giovedì 24 luglio 2014

La requisitoria di Spaemann sul matrimonio fra chiesa e mondo

Da Il Foglio [qui]:  Il filosofo tedesco Robert Spaemann, sul mensile americano First Things [qui] ha scritto una potente requisitoria delle aperture alla concezione mondana del matrimonio che si stanno facendo largo anche all’interno della chiesa.

“Il matrimonio non è più visto come una realtà indipendente, nuova, che trascende l’individualità degli sposi, una realtà che, come minimo, non può essere sciolta dalla volontà di un solo partner. Ma può essere dissolta dal consenso di entrambe le parti, o dalla volontà di un sinodo o di un Papa? La risposta deve essere no”. Il filosofo tedesco Robert Spaemann, autorità nel mondo cattolico tenuta in altissima considerazione, fra gli altri, dal conterraneo Benedetto XVI, sul mensile americano First Things ha scritto una potente requisitoria delle aperture alla concezione mondana del matrimonio che si stanno facendo largo – e non da oggi – anche all’interno della chiesa, specialmente in vista del Sinodo straordinario sulla famiglia indetto da Francesco. Seconde nozze, nullità, accesso ai sacramenti per i risposati sono le appendici legali, le incarnazioni storiche del problema matrimoniale in un mondo dove i cattolici divorziano poco meno dei non cattolici, dicono le statistiche.

Venerdì 1 Agosto 2014. Appello urgente per i cattolici: Giornata di preghiera, adorazione e solidarietà per i cristiani perseguitati in Iraq, Siria e Medio Oriente

Riprendo da Rorate caeli [qui]. Aggiungo, in fondo il toccante messaggio del Patriarca Sako.

Venerdì 1 Agosto 2014. Appello urgente per i cattolici:
Giornata di preghiera adorazione e solidarietà
per i cristiani perseguitati in Iraq, Siria e Medio Oriente

È il giorno scelto dalla Fraternità Sacerdotale San Pietro (FSSP) per una giornata mondiale di pubblica Adorazione di Nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento, nella supplica per i nostri fratelli perseguitati in Iraq, Siria e Medio Oriente:
La FSSP chiede a tutti i suoi centri di apostolato sparsi nel mondo di dedicare Venerdì 1 Agosto ad una giornata di preghiera e di penitenza per i cristiani che soffrono terribili persecuzioni in Iraq, Siria e altrove in Medio Oriente.
Il 1 agosto è il primo Venerdì del mese ed è la festa di San Pietro in Vincoli. È la festa in cui leggiamo il grande potere della preghiera perseverante dei membri della Chiesa: «Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui». (Atti 12)

mercoledì 23 luglio 2014

27 luglio. Santa Messa Antiquior Bacoli (Napoli)

Laudentur Iesus et Maria!

Cari Amici,

Vi comunico che la prossima domenica 27 luglio 2014 - ore 19:00, presso la Parrocchia di S. Anna, Gesù e Maria di Bacoli (NA), Via Sant’Anna 1, il Rev.do Don Roberto Spataro SDB, segretario della Pontificia Academia Latinitatis e docente presso il Pontificium Insitutum Altioris Latinitatis (Università Salesiana), celebrerà la S. Messa in rito romano antico a norma del motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI, a conclusione dei festeggiamenti per la festa parrocchiale di S. Anna (26 luglio). 

In unione di preghiera
In Cordibus Iesu et Mariae

Antonio Stefano Sembiante
Messa Tridentina Napoli

Il "reverendo" di Bose e improvvide nomine

Leggo e riprendo da MiL, in ordine all'articolo di Vatican Insider [qui], riguardante la notizia dell'improvvida nomina di Enzo Bianchi come consultore del Pontificio Consiglio per la promozione dell'Unità dei cristiani.
Su alcune esternazioni di Enzo Bianchi, inflazionanti l'universo culturale che dovrebbe dirsi cattolico, avevo a suo tempo commentato qui. Personalmente posso testimoniare l'esclusione dalla "formazione permanente" dei futuri sacerdoti, da parte di una prestigiosa Università pontificia romana, di nozioni sul Summorum Pontificum e la Liturgia tradizionale, a favore di interventi - di fatto istituzionalizzati - di personaggi come Enzo Bianchi ed uno psichiatra neocatecumenale. Non è valsa, né del resto si usa ormai più farla valere, neppure la par condicio...
Per saperne di più su Enzo Bianchi vi rimando agli autorevoli scritti di Mons. Livi [qui], [qui] e [qui], che non esita a definirlo "falso profeta" e lo dimostra argomentando sapientemente.

