giovedì 7 dicembre 2017

I 5 Dubia dei 4 Cardinali sono ormai superati. Il papa ha risposto codificando l'errore.

I Dubia dei 4 Cardinali sono superati [quanto meno il dubium n.1], nel senso che Papa Francesco ha dato la risposta facendo dichiarare "magistero autentico" l'interpretazione eterodossa dei vescovi argentini al famoso passo di Amoris Laetitia, da lui a suo tempo approvata con una lettera privata agli stessi (no hay otras interpretaciones, vi ha scritto). 

Ora, quest'approvazione del Papa diventa da privata pubblica ossia ufficiale, ed equivale ad una interpretazione autentica (dato dallo stesso legislatore). Poiché al magistero autentico, ci viene ricordato, dobbiamo dare l'assenso della nostra volontà e del nostro intelletto, ne risulta che noi fedeli dobbiamo (dovremmo) adesso considerare dottrina autentica della Chiesa una dottrina falsa, sacrilega, promotrice di eresie se non eretica, come quella che sostiene potersi in certi casi amministrare la S.Comunione a divorziati risposatisi conviventi e praticanti ossia a persone che restano sempre e coscientemente nel peccato di adulterio, fornicazione e concubinaggio.

A questo punto, il card. Burke e il card. Brandmueller sanno certamente quello che devono fare, se vogliono tener fede al loro ripetuto impegno di difendere la retta dottrina della fede, per la salvezza delle anime: alzarsi in piedi e denunciare apertamente lo scandalo inaudito di un Papa che si è messo ad autorizzare ufficialmente il peccato.
Se non altro, ora, l'appiglio giuridico c'è.

33 commenti:

Luisa ha detto...

Riporto qui il commento di Sacerdos quidam:


" Ancora sul magistero autentico:

la questione, più che canonica, è soprattutto teologica e da questo punto di vista va affrontata.
Infatti il 'religioso ossequio dell'intelletto' che clero e fedeli devono dare a quel tipo di magistero (che ovviamente non è infallibile) riguarda il caso in cui si tratti, in generale o in un caso particolare, di materia ancora disputata, sulla quale cioè la Chiesa non abbia ancora una dottrina definitiva e su cui potrebbero esserci ancora dei dubbi.

Ora questo non è assolutamente il caso di quanto fatto apporre sugli AAS da Papa Bergoglio: qui infatti egli contraddice apertamente una dottrina perenne ed universale e dunque infallibile della Chiesa in diversi punti, già sottolineati molte volte e che è inutile rielencare.

Di conseguenza nessun 'religioso assenso dell'intelletto' può essere reclamato circa questa inequivocabile approvazione, da parte di Papa Bergoglio, di peccati e di errori da sempre denunciati e condannati dalla dottrina cattolica.
E da parte di clero e fedeli, dare un assenso dell'intelletto a quanto fatto da lui pubblicare sugli AAS significherebbe accettare l'errore ed il peccato, rendendosene complici.

Si tratta di considerazioni ovvie, ma dopo le assurdità che ho letto qua e là in rete a questo proposito (ci sono cattolici scossi e turbati che non sanno cosa fare) ho ritenuto comunque opportuno ricordarle.

Anonimo ha detto...

Chiediamo l'intercessione di Sant'Ambrogio.

