martedì 23 maggio 2017

I muri dell’infamia vi appartengono - Marcello Veneziani

I pappagalli mediatici e politici ripetono ogni giorno che bisogna abbattere i Muri, per aprire le porte agli immigrati, ai gay, ai trans, ai tossici, ai delinquenti da redimere e reinserire.

A volte marciano contro i muri, come è successo sabato a Milano, più spesso ci marciano, ma il muro è diventata la parola chiave per murare la destra, per discriminare i movimenti e le persone che si ispirano alla tradizione, alla sovranità nazionale, ai principi conservatori, o semplicemente alla civiltà, alla cultura e alla natura dei popoli e delle persone.

Mai razzismo più becero è sorto nel nome dell’antirazzismo. La controprova empirica è stata il previsto e confermato silenzio assoluto sulla marcia per la vita di Roma, in favore delle nascite e della famiglia, e invece l’enfasi assoluta per la marcia contro i muri di Milano, la grillata francescana di Assisi e perfino la nascita di un Partito Animalista Berlusconiano che abbatte un altro muro, quello che differenzia gli uomini dagli animali.
Volete affibbiare l’infamia del muro a culture e realtà di destra, che naturalmente per voi coincide con estrema destra. Ma il Muro più infame che la storia contemporanea conosca è il Muro di Berlino innalzato dai regimi comunisti per impedire la possibilità di fuga ad ovest dei loro sudditi oppressi.

“Pregare in riparazione dei peccati altrui è un atto di presunzione” Poveri noi!

Le voci autenticamente cattoliche continuano a farsi sentire. Registriamo anche l'articolo che segue dal Blog di Annalisa Colzi. Precedenti : qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui
Troverete qui il Video-trailer della Processione, che spiega di fatto l'importanza teologica della riparazione..

Riparazione dei peccati: cosa mi tocca sentire!

Sì, sì, avete letto bene. Il pregare in riparazione dei peccati degli altri sarebbe un atto di presunzione. Ѐ quanto ha affermato in un’intervista Don Giordano Goccini, responsabile della pastorale giovanile della diocesi di Reggio Emilia.

I fatti: il tutto parte dal REmilia Pride, il gay pride organizzato per il 3 giugno a Reggio Emilia che porta a raccolta i militanti dei comitati Lgbt e tutto il mondo gay delle città della media padana. In opposizione al REmilia pride, in città nasce il “Comitato Beata Giovanna Scopelli” con lo scopo di
organizzare una grande processione a riparazione dello scandalo pubblico”. Si legge infatti: “Il peccato impuro contro natura, come insegna il Catechismo, grida vendetta al cospetto di Dio e, quando palesato pubblicamente, attira ancor più l’ira del Signore sopra al popolo”. Perciò l’obiettivo è “far risplendere, in un giorno di buio e di grave peccato, il lume della Fede Cattolica”.
La diocesi di Reggio Emilia ha subito preso le distanze da tale comitato, affermando di non voler concedere il sagrato del Duomo a nessuna manifestazione. Ma ciò che lascia interdetti sono le parole di Don Giordano Goccini che potete leggere nell’intervista resa alla Gazzetta di Reggio.

Marcia per la Vita. Card. Burke: Fin quando ne avrò la forza sarò in piazza.

Ancora sulla Marcia per la Vita, Roma 20 maggio. Stralciamo da Rossoporpora.

