martedì 30 luglio 2013

Francescani dell’Immacolata e la crisi della Chiesa: perché non si può tacere

Su segnalazione dei lettori volentieri pubblico il testo che segue, da Corrispondenza Romana, per ampliare e completare la riflessione e la conoscenza dell'increscioso evento in un quadro generale dalle tinte inquietanti ma purtroppo reali. Con l'articolo di ieri intendevo dare un contributo di equilibrio; ma evidentemente occorreva una più accorta riflessione. Le notizie che avevo e che ho dato ovviamente sono attendibili, altrimenti non mi ci sarei soffermata. Purtroppo c'è chi ha cavalcato la crisi dei FI con una sorta di totalitarismo sempre più applicato alla Tradizione. Grazie a tutti i carissimi lettori che con la loro insistente tenacia mi hanno invitata a rivedere la mia 'lettura' che, al di là della realtà dell'accaduto e di quanto emergerà, è risultata monca. Il confronto serve innanzitutto ad aggiustare il tiro e a cogliere il bersaglio. Vedremo cosa succederà. E, dunque, torniamo con vigore a quanto già detto: è venuto il tempo di parlare e di far sentire il cosiddetto "fiuto del popolo" - che poi è il corpo mistico del Signore - e la nostra voce che pretenderebbero silenziare. Non succederà come negli anni '70. Questa è l'era di Internet, l'ultima frontiera di libertà. È finito il tempo dei monologhi, bisogna parlare e agire coralmente. Accompagnamo i cari FI con la preghiera e, per quanto mi riguarda, cercherò di seguire la vicenda così dolorosa e delicata con più accorta vigilanza. Il fatto è che probabilmente non volevo crederci e mi è bastato l'input del mio interlocutore. Ma è necessario guardare in faccia la realtà, al di là della contingenza, come ho detto più volte, mentre stavolta ho perso l'orientamento. Ogni tanto succede, soprattutto nel navigare a vista... 

Come accade spesso nelle tragedie, sono i particolari a dare l’idea della loro enormità, e il caso del commissariamento dei Francescani dell’Immacolata non fa eccezione.
Il dettaglio è lì, verso il fondo del decreto della Commissione per gli Istituti di Vita Consacrata firmato dal segretario, il francescano Josè Rodriguez Carballo. Vi si dice: «Infine, spetterà ai Frati Francescani dell’Immacolata il rimborso delle spese sostenute da detto Commissario e dai collaboratori da lui eventualmente nominati, sia l’onorario per il loro servizio». Proprio così, con uno sfregio che evoca l’uso dei regimi totalitari di addebitare ai familiari dei condannati il costo delle pallottole usate per l’esecuzione. L’immagine potrà anche apparire forte, ma è la portata clamorosa dell’evento a suggerirla.

In una sola mossa, non vengono esautorati solo il fondatore di un ordine fiorente e i vertici che lo assistono, ma anche il Motu proprio di Benedetto XVI che liberalizza la celebrazione della Messa in rito gregoriano, il Pontefice che lo ha emanato e, in definitiva, la Messa stessa. Perché, dopo il dettaglio delle spese a carico della vittima di un provvedimento iniquo, arriva l’affondo finale: «il Santo Padre Francesco ha disposto che ogni religioso della Congregazione dei Frati Francescani dell’Immacolata è tenuto a celebrare la liturgia secondo il rito ordinario e che, eventualmente, l’uso della forma straordinaria (Vetus Ordo) dovrà essere esplicitamente autorizzata dalle competenti autorità, per ogni religioso e/o comunità che ne farà richiesta».

Essendo l’unico ordine esplicito contenuto nel documento, è dunque evidente che questo è il problema: la Messa in rito antico. E a cosa conduca il terribile vizio di celebrare tale rito lo spiega il commissario, padre Fidenzio Volpi, nella sua lettera di presentazione composta dal mite saluto «Pace e Bene!», da una chilometrica citazione dell’attuale Pontefice e da una sintetica chiusa che esordisce con un minaccioso «Credo di non dover aggiungere nulla a un pensiero così chiaro e così pressante di Papa Francesco».

