venerdì 24 marzo 2017

“Credo la Chiesa cattolica e apostolica” - Gerhard card. Müller

Come già annunciato qui, la sera del 22/03/2017, il Card. Gerhard Müller è intervenuto a Trieste, nella Cattedrale di San Giusto martire, sul tema “Credo la Chiesa cattolica e apostolica” per la serie di incontri della “Cattedra di San Giusto per il tempo di Quaresima 2017”. Ne riprendiamo il testo dalla trascrizione sul sito della diocesi a cura del Vescovo di Trieste, mons. Giampaolo Crepaldi.
Luci e ombre. Rimando i commenti, che non possono mancare, dopo una lettura più meditata.

Credo la Chiesa cattolica e apostolica
Conferenza di S.Em. il Card. Gerhard Müller
Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede
Trieste, 22 marzo 2017

I.
Ringrazio anzitutto il vostro Vescovo per l’invito che ha voluto così gentilmente rivolgermi. Ringrazio ciascuno di voi per essere venuto qui, questa sera, in Cattedrale, per la meditazione che mi accingo a proporvi sul tema “Credo la Chiesa cattolica e apostolica”. E vorrei subito iniziare, a questo proposito, osservando che la Chiesa non si è mai concepita come un semplice aggregato di singole persone religiose, ma come una comunità salvifica fondata nell’evento di Cristo. Essa è, come corpo di Cristo, la koinonia (communio) di tutti i membri del corpo uniti tra loro e con Cristo capo. La comunione e la solidarietà si traducono in atto nell’azione solidale e nell’intercessione. Il servizio reciproco in base al dono peculiare e personale della grazia (cfr. 1Pt 4,10; Rm 12,3; 1Cor 12,26) serve all’edificazione della comunità (cfr. Ef 4,12). Mediante lo scambio reciproco, la solidarietà nella sofferenza, nella speranza e nella mutua intercessione dei singoli membri del corpo, Cristo, capo della Chiesa, fa pervenire i singoli cristiani al loro compimento e unisce il corpo e le sue molte singole membra a se stesso in veste di Capo (cfr. Ef 4,13-16). In connessione con la memoria dei martiri della Chiesa primitiva crebbe la convinzione che la morte non distrugge il legame vitale dei membri del corpo di Cristo. Esiste piuttosto un’unione storico-orizzontale e un’unione verticale, che supera il confine della morte, tra la Chiesa peregrinante (sancti in via) e la Chiesa celeste (sancti in patria; cfr. Ap 6,9; Eb 12,22-24).

Lutero e noi. Attenzione a chi rivaluta il suo commento al 'Magnificat' (e tutto il resto)

La “mariologia” del commento al Magnificat è intrinseca alla sfida in corso alla cristianità cattolica ed è bene sapere che la sfida non è stata lanciata per questioni morali e lo sdegno per i vizi degli ecclesiastici e il commercio delle indulgenze: si tratta di una sfida dottrinale.
Condividiamo la seguente riflessione del nostro carissimo lettore RS.

Sarà che ovunque si sente parlare di riforme nella Chiesa, fatto sta che ultimamente in ambito cattolico va di moda l’artefice della Riforma. Capita alla santa Messa di sentirsi leggere un pensiero di Lutero, o in confessionale sentirsi consigliare la lettura del suo commento al Magnificat, per “rivalutare” il monaco sassone da qualche “pregiudizio”.
Se si estraggono alcuni passi del commento suddetto, Lutero esprime parole che potrebbero accostarlo ai grandi innamorati della Beata Vergine, da Bartolo Longo a Luigi Maria Grignion de Montfort…   Ma è così?
Certamente Lutero, sacerdote dal 1507, “riformatore” dal 1517 e sposo di una suora dal 1525, nel 1520 era ancora in grado di esprimere una riflessione sulla Madonna in modo sufficientemente cattolico, pur avendo già dato alle fiamme la bolla papale che lo minacciava di scomunica se non avesse ritrattato le tesi del 1517. Eppure è impossibile emendare  lo scritto che Lutero rivolge al Re di Sassonia (destinatario del commento al Magnificat) dal quadro di una salvezza senza le opere dunque senza alcuna cooperazione da parte dell’uomo. La “mariologia” del commento al Magnificat è intrinseca alla sfida in corso alla cristianità cattolica ed è bene sapere che la sfida non è stata lanciata per questioni morali e lo sdegno per i vizi degli ecclesiastici e il commercio delle indulgenze: si tratta di una sfida dottrinale.

Il “dramma” di un uomo o quello della nostra epoca del ribaltamento della verità?

