venerdì 1 agosto 2014

Memento per oggi. Giornata mondiale adorazione e preghiera per i cristiani perseguitati

Memento per oggi 1 Agosto [vedi qui].

Venerdì 1 Agosto 2014. Appello urgente per i cattolici:
Giornata di preghiera adorazione e solidarietà
per i cristiani perseguitati in Iraq, Siria e Medio Oriente

È il giorno scelto per una giornata mondiale di pubblica Adorazione di Nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento, nella supplica per i nostri fratelli perseguitati in Iraq, Siria e Medio Oriente.

giovedì 31 luglio 2014

1 agosto. Adorazione notturna Albano e Rimini

« Fra tutte le devozioni, quella di adorare Gesù Sacramentato è la prima dopo i sacramenti, la più cara a Dio e la più utile a noi » (Sant'Alfonso Maria dè Liguori)

Adorazione notturna
Primo venerdì di ogni mese 
Priorati di Albano e
Madonna di Loreto di
Rimini



Da più di un anno si registra la presenza costante, oltre che dei tanti fedeli della FSSPX, di persone che provengono da parrocchie del circondario e si sono avvicinate alla tradizione grazie a questo momento di grazia che termina con la celebrazione della Santa Messa nel rito Romano antiquior.

Sacerdoti sempre disponibili per le confessioni.

L'appuntamento di questo mese è per 
Venerdì 1 alle ore 21

Una risposta personale agli attacchi ad personam

Provo qui a rispondere a chi tenta di fare il pompiere e a chiunque si riconosca in analoghe generiche posizioni "normaliste", pur nella consapevolezza - che tra pompieri più o meno in buona fede e arrampicatori sugli specchi sempre più scivolosi e indifendibili, cui ora dobbiamo aggiungere perfino l'uso del possibile ricorso al braccio secolare - le nostre voci tendono ad essere silenziate. A partire dal caso dei Francescani dell'Immacolata[1], che è solo la punta di iceberg di tutta una serie di interventi e affermazioni collocate su fronti pregiudizialmente 'avversi'.
Mi segnalano che, proprio su uno di questi,  il pompiere di turno afferma che "il papa esce a pezzi" da quel che diciamo e che "non ne capiamo il messaggio". Evidentemente non coglie la gravità dell'ora presente, soprattutto non entra nel merito e, al solito, resta sempre sul vago: affermazioni che diventano accuse più o meno civili come la sua o subdolamente viscide come altre, ma mai dimostrazioni.
Non manca nemmeno il "fuoco amico" [qui] in un contesto tradizionale di nostro frequente riferimento. Sembra che il termine «insulto da stadio» - che non mi è affatto congeniale, e chi frequenta questo blog può verificarlo - sia diventato l'espressione difensiva di chi non vuole affrontare gli argomenti.
Credo infatti che oggi come oggi i più in imbarazzo e difficoltà dovrebbero essere proprio i normalisti, per esempio quelli della scia degli Introvigne & C., nonché i reticenti, quando non affabulatori - come il citato fuoco amico -, che propinano ardite ermeneutiche delle esternazioni e dei gesti papali difficilmente digeribili, attribuendo tutte le responsabilità ai media (che pure le hanno) o agli interlocutori che parlano a titolo personale. Ma già fa problema che ogni giorno ci sia urgente bisogno di chi faccia l'ermeneutica di quel che un Papa fa o dice, quando non è dirompente di per sé.

Ebbene, i detti pompieri amano presentarsi come persone ragionevoli e apparentemente dialoganti. Per dialogare davvero, occorre però anche ascoltare l'altro, oltre che essere disposti a riconoscere la verità. Dal momento che li ho ascoltati e presi sul serio sostenendo, però, con argomenti teologici, che in alcuni casi si è travalicata la tradizione (non quella improvvisata, ma quella da non tradire), chiedo loro: volete gentilmente partire da uno di questi argomenti per dimostrare dove e come mi sono sbagliata? Vi degnereste di farlo dopo aver letto ciò che ho scritto di seguito e partendo da uno dei punti ivi citati o, se credete, da altri di vostro maggior gradimento, dei quali questo blog è disseminato? (Vi invito a dare uno sguardo anche alle "pagine fisse" nella colonna qui a destra). Tuttavia vi invito ad argomentare nel merito senza propinarci i soliti apodittici slogan, le solite accuse ad personam o i soliti discorsi generici come quelli a cui sto dando corda, che ho smesso di pubblicare perché ne abbiamo fin sopra i capelli e non ci portano da nessuna parte. Anziché replicare puntualmente, usano artifici dialettici come il riprendere l'argomento da un altro versante e continuando a svicolare sempre generalizzando e mai affrontando i punti chiave delle questioni. Fino al sorprendente caso del "fuoco amico".