Secondo padre Volpi, il terribile vizio del rito antico porterebbe al reato di lesa «ecclesialità»: un concetto che vuol dire tutto e niente. Forse, per comprendere che cosa contenga questo termine, bisogna por mente a che cosa è avvenuto a Rio de Janeiro durante la Giornata mondiale delle gioventù, proprio mentre i Francescani dell’Immacolata venivano commissariati. Basti pensare, per fare un solo esempio di quella che i media hanno battezzato «la Woodstock della Chiesa», alla grottesca esibizione dei vescovi che ballano il Flashmob guidati da un Fiorello di quart’ordine: uno spettacolo che neanche il Lino Banfi e il Bombolo dei tempi d’oro avrebbero saputo mettere in scena.

Se questa è «ecclesialità», si comprende perché i Francescani dell’Immacolata la violino costantemente: portano il saio, fanno digiuni e penitenza, pregano, celebrano la Messa, praticano e insegnano una morale rigorosa, vanno in missione a portare Cristo prima  dell’aspirina, non combattono l’Aids con i preservativi, hanno una dottrina mariana che poco piace ai fratelli separati di ogni ordine e grado. E poi sono poveri e umili con i fatti invece che con le parole. Stante tutto ciò, la risolutezza disciplinare nei confronti di questo istituto lascia attoniti solo fino a un certo punto. Certo, stupisce una simile durezza nel contesto della Chiesa contemporanea.

Una Chiesa nella quale, una volta squillata la campanella dell’intervallo, è iniziata una ricreazione alla quale nessuno ha potuto o voluto mettere fine. Nelle diocesi e nelle congregazioni religiose sparse per il mondo accade di tutto: si insegnano dottrine non cattoliche, si esalta la teologia della liberazione, si sconvolgono le discipline e le regole di ordini millenari, si contesta l’autorità della Chiesa.

Ci sono intere “chiese nazionali” che firmano in massa appelli per l’abolizione del celibato, o per il sacerdozio femminile, chiese nelle quali il concubinato abituale dei parroci è diventato un fatto normale e tollerato dalla gerarchie. Una Chiesa nella quale solo i più sprovveduti possono esaltarsi per i tre milioni di partecipanti alla Giornata mondiale della gioventù, mentre in realtà la nave di Pietro procede nel mare in tempesta senza una meta precisa. E, come se non bastasse, sulla nave scarseggia l’equipaggio. Mentre la Congregazione per gli Istituti religiosi usa questi metodi con i Francescani dell’Immacolata che hanno vocazioni copiose in tutti i continenti, in gran parte delle altre famiglie religiose si consuma una spaventosa crisi. Mentre a Roma si affannano a impedire a dei frati francescani di celebrare la Messa che ha fatto secoli di santi e di santità, carmelitani e domenicani, cistercensi e certosini entrano di diritto a far parte delle specie protette dal Wwf.

Ma, in questo panorama, per la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata, il problema sono i Francescani dell’Immacolata che celebrano nelle due forme consentite dal Motu Proprio Summorum Pontificum. Con il risultato che il divieto di celebrare il rito antico stabilisce una disciplina sulla Messa che scavalca quanto contenuto nel documento di Benedetto XVI. Evidentemente, il provvedimento è da inserire in un’azione anti-Messa antica a più ampio spettro contenuta nel brumoso concetto di «ecclesialità». Un disegno che non è disposto a riconoscere alla Messa in rito gregoriano la capacità di produrre nemmeno i frutti spirituali che l’estemporaneo magistero di Papa Francesco ha riconosciuto al ramadan musulmano.

Eppure, il campo liturgico è quello nel quale il laissez faire di Roma ha raggiunto le vette più vertiginose del tragicomico: preti che ballano e cantano i pezzi dei Ricchi e Poveri mentre celebrano un matrimonio, vescovi che in mondovisione si dimenano come in un villaggio Alpitour, prelati che celebrano il novus ordo facendo elevare pissidi e sacre specie a imbarazzate ragazze Gmg in pantaloncini corti, preti che accompagnano la consacrazione con meravigliose bolle di sapone… E il problema su cui scaricare la ferula disciplinare sarebbero i Francescani dell’Immacolata che celebrano la Messa antica. Bisogna riconoscere che, purtroppo, c’è della logica in tutto questo.

