domenica 17 dicembre 2017

Alcune osservazioni sul Presepe Vaticano di quest'anno

Un uomo nudo ruba la scena nella nuova rappresentazione del presepe vaticano
Il "presepe della misericordia", chiaramente ispirato alla cifra di questo pontificato, si concentra sui bisogni del prossimo anziché sull'adorazione di Colui che con la sua venuta nel mondo e la sua opera divino-umana, ha reso possibile risolverli secondo il disegno di Dio. Egli non si è incarnato per sanare i bisogni, conseguenze della natura ferita, ma per liberarci dal peccato che ne è la causa.
Anch'io ero rimasta sgradevolmente colpita dal Presepe allestito quest'anno in Piazza San Pietro. Al di là dell'uomo nudo dal fisico scolpito, palestrato si direbbe, che di fatto ruba la scena, l'effetto più inquietante è quello della cupola mozza e il senso generale di squallore.
Sono tali e tante le parole e le gesta del Soglio di cui dolerci ogni giorno - cui si aggiunge quanto ci scodella la politica - che, mentre se n'è accennato nei commenti, mi ero ripromessa di non parlarne. Tuttavia mi segnalano un articolo sul portale internazionale Veritas vincit, del quale
trovate di seguito una sintesi e diverse immagini (cliccandovi sopra potete vederle ingrandite), alcune ad illustrazione dei contenuti ed altre collocate in fondo all'articolo. Sul tema della misericordia in tutte le salse, peraltro scissa dalla giustizia, abbiamo parlato ad abundantiam, compresa l'enfasi sull'esteriorità e sul materialeche provoca la trasformazione della Chiesa da Mater et Magistra in ONG. Totalmente assente la tenerezza, la gioia e il mistero mentre traspare tutta la freddezza di una teologia senza incarnazione che declina una solidarietà solo orizzontale (M.G.)
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II 7 dicembre scorso in Vaticano, in Piazza San Pietro è stato inaugurato il presepe ufficiale, che presenta 20 figure umane in terracotta a grandezza naturale in diverse situazioni. Ciò che colpisce del nuovo presepe è che invece della tradizionale rappresentazione che vede convergere l'attenzione sul bambino Gesù, Maria e Giuseppe, la versione di quest'anno si concentra maggiormente su scene riguardanti le 7 "opere di misericordia corporale".
Tra le figure quella di un uomo nudo "da vestire", di un uomo morto "da seppellire" e un prigioniero "visitato". La rappresentazione della notte della nascita di Gesù, ha detto Papa Francesco, è "ispirata dalle opere di misericordia" e ci ricorda le parole di Gesù: " Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te".

sabato 16 dicembre 2017

Il comune di Roma censura manifesti 'pro vita'. Come Mosca anni '70.

Sintetizzo da Stilum Curiae.

Oltre alle evidenti carenze finora manifestate, l’amministrazione Cinque Stelle dimostra anche di essere una delle facce del totalitarismo di regime, allineato al pensiero dominante dei grandi poteri mondialisti, che determinano le linee dell’informazione attraverso la censura preventiva sulle opinioni. Possiamo rendercene conto registrando la denuncia di ProVita Onlus, espressa col seguente comunicato:
“Dopo l’inquietante interrogatorio da parte della polizia, subìto da Toni Brandi, presidente di ProVita Onlus, il Comune di Roma non cessa di stupire per la sua volontà di censura…Abbiamo presentato tre diversi tipi di manifesti da affiggere per le vie di Roma al Comune, come da regolare procedura e ricevendo conferma di ricevimento: Il primo per commemorare il Cardinale Caffarra e Giovanni Paolo II, poi il secondo contro l’aborto e l’ultimo manifesto per la difesa della salute delle donne, rispettivamente con ricevute di protocollo dal Comune il 31.10, il 1.11 e il 28.11.
E’ semplicemente allucinante che il Comune sembri rifiutarsi a procedere e persino a darci una risposta formale con le motivazioni del diniego e questo più di 40 giorni dalla prima richiesta”, afferma il presidente di ProVita Onlus, Toni Brandi che conclude: “Sembra di stare non a Roma, ma nella Mosca degli anni ’70. Non abbiamo mai avuto problemi a pubblicare manifesti. Ora invece, l’amministrazione sembra tollerare solo messaggi ‘graditi’ e utilizza la polizia per sondare le ‘motivazioni’ di coloro che non si allineano al pensiero unico. Non avevamo mai visto nulla di simile prima dell’amministrazione Raggi”.

Ѐ in corso l’esproprio dei figli?

