giovedì 28 maggio 2015

Perché il Papa non parla ​del peccato originale

Piero Ostellino su Il Giornale. 

Papa Francesco pare credere all'idea di Rousseau che l'uomo nasca innocente e si corrompa vivendo in società
Un amico mi fa notare che papa Francesco non parla mai del peccato originale. Non credo non ne parli per una sorta di adesione a una modernità che non mette più il peccato della carne al centro della vita morale individuale e collettiva.
Non siamo neppure alla conferma della profezia di Nostradamus secondo la quale sarebbe salito al soglio pontificio un «uomo della Compagnia» (un gesuita) che avrebbe immesso veleno nella dottrina. Ma un conto è attribuire l'umana malvagità al peccato di superbia di Adamo e Eva - come sosteneva Sant'Agostino e aveva sostenuto la Chiesa fino a ieri - un altro attribuirla, come fa questo Papa, al rapporto fra ricchi e poveri, al mondo moderno - che dell'autonomia della politica rispetto alla religione è il superamento; un mondo modellato sul concetto di utilità, su quello di produzione di ricchezza e sulla ricerca della felicità.

mercoledì 27 maggio 2015

Il card. Raymond Leo Burke a Trieste: “Il matrimonio cristiano nella dottrina e nella pastorale”

Il testo che segue è frutto del paziente sbobinamento di uno dei nostri collaboratori: Silvio Brachetta, che ringraziamo di cuore. Silvio è anche autore di un articolo, riguardante l'evento, apparso su Vita Nuova del 22/5/2015 (cfr. immagine a lato: cliccare per ingrandire).
Vedi anche la galleria d'immagini del solenne Pontificale di Domenica 17 marzo nella Chiesa della Beata Vergine del Rosario sulla nostra pagina Fb.
Può essere interessante confrontare il testo del Card. Burke con l'altro suo esaustivo intervento a Chester, da noi tradotto qui.
Qui il testo dell'articolo. La relazione del Cardinale a seguire.
La Chiesa deve insegnare la verità sulla bontà del matrimonio e famiglia
Dopo che del cardinale Walter Kasper è stata resa pubblica la conferenza da lui tenuta al Concistoro straordinario dei Cardinali (20-21 febbraio 2014), in preparazione al Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, cinque cardinali assieme ad altri quattro studiosi hanno dato alle stampe “Permanere nella verità di Cristo” (Cantagalli), dove le tesi di Kasper sono state formalmente criticate.
Ne ha parlato a Trieste il cardinale americano Raymond Leo Burke - uno degli autori del libro e membro del Sinodo - durante la conferenza del 16 maggio titolata “Il matrimonio cristiano nella dottrina e nella pastorale”, su iniziativa del Coordinamento nazionale del Summorum Pontificum. Il libro - spiega Burke - è stato scritto dopo che Kasper ha inteso mettere «in questione la costante prassi della Chiesa» proponendo, a certe condizioni, l’ammissione al sacramento dell’Eucaristia ai cosiddetti divorziati risposati: tutto ciò è stato da molti percepito come «una rivoluzione nella Chiesa», che non si concilia con l’insegnamento di Benedetto XVI, il quale indicava nel 2005 come errata questa ermeneutica e corretta quella della «riforma nella continuità».

Danilo Quinto, Gridiamo dalle terrazze.

Spettacolare, incosciente tripudio...
«Una sfida per la Chiesa». “L’Osservatore Romano” titola così l’editoriale che commenta il «sì» dell’Irlanda alla legalizzazione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso. Si afferma: «Gran parte dei commenti del mondo ecclesiastico analizzano con lucidità l’esito della consultazione popolare riconoscendo la realtà dei fatti nonché la distanza, in certe materie, fra la società e la Chiesa. Del resto, troppo ampio il margine fra i (1.201.607), pari al 62,1 per cento, e i no (734.300), per non accettare la “sconfitta”. Un risultato frutto, anche, dell’alta affluenza alle urne (60,5 per cento) e della grande partecipazione dei giovani».