Per concludere, ci sono le modalità processuali dell’inchiesta che lasciano perplessi. Roma è stata chiamata a intervenire da un gruppo di religiosi dissidenti dei Francescani dell’Immacolata. Gli accusati però non hanno potuto visionare le carte che contesterebbero loro di aver imboccato una deriva preconciliare. Quindi non hanno goduto di quell’elementare diritto di difesa che consiste nel conoscere in modo dettagliato gli addebiti e il capo di accusa. Inoltre, la Congregazione vaticana vuole impedire ai Francescani di porre ricorso, opponendo la diretta volontà del Papa come base del provvedimento. Insomma, sul piano formale la Chiesa della misericordia del postconcilio, quando vuole, sa rispolverare metodi da santa inquisizione.

Bisogna credere e sperare che i Francescani dell’Immacolata faranno appello in sede canonica e difenderanno con fermezza il loro buon diritto di sacerdoti della Chiesa cattolica di celebrare la Messa anche nel rito antico. Perché, se mai questi ottimi frati dovessero accettare il diktat, presto seguirebbero altre, più dure repressioni verso coloro che nel mondo celebrano e seguono la Messa di sempre. L’esercizio iniquo del potere fonda la sua forza sul silenzio delle vittime e pretende, anzi, il loro consenso. Ma la storia insegna che hanno avuto la meglio coloro che davanti all’ingiustizia non hanno taciuto, perché impugnare legittimamente un atto iniquo significa scuotere fin nelle fondamenta il potere che lo ha posto in essere. È venuto il tempo di parlare. (Alessandro Gnocchi – Mario Palmaro)

38 commenti:

Amicus ha detto...

1) Prima di tutto una precisazione: il famoso articolo 3 del Summorum Pontificum, da alcuni invocato a 'giustificazione' del provvedimento vaticano, e che prevede il permesso del Superiore per la celebrazione VO, riguarda esclusivamente la Messa Conventuale o comunitaria, E NON la celebrazione individuale, che invece resta assolutamente libera. Questo iniquo commissariamento colpisce invece anche la celebrazione privata VO, contraddicendo ed abrogando - in questo caso - platealmente il Summorum Pontificum.

2) Sarebbe un errore separare le due questioni della S. Messa VO e delle ripetute e documentate critiche al koncilio da parte di ottimi teologi FI, come il P. Lanzetta ad esempio. Questo porterebbe a non comprendere i reali motivi di questo intervento a gamba tesa nei confronti di P. Manelli e della sua linea tradizionale. I teologi FI hanno dato evidentemente un fastidio tremendo alla gerarchia conciliare criticando in modo serrato e inconfutabile il Vat. II. Solo mons. Gherardini (oltre la FSSPX, ovviamente) aveva osato tanto. Ma il Gherardini poteva ancora essere tollerato, evidentemente, vista l'età, speravano - come avevano sperato con Mons. Marcel Lefebvre - che lasciasse presto questo mondo per seppellire con lui le sue critiche.
Per i FI il discorso era invece diverso, tutti teologi giovani e decisi. Ergo...
Adesso voglio vedere chi tra loro si azzarderà a portare avanti la difesa della Fede con la critica agli errori conciliari.
E' calata la mannaia e i FI verranno completamente conciliarizzati.

mic ha detto...

E' calata la mannaia e i FI verranno completamente conciliarizzati.

Sì, purtroppo la mannaia è calata. Ma penso dovranno scegliere, come del resto stiamo facendo noi...

RIC ha detto...

Una domanda: ammesso che sia possibile/fattibile presentare appello (o qualcosa di simile) contro tale decisione, chi sarebbe chiamato a giudicare? Il cardinale Burke? ossia uno dei pochi sostenitori della Messa di Sempre nel Sacro Collegio??

