sabato 4 luglio 2015

Putin e il mondo alla rovescia

Massimo Viglione su Riscossa Cristiana.

… oggi, mentre la Russia non è più quella del 1917, la Francia, sotto sotto, è sempre la Francia del 1789 e del 1793, con la sua ghigliottina, il suo odio, il suo terrore, la sua follia, con il Robespierre di turno. E gli USA, di contro, sono peggio di tutto quello che sono mai stati nel passato. Del resto, come la Gran Bretagna, come la Germania. E come l’Italia…
Viviamo giorni terribili: non solo per quanto riguarda la distruzione economica degli italiani, delle loro famiglie e della loro produttività; non solo per quanto riguarda il disastro di ciò che rimane della fallimentare Repubblica Italiana fondata sulla mancanza di lavoro, sulla partitocrazia e sulla corruzione; quanto anzitutto dal punto di vista morale, della morale collettiva nazionale e internazionale.

venerdì 3 luglio 2015

Domenica 5 luglio. Santa Messa tradizionale a Torino

Associazione Cardinal G. Saldarini
per la liturgia latino-gregoriana “Summorum Pontificum”
(Coetus fidelium stabiliter existens ex art. 5 M.P. Summorum Pontificum 
et art. 15. Instr. Universae Ecclesiae)

Domenica 5 luglio - ore 16.30

Santuario di San Giuseppe
via S. Teresa 20, Torino
S. Messa cantata latino-gregoriana (forma straordinaria) nella VI Domenica dopo Pentecoste

Programma musicale della celebrazione:
Proprio gregoriano del giorno parzialmente salmodiato.
Kyriale XI (Orbis Factor)
Credo III
Salve Regina (t. simplex)
Andrò a vederla un dì

Ulteriori informazioni e sussidi liturgici saranno disponibili sulla pagina facebook dell'evento (accessibile senza registrazione):
https://www.facebook.com/events/911467258901461/

Paolo Pasqualucci. Ancora sulla pertinace quanto infondata accusa a mons. Lefebvre di aver “approvato”, firmandoli, tutti i documenti del Concilio.

Con la chiara ed articolata trattazione che segue, Paolo Pasqualucci confuta recenti affermazioni di Antonio Socci e Guido Ferro Canale. Essa assume particolare rilevanza nel mettere in luce i nuovi aspetti della ecclesiologia fondata sulla collegialità: un discorso che acquista maggior peso anche in riferimento alla Sinodalità incombente che, tutto sommato, è da lì che nasce. 
Il focus del problema sta nell'attribuire poteri giuridici ad organismi che hanno invece, funzione consultiva. Si dà il caso che i documenti romani da tempo non brillino per chiarezza e precisione. La "nota praevia" alla Lumen Gentium, sia pure con cautela curiale, ha chiarito il vero significato di collegialità. Ma sembra che non sia riuscita a eliminare il rischio che de facto si pongano sullo stesso piano Papa e Collegio episcopale, senza tener conto che il collegio episcopale in tanto può insegnare in quanto è riunito sotto Pietro, per cui il potere nella Chiesa è unico: quello di Pietro, il quale può esercitarlo anche insieme ai vescovi.

Ancora sulla pertinace quanto infondata accusa a mons. Lefebvre di aver “approvato”, firmandoli, tutti i documenti del Concilio.
Sommario : 1. Un’accusa assurda. 2. La promulgazione dei documenti votati in Concilio al Vaticano I. 3. La promulgazione al Vaticano II. 4. Lumen Gentium 22.2 e nuova formula di promulgazione. 4.1 L’esegesi contorta prospettata in LG 22.2 non riesce a nascondere la mancanza di fondamento scritturale della nuova idea di collegialità. 5. La promulgazione, sua natura. 6. La promulgazione secondo il regolamento del Vaticano II. 7. Le modalità della famosa “firma”. 8. L’esatto significato della “firma”, in senso “oggettivo” e “soggettivo”.
1. Un’accusa assurda

L’accusa è stata di recente riproposta da Antonio Socci [qui].  Essa fa il paio con l’altra erronea interpretazione che periodicamente ricompare, quella di considerare valida l’illegale soppressione del Seminario di Écône nel 1975; riproposta poco tempo fa da Guido Ferro Canale in un articolo apparso su “Radio Spada” [qui].  Quest’Autore mi cita espressamente a disfavore, spero di potergli replicare ponderatamente in tempi non troppo lunghi.