mercoledì 30 luglio 2014

Programma del tradizionale pellegrinaggio presso il Santuario della Madonna di Montenero

Il pellegrinaggio si svolgerà sabato 27 settembre 2014, con un programma assai ricco. La giornata inizierà, come di consueto, alle 9.30, con il ritrovo dei pellegrini presso piazzale delle Carrozze, a Montenero basso, da dove alle ore 10 essi partiranno per la processione in salita verso il Santuario. Durante la salita, di circa un chilometro, verrà recitato il Santo Rosario, accompagnato da canti mariani. Coloro che saranno impossibilitati, per problemi fisici, a fare la salita, potranno attendere i pellegrini direttamente sul sagrato del Santuario.

Quest'anno la S. Messa solenne in rito antico (Messale del 1962) sarà officiata da Padre Stefano Bertolini C.O., uno dei sacerdoti più attivi nella promozione del venerabile rito, che egli celebra abitualmente presso la propria parrocchia, Santa Cristina a Pimonte di Prato. Assisterà alla celebrazione Sua Ecc.za Mons. Alberto Silvani, Vescovo di Volterra, che fin d'ora ringraziamo per aver accettato il nostro invito. Il servizio liturgico sarà assicurato dai sacerdoti dell'Istituto Cristo Re di Gricigliano, grazie alla cui disponibilità sono assicurate diverse SS. Messe in rito antico nei dintorni (Livorno, Bientina e Cecina, oltre a Firenze). Il Coordinamento è lieto di informare tutti i partecipanti che la Penitenzieria Apostolica ha concesso anche quest'anno l'Indulgenza plenaria, alle stesse condizioni (Confessione, S. Comunione e preghiera secondo l'intenzione del Pontefice regnante).

Bergoglio, i Pentecostali… e poi?

Il Martedì Gnocchi di Riscossa cristiana: le risposte settimanali ai lettori di Alessandro Gnocchi. Questa settimana [qui], lo scrittore e apologeta è interpellato da interrogativi sullo sfaldamento dell’unicità della Fede cattolica, e su un senso di nausea per quella che viene avvertita come la "libidine delle scuse". Dice il papa ai pentecostali: «... la denuncia, le leggi di questa gente: "va contro la purezza della razza…". E queste leggi sono state sancite da battezzati! Alcuni di quelli che hanno fatto questa legge e alcuni di quelli che hanno perseguitato, denunciato i fratelli pentecostali perché erano "entusiasti", quasi "pazzi", che rovinavano la razza, alcuni erano cattolici… Io sono il pastore dei cattolici: io vi chiedo perdono per questo! Io vi chiedo perdono per quei fratelli e sorelle cattolici che non hanno capito e che sono stati tentati dal diavolo e hanno fatto la stessa cosa dei fratelli di Giuseppe. Chiedo al Signore che ci dia la grazia di riconoscere e di perdonare... ». Aveva dichiarato due giorni prima ai cattolici di Caserta «che sarebbe tornato il lunedì per «chiedere perdono» a Traettino per i fastidi che gli produce la comunità cattolica, cioè per le difficoltà che la presenza dei cattolici, con le loro chiese, crea alla diffusione e proliferazione della denominazione pentecostale di Traettino, sempre a Caserta. Si duole che la Chiesa cattolica, «con la sua imponente presenza» impedisce la crescita e testimonianza dei protestanti [qui]. E, purtroppo, non lo stismo sognando. È tutto vero...
Vorrei offrire a chi legge un antidoto: un richiamo al vero ecumenismo [qui].

Caro Lodrini,

non immagina quanti altri lettori, dopo la visita di papa Francesco ai pentecostali di Caserta, hanno scritto per porre le stesse questioni che pone lei, fino all’ultima: ma dove è finita la Chiesa cattolica? Non si poteva non rispondere e non si poteva non entrare almeno in qualche dettaglio.  Per questo consegno con qualche ora di ritardo la rubrica al direttore di “Riscossa Cristiana”.

martedì 29 luglio 2014

FFI: denunce, carabinieri e censura.

