venerdì 31 ottobre 2014

Non dimentichiamo la riparazione

Tra le tante Realtà meravigliose che la grazia del Signore ci apre e ci dona c'è la Riparazione. Anche di questa non si parla più e rischia di cadere nel dimenticatoio, con la conseguenza di non dispiegare più la sua efficacia per il bene delle anime e la maggior gloria - estrinseca - del Signore1. Perché naturalmente la sua gloria intrinseca è immutabile.

Oggi, facciamo tesoro e ci riappropriamo della bellissima preghiera insegnata dall'Angelo a Fatima:
Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, io Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi, delle indifferenze da cui Egli medesimo è offeso. Per i meriti infiniti del suo Sacro Cuore e del Cuore Immacolato di Maria io Vi domando la conversione dei poveri peccatori.
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1. Questo discorso è legato anche al fatto che alcuni insegnamenti modernisti negano che Dio possa venire offeso nel senso di togliere a Lui la gloria perché allora Dio sarebbe vulnerabile e non sarebbe più Dio, ed è anche con questo che si elide l'espiazione... Ma nel concetto di "offesa" a Dio bisogna distinguere la gloria intrinseca di Dio - invulnerabile, infinita e immutabile - dalla Sua gloria estrinseca, collegata alla ridondanza delle sue opere nel nostro rapporto con Lui Creatore e Signore nostro, gloria che può essere maggiore o minore, e che risulta diminuita a causa dei peccati degli uomini. Per questo S. Ignazio ha scelto per la Compagnia di Gesù il motto "Ad maiorem gloriam Dei", affermando che essa avrebbe dovuto lottare per la "maggior gloria di Dio".

giovedì 30 ottobre 2014

Causa della Notificazione Semeraro: 30 cresime amministrate da Mons. Alfonso De Gallareta a inizio Ottobre 2014.

Su Radio Vobiscum [qui] potete ascoltare l'Intervista, registrata poco fa, a don Pierpaolo Petrucci, superiore del Distretto italiano della  FSSPX - Confutazione della recente “Notificazione ai parroci” di Mons. Marcello Semeraro, vescovo della diocesi di Albano, contro i fedeli che ricevono i Sacramenti presso il Priorato di Albano Laziale.
Puntualizzazione importante: Non è un intervento del Papa, al contrario di quanto asserito da Orazio la Rocca su l’Espresso. È un comportamento in controtendenza con i recenti contatti con l'Ecclesia Dei e con le disposizioni precedenti.

Mons. Semeraro evoca il problema canonico: la foglia di fico per nascondere la perfetta ortodossia e inattaccabilità della FSSPX e le eresie postconciliari. Chiavistello che non vuol discutere la dottrina.
L'intervista è l'occasione per chiarire che la Fraternità di San Pio X non fa altro che manifestare pubblicamente in maniera tenace e ardente i fondamenti della fede. 

Se ci si chiede perché tante persone si rivolgono al priorato anziché alle strutture della diocesi, la risposta è perché si rendono conto della povertà del catechismo offerto e chiedono una formazione più solida, una dottrina più chiara un punto di riferimento sicuro in base al loro sensus fidei tuttora persistente.

La Grazia del Pellegrinaggio Summorum Pontificum... e la confusione dei partiti. Apologia, teologia e coerenza come risposta alla crisi

