sabato 10 agosto 2013

C'è crisi nella Chiesa. Si comincia a riconoscerlo? Ma le cause e i rimedi ?

Riprendo da Effedieffe un estratto di un articolo di Matteo d'Amico dal titolo: Le gerarchie vaticane iniziano a riconoscere la crisi della chiesa? Un segno di speranza. Praticamente qualcosa di più dell'incipit e la conclusione, che contiene un interessante parallelo che ho evidenziato in grassetto.

Il 6 luglio 2013, L’Osservatore Romano, al cui numero era associata la copia ufficiale in lingua italiana dell’Enciclica Lumen Fidei, a pag. 6 ha pubblicato una lunga recensione, su tre colonne a tutta pagina, dal titolo «Cattolici “à la carte”. Certezze e contraddizioni della religiosità degli italiani» , a firma di Gian Paolo Salvini. Si tratta della recensione del volume di Francesco Anfossi (giornalista di Famiglia Cristiana) e Aldo Maria Valli (vaticanista della Rai) intitolato «Il Vangelo secondo gli italiani. Fede, potere, sesso. Quello che diciamo di credere e quello che invece crediamo». Va notato che L’Osservatore Romano non fa che riprendere e utilizzare, con alcuni tagli, una recensione pubblicata da La Civiltà Cattolica, la rivista dei gesuiti, nel numero in uscita lo stesso 6 luglio: si tratta quindi di un’uscita in contemporanea sostanzialmente dello stesso articolo sul giornale ufficiale della Santa Sede e su una rivista a sua volta semiufficiale in quanto esce vistata dalla Segreteria di Stato.

Il fatto che merita di essere sottolineato e su cui vogliamo soffermarci è che il libro recensito descrive e commenta una lunga serie di dati in grado di manifestare pienamente la gravissima crisi che sta vivendo la Chiesa cattolica: senza incertezze viene ricordato come l’Italia sia ormai un Paese che non può più dirsi cattolico in senso pieno e forte, anche se «non si può sottovalutare l’influenza che la cattolicità, intesa sia come Chiesa di Roma e patrimonio dottrinale, sia come modo di relazionarsi con il nuovo, continua ad avere nei confronti del nostro Paese nel suo insieme».
[...] 

Eppure, nonostante tutte le evidenze contrarie, sembra che la gerarchia episcopale sia terribilmente spaventata anche solo dalla più vaga idea che occorra fare un sincero mea culpa, un’analisi franca e spietata di cosa non è funzionato nel Concilio e nel post-Concilio, insistendo anzi, con un coraggio, o meglio una temerità, che stupiscono, nel descrivere oniricamente gli «splendidi frutti» del Concilio Vaticano II, di ciò che, con scarso senso dell’umorismo, continua a essere chiamato «primavera» della Chiesa.

La crisi della Chiesa, in questo senso, ricorda un po’ la crisi della nostra economia, dove la ricetta medica dell’austerity e dell’aumento della pressione fiscale, pur essendo chiaro che uccide il paziente, anziché salvarlo, a ogni nuovo spasmo dell’agonia viene rinforzata, anziché interrotta. Allo stesso modo la gerarchia cattolica insiste, nonostante cinquant’anni di fallimenti, a curare la crisi causata dal Vaticano II e dalla Messa di Paolo VI con dosi sempre più massicce di Vaticano II e di nuova liturgia protestantizzata. Questo modo di procedere è tipico, lo ricordiamo di sfuggita, di tutte le ideologie totalitarie quando prendono il potere.

Ciò detto ribadisco che proprio il fatto che sia uscito l’articolo da noi commentato rappresenta un piccolo segno di speranza: dieci o vent’anni fa un articolo simile non sarebbe stato pubblicato. Vogliamo sforzarci di credere che ci troviamo di fronte al segno che gli uomini di Chiesa stanno iniziando a risvegliarsi dal loro grande e colpevole sonno e dalla grande illusione che la Chiesa, dal 1965 in poi, avesse iniziato a vivere la sua nuova, gioachimita, pentecoste. 

25 commenti:

Achille da facebook ha detto...

Questa è la verità, purtroppo! E' avvenuto un colpo di mano, qualcosa di inedito e mai verificatosi in precedenza per quanto riguarda i concili, che hanno sempre aggiustato e mai guastato. Qui non si tratta di essere tradizionalisti o progressisti, ma realisti.

