domenica 26 aprile 2015

Un '25 aprile' diverso.

Breve nota, di ritorno da Reggio Emilia per la giornata di Radio Spada di ieri, in un luogo che non si potrebbe immaginare più bello e accogliente e in un tempo ostico e difficile, che però ha evidentemente attirato attraverso le nostre buone volontà, una grazia sovrabbondante.
Ringrazio di cuore tutti gli amici per l'organizzazione ineccepibile, ma soprattutto per l'accoglienza e la calorosa ospitalità. 
Siamo ripartiti tutti con maggiore 'fortezza', ritemprati e determinati più che mai. È stato un evento sentito e condiviso e se, come penso, ciò che abbiamo detto ascoltato e vissuto non solo nelle relazioni ma anche tra noi, è nel cuore del Signore, di sicuro resta 'scritto' anche nella storia anche se ancora non ci è dato vederlo. 
Per ora questo è l'essenziale. Il resto alla prossima.

Doglie del parto

Stiamo soffrendo in modo inaudito per lo stato della Chiesa; ma non è una sofferenza sterile, bensì il preludio di una rinascita. Certamente il Corpo mistico non può morire né rinascere: è nato una volta per tutte dal costato trafitto del Redentore crocifisso e cresce incessantemente verso la propria consumazione celeste. La sua componente terrena, tuttavia, essendo legata alle vicissitudini della storia, può conoscere alterne fasi di fioritura o di declino. Se è vero – come è vero – che il suo stato di salute non si misura sull’indice di gradimento mediatico del suo (supposto) capo visibile, in questi anni non possiamo certo esultare, se osserviamo quanto la pratica delle virtù evangeliche si sia drammaticamente rarefatta e il ricorso al sacramento della Penitenza sia vistosamente precipitato; se poi si mettono in conto le assoluzioni invalide per mancanza di sincero pentimento e di proposito efficace, la situazione si rivela ancora più tragica.

Tra pochi mesi, per giunta, partirà l’inedito giubileo della misericordia (come se un anno santo non servisse per sua natura a concedere il perdono di Dio a chi ha le disposizioni interiori necessarie, con la remissione delle pene del Purgatorio a chi è libero da qualsiasi attaccamento al peccato…). Dei missionari pontifici saranno incaricati di recarsi in ogni singola diocesi per garantire l’ottemperanza alla volontà papale, casomai qualche vescovo o parroco renitente osasse pensare di mantenersi entro i limiti della sana dottrina. Essi avranno la facoltà di rimettere anche i peccati che comportano la scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica: un Guglielmo di Nogaret potrebbe farsi assolvere sul campo, mentre monsignor Faure starà certamente nutrendo speranze in un’insperata riconciliazione con la nomenklatura romana.

sabato 25 aprile 2015

Spigolature. L'eternità

L’eternità non è la fine del tempo, ma il fine del tempo, perché rappresenta la qualità, il senso del tempo stesso.
Poiché “la risurrezione della carne è storia integrata e trasformata, ogni attimo di questa storia riceve un incomparabile significato. Chi crede nella risurrezione, crede nella preziosità di ogni attimo della vita terrena. Non disprezza la vita, non cerca vie di fuga, bensì conosce il peso del tempo” 
La vita eterna ci è donata come grazia, che è la giovinezza eterna di Dio, la giovinezza soprannaturale comunicataci come remissione dei peccati e vittoria sulla morte, da quel Dio che “rinnova e allieta la nostra giovinezza come quella dell’aquila”, perché vuole trasferirci nella sua eternità: “Lievi si spengono i flutti del giorno / sulla spiaggia eterna”. Per cui “davvero il mio destino è nella mente di Dio. Là io vorrei vedermi, contratto, già presente, e non ancora tutto presente. Vedermi in Dio, dicono i mistici. Che formula... noi camminiamo tastoni verso un avvenire che esiste già non nella struttura di questo mondo, ma nella mente di Dio” (J. Guitton)

15 maggio. Il card. Raymond Leo Burke a Brescia.


venerdì 24 aprile 2015

Messa Tridentina a Grottaminarda (AV)

A Grottaminarda (AV), in contrada Bosco, don Mario celebra ogni domenica la Messa Tridentina alle 11:00 nella Cappella di sant'Antonio di Padova.

Per raggiungere la cappella inserire nel navigatore GPS le coordinate:
41.075,15.03

Lega cattolica per la preghiera di riparazione. Incontro del 1° maggio 2015. Proposta di lettura della settimana

Ricordiamo l'AVVISO e il PROGRAMMA del prossimo incontro del 1° maggio a Linarolo [qui]. 
Questa la Preghiera di Riparazione di ogni venerdì, mentre di seguito trovate la lettura di Formazione proposta per questa settimana.

LETTURA DI FORMAZIONE

Proponiamo la lettura di un estratto di “Filotea – introduzione alla vita devota” di San Francesco di Sales.

