l`AL alla luce della dottrina, ripongo la mia domanda:

come si fa a leggere l`AL alla luce della Dottrina, nei suoi passaggi più problematici, se il papa stesso conferma che la dottrina viene dopo i problemi della gente, che è la dottrina a dover adattarsi alle diverse situazioni e non il contrario, che ci sono problemi ben più importanti della Comunione, che la Chiesa non è una dogana e che in definitiva
 la dottrina, il suo rispetto, è diventata un eventuale ideale irraggiungibile dalla gente alla presa con le difficoltà della vita?

Come si può leggere quel testo alla luce della dottrina se il papa stesso ci dice che è andato oltre introducendo le sue novità, anche se attraverso una nota a piè di pagina?
Nota che, in realtà non fa che riprendere e confermare quel che già aveva affermato in altre occasioni, in particolare nella EG?
Il cardinal Burke aveva parlato di resistenza, siccome non penso che negare l`evidenza sia resistere, spero e auspico che pastori degni di questo nome faranno sentire la loro voce.

Luís Luiz ha detto...

Vediamo cosa succede adesso. La Fede o Bergoglio? Cambiare la dottrina o ammettere che Benedetto XVI non poteva governare, non era obbedito, non era libero e dunque non poteva neanche rinunciare?

Luís Luiz ha detto...

Benedetto XVI era negli ultimi anni papa de jure, non de facto. Se quello che governa non è obbedito, non governa, lo prova il Summorum pontificum; la pressione a che era sottoposto è dimostrata dal carpet bombing mediatico diario, dai Vatileaks, dalla mafia di Saint-Gall, dal caso Swift, dalle minaccie di scisma in Germania ecc. ecc. Questo non è dietrologia, è davantologia. Senza parlare delle irregolarità del Conclave, mai risolte. E, con la conferna della comunione ai divorziati risposati, è evidente che la tesi della validità del pontificato di Jorge Bergoglio è grave pericolo contro la Fede; si tratta dunque di una questione di interesse assoluto della Fede e della Chiesa. È la stessa porta del Cielo che si ferma.

Luís Luiz ha detto...

La porta del cielo che si chiude, excusez-moi.

Riccardo Abbà ha detto...

Nostro Signore e la Sua Santa Madre, accompagnati dalla schiera dei Santi, saranno (per rimanere in ambito metaforico bellico) la nostra Linea Dimmock. Gesù Eucaristia e la Santa Vergine sono le due colonne sognate da don Bosco.

Anonimo ha detto...


@ Machiavelli: ma quello dei "profeti armati", che vinsero perche' armati.

La famosa frase "il fine giustifica i mezzi" Machiavelli non l'ha mai scritta. Si puo' volendo ricavare un concetto del genere dai suoi scritti, soprattutto dal Principe. Tuttavia, con delle sfumature importanti. Machiavelli dice che in generale il principe (il politico) deve esser alleato fedele e servare la fede. Ma a condizione di reciprocita': se gli altri non te la serbano nemmeno tu la devi serbare a loro. Un fine formalmente scorretto (non osservare i patti) e' giustificato dalla realizzazione di un bene superiore, p.e. la salvezza dello Stato. A volte e' necessario non osservare un patto gia' sottoscritto per poter salvare il proprio Stato. (Dice anche che il Principe deve esser fedele alleato in guerra e che deve piuttosto perdere con i suoi che vincere con i mercenari). C'e insomma una casistica da studiare, imposta secondo Machiavelli dalle leggi della politica che si fondano sulla comprensione dei rapporti di forza e della natura umana.

Piu' interessanti, ai nostri fini, mi sembrano le sue osservazioni sui profeti "armati e disarmati". Osserva il Segretario fiorentino che i primi quasi sempre vinsero e i secondi quasi sempre "ruinorno", p.e. Savonarola. Tra i profeti armati che vinsero cita Mose', mi sembra. Che infatti aveva un esercito composta dai Leviti, quando scese dal monte e trovo' il popolo immerso nel paganesimo piu' sfrenato. In un solo giorno stermino' 23.000 uomini, si suppone tutti i traditori del Dio di Israele. Lo dice S. Paolo nella prima Lettera ai Corinti, 10,8, senza batter ciglio, citando il fatto come esempio della giusta punizione del Signore nei confronti dei traditori della fede e della morale e di chi gli era andato dietro. Bisogna fare in modo che gli uomini credano, con i mezzi pacifici della religione; ma esser organizzati in modo che, quando non credono, siano costretti a creder per forza, altrimenti distruggono tutto. Come e' successo con gli eretici del passato. La Chiesa tentava sempre, e anche a lungo, di convertirli pacificamente: discussioni, dispute, ammonizioni. Ma in genere gli eretici diventavano sempre piu' violenti. Alla fine il Papa invocava il braccio secolare, la crociata e si finiva nel sangue e nello sterminio. Cosi' va con "il mal seme d'Adamo"..

