lunedì 22 gennaio 2018

Il Cardinal Sarah a Chartres nel 2018

Gli aderenti a Notre Dame de Chrétienté avranno il grande onore di accogliere il cardinal Sarah, Prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, per la Messa di chiusura del prossimo pellegrinaggio a Chartres, il 21 maggio 2018. Infinitamente grati che abbia accettato di farsi pellegrino insieme a loro, con grande gioia stanno preparando l'evento che segnerà una data importante del loro pellegrinaggio. - Fonte

"La Chiesa tradisce il Vangelo se preferisce la politica a Dio"

Interessante trovare nell'articolo de Il Giornale, riportato di seguito, considerazioni di comune buonsenso che confermano le nostre  riflessioni sulla recente intervista rilasciata dal card. Walter Brandmüller pubblicata qui.

Quanto più si occupa di politica lasciando da parte la realtà di Dio, grazia e peccato tanto più si tradisce il Vangelo", a parlare è Walter Brandmüller, cardinale cattolico e firmatario dei "dubia" sulla discussa esortazione apostolica di papa Francesco, "Amoris Laetitia". Il porporato tedesco ha preferito non affrontare le tematiche di più stretta attualità. Apparentemente niente dichiarazioni - dunque - sulla mancata risposta del pontefice alle questioni sollevate o sulla divisione dottrinale che sta interessando la Chiesa di questi tempi. Ma il cardinale - in realtà - pare aver utilizzato risposte acute per chiarire e definire il suo pensiero complessivo sullo stato delle cose. Walter Brandmüller - infatti - è sì un uomo di Chiesa, ma anche uno storico e un professore. Una personalità abituata - quindi - a lasciar trapelare messaggi precisi mediante riferimenti storici. Massimo esperto di Concili e strettissimo collaboratore di Benedetto XVI, il cardinale cita Joseph Lortz e Erwin Iserloh: due storici della Chiesa che non hanno affatto tralasciato le differenze e gli scontri dottrinali. Sembra quasi voler dire - insomma - che nella storia contemporanea del cattolicesimo qualcuno stia trascurando apertamente questi aspetti. Brandmüller non cita mai papa Bergoglio: così come ribadito nelle settimane passate dal cardinale Burke - del resto - la fedeltà di questi cardinali al Santo Padre non è minimamente messa in discussione e - anzi - l'unico intento dichiarato sembra essere quello di favorire l' unità della Chiesa di Roma. Il cardinale risponde esaustivamente - però - all'oggetto dell'intervista: il dialogo con il protestantesimo. Non nomina neppure Monsignor Galantino, ma indirettamente pare suggerirgli di studiare "di più". Lutero sarebbe visto da alcuni come un fenomeno "esotico". Quello che è considerato da molti il miglior amico di Joseph Ratzinger destruttura - insomma - un certo modo di intendere il dialogo religioso con la fede luterana.

domenica 21 gennaio 2018

Autorità del Papa e Magistero della Chiesa - Card. Gerhard Müller

Nella nostra traduzione da First Things la seconda di una serie di riflessioni del cardinal Müller, ex prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, su questioni di importanza attuale nella vita della Chiesa, quali l'Autorità del Papa e il Magistero della Chiesa. La prima riflessione, su soggettività, colpevolezza e confessione, sarà oggetto di successiva traduzione

Con quale autorità? - Sul munus docendi del Papa
Gerhard Ludwig Müller

Il Papa non è un monarca assoluto il cui pensieri e desideri sono legge
(Papa Benedetto XVI)
Come si rapportano il Magistero del Papa e la Tradizione della Chiesa? Quando interpreta le parole di Gesù, il papa deve essere in continuità con la Tradizione e il Magistero precedente, compreso quello dei papi più recenti? O è piuttosto la Tradizione della Chiesa che deve essere reinterpretata alla luce delle nuove parole del papa? Cosa succede se ci sono contraddizioni?
Per rispondere a queste domande, ritengo opportuno iniziare con una importante lettera apostolica che Papa Pio IX ha inviato all'episcopato tedesco il 4 marzo 1875. Nella sua lettera, il Papa ha spiegato che i vescovi tedeschi avevano interpretato il dogma dell'infallibilità papale e del primato petrino in perfetta armonia con le definizioni del Concilio Vaticano I. Causa della lettera del Papa il dispaccio circolare del cancelliere tedesco Bismarck che aveva gravemente male interpretato questo dogma per giustificare la brutale persecuzione dei cattolici tedeschi nel cosiddetto Kulturkampf, o "guerra culturale". Secondo Pio IX, nella loro risposta alla provocazione di Bismarck, i vescovi tedeschi hanno mostrato chiaramente "che non c'è assolutamente nulla nelle definizioni affrontate che sia nuovo o che cambi qualcosa sui nostri rapporti con i governi o che possano offrire qualsiasi pretesto per continuare a perseguitare la Chiesa".