Ambrogio, di famiglia romana cristiana, governatore delle provincie del nord Italia, fu acclamato vescovo di Milano il 7 dicembre 374. Rappresenta la figura ideale del vescovo, pastore, liturgo, e mistagogo.
Aveva scelto la carriera di magistrato – seguendo le orme del papà, prefetto romano della Gallia – e a trent’anni si trovava già ad essere Console di Milano, città che era allora capitale dell’Impero. Così, quel 7 dicembre dell’anno 374, in cui cattolici e ariani si contendevano il diritto di nominare il nuovo Vescovo, toccava a lui garantire in città l’ordine pubblico, e impedire che scoppiassero tumulti. L’imprevedibile accadde quando egli parlò alla folla con tanto buon senso e autorevolezza che si levò un grido: «Ambrogio Vescovo!». E pensare che era soltanto un catecumeno in attesa del Battesimo! Cedette, quando comprese che quella era anche la volontà di Dio che lo voleva al suo servizio. Cominciò distribuendo i suoi beni ai poveri e dedicandosi a uno studio sistematico della Sacra Scrittura. Imparò a predicare, divenendo uno dei più celebri oratori del suo tempo, capace di incantare perfino un intellettuale raffinato come Agostino di Tagaste, che si convertì grazie a lui. Da Ambrogio la Chiesa di Milano ricevette un’impronta che si conserva ancor oggi, anche nel campo liturgico e musicale. Mantenne stretti e buoni rapporti con l’imperatore, ma era capace di resistergli quand’era necessario, ricordando a tutti che «l’imperatore è dentro la Chiesa, non sopra la Chiesa».
Le sue opere liturgiche, i commentari sulle Scritture, i trattai ascetico- morali restano memorabili documenti del magistero e dell’arte del governo. Autore di celebri testi liturgici, è considerato il padre della liturgia ambrosiana.

Anonimo ha detto...

Sant'Ambrogio... Una colonna a sostegno della retta fede nel dilagare dell'eresia ariana, che resisteva (diffondendosi) alla condanna ricevuta dal Concilio di Nicea nel 325 e alla morte dello stesso Ario.

Oggi è stato ridotto anche lui ad essere "costruttore di ponti", garantendo partenze verso le piste da sci e arrivi nei centri commerciali, fiere e mercatini.

Fa tanta tristezza la (scarsa) devozione verso il santo patrono e la dispersione del patrimonio di saldezza nella verità di cui si fece testimone e interprete fondando la tradizione a lui risalente. Oggi Ambrogio è un nome in disuso per i neonati (pochi), la sua "festa" è occasione per sorridere al vicino (prima che tu o lui si parta) e per chiedere la decima anche in parrocchia: insomma, spendete, ma ricordatevi anche della quota parte.

L'intercessione di Sant'Ambrogio richiederebbe agli ambrosiani un tuffo nella teologia patristica, costringendoli davvero ad abbattere i muri di indifferenza al sacro e al divino che hanno caratterizzato le ultime stagioni di un'esperienza religiosa svuotatasi di senso.

Mi raccontava un mio amico, cooptato nel consiglio pastorale di una parrocchia cittadina, che l'oratorio (luogo sacro per l'orazione) non viene quasi più frequentato dalle famiglie italiane, dal momento che vi bivaccano solo bambini di altre etnie con le loro madri velate. Ad essi si rivolgono i "servizi" (il doposcuola) e "la carità" (i pacchi-viveri) che immarcescibili volontari garantiscono in nome di loro stessi, dato che nominare Gesù sarebbe stigmatizzato dallo stesso don, che inorridisce all'idea del proselitismo. La società sportiva dell'oratorio illumina fino a tarda sera i campi, pieni di giovani calciatori attenti ai nuovi riti (il borsone, la divisa, il mister, gli allenamenti, la pizzata) mentre spento, sempre spento e vuoto è l'accesso alla cappellina dove sta Gesù, da solo a sentire i rumori del bar dell'oratorio, dove altri volontari servono la comunità.

Sant'Ambrogio aiutaci!
Ario al confronto era un dilettante.
Manca la folla che gridi il tuo nome: ti basta se lo gridiamo in quattro gatti?

Anonimo ha detto...

Segnalo:

http://opportuneimportune.blogspot.com/2017/12/apriamo-un-dibattito-in-risposta-danilo.html
Antonio

fabriziogiudici ha detto...

Direi che i dubia in sé non sono superati, nel senso che il Papa ha risposto solo al primo (quello diretto sulla questione dell'ammissibilità dei divorziati risposati al Sacramento), ma deve ancora spiegare quali sono le conseguenze della sua posizione sul Magistero (p.es. esiste ancora il male intrinseco? Eccetera). Questo lo dico per sottolineare l'inadempienza del Santo Padre, che priva gravemente - per arroganza - l'intero popolo a lui affidato di una serie di chiarimenti a cui ha diritto (se esiste un diritto reale, in questo mondo pieno di falsi diritti, è quello di farsi dire e spiegare la verità).

