sabato 2 luglio 2016

don Elia. Comprati a caro prezzo

Sanguis Christi volenti est salus, nolenti supplicium
(sant’Agostino).

Nella liturgia “rinnovata” la solennità del Preziosissimo Sangue, che nel calendario tradizionale è assegnata al 1° luglio, è semplicemente scomparsa. Unica traccia nel nuovo Messale, una Messa votiva il cui formulario – come tutte le celebrazioni facoltative – non è mai utilizzato. Gli inossidabili liturgisti vaticansecondisti, naturalmente, hanno messo una pezza “teologica” anche sull’ingiustificabile soppressione di una festa di tanta importanza: essa, in realtà, sarebbe stata associata a quella del Corpus Domini, trasformata così in solennità del Corpo e Sangue di nostro Signore Gesù Cristo. Dato che il sacramento dell’Eucaristia comprende l’uno e l’altro, sembra una scelta plausibile; il fatto è che quest’ultima festa ha per oggetto la Presenza reale e il Pane di vita eterna, mentre l’altra celebra il mezzo della Redenzione universale. I più esperti faranno notare che, nel nuovo lezionario, le letture dell’anno B presentano proprio il mistero del Sangue; ma chi ci fa più caso, una volta ogni tre anni, in questa nuova religione della natura e del benessere terreno? E quanti sacerdoti lo predicano ancora nel modo dovuto?

venerdì 1 luglio 2016

Piero Vassallo. L'Occidente dopo la modernità

La scheggia europea impropriamente detta unione, tra serietà russa e commedia americana 
La dimezzata unione europea fu concepita e suggerita dai registi di Washington quale baluardo, muro e trincea della democrazia cinematografica, in allora ritenuta minacciata dallo schiaffo del dittatore sovietico Giuseppe Stalin.

Il tramonto dell’ideologia sovietica e la restituzione del popolo russo alla fede cristiana hanno fatto cadere le ragioni dello storico muro occidentale.

L’immagine dei cosacchi che abbeverano i loro cavalli alle fontane di piazza San Pietro è discesa nel libro dell’umorismo oggettivo, anche perché intorno alle acque del Vaticano ragliano – applauditi dagli atei – i somari teologizzanti.

Venerdì 1 luglio. Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che [trovate qui].

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui]

In questo mese di luglio, che inizia oggi, dedicato al Preziosissimo Sangue di Gesù[1], continuiamo il nostro impegno nella preghiera di riparazione. 
Per questo metto qui il link anche alle Litanie del Preziosissimo Sangue.
Manteniamo con fedeltà il nostro impegno, pregando per tutte le offese che ogni giorno vediamo perpetrate e anche perché il Signore doni alla Sua Chiesa sacerdoti che con la loro santità di vita e la loro testimonianza siano esempio e vera guida per i fedeli.

Per la nostra formazione, leggiamo la Terza omelia dalle Lodi alla Beata Vergine di San Bernardo di Chiaravalle. Il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.
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1. C'è un'intima relazione tra il Cuore e il Sangue, non solo perché dal Cuore di Gesù, trafitto dalla lancia, sgorgò acqua e Sangue: ma anche perché il primo calice nel quale quel Sangue divino fu consacrato e vivificato, fu proprio il Cuore dei Verbo incarnato. La S. Messa esalta l'efficacia redentrice del Preziosissimo Sangue e ci invita a dissetarci alle fonti divine delle piaghe di Gesù, affinché il suo Sangue sia pegno per noi di vita eterna. Sanguis Christi, Novi et ætérni Testamenti, salva nos!

giovedì 30 giugno 2016

1° luglio. Continuiamo l'Operazione 'Assalto al Cielo' del 1° di ogni mese col Cardinale Burke

Vedi precedenti quiqui - qui - qui - qui - qui. E davanti alla Vergine di Czestochowa: qui - qui.

Domani 1° luglio, come il primo giorno di ogni mese, a Roma - ore 7:00am, Sua Eminenza il Cardinale Raymond Leo Burke celebrerà la Santa Messa e, dopo, pregherà il Santo Rosario per 'prendere d'assalto il Cielo' con la Preghiera.
Chi di voi, in questo mese dedicato al Preziosissimo Sangue di Gesù, volesse pregare le Litanie al Preziosissimo Sangue, le può trovare qui.