Romano Amerio in Iota umun spiega come sono andare le cose. Lo stesso dicasi per Roberto De Mattei e per mons Gherardini.

In verità Benedetto XVI ha cercato di metterci una pezza, trovando una soluzione nell'ermeneutica della continuità, l'unica soluzione che gli restava, ma ne ha pagato le conseguenze, anche perché essa era collegata al Motu proprio Summorum Pontificum. Essendo andato oltre, è stato stoppato e sostituito con un papa che rappresenta la nuova Chiesa, quella che abbiamo visto anche a Rio e che non può dirsi più cattolica, apostolica e romana, se non a parole.
IN AERE SCRIBENDUM

Francesca ha detto...

I fatti sono davanti ai nostri occhi!

don Camillo ha detto...

Ma non hanno scelto un Papa dal sud America perchè l'occidente è sul l'orlo del baratro? mi pare che questa cosa è emerse più e più volte nel post conclave.

Ma certo se l'occidente piange il sud America non ride. Bergoglio sa che a parte l'entusiasmo innato, il sud america soffre di mancanza di VACAZIONI SOLIDE (e quindi proliferano le sette) i missionari sono finiti e il clero autoctono è poco e si fa "i fatti suoi".... motivo per cui è sempre avvelenato con "i preti"... e per la "macchina ultimo modello" e per la ricchezza ostentata e per il menefreghismo dilagante, vera piaga sud americana...

B16, non ha avuto il coraggio di dire che è stato tutto uno sfascio il post-Concilio, Francesco che farà, finito l'effetto Rio?

Anonimo ha detto...

Però non sembra dirgli nulla il fatto che la maggior parte delle vocazioni vengano da quei contesti che con crassa superficialità si ostina a chiamare "pelagiani"...

Rafael ha detto...

Appena letta l'Humani Generis di Papa Pio XII. Dopo aver letto anche la Mediator Dei e Mystici Corporis Christi io penso che lo scopo finale del CVII sia stato quello di distruggere tutta la teologia di Pio XII! È incredibile che l'insegnamento del concilio sia assolutamente contrario alle grandi encicliche di Papa Pacelli!! Ovviamente esagero, la teologia di Pio XII non è altro che LA teologia di Santa Romana Chiesa da sempre... Mamma mia ma ai tempi del Vaticano II non si sono resi conto? ma la gente non è uscita in piazza San Pietro? Ma dove erano? Cardinali Lefebvre, Ottaviani, Castro Meyer... E gli altri? Cioè, non sono teologo, ma non sono mica scemo! Basta leggere i testi, sono avvocato di lettura di testi io ne so qualcosa! Sono diversi! Sono sempre più convinto che ci sia stata l'eresia nel CVII. Secondo me l'ermeneutica della continuità è sbagliata, che mi perdoni Papa Benedetto. Per riportare la Chiesa sulla giusta strada bisogna che un Papa consideri il CVII eretizzante e lo spazzi via, altrimenti continueremo a ingannarci...

Cesare ha detto...

Rafael ha scritto:
"Per riportare la Chiesa sulla giusta strada bisogna che un Papa consideri il CVII eretizzante e lo spazzi via, altrimenti continueremo a ingannarci..."

Non credo sia possibile farlo senza scardinare del tutto quel poco che rimane della Chiesa cattolica.
Ben 5 Papi ormai hanno aderito incondizionatamente al nuovo andazzo.
Non parliamo poi di tutte le Conferenze episcopali.
Questa non è più la Chiesa cattolica, non perché lo dica io o chicchessia, ma perché propaganda una dottrina totalmente contraria a quella insegnata fino al 1958.
Ciò che si può fare è presto detto: ignorarli. Rappresentano ormai soltanto loro stessi.

don Luciano Micheli ha detto...

Ma i vescovi spaventati da un amissione di errore pratico e pastorale non temono di chiedere scusa a chiunque di colpe non commesse, chiedere scusa fa tendenza

Anonimo ha detto...

Grazie. Fosse facile. Il Papa, i vescovi, le parrocchie, gli ordini religiosi, le chiese, i giornali....... E' tutto in mano a loro! Teologicamente e praticamente come e' possibile ignorarli? Felice

bernardino ha detto...