Non perdiamoci in sospiri da anime belle mentre il culto del Vitello d'Oro imperversa dentro la Vigna, sempre piu' devastata, per colpa di Capi fedifraghi o pusillanimi. A. P.

Luigi Rmv ha detto...

Nel blog leggo spesso commenti sulla debolezza e viltà dei pastori, soprattutto cardinali e vescovi, che pur essendo contrari al papa non 'fanno sentire la loro voce' o addirittura non hanno il coraggio di guidare una specie di 'rivolta' contro il papa e liberare il trono di Pietro dall'usurpatore.

Io non sarei così severo nel giudizio su costoro.
Non perché non desideri un riferimento tradizionalista tra gli alti prelati e un'opposizione visibile e coraggiosa, ma perché comprendo il loro stato d'animo.

In questa situazione così grave, una presa di posizione di più cardinali e vescovi porterebbe a uno scisma, perché dovrebbero dire al papa che si sta allontanando dal Vangelo e che non intendono seguirlo.

Dovrebbero disobbedire al papa, entrare in rotta con lui e con la maggioranza della curia, con grande fracasso mediatico e spaccatura nella Chiesa.

In questa situazione, avviare un contrasto col papa e i modernisti che lo sostengono, e tener duro nella lotta, vuol dire arrivare allo SCISMA.
E forse essere scomunicati.

Io lo desidero e seguirei gli scominicati perché questo papa è chiaramente un modernista e, quindi, un papa eretico.

Comprendo pero' il turbamento, lo scrupolo di coscienza, lo smarrimento, l'indecisione sul comportamento da tenere, la prudenza che puo' avere un cardinale o un vescovo o u sacerdote tradizionalista.

Credo che dietro quei silenzi ci sia questo perché un cardinale fedele a Cristo che è contrario al papa non ha paura, ma senso di responsabilità e scrupolo di coscienza.
Questo credo che provino Burke o Sarah, ad esempio.

Creare uno scisma, anche se dalla parte della ragione, non è una decisione da prendere a cuor leggero per chi ha responsabilità nella Chiesa.

Per noi fedeli, con responsabilità molto piu' limitata, e'più facile smaniare e prendercela con loro di fronte allo stillicidio e allo sgretolamento giornaliero del Vangelo e della Dottrina.
E con i nostri vicini non è facile nemmeno per noi.

Tralcio diceva di evitare istinti bellicosi "...che aggiungono peccato al peccato" reagendo con "...il silenzio, la penitenza, la fiducia nel Signore, l'umiliazione e la mortificazione" che "...possono essere assai più efficace di trombe, tromboni e trombettieri umani".

Condivido, la mia lotta sara' questa, anche se non nascondero' certo cosa penso di questo papato, se capiterà, sforzandomi di non cadere nella palude della polemica.
Pace e bene a tutti voi.

Storico ha detto...

@Luigi legga qua:

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2016/01/don-curzio-nitoglia-le-lezioni-da.html

Storico ha detto...
ma di necessità di deporre l'eretico decaduto per nominare un nuovo papa, perché un eretico formale notorio non è un cattivo papa, egli non è (piu') papa affatto.
Il problema è che, quando i teologi hanno affrontato tale tema, nessuno di loro ha preso in considerazione la possibilità che (quasi) nessun vescovo, nessun cardinale e soprattutto nessuna personalità di Curia facesse notare, quanto meno non pubblicamente, il fatto al diretto interessato. Ne abbiamo già parlato qua:
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2015/02/giovanni-xxiii-e-i-prodromi-delle.html