La «lucidità», quindi, legge la distanza fra la società – «il mondo» – e la Chiesa. Da duemila anni, da quando il Figlio di Dio è venuto ad abitare in mezzo a noi, ha predicato la Sua Parola, è stato percosso, seviziato, deriso e messo in Croce, conosciamo la distanza tra «il mondo» e Gesù. In senso opposto a quello che vuole fare intendere il giornale della Santa Sede, che si presta ad un’operazione mistificatoria e vergognosa. Riporta quanto dice una delle sue firme, Lucetta Scaraffia, che su «Il Messaggero», rileva una connessione «fra l’assurda pratica repressiva nei confronti degli omosessuali in anni ancora recenti — atteggiamento che ha caratterizzato soprattutto i Paesi protestanti — e la rapida apertura al matrimonio gay oggi». Una spiegazione di carattere sociologico, quelle che tanto vanno di moda nella Chiesa post-conciliare, dove la maggioranza dei sacerdoti non si occupa delle anime, ma disserta sul problema della raccolta dei rifiuti, sulle discariche, sulla disoccupazione, sulla corruzione o sulla povertà. Come se Gesù fosse venuto al mondo per salvare i poveri. Leggete il Vangelo – Signore e Signori - e capirete di quali poveri si tratta. Si tratta di Voi, poveri di spirito e intrisi di quello spirito del mondo che non ha timore di Dio e non Lo ama e, non amandoLo, non è di conseguenza amato da Suo Figlio, che dice questo in maniera chiarissima nel Vangelo di Giovanni. Gesù ama solo coloro che amano Suo Padre. Non ama «il mondo», che è nelle mani delle fauci di Satana. Le «istanze», i desideri del mondo sono quelli di Satana.

martedì 26 maggio 2015

Card. Parolin: il referendum dell'Irlanda è una sconfitta per umanità

Finalmente una voce dal Vaticano. Ma approfondiamo, riprendendo da Radio Vaticana, oggi. 

La crisi attuale non è solo economica a e finanziaria, ma ha anche origini antropologiche. Lo ha detto il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin durante la cerimonia di consegna del premio "Economia e Società" della Fondazione Centesimus Annus. Per il porporato l'adorazione del denaro crea squilibri e la cultura dello spreco rifiuta l'etica e Dio. Dunque “serve una formazione morale” dell'individuo. “Non una sconfitta dei principi cristiani, ma una sconfitta per l’umanità” – secondo il card. Parolin – il referendum  che in Irlanda ha approvato il matrimonio tra persone dello stesso sesso. "Sono  Rimasto molto triste di questo risultato, – ha detto –  la Chiesa deve tener conto di questa realtà ma nel senso di rafforzare il suo impegno per l'evangelizzazione". [...]
Intanto le origini della crisi, prima che antropologiche sono spirituali. Resta poi da vedere se il "rafforzamento dell'impegno per evangelizzazione" non corrisponda alla enfatizzazione della solidarietà umanitarista sviluppata nel resto del resoconto dell'evento. Sulla "sconfitta per l'umanità" siamo perfettamente d'accordo. Ma direi che non è tanto una questione di "formazione morale" per uscire dalla "cultura dello spreco", quanto l'ineludibile necessità di rimettere Cristo Signore al centro della Chiesa e della storia... Che qualche "pastore", se non è sedicente tale, lo dica per favore!
Il discorso verteva sulla Centesuimus Annus, di Giovanni Paolo II, nel centenario della Rerum Novarum. Ma, se è in ballo la «dottrina sociale» della Chiesa non si devono trascurarne i fondamenti. Riproponiamo  un brano dell'Enciclica, che nessuno dovrebbe tralasciare:
2. La presente Enciclica partecipa a queste celebrazioni per ringraziare Dio, dal quale «discende ogni buon regalo e ogni dono perfetto» (Gc 1,17), poiché si è servito di un Documento emanato cento anni or sono dalla Sede di Pietro, operando nella Chiesa e nel mondo tanto bene e diffondendo tanta luce. La commemorazione, che qui vien fatta, riguarda l'Enciclica leoniana ed insieme le Encicliche e gli altri scritti dei miei predecessori, che hanno contribuito a renderla presente e operante nel tempo, costituendo quella che sarebbe stata chiamata «dottrina sociale», «insegnamento sociale», o anche «Magistero sociale» della Chiesa.
Alla validità di tale insegnamento si riferiscono già due Encicliche che ho pubblicato negli anni del mio pontificato: la Laborem exercens sul lavoro umano e la Sollicitudo rei socialis sugli attuali problemi dello sviluppo degli uomini e dei popoli.
3. Intendo ora proporre una «rilettura» dell'Enciclica leoniana, invitando a «guardare indietro», al suo testo stesso per scoprire nuovamente la ricchezza dei principi fondamentali, in essa formulati, per la soluzione della questione operaia. Ma invito anche a «guardare intorno», alle «cose nuove», che ci circondano ed in cui ci troviamo, per così dire, immersi, ben diverse dalle «cose nuove» che contraddistinsero l'ultimo decennio del secolo passato. Invito, infine, a «guardare al futuro», quando già s'intravede il terzo Millennio dell'era cristiana, carico di incognite, ma anche di promesse. Incognite e promesse che fanno appello alla nostra immaginazione e creatività, stimolando anche la nostra responsabilità, quali discepoli dell'«unico maestro», Cristo (cf Mt 23,8), nell'indicare la via, nel proclamare la verità e nel comunicare la vita che è lui (cf Gv 14,6).
Così facendo, sarà confermato non solo il permanente valore di tale insegnamento, ma si manifesterà anche il vero senso della Tradizione della Chiesa, la quale, sempre viva e vitale, costruisce sopra il fondamento posto dai nostri padri nella fede e, segnatamente, sopra quel che gli Apostoli trasmisero alla Chiesa in nome di Gesù Cristo, il fondamento «che nessuno può sostituire» (cf 1 Cor 3,11).

