sabato 31 gennaio 2015

Il nuovo popolo di Dio – di Patrizia Fermani

Ci sono forse obiezioni o altre parole per dirlo? Ineccepibile Patrizia Fermani su Riscossa cristiana [qui]

Il problema è il popolo di Dio. Ormai non abbiamo più parole per esprimere lo sgomento di fronte all’opera di demolizione del cattolicesimo che Bergoglio sta ultimando grazie alla crisi culturale generalizzata, alla volgarità dei tempi e al consenso che raccoglie in virtù dei meccanismi di immedesimazione collettiva. Alcuni hanno avvertito presto di cosa si trattava, altri hanno cercato di sospendere il giudizio e addirittura di congelarlo fino a che il dovere di obbedienza lo potesse consentire.

Ma agli albori di questo 2015, nessuno può più permettersi di rimandare alcunché poiché la posta in gioco è ormai apertamente la sopravvivenza concreta di una religione, e proprio perché i giochi sembrano già fatti in senso contrario e senza possibilità di appello. E sembrano fatti perché l’operazione fin dall’inizio è stata condotta dall’intero popolo di Dio, massa obbediente e complessivamente inerte, capitani e comandanti in capo, tutti provvisti della nuova bibbia conciliare che quasi nessuno ha letto ma che a tutti è stata imposta come la mappa di un cattolicesimo nuovo.

venerdì 30 gennaio 2015

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e la preghiera

Benedetto XVI, Udienza generale
Piazza della Libertà, Castel Gandolfo

Mercoledì, 1° agosto 2012

Cari fratelli e sorelle!

Ricorre oggi la memoria liturgica di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Vescovo e Dottore della Chiesa, fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore, Redentoristi, patrono degli studiosi di teologia morale e dei confessori. sant’Alfonso è uno dei santi più popolari del XVIII secolo, per il suo stile semplice e immediato e per la sua dottrina sul sacramento della Penitenza: in un periodo di grande rigorismo, frutto dell’influsso giansenista, egli raccomandava ai confessori di amministrare questo Sacramento manifestando l’abbraccio gioioso di Dio Padre, che nella sua misericordia infinita non si stanca di accogliere il figlio pentito. L’odierna ricorrenza ci offre l’occasione di soffermarci sugli insegnamenti di sant’Alfonso riguardo alla preghiera, quanto mai preziosi e pieni di afflato spirituale. Risale all'anno 1759 il suo trattato Del gran mezzo della Preghiera, che egli considerava il più utile tra tutti i suoi scritti. Infatti, descrive la preghiera come «il mezzo necessario e sicuro per ottenere la salvezza e tutte le grazie di cui abbiamo bisogno per conseguirla» (Introduzione). In questa frase è sintetizzato il modo alfonsiano di intendere la preghiera.

Il 13 giugno al Palalottomatica

Un articolo di Costanza Miriano su La Croce di ieri. Un'occasione da non perdere e da diffondere. Peccato che in questo contesto siano ignorate le distorsioni dottrinali che molto ci interpellano. Ma credo che Costanza Miriano, nella sua situazione, faccia del suo meglio e sia una testimone più che valida e credibile.

Una mette a letto i figli, a posto i piatti, sforna la torta al cioccolato e affronta il gelo notturno per andare a una riunione con i tre amici e compagni di quella stramba avventura che abbiamo chiamato “Contro i falsi miti di progresso”. Dai, l’ultimo sforzo, si dice l’ignara madre di famiglia mentre cerca un paio di calze non bucate . Va lì tutta tranquilla e serena, perché pensa che il senso della riunione sia fondamentalmente dirsi: daje ragazzi che il peggio è passato, siamo sopravvissuti al convegno di Milano e agli attacchi mediatici e alle palate di m…aldicenze. Adesso sì che ci possiamo rilassare.

giovedì 29 gennaio 2015

Preghiera al S. Cuore ogni venerdì a Firenze

La Preghiera di Riparazione: un contagio che speriamo continui a diffondersi.

CONFRATERNITA
DI S. GIROLAMO E S. FRANCESCO POVERINO
Piazza SS.ma Annunziata n. 2 - Firenze

TUTTI I VENERDÌ ALLE ORE 18,30
PREGHIERA DI RIPARAZIONE
AL SACRO CUORE DI GESÙ
E SANTO ROSARIO

31 gennaio e 1 febbraio Sante Messe Tradizionali a Lugano

Riprendiamo come esemplare anche il testo della Newsletter con la quale il nostro lettore accompagna le sue puntuali segnalazioni a chi può essere interessato e interpellato.