[...] Non è mancato neanche quest’anno alla Marcia il cardinale statunitense Raymond Burke, fatto segno a vive manifestazioni di simpatia dai partecipanti. Certo il cardinale era amareggiato per i continui insulti (anche i più recenti, pesantissimi) rivoltigli perfino da confratelli – oltre che dalla peggior risma dei turiferari, quelli che razzolano nel melmoso sottobosco vaticano – per la sua attività instancabile in difesa della dottrina sociale della Chiesa. Amarezza sì, ma anche compostezza e serenità, tali da permettergli di testimoniare ancora una volta pubblicamente in favore dei diritti della persona umana.
“Fino a quando avrò forza e respiro, sfilerò, perché ci chiama a farlo il dovere di proteggere la vita di chi non ha altre difese”, evidenzia Burke. Aggiungendo: “Ѐ vero che nel mondo tanti ormai sono i governi che praticano politiche anti-vita e anti-famiglia. Però non dobbiamo perdere la speranza, conosco tanti giovani che sono entusiasti di impegnarsi per la difesa della vita. Lo vediamo anche qui, a questa Marcia”.
Qual è la situazione nel Suo Paese, gli Stati Uniti?
“Negli Stati Uniti qualcosa, grazie a Dio, sta già cambiando positivamente nella mentalità comune a proposito dell’aborto. Speriamo che il presidente Trump voglia e possa riuscire a perseguire una vera trasformazione culturale degli Stati Uniti, poiché oggi ci dobbiamo confrontare con la piaga terribile di un milione di aborti l’anno”.
E la Chiesa?
“La Chiesa deve rendere pubblicamente una testimonianza molto forte per l’inviolabilità della vita. La deve dare con chiarezza, con verità, anche pensando all’impatto dei media. Non può tacere. Siamo minoranza? Allora la forza della nostra testimonianza deve raddoppiare!” [Il tema della testimonianza - dei laici - è stato ricordato con vigore anche dal card. Caffarra. qui]
Il ruolo dei laici?
“Ѐ fondamentale. I laici sono presenti in tutti gli ambiti della vita quotidiana. Possono essere decisivi per cambiare la mentalità della società. Hanno un ruolo essenziale, soprattutto oggi: non si può prescindere dal loro impegno responsabile”.

La vita non è "un sentiero polveroso verso il nulla" - Mons. Luigi Negri

Un gesto di fiducia nella provvidenza

Il rinnovarsi dell’evento della Marcia per la Vita è un avvenimento di grande significato non solo per coloro che responsabilmente l’hanno indetta e per le migliaia di persone che parteciperanno [hanno gioiosamente partecipato nel silenzio dei media di regime ma anche della Chiesa -ndr], ma è significativo per l’intera società.
Nella nostra tradizione occidentale – e non soltanto cattolica – la Vita è sempre stata considerata un dono gratuito di Dio cui l’uomo era chiamato a rispondere con la totalità della propria vita, dell’intelligenza e dell’affezione. La Vita, pertanto, era indisponibile a qualsiasi istanza od istituzione di potere ma, in quanto espressione della grazia misericordiosa di Dio, fondamento e sollecitazione per un’autentica responsabilità. “L’uomo supera infinitamente l’uomo” perché le sue radici sono nel mistero stesso di Dio ed è questa Presenza, misteriosa e reale e che circonda l’uomo, a rendere la Vita intensamente e suggestivamente drammatica. La Vita umana, come espressione della libertà e dell’intelligenza dell’uomo, acquista il valore di un’opera d’arte: l’opera d’arte che il singolo uomo tende ad inserire nell’unica e grande opera d’arte che è la vita di Dio. La gloria di Dio è l’uomo che vive nel mondo.

Lo jihadista non è riuscito a decapitarmi: “Chi sei, visto che non riesco ad abbassare il coltello?”

La straordinaria esperienza del sacerdote francescano Abuna Nirwan in Iraq

Abuna Nirwan è un sacerdote francescano originario dell’Iraq che prima dell’ordinazione ha studiato Medicina. Destinato alla Terra Santa, nel 2004 si è visto concedere dalle Suore Domenicane del Rosario, fondate da Santa Marie Alphonsine Danil Ghattas (palestinese canonizzata nel 2015), una reliquia della loro fondatrice e un rosario da lei utilizzato, che padre Nirwan porta sempre con sé.

Quando nel 2009 Benedetto XVI ha approvato il miracolo per la beatificazione della religiosa, è stato richiesto dalla Santa Sede che si procedesse alla riesumazione del suo cadavere. In genere il compito spetta al vescovo locale, che designa un medico presente. È stato allora chiesto a Abuna Nirwan di eseguire la riesumazione e di elaborarne un rapporto medico.

lunedì 22 maggio 2017

Rome Life Forum 2017. Card. Carlo Caffarra. Il dramma della situazione presente.