29 maggio, Correggio. Messa cantata Tradizionale in onore di Rolando Rivi

Cari Amici,
vi comunichiamo che la Messa in forma straordinaria inizialmente prevista a per il 5 giugno, sarà anticipata a venerdì 29 maggio, giorno della memoria liturgica diocesana del Beato Rolando Rivi, nostro Patrono.
La celebrazione si terrà, come di consueto, al Santuario della Madonna della Rosa a Correggio (RE), alle ore 19.
Avremo così la gioia di poter celebrare una Santa Messa cantata in onore del Beato Rolando martire; sarà inoltre presente una sua reliquia, che, al termine della Messa, verrà offerta alla venerazione dei fedeli.
Per ulteriori informazioni vi invitiamo a visitare il nostro blog: http://summorumpontificumcorreggio.blogspot.it/ 
oppure a contattare il numero 335 6482688
Un cordiale saluto in Gesù e Maria.
Il gruppo stabile "Beato Rolando Rivi"

Galantino: nozze gay, né arroganza né ritirate

Leggiamo su Avvenire, il quotidiano dei Vescovi italiani, sul "sì" dell'Irlanda e mons. Galantino:
"La percentuale con cui è passato ci obbliga un po' tutti a prendere atto che l'Europa, e non solo l'Europa, sta vivendo un'accelerazione del processo di secolarizzazione che coinvolge tutti gli aspetti e quindi anche quello delle relazioni". E di fronte "a questo fatto che sta davanti a tutti", a "questo e altri cambiamenti che di sicuro sorprendono e talvolta anche destabilizzano, la risposta non può essere né quella dell'arroccamento fatto di paure e di arroganza" né "quella dell'accettazione acritica, frutto di una sorta di fatalismo né di chi batte in ritirata".
Secondo monsignor Galantino "la paura, l'arroccamento, il fatalismo fanno il gioco delle lobby ideologiche, lasciano cioè il campo a chi purtroppo vive anche realtà importanti e belle come quella delle relazioni unicamente come conquista da esibire e da sbattere in faccia. Il risultato del referendum irlandese come sfida da raccogliere per la Chiesa è il commento più interessante e meno bigotto che si possa fare".
Certamente mons. Galantino non parla come un pastore, che insegna e afferma la Verità, ma come un uomo di spettacolo che è portato, se non tenuto dalle aspettative del pubblico, a fare commenti "interessanti e non bigotti" e/o come un uomo politico che cerca di "non fare il gioco" di supposti avversari. Ammesso che l'affermazione di principi che scaturiscono dalla legge naturale, per non parlare di quel che la Chiesa ha sempre insegnato e praticato, possa essere ascrivibile ad "arroccamento fatto di paure ed arroganza", meno male che non siamo tenuti ad una "accettazione acritica e a battere in ritirata". Ma se riaffermare la verità sa di arroccamento con quel che segue, riesce difficile capire in cosa possa consistere la critica che consenta di non battere il ritirata. E lui è stato fatto sacerdote per criticare o per insegnare, guidare e santificare?
Parole, parole, parole.... Da parte di questi uomini di Chiesa, nessuna sostanza, che illumina e costituisce, per il popolo credente e per un 'mondo' in piena crisi antropologica ma innanzitutto spirituale..

Dopo l'Irlanda toccherà all'Italia. E i cattolici: frà Cristoforo o don Abbondio?

