sabato 8 agosto 2015

Don Elia. L’elisir dell’eterna giovinezza

Ad Deum qui laetificat iuventutem meam.

Il chierichetto che risponde al sacerdote ai piedi dell’altare può ben intendere queste parole sacre anche in senso letterale: nulla può render più lieta la giovinezza del privilegio di poter assistere così da vicino al più potente e sublime atto d’amore che possa compiersi sulla terra. Tutti i presenti, tuttavia, possono ripeterle a voce o nel cuore partecipandovi pienamente: anche un novantenne può rallegrarsi di poter continuamente ritrovare la giovinezza dell’anima a quel Sacrificio che espia le colpe sue e del mondo intero. Chiunque vi prenda parte con fede, pregando, adorando e unendosi all’oblazione del Verbo incarnato, ne rinasce interiormente rinnovato, visto che l’Eucaristia, secondo la dottrina cattolica, rimette i peccati: non per quanto attiene all’offesa a Dio (che è sanata dalla Confessione), ma per quanto attiene alla pena (che, anche dopo il perdono, va comunque soddisfatta per ragioni di giustizia).

Siamo ad anni-luce dal modo ormai generalizzato di considerare la santa Messa e di parteciparvi. Anche quel poco che resta dei riti introduttivi – quell’atto penitenziale con cui si apre una serie di parti giustapposte che spezzano il continuum del rito antico – viene quasi sempre affogato in un primo sermone (la monizione introduttiva) che fa da cappello all’arringa pseudo-biblica, quando non è semplicemente sostituito, come avviene in alcuni Paesi nord-occidentali, da triti convenevoli mondani miranti a mettere il pubblico – pardon, l’assemblea – a suo bell’agio, conditi magari con qualche battuta esilarante per rompere il ghiaccio… Purtroppo l’effetto, almeno per chi abbia ancora un minimo di fede e di buon gusto, è di solito quello di raggelare il cuore in una morsa di noia e di tristezza, piuttosto che di laetificare l’anima.

È così che, in una parrocchia del Lazio profondo, si è giunti a stabilire la “tradizione” che il parroco dia inizio ai festeggiamenti di Ferragosto celebrando la Messa nel locale santuario mariano «perché sia di buon auspicio» – parola di catechista – alla settimana di bagordi, divertimenti e serate danzanti organizzata dalla Pro-loco… Il men che si possa dire è che qualcosa, nella mente dei fedeli, si è completamente capovolto. Siamo ben oltre la concezione della religione come instrumentum regni o come puntello dell’ordine civile (se di ordine si può ancora parlare): questa è una religione concepita come elemento puramente decorativo che accompagna tappe ed eventi di un’esistenza vissuta nel più puro materialismo, un elemento del tutto relativo agli interessi contingenti di chi la pratica senza più il minimo pensiero a ciò che essa veicola e promette. A che serve la chiave del Paradiso a chi non ci crede più?

In fondo, si sta così bene sulla terra; l’allegria è qualcosa di ben più immediato e a buon mercato della letizia spirituale. Certo, ci sono le malattie, i problemi di lavoro, le famiglie che si sfasciano… ma, finché non capita a te, te la puoi sempre cavare con un sospiro di commiserazione: «È la vita!». Ma, se disgraziatamente il cancro arriva a te o a un familiare, di colpo la musica cambia e ne accusi subito il buon Dio, miracolosamente ricomparso sulla scena. Si è talmente persa l’abitudine di presentarsi davanti a Lui con timore e tremore, consci dei propri peccati, che ci si crede in diritto di recriminare come se il Creatore fosse in obbligo nei confronti dell’uomo, al quale tutto sarebbe dovuto. In fin dei conti, non è forse questo il criterio con cui oggi si crescono i bambini, per poi detestarli cordialmente una volta diventati, in questo modo, insopportabili adolescenti? Non saranno certo i convegni ad alto livello né le riviste specializzate a migliorare la situazione di una gioventù che si trova al mondo senza una ragione per vivere e, di conseguenza, si abbandona alle esperienze più devastanti sul piano fisico, psichico, morale e spirituale.

Se eventualmente i tuoi genitori si sono separati e si sono “rifatti una vita”, ti sarà sicuramente di grande conforto sapere che non sono scomunicati (cosa che nessuno, comunque, si era mai sognato di affermare) e che le porte della Chiesa sono per loro spalancate, dato che ne fanno sempre parte (ma come pubblici peccatori e, quindi, come membra malate): sono “semplicemente” in peccato mortale, in stato di adulterio permanente, ma – a sentire certi discorsi – potrebbero benissimo fare il catechismo e portare ai bambini la propria testimonianza di vita, come quella donna convivente che ha mostrato loro la gravidanza quale dono di Dio – dono che, sia detto per inciso, avrebbe il diritto sacrosanto di venire al mondo in una vera famiglia… Se poi soffri come un cane perché tua madre ti ha imposto un “nuovo papà” e vedi il tuo ogni quindici giorni con la sua nuova “compagna”, niente paura: in parrocchia c’è qualcuno che può aiutarti a cercare il senso della vita (guardandosi bene, in ogni caso, dal mostrarti quel senso che conosciamo da appena duemila anni).

