venerdì 20 aprile 2012

Vaticano II. Un microfono chiuso silenzia il card. Ottaviani. È l'inizio del "nuovo corso".

Nel suo articolo di oggi Rorate Caeli ci offre l'occasione di rispolverare avvenimenti ed aspetti del Concilio Vaticano II, mettendo in risalto una intervista con Mons. Gherardini: un testimone oculare riporta un semplice fatto che, da solo, mostra più di tante argomentazioni, quanto quello che Gherardini chiama gegen-Geist (contro-spirito) fosse presente già prima del Concilio, affermandosi grazie ad esso.
Trascrivo il testo di Rorate e, di seguito, una interessante recensione del Libro di mons. Gherardini Concilio Vaticano II. Il discorso mancato, nel quale è riportato l'episodio, insieme ad altre considerazioni che completano il discorso, che merita di essere ulteriormente approfondito. Cosa che non mancheremo di fare.

Controllo del microfono al Vaticano II
Una delle questioni centrali riguardanti l'attesa di un accordo tra il Vaticano e la Fraternità San Pio X è il peso del Concilio pastorale Vaticano II ed i suoi documenti. Robert Moynihan, nel suo rapporto sui negoziati, scrive di una visita a monsignor Brunero Gherardini , che ha partecipato al Concilio e vive in Vaticano. Quest' apertura di sguardo pareggia i conti riguardo al Cardinale Alfredo Ottaviani, che ha guidato quella che oggi è la Congregazione per la Dottrina della Fede dal 1959 al 1968. Vale la pena di una lettura veloce. Il Cardinale Ottaviani, senza microfono, fu poi co-autore del più credibile appello fatto a Paolo VI sulla questione liturgica.
*** 
Ogni volta che penso al Concilio, dice [mons. Gherardini], ho sempre una immagine nella mia mente: l'anziano cardinale Alfredo Ottaviani, ormai cieco, intorno agli 80 anni, zoppicante, capo del Sant'Uffizio, e così il primo ufficiale della dottrina della Chiesa, nato a Trastevere da genitori con molti figli, per cui un romano di Roma, dal popolo di Roma, prende il microfono per parlare ai 2.000 vescovi riuniti.
E, mentre egli parla, chiedendo ai vescovi di prendere in considerazione i testi della curia per la preparazione dei quali ha speso tre anni, improvvisamente il suo microfono è stato spento. Egli continuava a parlare, ma nessuno poteva sentire una parola. Poi, perplesso e turbato, smise di parlare, confuso. E i padri riuniti cominciarono a ridere, e poi a tifare ...
"", ha detto Gherardini. "Ed è stato solo il terzo giorno."
"Cosa?" Ho detto.
"il microfono Ottaviani è stato disattivato il terzo giorno del Concilio."
"Il terzo giorno?" Ho detto. "Io non lo sapevo. Ho pensato che fosse accaduto più tardi, nel novembre, dopo che il gruppo progressista divenne più organizzato ..."
 "No, era il terzo giorno, 13 ottobre 1962. il Concilio ha avuto inizio l' 11 ottobre."
"Sapete chi ha spento il microfono?"
"Sì," ha detto. "E' stato il cardinale Liénart di Lille, in Francia."
"Ma allora", dissi, "si potrebbe quasi dedurre, forse, che un tale scorretto annullamento del protocollo, rendendo impossibile per Ottaviani sostenere le sue argomentazioni, in qualche modo spiega quello che è venuto dopo, beh, in un certo senso, improprio ..."
"Alcuni sostengono questo argomento," rispose Gherardini.


Qualche notazione su “Il concilio Vaticano II. Il discorso mancato”
[Noi ne abbiamo già parlato qui]

Questo nuovo pamphlet, sempre in linea con i precedenti, fa seguito al volume “Concilio Ecumenico Vaticano II. Un discorso da fare”, definito dall’autore stesso “un appello a chi decide gli orientamenti della Chiesa cattolica, oltre che ai non pochi opinion’s makers i quali, per motivi diversi, talvolta anche discutibili, determinano gli orientamenti del variegato mondo culturale. Un appello perché, a quasi cinquant’anni dall’evento conciliare, si ponesse fine alla sua acritica celebrazione e si sottoponessero i suoi documenti ad un’analisi finalmente libera dall’apriorismo celebrativo ad ogni costo”.

Avendo già esaminato le varie questioni inerenti alla continuità del concilio Vaticano II con la Tradizione, l’autore focalizza l’attenzione sullo spirito con cui iniziò il concilio. Partendo da un punto di vista condiviso, con l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede Card. Ratzinger, circa l’esistenza di un contro-spirito, un Gegen Geist, che abbia stravolto il Concilio, l’autore si domanda se le responsabilità siano tutte nel post-concilio oppure se i semi del “contro” possano già ravvisarsi nel concilio stesso.