Marco Tosatti su La Stampa [qui]:

Dagli Stati Uniti ci hanno mandato il testo di una lettera che Francesco Colafemmina, titolare di un blog molto noto e seguito in campo ecclesiale, "Fides et Forma", racconta la sua storia. Così presenta il blog l'autore: "filologo saggista e scrittore pugliese con la passione per l’arte e l’architettura sacra. Certo per quell’arte che autenticamente incarna il cattolicesimo e la tradizione della Chiesa. Oggi viviamo in una convulsa società occidentale decadente e smemorata. Viviamo in un mondo dove la bellezza è un semplice guizzo, un momento destinato a svanire, ad esser risucchiato nel magma delle immagini, delle sensazioni, delle emozioni che scolorano il quotidiano in una pellicola già vista, noiosa e ripetitiva. Il mio obiettivo sin dall’anno di creazione di “Fides et Forma” è stato quello di dar voce a quell’anima antica del cattolicesimo rimasta sepolta sotto le coltri della retorica dell’aggiornamento. Una strana dinamica tendente ad annullare l’identità della Chiesa in una vagamente irenistica idea di modernità e di progresso avevano ridotto anche l’arte e l’architettura sacra a mere larve prive di senso".

Mons. Luigi Negri : " In odio alla fede. E i responsabili vanno indicati chiaramente "

È un fatto enorme questo gigantesco esodo in massa di cristiani espulsi dai luoghi dove da millenni era radicata la presenza cristiana, esclusivamente perché cristiani. 
Quindi per quello che la tradizione cattolica chiama l’odio della fede.

E questo deve essere detto esplicitamente: non sono soltanto buttati fuori dalle loro case, privati di tutti i loro beni, privati di tutti i loro diritti e quindi della possibilità di sussistenza; ma la ragione di tutto questo è la fede.

E questo i cristiani, la Chiesa, non possono non sentirlo come un evento terribile e insieme grandioso, perché è l’evento del martirio. 
Ho ascoltato con molta gratitudine domenica l’intervento all’Angelus di papa Francesco, così forte, così appassionato e insieme così profondamente compreso di dolore, di compassione. 
Con non meno gratitudine ho letto la lunga intervista del cardinale Kurt Koch all'Osservatore Romano, che ha offerto un momento di dolorosa riflessione su questo evento.

Forza e Fortezza, Superomismo Postmoderno ed Eroismo Soprannaturale ~ Virtù Naturali e Virtù Cristiane

Ricevo da Don Curzio Nitoglia e volentieri pubblico.

Sopportare con troppa pazienza le ingiurie fatte a Dio è cosa empia
(S. Tommaso, S. Th., I-II, q. 136, a. 4, ad 3um).

Introduzione

Oggi si ritiene comunemente che il Cristianesimo svirilizzi l’uomo, lo indebolisca o lo droghi (come dicevano nell’antichità Proclo, Porfirio e Giàmblico, nella modernità Machiavelli e poi nella post-modernità Nietzsche, Freud e Marx). Il neopaganesimo e il naturalismo post-moderni e attuali (Scuola di Francoforte e Strutturalismo francese sessantottino) riprendono tale accusa dell’antichità pagana e della modernità immanentistica e vedono nell’umiltà cristiana  una degradazione di sé e un atteggiamento senza coraggio né forza.

Alla fonte di queste polemiche vi sono le due concezioni diametralmente opposte della vita: 1°) quelle dell’antico paganesimo (come religiosità popolare degenerata, orgiastico/politeistica, ben distinta dalla filosofia classica pre-cristiana); dell’immanentismo naturalista moderno e del nichilismo postmoderno o contemporaneo e 2°) quella della metafisica perenne e del cristianesimo.

La prima (paganesimo/immanentismo/nichilismo) concepisce l’uomo come un assoluto, completamente autonomo e senza alcuna relazione con un Dio personale e trascendente: egli è sottomesso ad un destino cieco che lo determina  e che deve affrontare impassibilmente.