Anonimo ha detto...

Scusate, sarò logorroico e cocciuto, ma secondo me si sta esagerando, soprattutto in articoli come questo, di Gnocchi e Palmaro, così come in quello di Magister. Fly down, ragazzi!
La situazione interna ai FI non è ancora chiara, troppi condizionali, aspettiamo e vediamo. Non cadiamo nella tentazione della critica e nel peccato di calunnia, soprattutto verso il Vicario di Cristo. Personalmente ritengo impossibile che il Papa e i dicasteri vaticani prendano provvedimenti che contraddicono le leggi stabilite nella Chiesa (SP). Fiducia.
Micus

Daniele Di Geronimo ha detto...

Micus, mi spiace deluderla, ma se è per questo, da molti decenni si vanno contraddicendo le leggi stabilite dalla Chiesa, morali, liturgiche, disciplinari, eccetera

mic ha detto...

Micus,

purtroppo devo confermare quel che dice Daniele.

In ogni caso questo provvedimento, pur nella sua gravità, non ha alcuna efficacia giuridica sul Summorum perché, ovviamente non può essere né modificato né abrogato se non con un provvedimento di pari grado.
Tale non è dunque né l'ingiunzione ai FI né qualunque dichiarazione estemporanea o meno fatta dal Papa...

Purtroppo però sono i fatti compiuti pastorali a cambiare la Chiesa oggi, più che le leggi.

Sotto questo aspetto i FI di provata maturità e fedeltà avrebbero i motivi per resistere e continuare a celebrare, soprattutto quelli situati nelle parrocchie i quali, tra l'altro, sono sempre stati biritualisti.

Quelle che devono dare più fastidio e forse si vogliono colpire sono proprio, come dice Amicus, le posizioni critiche del concilio di molti giovani validi, profondi e promettenti teologi.

Terribile che la mannaia sia caduta sulla Messa...

Per rispondere a RIC, e individuare un'azione concreta ed efficace, ci vorrebbe un cardinale come Burke o De Paolis che ne parlasse al Papa con la propria esperienza edautorità.

Per il resto, un momento che già qualcuno ha suggerito, in cui contarci ed essere ben visibili è il Pellegrinaggio Summorum di ottobre, al di là remore di qualunque genere.

Anonimo ha detto...

mic ha detto che padre Mannelli e' quqsi un dittatore. non e' x caso invece che padre Mannelli esrcita l'autorita' come tutti la esercitavan prima del concilio?

Anonimo ha detto...

Se il Papa ha detto alle religiose sud americane di non preoccuparsi troppo delle istruzioni della CDF, andrebbe preso alla lettera anche per questa istruzione, che potrebbe essere ignorata da chi intende continuare a celebrare il VO.

Anonimo ha detto...

Se l'autorità della chiesa sta dicendo di fare qualcosa di sbagliato, allora forse è il momento di lottare per ciò che è giusto.

Lex iniusta non est lex.

Anonimo ha detto...

Quello che io dico è di aspettare e vedere. Il decreto comunque rafforza l'efficacia del SP come strumento regolatore in questi casi. Vediamo come si sviluppa la situazione. Può darsi che ci stiamo allarmando per niente, magari i frati che fino ad ora celebravo VO potranno continuare a farlo dopo avere chiesto il permesso all'autorità, così come quelli che celebravano solo NO lo continueranno a fare senza problemi. È ovvio che in una comunità serva armonizzazione e coesione, non è che un frate si alza una mattina e celebra come vuole. Del resto i FI non sono nati come comunità tradizionale, è solo dal 2007 che questa congregazione ha abbracciato in maniera decisa il VO, quindi può darsi che in questi cinque anni i membri storici non abbiano gradito questa virata tradizionale o anche tra i nuovi visto che il VO non rientra tra le specificità fondato e dell'istituto. Secondo me il tempo sgonfierà tutta la gravità che oggi, a caldo, viene attribuita a questo caso.
Comunque sono d'accordo con te MiC, il pellegrinaggio di ottobre a Roma rimane un occasione unica ed imperfibe per dimostrare al Papa che esiste anche un'altro modo, tradizionale, di vivere la fede cattolica.
Micus

Luisa ha detto...