Il primo “contro”, la prima rottura, può individuarsi, secondo Gherardini, nel rifiuto degli schemi preparatori al Concilio.
“Soprattutto agl’inizi, il dibattito conciliare fu vivace e non raramente rissoso, irrispettoso e perfino spietato, come quando al venerando cardinal Ottaviani, nel corso della sua appassionata difesa della Messa tradizionale, allo scoccare del regolamentare quindicesimo minuto fu spento il microfono e tolta la parola. A quel punto, il Concilio già procedeva per la sua strada: in dichiarata rottura con il secolare magistero, riassunto ed attualizzato negli schemi contestati, ed in piena apertura a metodologie non teologiche, mentalità dialogica, accantonamento d’ogni steccato, disponibilità per il compromesso, con la presunzione che nessuno – dunque, neanche la Chiesa – possedesse la verità: tutta e su tutto. Si stava già operando un capovolgimento che, con l’andare del tempo, si sarebbe fatto sempre più netto: la teologia diventava antropologia ”.
L’apertura indiscriminata al mondo, alle sue ragioni e filosofie, aveva tolto di mezzo la filosofia di S. Tommaso, cercando di conciliare la filosofia esistenzialista con la filosofia dell’essere, su cui tutta la dottrina cattolica si poggia.
“Non so se proprio tutt’i Padri conciliari se ne rendessero conto, ma, obiettivamente parlando, il loro strappo dalla secolare mentalità che, fin a quel momento, aveva espresso la motivazione di fondo della vita, della preghiera, dell’insegnamento e del governo della Chiesa, stava riproponendo la mentalità modernista, contro la quale san Pio X aveva preso netta posizione nell’intento di «ricentrare tutto in Cristo» (Ef 1,10). Anche questo, questo anzi in modo particolare, è gegen-Geist ”.
Tale Gegen Geist, secondo l’autore, si è poi manifestato anche nella dichiarazione Nostra Aetate, in cui,
“pervertendo però il senso di Rm 11,17-24” si sarebbe riesumata la Antica Alleanza, senza scorgere “ nel costante rifiuto di Cristo [..] nessuna controindicazione alla permanenza degli ebrei, carissimi a Dio», nella realtà salvifica dell’Alleanza ”.
Facendo eco al suo libro “Quale accordo tra Cristo e Beliar” (Fede e Cultura), aggiunge:
“Potrei continuare con questi «e», ma non apporterei elementi nuovi circa i rapporti idilliaci che il Vaticano II stabilì con il mondo ebraico, ignorando sul piano teologico ciò ch’esso pensa di Cristo, di Maria e del cristianesimo in genere, e sul piano storico il rilievo di sant’Ignazio d’Antiochia sull’incoerenza dei cristiani che giudaizzano. Se poi allargo l’osservazione a quanto Nostra ætate dichiara sulle altre religioni (2-3), mi diventa assolutamente impossibile trovarci la continuità col passato solo perché tutte le religioni si rivolgon al medesimo Dio. Se una religione considera poco più poco meno che idolatria rivolgersi a Dio in Cristo, diventa assurdo il solo pensiero d’un suo possibile rapporto con la Chiesa cattolica. Nel cui nome, però, il Vaticano II dichiarò il detto rapporto non possibile, ma già in atto, condannando a morte, praticamente, la realtà delle cose e lo stesso spirito missionario”.
Infine, alla domanda su cosa sia il Concilio Vaticano II e su come ci si debba relazionare, Gherardini risponde che
“quanto al Vaticano II, sarebbe assurdo negargli il carattere di magistero conciliare, quindi solenne, non ordinario, perché in tal caso si negherebbe il Concilio stesso. [..]Occorre, tuttavia, distinguere la qualità dei suoi documenti, perché il carattere solenne del loro insegnamento né li mette tutti su un piano di pari importanza, né comporta sempre di per sé la loro validità dogmatica e quindi infallibile ”.
A sostegno della sua tesi, l’autore ricorda il discorso del segretario di Papa Roncalli, Mons. Felici: “Tenuto conto dell’uso conciliare e del fine pastorale del presente Concilio, questo definisce come obbliganti per tutta la Chiesa i soli punti concernenti la Fede o i costumi, che esso stesso abbia apertamente dichiarato come tali. Le altre cose proposte dal Concilio, in quanto dottrina del Magistero supremo della Chiesa, tutti e singoli i fedeli devon accettarle e ritenerle secondo lo spirito dello stesso Concilio, il quale risulta sia dalla materia trattata, sia dalla maniera in cui s’esprime, in conformità alle norme dell’interpretazione teologica”. Spiega Gherardini:
“In pratica, in nessuna delle sue quattro Costituzioni il Vaticano II «definisce come obbliganti per tutta la Chiesa» i propri pronunciamenti dottrinali; in questi è senz’alcun dubbio assente l’intento dogmatico-definitorio che dovrebbe renderli tali, mancando come dottrina propria e specifica del Vaticano II «la materia trattata e la maniera di trattarla». Per contro, soprattutto nella Lumen gentium e qua e là anche altrove, alcune formule classiche, inserite come massi erratici in contesti sicuramente non dogmatici, riecheggiano la modalità dogmatica del precedente Magistero: «Insegniamo, questo Santo Sinodo insegna, proclamiamo». Forse che, con un modo d’esprimersi come questo, il Vaticano II si contraddice? Sicuramente no. Si tratta, infatti, di far capire anche ai non addetti ai lavori che, nonostante tutto, si è dinanzi ad un dettato conciliare, proveniente dal Magistero supremo, da «accoglier e ritenere secondo lo spirito del Concilio stesso». [...] Quanto alle formule di tipo classico presenti nei documenti conciliari e poco sopra rievocate, va tenuto presente ch’esse: – tentano la saldatura del Vaticano II con il Magistero conciliare precedente; – non effettuano la canalizzazione di nuove definizioni e nuovi dogmi nel patrimonio della Fede cattolica; – o più semplicemente riflettono sul Vaticano II una classica tonalità conciliare in funzione promozionale della sua qualità conciliare.”
Per quanto riguarda la
“ riesumazione , da parte del Vaticano II, di dogmi precedentemente definiti[..] in tutti i contesti contenenti, per formale o materiale adesione, una verità dogmaticamente definita, il Vaticano II ne assume di riflesso il valore dogmatico irriformabile infallibile. Ciò non comporta che tutto il Vaticano II sia effettivamente tale e che tale debba esser universalmente riconosciuto; ma che tale è semplicemente ed esclusivamente nella dogmaticità irriformabilità ed infallibilità dei dogmi citati”.
“Nonostante la necessità di ricorrer alla chiarezza per dir le cose come stanno, resta il fatto che il Vaticano II è un Concilio autentico, il cui insegnamento e le cui innovazioni, pur in assenza di valore dogmatico, costituiscono un innegabile magistero conciliare, e quindi supremo e solenne”.
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[Fonte: www.gamroma.it]

37 commenti:

dal web ha detto...

