martedì 31 marzo 2015

Silurato mons. Oliveri, esattamente come previsto

Mons. Oliveri, vescovo di Albenga e "reo" di essere amico della Tradizione e dei Frati Francescani dell'Immacolata, è stato definitivamente silurato.

A darne notizia è il commissario "tutor" vescovo coadiutore con diritto di successione,  mons. Borghetti, che in modo roboante ha annunciato di aver "pieni poteri", con largo anticipo rispetto al gennaio 2019 (inizio dell'età "pensionabile" di mons. Oliveri).

Il siluramento a suo tempo era stato confermato con una "smentita ufficiale" da parte di mons.Oliveri (come nella politica, le "smentite" sono in realtà "conferme"; ed anche il "vescovo coadiutore" ufficialmente era stato richiesto da Oliveri, praticamente è stato imposto ad Oliveri).

Nel proclama di Borghetti rilasciato all'ANSA si fa cenno a seminaristi con fede "debole" (sottinteso: non credono ai neodogmi del Vaticano II), di preti pedofili (uno già in carcere, altri tuttora indagati) e di preti "nudi su Facebook" (eufemismo per indicare la lobby dei preti gay).

La lobby dei preti gay (che ne conta di occulti e di fin troppo riconoscibili), ad Albenga, conterebbe circa un terzo del clero diocesano - quanto basta per influenzare drammaticamente (da molti anni a questa parte) la vita della diocesi e le decisioni del vescovo. Molti sono stati ordinati proprio da Oliveri - fin troppo generoso nell'accogliere seminaristi ambigui, magari spacciatisi per tradizionalisti.

A farne le spese, dunque, saranno come al solito gli onesti - cioè i preti e seminaristi di stile "tradizionale". [Fonte]

«Chi ha paura del cardinale Burke?»

Il 22 marzo scorso leggevo su La Nuova Bussola [qui] un articolo a firma di Andrea Zambrano, dal titolo: «Chi ha paura del cardinale Burke?», che replicava efficacemente alle accuse rivolte al Cardinale da Pierluigi Castagnetti, ex deputato del Pd, democristiano di sinistra, di girare l’Italia «per fare conferenze contro le tesi del Card. Kasper (in effetti contro Papa Francesco) sul tema della famiglia».

Questo mantra che chi si oppone alla tesi-Kasper, per la verità più volte elogiato dal papa, si opponga al papa stesso, è ricorrente nelle performances dei nuovi corifei della rivoluzione conciliare che sta procedendo a gonfie vele come mai prima d'ora. Come pure il ritornello che sia anti-Bergogliano chi si azzarda a rimanere interdetto da fatti e detti che la cronaca di ogni giorno ci offre incalzanti e ne denuncia gli scostamenti dalla dottrina e dalla Tradizione. Questo sito ne è la cronaca in diretta, documentata e sofferta. Ribadisco di seguito alcune considerazioni, che di fatto non sono "anti" nessuno ma "per" la fedeltà alla verità rivelata.

Un nuovo fronte, da un ennesimo contesto tendenzialmente normalizzatore, che accusa il card. Burke

Ieri leggevo su MiL un articolo riguardante una analoga denuncia da parte di Massimo Introvigne, sociologo torinese e reggente nazionale vicario di Alleanza Cattolica, al quale sarebbero da attribuire critiche ancora più pesanti di quelle di Castagnetti rivolte al Cardinale Burke, contenute in una circolare interna che deve aver colto di sorpresa molti dei destinatari. Tant'è che alcuni stralci ne sono finiti sulla Rete, destando non poca meraviglia anche da parte nostra. Anzi alla damnatio nei confronti del Cardinale, vengono associati i nomi di altri due pastori, che sono punti di riferimento di chi ama la Tradizione. Nei seguenti termini (cito da MiL):

Raymond Leo cardinale Burke. Permanere nella Verità di Cristo sul Santo Matrimonio

CHESTER, ENGLAND - 6 marzo 2015
Testo integrale della presentazione del Card. Raymond Leo Burke del libro “Permanere nella Verità di Cristo: Matrimonio e Comunione nella Chiesa Cattolica”.

Il Card. Burke a Chester
Si tratta di un documento che è e resta un insegnamento magistrale, arricchito da molte note Siamo orgogliosi di metterlo a disposizione per la condivisione e un fruttuoso approfondimento.
[Nostra traduzione dall'originale inglese]


Il testo è lungo e articolato; per cui l'ho reso disponibile anche nella versione pdf che, chi vuole, può scaricare da qui.