Ricordiamo a tutti voi, compagni Guerrieri del Rosario che ci uniremo dai quattro angoli della terra per elevare insieme la nostra voce al Cielo. Gli oltre 40.000 Guerrieri del rosario reciteranno il Santo Rosario e prenderanno d'assalto il Cielo con la Preghiera, in unione alla Santa Messa celebrata dal Cardinale Burke.
Quando domani, 1° giugno, direte il vostro Rosario, ricordate di pregare per le intenzioni di tutti i Guerrieri del Rosario, così come loro pregano anche per le vostre.
« Il potere del Rosario è superiore ad ogni descrizione! » affermava l'Arcivescovo Fulton Sheen. Usate dunque questa preghiera potente per prendere d'assalto il Cielo e rivolgere a Dio e alla Benedetta Vergine Maria le seguenti intenzioni:

mercoledì 29 giugno 2016

Card. Caffarra. MISERICORDIA E CONVERSIONE: simul stant, simul cadunt.

La conferenza da cui è tratto il testo che segue è stata svolta il 30 maggio 2016 ad Ancona nell’ambito dell’iniziativa «Inscindibili: Giustizia, Verità Misericordia. Se mancano le prime due, l’ultima non è tale», realizzata dall’associazione culturale Oriente Occidente.

MISERICORDIA E CONVERSIONE: simul stant, simul cadunt.

Questa sera vorrei riflettere con voi sul più grande e drammatico evento che accade su questa terra: l’incontro della divina misericordia con l’uomo peccatore, e la giustificazione di questi. Dunque non parlerò della misericordia come virtù morale dell’uomo, ma esclusivamente come divino attributo.

1. Consentitemi di iniziare da un testo di sant’Ambrogio. In una delle sue opere principali, I sei giorni della creazione, dopo aver meditato sulla creazione dell’uomo, scrive:
«Ringrazio il Signore Dio nostro che ha creato un’opera così meravigliosa nella quale trovare il suo riposo. Creò il cielo e non leggo che si sia riposato; creò la terra e non leggo che si sia riposato; creò il sole, la luna, e le stelle e non leggo che si sia riposato; ma leggo che ha creato l’uomo e che a questo punto si sia riposato avendo un essere cui rimettere i peccati» (1).
Il testo è profondo, oltre che dotato di una sua intima bellezza. Cerchiamo di coglierne il pensiero.

Comunicato del Superiore della Fraternità San Pio X

Aggiornamento: 30 giugno 2016 I.Media - All'indomani della dichiarazione del Superiore generale della FSSPX sugli "errori" dottrinali incoraggiati da papa Francesco, il prelato vaticano [Mons. Guido Pozzo] incaricato di portare avanti le discussioni con i tradizionalisti non vede "assolutamente una porta chiusa" per il loro ritorno nell'alveo di Roma. Le discussioni tra Roma ed Écône dovrebbero riprendere dopo l'estate.
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Ovviamente la versione preconcetta della Pravda vaticana è che "i lefebriani non vogliono l'accordo": ma il comunicato che segue rende pienamente ragione della difficile e certamente sofferta decisione.
E in cauda venenum, visto  che l'articolo citato conclude affermando: «Negli ultimi mesi si era infatti parlato semplicemente di un riconoscimento canonico per la Fraternità, che avrebbe acquisito lo status di «prelatura personale» alle dirette dipendenze della Santa Sede. Le parole di Fellay nel comunicato del 29 giugno lasciano intendere di non essere molto attratti neanche da questa possibilità». Ma si ignorano le recenti dichiarazioni di Bergoglio a La Croix, che avevano cambiato totalmente l'approccio inclusivista senza condizioni, rispondendo ad una domanda dell'intervistatore: --i lefebvriani sono «cattolici sulla strada della piena comunione», ricordando che il Concilio Vaticano II ha il suo valore e che bisogna procedere nel dialogo con questi tradizionalisti «lentamente e con pazienza»--.
Di fatto non è detto che il comunicato significhi che la questione è chiusa e le trattative siano interrotte, ma può vedersi come un segnale dato a Roma che ribadisce una posizione netta e non negoziabile. Il segnale è dunque arrivato a destinazione. Il resto si vedrà.