Si svelano ormai, da un anno all'altro, certi comportamenti dei convocati, degni dei peggiori goliardi, quali poi avremmo visto nel '68 e oltre....senza alcuna vergogna ! e come si può parlare di assistenza dello Spirito Santo dopo simili misfatti ?
come possiamo ancora farci propinare la storiella che il mitico concilio si sarebbe svolto sotto l"egida" e il compiacimento dello Spirito Santo ? per quanti anni ancora dovranno farci sorbire la vulgata di regime che omaggia nella storia un evento come "sacrosanto", e i cui prepotenti manovratori invece fin dall'inizio hanno schiaffeggiato lo Spirito di Cristo ?
basterebbe solo quest'episodio a screditare del tutto la ONORABILITA' della augusta assise.
E non credo prorpio che dobbiamo leggere quei testi "in ginocchio", come qualcuno disse......testi scaturiti dunque da violenze, soprusi e compromessi di cui solo da poco si cominciano a scoprire i vergognosi retroscena e tutte le "carte" storiche, per esporle al giudizio di tutto l'orbe cattolico, per così lungo tempo aggiogato a un idolo INDEFINIBILE, pauroso quanto inconoscibile.

mic ha detto...

Credo che non ci sia bisogno di chiarire che questo riandare ad alcune procedure scorrette che hanno caratterizzato l'Assise conciliare, non intende minare l'autorità del concilio.
Del resto l'autorevolezza del concilio è chiaramente riconosciuta anche da Mons. Gherardini.

Tutto serve per inquadrare l'evento sempre più e sempre meglio nelle coordinate più equilibrate e veritiere, per scardinare il mito-concilio e farne quello che è davvero: un insieme di documenti importanti per la storia della Chiesa, da conoscere e da interpretare secondo la Tradizione.

mic ha detto...

Del resto, sia il modus operandi che le motivazioni di molti protagonisti - tuttora in auge e tuttora operanti - aiutano proprio a capire e, speriamo, a superare la crisi post conciliare.

Anonimo ha detto...

Quei "conservatori conciliaristi" che difendono il concilio sono soliti ripetere che il concilio era una cosa bella e necessaria, ma che sarebbe colpa dei progressisti averne cambiata l'attuazione.

Quella qui riportata ed altre cronache degli eventi (vedi libro di De Mattei, Una storia mai scritta) dimostrano, invece, che al contrario il concilio è stato "dirottato" fin dall'inizio. Piuttosto c'è da vedere con sollievo che l'azione dello Spirito Santo si è manifestata dell'evitare che i Padri conciliari promulgassero solennemente i compromessi seri con la dottrina che sono a volte nemmeno troppo nascosti nelle pieghe delle ambiguità e delle novità presenti nei documenti.

dal web ha detto...

un insieme di documenti importanti per la storia della Chiesa, da conoscere e da interpretare
...............
INTERPRETARE....bene; gent. Mic, ci dica per favore, quando arriverà nella Chiesa il tanto sospirato interprete che ci spieghi il tanto importante ultimo concilio con tutti i suoi indecifrabili e sacrosanti testi?

Vorrei finalmente sapere, dopo cinquanta anni di gialli, enigmi misteri, sussurri e grida controverse circa il mitico evento (tante volte trasmesso in TV proprio come un'epopea da tramandare ai posteri, senza capirne però il SUCCO teologico, ecclesiale o dottrinale):
è veramente fondamentale conoscere questi importanti testi per essere a pieno titolo CATTOLICI ?
1- è FONDAMENTALE conoscerli per diventare santi ?
2- se questi testi sono così importanti e IRRINUNCIABILI per un vero cattolico, perchè nelle parrocchie nessuno si degna di spiegarli nè di citarli, ma si nomina il concilio solo per intimorire la gente che non ne sa un'acca ? e proprio mentre si dice di voler COMMEMORARE i 50 anni ? 50 anni di quale INSEGNAMENTO fondamentale per la cattolicità ?
- potremmo spiegarlo quel contenuto magisteriale, con semplicità alla colf, all'edicolante, alla parrucchiera, ai nostri figli e nipoti e a tutte le persone di animo semplice che incontriamo ogni domenica a Messa ?
....
ma soprattutto chiediamoci:
che cosa in effetti c'è da FESTEGGIARE O CELEBRARE come fatto memorabile, grandioso ed EDIFICANTE nonchè SANTIFICANTE per tutti i cattolici ?
quale il valore istruttivo formativo e santificante di quei testi ?
Vorrei morire con la soddisfazione di aver ricevuto una risposta esauriente a queste domande, se fosse possibile non nel breve giro di altri cento anni......

da interpretare ha detto...

Interpretare? Mah, a volte quando non si sa più cosa fare, converrebbe fare come coi computer: spegnere e riaccendere ripartendo da capo...

Areki ha detto...