Testo integrale dell'intervento del card. Carlo Caffarra al Rome Life Forum il 19 maggio 2017. Della Lettera di Suor Lucia di Fatima parlavamo qui.

Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me” [Gv12, 32].
Tutto il mondo giace sotto il potere del maligno” [1Gv 5,19].

Accostando queste divine parole, abbiamo la perfetta conoscenza di ciò che sta realmente accadendo nel mondo, dentro la storia umana considerata nella sua profondità. La storia umana è lo scontro fra due forze: la forza di attrazione che ha la sua sorgente nel Cuore trafitto del Crocefisso-Risorto; il potere di Satana che non vuole essere spodestato dal suo regno.

Il campo sul quale avviene lo scontro è il cuore umano, è la libertà umana. E lo scontro ha due dimensioni: una dimensione interiore; una dimensione esteriore. Consideriamo brevemente sia l’una che l’altra.

Pieno sostegno dell'Unione Apostolica “Fides et ratio” alla Processione di riparazione a Dio, Autore della legge morale naturale

Pieno sostegno dell'Unione Apostolica “Fides et ratio” alla Processione di riparazione a Dio, Autore della legge morale naturale. Per l'evento di propaganda omosessualista di Reggio Emilia.

Mons. Antonio Livi riconosce come assolutamente valide e volentieri sostiene pubblicamente le ragioni di chi ha organizzato la processione di riparazione a Dio, autore della legge morale naturale, per l’evento politico-istituzionale di propaganda omosessualista di Reggio Emilia.
Il pieno sostegno dell’Unione Apostolica “Fides et ratio” per la difesa scientifica della verità cattolica non si può esprimere con una partecipazione ufficiale dei suoi dirigenti, perché il suo compito istituzionale è solo di formazione dottrinale e riguarda i principi fondamentali della retta ragione umana, i dogmi della fede cattolica e i principi “non negoziabili” della dottrina sociale della Chiesa. Ciò non toglie che il direttore del blog e tanti membri – laici ed ecclesiastici – dell’Unione saranno certamente presenti alla manifestazione, che è al contempo civile (non politica però) e religiosa.
Mons. Antonio Livi, come sacerdote in cura d’anime, incoraggia e benedice i fedeli che hanno deciso generosamente e coraggiosamente di partecipare, incuranti dell’ostilità di quanti sostengono la “dittatura del relativismo” e non ammettono la libertà – che pure è garantita dalla Costituzione italiana - di manifestazione del proprio pensiero, quindi nemmeno la libertà di difendere i valori morali naturali e di professare la propria fede religiosa.

don Elia. Fatima liquidata

Ci sono due vie per diventare refrattari alla realtà – alla realtà pura e semplice, quella che si mostra nella sua evidenza a chiunque abbia una mente sana. Una è quella del sentimentalismo narcisistico: ripiegato su ciò che “sento” o “non sento”, sono tutto teso a gustare le mie sensazioni, pensando di trovarvi Dio o di percepire la sua grazia quasi fosse un fenomeno fisico, piuttosto che un dono soprannaturale. L’altra è quella dell’intellettualismo contorto, che “piega” la realtà ai miei schemi mentali fino a farvi rientrare qualsiasi cosa, anche la più abnorme. Il denominatore comune è la centralità dell’io, che ha bisogno di garantire il proprio benessere. La seconda opzione è da sempre la specialità dei clericalismi di opposte sponde, ma anche la prima, grazie ai movimenti ecclesiali, si è conquistata un posto di tutto rispetto. Sono poi possibili anche varie combinazioni: per giustificare scelte dettate dall’emotività, posso sempre tentare ardite arrampicate sugli specchi con gli attrezzi della teologia, antica o moderna.

domenica 21 maggio 2017

Proiezione del film LGBT "Né Giulietta, né Romeo" nella sala polivalente dell'oratorio di Arona