Antropologia deviata contrabbandata come progresso1

Il voto del referendum irlandese ha, com'era prevedibile, scatenato reazioni anche in Italia da parte di coloro hanno fretta di approvare la legge sulle unioni civili (che diventano anche matrimoni omosessuali). Nello stesso mondo cattolico si registrano reazioni contraddittorie che risultano sconfortanti per chi ha a cuore il futuro della Chiesa e dell'umanità.
Ieri la questione è stata affrontata in termini chiari su www.rossoporpora.org, in un articolo  del quale riprendo di seguito la conclusione, rimandando al link per il testo integrale, che merita attenzione. E aggiungendo, a seguire, riflessioni estratte dalle discussioni su questo blog.
[...] In Irlanda chi ha reso pubblica testimonianza contro il riconoscimento del “matrimonio gay” è stato additato come nemico del progresso, un oscurantista da emarginare, in alcuni casi ha dovuto chiedere la scorta della polizia. Diversi cittadini hanno versato contributi alla macchina organizzativa del ‘no’ solo dietro garanzia dell’anonimato. Buona parte dei cartelloni elettorali del ‘no’ sono stati strappati. Ora, dopo il voto, è incerto su quel che ne sarà di chi pubblicamente dirà che il matrimonio è solo tra uomo e donna. Si pensi ad esempio alla situazione in cui verranno a trovarsi le scuole cattoliche, i catechisti, magari gli stessi sacerdoti celebranti, tutto l’indotto legato al matrimonio. Che cosa capiterà a chi si rifiuterà di….?
È una situazione che, in tempi brevi, potrà conoscere anche l’Italia. E allora, dai comportamenti, perlomeno si constaterà se la maggior parte del cattolicesimo italiano avrà scelto come punto di riferimento frà Cristoforo oppure don Abbondio.
Inserisco alcune considerazioni di lettori, ripromettendomi di approfondire l'interessante osservazione di 'Scotus' su Gaudium et Spes, art. 48.2:
@ Il Papa tace sull'apostasia irlandese, la Curia pure, i soliti noti tra il clero incitano a prender gaiamente atto che "il mondo è cambiato"... Ma ha taciuto finora anche il manipolo di cardinali e vescovi che ha difeso coraggiosamente la famiglia tradizionale e secondo natura al recente Sinodo...
Anche da questo pur coraggioso manipolo non è finora venuto nulla, a quanto ne so. È mai possibile che, di fronte ad una catastrofe come quella del referendum progay in Irlanda, nessun ecclesiastico si levi in piedi ad esprimere il giusto e severo giudizio della Chiesa di sempre? Spero di esser smentito nei prossimi giorni, che per esempio un mons. Schneider prenda posizione in modo aperto e netto.
Dall'arcivescovo di Dublino a Bagnasco, le loro eccellenze "prendono atto" della "rivoluzione sociale" avvenuta, con la (scontata) vittoria del famigerato al "matrimonio gay" in Irlanda. È dal Vaticano II che la Chiesa "prende atto" di ciò che accade nel mondo, per lasciarsene istruire. Il Papa tace. Cosa dovrebbe dire, lui che ha taciuto di fronte alle ben note esternazioni omofile di mons. Forte al Sinodo sulla famiglia dell'anno scorso? E che ha nominato il non meno omofilo domenicano Timothy Radcliff membro del Pontificio Consiglio per la pace e la giustizia? Si tratta di un organo che serve solo a far propaganda ecumenica. La nomina è tuttavia indicativa. Benedetto XVI aveva obbligato Radcliff a non scrivere più. Il suddetto continuava tuttavia ad intervenire a dibattiti e conferenze. Papa Francesco lo promuove. Così come ha assolto da ogni colpa le madri superiori americane propagandiste del lesbismo, del libero aborto etc. messe sotto inchiesta da Papa Ratzinger. Dobbiamo pregare, sì. E molto. Dicono le cronache che oggi in Irlanda è una splendida domenica di sole, il demonio sta celebrando la sua vittoria al Castello di Dublino, in un happening multicolore di migliaia di gay e lesbiche. La Nazione si è a gran maggioranza consegnata a Satana e la Chiesa "prende atto"! Pregare, ma anche prepararci alla lotta, non demordere, nonostante tutto. I neomodernisti stanno affilando le armi per il Sinodo d'Ottobre. E i difensori della dottrina della Chiesa? Il cardinale Burke continua a svolgere un'encomiabile e coraggiosa opera. Ci sono state iniziative e petizioni di sacerdoti e vescovi di diverse nazioni (non dall'Irlanda, mi sembra) perché il Papa intervenga a sostegno della vera dottrina della Chiesa. Preoccupa tuttavia il fatto che non si affronti la questione dell'oscuramento del vero concetto del matrimonio cattolico operato dalla Gaudium et Spes all'art. 48.2, che ha declassato la procreazione ed educazione della prole da fine primario del matrimonio a "coronamento" dell'amore coniugale; ponendo così l'accento più sull'intima unione e l'unità della coppia che sulla procreazione. La dissoluzione attuale è partita da lì. Si può continuare a far finta di niente, per paura di passare per nemici del Concilio o del Papa? SCOTUS.
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1. [Nota di Chiesa e post concilio] Il fatto è che anche il termine progresso soffre di ambiguazione semantica (come tutte le parole fondamentali: libertà, amore, giustizia, tradizione, dialogo...). Il cristianesimo è progressista di per sé, perché comporta il progressivo instaurarsi del Regno, nella persona singola e nella collettività, secondo la volontà del Signore (come in cielo, così in terra) : attraverso la liberazione dalla schiavitù del male che è all'origine di ogni povertà e miseria non solo materiale, conseguenza di quella morale e spirituale non guarita dalla Grazia. Il problema è la messa all'angolo della metafisica che finisce con l'espungere il Soprannaturale (l'opera divino umana di Cristo Signore) e quindi con l'identificare il progresso esclusivamente in quello materialista-storico (marxismo) misto, da mezzo secolo a questa parte, al relativismo etico, per cui il progresso cristiano sarebbe - secondo costoro, pastori compresi - un adattarsi incondizionato a qualsiasi cosa piaccia al 'mondo' e costituisca la moda del momento...