Caro Rafael, quello che tu dici sulle grandi encicliche di Pio XII, lo vado gridando da anni dopo aver letto Amerio Iota Unum e Stat Veritas, Mons. gherardini ed altri, ecc.
La Chiesa ritorna Chiesa Cattolica ed Apostolica, se Gesu' ci manda un Papa veramente cattolico che spazza via il conciliabolo e tutta la sua cricca, e riparte proprio da Pio Duodecimo, cosa quasi impossibile.
Purtroppo questa e' solo fantasia, ed una mia grande speranza prima di arrivare davanti al Giudizio dell'Onnipotente.
Che Dio mi perdoni.

Flavio B. ha detto...

Senza l'umiltà di riconoscere la crisi non si va da nessuna parte. Stanno raccogliendo quello che hanno seminato.

Anonimo ha detto...

@Cesare. La dottrina insegnata fino al 1958?
Ma amico mio quel mondo non esiste più da tempo ormai e non certo a causa del Concilio Vat. II
Ma qualche volta si è guardato attorno? Ha mai parlato con le persone normali e soprattutto con i giovani?
La visione tradizionale della Chiesa appartiene al passato e ciò che sta facendo Bergoglio è l'ultimo tentativo per tentare di mantenere vivo l'interesse nei confronti di una Istituzione, la Chiesa, ormai poco credibile.
Quante sono oggi le persone che vivono ancora un cattolicesimo tradizionale?
Poi certamente ognuno crede che il proprio punto di vista sia quello vincente, ma poi la realtà è molto diversa.

mic ha detto...

Anonimo,
lei mi stupisce.
Le sembra che compito del papa sia "tenere desta l'attenzione su un'istituzione divenuta credibile", o portare Cristo agli uomini e gli uomini a Cristo?
E, per farlo, lei crede che siano superati i contenuti espressi da Pio XII, che è solo una delle luminose guide di un passato che non è sepolto, perché ha risposto e risponde alle esigenze dell'uomo di ogni tempo, non solo "del tempo presente" in cui sono state formulate?
Le istanze profonde dell'uomo sono sempre le stesse. A seconda delle contingenze possono cambiare alcuni aspetti, e evidenziarsene altri, ma i bisogni sono quelli che sono e le risposte le abbiamo, non le dobbiamo cercare in nessun "decentramento" (ho letto indicazioni terribilmente vaghe ed enfatiche nel discorso al CELAM che dovremo esaminare nel dettaglio e ci fa scoprire una mentalità ideologica e "periferica" ben lontana dalla universalità "romana". Sarò più chiara ed esplicita in un articolo nel quale approfondire una marea di suggestioni senza spessore, affidate ad una improvvisazione, che non è la "novità" evangelica dal solido fondamento in Cristo, ma un andare incontro alle cose e alle persone cpn un'enfasi carismatica che alla fine diventa velleitarismo e allontana dal vero "centro", che è il Signore, che sicuramente ha mostrato e dato tenerezza e vicinanza ma insieme e indissolubilmente alla giustizia e alla fortezza e alla capacità rigenerante delle sua divinità. Il che significa che l'attività del discepolo "unto", per usare il suo linguaggio, non si esaurisce in un fare o in un proiettarsi fuori da sé, ma di portare nel presente quel che ha profondamente assimilato dalla perennità vivente che il Signore ha donato e continuamente dona alla Sua Chiesa arrivata intatta fino a noi perché generazioni di credenti l'hanno vissuta custodita e trasmessa come l'hanno ricevuta senza avventurose improvvisazioni.
Ripeto, sarò più chiara ed esplicita, ma ciò che si prospetta lo trovo preoccupante più che sconfortante e non solo per gli irrigidimenti preconcetti ormai codificati, ma soprattutto per le innovazioni non si capisce basate su cosa.


Silente ha detto...