Per il resto è chiaro, che dopo un anno e l'ultima pubblicazione degli atti, che è stato concesso abbastanza tempo perché si ravvedesse. Ora i cardinali agiscano.

Gianni B. ha detto...

Abbandonato i pregiudizi su Lutero cattolici e luterani non più avversari.
Parola di papa...
http://it.radiovaticana.va/news/2017/12/07/papa_cattolici_e_luterani_mai_pi%C3%B9_avversari/1353388

Anonimo ha detto...

Decidete che una cosa si deve fare e troverete il modo.

irina ha detto...

Il Giornale,Così Papa Francesco è finito accanto a Lutero
Papa Francesco e Lutero di nuovo vicini: donate due statue alla città svedese di Lund. Domani è prevista una cerimonia condivisa
Francesco Boezi - Mer, 06/12/2017 - 15:17

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/cos-papa-francesco-finito-accanto-lutero-1471308.html

Luisa ha detto...

Non poteva mancare il commento di Tornielli con i suoi grassetti:

http://www.lastampa.it/2017/12/06/vaticaninsider/ita/vaticano/amoris-laetitia-il-papa-rende-ufficiale-la-lettera-ai-vescovi-argentini-7Uzx2Ijt6sIYUdZNAQl0wI/pagina.html

tralcio ha detto...

@ Luisa

grassetto che cola!

Luisa ha detto...

Qui l`ultimo articolo di Magister:

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/12/07/tutti-i-maestri-di-bergoglio-che-pero-fa-di-testa-sua/

"Va detto – e Borghesi lo riconosce – che dei suoi maestri Bergoglio non ha mai studiato né assimilato l'opera intera, ma solo ha letto poche cose e isolate, cogliendone a modo suo qualche spunto.
E questo spiega la disomogeneità dei suoi scritti, anche magisteriali, nei quali giustappone materiali tra i più diversi.

Ma ancor di più spiega il divario abissale che intercorre tra i suoi insigni maestri e i personaggi concreti di cui papa Francesco si avvale come propri confidenti e ghostwriter: dal gesuita Antonio Spadaro, retorico affabulatore, all'argentino Víctor Manuel Fernández, teologo di fama men che mediocre, rivelatosi al mondo con un'opera prima dal titolo: "Sáname con tu boca. El arte de besar", eppure incoraggiato dall'amico divenuto papa persino a trascrivere in "Amoris laetitia" interi brani di suoi confusi articoli d'una dozzina di anni prima sulla morale famigliare."

Interi paragrafi di AL sono l`opera di quel teologo mediocre, ancor più evidente che , come già spiegato da Sacerdos quidam, non può esseere reclamato il "'religioso ossequio dell'intelletto" .

Davide ha detto...

Sia Amoris Laetitia sia i Vescovi argentini ricorrono al tema delle attenuanti della responsabilità soggettiva per giustificare l'accesso ai sacramenti dei "divorziati-risposati".
Da questo punto di vista non si può parlare di eresia, perché non viene negata l'oggettiva e grave peccaminosità dell'adulterio, ma si dice solo che tale grave peccato in certi casi non può essere pienamente imputato a chi lo commette. Sotto questo profilo il problema semmai diventa di carattere pratico, nel senso che per i confessori, che non hanno un "termometro" per misurare la libertà degli atti, non sarà sempre facile fare questa valutazione. Ma in linea teorica non si può negare che vi possano essere casi in cui la responsabilità è diminuita (si pensi a donne in grave sudditanza psicologica verso il nuovo "marito" etc.).
Davide

Sacerdos quidam ha detto...

Resta il fatto che Papa Bergoglio con questa sua pubblicazione negli AAS ha approvato e insegnato ufficialmente ed apertamente l'errore ed il male ed ha esortato all'uso sacrilego dei Sacramenti, spacciando tutto questo come insegnamento ufficiale della Chiesa.
Non è possibile ignorare una enormità di questo tipo.

Concentrarsi solo sui Dubia non è più possibile, perchè d'ora in avanti i bergogliani potranno sbandierare gli AAS in appoggio alla loro opera devastatrice, presentando il tutto come 'dottrina della Chiesa' a cui si deve obbedire.

