giovedì 5 maggio 2016

Ascensione di Gesù al cielo : l'umanità è ricondotta al Padre

Oggi, giovedì 5 maggio, si festeggia l'Ascensione al Cielo di nostro Signore Gesù Cristo [per approfondire: precedenti nel blog, qui e qui].
Ricordiamo che è una delle solennità più importanti dell'Anno Liturgico. Per interiorizzarne in significato leggiamo lo scritto che segue di un nostro caro lettore.

La domenica 16 nisan la tomba di Gesù fu vista vuota, pur contenendo i suoi teli funebri. 
Strano modo di “trafugare cadaveri”… per chi credesse a questa ipotesi. 
Quel giorno in più occasioni Nostro Signore fu visto risorto da vari testimoni. 
Quaranta giorni dopo  il Figlio di Dio si staccò da terra e “fu assunto in cielo” (At 1,2 e Mc 16,19), davanti ai suoi, riuniti
su un’altura ad est di Gerusalemme, verso Betania (Lc 24,50), in un’area abitualmente frequentata da Gesù. 
Di quell’istante da brividi in cui Gesù salì al Cielo abbiamo un ulteriore richiamo nel vangelo di Luca (Lc 24,51) ed anche in questo caso il verbo è passivo (“fu portato verso il cielo”). 
Ancora Luca (At 1,9) conclude che Gesù “fu elevato in alto” ed “una nube lo sottrasse al loro sguardo”. 
La “passività” di Gesù è significativa perché una volta ancora mostra il Figlio tutto immerso nella volontà del Padre. 
Era il 25 di lyar (anticamente il mese era chiamato ziv), corrispondente ad un giovedì di maggio nel nostro calendario. 
Dieci giorni dopo, 6 sivan, verrà la festa di  Pentecoste.

Danilo Quinto. C’è qualcosa di rivoltante…

«Si continua a ritenere il minorenne, minorato. Si continua a ritenere il ragazzo, il ragazzino, privo di una sua personalità. Mentre sappiamo che anche il neonato, anche dentro la pancia, ha istinti di carattere sessuale».
In un Paese dove si abusano sessualmente i bambini per poi buttarli dall’ottavo piano, con un intero quartiere che sembra coprire queste empietà, parole di tal fatta non devono far impressionare. Neanche il Papa si dev’essere impressionato, ammesso che qualcuno dei suoi baldi consiglieri gliele abbia fatta leggere o che lui abbia messo da parte per un giorno la testata che ama – quella del suo confidente privato da non convertire, Eugenio Scalfari – e si sia documentato prima di consegnare una copia del suo libro Il nome di Dio è misericordia e una medaglia con la Madonna e il Bambino Gesù, all’autore della dichiarazione di cui sopra (Marco Pannella, intervista a www.losai.eu, 13 luglio 2013) in occasione del suo 86mo compleanno.

Nuova scuola parentale per iniziativa dell'Istituto Cristo Re

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Don Franz Schmidberger. Riflessioni sulla Chiesa e sulla posizione della FSSPX al suo interno

Ero restia a parlare della FSSPX per non alimentare i polveroni che non mancano ogni volta di sollevarsi da parte dei viscerali agguerriti avversari da un lato o dei soliti intransigenti 'duri e puri' dall'altro. Ma il documento che segue, che doveva rimanere riservato, fin dal 19 febbraio scorso è stato oggetto di diffusione capillare anche attraverso il web. Lo avevo incontrato nei siti tradizionali francesi e anglofoni più diffusi. Ora che è arrivato anche qui nella traduzione di Una Vox by MiL, penso sia arrivato il momento di condividerlo.

Riflessioni sulla Chiesa
e sulla posizione della FSSPX al suo interno
di Don Franz Schmidberger 

I. La Chiesa è un mistero. È il mistero della presenza di Dio tra noi, del nostro Salvatore, Dio, che non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e che viva. La conversione richiede la nostra collaborazione.

II. La Chiesa è infallibile nella sua natura divina; ma è diretta da persone che possono fare degli errori e talvolta li fanno. Noi dobbiamo distinguere la funzione dalla persona. Quest’ultima resta un certo tempo a svolgere la funzione e poi la lascia, perché muore o per altre circostanze, ma la funzione rimane. Oggi, Papa Francesco ha il ministero papale e il primato dell’autorità. Da qui a un’ora, non lo sappiamo, potrebbe dimettersi e verrebbe eletto un altro papa. Tuttavia, fintanto che egli occupa la Sede Papale, noi lo riconosciamo come tale e preghiamo per lui.

mercoledì 4 maggio 2016

Bologna: S. Messa in Rito Romano Sabato 7 Maggio 0re 12, Cattedrale S. Pietro


 



Durante le Solenni celebrazioni in onore della Beata Vergine di San Luca,
l'Immagine della Madonna scende in processione dal Santuario di S. Luca 
alla Cattedrale di San Pietro a Bologna (Via Indipendenza), dove rimane per una settimana prima di essere nuovamente accompagnata al Santuario sul Colle della Guardia.


La Tradizione commemora l'aiuto che la Vergine ha dato alla città nel 1433 dopo le continue piogge che nei mesi di Aprile, Maggio e Giugno minacciarono di compromettere il raccolto dei campi.




All'interno delle Celebrazioni per la Beata Vergine di S. Luca (dal 30 Aprile all'8 Maggio 2016) segnaliamo che
Sabato 7 Maggio, alle ore 12,00, presso la Cattedrale Metropolitana di S. Pietro in Via Indipendenza, si terrà la 
S. Messa in Rito Romano. 

 madonna-di-san-luca
Celebra Mons. Massimo Mingardi.