Vedete dove si va a finire cambiando la Messa? Se si è potuto buttare per aria ciò che c’era di più sacro e inviolabile al mondo, si possono anche inventare “nuovi modelli di famiglia”, di sessualità, di accoppiamento… Tutto può evolversi, compresa la natura umana; tutto è dato culturale, storico, sociale, compresa la Legge di Dio e la sua interpretazione. Va tutto bene – ci dicono dalla sala-comandi: stiamo per schiantarci, ma basta convincersi che in realtà è un progresso. Che importa se la vita nella società moderna è diventata un incubo, un vicolo cieco, un enigma assurdo e senza soluzione…? A questo punto, «mangiamo e beviamo perché domani moriremo» (1 Cor 15, 32). Hanno ragione loro, le pecore che vanno al macello distraendosi dal pensiero di ciò che le attende; a togliere loro qualsiasi scrupolo, ci pensa il capo.

No, noi non ci lasciamo ingannare da quest’enorme impostura. Noi volgiamo lo sguardo a Colui che è stato trafitto per i nostri peccati e che, mediante una sincera conversione di mente e di costumi, ci garantisce quella pace che sorpassa ogni intelligenza (Fil 4, 7). Noi lo troviamo vivo e, al tempo stesso, in stato di perpetua immolazione su ogni altare sul quale si rinnovi il santo Sacrificio; noi attingiamo senza sosta a questa fonte di purificazione e di santificazione che ringiovanisce continuamente il nostro cuore. Chi potrà mai descrivere la gioia celeste di un peccatore perdonato e trasformato dalla grazia la cui anima è incessantemente lavata dal Sangue prezioso del Redentore? Gioia, gioia, gioia, torrenti di lacrime di gioia per questo amore inconcepibile, così eccelso e così vicino… Venite alla sorgente della gioia, voi tutti che siete affaticati e oppressi, che avete fame di verità e di bene, che morite di sete ad un passo dal fiume della vita… Il Figlio di Dio vi aspetta da tempo immemorabile per donarvi la vita senza fine, un’eterna giovinezza.

14 commenti:

Anonimo ha detto...

Al di là della bontà del presente articolo, mi chiedo se questo sito stia diventando monopolio di don Elia che sempre più spesso compare con i suoi interventi. Mi pare che detto don Elia abbia già la sua visibilità altrove, e che una sua presenza eccessiva su questo sito, vada a discapito della pluralità e dei fini che questo stesso sito si era posto.

mic ha detto...

Questo timore è eccessivo e sta a dimostrare quanto gli scritti di don Elia colgano nel segno e dunque diano fastidio a certi "benpensanti".
E comunque devo smentire l'Anonimo, perché mi pare che questo sito sia ricco di diverse presenze di grande profondità ed autorevolezza.

Anonimo ha detto...

"sempre più spesso compare con i suoi interventi": quello che dice Anonimo è assurdo perchè gli interventi di Don Elia sono solo uno alla settimana e comunque non è la "quantità" di interventi che conta ma la "qualità" e quest'ultima è eccellente e illuminante.

rr ha detto...

Io apprezzo molto gli interventi di Don Elia. Mi piacerebbe sentire omelie di questo genere, specie quando parla dei giovani. Mi aiuta a capire meglio come rapportarmi a mia figlia.
Rr

Anonimo ha detto...