A conclusione della riunione dei superiori maggiori della Fraternità San Pio X, tenutasi in Svizzera, dal 25 al 28 giugno 2016, il Superiore generale ha trasmesso il seguente comunicato:

Scopo della Fraternità San Pio X è principalmente la formazione dei sacerdoti, condizione essenziale per il rinnovamento della Chiesa e per la restaurazione della società.
  1. Nella grande e dolorosa confusione che regna attualmente nella Chiesa, la proclamazione della dottrina cattolica richiede la denuncia degli errori che si sono fatti strada in essa e sono, purtroppo, incoraggiati da un gran numero di pastori, tra cui lo stesso Papa.
  2. La Fraternità San Pio X, allo stato attuale di grave necessità che le conferisce il diritto e il dovere di amministrare aiuto spirituale alle anime che si rivolgono ad essa, non cerca in primo luogo un riconoscimento canonico, a cui ha diritto come opera cattolica. Ha un solo desiderio: portare con fedeltà la luce della Tradizione bimillenaria che mostra l'unica via da seguire in questa epoca di buio in cui il culto dell'uomo sostituisce il culto di Dio, sia nella società che nella Chiesa.
  3. La "restaurazione di tutte le cose in Cristo" perorata da San Pio X, alla sequela di san Paolo (cfr. Ef 1,10), non può avvenire senza il supporto di un Papa che favorisca concretamente il ritorno alla Sacra Tradizione. In attesa di quel giorno benedetto, la Fraternità San Pio X si propone di raddoppiare gli sforzi per stabilire e per diffondere, con i mezzi che la Divina Provvidenza le conferisce, il regno sociale di Nostro Signore Gesù Cristo.
  4. La Fraternità San Pio X prega e fa penitenza per il Papa, perché egli possa avere la forza di annunciare la fede e la morale cattolica nella loro interezza. In questo modo egli accelererà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria che noi desideriamo ardentemente mentre ci avviciniamo al centenario delle apparizioni di Fatima.
Vescovo Bernard Fellay, Superiore Generale della Fraternità San Pio X
Ecône, 29 giugno 2016
Festa dei Santi Pietro e Paolo
(Fonte: FSSPX / MG - DICI in data 29 Giugno 2016) 
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

martedì 28 giugno 2016

Bouquet spirituale per il Cardinale Raymond Leo Burke

Nell'anniversario della sua ordinazione sacerdotale, 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo, Catholic Action For Faith And Family ci invita a unirci a loro per presentare a Sua eminenza il Cardinale Raymond Burke un bouquet spirituale, ringraziandolo per la sua fedeltà alla Santa Madre Chiesa. 
Attraverso queste nostre preghiere, chiediamo al Signore e alla Sua e nostra Madre Benedetta che continuino ad ispirarlo in modo speciale nella sua vocazione sacerdotale e gli concedano la grazia sufficiente per continuare ad essere un fedele difensore della fede cattolica, un intrepido custode della verità, un pastore devoto e un'amorevole guida delle anime sulla via della salvezza. Chi è interessato può cliccare qui.

Discorso di Benedetto XVI nel 65esimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale



Il testo trascritto
Santo Padre, cari fratelli,
65 anni fa, un fratello ordinato con me ha deciso di scrivere sulla immaginetta di ricordo della prima Messa soltanto, eccetto il nome e le date, una parola, in greco: “Eucharistómen” ( Ευχαριστούμεν ), convinto che con questa parola, nelle sue tante dimensioni, è già detto tutto quanto si possa dire in questo momento. “Eucharistómen” dice un grazie umano, grazie a tutti. Grazie soprattutto a Lei, Santo Padre! La Sua bontà, dal primo momento dell’elezione, in ogni momento della mia vita qui, mi colpisce, mi porta realmente, interiormente. Più che nei Giardini Vaticani, con la loro bellezza, la Sua bontà è il luogo dove abito: mi sento protetto. Grazie anche della parola di ringraziamento, di tutto. E speriamo che Lei potrà andare avanti con noi tutti su questa via della Misericordia Divina, mostrando la strada di Gesù, verso Gesù, verso Dio.
Grazie pure a Lei, Eminenza [Cardinale Sodano], per le Sue parole che hanno veramente toccato il cuore: “Cor ad cor loquitur”. Lei ha reso presente sia l’ora della mia ordinazione sacerdotale, sia anche la mia visita nel 2006 a Freising, dove ho rivissuto questo. Posso solo dire che così, con queste parole, Lei ha interpretato l’essenziale della mia visione del sacerdozio, del mio operare. Le sono grato per il legame di amicizia che fino adesso continua da tanto tempo, da tetto a tetto [si riferisce alle loro abitazioni che sono in linea d’aria vicine]: è quasi presente e tangibile.
Grazie, Cardinale Müller, per il Suo lavoro che fa per la presentazione dei miei testi sul sacerdozio, nei quali cerco di aiutare anche i confratelli a entrare sempre di nuovo nel mistero in cui il Signore si dà nelle nostre mani.
Eucharistómen”: in quel momento l’amico Berger voleva accennare non solo alla dimensione del ringraziamento umano, ma naturalmente alla parola più profonda che si nasconde, che appare nella Liturgia, nella Scrittura, nelle parole “gratias agens benedixit fregit deditque”. “Eucharistómen” ci rimanda a quella realtà di ringraziamento, a quella nuova dimensione che Cristo ha dato. Lui ha trasformato in ringraziamento, e così in benedizione, la croce, la sofferenza, tutto il male del mondo. E così fondamentalmente ha transustanziato la vita e il mondo[1] e ci ha dato e ci dà ogni giorno il Pane della vera vita, che supera il mondo grazie alla forza del Suo amore.
Alla fine, vogliamo inserirci in questo “grazie” del Signore, e così ricevere realmente la novità della vita e aiutare per la transustanziazione del mondo: che sia un mondo non di morte, ma di vita; un mondo nel quale l’amore ha vinto la morte.
Grazie a tutti voi. Il Signore ci benedica tutti.
Grazie, Santo Padre.
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1. Probabilmente lo dice come analogia. Tuttavia Gesù Signore non ha transustanziato la vita e il mondo; ma il Suo Corpo e il Suo Sangue, offerti al Padre in espiazione, causa del nostro riscatto e condizione per la nostra ri-generazione nella Risurrezione. Fonte di salvezza solo potenzialmente per tutto il mondo e, realmente, in Lui con Lui e per Lui, per chi Lo accoglie... Mi spiace averlo "dovuto" dire. Ma penso che non sia il caso di dare adito a possibili fraintendimenti, che peraltro vengono fuori anche perché un'affermazione del genere evoca gli echi antropocentrici di Gaudium et Spes, 22 : Gesù si è "in qualche modo" incarnato in tutti gli uomini. [qui - qui - qui]

Joseph Ratzinger 65 anni dopo

Interessante articolo odierno di Sandro Magister, che riprendo di seguito non senza qualche notazione e alcuni richiami essenziali.
In relazione alle puntualizzazioni del card. Müller, sul Gesù-laico, ricordiamo le affermazioni del card. Maradiaga, uno dei componenti il Consiglio della Corona, organo collegiale costituito dal Papa attuale [qui - qui]. Cui aggiungo, per gli approfondimenti, una Lettera aperta di un sacerdote ai sacerdoti [qui] e un richiamo ai sacerdoti unti e mandati (altro che Lavanda dei piedi agli infedeli e alle donne!) [qui].
Oltre a ricordare la differenza teologica ed ecclesiologica, tra l'Assemblea che celebra e il Sacerdote che presiede nel NO e il Sacerdote che celebra in persona Christi nel Rito antiquior[1], vi rimando anche a questo testo in cui si evidenzia, già nella Sacrosanctum Concilium, l'oltrepassamento di un fondamento costante della nostra fede [qui], nonché alle variazioni alla Formula consacratoria [qui]. È anche nella Liturgia, lex orandi lex credendi, che si rivela e dispiega effetti ormai ineludibili la rivoluzione antropocentrica operata dal concilio, che oggi ci mostra le sue estreme conseguenze. (M.G.)
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1. Si tratta del punto chiave della nuova spiritualità indotta dalla Riforma liturgica, sviluppata in chiave antropocentrica anziché cristocentrica. Giova dunque ribadire che la Santa Messa non è né una narrazione, né una rappresentazione e neppure la un convivio fraterno (sacro convivio se mai lo diventa dopo il Sacrificio e non senza di esso); ma è il Sacrificio di Cristo Signore, la sua obbedienza e lode al Padre sino alla fine, che si rinnova su ogni altare ad ogni celebrazione fino alla fine dei tempi. È un fatto che si compie ogni volta sull'Altare nel mistero: Actio di Cristo - compiuta in persona Christi dal Sacerdote alla quale ogni fedele si unisce e partecipa, nella Comunione dei Santi -, la cui sobria sacralità insieme alla fedeltà alle solenni formule del Rito antiquior, rende impossibile ogni abuso liturgico e ogni tentazione, sia da parte del Sacerdote che dell'Assemblea, di sostituirsi al vero Protagonista. La Questione liturgica a 50 anni dal Vaticano II è affrontata con completezza qui.