Purtroppo la genesi del Concilio Vat. II, molti episodi poco chiari al suo interno, comportamenti molto poco soprannaturali di cardinali, vescovi e teologastri, che somigliano molto a dei cospiratori e faccendieri, ci mostrano sempre più che quel Concilio fu e rimane un grande blef un grande castello di sabbia...... tutto ciò che si costruisce su di esso (sulla sabbia) è destinato a vita breve e a miseramente perire......
Quanto è importante il Concilio per la mia fede? Onestamente devo riconoscere: nulla.
Quei testi hanno il potere di confondere ciò che prima era limpido e chiaro. Quei testi hanno il potere di seminare confusione e relativismo in chiunque si accosti a loro e provi a leggerli e a tentare di capire quello che effettivamente dicono.....
Più passa il tempo e più quei testi si mostrano datati e "vecchi" perchè nati per far piacere allo spirito del mondo anni 60 ormai morto e sepolto.....
Io vedo anche molti confratelli sacerdoti intorno a me che pur continuando a vivere "secondo il Concilio" vestendo in borghese, dicendo la messa di Paolo VI e del massone bugnini, "tirano a campare"; i primi a non credere nel Concilio e ad essere delusi da esso sono loro: hanno visto le loro chiese svuotarsi, i conventi chiudersi ed invecchiare, gli ordini religiosi femminili (come tante suore americane)diventare conventicole di progressiste femministe, ecc. ecc. quindi c'è solo vuoto e delusione.
Il bene che c'è nella Chiesa attualmente non è grazie al Concilio, ma nonostante il Concilio.
Smettiamo di perdere tempo a parlare del Concilio e della sua validità: è tempo perso.
Vi sono cose molto più importanti. la salvezza della propria anima,
il fare la Volontà di Dio, l'annuncio missionario del Vangelo, la testimonianza fino alla effusione del sangue da rendere a Cristo, il convincere di peccato questo mondo posto sotto l'influsso del Maligno....
Il Concilio Vat. II?
GRAZIE. NON MI INTERESSA!
don Bernardo

mic ha detto...

Caro Don Bernardo,

nel senso che intendi tu non interessa neppure a me; ma siccome la Chiesa (quella visibile) è quella che è e non accenna a cambiare,a causa degli effetti innescati dalla 'pastorale' partorita dai conciliaristi, è bene che più credenti possibile maturino la consapevolezza retta, non tanto su come sono andate le cose, ma su cosa c'è da rifiutare e perché.
Il che, purtroppo, non è così scontato per tutti.

In ogni caso ci sono fatti che mostrano dati inequivocabili che spiegano molte cose.

mic ha detto...

Interpretare? Mah, a volte quando non si sa più cosa fare, converrebbe fare come coi computer: spegnere e riaccendere ripartendo da capo...

La necessità di interpretare fa parte dell'uso di ragione che una facoltà dono di Dio.

Purtroppo diventa più difficile quando, al presente, manca una guida sicura... abbiamo le nostre coordinate della Tradizione, ma attendiamo lo scioglimento di molti nodi.

Nel frattempo, continuiamo ad esplorare la realtà e a condividere ciò che ci viene incontro, nella speranza di confrontarci e approfondire per quanto è possibile a ognuno.

Purtroppo anche la nostra realtà esige di assere assimilata e inverata, nel Signore ovviamente; ma non è possibile resettare e partire da zero, ma occorre farlo dal punto in cui siamo. A meno che io non abbia mal compreso il senso di questo messaggio.

In ogni caso, per quanto ci riguarda, quando non sapremo più cosa fare, taceremo.

Amy ha detto...

Quei testi hanno il potere di confondere ciò che prima era limpido e chiaro. Quei testi hanno il potere di seminare confusione e relativismo in chiunque si accosti a loro e provi a leggerli e a tentare di capire quello che effettivamente dicono....

Benedetto don Bernardo e le sue parole di sacrosanta Verità !
testi o discorsi che ripudiano il si-si no-no per scegliere l'ambiguità sistematica non fanno altro che un servizio al demonio, e gli effetti devastanti ce lo dimostrano; altro che autorevolezza e ossequio di Fede. Come si può ossequiare un discorso ambiguo, come si può obbedirgli ?
Gesù parlava CON AUTORITA', IN MODO chiarissimo, in Divina Verità e parole comprensibili a tutti.
(Oppure i testi della Chiesa devono essere compresi solo da pochi eletti enigmisti ?)
Se quei testi, non solo non servono alla Fede e alla salvezza dell'anima, ma la INTRALCIANO, allora sono peggio che inutili, DANNOSI: i fatti ad essi conseguenti lo dimostrano !
Se seminano confusione non sono opera di Dio, nè gradita a Dio sicuramente.

mic ha detto...

Se Gesù parlava con autorità - e ne convengo - non spetta a noi farlo. Né possiamo PRETENDERLO da chi dovrebbe farlo.

Né spetta a noi dividere il grano dalla zizzania.

A noi è dato discernere e rifiutare nel nostro cuore e nella nostra vita ciò che non è conforme alla verità che dalla Chiesa abbiamo ricevuta.

Possiamo solo sospendere il giudizio in attesa che la Chiesa torni dogmatica e discente a partire dal Trono più alto, che in questo momento non è vacante, ma ci appare in alcuni casi desistente.

E la nostra attesa deve essere fiduciosa, vigile e orante, nelle braccia di questa chiesa (non ce n'è un'altra), per aver accesso, attraverso la sua stessa passio, alla passio salvifica di Cristo, come dice Mons. Gherardini...

Anonimo ha detto...

Gentile Mic.
Sono un seminarista diocesano.
Vi seguo quasi quotidianamente fin dai primi post. Grazie per lo sforzo che te e i tuoi collaboratori, specialmente Dante, mettete in campo per cercare di mantenere viva la luce in questo lungo periodo di confusione teologica. Avrei una domanda: in un post, mi sembra che (forse Dante?) abbia alluso ad un presunto "tradimento/allineamento" del card. Parente nella parte finale della sua vita. Mi potreste "chiarire" un attimo di cosa si tratta? Lo chiedo perchè vorrei acquistare gli ultimi due volumi della LEV: "Proposte, interventi e osservazioni nel Concilio Vaticano II" e soprattutto "Itinerario teologico ieri e oggi". PS: Mic, non avresti una mail su cui poterti scrivere qualcosa mantenendo più "privati" i contenuti? Grazie

Areki ha detto...