1. Il sermone di Don Elia che appare il sabato su questo sito, lo trovo un'ottima cosa. A chi puo' dare fastidio? Forse a quelli che non amano la Messa VO, cioe' la vera Messa cattolica, quella che comincia appunto con l'innalzare lo spirito nostro verso Dio e l'altare di Dio, tutti uniti nell'adorazione dietro il sacerdote che in persona Christi rinnova in modo incruento il Sacrificio della Croce con la consacrazione dell'Ostia immacolata.
2. Puo' anche dare fastidio il ricordare, come fa Don Elia qui, i guasti che la nuova litugia ha prodotto in modo diretto e indiretto, nella devozione e nella societa' tutta. L'aver abbandonato la Messa VO costituisce forse la colpa piu' grave del papato postconciliare, forse peggiore di quella di praticare il ben noto, non cattolico "ecumenismo" del "dialogo". Del resto la nuova liturgia e' chiaramente in funzione dell'ecumenismo.
3. Per chi non conosce la Messa di rito antico ne' il latino, voglio riportare alcuni fra i versetti dell'Introduzione (o Introibo) che apre la Messa. Mi hanno sempre colpito molto.
Sac. - Mi accostero'[introibo] all'altare di Dio. Chierichetto: - Al Dio che allieta la mia giovinezza. Sac.: FAmmi giustizia, o Dio, e difendi la mia causa da gente malvagia: liberami dall'uomo iniquo e fraudolento. Chier.: - Tu sei la mia forza, o Dio, perche' mi respingi? e perche' devo andare cosi' triste sotto l'oppressione del nemico?. Sac.: - Degnami del tuo favore e della tua grazia, onde mi guidino e mi conducano al tuo santo monte, e ai tuoi tabernacoli etc. Il testo e' ricalcato sul Salmo 42.
4. Un episodio narrato da S.Alfonso de Liguori. C'era ai suoi tempi un prete che teneva una amante, dando pubblico scandalo e si era sempre rifiutato di pentirsi e mutar vita. Una domenica mentre iniziava l'introibo, mori' sul colpo fulminato da un infarto, appena pronunciate le parole: Fammi giustizia o Dio, che in latino sono piu' forti: "Iudica me, Deus etc.". Al "giudicami o Signore" cadde fulminato dalla divina Giustizia.
Il Signore ci ricorda che saliamo al suo altare per adorarlo e per esser da Lui giudicati, giudizio temperato dalla sua Misericordia, che giustamente ci salva (grazie alla Croce) solo se ci pentiamo e confessiamo cambiando vita e affidandoci a Lui. A.R.

Valeria ha detto...

Io ringrazio Don Elia con tutto il cuore, perchè, quando è un sacerdote a confermare il tuo pensiero, le tue preoccupazioni, che spiega perchè, anche se vai a Messa, se non fosse per l'amore immenso che senti per Gesù, per la certezza della Sua presenza nell'Eucarestia, ritorneresti a casa con un senso di vuoto. Allora capisci, che forse il problema non è dentro di te, ma è la grazia che non riesce a passare completamente, perchè viene affievolita dalle omelie non ispirate, dalle letture non scandite, non sentite intimamente perchè lasciate a bambini o anziani di cui non si capisce ciò che dicono, dalla distribuzione della Comunione fatta da laici che toccano il Corpo di Cristo con mani non consacrate. Sono giovane e l'unico rito che conosco è il nuovo, dopo il CVII, mi piacerebbe assistere al rito tradizionale. Io sono di Messina, ditemi se quì nella mia città è possibile. Grazie

Riccardo Abbà ha detto...

Parole eccellenti queste di don Elia. Se non piace, basta non leggere, no?

Anonimo ha detto...

"Imparate da me che sono mite ed umile di cuore" ha detto Gesù. Un anonimo infastidito da un Sacerdote che ha troppa visibilità, quando invece dovrebbe solo ringraziare il buon Dio per il dono di ogni Sacerdote che ci parla ancora dell'immenso Amore di Gesù e ci ricorda a quale eredità siamo chiamati. Nessun fastidio dovrebbe esserci, solo grande riconoscenza! Grazie a Don Elia e grazie anche a Dio che ci mostra sempre la via da percorrere per essere suoi figli.

Anonimo ha detto...

Per Valeria, sulla Messa Antica.
Questa è la situzione in Sicilia:

Acireale:
In questa diocesi si è formato il gruppo che ha organizzato il convegno a Roma, auspice Ecclesia Dei, sull’applicazione del motu proprio un anno dopo: in quella sede Mons. Perl ha dichiarato che, con poche lodevoli eccezioni, in Italia si registra la disobbedienza dei vescovi al motu proprio del Papa. Il sacerdote che seguiva questo gruppo, domenicano P. Nuara, è stato prima privato dell'incarico di vicario episcopale per i religiosi, e poco dopo trasferito. Su questo v. il comunicato. Dopo le proteste e per intervento dell'Ecclesia Dei, il vescovo ha consentito che la Messa riprendesse in altra sede, assegnando un sacerdote molto anziano (l'ideale per un gruppo, appunto denominato Giovani e Tradizione, tutti tra i 15 e i 35 anni!). Questi i dati della Messa:
1. Acireale: Chiesa di Sant’Antonio di Padova, via Vittorio Emanuele - Domeniche e feste di precetto
- Per informazioni 330.702501
e-mail info@giovanietradizione.org

Agrigento (Arcidiocesi): non pervenuto

Caltagirone: non pervenuto

Caltanissetta:
1. Caltanissetta: l’ultima domenica del mese dal 29 Gennaio 2012 alle ore 10:30 nella chiesa di S.Anna al Testasecca, Viale della Regione, 3 . Per informazioni: cell. 338.5641416 - e-mail : lirio.torregrossa3@gmail.com