"E così sul sacerdozio cattolico si abbatté la furia della critica protestante". Nell'anniversario dell'ordinazione sacerdotale del futuro Benedetto XVI, il cardinale Müller racconta la sua indomita resistenza all'offensiva dei seguaci di Lutero 
ROMA, 28 giugno 2016 – "Nel momento in cui l’anziano arcivescovo impose le sue mani su di me, un uccellino – forse un’allodola – si levò dall’altare maggiore della cattedrale e intonò un piccolo canto gioioso. Per me fu come se una voce dall’alto mi dicesse: va bene così, sei sulla strada giusta".

Nell'autobiografia di Joseph Ratzinger c'è anche questo ricordo della sua ordinazione al sacerdozio, avvenuta 65 anni fa, il 29 giugno 1951, festa dei santi Pietro e Paolo, nel duomo di Frisinga per mano del cardinale Michael von Faulhaber.

A festeggiare la ricorrenza col papa emerito, nella Sala Clementina, c'è oggi anche papa Francesco.

Nell'occasione, è offerto a Ratzinger un volume che raccoglie 43 sue omelie, con una prefazione dello stesso Francesco, anticipata alcuni giorni fa da "la Repubblica" e da "L'Osservatore Romano":

lunedì 27 giugno 2016

Sfregiata la Statua di S. Petronio a Bologna: "allah akbar"

Purtroppo se Bologna piange, le altre città italiane non ridono. Ricordiamo anche il recente connubio Sala/Scola (Sindaco/Arcivescovo) in ordine alla moschea a Milano e gli atteggiamenti di sfrontata dhimmitudine di troppi vescovi nonché delle forze politiche di sinistra, nel cui vuoto di valori nichilista trovano spazio i musulmani ai quali si sono sbrigati a concedere il diritto di voto. Auxilium Christianorum, ora pro nobis! Nella loro ignoranza non sanno o nella loro colpevole indifferenza non si curano che, in virtù della taqqiya/dissimulazione, oggi si mostrano moderati e dialoganti; ma una volta moltiplicatisi non esiteranno ad imporre le loro barbariche leggi, non solo spirituali...

 

Ricevo inquietudini locali, perciò prelevo dal giornale cittadino:

" “allah akbar”. La scritta è comparsa la notte scorsa sul basamento della statua di San Petronio, patrono della città, in piazza di porta Ravegnana, sotto le Due Torri.
La frase in arabo, letteralmente “allah è grande”, è stata vergata con spray bianco: nella zona ci sono diverse telecamere che potrebbero rendere identificabile l’autore. La scritta, sotto la statua del santo patrono, potrebbe essere una bravata o una provocazione. Ma in un momento di allerta massima contro il terrorismo, nessun segnale va sottovalutato.

Il sindaco PD, appena riconfermato, Virginio Merola afferma: "Mi auguro sia solo una bravata di qualche sciocco. Bologna ha dimostrato di essere una città dove diverse culture e religioni da secoli convivono e sanno dialogare, gesti simili non possono trovare cittadinanza. Ho già attivato il settore competente per la pulizia del monumento"

Sabato scorso c'era appena stata una manifestazione, un gay pride, dopo la rielezione a sindaco del nostro.
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n.d.r. : sarà vero, ma forse andrebbe anche verificato, che "culture e religioni convivono da secoli", ma alcune di esse secoli fa non c'erano a Bologna, e nemmeno 50 anni fa; e poi mica tutte "convivono", ma non vorrei dilungarmi.
Chiaramente si faranno indagini: personalmente ho alcune perplessità: la scritta antistatuadiSanto, fatta per di più tra le telecamere, presenta anche una traslitterazione scorretta, che sarebbe casomai "allahu akbar", il che fa pensare al solito stravagantone;
non si capirebbe nemmeno il senso di opporsi così, di faccia, alla Fede Cattolica che almeno ufficialmente afferma negli ultimi decenni insistentemente che si tratta dello stesso Dio;
il nuovo vescovo, Mons. Zuppi, intrattiene relazioni di amicizia, dialogo e frequentazione con i musulmani cittadini, ed è favorevole non solo a nuove moschee, ma anche all'introduzione di feste musulmane nelle scuole.