E' necessario che i Cardinali restanti confutino apertamente quest'ultimo gravissimo abuso di Papa Bergoglio, e subito, altrimenti non ci sarà più nulla da fare in seguito e la loro azione sarà stata vana.

Luisa ha detto...

Parla il papa, il teologo del poliedro, bisogna:


«abbandonare gli antichi pregiudizi, come quelli su Martin Lutero», come pure i contrasti, le rivalità, le ferite, e guardare con fiducia «ai doni che provengono dalle diverse tradizioni confessionali e ad accoglierli come patrimonio comune».(!)

Bisogna guardare:

"...anche alla storia passata e ringraziamo Dio perché le divisioni, anche molto dolorose, che ci hanno visto distanti e contrapposti per secoli, negli ultimi decenni sono confluite in un cammino di comunione, nel cammino ecumenico suscitato dallo Spirito Santo», «Esso ci ha portato ad abbandonare gli antichi pregiudizi, come quelli su Martin Lutero e sulla situazione della Chiesa Cattolica in quel periodo».  

Tutte le novità, tutte le storture, tutte le derive e anche le eresie, diventano secondo la vulgata postconciliare l`opera dello Spirito Santo.

http://www.lastampa.it/2017/12/07/vaticaninsider/ita/vaticano/il-papa-ai-luterani-superiamo-i-pregiudizi-mai-pi-avversari-e-rivali-zWAoHQlK2PXkPVUyBDh1XO/pagina.html

Matteo ha detto...

I cardinali dei dubia mi sembrano come quel padrone di cavallo, che trascinava per le briglie il suo povero animale stremato su un sentiero sassoso con poca erba.
Per invogliarlo a non morire gli diceva "Aspetta a morire cavallo mio, resisti ancora un po’, almeno finché l’erba crescerà e anche tu potrai sfamarti".
Da qui il detto "campa cavallo che l'erba cresce".
Il povero cavallo, cioè la permanenza dell'ortodossia, è stato cibato con tante belle speranze. Che ci sarebbero state correzioni formali (l'erba che doveva crescere su un sentiero brullo). Resisti ancora un po', vedrai che il Papa capirà da solo il suo errore, vedrai che sarà lui a fornirti nuova erba buona, oh caro cavallo.
L'erba che doveva crescere non c'è stata. Gli è stata servita l'erba amara e il cavallo è schiattato.
Eppure quel padrone sapeva bene che il sentiero che stava percorrendo aveva bisogno di qualcosa, lo sapeva bene cosa doveva fare, ma nel più classico DonAbbondismo non ha agito.
Adesso che il cavallo è seppellito sotto il macigno di una dichiarazionbe di "magistero autentico", la correzione formale a cosa può servire? Certificherebbe semplicemente uno scisma nella chiesa cattolica, contrapponendo il magistero autentico papale a quello di 2 cardinali.
A questo punto i 2 cardinali potrebbero fare un atto di aperta accusa verso il Papa reo di aver "autorizzato ufficialmente il peccato"? ne hanno davvero la forza ed il coraggio, loro che hanno perso così tanto tempo a sussurrare nelle interviste e che hanno perso pure il contributo di altri 2 cardinali tristemente deceduti?
Secondo me sperare ancora che i 2 cardinali facciano qualcosa, è assolutamente utopico, irrealistico, e solo foriero di sofferenza.
Maranatha, Vieni Signore Gesù! Non è forse questo il momento di ritornare da noi?

Felice ha detto...

E perché mai dovrebbe essere concessa la non imputabilita'soggettiva a chi vive more uxorio con una persona con cui non è legato da valido matrimonio? Per ignoranza? Ma l'ignoranza scusa solo se non è colpevole, e in questa materia è facile accertarsi della verità, basta parlare con un sacerdote... oppure perché è un comando troppo impegnativo? Allora la legge di Dio obbliga solo quando richiede poco sforzo? Comunque la si guardi non sta in piedi. La Chiesa avrebbe sbagliato, vessando i suoi fedeli con inutili divieti per quasi duemila anni, e solo nel 2014 d.C. ci si è accorti dell'errore? Ci rendiamo conto dell'assurdità di queste tesi strampalate?