Nei giorni scorsi si è svolto, con grande gioia per tutti i Cattolici Tradizionali (Tradizionale dovrebbe essere = Cattolico, ma passiamo oltre), il Pellegrinaggio Summorum Pontificum. Svolto grazie alla solerzia e allo zelo degli organizzatori, che hanno dovuto (anche quest'anno!) superare molti e non piccoli problemi, e hanno speso con grande devozione il loro tempo e le loro forze, aiutati dal Cielo, per la buona riuscita di ogni "passo" del Pellegrinaggio stesso. Ne rendiamo grazie a Dio e alla Vergine Maria, soprattutto per la guida di quei "grandi Cardinali" nominati dallo stesso Papa Benedetto XVI, nel messaggio reso pubblico dai media, ed indirizzato in risposta ai responsabili maggiori dell'iniziativa ecclesiale.
Rendiamo Grazie a Dio, come dicevo. Ma nutriamo (lo scrivente e chi concorda con me) profonda tristezza per la fomentazione della diatriba interna alla Tradizione, anche da parte di coloro (il CISP) che da sempre si sono distinti, con grande benemerenza, e con l'accordo del sottoscritto e anche di questo blog, nel cercare di giungere allo sperato "coordinamento" di tutte le forze, rispettando le diverse (lecite) sensibilità che popolano i gruppi Tradizionali.
Il Comunicato del CISP, pubblicato per primo su questo Blog [nelle discussione su questo articolo], e poi diffuso sui media, sulla base di una presunta necessità scaturita dai commenti presenti in queste pagine, non è certo un atto di "coordinamento", né un messaggio che realisticamente mostra la difficoltà della situazione presente. Non tiene, dunque, conto di elementi che dovrebbero invece essere considerati come fondamentali, almeno per delineare una chiara analisi dei fatti. Il comunicato, che non cito poiché presente nel topic relativo alla pubblicazione del messaggio di Benedetto XVI, risponderebbe alle "fantasiose versioni" circolate sui media, rispetto a quanto scritto da SS Benedetto XVI. Precisa che il Messaggio di Ratzinger è una risposta ad un invito gentilmente rivoltogli, e che non avrebbe dunque potuto soddisfare. Inoltre ribadisce con forza che la "pace liturgica" accennata dal Papa "emerito", e auspicata da tutti, sarebbe stata anche essa una risposta alla "ottimistica" considerazione presente nella già citata lettera di invito, cortesemente rifiutato. Si rimprovera questo Blog, e non magari i frequentatori che hanno dato la loro opinione (il peccato di opinione ormai sembra irreversibilmente entrato tra i peccati mortali), di aver diffuso "ipotesi" sostanzialmente fuorvianti e soprattutto inconsistenti a riguardo e del messaggio del Papa "emerito" e del suo contenuto.

Episcopus pravus e apologia della FSSPX

Episcopus pravus
Devo una spiegazione agli autori dell'ottimo blog Vigiliae Alexandrinae [qui] e anche ai miei lettori, sulle reazioni alla pubblicazione della Notificazione ai Parroci sulla "Fraternità Sacerdotale San Pio X", da parte di Mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano. [qui]

Effettivamente è stato colto il mio tentativo di disinnesco. Il mio articolo partiva in quarta, dopo aver ricevuto mail e telefonate allarmate in ordine a quanto apparso su L'Espresso che, suscitando scalpore, aveva reso nota la comunicazione del vescovo già diramata da diversi giorni.
Mi sono subito documentata sul sito della diocesi, rinvenendo solo la prima parte della Notificazione dov'è citata la lettera di Benedetto XVI ai vescovi. Ora non trovo più quella pagina e sull'Home page noto, invece, il rimando diretto al documento integrale in pdf, che contiene appunto nella seconda parte le indicazioni sanzionatorie ma che ho letto solo successivamente, dal rinvio presente nella pagina da me consultata. Ebbene, quasi per rassicurare me stessa e gli altri, quella mia espressione si riferiva alla prima parte del documento - che è effettivamente la fotografia della situazione certo non estensibile alle minacciate sanzioni - dal momento che quella che manca alla FSSPX è la regolarizzazione canonica non raggiunta purtroppo in seguito ai noti mancati "accordi". Tuttavia, solo dopo pochi minuti - letto il testo integrale. come poi ho fatto presente anche nella discussione - ho modificato le mie brevi note; ma è rimasta invariata la premessa e non sono stata lì a collegarla con situazione completa. Beh, almeno la mia disattenzione, che ora ho colmato, è servita a promuovere il puntuale chiarimento di Vigiliae Alexandrinae cui giustamente non tornavano i conti con le precisazioni successive.

Sono grata comunque perché vien fuori una maggiore chiarezza per le necessarie prese di posizione sull'incresciosa questione che, oltre alla FSSPX, penalizza i fedeli e la Tradizione tutta. In piena solidarietà con la nota del Distretto italiano della Fraternità tempestivamente pubblicata qui.

Allora è davvero Scalfariano e anche rivoluzionario in linea con gli irriducibili!

Antonio Socci, oggi: «Papa Bergoglio smentisce il Vaticano e ora pubblica, come suo libro, le esplosive interviste – inizialmente tolte dal sito della Santa Sede – col fondatore di “Repubblica”. Con tutto il “relativismo” che contengono e non solo…» [qui]. 