Esattamente in queste righe:
[...] Padre Saenz y Arriaga S.J., l'autore del libro "Sede Vacante. Montini Non es papa", inviò delle copie dei suoi studi ai cardinali Siri, Ottaviani, Felici, Bacci ed altri. I cardinali in questione, non gli dissero "Padre, Lei ha torto". Stando a ciò che narra don Curzio, gli dissero piu' o meno :"Padre, i suoi ragionamenti filano, tutto si trova (almeno lo sembra) . Allora, si metta nei nostri panni. Dichiariamo che la Sede è vacante? Non siamo piu' nel Medio Evo. Secondo voi, quanti nel clero e nel popolo ci seguirebbero? La grande stampa da che parte si metterebbe? I poteri politici, poi, non sono amici della Chiesa, nemmeno in paesi un tempo cattolici. Ne approfitterebbero per colpire la Chiesa ancora di più. Per non parlare delle confusione di tante anime semplici. Lei, padre, faccia ciò che ritiene in coscienza piu' giusto. Noi pregheremo ed attenderemo. Se Lei raccoglierà piu' seguito di ciò che pensiamo, forse vorrà dire che alcuni dei nostri timori sono esagerati. In tal caso usciremo allo scoperto e sia ciò che Dio vuole. Chissà che il Signore non risolva Lui in qualche modo (conversione di Montini? Morte ed elezione di uno di noi? Eventi prodigiosi? un intervento esplicito e diretto di Dio? La fine del mondo? )". Peccarono di eccesso di prudenza? Di scarso spirito soprannaturale? Fecero "armiamoci & partite" con il povero Padre Saenz? Certo è che, penso erano ben coscienti che qualunque scelta operavano, temevano di dover dar conto al Signore. Chissà se fecero la scelta giusta.
7 febbraio 2015 15:25
5 gennaio 2016 09:47

exodus-berni ha detto...

@ Luigi RMV:
voglio entrare nel suo commento dicendo che i Vescovi e Cardinali (tipo Burke - Sarah) probabilmente a causa della loro posizione preminente nella Chiesa, e l'essere così esposti, non possono permettersi di andare contro il Papa; ha perfettamente ragione adducendo il fatto che hanno forse paura di provocare uno scisma; ma il fatto è che lo scisma se non de jure, esiste nei fatti, poichè ormai la Chiesa è divisa in due blocchi modernisti/progressisti e tradizionalisti, ed ognuno predica una dottrina diversa - i conservatori hanno ancora fede in Dio Trinitario, i modernisti/rivoluzionari credono in un dio unico di tutte le religioni, o se vuole in una religione mondialista, ma senza un vero dio, un pò come ai tempi dei faraoni, dei greci o dell'impero romano.
Lei sà meglio di me che i modernisti adorano il vitello d'oro (il materialismo, hanno posto l'uomo al disopra di Dio, non credono più nei Sacramenti e nelle Leggi Divine, I Comandamenti) e dunque sono diventati pagani e non solo eretici.
Pertanto andare avanti in queste condizioni, con un papa che nessuno che ne ha il diritto, ne chiede le dimissioni (mentre B.XVI ecc.ecc.) porta all'asfissia del cattolicesimo come un uomo agonizzante e non muore mai; prima o poi una decisione si deve trovare, perchè è impensabile che i rivoluzionari tornino indietro e riabbraccino la Catholica, mentre è più probabile che finiscano per distruggerla (non la Chiesa che è di Cristo, ma la Dottrina - e che ne sarà delle prossime generazioni? oppure finbchè Dio non provvede Lui stesso a provvedimenti drastici? aspettiamo che interviene Dio? poi lo sappiamo come è finita Sodoma e Gomorra o Babilonia).

exodus-berni ha detto...

segue per Luigi Rmv:

Comunque la strada si può sempre trovare, ed è quella che ha percorso Mons. Lefebvre,
""lo stato di necessità", perchè questo effettivamente è gravissimo, ed un giorno il Signore per questo potrebbe condannarci, in quanto non abbiamo preso nessuna decisione, mentre Lui per la Verità si è fatto Crocifiggere.
Non c'è bisogno di vescovi o cardinali, ma basterebbero pochi sacerdoti che credono nella Verità a fare ciò che ha fatto Monsignore e dire che il 90 x 100 di questa chiesa 2,0 con a capo bergoglio è eretica e non è più la chiesa di Cristo; tutto l'altro, se ci crediamo lo farà Nostro signore, a Lui nulla è impossibile.

Anonimo ha detto...