sabato 20 gennaio 2018

Pianificata importante Conferenza sulle divisioni nella Chiesa e sull'infallibilità papale

Edward Pentin sul National Catholic Register rende nota la pianificazione, per il prossimo mese di aprile, di una importante conferenza a Roma sulle divisioni nella Chiesa e sull'infallibilità papale. A me la notizia non giunge nuova. Ero stata contattata mesi fa, ma con la consegna della discrezione.  Per questo non ne avevo parlato nonostante alcune avvisaglie più vaghe colte da voci recentemente riferite da Tosatti. Staremo a vedere se e come il fatto di parlarne sin da ora potrà di fatto interferire...
Mi pare significativo che, sul tema del potere papale, sempre dal fronte anglofono venga fuori anche un'ampia trattazione del card. Muller che pure stiamo traducendo e pubblicheremo domani.
Richiamo l'attenzione anche sulla nota, inserita tenendo conto degli intrecci che si vanno delineando.

Incontro internazionale a Roma, uno degli ultimi auspici del compianto Cardinale Carlo Caffarra. Si svolgerà in aprile.
Il Register apprende che uno degli ultimi auspici del defunto Cardinale Carlo Caffarra - una conferenza internazionale per esaminare come risolvere l'attuale crisi di divisione nella Chiesa - si svolgerà a Roma all'inizio di aprile.

I dettagli devono ancora essere ufficialmente divulgati, ma si prevede che la conferenza esplori i limiti dell'infallibilità papale e cerchi modi per superare la divisione nella Chiesa, esacerbata da ciò che molti vedono come confusione pastorale e dottrinale su questioni morali chiave.

Roma cristiana: l’esorcismo del Pantheon

Sulle meraviglie del Pantheon vedi precedenti nel blog qui - qui.

Il Pantheon è un monumento alla grandezza della Roma antica (e moderna). È rimasto in piedi per più di duemila anni, resistendo ai terremoti, agli incendi e alle inondazioni del Tevere.
L’oculo aperto della cupola ha turbato architetti e scrittori. Perché la calotta del Pantheon non è chiusa da una lanterna? Il fascio di luce che penetra da lì sembra una lancia che fende il buio interno. Molti autori l’hanno considerato simbolo di una presenza divina, che affronta le tenebre e giunge in soccorso degli uomini.
Un tempo, quando la città era pagana, lì si veneravano tutti gli dei del politeismo romano. Nel 608 l’imperatore bizantino Foca lo donò a Papa Bonifacio IV e si organizzò la suggestiva cerimonia per consacrarlo al Dio cristiano.

L'essenza, l'istituzione e i fini del santo sacrificio della Messa

Chi ama e vive la tradizione non leggerà nulla di nuovo. Ma purtroppo quello che per noi è scontato e che troviamo sistematizzato di seguito, non lo è per tutti i cattolici di questa generazione. Ed ecco che lo proponiamo ad maiorem Dei gloriam.

  1. L'Eucaristia si deve considerare solamente come sacramento?
    L'Eucaristia, oltre essere sacramento, è anche il sacrificio permanente della nuova legge, che Gesù Cristo lasciò alla sua Chiesa, da offrirsi a Dio per mano dei suoi sacerdoti.
  2. Che cos'è la santa Messa?
    La santa Messa è il sacrificio del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo offerto sui nostri altari sotto le specie del pane e del vino, in memoria del sacrificio della Croce.
  3. Il sacrificio della Messa è il medesimo della Croce?
    Il sacrificio della Messa è sostanzialmente il medesimo della Croce in quanto lo stesso Gesù Cristo, che si è offerto sulla Croce, è quello che si offre per mano dei sacerdoti, suoi ministri, sui nostri altari; ma in quanto al modo con cui viene offerto il sacrificio della Messa differisce dal sacrificio della Croce, pur ritenendo con questo la più intima ed essenziale relazione.

venerdì 19 gennaio 2018

Conversione folgorante: da Mohammed al-Sayyid al-Moussaoui a Joseph Fadelle

E se, oltre a farla finita con l'accoglienza indiscriminata e suicidaria, cominciassimo a fare proselitismo, che non significa coercizione, ma Annuncio dell'Unico che salva?