Quoto l'incipit di Socci:
«Nel Vaticano di papa Bergoglio la confusione è totale. Ogni giorno ce n’è una. Dopo lo sconcertante caso “Leoncavallo in Vaticano”, ora, con la firma di “Jorge Mario Bergoglio-Papa Francesco”, la Libreria editrice vaticana pubblica il volume “Interviste e conversazioni con i giornalisti”, dove vengono raccolte “le interviste rivolte a papa Francesco, riconosciute e pubblicate come tali dal giornale della Santa Sede L’Osservatore romano e da altre testate”. È clamoroso e significativo che fra di esse ci siano anche le due con Eugenio Scalfari perché finora molti le consideravano controverse [Non che le altre non siano da meno]. Il fatto creerà imbarazzo». [...]
Lo stesso Socci aveva già ieri così commentato il Leoncavallo in Vaticano [qui]
...è veramente imbarazzante che papa Bergoglio abbia convocato in Vaticano soggetti come il centro sociale Leoncavallo, con tutto il contorno dei noglobal, esortandoli a "continuare la lotta", con un discorso da leader politico noglobal, dove non ha MAI annunciato l'evento salvifico di Cristo e mai ha ricordato i documenti sociali dei papi e il fallimento delle ideologie rivoluzionarie. Cose mai viste ! Buio profondo a Roma !!!
Magistero liquido, sempre più veicolato e sbandierato, che alla fine penetra nella coscienza collettiva di masse sempre più ignoranti e sviate dalla retta fede, soprattutto per effetto dei reiterati slogan in chiave liberal-pop che il papa "regnante", anziché spiegare e approfondire, ora praticamente conferma e ribadisce.

Sorpresa! Nessun Vaticano III!

Interessante analisi di Rorate Caeli [qui]. Per me, al di là del Vaticano III, resta valida la mia valutazione [qui], che chiama in causa in misura diversa i predecessori dell'attuale pontefice e, direttamente, le derive rese possibili dalla applicazione in chiave liberal delle 'ambiguità' conciliari anche da parte loro. Salvo che l'attuale deflagrazione è del tutto fuori misura.
Concordo con la conclusione, salvo che si dovranno, però, fare i conti con i molti (troppi) vescovi e sacerdoti nonché Curiali tuttora ostili al Rito Antiquior, che è e resta il cuore della crisi. Mentre il cosiddetto conservatorismo di molti è pur sempre un conservatorismo conciliarista più o meno accentuato e non un autentico legame con la tradizione.

La recente sessione del Sinodo sulla Famiglia è stata paragonata non poche volte dai commentatori a un tentativo di imbastire un mini-Vaticano III. Tale paragone assume una certa validità se prendiamo in considerazione il fatto che l'anno scorso e quelli anteriori sono stati testimoni della riapparizione di personaggi della stregua di Hans Küng (anche se non in forma eccellente), Gustavo Gutiérrez, Karl Rahner (almeno in spirito) e (in carne ed ossa), l'infaticabile Cardinal Kasper, tutti esempi di personaggi delusi dal fatto che al Vaticano II non sia seguito immediatamente un Vaticano III per completare l'opera: innestare stabilmente la Chiesa sugli stessi binari del trenino orgiastico del secolarismo post-illuministico, moderno e post-moderno, il cui combustibile è costituito dall'anti-dogmatismo e dall'individualismo radicale.

Firenze, 31 Ottobre - Appuntamento con Comunione Tradizionale

Ricevo e volentieri pubblico.

Cari amici,

la Comunione Tradizionale ha indetto per Venerdì 31 ottobre 2014 una giornata in onore di San Pio X, (leggi qui l’intervista di Blanche Marie de Vigny la Tour al sottoscritto) il grande Papa che, più di tutti, combatté la nefasta eresia del Modernismo nella Chiesa (leggi qui - articolo di don Pierpaolo Petrucci apparso su Riscossa Cristiana: “Concedici o Signore un altro San Pio X“). E’ questo un periodo incredibilmente tragico e burrascoso nella S. Chiesa di Cristo, dove sembra che una “Rivoluzione permanente voglia abbattere non solo la Liturgia ma anche la Dottrina e la Fede”, come potete leggere in questo articolo di Sandro Magister, il più illustre dei vaticanisti  (leggi qui articolo di Sandro Magister “La paziente Rivoluzione di Francesco” in RC del 25 ottobre 2014).

Siccome più volte molti amici, in genere giovani e professionisti, mi hanno espresso la loro difficoltà a partecipare alle iniziative in quanto si svolgevano in giornate lavorative, questa volta abbiamo posto la nostra iniziativa proprio venerdì 31 la vigilia di un giorno festivo (I Santi) e di un “Ponte” (I Santi e i Morti), quindi molti saranno coloro che non saranno presi da impegni di lavoro.

mercoledì 29 ottobre 2014

A proposito della notificazione di Mons. Semeraro

In una notificazione del 14 ottobre scorso, Mons. Marcello Semeraro, che amministra la Diocesi Suburbicaria di Albano, ha pensato di dichiarare che la Fraternità Sacerdotale San Pio X non è “un’istituzione della Chiesa Cattolica” e che i fedeli non devono frequentarla per non “rompere la comunione con la Chiesa”.