I figli sono di Dio e non dello Stato. Si programmano cittadini orfani della famiglia. Invece i figli sono di Dio e solo la Chiesa e i genitori possono educarli. (Arcivescovo Giampaolo Crepaldi)

Di chi sono i figli? I figli non sono di nessuno perché sono di Dio. C’è stato un tempo in cui l’idea che il figlio fosse un dono era radicata nel cuore e nella mente delle persone, e non solo delle mamme. Un dono che viene da Dio e che bisogna educare perché a Lui ritorni. La procreazione era sentita come appartenente ad un ciclo di senso che toglieva il bimbo dalle mani di ogni potere terreno, perché era “del Signore”.
Questo sentire comune è ancora vivo in molti genitori, ma in generale lo è sempre di meno. Questo da quando la razionalizzazione tecnica e politica ha assunto anche questa forma di dominio, il dominio sui figli. Erano state le utopie politiche a produrre nei secoli scorsi delle serie eccezioni all’idea che i figli appartenessero al Signore, a cominciare dall’antica utopia di Platone secondo cui i bambini appena nati dovevano venire subito allevati in strutture pubbliche, sotto le ali dello Stato, in modo che ogni cittadino, vedendo i giovani per le strade e le piazze potesse dire: “potrebbe essere mio figlio”. La negazione della famiglia era funzionale alla creazione di una comunità politica di uguali dai saldi legami reciproci. Se i figli avessero continuato ad essere dei genitori – si pensava – l’unità interna alla comunità si sarebbe indebolita e frammentata. L’idea ha una lunga storia, che passa dalla comunione delle donne nei Falansteri del nuovo mondo di Fourier, alle indicazioni del Manifesto di Marx fino ad arrivare agli stati totalitari del secolo scorso.

Approvata la legge che apre all’eutanasia. Dichiarazione dell’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi

Giovedì scorso 14 dicembre il Parlamento italiano ha approvato la legge cosiddetta sulle DAT che apre all’eutanasia, persino in forme più accentuate che in altri Paesi. Durante la fase della discussione in Parlamento e nel Paese anche io, come vescovo e come presidente dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân, ero intervenuto, insieme ad altri, come per esempio il Centro Studi Rosario Livatino, per mettere in evidenza la gravità del contenuto di questo testo di legge. Purtroppo ha prevalso un’ideologia libertaria e, in definitiva, nichilista, espressa in coscienza da tanti parlamentari. Così l’Italia va incontro ad un futuro buio fondato su una libertà estenuata e priva di speranza. Questa legge si aggiunge ad altre approvate in questa triste legislatura che hanno allontanato la nostra legislazione sulla vita e sulla famiglia dalla norma oggettiva della legge morale naturale che è inscritta nei nostri cuori, ma che spesso i piccoli o grandi interessi di parte e le deformazioni dell’intelligenza nascondono agli uomini. Coloro che con grande impegno stanno smantellando per via legislativa i principi della legge morale naturale, che per il credente è il linguaggio del Creatore, non sono però in grado di dirci con cosa intendano sostituirne gli effetti di coesione sociale in vista di fini comuni. La libertà intesa come autodeterminazione, che questa legge afferma ed assolutizza, non è in grado di tenere insieme niente e nessuno, nemmeno l’individuo con se stesso.

venerdì 15 dicembre 2017

Biotestamento. Don Arice, “il Cottolengo farà obiezione di coscienza, non applicherà le DAT”

Nelle sue strutture, il Cottolengo non applicherà le Dat. Lo ha comunicato all’AGI il superiore generale don Carmine Arice.
“Noi – ha affermato il sacerdote – non possiamo eseguire pratiche che vadano contro il Vangelo, pazienza se la possibilità dell’obiezione di coscienza non è prevista dalla legge: è andato sotto processo Marco Cappato che accompagna le persone a fare il suicidio assisitito, possiamo andarci anche noi che in un possibile conflitto tra la legge e il Vangelo siamo tenuti a scegliere il Vangelo”. “Di fronte ad una richiesta di morte – ha spiegato – la nostra struttura non può rispondere positivamente. Attualmente l’obiezione di coscienza non è prevista per le istituzioni sanitarie private, però io penso che in coscienza non possiamo rispondere positivamente ad una richiesta di morte: quindi ci asterremmo con tutte le conseguenze del caso”.
Secondo don Arice, che è stato direttore nazionale della pastorale sanitaria della Cei ed è membro dell’organismo vaticano per gli ospedali cattolici, “il tema vero da affrontare, e non viene fatto, è quello di creare condizioni che permettano a chi è solo e in condizioni di difficoltà e sofferenza di non invocare la morte, a cominciare dalle persone anziane che si trovano in povertà e afflitte da patologie. Invece vediamo prevalere troppo spesso la cultura dello scarto che spinge le persone più deboli a dire ‘tolgo il fastidio’”.

Francescani dell'Immacolata: un aggiornamento

Nostra traduzione di un articolo pubblicato da Rorate Caeli. Potete trovare tutti i precedenti indicizzati qui.

Per la cronaca: aggiornamenti sui Frati Francescani dell'Immacolata e sulle Suore Francescane dell'Immacolata

La distruzione operata da Bergoglio è ormai completata

Da molti anni a questa parte abbiamo raccolto e pubblicato notizie sulla distruzione dei Francescani dell'Immacolata operata da papa Bergoglio - riguardante sia i Frati (FFI) che le Suore (SFI). Sono avvenute tante cose, spesso nell'ombra, che non erano state ancora fatte conoscere.