Archivio dei 'Memoranda': i documenti che riaffermano la Fede cattolica alla luce del Magistero a partire dal 13.03.2013

Si tratta di alcuni documenti fondamentali nei quali abbiamo espresso i nostri interrogativi e riaffermato la Fede cattolica secondo il Magistero perenne.
Nei testi stiamo cercando di sviluppare il multilinguismo. Le traduzioni sono in via di completamento. Altri testi, su temi ormai ineludibili, si aggiungeranno.
Vi invitiamo ad aiutarci a sostenere chi si sta facendo carico delle traduzioni. Le nostre risorse sono esaurite. E non tutti, nella temperie attuale, sono in grado di garantire un impegno di volontariato qual è il nostro.


lunedì 25 maggio 2015

Der Spiegel: l'allegra fallibilità del Papa

LO SCATENATO
L'allegra fallibilità del Papa

Viene da rimpiangere quell'epoca remota in cui papa Ratzinger veniva etichettato "nazista" perché non sapevano come insultarlo.

Ascoltiamo Danilo Quinto su Radio Vobiscum - Parte 3/3

RIFLESSIONI di Danilo Quinto (Parte 3/3) - L’incontro di Emma Bonino con Papa Francesco in Vaticano - A cura di don Stefano FSSPX - 14/05/2015.


RIASSUNTO (3a Parte):  20.- Qual'è il rispetto dovuto alle Leggi dello stato al quale ha invitato il Papa nel discorso alla Fabbrica della Pace dell'11 Maggio c.a.?  21.- Quanto deve il ‘68 al Concilio? 22.- Il Papa dispensa perdono a piene mani. Non é più necessario il pentimento?  23.- I Missionari e l'anno della misericordia saranno sufficienti a perdonare gli aborti?  24.- Soluzioni a questa confusione nella Chiesa? Il Martirio quotidano?  25.- La nuova enciclica del Papa sul creato che cosa ci annuncerà?  26.- Quale è la crisi vera che attraversa la società? Economica o spirituale?  27.- Quale integrazione se non c'è più un identità?  28.- Raul Castro si convertirà?  29.- Helder Camara santo? 30.- Come possono reagire i cristiani? Dovere primo quello di formarsi al Magistero eterno della Chiesa?  31.- Dopo il Martirio quotidiano qual'è il dovere degli intellettuali cattolici?  32.- La Preghiera serve? Affidarsi alla Vergine di Fatima a 2 anni dal centenario delle apparizioni ha senso? 33.- La bellezza del Rito Antico salverà le anime?  34.- Saluti. {FINE}

FONTI: Articoli [qui] - L’incontro in Vaticano dell'11 maggio 2015 - La Fabbrica della Pace.
DANILO QUINTO: Comprare il suo libro presso le Edizioni Radio Spada Ancilla Hominis, la Chiesa è il corpo mistico dell’uomo? - ALTRI TESTI [Edizioni Fede & Cultura]: Emma Bonino dagli aborti al Quirinale - L’Europa tra Sodoma e Gomorra (Prefazione di Mario Palmaro) - Da servo di Pannella a figlio libero di Dio