Effettivamente non spetta a noi fare quello che dovrebbe fare il Santo Padre, che ha avuto (solo lui) il compito di confermare nella fede i suoi fratelli. Ma fintanto che egli tace, o parla in modo un tantino confuso ed enigmatico dando un colpo al cerchio e uno alla botte, a noi semplici sacerdoti, o semplici fedeli, ciascuno al suo posto, incombe il diritto dovere di esprimere rispettosamente le nostre perplessità e di negare il nostro assenso a tutto quello che è in contrasto con quanto ci viene dalla Tradizione e che la Chiesa ha sempre creduto....
Quindi tutto l'aggiornamento postconciliare resta molto, ma molto, discutibile.
Per esempio la riforma degli ordini minori aboliti da Paolo VI in contrasto con la Tradizione perenne.....
il falso ecumenismo e la teoria della libertà religiosa....
il propugnare la cosiddetta "laicità dello stato" in contrasto con la regalità di Nostro Signore Gesù Cristo e la sua autorità anche sulla società umana....
La Nostra Etate dove non si chiede più la conversione degli Ebrei e li si priva della possibilità di riconoscere in Gesù il Messia atteso.....
l'inerranza della Sacra Scrittura e la storicità della Resurrezione e dei miracoli narrati nei vangeli e nel resto della Bibbia.....
Se si sostiene che il Concilio e il post concilio sono in continuità con la dottrina precedente non basta asserirlo, ma come dice bene Mons. Gherardini bisogna DIMOSTRARLO! E fintanto che non lo si fa e non lo si chiarisce una volta per tutte noi semplici fedeli abbiamo tutto il diritto di esigerlo e di manifestare umilmente il nostro parere, sapendo che certamente Gesù Risorto e il Cuore Immacolato di Maria riusciranno a sconfiggere gli errori modernisti e noi preghiamo per la conversione di questi signori.....

mic ha detto...

Caro Seminarista,
ti ringrazio per l'incoraggiamento.
Per la tua domanda potrà risponderti diffusamente Dante.

puoi scrivermi su neshama@tiscali.it

mic ha detto...

Se si sostiene che il Concilio e il post concilio sono in continuità con la dottrina precedente non basta asserirlo, ma come dice bene Mons. Gherardini bisogna DIMOSTRARLO! E fintanto che non lo si fa e non lo si chiarisce una volta per tutte noi semplici fedeli abbiamo tutto il diritto di esigerlo e di manifestare umilmente il nostro parere, sapendo che certamente Gesù Risorto e il Cuore Immacolato di Maria riusciranno a sconfiggere gli errori modernisti e noi preghiamo per la conversione di questi signori.....

Caro Don Bernardo,
su questo sono perfettamente d'accordo e ringrazio il Signore perché, attraverso questo tempo di disorientamento ci dona la grazia -in qualche modo ci costringe- ad approfondire sempre più e sempre meglio, oltre alla Fede, la vita e la storia della nostra Chiesa.

Bello sentirti dire che dobbiamo pregare per loro... parole che di carità che vengono dal cuore di un sacerdote.

Avevo capito che il tuo rigetto del concilio era una reazione di saturazione e di sofferenza, per le problematiche che ci assalgono e quasi ci soffocano ogni giorno.

Anch'io ogni tanto mi indigno e mi verrebbe da tuonare come in tanti dei messaggi; ma credo di aver imparato a distinguere l'errore dall'errante e a comprendere con solo come concetto ma sforzandomi anche di viverlo con l'aiuto del Signore che, se è vero che non c'è Carità senza Verità, la Verità può essere riconosciuta solo se c'è Carità.

Un conto è tuonare nell'affermare e difendere i principi fondanti della nostra Fede, così oscurata e svilita; cosa che comunque spetta ai Pastori. E' loro il compito di insegnare con autorità e limpida fermezza. Un altro conto è mettere ossessivamente in risalto le colpe con zelo amaro.

Quanto a noi laici possiamo solo discernere, ragionare, discutere, testimoniare, proporre e solo così anche difendere e diffondere la Fede... e, poi, attendere con fiducia e pregando il ripareggiamento della verità...

Tu hai, in più, oltre al munus regendi e docendi anche il dono della Santificazione ed è per questo che ti prego di darci sempre la tua benedizione!

Anonimo ha detto...

Cara Mic,
anzitutto grazie per l'opera formativa che tramite questo blog stai operando. Riguardo all'opera interpretativa del Concilio Vaticano II e alle sue interpretazioni (ermeneutiche) ieri suggerivo di fare come coi comuter: spegnere e riaccendere ripartendo da zero. Effettivamente con il "ripartire da zero" cosa intendo. Intendo dire che sto scoprendo, informandomi, leggendo e anche tornando alla preghiera liturgica tradizionale, che dobbiamo ripartire da lì, da dove é nato il Concilio. E da lì iniziare a spurgare il cattolicesimo di ciò che già stava infiltrando la Chiesa e che sarebbe poi sfociato nei vari documenti vaticani e nello "spirito del concilio". Certi lavori mal fatti vanno rifatti e non si possono "riaggiustare" se desideriamo un risultato ottimale. E coi documenti conciliari? Credo sia utile appunto quella che alcuni hanno, forse anche ironicamente chiamato, ermeneutica della dimenticanza! So che la ragione é una facoltà donataci da Dio, ma qui sulla terra ha anch'essa i suoi limiti. Limiti che l'umiltà ci può aiutare a superare dicendo: ho sbagliato, torniamo indietro e invece che al mondo, per risolvere i problemi, apriamoci al soprannaturale.

Areki ha detto...

Caro Anonimo delle 08:26 condivido totalmente il tuo intervento.
Apprezzabile e bella l'espressione: "Ermeneutica della dimenticanza".

mic ha detto...

E coi documenti conciliari? Credo sia utile appunto quella che alcuni hanno, forse anche ironicamente chiamato, ermeneutica della dimenticanza!