Ottima la scelta di Mic di pubblicare questo bell'articolo dal sito fondato dal compianto Fabio de Fina e da Maurizio Blondet.
Tuttavia c'è un tema sottostante che non può essere ignorato dal nostro "ambiente", e che è quello di una spiegazione metafisica, teologica e metastorica dell'attuale, innegabile crisi "interna" della Chiesa.
La Chiesa, per sua fondazione, natura e finalità, non è una "societas humana" come altre.
Qualsiasi determinismo storico (quale ad esempio, quello di Spengler, che pur considero tuttora valido), non è applicabile ad Essa, se non negandone la sua stessa essenza - anche - divina.
Perché questa crisi, perché questo suo rinnegare se stessa, perché queste sue contraddizioni, perché questo sua negazione delle promesse divine che su di Essa ci sono state fatte, perché queste implicite - e talvolta esplicite - eresie?
Non so rispondere, e non vedo risposte se non il ricorso a oscuri millenarismi e a dubbie, anche se talvolta rispettabili, "rivelazioni private" da cui mi tengo prudentemente lontano.
Certo, c'è l'azione del Nemico, ma questa dovrebbe infrangersi contro la promessa di Cristo.
Forse avrebbe potuto darci qualche chiave interpretativa il geniale Romano Amerio, la cui vista si è concentrata sul concilio e sull'immediato postconcilio, anche solo per motivi anagrafici.
Rimane, almeno per me, senza risposta la domanda (ed è una domanda che ha valenze non solo dottrinali ed esistenziali, ma soprattutto metafisiche): come può la Chiesa negare se stessa, come indubitabilmente sta avvenendo? Dio non può non essere di parola, essendo Parola Egli stesso. Allora? Forse, per motivi provvidenziali, a noi oscuri, non ci è stato dato un Agostino che ci aiuti a leggere l'ora presente.
Mi è di conforto la promessa eterna, che è al contempo decisiva e risolutiva: "et portae inferis non praevalebunt". Ma è una consolazione, non una spiegazione.
Devo, umanamente, accontentarmi accettando la prova?

rocco ha detto...

dico piu o meno quello che ho scritto da colafemmina:
Gesu' non cambio' uno iota, chi furono questi per farlo?
un esempio? il Sangue fu versato per molti o per tutti?
tradurre e tradire. chi furono questi per non sapere che il latino ha un senso che non puo' essere trascurato. un popolo si riconosce anche perche' ha una lingua comune. che lingua parla il popolo di Dio? il volgo nel 1600 conosceva il latino? allora nessuno di loro capi' mai nulla e la Chiesa non se ne preoccupava? e ora che abbiamo tradotto e tradito siamo piu' addentro ai misteri? si accetta e riconosce la spiritualita' di ogni fesseria e in esse si da importanza alle parole, persino nelle filastrocche di bambini si sta attenti perche altrimenti non valgono o non "funzionano", ma tutto questo lo si nega in un attimo quando si parla si Santa Messa Cattolica. tradizionalista e'divenuto una gabbia che non significa nulla , e un'etichetta che disperezza, addirittura si dice scismatici.
chi sono gli scismatici? quelli che traducendo tradivano? chi furono questi per cambiare con tanta leggerezza le parole, e cambiando le parole anche il senso e le intenzioni? la parola e' unita',la parola e' certezza perche Dio e' parola.
grazie a Mic che ci permette di parlare a noi che non abbiamo voce.

mic ha detto...

Caro Silente,
comprendo lo stato d'animo e lo smarrimento, pur nella fiducia nelle promesse del Signore. Il quadro è complesso e effettivamente certi elementi ci sfuggono.
Condivido anche la certezza che certe dinamiche ma soprattutto certi effetti si stiano giocando sul piano metafisico, purtroppo abbandanato dalla filosofia dei fenomeni e del personalismo, dalla quale la metafisica è stata messa all'angolo quando non estromessa.
Tuttavia proprio grazie e partendo dalle intuizioni limpide luminose e strutturanti di Amerio e anche di Gherardini ed altri, è stato possibile decifrare e spesso smascherare molti sottili inganni dell'oggi, ci sono molti tasselli già inseriti al loro posto, capaci di darci chiavi di lettura e soluzioni. Il problema è che queste non sono attuabili perché la tradizione portante è stata silenziata e sostituita con un avventuroso divenire che sembra saldamente attestato nelle mani dei novatori al potere.
È una prova, credo, senza precedenti. Penso che solo un evento o eventi straordinari e imprevedibili possano restituirci il bandolo dell'aggrovigliata matassa.
Al momento non ci resta che custodire, condividere, diffondere, informare, tenere gli occhi bene aperti ed affidarci alla Provvidenza, cercando di non lasciarci sfuggire ogni possibile azione (corale, non isolata), che non ci faccia rinchiudere in una rassegnata (troppo comoda ma deleteria) passività.
Mi vengono in mente le "sentinelle in piedi", ma ovviamente non solo...
Sia in politica che nella Chiesa, al momento, sembrano vincere i burattinai e si stanno giocando partite ad alti livelli che passano sulle nostre teste.