SECONDA PARTE – Contiene diversi consigli per l’elevazione dell’anima a Dio per mezzo dell’Orazione e dei Sacramenti.

Capitolo I – NECESSITA’ DELL’ORAZIONE

  1. Poiché l’orazione illumina l’intelletto con la chiarezza della luce di Dio e scalda il cuore al calore dell’amore celeste, nulla l’eguaglia nel purificare l’intelletto dall’ignoranza e il cuore dagli affetti disordinati; è un’acqua di benedizione che fa rinverdire e rifiorire le piante dei nostri buoni desideri, monda le anime dalle imperfezioni e attenua nei cuori l’ardore delle passioni.
  2. Ma più di ogni altra, ti consiglio l’orazione mentale, che impegna il cuore a meditare sulla vita e la passione di Nostro Signore: se Lo contempli spesso nella meditazione, il cuore e l’anima ti si riempiranno di Lui; se consideri il suo modo di agire, prenderai le sue azioni a modello delle tue. E’ Lui la luce del mondo: è dunque in Lui, da Lui e per mezzo di Lui che possiamo essere illuminati e trovare la chiarezza; è l’albero del desiderio all’ombra del quale dobbiamo rinfrescarci; è la fontana viva in Giacobbe che lava tutte le nostre iniquità.
    I bambini, a forza di ascoltare le mamme e balbettare dietro loro, imparano la loro lingua; avverrà lo stesso per noi se ci terremo vicino al Salvatore con la meditazione: osservando le sue parole, le sue azioni e i suoi affetti, impareremo, con il suo aiuto, a parlare, agire e volere come Lui.
    Fermiamoci qui, o Filotea, e credimi: non possiamo raggiungere il Padre che passando per questa porta; come il vetro di uno specchio non potrebbe chiudere la nostra visuale se dietro non fosse ricoperto di stagno o di piombo, allo stesso modo, la divinità non potrebbe essere da noi contemplata in questo mondo, se non si fosse unita alla sacra umanità del Salvatore, la cui vita e morte costituisce il soggetto più adatto, piacevole, dolce e utile che ci sia dato per la meditazione ordinaria. Non per nulla il Salvatore si chiama il pane disceso dal cielo; come il pane può essere mangiato con ogni sorta di vivande, così il Salvatore può essere meditato, considerato e cercato in tutte le nostre orazioni e azioni.
    Molti autori hanno utilmente suddiviso la Vita e la Morte di Nostro Signore in molti punti per favorirne la meditazione.
  3. Ogni giorno consacra all’orazione un’ora prima del pranzo, perché lo spirito sarà più libero e più fresco per il riposo della notte. Mai più di un’ora, se non per espresso consiglio del tuo padre spirituale.

  4. Se ti è possibile, compi questo esercizio in chiesa; vi troverai comodità e discreta tranquillità, perché quivi né il padre, né la madre, né la moglie, né il marito, né qualunque altro può impedirti di rimanere in pace per un’ora, mentre a casa, con tutti gli impegni, sarebbe problematico trovare modo di essere lasciati in pace per un’ora.
  5. Inizia ogni orazione, sia mentale che vocale, mettendoti alla presenza di Dio; mantienti fedele a questo principio senza eccezioni, e, in breve, ti accorgerai del profitto che te ne viene.
  6. Se mi ascolti, dirai il Padre nostro, l’Ave Maria e il credo in latino; ma imparerai nella tua lingua il significato delle parole che dici, affinché pur dicendole nel linguaggio comune della Chiesa, tu sia in grado di assaporare il senso meraviglioso e delizioso di queste preghiere che devono essere dette concentrando profondamente la mente sul loro significato, provocando reazione nei tuoi affetti; non andare in fretta per dirne molte, ma studiati piuttosto di dire quelle che dici con il cuore. Un solo Padre nostro, detto con sentimento, vale più di molti recitati in fretta e di corsa.
  7. Dire il Rosario è un modo molto utile di pregare, purché tu sappia dirlo: per questo devi avere qualche libretto che te lo insegni. E’ cosa buona dire anche le Litanie del Signore, della Madonna, dei Santi e tutte le altre preghiere che puoi trovare nei Manuali approvati e nel libro delle Ore; ma a un patto: se hai il dono dell’orazione mentale, conservale il primo posto; e ricordati che, se dopo quella, o a causa degli affari o per altri motivi, non puoi fare preghiere vocali, non devi preoccupartene. Accontentati di dire, prima e dopo la meditazione, il Padre nostro, l’Ave Maria e il Credo.
  8. Se mentre sei impegnata nell’orazione vocale, senti il cuore attirato all’orazione interiore o mentale, non resistere, lascia dolcemente scivolare il tuo spirito e non darti pensiero perché non hai finito le orazioni vocali che ti eri proposta; l’orazione mentale compiuta al loro posto è più gradita a Dio e più utile alla tua anima. Faccio eccezione per l’Ufficio divino, se sei tenuta a dirlo; in tal caso si tratta di un dovere da compiere.
  9. Se ti dovesse capitare di trascorrere tutta la mattinata senza fare orazione mentale a causa degli affari o di qualche altro motivo (però fa il possibile perché questo non capiti mai), rimedia al pomeriggio, possibilmente lontano dai pasti, perché se dovessi fare orazione in piena digestione, finiresti per assopirti e oltretutto recheresti anche danno alla salute.
    Che se poi non riesci a fare orazione nemmeno nel corso di tutta la giornata, rimedia al vuoto moltiplicando le orazioni giaculatorie, leggendo qualche passo di un libro di devozione, facendo qualche penitenza che elimini il difetto e prendi una ferma risoluzione di rimetterti in carreggiata il giorno dopo.