Carissimo Dott. Tornielli, sai benissimo che non avremmo resistito all'impulso ex corde di replicare su un blog tradizionale ( letto cioè da quei tuoi fratelli nella fede che, per arcana disposizione della Provvidenza hanno in cuore un particolare - eroico - amore per la Chiesa e particolarmente per la tradizione liturgica ) alla tua simpatica  [beh, più che simpatica, la definirei disinvoltamente falsa] provocazione di appellare con il termine " reverendo " un personaggio del laicato cattolico ( laico però come me e come te) .

martedì 22 luglio 2014

La strategia del filo di ferro

Il Martedì Gnocchi di Riscossa cristiana: le risposte settimanali ai lettori di Alessandro Gnocchi. Riprendo il testo di questa settimana [qui] , che risponde ad un interrogativo su Mons. Galantino e i “volti inespressivi” di chi recita il Rosario fuori dagli ospedali dove si fanno gli aborti.

Caro Summa,

parto dal fondo e alla sua ultima domanda posso rispondere con una sola parola: nulla. Non si può fare nulla perché non ci troviamo al cospetto di superficialità, di cialtroneria, di disprezzo per l’intelligenza altrui o di scarsità di intelligenza propria. O meglio, c’è anche un po’ di tutto questo perché la qualità degli attori sul palcoscenico è davvero scarsina. Ma ciò è secondario, in quanto l’altalena di affermazioni e smentite risponde a una precisa strategia che cerco di spiegare con un’immagine solo in apparenza banale: è la strategia del filo di ferro.

Nova et Vetera Pubblica una risposta multilingue al cardinale Kasper

Rorate Caeli rivela [qui]. Non posso non sottolineare una delle contraddizioni di questa nostra temperie ecclesiale. Il Cardinale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Gerhard Ludwig Müller, sotto citato, in questo caso ha una posizione ineccepibile sulla morale. Ma la sua morale è fondata su una verità storicista, che gli fa dichiarare eretici tutti coloro che non accettano pedissequamente l'idolo concilio perché insistono su alcuni ineludibili distinguo, a tutt'oggi da nessuno confutati se non a suon di slogan. Dunque, di quale verità stiamo parlando? Non dimentichiamo che è la morale che si fonda sulla verità, non viceversa...

Nova et Vetera pubblica una risposta multilingue al cardinale Kasper
- E una rivelazione esplosiva sul prossimo Sinodo -

Da fonte affidabile: in Germania un certo vescovo si è preoccupato sull'orientamento che stanno prendendo i preparativi per l'imminente Sinodo straordinario dei Vescovi sulla famiglia. Si dice che il vescovo abbia affermato che i sostenitori delle proposte del cardinale Kasper hanno fatto passi (a quanto pare con successo) per limitare il coinvolgimento del Cardinale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Per capire perché alcuni stanno cercando di mettere ai margini il cardinale Müller, va  ricordato questo.

Nel frattempo, la Rivista Nova et Vetera ha pubblicato la risposta, alle proposte del cardinale Kasper, di otto teologi americani, sette di loro Domenicani, la maggior parte dei quali docenti alla Pontificia facoltà di teologia. La risposta, contemporaneamente pubblicata in inglese, tedesco, spagnolo, francese e italiano [qui], confuta in modo completo le innovazioni proposte dal cardinale Kasper, mostrando punto per punto come esse contraddicono la Tradizione perenne della Chiesa.

lunedì 21 luglio 2014

Diffida e ferma rettifica nei confronti di anonimi calunniatori di p. Serafino Lanzetta FI

Ave Maria!

Non posso esimermi dal rettificare le calunnie, che in questi giorni circolano sul web, sul conto di padre Serafino M. Lanzetta FI, un sacerdote e studioso profondo, attento e ben orientato. 

Egli già da diversi anni si è distinto per gli studi seri e appassionati [qui la sua relazione al Convegno sul Vaticano II del 2010; qui un resoconto dell'evento ricco di presenze illustri; qui gli Atti] e per le significative pubblicazioni che ne sono il frutto [qui] [qui]; ma anche per aver portato avanti, finché non l'hanno brutalmente rimosso [qui], una oasi luminosa nella Parrocchia di Ognissanti di Firenze, divenuta in pochi anni un Centro d'eccellenza, sia per la pastorale - rigorosamente biritualista ma esemplare - che come 'luogo' e fucina di incontri e attività anche di studiosi del versante tradizionale. 