Alex da roma ha detto...

Al riguardo dei cardinali dei Dubia ed anche dei vescovi come mons. schneider, oggi leggendo Fulton Sheen tutto mi è sembrato più chiaro: è inutile che aspettiamo dai cardinali dei dubia ciò che mai arriverà perchè sarebbe già dovuto essere e non è stato. Saremo lasciati soli. Dovremo difenderci da soli. Noi purtroppo, o è mi dice mio cugino sacerdote, siamo liberi, siamo laici, i sacerdoti di oggi sono troppo legati, hanno la paghetta (minimo 800 euro) che molti genitori che hanno perso il lavoro si sognano!, hanno una casa a gratis! ( che molti genitori si sognano), molto spesso con tutti i confort (Orte blindate, telecamere, infissi doppi, etc..) hanno i principali servizi gratis, hanno L assistenza sanitaria, hanno la macchinina (alcuni la macchinina) Etc...ora ditemi voi come può un povero sacerdote che ha tutti questi bei benefici della società moderna, rinunciarvi, rischiare L esilio e la povertà vera, solo per difendere la VERITÀ' senza compromessi o "Si ma anche". Saremo noi laici a preservare nelle nostre case e famiglie la FEDE, tramandandola ai nostri figli. Siamo noi laici che possiamo ed abbiamo il diritto ed il dovere di dire a Bergoglio: caro Bergoglio fino a quando non mi dimostri di essere cattolico non ti riconosco alcuna autorità che venga da Dio. Può anche essere, come tu hai detto, che sei Vescovo di Roma, ma lì finisce, sempre che tu sia ancora un Vescovo in comunione con L Chiesa Cattolica, Triinfante, Militante e Purgante, con la Chiesa di sempre. A mio modesto parere, questo occorre che i laici inizino a dire ad alta voce. Infatti lo Spirito Santo non può ispirare oggi cose contrarie a quelle ispirate ieri. È dal momento che gli "orrori si susseguono da ben quattro anni, facendosi beffa dei ripetuti richiami, non si può continuare a pensare che siano in buona fede....
Fulton Sheen:«Chi salverà la Chiesa? Non pensate ai sacerdoti. Non pensate ai vescovi. Sta a voi, laici. Sta a voi ricordare ai sacerdoti di essere sacerdoti e ai vescovi di essere vescovi».
Mons Baronio, lei cosa ne pensa?

Sacerdos quidam ha detto...


@ Diego:

faccio prima a rimandarla a quanto notava in proposito il prof. Pierantoni, in una sua critica agli spropositi di Rocco Buttiglione su AL:
" Rocco Buttiglione parrebbe affermare che un sacerdote può consigliare a un penitente di ricevere la Comunione anche se è un adultero impenitente, nel caso che manchi di piena avvertenza e deliberato consenso. Ma il sacerdote non sarebbe piuttosto obbligato a formare la coscienza del penitente, in modo tale che avesse appunto piena avvertenza e deliberato consenso, e così smettesse di commettere adulterio, oppure si astenesse dalla comunione?
Qui veniamo proprio alla contraddizione più evidente del testo in esame: infatti, oltre a quanto abbiamo già esemplificato sulla presenza della “morale di situazione”, anche il ricorso al tema della minore consapevolezza o dell’ignoranza contraddice direttamente , nel contesto di AL VIII, proprio il tema principale che il titolo propone: “accompagnare, discernere e integrare la fragilità”.
In tutto questo processo di accompagnamento e discernimento, che dovrebbe culminare nel confessionale, è logico attendersi che la persona sia portata appunto a conoscere la verità della sua situazione: quindi l’assoluzione sacramentale sarà possibile darla solo a chi, una volta presa coscienza della sua situazione peccaminosa, se ne penta. Non si può pensare che, proprio in un processo di discernimento sulla sua situazione adulterina, il penitente confessi solo gli altri peccati, quelli di cui “sarebbe cosciente”, mentre non sarebbe cosciente dell’adulterio che invece è proprio il tema su cui sta ricevendo un accompagnamento e realizzando un discernimento."