Un lettore ci scrive quanto di seguito comunichiamo. Si tratta di un caso concreto che probabilmente non è nemmeno l'unico nelle nostre diocesi (pensiamo ad esempio a Reggio Emilia). Ma partiamo da qui. C'è molto da riparare... Comprendo il lettore che evidentemente si sente isolato e lo ringrazio perché ha trovato in noi un punto di riferimento; ma sarebbe opportuno si attivassero in loco persone che prendano qualche iniziativa pubblica - che diventa denuncia oltre che riparazione e anche impetrazione per tante anime raggiunte da suggestioni false e ingannevoli -, centrata sulla preghiera, alla quale ci uniremo spiritualmente anche noi. Niente di eclatante, con semplicità ma con cuore ardente. Suggerisco una semplice possibilità per chiunque fosse interessato: invii la sua mail a romaperenne@gmail.com; faremo in modo di raccordarvi rapidamente. Sarebbe opportuno un tentativo di verificare la posizione del vescovo, nell'eventualità che non sia schierato dall'altra parte e possa dare il suo appoggio e/o intervenire.

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Volevo portare alla Vostra attenzione quello che ritengo essere un grave scandalo.
La Consulta Femminile Aronese e l'Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Arona ha organizzato per giovedì 25 maggio 2017 la proiezione del film di Veronica Pivetti "Né Giulietta, né Romeo" : [qui - qui - qui]

Come semplice fedele, penso che tale iniziativa non sia da promuovere/favorire; in tal senso anche Papa Francesco si è espresso:
“un grande nemico” del matrimonio – ha detto - è “la teoria del gender. Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio …  ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee”, sono le “colonizzazioni ideologiche che distruggono”. Per questo occorre “difendersi dalle colonizzazioni ideologiche”. Papa Francesco
Che il film in oggetto sia un manifesto LGBT, non lo affermo io, lo affermano "loro":
“... Né Giulietta, né Romeo” è anzitutto un manifesto LGBT, cioè una storia che affronta praticamente tutte le tematiche gay d’attualità nel nostro Paese. ..." 
Che un manifesto LGBT possa essere presentato con la collaborazione di una parrocchia della Chiesa Cattolica Italiana, mi sgomenta, mi scandalizza, mi indigna.

Non so cosa sia possibile fare, non conosco la posizione del parroco don Claudio Leonardi (parroco di Arona e Dagnente, vicario episcopale per il l'aronese e il borgomarenese) che o non sa, o approva, non so se il vescovo della diocesi di Novara Giulio Brambilla sia al corrente di questa iniziativa e se l'abbia approvata, non so se il sindaco di Arona Alberto Gusmeroli sia al corrente dell'operato dell'Assessorato alle Pari Opportunità e se approvi tale iniziativa, vista la sua vicinanza con la Lega che ha già espresso qualche parere su tale "spettacolo".

Quello che posso fare, è portarlo alla vostra attenzione.
Grazie per il Vostro prezioso lavoro che seguo quotidianamente.

Rome Life Forum. Mons. Schneider. La famiglia cattolica è il primo baluardo contro l'attuale grande apostasia

Nella nostra traduzione dall'originale inglese: Testo integrale del Discorso tenuto il 19 maggio scorso da mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana in Kazakhstan, al Rome Life Forum 2017 organizzato da Voice of the Family. Un intervento poderoso e ricco di citazioni.

La famiglia è stata creata direttamente da Dio, come ci insegna il Magistero della Chiesa (Pio XI, Enciclica Divini illius magistri, 12). Il Papa Leone XIII, nella sua magistrale Enciclica (Arcanum Divinae, n.19, 10 febbraio 1880) sul matrimonio e la famiglia, dice: “il matrimonio ha Dio come autore, essendo stato fin da principio una prefigurazione della Incarnazione del Verbo di Dio, perciò in esso si trova qualcosa di sacro e religioso, non avventizio, ma congenito, non ricevuto dagli uomini, ma innestato per natura. Pertanto, Innocenzo III e Onorio III, Nostri Predecessori, non a torto né senza ragione poterono affermare che “il Sacramento del matrimonio esiste presso i fedeli e gl’infedeli”. Quanto a Innocenzo III vedi Corpus Juris Canonici, ca.9, De divort. ed. cit. Part 2, col.7, Innocenzo III richiama 1 Cor, 7:13. Quanto a Onorio III, vedi cap.II, De transact. (Op.cit., Part 2, col. 210).