Su un sito di incappucciati "normalisti" che (tutti nomi fittizi, nessuno si prende mai la briga di firmare con nome e cognome ciò che scrive), per una dichiarata ricerca di una sui generis “parcondicio” (come dice lì un tale “Claudio”), hanno iniziato ad attaccarlo sul lato personale e soprattutto in foro interno, leggendo le sue intenzioni, la sua volontà, quello che avrebbe inteso fare. Siccome tali tifosi del Kommissario attaccano chiunque difenda i Francescani dell'Immacolata (a cominciare da noi ed altri del versante della Tradizione), si permettono di infangare le persone con supposta neutralità elvetica, lasciando spazio a delatori qui più volte confutati. E lo fanno in modo subdolo e capzioso.[1]
Non si accorgono, però - o non vogliono farlo - di una differenza: loro non si fermano alle idee e ai fatti, ma si permettono di giudicare le intenzioni, la coscienza. Proprio loro che si definiscono seguaci fedelissimi di Papa Francesco.

domenica 20 luglio 2014

Patriarcato Caldeo : " Salvate i cristiani di Mosul ". Case contrassegnate e requisite

Aggiornamento 21 luglio: Sempre da Messa in Latino [qui], il Papa dopo l'Angelus di ieri: "A queste famiglie e a queste persone voglio esprimere la mia vicinanza e la mia costante preghiera".

Leggo su Messa in Latino, che riprende Imola oggi [qui] e l'Ansa [qui] perché non si può rimanere in silenzio. Pregare. Ma anche esercitare la propria autorità per esigere giustizia, nella reciprocità, senza non più tollerabili calamenti di braghe e salamelecchi unilaterali. Una comunità cristiana quasi completamente estinta dopo 2000 anni. E non è la sola...

19 luglio – “ Tutti coloro che hanno un potere in Iraq e nel mondo intervengano per salvare i cristiani di Mosul, depredati e scacciati dalla città ”.
È l’appello lanciato da Shlemon Warduni, vice patriarca della Chiesa caldea in Iraq, in risposta alle misure che lo Stato islamico in Iraq e nel Levante (Isil), che il 9 giugno ha preso il controllo di Mosul, sta adottando nei confronti della comunità cristiana locale.
Nei confronti di questa minoranza, è stato diffuso oggi un nuovo ordine di lasciare la città.

Edificio cristiano espropriato
Qualche giorno fa, i miliziani dell’Isil hanno segnato tutte le case dei cristiani con la lettera araba ‘N’, che sta per ‘nasrani’, ossia ‘cristiano’ (plur. nasara), e con la scritta “Proprietà immobiliare dello Stato islamico”. (1)
Inoltre, i commercianti sono stati messi in guardia dal distribuire ai cristiani le razioni alimentari sovvenzionate dal governo e lo stesso è capitato ai distributori di energia elettrica.
“L’Isil ha invitato ieri con una lettera ufficiale tutti i rappresentanti della comunità cristiana a partecipare a una riunione per organizzare la questione degli alloggi in città”, racconta il patriarca Warduni ad Aki-Adnkronos International. “Tuttavia – prosegue – la lettera è arrivata tardi ad alcuni di loro, mentre altri hanno preferito non presentarsi per paura di quel che li aspettava e di conseguenza nessuno ha risposto a questo invito”. “Alla fine, questa mattina l’Isil ha annunciato attraverso i megafoni delle moschee che i cristiani devono lasciare la città, oppure pagare la jizya (ossia la tassa di ‘protezione’, ndr) oppure diventare musulmani”, racconta Warduni. “Quando i cristiani hanno iniziato ad uscire di casa, gli elementi dell’Isil li hanno fermati e derubati di ogni cosa, soldi, oggetti preziosi e anche le automobili, costringendoli a lasciare la città a piedi”, aggiunge.

Mentre il Vaticano ai musulmani: “felicitazioni ed i migliori auguri per il ramadan” (Fonte VIS 18 luglio 2014) [qui]. (2)

Una donna rettore in una Università pontificia

Leggo su Vatican Insider [qui]. Non credo che tutto debba esser per forza ricondotto a Jorge Mario Bergoglio. Certamente i tempi erano maturi ed è accaduto che la prima donna donna professore stabile presso la facoltà di Teologia della Pontificia università Antonianum, l’ateneo romano dei francescani, sia anche la prima donna chiamata ad assumere l’incarico di decano, equivalente al titolo di preside, e ora, rettore di quella università pontificia della città eterna. 
La francescana Mary Melone, grande esperta di sant’Antonio da Padova, è stata nominata ai vertici dell’ateneo dalla congregazione per l’Educazione cattolica guidata dal cardinale Zenon Grocholewski per il triennio 2014-2017. 
Bella e condivisibile la dichiarazione sotto-riportata. Certo, c'è da conoscere altro, che al momento non conosco, ma quel che leggo qui mi piace. E non per solidarietà femminile. 
Invece di pubblicare lo spezzone di Vatican Insider, riprendo l'intera risposta contenuta nell'intervista de L'Osservatore Romano del 2011 [qui]