Introduzione

È con grande piacere, ed è un grande onore per me, parlare con voi riguardo al Santo Matrimonio. Sono particolarmente onorato dalla presenza del Vescovo Mark Davied della Diocesi di Shrewsbury che mi ha accolto così calorosamente nella sua Diocesi, un uomo che io ammiro grandemente e con il quale ho potuto fare una piacevole visita nel corso della giornata. Esprimo la mia più profonda gratitudine a Mr. John Smeaton della Society for the Protection of Unborn Children [NdT: Società per la Protezione dei Nascituri] e dell’iniziativa Voice of the family [Voce della famiglia] per l’invito che mi ha rivolto a incontrarmi con voi oggi e a per affrontare le preoccupazioni più urgenti in materia di matrimonio e famiglia nel nostro tempo, specialmente alla luce dei lavori in corso al Sinodo dei Vescovi.

Ho ammirato molto l’apostolato della Società per la Protezione dei Nascituri nel corso del tempo e, negli ultimi anni, ho avuto il privilegio di conoscere personalmente John Smeaton, Capo Direttore Esecutivo. In tempi più recenti, durante la sessione di Ottobre 2014 del Sinodo dei Vescovi, sono stato testimone del lavoro della Voce della Famiglia, una federazione composta da 23 organizzazioni pro-life e a favore della famiglia, che è coordinata dalla Società per la Protezione dei Nascituri, sono felice di avere l’occasione di esprimere la mia stima per John Smeaton e per il suo staff che ha lavorato senza sosta con lui per comunicare accuratamente il lavoro della sessione 2014. La loro competenza era evidente. Così come era altrettanto evidente il loro profondissimo amore per Cristo e per il Suo Corpo Mistico, la Chiesa. Ringrazio voi, Società per la Protezione dei Nascituri e Voce della Famiglia, per il vostro preziosissimo servizio alla Chiesa e alla società in un momento tanto impegnativo. Prometto di continuare le mie preghiere quotidiane perché Dio benedica il vostro lavoro chiave, offerto per il bene di tutti nella Chiesa e specialmente per i più bisognosi e indifesi. In particolar modo, in una cultura che è così profondamente confusa e in errore circa le fondamentali verità del matrimonio e della famiglia, mi congratulo per i vostri sforzi tesi a mantenere la Verità riguardo al matrimonio in tutta la sua bellezza e bontà. È mia sincera speranza che la mia presenza e le mie parole vi diano ispirazione e forza per la vostra missione cruciale di salvaguardare e promuovere l’integrità del matrimonio e della famiglia come culla della vita umana e prima scuola per la sua crescita e sviluppo.

Nella mia presentazione, parlerò inizialmente della attuale discussione circa le verità fondamentali del matrimonio nella Chiesa, spiegando l’importanza degli studi riportati anche nel libro “Permanere nella Verità di Cristo: Matrimonio e Comunione nella Chiesa Cattolica” per assistere il Sinodo dei Vescovi nell’affrontare la situazione della famiglia nel nostro tempo. Quindi, affronterò lo stato della cultura secolare nella quale la Chiesa è chiamata a portare la propria missione a difesa della famiglia. In terzo luogo, parlerò della forma principale della missione della Chiesa, della nuova evangelizzazione e del ruolo chiave che la famiglia ha in questa missione. In un quarto momento, tratterò la parte più importante del Vangelo della Vita nella nuova evangelizzazione, includendo in particolare una trattazione dell’integrità dell’atto coniugale. Infine, illustrerò la relazione che c’è fra la legge morale naturale e l’insegnamento della Chiesa circa la vita umana e la sessualità umana.


Discussione in corso circa la verità fondamentale del matrimonio

Nel momento presente nella Chiesa credo che non vi sia una questione più seria per noi da affrontare della Verità a proposito del matrimonio. In un mondo nel quale l’integrità del matrimonio è stata sotto attacco per decenni, la Chiesa è rimasta fedele araldo della verità riguardo il piano di Dio per l’uomo e per la donna, nell’unione fedele, indissolubile e procreativa del matrimonio. Nel nostro tempo, certamente a causa di una costante pressione da parte di una cultura completamente secolarizzata, nella Chiesa si è fatto spazio per una crescente confusione e anche per molti errori, che hanno indebolito gravemente, se non totalmente compromesso, la testimonianza della Chiesa, a detrimento dell’intera società.

lunedì 30 marzo 2015

Il neo-clero

Che ne dite di questa Analisi da Traditio Liturgica? Non conoscevo la secolarizzazione dell'Oriente greco. Comunque sto preparando un articolo perché mi ha suscitato molte osservazioni e considerazioni che è bene condividere e ulteriormente approfondire.

Il clero ha una grande responsabilità all'interno della Chiesa: è in grado di stimolare e far lievitare una realtà o, al contrario, di deprimerla e necrotizzarla.