Questa la recente notizia, che riprendiamo da La Stampa:
Papa Francesco vuole «riabilitare» la figura di Lutero? «Non lo so. So però che Lutero è stato percepito nei secoli del passato come l’incarnazione del diavolo, quello che ha rotto la comunione e via dicendo… Oggi non si tratta di dire che quello che ha fatto Lutero sia una cosa buona, però possiamo spiegare gli eventi che hanno portato alla riforma e agli sviluppi che sono seguiti». Per padre Bernard Ardura, presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, polemiche e «interpretazioni personali» vengono dopo, ciò che conta è la «ricerca della verità» di un contesto storico, economico e politico che ha esasperato una riforma inizialmente animata da «buone intenzioni», provocando una «rottura» durata cinque secoli che ancora oggi rappresenta «una ferita aperta».[...]
Com'è possibile dimenticare i danni spirituali provocati da Lutero e le migliaia di martiri che hanno dato la loro vita per non rinnegare la fede cattolica che oggi si vorrebbe obsoleta?

Venerdì 24 marzo. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui].

Il dilagare dell’eresia e dell’apostasia è una dolorosa esperienza quotidiana, alla quale dobbiamo opporre la fedeltà al nostro impegno nella preghiera di riparazione. Rinnoviamo anche le preghiere affinché il Signore doni Santi Pastori alla Sua Chiesa e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, leggiamo una Selezione di Detti dei Padri del deserto. Il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

Padre Pio e la parrocchia ortodossa convertita - Rino Cammilleri

Un grande Santo che fa ancora proselitismo...

Avendo a suo tempo scritto un fortunato libro su Padre Pio (una decina di edizioni con Piemme, ripreso anche in una elegante edizione del Corriere della Sera) non posso non continuare ad esser intrigato da tutto quel che riguarda quel potente mistico e taumaturgo. Morì quando avevo diciotto anni ed avevo la testa piena di Sessantotto, perciò non lo potei conoscere quando ne avevo la possibilità (e ancora mi mordo le mani).

Perciò rilancio volentieri un’agenzia di Aleteia.org che lo riguarda. Con il consueto miracolo il Santo ha recentemente convertito un’intera parrocchia ortodossa in Romania. La cosa è andata così: il giovane pope della parrocchia in questione, Victor Tudor, aveva la madre Lucrecia malata di cancro all’ultimo stadio e l’aveva mandata a Roma dal suo fratello minore, pittore di icone: quest’ultimo, Marian, l’aveva fatta visitare da uno specialista italiano, il quale non aveva potuto fare altro che prescrivere degli antidolorifici. La donna, data per spacciata, passava le sue giornate romane a far compagnia al figlio che lavorava ai mosaici di una chiesa.

giovedì 23 marzo 2017

Segnalazioni dei lettori. Il Card. Müller alla Cattedra di San Giusto

Come annunciato qui, ieri 22 marzo, presso la Cattedrale di San Giusto in Trieste, è stato tenuto il terzo incontro della Cattedra di San Giusto per il tempo di Quaresima 2017, affidato al Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, sul tema “Credo la Chiesa cattolica e apostolica“.
Queste le foto scattate da una lettrice (cliccare per ingrandire), che scrive quanto segue. Relata refero:
« La cattedrale era piena. L'invito a partecipare sembra aver avuto la meglio sulle contestazioni: nella foto non si vede ma anche sotto l'arcata di destra non c'erano più posti a sedere. Desidero aggiungere però che in molti siamo rimasti delusi, ci aspettavamo che il cardinale dicesse molto di più, data l'attuale situazione. Ѐ solo un modernista moderato. Il Cardinale Sarah, invece, ha parlato in modo più esplicito, affrontando i punti più critici. Spero di poter inviare il testo completo della conferenza. Ad Majorem Dei Gloriam ».

Inedito: I veri rapporti tra 'i due papi'

Riprendo nella nostra traduzione da Benoit et moi, 22 marzo. Un ulteriore quadro della situazione da una fonte attendibile supportato dai link ai testi qui disponibili sugli eventi chiamati in causa.

Strana 'protezione' et alia: nel discorso per il 65° di sacerdozio
Premessa di Benoit e moi
Le poche notizie sul Papa emerito che emergono in quella che alcuni chiamano "la stampa di regime" fanno regolarmente riferimento ai buoni rapporti di amicizia e di complicità tra il Papa emerito e quello regnante. E ogni celebrazione è un'occasione perché Benedetto XVI costituisca l'opportunità di mettere in risalto Francesco, come se il primo potesse esistere solo attraverso il secondo, o in riferimento a lui. "Opporre" i due Papi è un esercizio politicamente e religiosamente scorretto o almeno riservato ai malvagi "nostalgici" e agli altri seguaci della teoria del complotto. 
[...] Di seguito la traduzione di un articolo di Giuseppe Nardi che riporta le osservazioni di uno dei vaticanisti tedeschi favorevoli a Francesco, Andreas Englisch. Anche se non fornisce prove formali (i turiferari bergogliani non ne portano certamente di più) ma soltanto il suo sentire personale, ciò che dice conferma i dubbi sorti dalla lettura di alcuni resoconti e dall'attenta osservazione di alcune immagini. E in ogni caso, è attendibile.
(...) poche cose legano Francesco a Benedetto XVI: questi è relegato ad un ruolo di mera comparsa, in occasione delle sue apparizioni pubbliche,  ma il papa regnante coglie l'occasione per la facciata e lo fa entrare in scena in caso di necessità. Su questo sfondo, l'assenza di Benedetto nell'ultimo concistoro del 19 novembre 2016 acquista una nuova dimensione.