GROSSETO: Importante avviso di imminente costituzione di gruppo stabile per la Messa in rito antico

Il Coordinamento Toscano Benedetto XVI avvisa tutti i fedeli della diocesi di Grosseto che è in procinto di costituirsi un gruppo stabile di cattolici al fine dell'applicazione del Motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI e l'attivazione di un centro di Messa in latino, secondo i libri liturgici antichi, nella loro ultima revisione approvata da Giovanni XXIII (1962).

Si invitano tutti coloro che intendono unirsi all'iniziativa o che desiderano avere informazioni al riguardo, a contattare il gruppo presso il seguente indirizzo di posta elettronica:

pro.missa.antiqua.grosseto@gmail.com
La riunione si terrà venerdì 6 maggio 2016, ore 16.30, presso i locali della Parrocchia dell'Immacolata Concezione, Via Rosellana, 81

Vogliamo rendere l'Eucaristia qualcosa di «utile». Ma la via verso Dio è l'oblazione di noi stessi.

dall'omelia presso la Parrocchia San Giacomo fuori le Mura - Bologna, 1 giugno 1986, festa del Corpus Domini

[...] cari fratelli, allora cerchiamo di pensare le cose di Dio non già alla luce umana, alla luce della nostra profana meschinità. Cerchiamo, cari fratelli, di pensare alle cose di Dio così come Iddio vuole che la nostra mente pensi a Lui e cioè alla luce di Dio stesso, illumina nos, Domine, et videbimus Lumen, alla tua luce, o Signore, vedremo la luce.

Cari fratelli, vedete, senza polemica, questo pericolo non è così lontano da noi come potrebbe sembrare. Pensate, proprio quando volevo preparare questa omelia, nella presentazione della festa di oggi, (?...) si dice: “la festa odierna deve indurci a riflettere soprattutto sul significato dell’Eucaristia per la nostra vita di impegno verso gli altri”. E qui mi cascano le braccia, cari fratelli. 

Oh, non che ci sia qualcosa di sbagliato, no. Certo, l’Eucaristia ci sprona anche, anche, non c’è dubbio, a pensare agli altri. L’Eucaristia è sacramento per eccellenza della carità, della condivisione di tutti i beni, dell’attenzione nell’amore, perché l’amore è sempre attento, quell’attenzione e quella necessità per tutti. L’Eucaristia è la capacità di avere certo il Cristo tra noi.
Ma, cari fratelli, non capovolgiamo l’ordine dei valori, non diventiamo soggettivisti, non diventiamo (?...) luterani, capite miei cari, vedete, perché l’eresia è sempre in agguato. Scusatemi, sono figlio di San Domenico, un sospetto di eresia mi è venuto, ma penso non senza ragione. 

martedì 3 maggio 2016

Si riapre il caso dell'infallibilità del Papa?

Il dogma stabilisce che il Papa è infallibile quando si pronuncia ex cathedra su questioni di fede e di morale o quando riafferma una verità già definita o dedotta dalle verità rivelate. Il problema è che oggi il papa non si pronuncia più in maniera definitoria e oggettiva, manifestando esplicitamente di parlare come “pastore e dottore di tutta la Chiesa” e dichiarando la sua intenzione “definitoria” e vincolante per tutti. Oggi il papa si pronuncia in maniera storicista e soggettiva. Quindi, il suo magistero non è più infallibile, tranne che per chi vuole imporlo secondo la propria ideologia; ma risulta comunque incisivo, attraverso la prassi che de facto instaura, anche attraverso l'enfasi mediatica e le sue ermeneutiche strumentali, mentre la confusione che crea è tanto diffusa quanto dannosa.

Il teologo Küng aveva scritto a Bergoglio chiedendogli una riflessione sull'infallibilità del Papa: «Mi ha risposto con una lettera fraterna, apprezzando le mie considerazioni. Non ha posto limiti alla discussione sul dogma» sancito dal concilio Vaticano I e da Pio IX il 18 luglio 1870
Tutti i giornali parlano della lettera di Francesco ad Hans Kung, grande avversario, teologicamente parlando, di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
In tale lettera dice che si può ben discutere il dogma dell’infallibilità pontificia.

Discutere un dogma, nella Chiesa, non è possibile. Mettere in discussione tutto, di continuo, affidando tutto alla imperizia dei giornali plaudenti, crea enorme confusione e smarrimento. Ma discutere su cosa sia l’infallibilità, è oggi più che opportuno.

Omelia di Mons. Schneider. Costanza, 16 aprile

Esprimo tutta la mia gratitudine a don Jacek Bałemba (Sacerdos Hyacinthus), che è stato così cortese da farci avere il testo originale tedesco dell'Omelia da cui è tratta la nostra traduzione.

Costanza, Cattedrale di Nostra Signora, 16 aprile 2016, Messa pontificale

Il 16 aprile scorso Mons. Athanasius Schneider ha celebrato una Messa Pontificale nella Cattedrale di Costanza, in occasione dell'Assemblea generale di Pro Missa Tridentina, Associazione di laici cattolici nei paesi di lingua tedesca, fondata nel 1990, allo scopo di promuovere la celebrazione quotidiana della liturgia in rito tradizionale secondo il Motu Proprio "Summorum Pontificum" in tutte le diocesi tedesche. Oggi l'associazione è affiliata alla Federazione Internazionale Una Voce.

Omelia di Mons. Schneider

Surrexit Dominus vere. Alleluia! Cari fratelli e sorelle nel Signore!

lunedì 2 maggio 2016

6-7 maggio. Adorazione notturna a Rimini

« Fra tutte le devozioni, quella di adorare Gesù Sacramentato è la prima dopo i sacramenti, la più cara a Dio e la più utile a noi » (Sant'Alfonso Maria dè Liguori)
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