Prossime due S.Messe secondo il Messale di S.Giovanni XXIII
sabato 31 gennaio 2015 - ore 8,00
Santa Messa letta
cappella della Clinica Luganese Moncucco
* * *
domenica 1° febbraio 2015 - ore 16,00
Santa Messa cantata
chiesa di S.Carlo, via Nassa, Lugano

(continua)... Ecco dunque come i fedeli partecipano in modo autenticamente attivo alla S.Messa:

(dal Catechismo Maggiore di san Pio X (punti 665-667) e dall’enciclica “Mediator Dei” di Pio XII)
  • con la modestia della persona, cioè con la presenza decorosa, discreta, raccolta; 
  • con la devozione interiore, cioè l’amore e lo zelo per le cose di Dio; 
  • unendo le proprie intenzioni particolari a quelle di Cristo e della Chiesa: la Gloria di Dio e la santificazione personale; 
  • con la pia attenzione, meditazione e contemplazione del Mistero che viene celebrato;
  • esprimendo nei modi appropriati il proprio consenso interiore a ciò che il ministro compie a nome di Cristo e della Chiesa. 
Se a queste cose si unisce la comprensione dei testi (tramite messalini bilingui), tanto meglio, ma non sono di necessità assoluta. Non v’è dubbio che con la sua essenzialità il rito tridentino favorisce tutto questo senza indurre fuorvianti o equivoche occasioni di distrazione.
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Un film profetico!


Nell'aprile 2013, avevamo già segnalato su questo blog il film The Catholics (o The Conflict). Ambientata in un futuro imprecisato, dopo un fantomatico Concilio Vaticano IV, la pellicola descrive la persecuzione da parte della gerarchia romana di monaci irlandesi che tornano a celebrare la Messa di sempre. La ricordiamo ora di nuovo in quanto è possibile procurarsi una edizione estesa contente due scene mancanti, entrambe fondamentali per la comprensione del film.  La prima è il colloquio tra il p. Kinsella (il commissario) con il padre generale interpretato da Raf Vallone. La seconda è il colloquio tra il p. Kinsella ed il barista nel pub. La somiglianza con la vicenda dei Frati francescani dell'Immacolata è impressionante.

mercoledì 28 gennaio 2015

Supplica filiale a Sua Santità Papa Francesco sul futuro della famiglia

«Sono molto preoccupato e invito tutti i cattolici, laici, sacerdoti e vescovi, a impegnarsi, da oggi fino alla prossima Assemblea sinodale, al fine di mettere in luce la verità sul matrimonio». (Cardinale Raymond Leo Burke, Intervista a Le Figaro. Nostra traduzione qui).
Chi vuole aderire può Cliccare qui

SI NO AHORA, ¿CUÁNDO?

El cardinal Kasper y todos los matones de Bergoglio, movilizados para el Sínodo de la Familia, son absolutamente lógicos y perfectamente coherentes con los principios sobre el ecumenismo introducidos por el Concilio al proponer un nuevo acercamiento ‘pastoral’ al matrimonio. Con la aserción de que « le corresponde a la Iglesia reconocer las semillas del Verbo esparcidas más allá de sus fronteras visibles y sacramentales », vuelven al escenario el párrafo 22 de la Gaudium et Spes [aquí - italiano y aquí - español] y esos elementos de eclesialidad que supuestamente existirían también fuera de la Iglesia. Es lógico y consecuente, pues, pasar del ecumenismo eclesial al ecumenismo matrimonial: según ellos habría entonces elementos del matrimonio cristiano fuera del sacramento. Se contempla de hecho la posibilidad –en conformidad con lo que el Concilio ha hecho con las demás profesiones cristianas e incluso con las religiones no cristianas– de reconocer « elementos positivos » hasta en « formas imperfectas » como el matrimonio por el juzgado y la convivencia. Todo eso en la total ausencia de elementos objetivos de juicios morales, mientras que el no oponerse al mal sino adecuarse a él cabe ahora en la definición –según el nuevo lenguaje de madera– de “valiente elección pastoral” y en el marco de la virulencia revolucionaria que se engendra y que podrá abrir ulteriores escenarios hasta ahora inimaginables.

Il viaggio papale in Sri Lanka e nelle Filippine ha lasciato segni profondi. Il Vescovo di Roma che indossa paramenti altrui e le profanazioni dell’Eucaristia. C’è una logica nella successione degli eventi…

La riposte del martedì di Alessandro Gnocchi [qui]