Di monachesimo abbiamo bisogno - Cristiano Lugli

La commemoratio fatta il 21 Marzo, in ricordo del Sacro Transito dell'Abate S. Benedetto da Norcia, ha accompagnato una tre giorni di grande esultanza dovuta soprattutto alla traslazione della solennità di San Giuseppe, passata a lunedì.
Il ricordo di San Benedetto apparso liturgicamente subito dopo quello del Casto Sposo di Maria Santissima, rafforza anche la speranza del cristiano, certo di avere accanto due grandi Patroni: essenzialmente Patroni della Buona Morte. Questa la stretta correlazione fra i due Santi, il secondo dei quali ha avuto come grazia straordinaria quella di morire "in piedi", affiancato dalla sua figliolanza spirituale, per essere già intravisto nella Gloria dei Santi:

mercoledì 22 marzo 2017

Trieste 22 marzo. Il card. Gerhard Ludwig Müller alla Cattedra di San Giusto

Clicca sull'immagine per ingrandire
Il terzo incontro della Cattedra di San Giusto per il tempo di Quaresima 2017, in programma per mercoledì 22 marzo, alle ore 20.30, presso la Cattedrale di San Giusto martire in Trieste, avrà per tema “Credo la Chiesa cattolica e apostolica“. La conferenza sarà tenuta da Sua Eminenza il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. 
Ieri abbiamo pubblicato il testo dell'intervento, nello stesso contesto, del Card. Robert Sarah: “Credo la Chiesa una e santa”.
Purtroppo, abbiamo dovuto registrare anche una notizia, apparsa sul Piccolo di Trieste, così vergognosamente formulata: Raccolta firme contro l'arrivo del cardinale "anti-Bergoglio", Gerhard Müller - Un gruppo di fedeli si oppone all’invito del vescovo al teologo che critica Papa Francesco e non collabora sulla pedofilia TRIESTE. Pontificare “ex cathedra” non dovrebbe essere consentito a un cardinale. Tanto più se la Cattedra è quella di San Giusto. Il cardinale Gerhard Ludwig Müller, già vescovo di Ratisbona, è atteso domani 22 marzo alla Cattedra di San Giusto in cattedrale, alle 20.30, ospite desiderato di monsignor Giampaolo Crepaldi e indesiderato da una parte della comunità diocesana triestina. 
Stile e contenuti della contestazione, al solito, tacciano come oppositore chiunque si azzardi a dire la sua secondo l'insegnamento costante della Chiesa. Non paghi, in questo caso, neppure del fatto che il Cardinale si sia sempre espresso in termini estremamente rispettosi nei confronti papa e non del tutto in conformità col ruolo da lui rivestito di prefetto della CdF. Infatti ha parlato come dottore privato attraverso interviste [qui - qui] ed è rimasto sul vago pur riprendendo l'insegnamento costante della Chiesa, ma sostanzialmente non rispondendo ai Dubia, perché evidentemente il Papa non vuole che risponda. Con la conseguenza che, mancando un'interpretazione autentica dell'Autorità ufficiale, ogni pastore si orienta come meglio crede e il caos continua.
Ciò nonostante ci auguriamo che coloro che seguono questo sito e che si trovano a Trieste e dintorni questa sera confluiscano in Cattedrale, perché una chiesa piena sarebbe la migliore risposta a quei signori modernisti e alla loro intolleranza da 'pensiero unico' che tutto tollera tranne l'insegnamento perenne della Chiesa.

martedì 21 marzo 2017

Norcia, estratta intatta dalle macerie della basilica la statua di San Benedetto

Oggi 21 Marzo, nell’antica memoria di San Benedetto, i vigili del fuoco allibiti estraggono intatta dalle macerie della Basilica di Norcia, la statua del santo.
Era li nella cripta della Basilica andata completamente distrutta nel terremoto magnitudo 6,5 del 30 ottobre 2016, sotto una montagna di macerie, aspettava i pompieri che, scesi per la prima volta dopo mesi, sono rimasti allibiti nel vederla in piedi, senza alcun danno, in una cripta completamente distrutta.
Lì, dove la tradizione vuole siano nati San Benedetto e Santa Scolastica, in una nicchia la statua era intatta. Il santo protettore di Norcia ha stupito tutti di nuovo. Emozionantissimi tutti gli abitanti e il sindaco Nicola Alemanno: “La grande notizia – ha commentato il sindaco – è che è venuto giù tutto nella cripta ma è stata trovata in piedi la statua di San Benedetto all’interno, così come è in piedi la sua statua nella piazza: tutti i monumenti sono stati danneggiati tranne le statue del nostro santo protettore.” San Benedetto non ha abbandonato mai i suoi fedeli, e la sua protezione fortissima e incredibile si è manifestata di nuovo oggi, nella sua festa. [Fonte]