Il Cristianesimo, invece, crede in un Dio personale, trascendente, creatore e provvido, di cui l’uomo è una creatura limitata e finita ma intelligente e libera, in rapporto con Dio che ha un piano provvidenziale su di lui; pertanto l’uomo deve accettare con fortezza le circostanze più dure della vita, nella fede che Dio si serve di esse per affinare la sua anima, e nello stesso tempo deve essere fortissimamente risoluto ad essere fedele, a qualsiasi costo, alla legge naturale e divina, che è inscritta nell’animo di ogni uomo, anche del pagano, e quindi è nota a tutti (anche all’uomo di oggi) tranne a chi non vuole ammetterla perché non gli fa comodo.

lunedì 28 luglio 2014

“La chiesa non è un sanatorio”. Oltre la misericordia c’è di più. F.to Müller

Riporto e vi giro il quesito di un lettore, cui aggiungo altri elementi utili alla discussione. È solo una tappa di un percorso che intuisco piuttosto accidentato. 

Ieri ho sentito il commento stampa di padre Livio che riportava il seguente articolo apparso su Il Foglio, col titolo “La chiesa non è un sanatorio”. Oltre la misericordia c’è di più. F.to Müller [qui]:
Il cardinale Müller prende posizione sulle teorie di Kasper, e lo fa in modo egregio, direi. In seguito presenta le sue proposte per sanare il problema dei divorziati risposati che chiedono la Comunione. Se ho capito bene, citando BXVI egli sostiene che occorre studiare una soluzione nella linea della dichiarazione di nullità del matrimonio secondo l'attuale prassi cattolica, ma estendendo i criteri di giudizio per fare in modo che le dichiarazioni di nullità siano più facili da ottenere.
In pratica si tratterebbe di individuare se sia sufficiente giudicare i casi sulla base della fede esplicita o della fede implicita degli sposi al momento della celebrazione del loro matrimonio religioso.
A mio modo di vedere, mi sembra che la toppa sia peggiore dello strappo.
Mi spiego: egli dice che la Chiesa Cattolica non deve assolutamente cambiare il vestito, cioè adottare la prassi orientale eretica ed estranea al cattolicesimo; sostiene invece la necessità di estendere la nullità cattolica arrivando a giudicare il foro interno degli sposi al tempo in cui stipularono la loro promessa matrimoniale.
Evidentemente nessun giudice, solo gli sposi stessi possono sapere o ritenere di sapere cosa essi pensavano e credevano a quel tempo. Conseguenza: gli sposi stessi in pratica potrebbero decretare la propria nullità di matrimonio che verrebbe ratificata sic et simpliciter dal giudice di turno senza troppi approfondimenti, affinché l'accelerazione della pratica sia veramente efficace.
Mancherebbe dunque un criterio oggettivo: una toppa peggiore dello strappo.
Chiedo lumi a voi, per essere sicuro di aver ben compreso e per conoscere il vostro parere al riguardo. Grazie già fin d'ora. (Marius)
Prima di esaminare il testo delle affermazioni di Benedetto XVI, che risalgono al gennaio 2013, rilevo che su Avvenire c'è qualcosa in più [qui]. È da qui che stralcio, tra le affermazioni del cardinale Gerhard Ludwig Müller, quanto credo sarà oggetto di grande perplessità:

domenica 27 luglio 2014

Ci siamo accorti di essere in pieno Vaticano III ?

Grazie a Dio, c’è ancora qualche buon cristiano a tenere sott’occhio il temerario che prima o poi tenterà di cambiargli la fede sotto il naso. Armato di spingarda, dottrina e Vangelo, si acquatta dietro il muretto del prossimo sinodo sulla famiglia per scoprire se comportamenti omosessuali, convivenze, divorziati risposati e via mondanizzando diventeranno moneta corrente nei documenti di santa romana chiesa. Oppure, si mimetizza nelle desolate periferie esistenziali in attesa di sezionare qualche pagina magisteriale in cui sia messo nero su bianco che tutto è definitivamente cambiato. Ma, oltre a essersi munito di armi desuete e incomprese, si apposta nel posto sbagliato.

Ormai, i luoghi in cui ci si batte per salvare la fede e la dottrina non sono più quelli tradizionalmente deputati a tale ufficio. I cattolici novatori e mondanizzanti sanno bene che il segreto del potere si cela in quella riga del “Gattopardo” in cui Tancredi Falconeri sentenzia che “se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Ma loro, beffardamente clericali, l’hanno capovolta nell’inafferrabile “se vogliamo che tutto cambi, bisogna che tutto rimanga com’è”. Laddove non può la dogmatica arriva la pastorale, cosicché la prassi si mangia la teoria senza che nessuno abbia da eccepire: tutto cambia mentre tutto sembra immutato.