Chi calunnia chi?
Mi sembra che finora chi è calunniato, e nemmeno fra le righe, è Padre Mannelli.
Questo, sì, è grave.
È un diritto, e una responsabilità,non solo di informarsi su questa situazione che sta toccando una Congregazione religiosa stimata e cara a chi ha a cuore la Santa Messa Antica ma anche di esprimersi.
Sulla base di ciò di cui già disponiamo possiamo dire la nostra opinione con discernimento e se i fatti ci portano a valutare negativamente una presa di decisione, non lo facciamo con "gaïté de coeur", con letizia e soddisfazione, ma con una grande tristezza e anche apprensione per quel che questa dolorosa situazione sottintende e rivela.

Luisa ha detto...

C`è ben poco da aggiungere all`articolo di Gnocchi e Palmaro. Certo che ci sono momenti in cui, se la fede non vacilla, vacilla, e molto, la fiducia e la stima per chi ci guida.
Veniamo da una GMG dove abbiamo visto delle immagini da brividi, non di gioia( non sto parlando dei giovani), con delle liturgie ballerine coreografate come se fossero altrettanti show, dei vescovi trasformati in adolescenti attardati esibirsi in uno spettacolo grottesco che ha fatto il giro del mondo, abbiamo ascoltato e letto commenti ditirambici e anche deliranti, sappiamo che la Liturgia nella forma ordinaria continua ad essere oggetto di manipolazioni arbitrarie non solo nel silenzio generale ma con il placet di chi dovrebbe vigilare, veniamo da mesi in cui il nuovo papa parla senza stancarsi di Misericordia, e poi veniamo a sapere che gli strali vaticani si sono abbattuti sui FI privandoli della Santa Messa Antica che potrà dal 12 agosto essere celebrata solo eventualmente dopo domanda esplicita, e chi deciderà? Chi ha il coltello dalla parte del manico? Non un amico della Messa Antica.
È vero, non si può e non si deve tacere.

Anonimo ha detto...

è comparsa una nota di P. Rosario M. Sammarco sulla pagina di facebook

Anonimo ha detto...

Scusate gli errori ho scritto con il cellulare
Micus

Luisa ha detto...

Da mesi ormai ci viene martellato che Jorge Bergoglio è il papa degli ultimi, dei poveri, degli emarginati, delle periferie, basta leggere i giornali per constatare che anche oggi ripetono quelle parole, ormai sono a corto di fantasia per trovare l`ispirazione nel loro continuo peana per colui che sta rivoluzionando la Chiesa, anzi, la sta ricostruendo.
Ebbene, chi nella Chiesa potrebbe corrispondere a quei criteri, chi è stato emarginato, schernito, chi è stato silenziato e ha vissuto nelle catacombe lottando in trincea durante decenni contro il potere egemone, contro la dittatura del pensiero unico, chi è stato gettato alla periferia come un pestilenziato, chi se non i cattolici il cui solo torto era quello di difendere la Santa Messa Tridentina?
Sono cattolici di serie B?
Lo stanno ridiventando?

Anonimo ha detto...

Luisa, io eviterei di diventare una vittima del circo mediatico che circonda il Papa, così come dei lustrini di cui lo coprono. Soffermiamoci agli atti ufficiali, ai discorsi ufficiali, alle nomine ecc., senza rincorrere voci di corridoio, ufficiosita' e gossip, altrimenti noi tradizionalisti diventiamo delle macchiette capricciose. Se abbiamo qualcosa da dire facciamolo basandoci su fatti concreti.
Micus

mic ha detto...

Credo che in ogni caso la vicenda sia delicata e complessa.

Per cui ritengo più giusto chiudere l'argomento e passare ad altro, in attesa di conoscere di più.
Pregando...

Il nostro impegno comunque continua. Ma quanto ai FI attendiamo sviluppi.