In Occidente, il concilio di Trento aveva certamente in mente questo quando istituì i seminari, luoghi deputati alla formazione intellettuale e spirituale del clero.

Non sono di quelle persone che pensano ai seminari come a luoghi ideali. Come ogni scelta umana, anche questo tipo d'istituzioni risentono di limiti e problematiche di varia natura emerse nel corso del tempo.
Ammetto, però, che la loro istituzione aveva un fine positivo: formare un clero di alta qualità. Che ci sia riuscito o meno, poi, è un altro paio di maniche e dipende da luoghi, tempi e persone. La caricatura con la quale si apre questo post ci indica che, nonostante tutto, nella Francia dell'Ancien Règime, il clero non era visto nel modo migliore e che i buoni esempi continuavano a rimanere una minoranza.

domenica 29 marzo 2015

Domenica delle Palme da Piazza San Pietro

"E subito dopo la celebrazione in Piazza San Pietro questa mattina dove come sapete si ripercorre la passione del Signore, parte improvvisamente nella piazza a tutto volume un'incalzante musica da discoteca che fa' da base a una canzone di un cantante argentino?"
....perdonatemi ma non posso tacere, è successo poco fa in diretta su Rai Uno, la diretta era quella della Domenica delle palme in Piazza San Pietro, una Liturgia che come sappiamo ripercorre la "passione del Signore", una liturgia che ci porta davvero a riflettere in profondità su ciò che il Signore ha vissuto per noi, una liturgia che dopo esser svolta ha certamente necessità di raccoglimento, che ci invita assolutamente a riflettere in apertura di questa Santa settimana ....invece cosa succede? Il telecronista ridacchiando annuncia la novità voluta da Papa Francesco, una novità che avrebbe reso felici i tanti giovani presenti in Piazza San Pietro... parte incalzante infatti a tutto volume un ritmo da discoteca, qualcuno ripreso dalle telecamere inizia quasi a ballare... e inizia a cantare un giovane cantante "argentino" che ha costruito la canzone utilizzando alcune parole di Papa Francesco; (ascolta la canzone qui) sono assolutamente tristemente colpita da quest'altra novità... questo è il mio pensiero...e penso che siamo solo all'inizio. [Fonte]

4° Convegno sul Motu proprio Summorum Pontificum di S.S. Benedetto XVI “Un tesoro per tutta la Chiesa”

Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum Giovani e Tradizione
4° Convegno sul Motu proprio Summorum Pontificum di S.S. Benedetto XVI
“Un tesoro per tutta la Chiesa”

Roma, Pontificia Università San Tommaso (Angelicum), 13-14 giugno 2015

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Programma:
Sabato 13 giugno 2015
Ore 8,00: Accoglienza e iscrizioni in segreteria
Chiesa dei Ss. Domenico e Sisto (Angelicum)
Ore 8,30 Santa Messa Prelatizia di S.E.R. il Sig. Card. Raymond Leo Burke, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta
Servizio liturgico: Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum
Coro liturgico: Suore Francescane dell’Immacolata
Aula Minor
Ore 9,30: Canto del Veni Creator
Apertura dei lavori: Don Marino Neri (Segretario del sodalizio Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum – Moderatore del convegno)
Ore 9.40: Prolusione: P. Vincenzo M. Nuara O.P., Moderatore del Sodalizio Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum e Presidente onorario dell’Associazione Giovani e Tradizione
Sessione mattutina
Ore 10,00: Intervento:  S.E. R. il Sig. Card. Raymond Leo Burke, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta: “La Tradizione come fondamento della liturgia cattolica”
Ore 10.30: 1^ Relazione:Lex orandi-lex credendi nel Motu proprio Summorum Pontificum: un approccio teologico”, Prof. Dom. Cassian Folsom, O.S.B. (Pontificio Ateneo Sant’Anselmo- Roma)
Ore 11.10: pausa
Ore 11.30: 2^ Relazione: “Giustizia, religione, vero culto : la prospettiva di San Tommaso d’Aquino”, Prof. Giovanni Turco (Università degli Studi- Udine)
Ore 12.10: 3^ Relazione: “Il culto in spirito e verità: liturgia e simbolismo”, Don Marino Neri (Università degli Studi- Pavia)

sabato 28 marzo 2015

Le relazioni della Fraternità S. Pio X con Roma, secondo Mons. Pozzo

Dal mondo della Tradizione:
In occasione della consacrazione di don Jean-Michel Faure da parte di Mons. Richard Williamson, il 19 marzo 2015 al monastero Santa Cruz di Nova Friburgo (Brasile), l’agenzia romana I.Media ha interrogato Mons. Guido Pozzo, segretario della Commissione Ecclesia Dei.