L’accusa di contraddizione o incoerenza a mons. Lefebvre nasce dal fatto che egli, come tutti gli altri vescovi, nelle sessioni pubbliche del Vaticano II nelle quali si approvavano definitivamente i documenti del Concilio, fu invitato dal Papa ad apporre la sua firma in calce ai documenti stessi, che il Pontefice veniva via via approvando e promulgando dopo che erano stati votati ed approvati in aula in via definitiva dai vescovi, in una sessione pubblica  e solenne.  Con la speranza di riuscire a chiarire una volta per tutte la questione, cercherò di illustrare nel modo più articolato possibile la ratio di questa “firma”, il cui significato non appare a prima vista del tutto evidente.

giovedì 2 luglio 2015

Per Venerdì 3 luglio. Preghiera di Riparazione e proposta di lettura formativa

Domani, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione. Vi ricordiamo le preghiere, cui vanno aggiunte le Litanie del Sacro Cuore [le trovate qui].

Questa settimana prosegue l'impegno di preghiera proposto da Don Pietro Leone, “Contro l’introduzione della teoria del gender nelle scuole”, descritto nel dettaglio nell’articolo già pubblicato su Riscossa Cristiana.

Aggiungiamo di seguito la proposta di lettura formativa della settimana, tratta ancora dal Libro della mia vita di Santa Teresa d'Avila


O Dio, che nella tua misericordia ti sei degnato di elargire i tesori infiniti del tuo amore nel Cuore del Figlio tuo, trafitto per i nostri peccati, concedi che, rendendoGli il devoto omaggio della nostra pietà, possiamo compiere anche l’ufficio di una degna riparazione
Pertanto: ripariamo! Affrettiamo il trionfo della Chiesa di Cristo: torni quanto prima a risplendere della luce del suo Signore nelle parole e nella vita dei suoi figli, perché il mondo creda.

Cor Iesu Sacratissimum, adveniat Regnum tuum!

Come praticare la preghiera di riparazione: ogni venerdì (possibilmente), dopo aver detto l’Atto di Offerta “Cuore Divino di Gesù”* ponendo come intenzione “in riparazione dei peccati contro il vostro Cuore sacratissimo”, recitare il S. Rosario a cui far seguire le Litanie del S. Cuore di Gesù con relativa orazione. Nei limiti delle possibilità, questa pratica si faccia davanti al SS. Sacramento o comunque si sosti almeno un quarto d’ora davanti al tabernacolo in adorazione ed espiazione. In caso di particolare necessità, verranno suggerite ulteriori forme di riparazione e di penitenza, secondo il principio dell’agere contra.
_________________________
* Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati, specialmente di quelli in contro il vostro Cuore sacratissimo e per la salvezza di tutti gli uomini, a gloria del Divin Padre. Amen.

NON ARCHEOLOGISTI, MA FIGLI DELLA CHIESA

L'Editoriale di Luglio di "Radicati nella fede" ci ripropone con chiarezza il problema del biritualismo
A questo riguardo, mentre apprezzo la fermezza dei Sacerdoti di Vocogno e credo che siano una oasi di irraggiamento della Fede autentica di grande efficacia e respiro nel contesto in cui operano (ce ne fossero!), vi propongo di seguito, prima del testo - insieme ad una mia riflessione che fa i conti con la realtà in cui siamo - il pensiero di un carissimo lettore, al quale risponderemo insieme da qui. 
Recentemente, col mio Sacerdote, si era toccato l'argomento dell'integrazione dell'offertorio tradizionale nel NO, perché lui si mostrava entusiasta della proposta del cardinale Sarah [qui]. Anche Mons. Fellay ne parla positivamente nell'intervista che hai tradotto (grazie!) anche se fa capire (però forse un po' troppo di sfuggita) che l'obiettivo non è il biritualismo ma la vera autentica Messa di sempre.
Ora Radicati nella Fede tocca il medesimo argomento in modo molto chiaro dando un giudizio sul biritualismo che mi trova molto concorde.
Io stesso mi trovo nell'ambito biritualista, ma trovo che si può vivere il biritualismo in due modi diversi:
primo, credendo che il NO può essere salvato con una riforma della riforma e impegnarsi in tal senso;
secondo, credendo che nello stato attuale delle cose lo stare nel NO è per essere di aiuto nel traghettare le persone verso il VO, il rito che non correrà mai il rischio di essere spurio (abusi liturgici a parte).
Al sacerdote, che propende per la prima opzione, l'ho riassunto con un motto tratto dal famoso detto sull'identità del cristiano, che è nel mondo ma non del mondo:
noi siamo NEL NO ma non DEL NO. Cosa ne pensi?
Che ci siano realtà come Vocogno è una grazia grande; ma nella situazione in cui siamo, c'è l'enorme difficoltà di far conoscere ai fedeli - perché possano accostarvisi e ritrovarne le Sorgenti - il Rito antiquior (quello certamente non spurio); difficoltà perdurante nonostante lo sdoganamento del Summorum a causa della viscerale avversione di vescovi e sacerdoti, ormai quasi tutti modernisti con rare eccezioni. Nel frattempo, molti sacerdoti che hanno riscoperto l'antico Rito si scontrano con la difficoltà di introdurvi i fedeli che negli ultimi decenni hanno interiorizzato (senza esserne consapevoli) un diverso approccio teologico ed ecclesiologico alla celebrazione liturgica. E alcuni di loro stanno introducendo graduali - chiamiamole sanatorie - per recuperarne la sacralità. 
Ed è questa anche la ragione per cui era venuta fuori la "Riforma della riforma" e la consapevolezza di un'esigenza di gradualità, a causa dello iato generazionale che peraltro si va facendo sempre più profondo. C'è tuttavia un rischio da non sottovalutare: la possibilità che si resti in una Terra di mezzo che avrebbe come conseguenza di fare del NO un ibrido o di introdurre contaminazioni nel Rito mai abrogato, tesoro prezioso per tutta la Chiesa, che diventerebbe (Dio non voglia!) un ibrido a sua volta! Già, purtroppo, in alcuni contesti, ci sono sacerdoti che celebrano il VO introducendo varianti arbitrarie (avendo assimilato la creatività senza rete conciliare e post), che sono veri e propri abusi liturgici, che la forma mirabile del Rito, se rispettata, di per sé non consentirebbe. Questo è un rischio assolutamente da non correre; ma è difficile arginarlo perché non tutti i fedeli sono consapevoli della portata (e quindi delle conseguenze a lungo termine) delle variazioni introdotte in alcuni casi. Questa è la realtà in cui siamo. A voi ulteriori riflessioni e testimonianze, sull'onda dell'articolo che segue. (M.G.)