Flavio Infante ha detto...

Mi permetta, anche se lei crede giusto chiudere l´argomento, fare questa citazione per i lettori che capiscono lo spagnolo.

http://pagina-catolica.blogspot.com.ar/2013/07/francisco-comienza-mostrar-la-hilacha.html

Lí viene reso conto il rancore che il Papa concepí, ancora ai suoi tempi arcivescovili, verso i Francescani dell´Immacolata, che a solo mille metri della sua giurisdizione -dove il Summorum Pontificum venne ignorato sistematicamente- celebravano la Messa Gregoriana, attirando tanti fedeli da ogni angolo di Buenos Aires.

Fabrizio ha detto...

I fedeli «tradizionisti» hanno forse bisogno di un pungolo del genere per federare le loro speranze. Tanti di loro sono uomini e donne puntigliosi per scrupolo e onestà intellettuale, individualisti e spesso poco propensi al sentimentalismo e ai sodalizi.
Questo triste caso lo si prenda come un divino fermento per riunire e dinamizzare le forze. Sarà un elemento catalizzatore per fondare intorno a persone consacrate (L’Ordine FI ?) un movimento di laici talentuosi, virtuosi e fermi nella fede? Chissà! Cara Mic, l’idea di un sodalizio non era ciò che lei in fondo auspicava ? Forse è giunto il momento e la Provvidenza è all’opera ; numerosi sono i movimenti della nostra eteroclita Chiesa, nel mazzo manca però un solo movimento...

Luisa ha detto...



" Luisa, io eviterei di diventare una vittima del circo mediatico che circonda il Papa, così come dei lustrini di cui lo coprono"

Désolée, mon cher micus, ma la mia indole è tutto salvo quella di una vittima, se "denuncio" quel che lei giustamente chiama "circo mediatico" non rischio di diventarne una vittima, mi esprimo su quel che ascolto, leggo e vedo, detto, scritto e fatto da questo Papa, dal primo minuto della sua apparizione e nei giorni e settimane che sono seguiti i segni di rottura si susseguono, sono segni concreti, i due discorsi di Rio ai vescovi sono zeppi di segnali che, se faranno esultare certuni, non fanno che confermare tutte le apprensioni che ho, da subito, avuto.

Amicus ha detto...

Ho letto su Rorate caeli questo commento di un lettore:
"Cardinal Braz de Aviz stated that after WYD Pope Francis will make an announcement that will make the Church "lighter" and "simpler". Ripping out 2000 years of liturgy would do that."

Vuole completare la protestantizzazione del novus Ordo? Qualcuno potrebbe fornire un link riguardo a questa dichiarazione di Braz de Aviz?

devota obbedienza! ha detto...

dal sito Fi esemplare p. Manelli!!!!
P. Stefano M. Manelli, con tutto l'Istituto dei Frati Francescani dell'Immacolata unito a lui, obbedisce al S. Padre e confida che da questa obbedienza ne vengano grazie più grandi.

http://www.immacolata.com/index.php/it/35-apostolato/fi-news/226-devota-obbedienza-2

Marco Marchesini ha detto...

Se davvero sarà proibita la Santa Messa VO ai Francescani dell'Immacolata, quale sarà la loro scelta?
Rimanere fedeli alla Tradizione della vera obbedienza o "obbedire" al diktat del clero modernista con la complicità di Papa Bergoglio?

Anonimo ha detto...

Non vedo la novità...
Nel conclave del 2005 la figura di Bergoglio fu intesa come un "anti-Ratzinger" e nel 2007 Bergoglio disobbedì apertamente a Papa Benedetto XVI con un accanita ostruzione al motu proprio.
Bergoglio appena eletto "vescovo di Roma" fece preparare una "tavola conciliare" davanti all’altare ripristinato e usato da Benedetto XVI. Fin dall´inizio il "vescovo di Roma", che i cardinali elettori hanno chiamato dalla "fine del mondo", ci tenne a sottolineare che fin dai suoi primi atti, che con lui tutto cambierà!!!