* Catania (Arcidiocesi):
*1. Catania:, una volta al mese presso la chiesa di San Giuseppe al transito in piazza Maravigna. La celebrazione è a cura del SMOM. Cappellano don Antonio Ucciardo.
Cefalù: non pervenuto

Mazara del Vallo: non pervenuto

Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela (Arcidiocesi): non pervenuto

Monreale (Arcidiocesi): non pervenuto

Nicosia: non pervenuto

Noto:
* 1 Noto: per i fedeli che fosse interessati alla S. Messa antica nella città di Noto o vicinanze, e per creare un gruppo stabile Summorum Pontificum, è disponibile il parroco di S. Antonio ab. di Noto, Rev.do don Thomas Röhr
- per info: don.thomasroehr@libero.it

Palermo (Arcidiocesi): Su La Stampa è apparsa la notizia di riunioni riservate dell’Arcivescovo Romeo con vescovi siciliani per impedire la diffusione di Messe tridentine (v. l’articolo da La Stampa). Egli è anche uno di quelli che, in CEI, prese posizione contro il motu proprio e per l’emanazione di “linee guida” interpretative (leggi: restrittive e impeditive): clicca. qui. E’ opinione diffusa che per questa sua opposizione antipapale (e, già in precedenza quand’era nunzio in Italia, per avere organizzato una ‘consultazione’ di vescovi sulla scelta del nuovo presidente della CEI, scavalcando Ruini e il Papa) gli sia stato negato, nell’ultimo concistoro, il galero cardinalizio solitamente connesso con la cattedra di Palermo.
* 1. Palermo : Chiesa parr. di San Basilio - Via Cesare Terranova, 35 (angolo via Paruta) - Domenica e feste di precetto: ore 17,00 - Per informazioni 091-6688560 messatridentina.palermo@hotmail.it - SOSPESA

Patti: non pervenuto

Piana degli Albanesi (Eparchia): Rito orientale

Piazza Armerina: non pervenuto

Ragusa: non pervenuto

Siracusa (Arcidiocesi): non pervenuto
"Un gruppo di fedeli di Siracusa ci chiede di inserire sul sito la loro mail per trovare le altre persone interessate nella loro diocesi alla richiesta della celebrazione della Messa gregoriana. L’indirizzo email è: gregorianasiracusa@libero.it

Trapani: non pervenuto

Rr ha detto...

Sicilia: devastante e devastata. Poi ci si chiede come mai abbiano uno come Crocetta come Governatore...visti i Vescovi...
Rr

Anonimo ha detto...

My querida Rosa, ti passo un link, prenditi tempo perché è lungo, ma mooolto informativo, da The wanderer caminante 'Lo que faltaba: la pelìcula de bergoglio'. Anomymous.

Anonimo ha detto...


@ La Messa VO in Sicilia, celebrata anche dall FSSPX.

La FSSPX celebra una S. Messa VO in Sicilia una volta al mese, in provincia di Agrigento.
Per informazioni chiamare il numero : 0922.875.900. A Palermo celebra pure una domenica al mese : informazioni al medesimo numero. Questo dato risulta dall'elenco di tutti i luoghi dove in Italia la FSSPX celebra la Messa (sono 23), stampato sull'ultima pagina del suo trimestrale: "La Tradizione Cattolica" sotto il titolo : "Orari delle SS. Messe". Si puo' chiedere anche al Superiore del Distretto Italia, Albano Laziale, tel. 06. 930.68.16. Contro le notizie non vere diffuse dai soliti malinformati o peggio, bisogna ricordare che partecipare alle Messe celebrate dai sacerdoti della Fraternita' non costituisce "reato" alcuno per i fedeli, dal punto di vista del diritto canonico, e che le Messe da loro celebrate sono perfettamente valide, sempre dal punto di vista del diritto canonico.

Rr ha detto...

Anonymous,
grazie. Dovresti tradurlo e postarlo. Molte cose, quelle sulla Junta, le conoscevo o sospettavo già.
Solo nei regimi comunisti si assisteva al " culto della personalita" ed all' esaltazione acritica in vita del Lider maximo, su cui si costruiva un monte di menzogne e parziali verità.
In fondo anche Nostro Signore è stato esaltato post mortem, non in vita.
Ma se si aspira ad essere il Capo di una nuova religione, magari quella del Nuovo Ordine Mondiale, bisogna pure inziare la campagna elettorale. No?
Rr

T. ha detto...

Notizia data oggi al telegiornale .
Mi e' piaciuta .
http://www.parrocchiastaggia.it/it/articoli.php?id=76