Le consiglio di leggere la sua intervista integrale:
https://www.corrispondenzaromana.it/un-filosofo-italiano-replica-a-buttiglione-sullamoris-laetitia/

Anonimo ha detto...

Si narra il particolare dell'incontro di Teodosio I, imperatore romano, con l'arcivescovo di Milano Aurelio Ambrogio. Teodosio aveva fatto massacrare una folla della città di Tessalonica che, nel tumulto, aveva ucciso uno dei suoi generali. In procinto di entrare nell'antica basilica Porziana, dove oggi sorge la basilica di San Vittore al Corpo, l'imperatore fu fermato da Ambrogio, che pretese che rimanesse fuori dalla chiesa, perche' anche la semplice preghiera e' Sacrificio .

https://www.corrispondenzaromana.it/sant-ambrogio-di-milano-e-teodosio-una-storia-di-vera-misericordia/

«Non da un uomo né attraverso un uomo, ma direttamente mi è stata rivolta questa proibizione. Mentre infatti ero preoccupato, la stessa notte in cui mi preparavo a partire mi è sembrato che tu venissi in chiesa, ma a me non fu possibile offrire il sacrificio». La difesa allo stesso tempo del santo sacramento dell’altare, del peccatore e della penitenza si conclude con un accenno alla preghiera come all’offerta più umile e gradita: «Anche la semplice preghiera è un sacrificio: genera il perdono poiché contiene l’umiltà, laddove l’offerta genera lo sdegno perché contiene del disprezzo. Infatti Dio dice che preferisce che si osservino i suoi comandamenti più che l’offerta del sacrificio. Questo proclama Dio, questo Mosè annuncia al popolo, Paolo predica alle genti. Fa’ ciò che al momento capisci essere più gradito. “Preferisco”, dice Dio, “la misericordia al sacrificio”. Non sono forse più cristiani quelli che condannano il loro peccato di quelli che credono di doverlo giustificare?».
E se pure ci fossero peccati che non possono essere lavati con le lacrime del proprio pentimento – scriverà in altra occasione Ambrogio – «piangerà per te la madre Chiesa, che interviene per ciascuno come una madre vedova per il figlio unico. Essa infatti prova compassione, per una specie di connaturato spirituale dolore, quando vede i suoi figli avviarsi alla morte per dei vizi mortali» (In Lucam 5, 92).

Anonimo ha detto...


# "Gli orrori durano da 4 anni"

Ad esser precisi, gli orrori durano dal 1962, da quel giorno d'ottobre nel quale Giovanni XXIII fece la sua famosa Allocutio inaugurale del Concilio, nella quale dava le direttive al Concilio in base allo spirito dello "aggiornamento". E due giorni dopo si aprirono le porte dell'Inferno nel Concilio, con la ribellione della metà dei cardinali al tavolo della Presidenza, i quali sabotarono l'ordine del giorno, impedendo di votare, come da programma, e chiedendo invece che si formassero nuove Commissioni, con procedure coinvolgenti le Conferenze Episcopali. Era la rivolta e l'esautorazione della Curia e Roncalli concesse tutto.
L'orrore, cioè le eresie professate dai Rahner e dai de Lubac e dai loro sodali vegetavano diffondendosi in modo semiclandestino, censurate dal Sant'Uffizio (con il senno di poi, in modo blando). E con le eresie l'inevitabile corruzione dei costumi nel clero, ma ancora limitata, all'epoca.
Quel "non serviam!" che risuonò in san Pietro il primo giorno del Concilio, dando inizio alla rivoluzione che è stato l'anomalo Vaticano II, Benedetto XVI, nel suo discorso finale ai parroci nella stessa Basilica, il giorno prima di lasciare, l'ha giustificato.
Noi laici oggi, noi quei pochi che si espongono, facciamo solo il nostro dovere di milites Christi. Ma i laici da soli non possono risollevare la Chiesa, occorre l'intervento dei sacerdoti, anche pochi. L'autorità dei laici resta sempre limitata, secondaria.
Quello che angoscia sempre più è questo silenzio del clero, questa opacità, che sembra riflettere anche un ottundimento dell'intelletto, per divina punizione. Da nessuna parte si vede finora quella fede potente che si lancia in avanti senza pensare ad altro che alla Gloria di Nostro Signore e alla salvezza delle anime e attacca a testa bassa, senza guardare in faccia a nessuno.
PP

gianlub ha detto...