Sarebbe possibile se la 'pastorale-grimaldello' non avesse di fatto de-formato con le sue 'novità' spacciate per 'continuità' due generazioni di credenti.
Quindi partire da zero, certamente, nel senso di recuperare i fondamenti della nostra Fede e colmare lo iato generazionale che si è creato; ma ben consapevoli di quali e quante sono la 'falle'. E per far questo bisogna conoscere bene i documenti conciliari, trovarvi in nuce i numerosi sovvertimenti purtroppo applicati pur se non dogmatizzati de voce ma de facto assurti a nuovi dogmi che sembrano intoccabili...
Oggi come oggi esiste una pastorale non inquinata e speriamo che il Signore ci metta le mani...

Anonimo ha detto...

i numerosi sovvertimenti purtroppo applicati pur se non dogmatizzati de voce ma de facto assurti a nuovi dogmi che sembrano intoccabili...

Ma perchè allora non vogliamo dire le cose chiare, con totale onestà e rispetto della verità ?
Questa sopra descritta mi sembra la violenza tipica dei regimi dittatoriali:
la PRASSI vince e viene imposta come fatto compiuto, SENZA però mai spiegare niente al popolo soggiogato, che non deve capire,
ma solo obbedire senza fiatare e senza chiedere spiegazioni.
Si tace completamente sul vero e sul falso, le falsità vengono imposte di fatto, e i subalterni ( cioè tutto il gregge, che non ha voce nè autorità sia per chiedere, altro che pretendere, sia per mettere in discussione abusi e deviazioni ) devono solo ESEGUIRE, adeguarsi ai diktat che vengono diramati dall'alto, da chi detiene il potere e manovra le diocesi e le parrocchie.
Non a caso il mio parroco anni fa fece finta di non aver mai sentito il MP, ad esempio.
ERGO: la prassi vince
sospendete il giudizio = vietato ragionare, vietato discernere giusto da ingiusto, vero da falso !
ma non vi ricorda in modo assordante il metodo usato dai catechisti NC per plagiare e schiavizzare gli adepti ?

Infatti, guardate bene che siamo nell'identica situazione:

=>il cammino non si spiega, SI FA !
e similiter:

=>il CONCILIO non si spiega, però...SI FA ! esso SI APPLICA di giorno in giorno, da 47 anni, sulla nostra pelle.
E anche il camminoNC obbliga a sospendere il giudizio:
NON GIUDICATE (però obbedite, eseguite gli ordini, palesi ed occulti che ricevete de facto).
Infatti dobbiamo subire, volenti o nolenti le pastorali da esso derivate, che sfociano fatalmente in convinzioni eretiche, ora spesso anche enunciate dai pulpiti.
(ve ne potrei raccontare tanti esempi, raccapriccianti....)

quid ha detto...

per risolvere i problemi, apriamoci al soprannaturale.
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bella idea, semplice soluzione, l'uovo di Colombo !

Ma CHI oggi insegnerà e indicherà il soprannaturale alle pecore confuse, SE i pastori di anime, a questa funzione istituiti e incaricati da Nostro Signore, si rifiutano di farlo ?

se essi, come dice Mic, DESISTONO dall'insegnare e guidare il gregge, chi mai dovrà farlo al posto loro ?

Se il pastore supremo, dalla Cattedra di Pietro, cattedra di Verità eterna, rinuncia (=desiste) a riaffermare la Verità eterna con forza e chiarezza, in modo inequivocabile (non ondivago e relativista o concessivo e inchinato al mondo) talchè le pecore POSSANO udire, vedere e seguire con fiducia e CERTEZZA l'unica strada di salvezza da imboccare, CHI mai dovrà svolgere al posto suo questo compito sacro e supremo ?

possono forse le pecore guidarsi da sole ?
allora a che pro Gesù ha incaricato Pietro di pascerle ?
avrebbe detto: le pecore si gudino da sole, senza sperare che Pietro le guidi !
ma vi pare possibile e accettabile questa DESISTENZA del pastore che rinuncia a guidare e tutelare il gregge dai lupie burroni ?

ma allora che ci sta a fare a quel posto, su quella cattedra ?
può un insegnante desistere dall'insegnare ?
può un conduttore di autobus o di treno desistere dal guidarlo, con tutti i passeggeri lì dentro trasportati (fiduciosi e ignari di tale DESISTENZA), che devono raggiungere però le loro mete?
può un pilota di aereo desistere dal guidare l'AEREO ?
e se lo fa, l'aereo che fine farà ?
ditemi voi.

RepetiTA JUVANT ha detto...

L'unica lettura del Vaticano II, alla luce della tradizionE è quella che
potrebbe informare ed essere alla base di un ipotetico pronunciamento
dell'ex Sant'uffizio, più o meno così articolato:
"SACRA SUPREMA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE"
Con la presente sentenza e decreto, che riveste la stessa, precisa, identica
importanza e cocenza delle sentenze della Sacra Rota, pertanto è necessario
che ciò che si sentenzia sia da tutti accolto e ritenuto, si porta a
conoscenza, in modo PUBBLICO, UFFICIALE & SOLENNE, del popolo cristiano che
TUTTI, SINGOLI & CIASCUNO gli atti ed i documenti del Concilio Vaticano II,
sono da considersi dei puri, semplici e meri elenchi di CONSIGLI.
Tutti coloro che daranno ad essi atti e documenti e, a maggior ragione, a
quelli successivi, che si presentino come presunte attuazioni degli stessi,
valore diverso da quello, appunti di puri, semplici e meri elenchi di
consigli, sappiano di essere caduti vittime di un ERRORE CAPITALE, contrario
alla mente della Chiesa, nonché alla volontà esplicita del Concilio stesso.

Dante Pastorelli ha detto...