Quest’ultimo ne ha approfittato per fare il punto sullo stato delle relazioni tra la Fraternità S. Pio X e Roma, dichiarando che aldilà delle difficoltà dottrinali che perdurano, i problemi sono «interni alla Fraternità». Secondo il prelato romano citato da I.Media: «Il Papa attende che la Fraternità decida di entrare (nella Chiesa ndr) e noi siamo sempre disponibili con un progetto canonico che è già conosciuto», vale a dire la creazione di una prelatura personale. «È necessario un po’ di tempo affinché le cose si chiariscano all’interno e Mons. Fellay possa ottenere un consenso abbastanza ampio prima di compiere questo gesto». – Siamo noi a evidenziare quest’affermazione.

Alla Casa generalizia della Fraternità S. Pio X, ci si interroga sull’intenzione di Mons. Pozzo nella sua ultima frase che non corrisponde alla realtà: È questa la sua visione della situazione? Un suo personale auspicio? O la volontà d’introdurre una divisione all’interno della Fraternità?

Foto: mons. Schneider celebra la Messa "tridentina" in Vaticano

25 marzo 2015, festa dell'Annunciazione: mons. Athanasius Schneider celebra la Messa "tridentina" all'altare di san Pio X nella Basilica di San Pietro in Vaticano:



Don Curzio Nitoglia. Platone, Aristotele, S. Agostino e S. Tommaso. Una metafisica sostanzialmente simile e accidentalmente diversa

PLATONE, ARISTOTELE, S. AGOSTINO E S. TOMMASO
Una metafisica sostanzialmente simile e accidentalmente diversa

Introduzione

Non si può capire Aristotele se non iniziando con lo stabilire quale sia la sua posizione nei confronti di Platone. Se si va al nucleo strettamente teoretico, si riscontrano alcune concordanze di fondo cospicue, troppo spesso fraintese nelle epoche successive[1], interessate a contrapporre i due filosofi e a farne opposti simboli. Invece Aristotele fu il più genuino dei discepoli di Platone. Infatti ‘genuino discepolo’ di un maestro non è colui che ripete il maestro, ma colui che, muovendo dalle teorie del maestro, cerca di superarle andando oltre il maestro verso la verità, ma nello spirito del maestro”[2].

Inoltre anche a causa di un’interpretazione di Platone alla luce dei suoi soli scritti[3]  e soprattutto di quelli della maturità[4], ossia anteriori ai Dialoghi della vecchiaia[5] (comunemente gli storici dividono gli scritti di Platone in tre periodi: 1°) della gioventù con i Dialoghi socratici; 2°) della maturità con la dottrina delle Idee; 3°) della vecchiaia con la dottrina dei Princìpi), si ritiene che egli sia non soltanto il filosofo del realismo esagerato, ma soprattutto di un certo “idealismo” dualistico, mitologico o discorsivo, tendenzialmente gnostico, e, quindi, in contrapposizione totale con Aristotele.

venerdì 27 marzo 2015

Giovedì 26 marzo abbiamo pregato per i Sacerdoti.

Giovedì 26 marzo 2015
È andata! Eravamo un piccolo drappello, in una splendida luminosa serata romana nel cuore della cristianità, uniti spiritualmente alle molte persone che hanno scritto per assicurare la loro partecipazione anche a distanza.
Ed è così che ieri, ultimo Giovedì di Quaresima, ci siamo ritrovati alle 20:30 in piazza San Pietro sotto l'obelisco e lì abbiamo implorato col Santo Rosario – per la Chiesa tutta e in particolare per i Sacerdoti e il Sacerdozio secondo il Cuore del Signore rammentando l'«unzione» del Giovedì Santo  l'intercessione di Colei che ha schiacciato la testa dell'antico serpente, di Colei che ai piedi della Croce riceveva nelle sue mani il testamento del Redentore.
Dunque noi c'eravamo ed è solo un inizio.
In cordibus Jesu et Mariae.
O Gesù, sommo ed eterno sacerdote,
custodisci il tuo sacerdote dentro il Tuo Sacro Cuore.
Conserva immacolate le sue mani unte
che toccano ogni giorno il Tuo Sacro Corpo.
Custodisci pure le sue labbra
arrossate dal Tuo Prezioso Sangue.
Mantieni puro e celeste il suo cuore
segnato dal Tuo sublime carattere sacerdotale.
Fa’ che cresca nella fedeltà e nell’amore per Te
e preservalo dal contagio del mondo.
Col potere di trasformare il pane e il vino
donagli anche quello di trasformare i cuori.
Benedici e rendi fruttuose le sue fatiche
e dagli un giorno la corona della vita eterna.
(Santa Teresa di Gesù Bambino)