... al prossimo conclave parleremo poi dei "frutti spirituali" di questo papato.

mala tempora currunt

Vlad

Anonimo ha detto...

Siamo tutti preoccupati per il futuro della tradizione nella Chiesa, tuttavia mi sembra che su Papa Francesco si stiano dando dei giudizi negativi troppo affrettati e prematuri. Considerate che Francesco è Papa solo da cinque mesi. Un tempo troppo breve per emettere giudizi certi. Non perdiamo la speranza e rimaniamo pronti a farci stupire, almeno aspettiamo la riforma della curia, le nomine "chiave", il pellegrinaggio SP.
Micus

Anonimo ha detto...

Romano dice:

Mic, ci sono tanti modi di risolvere problemme in un instituto, senza agire in talo modo non-gentile.

Prima, non nominare un Commisariato che si chiama "Volpi" e mandarlo per avere cure delle peccore fideli.

Secondo, non permettere una decisione fatto dai avversari dalla communita, perché questo è contra onestà: parlo dei membri della Congregazione per Religiosi che sono Carismatici, OFM etc.

Terzo, non nominare un membro di un altro ramo dell'Ordine, come Volpe OFM Cap, perché questo è calcolato per offendere a lungo i rapporti tra la famiglia di S. Francesco.

Quarto, non specificare la Messa Tradizionale come problemma, perché in tutta onesta, la problemma nella Chiesa viene dal spirito contrario nella liturgia, come da quelli che offrono sul altare palloncini e maglie quando ritornano da Brasile...

Communque, come tutto che fa, Francesco è esperto in offendere.

Un segno chiaro del spirito di anticristo...non del umile S. Francesco

RIC ha detto...

NOn so se sia già stato segnalato questo articolo del professor De Mattei

http://www.corrispondenzaromana.it/il-caso-dei-francescani-dellimmacolata/

Anonimo ha detto...

http://vaticaninsider.lastampa.it/news/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francis-francisco-23333/
Dei links interessanti:

http://www.immacolata.com/index.php/it/35-apostolato/fi-news/193-papa-francesco-una-toccante-testimonianza-dall-argentina

http://maryvictrix.com/2013/07/29/the-fis-and-pope-francis/

http://absoluteprimacyofchrist.org/pope-francis-franciscans-of-the-immaculate-vetus-ordo/

Non prevalebunt!

Luisa ha detto...

Ringrazio RIC per aver segnalato l`articolo di De Mattei che esprime perfettamente non solo l`incomprensione ma lo sdegno per una decisione iniqua.
Su questo blog ( e anche Mil) abbiamo tentato con le nostre semplici parole di mettere in luce l`assurdità e, sopratutto, la gravità di quel decreto, Gnocchi e Palmaro e De Mattei non solo danno conferma alle nostre riflessioni ma sottolinenano anche altri punti che dicono quanto quella decisione sia ingiusta e, temo, sintomatica e molto rivelatrice dei tempi che stiamo vivendo e di quelli che si stanno prospettando per l`avvenire.

Cara mic, non credi che sia utile, anche solo come aggiornamento, dare spazio all`articolo di De Mattei?

RIC ha detto...

Sandro Magister oggi:

"Con il direttore dell'autorevolissima "La Civiltà Cattolica", il gesuita Antonio Spadaro, che ha dichiarato al "Corriere della Sera":

"Vedere vescovi di ogni età provenienti da ogni parte del mondo partecipare al 'flash mob' da Guiness dei primati è stato un momento molto importante perché ha fornito, anche visivamente, l'immagine di una Chiesa unita e che si muove all'unisono".

Naturalmente, la coreografia della veglia eucaristica e della messa papale a Copacabana poteva anche essere letta in termini diametralmente opposti. Come l'immagine di una Chiesa arresa a modelli altrui, con il "musical" fatto irrompere nel cuore stesso della liturgia, con solisti, cori e ritmi ballabili da "Gospel" pentecostale. Una Chiesa che lungi dall'agire "controcorrente" – come continuamente il papa la esorta a fare – imita le forme espressive dei movimenti carismatici protestanti che in America latina e particolarmente in Brasile erodono parti consistenti della sua base popolare.