Al Seminarista diocesano.
Non ho mai scritto di S. E. il card. Pietro Parente, se non per dire che si tratta di un ottimo uomo di Chiesa e di un eccellente teologo. Le sue voci sul Dizionario del Piolanti, sull'Encicloperdia Cattolica, i suoi volumi di teologia (ad es. De Deo Uno e Trino, Anthropologia supernaturalis - de gratia et de virtutibus - sono dei classici.
In concilio ha combattuto la buona battaglia. Poi non ha fatto polemiche. Come mons. Carli, il vescovo di Segni, assai dotto ed attivo.
Francamente non credo che si possa accusarlo di tradimenti. Ch'io sappia la sua dottrina è sempre stata ortodossa.
Purtroppo, se appena appena un teologo cerca di interpretare secondo la Tradizione i testi conciliari, l'accusa che gli si rivolge è quella di traditore (lo fu anche Ottaviani?) da sponde note, da cui son lontano.
Non ho letto, a mia memoria (che comincia a far cilecca data l'età che qualcuno spesso mi ricorda) il volume sul Vaticano II, ma l'Itinerario teologico ieri e oggi, che ho nell'edizione Vallecchi, sì.
Se sei davvero un seminarista, soprattutto dei dintorni di Firenze, puoi venirmi a trovare a S. Francesco Poverino o telefonarmi. Poiché via via i miei libri li regalo a seminaristi seri,
posso regalare a te i volumi da me citati. Dei miei libri tanti li ho già donati, altri via via li dono e donerò, tanto in famiglia nessuno li aprirà mai: preferisco che finiscano in mani sicure.
Naturalmente, come tu sai, almeno nei rapporti privati, disdegno l'anonimato.
La mia email, il mio indirizzo e tel. son facilmente rintracciabilimin internet o, comunque puoi chiedergli a MIC che è autorizzata a fornirtegli.

Anonimo ha detto...

Ci sono degli spunti interessanti nelle vostre discussioni.

Effettivamente, anche a me sembra che l'unico modo "cattolico" di leggere e intendere il Concilio Vat. II sia quallo di partire in primis da un'affermazione che viene fatta in diversi suoi testi e anche dai Papi che lo hanno condotto, ossia che esso ha inteso trasmettere il Depositum fidei intero e integro, senza cambiare nulla. Benissimo!

Questa affermazione va presa sul serio. Pertanto, dal momento che i testi del Concilio non sono in sé stessi, tuttavia, sufficienti per conoscere bene e in modo completo quale sia e in che consista questo Depositum intero e integro, e che d'altra parte la maggior parte dei teologi e dei preti, come una parte non trascurabile delle gerarchie contemporanee insegnano il contrario, è chiaro che il primo dovere per un cattolico che voglia formarsi dottrinalmente è quello di rivolgersi alle fonti precedenti (che sono immense e quasi inesauribili: pensiamo ai Padri della Chiesa), e di farsi selettivo anche nella scelta dei "maestri" e direttori spirituali da scegliere.

Questa cosa è possibile, si può fare, e un criterio sicuro per tutti è dato nella Chiesa dal fatto di escludere chiunque non si trovi in una perfetta sottomissione e comunione, teorica e pratica, col Papa.

Dopo di che viene la seconda parte, quella che riguarda: dialogo, sviluppo, rinnovamento e chi più ne ha più ne metta... Su questo, vista la confusione che ancora regna, sono d'accordo che quella che avete chiamato "ermeneutica della dimenticanza" può essere un'ottima soluzione.

Alla fine nessuno è obbligato a "studiare" il Concilio, questo è sicuro. Altrimenti un analfabeta come farebbe a salvarsi?

Per salvarsi ci vogliono tre cose che camminano insieme e sono inscindibili: la fede nella divinità di Gesù e nella Sua dottrina, la pratica sacramentale a partire dal Battesimo, e la vita buona (che è la lotta per la santità).

Marco ha detto...

Tra i libri di teologia scritti prima del Concilio Vaticano Secondo ci sono autentici tesori di dottrina: chiari, sicuri, tradizionali, rigorosi e scientifici. Non sono facili da trovare, ma sono riuscito a comprare qualcuno di essi via internet e sono rimasto davvero soddisfatto.

A mio avviso sarebbe il massimo, ma è davvero un lavoro immane, se venissero digitalizzati in PDF e diffusi via internet. Diventerebbero davvero immortali e capaci di raggiungere un pubblico vastissimo.
Poi se uno preferisce la carta, può sempre stamparli e rilegarli.

Marco Marchesini

Marco Marchesini

Marco ha detto...

Il grosso vantaggio dei libri digitali è che posso facilmente copiarli ad altre persone senza che io me ne privi.

Qui c'è un elenco di questi libri:

http://iteadthomam.blogspot.it/p/out-of-print-library-itopl.html

Marco Marchesini

Gederson Falcometa ha detto...

L'ermeneutica della dimenticanza, può essere intesa come dimenticanza del concilio come un fatto (Nietzsche: non esistono fatti, ma interpretazioni). Perché ammettere che il problema del concilio è solo un problema ermeneutico equivale ad ammettere che i 2500 Vescovi si sono andatti a Roma, solo per firmare i documenti conciliari. In realtà sembra che i vescovi non hanno imparato nulla nelle sessioni conciliare, perché se avevano imparato loro avrebbe insegnato quelo che dice il Concilio...

Gederson Falcometa ha detto...

Caro Marco,

Alcuni vecchi libri di teologia, possono essere trovati su Google Libri. Dove ho trovato diversi vecchi numeri di "La Civiltà Cattolica" e alcuni libri di Padre Matteo Liberatore, Padre Guido Mattiussi, padre Giovanni Perrone, ecc. E 'difficile trovare materiale su internet dei neo-tomisti contro la nuova teologia. Se trova troppo materiale di nuovi teologi.

Dante Pastorelli ha detto...