Molte cose potremmo chiedere a Mons. Semeraro, guardando dal suo punto di vista.

Potremmo chiedere se sa che la Fraternità San Pio X è stata eretta con l’approvazione del Vescovo di Friburgo nel 1970; che la Santa Sede le ha conferito il decreto di lode nel 1971; se sa che la stessa casa della Fraternità ad Albano, con il suo Oratorio semipubblico per amministrarvi i sacramenti, è stata eretta canonicamente con decreto del suo Predecessore Mons. Raffaele Macario il 22 febbraio 1974 (prot. 140/74).

Potremmo anche chiedergli come concilia le sue proibizioni con le dichiarazioni ufficiali della Santa Sede, che con risposta della Commissione Ecclesia Dei del 18 gennaio 2003, diceva che è possibile soddisfare il precetto della Messa domenicale “assistendo ad una messa celebrata da un prete della Fraternità San Pio X”; o come pensa che si possa “rompere la comunione con la Chiesa” andando a Messa dalla Fraternità San Pio X, quando la stessa Santa Sede non ritiene più fuori dalla comunione nemmeno i Vescovi della medesima Fraternità; o se pensa che presunte irregolarità canoniche equivalgano a una rottura della comunione.

Speciale dal pellegrinaggio della FSSPX a Lourdes

Lourdes (Francia) - Domenica 26 ottobre 2014, 13’000 cattolici della Tradizione (FSSPX) erano presenti alla Santa Messa celebrata da Mgr. Fellay nella Basilica San Pio X per la Festa di Cristo Re dell’Universo.

[Fonte: Radio vobiscum]

La processione mariana « aux flambeaux »:

Il pellegrinaggio, che si è svolto dal 25 al 27 ottobre - al quale hanno partecipato i tre vescovi della Fraternità di San Pio X - ha visto l'affluenza di oltre 30.000 fedeli, nonché di molti sacerdoti e seminaristi amici. Gli altri momenti del pellegrinaggio sono visibili qui.

Il Rosario: come la fionda nella mano di Davide

Il Sinodo della famiglia conoscerà altre tappe ed altre sollecitazioni e forse non poche sorprese.
Riprendiamo, dal testo dell'Enciclica di Po XII Ingruentium Malorum, sulla recita del Santo Rosario [qui], la parte che ne richiama l’importanza nella vita familiare. È un linguaggio cui non siamo più abituati, lirico a tratti, ma sostanzioso; dice cose intramontabili. E il Santo Rosario è arma potente contro il male, ogni tipo di male, per ogni cristiano [vedi anche qui e qui].

[...] Benché non vi sia certamente un unico modo di pregare per poter conseguire questo aiuto, tuttavia Noi stimiamo che il rosario mariano sia il mezzo più conveniente ed efficace, come del resto viene chiaramente suggerito dall’origine stessa, più divina che umana, di questa pratica e dalla sua intima natura.

Che cosa infatti di più adatto e più bello dell’orazione domenicale (Padre Nostro) e del saluto angelico (Ave Maria), che formano come i fiori di cui s’intreccia questa mistica corona? Aggiungendosi, inoltre, alle ripetute preghiere vocali la meditazione dei sacri misteri, ne deriva l’altro grandissimo vantaggio, che tutti, anche i più semplici e i meno istruiti, hanno in ciò una maniera facile e pronta per alimentare e custodire la propria fede. E invero, dalla meditazione frequente dei misteri, l’animo attinge e insensibilmente assorbe la virtù che essi racchiudono, si accende straordinariamente alla speranza dei beni immortali, e viene fortemente e soavemente spronato a seguire il sentiero battuto da Cristo medesimo e dalla sua Madre. La recita stessa di formule identiche tante volte ripetute, nonché rendere questa preghiera sterile e noiosa, quale mirabile virtù, invece, possiede, come si può sperimentare, per infondere fiducia in chi prega e fare dolce violenza al cuore materno di Maria! Ma soprattutto Noi desideriamo che in seno alla famiglia sia dappertutto diffusa la consuetudine del santo rosario, religiosamente custodita e sempre più sviluppata. Invano, infatti, si cerca di portare rimedio alle sorti vacillanti della vita civile, se la società domestica, principio e fondamento dell'umano consorzio non sarà diligentemente ricondotta alle norme dell'evangelo. A svolgere un compito così arduo, Noi affermiamo che la recita del santo rosario in famiglia è mezzo quanto mai efficace.