Che quello inaugurato a Copacabana rappresenti il nuovo corso liturgico dell'attuale pontificato è azzardato dire. Ma l'interrogativo è stato posto sotto lo sguardo del mondo intero."

sam ha detto...

Off topic ma non troppo...
Ho appena sentito Ferrara alla tv dire: "adesso saimo nell'era di Papa Francesco, un Papa che ha introdotto la distinzione tra peccato e peccatore"
Ferrara ne sa troppo per dire una cosa del genere, ergo mente sapendo di mentire e ricordo fa parte di coloro che hanno voluto le dimissioni di Benedetto.
Registro anche questa per confermare l'idea di una strana coalizione teo-pro+teo-con (d'altro canto oggi Mauro e Lupi vanno a braccetto con Bindi e Marino e pure con Bonino) nell'attuale strategia di impostura mediatica in corso.
L'unione degli opposti contro la verità è segno a mio avviso di uno scatenamento anticristico.

Luisa ha detto...

Sta succedendo per i FI quel che sta succedendo nella società, una minoranza detta la sua legge alla maggioranza.
Nei FI una minoranza ribelle, ma sicura di avere l`appoggio dell`autorità della Chiesa, di chi ha il potere in mano, ancor più ora, ha domandato e ottenuto soddisfazione delle sue rivendicazioni.
Una minoranza, che si sta esprimendo sul web, come negli Stati Uniti (fra Angelo), ha avuto il potere di imporre la propria visione e snaturare il carisma dei FI, un gruppo di frati ribelli, contrari alla Santa Messa Antica, ha avuto l`appoggio di chi condivide la sua ideologia.
Il loro bersaglio era Padre Mannelli, possono essere fieri, hanno ottenuto la sua "testa",
l`altro bersaglio era la Messa Antica, possono esultare è stata spazzata via e sarà concessa solo eventualmente dopo richiesta esplicita fatta a chi di quella Messa non è amico.
Chi dirige la Congregazione dei religiosi?
Un focolarino, grande amico del cnc, e progressista.
E a chi confida il ruolo di commissario?
Ad un cappuccino!
Come non essere fiduciosi nell`esito della propria ribellione all`autorità interna della Congregazionne?

Luisa ha detto...

Per autorità interna della Congregazione mi riferisco ai FI, è evidente ma preferisco specificarlo!

Anonimo ha detto...

Il tutto è cominciato già con Benedetto XVI. E il prefetto della Congregazione lo ha nominato lui. Non diamo a Francesco colpe che non ha.

Anonimo ha detto...

Personalmente non sono tanto preoccupato per il futuro della tradizione nella Chiesa, sono preoccupato per il futuro della Chiesa. Felice

Anonimo ha detto...

Non tutti la pensano allo stesso modo su questo papa ed è interessante per esempio il parere articolato su molti aspetti del vaticanista di "Le Figaro". Mario

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/gmg-26839/

RIC ha detto...

Visto che oggi siamo tutti in vena di "rassegna stampa" segnalo anche questo odierno articolo di Messori

http://www.corriere.it/opinioni/13_luglio_31/cosi-vicino-alla-gente-cosi-vicino-da-riconoscere_4c85496e-f9a2-11e2-b6e7-d24d1d92eac2.shtml

annarita ha detto...

Anche Mons Lefebvre e la S.Pio X furono perseguitati, poi fecero la scelta di obbedire innanzi tutto a Dio che agli uomini che servono Mammona. La legge ingiusta non è legge e non solo non si è tenuti ad obbedire, ma quando offende Dio che è giustizia, si è tenuti a resistere, perchè qui non ne va della gloria dei Francescani dell'Immacolata, ne va della gloria di Dio e della salvezza delle anime. La salvezza delle anime è il senso della Chiesa, se non si bada più a questo per dei capricci di falsi pastori, si deve resistere, perchè dovremo rendere conto a Dio delle anime che si perderanno.