Io ripeto sempre il mio pensiero: se il Concilio, come dice il Papa, non ha mutato niente nella dottrina, che me ne fo dei testi conciliari? Resto legato alla Tradizione e al magistero precedenti e son tranquillo

Anonimo ha detto...

sì, beati quelli che si stringono alle loro personali certezze dicendo così:
"Resto legato alla Tradizione e al magistero precedenti e son tranquillo"
(beato chi le ha quelle memorie....)

ma come si fa ad aiutare tutti quelli (e sono ormai milioni, 20-30-40 enni) che non hanno mai conosciuto il Magistero precedente, o che lo hanno del tutto dimenticato ? e se sono di svariati livelli culturali, per lo più bassi, come si diceva, come fanno ad essere formati alla Tradizione ?
se la Tradizione è stata seppellita sotto la nuova Chiesa conciliare che suona chitarre e fa balletti profani nelle chiese e fa parlare in modo "creativo" e dissacrante tanti preti secondo lo spirito del mondo (audience, vanità, allegria nella Messa-cena-festa della comunità), se questa è la nuova tradizione che ha coscurato quella bimillenaria, chi mai istruirà le nuove generazioni ?
I sacerdoti tradizionali saranno considerati retrogradi, chiusi, ghettizzati, scherniti o zittiti, quali nemici della grande unione religiosa planetaria, la nuova civiltà universale dell'amore, quella in cui tutti ci definiremo generici CREDENTI in un dio comune indefinibile.

Marco ha detto...

Il problema caro Dante è che il Papa dice che il Concilio ha approfondito la dottrina senza modifiche sostanziali e che quindi non si è limitato a delle mere ripetizioni. Un po' come la teologia scolastica che ha approfondito la dottrina cattolica ereditata dalla patristica del primo secolo. Il cattolico accetta sia la teologia patristica che quella scolastica, con la seconda che approfondisce la prima.

Il problema è che, come hai detto prima, non si è mai data risposta convincente a coloro che affermano che ci sono delle grosse mutazioni sostanziali in alcuni punti della teologia cattolica attuale con quanto insegnato precedentemente.

Per lo meno è questo quanto fino ad ora affermato dalla Santa Sede. Non so se ci saranno cambiamenti con il nuovo preambolo che, spero, la FSSPX accetterà.


Rimanendo al magistero precedente non si sbaglia. Anche gli unici pronunciamenti infallibili del magistero attuale sono sulla stessa linea.


Marco Marchesini

Gederson Falcometa ha detto...

Caro Dante,

Se è possibile, leggere la rivista "La Civiltà Cattolica" nel suo numero 20 scritto nel 1868 (pg 19-30), il " Brevi Cenni su concilio Ecumenico", all'indirizzo:

http://books.google.com.br/books?id=3CcFAAAAQAAJ&pg=PA22&dq=Concilio+Ecumenico+infallibile+La+Civilt%C3%A0+cattolica&hl=pt-BR&sa=X&ei=6j-OT4eAJ6XY0QGsxO2xDw&ved=0CD4Q6AEwAg#v=onepage&q&f=false

Se si può anche fare un commento, sarò grato.

Un saluto dal Brasile

Marco ha detto...

In effetti non è semplice, ma su internet in siti come

www.abebooks.it
www.maremagnum.com

o anche su ebay si trovano ancora molti testi sicuri.
Su google libri spesso a malapena ho trovato le anteprime dei libri che mi interessavano.

Per i libri di Sofia Vanni Rovighi mi è bastato andare in cartoleria a due passi da casa. Certo non è stato facile. Ormai appena mi vede il commesso si mette le mani nei capelli...

Marco Marchesini

Gederson Falcometa ha detto...

Caro Marco,

È possibile trovare trovare i libri cattolici, anche i seguenti siti:

Bibliothèque Saint Libère
Multilingue
http://www.liberius.net/index.php

Documenta Catholica Omnia
Multilingue
http://www.documentacatholicaomnia.eu/

don Curzio Nitoglia
LIBRI SCARICABILI LIBERAMENTE
Italiano
http://www.doncurzionitoglia.com/libri_scaricabili_gratis.htm

Intra Text
Multilingue
http://www.intratext.com/

Jesus Marie
Francese
http://jesusmarie.free.fr/

PROGETTO BARRUEL
Italiano
http://progettobarruel.zxq.net/libri.html

TOTUS TUUS
Italiano (Per scaricare è necessario effettuare la registrazione nel sito)
http://www.totustuus.it/modules.php?name=Downloads&d_op=viewdownload&cid=1

Anonimo ha detto...

Il cardinale massone Liénart era stato quello che ordinò Lefebvre prima al sacerdozio e poi all'episcopato.

mic ha detto...

Liénart era il vescovo di Lille ed ha ordinato sacerdote Lefebvre, che in quel momento si trovava nella sua diocesi.

Lo ha poi consacrato vescovo, non perché lo amasse particolarmente, ma perché era costume allora che un nuovo missionario fosse consacrato nella sua diocesi di origine.
In ogni caso la proposta non era di certo partita da lui, tanto più che Lefebvre non apparteneva da tempo alla sua giurisdizione.

Nel libro di Tissier de Mailleret, risulta che Liénart, subito dopo la nomina, si è affrettato ad avvertire il Nunzio Roncalli che il nuovo vescovo sembrava molto conservatore...

Anonimo ha detto...

Ho letto l'intervista: sarei proprio curioso di sapere da dove questo Gherardini ha tirato fuori l'episodio del microfono,silenziato il 13 ottobre 1962, da Liénart... se qualcuno posta delle indicazioni bibliografiche, gliene sarei proprio grato

Anonimo ha detto...

Qualora non lo sapesse, Gherardini è un testimone oculare e ha parlato dell'episodio anche nel suo "Il discorso mancato", Lindau pag.31