Piero Vassallo recensisce Don Curzio Nitoglia

Interessante recensione di Piero Vassallo. Riguarda il saggio di Don Curzio Nitoglia, Islam, metafisica medievale araba e filosofia moderna ebraica, recentemente edito da Radio Spada.
Sempre di Piero Vassallo, ricordo questo testo sull'Islam.

Don Curzio Nitoglia, uno fra i più sagaci e risoluti difensori della verità cattolica, giacente e sofferente sotto lo schiaffo della nuova teologia, ha pubblicato nella collana di Radio Spada, intrepida e battagliera casa editrice milanese, il saggio Islam, metafisica medievale araba e filosofia moderna ebraica, la cui lettura è caldamente consigliata a quanti dovrebbero evitare due opposti eccessi, quello dell'invasato, belante/stordito sincretismo/buonismo, che accoglie con pii gongolamenti l'arrivo di probabili colonizzatori islamici, e quello dell'intolleranza cieca e ruggente
L'allontanamento dagli eccessi prodotti dalla bilaterale disinformazione è necessaria, prima di affrontare in modo serio il problema che turba i cattolici esposti ai venti delle mode e li divide tra ecumenici di stampo buonista/catatonico e crociati americanizzanti e/o ebraicizzanti.
Quali esempi di fuorviante ossia americanizzante e giudaicizzante avversione all'islam, don Nitoglia cita le avventurose/funamboliche tesi di Giovanni Cantoni, Andrea Morigi e Marco Respinti, militanti della brasilofila Alleanza Cattolica e discepoli del miliardario dottor Plinio Correa de Oliveira, i quali sono invincibilmente convinti che efficaci antidoti all'islamismo siano il c. d. cristianesimo yankee e il conservatorismo british di Edmund Burke, Russel Kirk, Michael Novak e Leo Strauss.

giovedì 23 aprile 2015

Expo: le religioni si interrogano sul "menù della felicità"

Leggo su Zenit una notizia di oggi 23 aprile.
Expo: le religioni si interrogano sul "menù della felicità". In vista dell'evento di Milano, cattolici, protestanti, ortodossi, ebrei, musulmani e induisti a confronto in una tavola rotonda sulla cultura del cibo. Beh non potendo le fedi dialogare e trovarsi d'accordo sul rapporto con Dio, e col Suo Cristo, da cui ogni altro rapporto prende vita e significato, si conia lo slogan "menù della felicità" si tira in balla la distribuzione non equa delle risorse e la questione del cibo in tutte le salse. Il redattore di Zenit commenta: Il cibo, in tutte le riflessioni, assume un significato profondo: permette di riscoprire il rapporto con se stessi, con gli altri e con il Creato: è quel messaggio culturale che le religioni vogliono mandare a Expo e a chi lo visiterà.
Non è forse uno dei tanti momenti dell'ormai smascherata insistenza nel costringere le confessioni religiose negli angusti e innaturali spazi di un “minimo comun denominatore”, che non è altro che quello invocato dalla Massoneria a garanzia di un ordine politico nel quale la religione non deve avere alcuna influenza pratica? Ed è con questo che si vorrebbero vincere le schiavitù e la povertà. Ma chi ricorda più al mondo che la vera schiavitù è quella del peccato e che solo Cristo Signore è colui che salva ed è solo da questo e non dalle volontà umane che tutte le schiavitù possono essere eliminate? E che solo a partire da questa salvezza possono essere rimosse le cause di ogni ingiustizia e di ogni povertà non soltanto materiale?

Venerdì 1° maggio. Adorazione notturna a Rimini


26 aprile Messa Tradizionale a Torino

Associazione Cardinal G. Saldarini
per la liturgia latino-gregoriana “Summorum Pontificum”
(Coetus fidelium stabiliter existens ex art. 5 M.P. Summorum Pontificum
et art. 15 . Instr. Universae Ecclesiae)
III Domenica dopo Pasqua
 S. Messa cantata in forma straordinaria
(messale latino/gregoriano del 1962 di S. Giovanni XXIII)
 Con intervento della Corale En Clara Vox
Domenica 26 aprile alle 18.00
Parrocchia Cristo Crocifisso e Madonna delle Lacrime
Via Giaveno 39, Torino