Elenchiamo qui sotto i punti che ci sono stati riferiti recentemente da diverse fonti, sia esterne che interne all'ordine. Vale la pena registrarli qui oggi, nonostante le minacce e le molestie che abbiamo ricevuto in tutti questi anni per aver riportato le notizie. Anzitutto ricordando che metà dei FFI che originariamente avevano richiesto una visita canonica non sono più nell'ordine. Al pari del Prosecutore Imperiale che accusava santa Bernadette, sapevano di essere nell'errore, e speriamo ora che se ne stiano pentendo. Vi preghiamo di considerare anche le nostre note qui sotto, così come una ragionata previsione di cosa avverrà in seguito nell'ordine.

Recensio Tomistica

L’Editore Effedieffe ha appena pubblicato il volume Sintesi del Tomismo. Sua attualità e suo valore di Curzio Nitoglia (400 pagine, 22 euro)1. In esso l’Autore 
  • dimostra che la vera essenza della filosofia tomistica si trova riassunta nelle XXIV Tesi del Tomismo (compilate dal padre Guido Mattiussi), perché esse - grazie alla distinzione reale tra essenza ed essere e con il concetto dell’essere quale atto ultimo e perfettissimo di ogni essenza- costituiscono l’ABC del vero Tomismo; 
  • spiega che il Tomismo, con il suo realismo della conoscenza (“conformità dell’intelletto alla realtà”) è diametralmente opposto al Modernismo, il quale è soggettivismo e relativismo filosofico/teologico: “Cogito ergo sum” (Cartesio) / “…ergo Deus existit” (kantismo modernista): la realtà creata e Dio Creatore sono un prodotto del pensiero umano; 

giovedì 14 dicembre 2017

Perugia 16 dicembre - La barca di Pietro nella tempesta


ASSOCIAZIONE SAN MICHELE ARCANGELO - PERUGIA

CONFERENZA
La barca di Pietro nella tempesta:
spunti e riflessioni sulle origini della sovversione
Relatore: Dott. Cristiano Lugli
Sabato 16 dicembre 2017, ORE 18.30
Sala della Vaccara del Palazzo dei Priori
Perugia

Per informazioni: sanmichelearcangelo.perugia@gmail.com

Il biotestamento mostra la fine della civiltà

Qualcuno mi deve spiegare perché, per sponsorizzare il biotestamento, [appena passato] all’esame del Senato, si seguita ad affermare che «serve una legge sul fine vita», pena il mancato riconoscimento del «diritto a morire». «Serve una legge sul fine vita»? E chi lo dice? Nostradamus? Gli italiani senza lavoro? Quelli truffati dalle banche? Lo chiedo perché non vorrei si scambiasse l’agenda dei politici radicali per monito evangelico o, più banalmente, per priorità. E poi, che significa riconoscimento del «diritto a morire»? Esiste forse un dovere di vivere all’infinito?
Certo che no. Esiste, semmai, il rischio di non poter vivere abbastanza, come testimoniano i 45.000 morti all’anno per malasanità (fonte: Associazione Luca Coscioni). Per questo una legge sul biotestamento, che oltretutto trasforma alimentazione e idratazione in terapie rifiutabili, ha ben poco a che vedere col «fine vita», ma molto col fine civiltà. Una società con tassi di natalità cimiteriali, che già non riesce ad assistere degnamente tutti i propri malati e che pensa a come meglio garantire il «diritto a morire», non è infatti una società che vuole poter decidere, ma una che ha già deciso. Purtroppo. (Giuliano Guzzo)

Le cinque insidie per la Chiesa di oggi - Card. Carlo Caffarra

Stralcio dall'ultimo articolo di Settimo cielo, dal titolo: Il papa ha parlato. Ma i dubbi non sono spariti, e nemmeno il cardinale Caffarra. il brano è tratto dal libro di 208 pagine pubblicato dalle Edizioni Studio Domenicano, «Prediche corte, tagliatelle lunghe» nel quale è condensata la fede e la sapienza del cardinale Carlo Caffarra (1938 – 2017), che vi rivive attraverso una florilegio dei suoi interventi come arcivescovo di Bologna, a cura di Lorenzo Bertocchi e Giorgio Carbone.

Le cinque insidie per la Chiesa di oggi

L'alternativa ad una Chiesa senza dottrina non è una Chiesa pastorale, ma una Chiesa dell’arbitrio e schiava dello spirito del tempo: "praxis sine theoria coecus in via", dicevano i medioevali. Questa insidia è grave, e se non vinta causa gravi danni alla Chiesa. Per almeno due ragioni. La prima è che, essendo la "Sacra Doctrina" niente altro che la divina Rivelazione del progetto divino sull’uomo, se la missione della Chiesa non si radica in essa, che cosa la Chiesa dice all’uomo? La seconda ragione è che quando la Chiesa non si guarda da questa insidia, rischia di respirare il dogma centrale del relativismo: in ordine al culto che dobbiamo a Dio e alla cura che dobbiamo all’uomo, è indifferente ciò che penso di Dio e dell’uomo. La "quaestio de veritate" diventa una questione secondaria.