Non archeologisti ma figli della Chiesa

 È per amore alla Chiesa che restiamo nella Tradizione.
 È per amore alla Chiesa che ci ostiniamo, contro tutto e tutti, a celebrare solo la messa in rito tradizionale. È per amore alla Chiesa che resistiamo alla Chiesa stessa quando questa ci chiede di celebrare e di assistere anche al nuovo rito della messa.

  E non è assolutamente per archeologismo, non è per un amore al passato in quanto passato.

  Invece l'ultima riforma liturgica, che ha stravolto da cinquant'anni la vita della Chiesa, nasce da un non amore alla Chiesa e alla sua storia, nasce da un vizio di archeologismo.

  Infatti con l'ultima riforma liturgica, con la messa nuova per intenderci, si è di fatto voluto cancellare con un colpo di spugna tutta la storia bimillenaria della Chiesa cattolica, volendo tornare ad una mitica epoca d'oro, ad un mitico tempo d'oro d'inizio della Chiesa, inventando una liturgia super semplificata che falsamente si vuol far risalire agli Apostoli e quindi a Nostro Signore. Se si chiede alla gente semplice, questa vi dice proprio così, cioè che la liturgia moderna, nella sua scarna semplicità, corrisponde di più alla semplicità del Vangelo. In fondo molti, anche tra i preti, la pensano così. E pensano che gli amanti della Tradizione siano dei soggetti deboli, che hanno bisogno ancora di inutili orpelli per vivere la fede.

mercoledì 1 luglio 2015

Restituiti i beni ai Francescani dell'Immacolata

Immobili per 30 mln tornano ai fedeli Padre Manelli

(ANSA) - NAPOLI, 1 LUG - Il Tribunale del Riesame di Avellino ha dissequestrato i beni di proprietà delle associazioni di laici vicine al fondatore dell' Ordine dei Francescani dell' Immacolata, Padre Stefano Manelli per un valore di circa 30 milioni. I beni erano stati sequestrati dalla Procura di Avellino, che aveva ipotizzato i reati di truffa e falso ideologico. I Ffi sono stati commissariati dalla S.Sede nel 2013, ma migliaia di fedeli con le loro associazioni restano legate al fondatore dell' Ordine.
[Qui] e [qui] alcuni nostri chiarimenti proprio sull'incresciosa vicenda dei beni.

Mons. Fellay risponde ad alcune domande sulla Fraternità sacerdotale e lo stato attuale dei suoi rapporti con Roma.

Riprendiamo dal Sito della Fraternità San Pio X in U.S.A. by Rorate Caeli.

In occasione della benedizione delle campane per la cappella della scuola di St-Michel de La Martinerie a Chateauroux, il Vescovo Bernard Fellay ha fornito a Présent un aggiornamento (pubblicato sabato 27 giugno) sulla situazione della Fraternità San Pio X, di cui è il Superiore Generale.
Présent: In un'intervista con Fideliter nel 2001, lei ha citato il «movimento di profonda simpatia di giovani sacerdoti per la Fraternità». Questo movimento è cresciuto, in particolare con il motu proprio del 2007?