@ Luigi Rmv

La via della desistenza dall'intervento pubblico, proposta da Tralcio e altri, non mi sembra sia stata la via seguita da S. Paolo quando rinfaccio' pubblicamente a S. Pietro l'errore nel quale era caduto, con l'accogliere di fatto le pretese dei giudaizzanti. Ne' quella seguita dalla maggioranza dei teologi e non, quando quasi 8 secoli fa rinfacciarono pubblicamente a Giovanni XXII l'eresia nella quale era caduto pubblicamente a proposito del destino dell'anima subito dopo la morte. Di fronte alla reazione pubblica massiccia quel Papa si ritratto'.
Furono troppo bellicosi i teologi di allora nell'attaccare l'opinione oggettivamente eretica del Papa? Fu forse troppo "bellicoso" S. Paolo con S. PIetro? Lei come risponderebbe?
Ci troviamo in una situazione simile e da 50 anni circa. E si tratta di errori nella fede ben piu' gravi di quelli summenzionati.
Chi ha detto poi che di fronte ad una contestazione pubblica proveniente da cardinali e vescovi, preti e suore, fedeli, ci sarebbe per forza uno scisma? Non mettiamo il carro davanti ai buoi con l'abili dello scisma. L'attuale pontefice potrebbe anche esser portato a riflettere e far ammenda dei suoi errori. Ma finche' nessuno nel clero si muove, nemmeno il Signore si muove, vale a dire lo Spirito Santo non interviene. E il disastro continua, senza freni.

Circa il fatto che gli istinti bellicosi sono da evitare perche' "aggiungono peccato a peccato", si tratta di una frase a mio modesto avviso troppo generica. Se si combatte una guerra giusta e seguendo le regole del "iustum bellum" non c'e' alcun peccato. Ragionando come Tralcio, allora anche i Maccabei non avrebbero mai dovuto combattere contro la monarchia ellenistica che li opprimeva. Ne' avrebbero dovuto esserci le Crociate. Ma quelli che definiscono "tromboni" quelli che vogliono combattere anche pubblicamente contro la deriva che affligge la Chiesa, nelle loro intenzioni di preghiera, pregano per coloro che si impegnano pubblicamente?
[La ricostruzione di cio' che vari cardinali avrebbero detto all'autore del libro "No es papa" mi lascia scettico]. A. P.

Anonimo ha detto...

Se il Papa persiste in questo sfacelo, arriverà prima o poi, ma sembra più prima che poi, il punto definitivo di rottura. Quale è il Sacramento centrale della nostra Fede che, svuotato completamente di Cristo, affratellerà tutte le religioni? La S. Eucarestia. Qui vogliono arrivare e qui probabilmente lo scisma si realizzerà. Ora, i Cardinali e tutti i Sacerdoti, possono ancora districarsi tra i vari pronunciamenti papali, poiché i Sacramenti, non sono ancora completamente invalidati, regnando il dualismo dell'interpretazione e dell'applicazione e non avendo ordini definitivi in tal senso. È come una lenta e dolorosa agonia che tuttavia ci fornisce il tempo necessario per prepararci spiritualmente al giorno più drammatico e importante della vita: la scelta definitiva.

Josh ha detto...

@anonimo 18 aprile 2016 10:53
spero arrivi presto il punto definitivo di rottura, così chi è di Cristo Lo sceglierà ancora e Lo proclamerà appieno, al posto di queste continue esternazioni sul nulla o vere e proprie inversioni della verità che subiamo da anni a botte di 5 dichiarazioni storte/die.

Quante volte dovremo ancora sentirci ridurre il Vangelo a frasette insulse come: l'importante è accompagnare con misericordia nel cammino delle sfide, esercitare il discernimento e fare l’esperienza profetica di dialogare coi diversi e le loro ferite, accogliendo, includendo e integrando gli irregolari che vivono nella complessità delle periferie esistenziali.

Anonimo ha detto...

Nelle visioni della beata Emmerich, questa che riporto, esprime bene, il punto di rottura:" "Ho avuto un’altra visione della grande tribolazione. Mi sembrava che si pretendesse dal clero una concessione che non poteva essere accordata. Vidi molti sacerdoti anziani, specialmente uno, che piangevano amaramente. Anche alcuni più giovani stavano piangendo. Ma altri, e i tiepidi erano fra questi, facevano senza alcuna obiezione ciò che gli veniva chiesto. Era come se la gente si stesse dividendo in due fazioni". (12 aprile 1820).

Anonimo ha detto...

... "Mi sembrava che si pretendesse dal clero una concessione che non poteva essere accordata."... Forse assolvere senza il pentimento.
Sposare due uomini e due donne.
Credere nell'ordinazione di una donna.
Semplicemente ritenere figlio di Dio chi non è battezzato nella Trinità.
Farsi benedire da ogni eretico che si incontra o baciare tutte le mani di rabbino possibili o piedi di mussulmana...