Completamente d'accordo con Sacerdos quidam che espone in modo ineccepibile la dottrina Cattolica in merito alla questione; faccio inoltre notare che questo "escamotage" della "non imputazione soggettiva" deve essere fatto passare attraverso un atto di cui il Sacerdote non ne ha nessuna competenza, e cioè il giudizio in "foro interno" del penitente e che a sua volta è in contraddizione con ciò che Bergoglio stesso ha espresso su altre "questioni" come quella omosessuale, per esempio, con il suo "chi sono io per giudicare"?

Anonimo ha detto...


Le concessioni rese possibili da AL costituiscono in realtà una sanatoria

Esse vengono presentate come un'opera di misericordia per le c.d. "famiglie ferite", che sarebbero quelle di cattolici divorziati risposatisi e conviventi more uxorio, "ferite" nel loro desiderio di poter fare la S. Comunione, impossibile ad esaudirsi secondo l'insegnamento di sempre della Chiesa, e pertanto infelici.
Questo quadretto zuccheroso è del tutto falso. La prassi sacrilega della Comunione amministrata anche a divorziati risposatisi dura da anni, con la complicità di una parte del clero, favorita dal fatto che quasi nessuno si confessa più e dal carattere
sostanzialmente simbolico e irrispettoso che l'Eucaristia, data nella mano, ha fatalmente assunto.
Pertanto, la falsa misericordia messa agli atti da Papa Francesco ha costituito una vera e propria sanatoria, ha sanzionato l'abuso sacrilego.
PP

Davide ha detto...

Ritengo che l'articolo di Pierantoni non affronti in maniera sufficiente il tema delle attenuanti. Lo ripeto, come la mettiamo ad es. con donne in grave sudditanza psicologica verso il marito? E poi vi possono essere forme di forte ottusità/ignoranza che non vengono meno neanche con l'ammonizione del sacerdote. Leggete il manuale di teologia morale di S. Alfonso de' Liguori quando parla di ignoranza invincibile...
La Chiesa non ha sbagliato per duemila anni, semplicemente nella nostra epoca si dà un po' più di spazio alle attenuanti dell'imputabilità, che rientrano nelle valutazioni di ordine prudenziale. Naturalmente, come ricorda la dichiarazione Persona Humana della Congregazione per la Dottrina della Fede, in generale, salvo che non sia evidente il contrario, deve rimanere la presunzione della piena imputabilità degli atti umani, al fine di non misconoscere la capacità morale dell'uomo.

Anonimo ha detto...


Di "sudditanza psicologica" mi ricordo quella che, si diceva, gli arbitri provavano nei
confronti della Juventus, quando dovevano arbitrare le sue partite.
Sembra una categoria piuttosto labile, fatta apposta per poter inghiottire tranquillamente cammelli grandi come una casa.
La verità è che si è abolito il concetto del "sacrificio", del necessario far penitenza e sacrificarsi per espiare i propri peccati ed ottemperare ai comandamenti di Nostro Signore.
"Il Regno dei Cieli è dei violenti", di quelli, cioè, che fanno violenza a se stessi, soffocando le proprie passioni, per seguire Cristo ed ottenere alla fine l'ambito premio della vita eterna.
Z.

Anonimo ha detto...

Per Alex da Roma

tutto giusto e suggestivo quello che dici sui laici, ma i laici non possono amministrare i sacramenti, decidere sulla retta dottrina. Sennò saremmo luterani e non cattolici. La resistenza deve essere anche, anzi soprattutto e prima di tutto dei consacrati, cardinali per primi

Anonimo ha detto...

per Davide

se una donna è così plagiata e psicologicamente vessata, si verifica la secondo me probabile nullità delle nozze. Ma PRIMA le nozze devono essere dichiarate nulle e poi ci si può accostare all'eucarestia. Non esistono altri casi

gianlub ha detto...