Dovremo intanto usare l'arma più potente che abbiamo: la preghiera e il Santo Sacrificio che tornando al piano metafisico è prioritario.
Ricordi "sacrificio vivente" di Paolo?

rocco ha detto...

dalla Messa di Paolo VI lo scisma e' in atto, ma non ce ne siamo accorti.

RIC ha detto...

Il problema e' sempre lo stesso e risiede dell'errore della chiesa che si apre al mondo. L'errore e' stato quello di apririrsi non piu' nel senso di raggiungere coloro che non conoscevano Cristo (non verso quelle periferie che vanno tanto di moda in questi ultimi terribili mesi, quanto invece attraverso l'antico concetto di "missione" verso coloro che non avevano avuto conoscenza del Messaggio di Nostro Signore) ma di adeguarsi ad un mondo che andava verso tempi in cui tutto si relativizzava, in cui le regole e la disciplina perdevano valore a prescindere dal loro contenuto, di mondanizzarsi nella stolta speranza di attrarre un mondo che - bisogna pur riconoscerlo- aveva gia' cominciato ad allontanarsi da Dio. L'errore e' stato quello di non voler riaffermare con forza il messaggio eterno, quanto invece di edulcorarlo (e poi annacquarlo, ed infine accantonarlo) per rendersi piu' presentabile ai tempi moderni. Il risultato di tale strategia e' evidente ma nessuno ha il coraggio di gridare che il re e' nudo, semplicemente perche' cio' significherebbe dire "ci siamo sbagliati e nell'errore abbiamo perseverato per cinquant'anni". Nessuno che abbia il coraggio di dire una verita' semplice quanto scomoda: questo e' il messaggio di Cristo Nostro Signore, fatto di certezze e di promesse, ma anche di sacrifici e rinunce. Chi lo ama lo segua. La Chiesa e' madre e deve aiutare tutti ma poi chi prefisce altre strade e' libero di andare per il proprio cammino assumendosi le proprie responsabilita'. Essere cattolici, in fin dei conti, deve essere una scelta cosciente, non un' abitudine senza sostanza e senza impegno

mic ha detto...

Nella Chiesa il Concilio ha attuato una vera e propria rivoluzione ormai è ben chiaro. Dunque solo una contro-rivoluzione potrebbe sanare le cose e ripartire per la Via maestra.
Ma le rivoluzioni (o le contro-rivoluzioni) non si fanno mai a pancia piena.
È forse un modo semplicistico di esprimere le cose.
Ma finché gli imperi economico-ideologici che hanno in pugno il mondo ci terranno in coma indotto, distogliendo le masse con ipad e compagnia bella, mentre lo stesso coma indotto, nella Chiesa visibile di oggi, ci illude di poter mantenere Santa Messa e Rivelazione Apostolica di fatto boicottate in tutti i modi, sarà ben difficile organizzare un'azione efficace.
Oltretutto, in entrambi i campi mancano le guide...

mic ha detto...

Perciò quanto alla nostra Messa, oltre a neutralizzare in tutti i modi gli squallidi e subdoli tentativi di minarne l'uso, dobbiamo continuare a promuoverla in tutti i modi, oppprtune et importune, insieme alla teologia ed ecclesiologia che rappresenta. Perché è il vero cuore di tutto. Il resto, cioè l'aprirsi di strade e possibilità, il fatto che vengano suscitati pastori secondo il cuore del Signore, verrà di conseguenza.
Nel frattempo, se si imporrà anche un'azione visibile, cerchiamo di pensarla e di portarla avanti nel modo più coeso ed efficace.

Luiss ha detto...

C`è una cosa che mi stupisce sempre e cioè che non si usa più dire "cattolico" ma sempre e solo "cristiano", perchè?
Quel che non mi stupisce più , mi limito ad osservarlo, è il comportamento e il tono arrogante, saccente e accusatore di chi stigmatizza coloro che non si allineano alla vulgata imperante del "tutto va bene madame la Marquise".
Osi dire che nella Chiesa c`è una crisi ed è radicata in profondità? Ti permetti di descrivere e mostrare , è fin troppo facile farlo, gli scempi dottrinali e liturgici?
Non rinunci a porre domande, ad esprimere perplessità, a denunciare le incoerenze?
Ti interroghi sul comportamento, sul linguaggio, sulle parole o assenze di parole di papa Bergoglio?
Non temi di dire che lo spettacolo dato dai vescovi a Copacabana è stato grottesco e soffri vedendo una Liturgia fatta come se si volesse imitare lo stile degli evangelici e pentecostali, e soffri ancor più vedendo come è stato distribuito il Corpo di Cristo?
Ricordi a quei censori i sondaggi che ci dicono il numero impressionante di "cattolici" e di "sacerdoti" che non credono più alla Presenza Reale?
Ma è ancora importante credere alla Presenza Reale?