Già dignitario sciita, Joseph Fadelle, iracheno, si è convertito al cattolicesimo in seguito a un’intuizione sconvolgente. Ma non si lascia l’Islam tanto facilmente. Ancora oggi, ogni giorno ne paga il prezzo.
l vero nome di Joseph Fadelle è Mohammed al-Sayyid al-Moussaoui, nato nel 1964 in una delle più grandi famiglie dell’aristocrazia sciita d’Iraq, discendente dall’imam Ali, cugino del Profeta. Ignora praticamente tutto del cristianesimo fino al suo primo incontro con un cristiano, all’epoca del suo servizio di leva. Con lui ingaggia discussioni su islam e cristianesimo. Ha 23 anni. Massoud, che da principio guardava in cagnesco, comincia a poco a poco a intrigarlo. Come lo intrigherà uno dei suoi libri, intitolato I miracoli di Gesù, che si sarebbe messo a leggere un giorno in cui l’altro era assente, lasciandosi presto trasportare dal fascino di questo personaggio che non conosceva e che gli procurava, senza che sapesse dirne il motivo, «una gioia benefica». Da questo libro, Mohammed passa alla Bibbia, ma non senza aver attentamente e intelligentemente riletto il Corano, come gli aveva chiesto di fare Massoud.

«Tucho» Fernandez, l'ispiratore di Amoris Laetitia, lancia un attacco contro i cardinali Müller e Sarah

A giudicare da certi collaboratori di Bergoglio, c'è da rabbrividire su cosa ancora dovremo vedere!

Molto vicino al Papa, monsignor Victor Manuel Fernandez ha appena pubblicato un articolo sul quotidiano argentino La Nacion per denunciare l'atteggiamento dei cardinali Sarah e Müller che agiscono, ha detto, come se Francesco non fosse Papa. Rettore dell'Università Cattolica Argentina, Arcivescovo "ad personam" per grazia di Papa Francesco, autore di un libro intitolato Saname con tu boca. El arte de besar  [qui], chiamato familiarmente «Tucho», Fernandez ha fortemente influenzato la scrittura di Amoris laetitia come dimostra la conformità dei passaggi più controversi dell'esortazione con suoi scritti precedenti [qui]. Dietro le innovazioni di Papa Francesco c'è lui al 100%. Attaccando due cardinali noti per il loro conservatorismo, ma che non hanno mai qualificato come inaccettabili questi insegnamenti - neppure attraverso i Dubia [firmati peraltro da altri 4 cardinali -ndT] - il prelato argentino lascia intuire un'escalation nell'opera di destabilizzazione.

Venerdì 19 gennaio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui. Ed è anche il primo venerdì del mese.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica totalmente il Santo Sacrificio, con annesse catechesi dei protestanti nelle nostre Chiese. 
Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa. 

Per la nostra formazione, continuiamo la lettura della “Vita di Martino”, di Sulpicio Severo. Il testo potrà anche essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete è possibile conservare la biblioteca di letture di formazione.

giovedì 18 gennaio 2018

Idolatria del Migrante - Federico Trotta

Eccoci, siamo arrivati: quella del “migrante” è diventata ormai una figura idolatrata. In particolare, lo è diventata sia nel mondo del clero che in quello laico (o, meglio, in una parte di essi).

Prima di vedere entrambe queste idolatrie – che hanno scopi e ragioni diverse – dobbiamo passare attraverso alcune precisazioni etimologiche.

Il termine “migrante” è un neologismo

Il dizionario Treccani ci dice che “fin dall’Ottocento, migrante era adoperato in concomitanza con emigrante”, dove con “emigrante” si intende “chi emigra”, in particolare chi espatria, temporaneamente o definitivamente, a scopo di lavoro. “Emigrante, come dice l’etimo, sottolinea il distacco dal paese d’origine, calca sull’abbandono da parte di chi ne esce, come segnala anche l’etimologico e- da ex- latino. Ad emigrante, proprio per via di quel prefisso (che è e-ex latino, che indica proprio la separazione, il distacco, qualcosa che non è più, NdA), ma anche a causa del precipitato storico che si è sedimentato nell’uso della parola, si associa l’idea del permanere di un’identità segnata dal disagio del distacco, e dunque l’allusione a una certa difficoltà di inserimento nella nuova realtà di vita.”