@Davide

Non esistono attenuanti in uno stato permanente di peccato, come lo sono i divorziati risposati, per cui anche i casi da lei indicati non hanno nessuna influenza come attenuanti. Le attenuanti soggettive sono prese in considerazione nei casi di "singolo" peccato ma non in uno "stato di peccato".

Anonimo ha detto...

É doppiamente ministero autentico: per la pubblicazione su AAS e per l'esplicita declarazione del Papa.
Non piangere, prego.

Sacerdos quidam ha detto...

Vediamo di non insistere con i sofismi. Ogni persona in grado di intendere e volere sa che per osservare la Legge di Dio bisogna essere disposti anche alla morte.
Lei, Davide, si rende conto di star riducendo il Vangelo con le sue esigenze ad una barzelletta dolciastra? Non si accorge di avere una mentalità naturalista? Ma lo sa che esiste la grazia di Dio? La sudditanza psicologica si vince appunto con l'aiuto della grazia, che Nostro Signore dà abbondantemente a chi glie la chiede.
Santa Maria Goretti, tanto per fare un solo esempio, preferì affrontare la morte piuttosto che cedere alle minacce del suo assassino ed offendere Dio con il peccato. E sì che c'era ben di più che una semplice pressione 'psicologica' - quale potrebbe esistere in certi casi per una donna in stato di adulterio o concubinato - per lei in quel momento.

Inoltre nessuna ignoranza resta lecitamente tale quando i 'rudes', ossia i cattolici mentalmente e spiritualmente rozzi, vengono istruiti circa i loro peccati: che capiscano o non capiscano, a quel punto sanno bene che la Chiesa a nome di Cristo condanna i loro atti come peccati mortali. E tanto basta per obbedire. O per continuare a fare di testa propria, assumendosene le terribili responsabilità davanti a Dio. Questo sono perfettamente in grado di capirlo anche loro.

Quanto alla barzelletta della Chiesa che per duemila anni si è distratta, e non è stata capace di vedere la realtà dei fatti, equivale a dire che essa non è stata assistita da Dio e dunque non è di origine divina. Se Lei vuole aderire a queste posizioni, segua pure i bergogliani, ma sappia che insieme a loro ne dovrà rendere conto al Giudizio di Dio. Et satis est.

Anonimo ha detto...


Forse che le donne del nostro tempo, in cui domina la filosofia de "il corpo è mio e lo gestisco io", con tutto ciò che ne segue, sono donne da "sudditanza psicologica"? Ma mi faccia il piacere! direbbe il Principe Antonio De Curtis.
La "sudditanza psicologica", ammesso esista, ce l'hanno caso mai quelle mezze calzette politicamente corrette che sono i maschietti di oggi...
Z.

Anonimo ha detto...

Ciò comporta, in concreto – conclude Giovanni Paolo II – che quando l’uomo e la donna, per seri motivi – quali, ad esempio, l’educazione dei figli – non possono soddisfare l’obbligo della separazione, assumono l’impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi.. Agendo in tal modo, la Chiesa professa la propria fedeltà a Cristo e alla sua verità; nello stesso tempo si comporta con animo materno verso questi suoi figli, specialmente verso coloro che, senza loro colpa, sono stati abbandonati dal loro coniuge legittimo.” (Familiaris consortio, n.84)

irina ha detto...

Genesi 3:16 ^
Alla donna disse: "Io moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze; con dolore partorirai figli; verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà ".

Se uomini e donne riflettessero, seriamente, a lungo e mai a pelle, su questo versetto forse non saremmo costretti ad essere testimoni quotidianamente di tante pagliacciate e di tante tragedie.

Anonimo ha detto...

Abbandonato i pregiudizi su Lutero cattolici e luterani non più avversari.
Parola di papa...
http://it.radiovaticana.va/news/2017/12/07/papa_cattolici_e_luterani_mai_pi%C3%B9_avversari/1353388


Confondere la dottrina con i pregiudizi fra cattolici e luterani è ingannare i fedeli.