Insomma basta guardarsi attorno per constatare la crisi della Chiesa e della Fede, risultato di decenni di pastorale postconciliare.
Eppure guai a te se lo dici, contro di te verrà puntato il dito accusatore di progressisti e conservatori uniti nel fare del CVII un superdogma infallibile, intoccabile e innocente a prescindere.
Su di te cadranno gli strali, ti verranno incollate le solite trite e sprezzanti etichette.

Devo dire che le divisioni che regnano fra i tradizionalisti stessi fanno gli affari di quella paradossale alleanza.
Ho letto l`altro giorno sul blog Cordialiter, che credo sia di sensibilità tradizionale, due post che mi hanno basita.
Amici miei, non abbiamo capito niente, stiamo sbagliando su tutta la linea, noi cattolici tradizionali, che siamo arcigni, ricchi, avari, spendaccioni, glaciali, scorbutici, altezzosi, pieni di superbia, poco sensibili alle sofferenze altrui, dobbiamo diventare dei...."tradizionalisti bergogliani"!
Sì, sì, dobbiamo imitare Papa Bergoglio!
Dobbiamo essere semplici, giovali, cordiali, aiutare i poveri e... avere un grande amore per la liturgia antica e il patrimonio dottrinale e spirituale della Tradizione Cattolica, qui mi cadono i calzini che non ho, ma come si può prendere questo Papa come esempio di amore per la liturgia antica?
E se per caso critichi questa "analisi" hai la coda di paglia!
Sì, diventa molto difficile riconoscere i "suoi"in questo clima di euforia collettiva, di panegirici esaltati che ci martellano che la rivoluzione bergogliana è in atto e imporre il silenzio a chiunque non si accoderebbe.
Dei cattolici tradizionali che danno come esempio Papa Bergoglio anche per l`amore della liturgia antica e il patrimonio dottrinale è più di quanto possa sopportare!
E ci metto un sorriso, per non essere troppo arcigna!

Luisa ha detto...

Il commento precedente è mio...

mic ha detto...

Quando parlo di ipod e compagnia bella penso ai social network e a tutto quanto illude le persone perché incanala i bisogni di esprimersi e relazionarsi nel mondo virtuale, distogliendole da quello reale.
Anche questo nostro impegno, che è prezioso per diffondere e condividere, se non viene trasportato nella concretezza della realtà che ognuno di noi vive scegliendo caso per caso le modalità possibili in base alla situazione, rischia di rimanere sterile o per lo meno di essere utile solo per le persone che riesce a raggiungere individualmente, facendo loro aprire gli occhi e il cuore.
No escludendo l'azione corale se se ne darà necessitá.

Ai vertici abbiamo la prassi a-teoretica, che ci sta sviando e coartando, cerchiamo di evitare il rischio della teoria senza prassi...

luigi santoriello ha detto...

san paolo ci ha avvisati di una grande apostasia se adesso è teorica quando sara' pratica avremo la realizzazione "molti i chiamati pochi gli eletti" e quindi la chiesa sara' luce per le nazioni

rocco ha detto...

"C`è una cosa che mi stupisce sempre e cioè che non si usa più dire "cattolico" ma sempre e solo "cristiano", perchè?"

stessa cosa notata da me in un altro commento...
la spiegazione? forse cristiano e' piu ecumenico e tollerante, mentre cattolico richiama troppo una tradizione che ( a detta di alcuni) costruisce muri e non ponti...
di cristianesimi ce ne sono tanti , e tutti ad uso e consumo dei propri pruriti d'orecchio, in questo modo anche i cattolici diventano una delle tante confessioni possibili e comunque da eliminare per una unita' ecumenica di facciata che nulla pero' ha a che vedere con l'Una Santa. nel mondo laico c'e' il politicamente corretto , in quello ecclesiastico c'e' l'ecumenicamente corretto. che tristessa amisci.

rocco ha detto...

cordialiter era tra i miei segnalibri, da un bel po non c'e' piu'.