Fellay: Senza dubbio! Il motu proprio ha dato nuovo slancio a questo movimento. Ed è importante persistere sull'interesse di Benedetto XVI per la liturgia in generale. Egli ha veramente voluto mettere l'intera liturgia tradizionale, non solo la Messa, a disposizione dei sacerdoti e dei fedeli; se ciò non è accaduto è perché c'era troppa opposizione. Ma i giovani sacerdoti si identificano con questa liturgia, proprio perché è senza tempo. La Chiesa vive in eterno.

martedì 30 giugno 2015

1° Luglio Messa per la Festa del Preziosissimo Sangue di N.S. Gesù Cristo a Torino

Associazione Cardinal G. Saldarini
per la liturgia latino-gregoriana “Summorum Pontificum”
(Coetus fidelium stabiliter existens ex art. 5 M.P. Summorum Pontificum 
et art. 15. Instr. Universae Ecclesiae)

S. Messa cantata latino-gregoriana (forma straordinaria) 

nella festa del Preziosissimo Sangue di N.S. Gesù Cristo

Mercoledì 1° luglio 2015 - ore 19.30

Basilica del Corpus Domini
P.zza Corpus Domini, Torino


Programma musicale della celebrazione:

Proprio gregoriano della Festa
Kyriale VIII (De angelis)
Credo III
O esca viatorum/O linfa fons amoris (Haydn)
Pange lingua (gregoriano)
Salve Regina (t. simplex)
Pietà Signor (Perosi)

Al termine della S. Messa, canto delle Litanie del Preziosissimo Sangue (Indulgenza par.)

Corrado Gnerre. Commento all’Enciclica “Laudato sì” di papa Francesco

Dopo alcune nostre osservazioni di massima al momento del primo impatto con la nuova enciclica [qui] e [qui]e in attesa di darci il tempo per uno studio più approfondito, cogliamo dal sito Civiltà Cristiana, questo commento di Corrado Gnerre che consente una valutazione articolata ed efficace dell'intero contesto. 

Alcune premesse

Prima di iniziare l’analisi dell’Enciclica Laudato sì di papa Francesco occorre fare alcune premesse sul lavoro che ci accingiamo a svolgere e sul Documento.

L’analisi dell’Enciclica che vogliamo offrirvi sarà schematica, perché vuole essere utile e servire coloro che avrebbero difficoltà a leggere per intero il testo. Costoro, infatti, corrono un serio rischio, quello di fidarsi dei “media” ufficiali che spesso sono guidati solo dal “politicamente” e “teologicamente corretto”.

L’Enciclica è complessa includendo passaggi positivi e passaggi problematici. Ovviamente si tratta di un’enciclica, per cui, nell’esaminarla e commentarla occorre molta cautela e molto rispetto; senza però tacere alcune considerazioni su passaggi che abbiamo già definito “problematici”.

Un lavoro di questo tipo (individuazione dei passaggi positivi e di quelli problematici) farà storcere il naso a molti. Lo farà storcere a coloro che si schierano all’interno di un certo infallibilismo pontificio (quando il Papa parla non può mai dire cose errate) e di un certo normalismo ecclesiale (bisogna sempre comunque evidenziare il bene nei pronunciamenti pontifici trascurando ciò che costituisce problema). Ma un lavoro di questo genere farà (speriamo di no) storcere il naso anche a coloro che ritengono che se un pontificato nel suo insieme esprime difficoltà e ambiguità bisognerebbe sempre e comunque evidenziarne gli spunti problematici e mai (per strategie particolari) evidenziarne quelli positivi. Posizione –questa- che Il Cammino dei Tre Sentieri rifiuta, non solo perché stiamo parlando di insegnamenti magisteriali (in questo caso di insegnamenti magisteriali pontifici), ma anche perché se si possono (e si devono!) razionalmente utilizzare giuste e corrette affermazioni e considerazioni provenienti anche da autori con convinzioni tutt’altro che buone, a maggior ragione non possono essere taciute le affermazioni di chi è investito dell’autorità di Vicario di Cristo.

L'Italia apre le moschee la Tunisia ne chiude 80

Commento e riflessioni da non sottovalutare: articolo apparso sul Il Giornale del 28 giugno scorso a firma di Magdi Cristiano Allam.

Molto più che islamicamente corretti. In Italia siamo più islamici degli islamici. Mentre in Tunisia, proprio perché colpita dal terrorismo islamico, le moschee le chiudono, in Italia, dove il rischio terrorismo è estremamente elevato, le moschee le vogliamo costruire.

Ieri in Tunisia il governo ha deciso di chiudere 80 moschee perché «continuano a diffondere la loro propaganda e il loro veleno per promuovere il terrorismo». Il primo ministro Habib Essid individua senza giri di parole un collegamento tra queste moschee e gli attentati terroristici a Sousse costati la vita a 39 persone. Chiarisce che si tratta di moschee «fuori dal controllo dello Stato» e che saranno chiuse entro una settimana.