[...] Teologia al femminile: aveva senso, ha senso, avrà senso? Il tempo di «Colei che è», il saggio di Elizabeth Johnson che, per la prima volta, affrontava in modo radicale il problema del discorso su Dio in un linguaggio inclusivo, è passato? Oggi è meglio parlare di teologia tout court?
Non sono per questo tipo di etichette, teologia al femminile. E soprattutto non sono per le contrapposizioni, pur non ignorando che forse in passato c’è stato motivo per la contrapposizione. Forse anche nel presente, non lo so. Sicuramente lo spazio alle donne deve essere maggiormente garantito. Parlare di teologia al femminile non risponde proprio alla mia visione: c’è solo la teologia. La teologia come ricerca, come sguardo rivolto al mistero, come riflessione su questo mistero. Ma proprio perché tale va fatta con sensibilità diverse, questo sì. Il modo di accostarsi al mistero, il modo con cui una donna riflette su questo mistero che si dà, che si rivela, è sicuramente diverso da quello di un uomo. Ma non per contrapposizione. Io credo nella teologia, e credo che la teologia fatta da una donna sia propria di una donna. Diversa, ma senza la rivendicazione. Altrimenti mi sembra quasi di strumentalizzare la teologia, che invece è un campo che richiede l’onestà di chi si mette di fronte al mistero.

sabato 19 luglio 2014

Insieme chiesa, moschea e sinagoga: Berlino abbatte un altro muro

Aggiornamento: aggiungo, in fondo, il commento di un lettore, che è bene estrarre dalla discussione e portare all'attenzione di tutti.

La notizia è dei giorni scorsi ed è riportata dal Corriere della Sera [qui]. Il fatto che questa ibrida "Casa" sia detta di un definito Uno, non cambia la realtà che si tratti di un unidentified object, perché quella che religioni monoteiste adorino un unico dio è solo una leggenda metropolitana, anche se raccontata persino da cattedre illustri [qui].
«Sarà il luogo di meditazione aperto a tutti di «The House of One» che sorgerà sopra i resti di ben 5 chiese: la più antica risale al 1200».
Il fatto che l'ibrido nasca sui resti di ben 5 chiese, ci fa dire che l'abominio della desolazione, se non è ancora nel Luogo Santo (ma chissà?), sarà tra breve - visto che il progetto sembra nascere con i migliori auspici - in un un luogo già e non più santo. Riproduco solo una parte del testo. Il resto può esser letto dal link.
Neppure ci può più meravigliare che l'architetto designato la consideri «un’idea coraggiosa che ci ha subito incuriosito e appassionato». I principali promotori sono un rabbino e un imam, sull'idea di un pastore evangelico. L'Europa ha rifiutato le radici giudeo cristiane (in realtà sono anche greco-romane) della propria civiltà. Ma sembra non disdegnare che i nuovi forgiatori della cultura europea, la perseguano sul presupposto che sia improntata alle tre religioni monoteiste implicate, anch'essa in una proclamata - infatti risulta solo dal loro dire - ma non dimostrata 'continuità'.
E, con l'aria che tira, possiamo prevedere anche il plauso di cosiddetti pastori di non si sa più di quali pecore. Qui più che i muri vengono abbattuti i pilastri: quelli della salvezza vera, una volta percosso il pilastro, la roccia... Ma non praevalebunt! (Maria Guarini)

Cristiani, ebrei e musulmani pregheranno un giorno sotto lo stesso tetto qui nella Fischerinsel, la parte finale dell’Isola dei Musei, alle spalle dell’Unter den Linden. Tanto tempo fa questa era Cölln, insediamento medievale che fu unito a Berlino nel Settecento. Se la città potesse parlare, racconterebbe quindi un percorso di secoli. Ma non si fermerebbe a riflettere, per paura di rendere meno veloce il cambiamento. Appare quasi strano, adesso, che l’Utopia voglia prendere domicilio proprio in quest’area un po’ desolata, dove i tedeschi dell’Est coprirono di cemento, trasformandole in un parcheggio, le rovine della Petrikirche, distrutta dai bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale. La storia non si misura, però, con gli occhi di un passante frettoloso. In effetti non sembra un luogo adatto per sognare questo spazio incorniciato da squadrati condomini ex socialisti (dove ha abitato anche il leggendario Markus Wolf, «numero uno» della Stasi, la terribile polizia segreta tedesco-orientale) che una mano di bianco accecante tenta ora di fare convivere con la modernità. Veramente vicino — non in modo ingannevole, come spesso accade — il Fernsehturm, la torre di Alexanderplatz. [...]