Gentilissimo dottor Gnocchi,
magari esagero, ma vorrei parlare ancora dell’ultimo viaggio del Papa per chiederle un chiarimento. Nelle immagini che abbiamo visto tutti, specialmente in quelle che mostrano il Vicario di Cristo con rappresentanti di altre religioni, c’è qualcosa che istintivamente mi turba, ma non riesco a mettere a fuoco di che cosa si tratta. Sarei persino tentato di pensare che sono io a vedere il male dove non c’è, ma poi mi dico che tutto quanto vedo ha poco a che fare con il cattolicesimo. Mi può aiutare a capire se c’è qualcosa che non va in queste manifestazioni e, tal caso, di che cosa di tratta?
Grazie per l’attenzione
Piergiorgio Tomassoni
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Caro Alessandro Gnocchi,
a Manila, durante la Messa celebrata dal Papa, abbiamo visto cos’è successo al momento della Comunione: le ostie passate di mano in mano tra i fedeli (alcune pare siano anche finite in terra), senza il minimo rispetto per il Corpo di Cristo. E tutto questo è accaduto in mezzo a una gran gazzarra. Uno spettacolo che mi ha fatto venir da piangere. Ricordo la domenica 3 giugno del 2012, quando Benedetto XVI celebrò la Messa all’aeroporto di Bresso, vicino a Milano. Era la giornata mondiale della famiglia, c’ero anch’io. Eravamo circa un milione, eppure al momento della Comunione tutto si era svolto in ordine, con tantissimi sacerdoti che si erano portati verso i settori in cui erano stati suddivisi i fedeli. Ogni sacerdote era assistito da un chierichetto col piattino e la Comunione veniva data in bocca. Mi viene da chiedermi: dei preti, e tra questi addirittura il Papa, che lasciano succedere quel che è successo a Manila, credono ancora che l’ostia consacrata è corpo di Cristo, o sono lì a sbrigare una faccenda che non li interessa più di tanto? E qui vorrei anche parlare della Comunione data in mano, di tanti ministri “straordinari” che non si capisce a cosa servano, ma non vorrei dilungarmi. Le sarò davvero grato se mi dirà il suo parere. Grazie
Costanzo Scalvi
 Caro Tomassoni, caro Scalvi,
il viaggio di Francesco in Sri Lanka e nelle Filippine ha lasciato segni profondi nelle coscienze di molti cattolici. Ne sono prova le tante lettere che ancora arrivano in redazione e a questa rubrica. Ho scelto le vostre due tra le molte che acutamente puntano l’indice su temi passati in secondo in piano rispetto a quelli rilanciati con clamore dai media.

martedì 27 gennaio 2015

La fine dell'apologetica? E in S.Paolo fuori le mura il papa perde il piviale...

Il Papa, senza il piviale, saluta i rappresentanti ortodossi.
Vedere il filmato sotto
Come ogni anno, il 25 gennaio, si è svolta la celebrazione dei Secondi Vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, guidata dal Papa, per celebrare la fine della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani (18-25 gennaio).
Non possiamo non soffermarci su alcuni brani dell'omelia - il cui testo integrale è qui - che trascrivo di seguito limitandomi a due chiose essenziali, dopo la curiosa nota di cronaca, che inserisco qui.
Dal breve filmato, che mostra come il piviale cade dalle spalle del papa, noto un atteggiamento e un incedere più che sciatto, deconcentrato, sbrigativo, lontano da ogni solennità per non parlare di sacralità... Solo una mia impressione soggettiva? 


[...] La donna di Sicar interroga Gesù sul vero luogo dell’adorazione di Dio. Gesù non si schiera a favore del monte o del tempio, ma va oltre, va all’essenziale abbattendo ogni muro di separazione. Egli rimanda alla verità dell’adorazione: «Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità» (Gv 4,24). Tante controversie tra cristiani, ereditate dal passato, si possono superare mettendo da parte ogni atteggiamento polemico o apologetico e cercando insieme di cogliere in profondità ciò che ci unisce, e cioè la chiamata a partecipare al mistero di amore del Padre rivelato a noi dal Figlio per mezzo dello Spirito Santo. L’unità dei cristiani – ne siamo convinti - non sarà il frutto di raffinate discussioni teoriche nelle quali ciascuno tenterà di convincere l’altro della fondatezza delle proprie opinioni [La Chiesa docens non mai espresso opinioni. La 'dottrina' che nasce dalla rivelazione, è forse un'opinione?]. Verrà il Figlio dell’uomo e ci troverà ancora nelle discussioni. Dobbiamo riconoscere che per giungere alla profondità del mistero di Dio abbiamo bisogno gli uni degli altri, di incontrarci e di confrontarci sotto la guida dello Spirito Santo, che armonizza le diversità e supera i conflitti, riconcilia le diversità.
[...] Oggi esiste una moltitudine di uomini e donne stanchi e assetati, che chiedono a noi cristiani di dare loro da bere. È una richiesta alla quale non ci si può sottrarre. Nella chiamata ad essere evangelizzatori, tutte le Chiese e Comunità ecclesiali trovano un ambito essenziale per una più stretta collaborazione. Per poter svolgere efficacemente tale compito, occorre evitare di chiudersi nei propri particolarismi ed esclusivismi, come pure di imporre uniformità secondo piani meramente umani (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 131). Il comune impegno ad annunciare il Vangelo permette di superare ogni forma di proselitismo e la tentazione di competizione. Siamo tutti al servizio dell’unico e medesimo Vangelo! [Il già pur forse riduttivo subsistit in de la Catholica è un particolarismo o un esclusivismo?]