martedì 30 gennaio 2018

Pericolo di scisma in Cina. Il cardinale Zen: "Il papa mi ha detto…"

Riprendo da Settimo cielo di Sandro Magister. Avevamo appreso da AsiaNews del 22 gennaio e pubblicato qui - un intreccio di circostanze gravi, ma dalle conclusioni poco chiare. Doppia persecuzione per i cristiani in Cina? Ora, di seguito, 

Il cardinale Zen rivela ora che papa Francesco gli ha risposto d'aver dato ordine di "non creare un altro caso Mindszenty", alludendo all'eroico cardinale primate d'Ungheria che nel 1971 fu obbligato dalle autorità vaticane a lasciare il suo paese, nel 1973 fu rimosso dalla sua carica e nel 1975 fu sostituito da un nuovo primate gradito al regime comunista.
Ma lasciamo la parola al cardinale.
* * *
Cari amici dei media,

da quando Asia News ha rivelato alcuni fatti recenti della Chiesa in Cina, di vescovi legittimi a cui la “Santa Sede” avrebbe chiesto di dare le dimissione per far posto a “vescovi” illegittimi e perfino scomunicati in modo esplicito, diverse versioni e interpretazione dei fatti stanno creando confusione fra la gente. Molti, sapendo del mio recente viaggio a Roma, mi hanno chiesto alcuni chiarimenti.
Nell’ottobre scorso, quando mons. Zhuang ha ricevuto la sua prima comunicazione dalla Santa Sede e ha chiesto il mio aiuto, ho inviato qualcuno a portare la sua lettera al Prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, con inclusa una copia per il Santo Padre. Non so se quella copia inclusa ha mai raggiunto la scrivania del Santo Padre. Per fortuna, mons. Savio Hon Taifai era ancora a Roma e ha potuto incontrare il papa per una visita di congedo. In quell’occasione, egli ha portato a conoscenza del Santo Padre i due casi di Shantou e Mindong. Il Santo Padre era sorpreso e promise che avrebbe studiato il caso.

A causa delle parole che il Santo Padre aveva dette a mons. Savio Hon, i nuovi fatti in dicembre sono stati ancora più scioccanti e sorprendenti per me. Quando l’anziano e afflitto mons. Zhuang mi ha chiesto di portare al Santo Padre la sua risposta al messaggio da lui ricevuto dalla “delegazione vaticana” a Pechino, non ho potuto dirgli di no. Ma cosa potevo fare per essere sicuro che la sua lettera raggiungesse il Santo Padre, quando non sono sicuro nemmeno se le mie lettere giungono a lui?

Per assicurarmi che la nostra voce arrivasse al Santo Padre, ho preso subito la decisione di andare a Roma. Ho lasciato Hong Kong la notte del 9 gennaio, arrivando a Roma al mattino presto del 10 gennaio, giusto in tempo – beh, veramente leggermente in ritardo – per partecipare all’udienza generale del mercoledì. Alla fine dell’udienza, noi cardinali e i vescovi sono ammessi per il “baciamano” e io ho avuto la possibilità di mettere nelle mani del Santo Padre la busta, dicendo che ero venuto a Roma al solo scopo di portare a lui la lettera di mons. Zhuang, sperando che egli trovasse il tempo di leggerla (nella busta vi era la lettera originale del vescovo in cinese, una mia traduzione in italiano e una mia lettera).

Per ovvie ragioni, ho sperato che la mia presenza all’udienza non fosse notata, ma il mio arrivo in ritardo nell’aula era stato notato. Ad ogni modo, ora tutti possono vedere l’intera sequenza dalla tv vaticana (a proposito, l’udienza si è tenuta nell’aula Paolo VI, non in piazza san Pietro e io ero in ritardo per entrare nell’udienza, ma non ho “aspettato in coda, al freddo”, come qualche articolo ha riportato in modo erroneo).

A Roma, ho incontrato p. Bernardo Cervellera di Asia News. Ci siamo scambiati informazioni, ma io ho detto a lui di non scrivere nulla. Ed egli è stato d’accordo. Ora che qualcun altro ha diffuso la notizia, io posso dire di essere d’accordo e la confermo. Sì, per quanto mi è dato sapere, le cose sono avvenute proprio come sono raccontate in Asia News (l’articolo di AsiaNews “crede” che il vescovo che guidava la delegazione vaticana in Cina fosse mons. Celli. Io non so con quale ruolo ufficiale egli fosse là, ma è quasi sicuro che fosse proprio lui a Pechino).

In questo momento cruciale e a causa della confusione che regna nei media, conoscendo in modo diretto la situazione di Shantou e in modo indiretto quella di Mindong, mi sento in dovere di condividere la mia conoscenza dei fatti, affinché le persone sinceramente preoccupate per il bene della Chiesa possano conoscere la verità a cui hanno diritto. Sono perfettamente cosciente che facendo ciò, sto parlando di cose che tecnicamente sono qualificate come “confidenziali”. Ma la mia coscienza mi dice che in questo caso, il “diritto alla verità” dovrebbe superare ogni “dovere di confidenzialità”.
Con questa convinzione, mi appresto a condividere con voi quanto segue.

Nel pomeriggio di quel giorno, il 10 gennaio, ho ricevuto una chiamata da Santa Marta, in cui mi si diceva che il Santo Padre mi avrebbe ricevuto in udienza privata la sera di venerdì 12 gennaio (sebbene il bollettino vaticano ne dà notizia il 14 gennaio). Quello era il mio ultimo giorno dei miei 85 anni di vita, un grande dono del Cielo! (Notate anche che era la vigilia della partenza del Santo Padre per il Cile e il Perù, e quindi il Santo Padre doveva essere molto impegnato).
Quella sera, la conversazione è durata circa mezz’ora. Ero piuttosto disordinato nel mio parlare, ma penso di aver raggiunto lo scopo di rendere note al Santo Padre le preoccupazioni dei suoi figli fedeli in Cina.

La domanda più importante che ho posto al Santo Padre (che era citata anche nella lettera) era se egli aveva avuto tempo di “studiare il caso” (come aveva promesso a mons. Savio Hon). Nonostante il pericolo di essere accusato di rompere la confidenzialità, ho deciso di dirvi quanto sua Santità ha detto: “Sì, ho detto loro [i suoi collaboratori nella Santa Sede] di non creare un altro caso Mindszenty”! Ero là alla presenza del Santo Padre, in rappresentanza dei miei fratelli cinesi nella sofferenza. Le sue parole dovrebbero essere ben comprese come una consolazione e un incoraggiamento più per loro che per me.

Questo riferimento storico al card. Josef Mindszenty, uno degli eroi della nostra fede, è molto significativo e appropriato da parte del Santo Padre. Il card. Josef Mindszenty era arcivescovo di Budapest, cardinale primate di Ungheria sotto la persecuzione comunista. Egli ha molto sofferto per diversi anni in prigione. Durante la breve vita della rivoluzione del 1956 egli è stato liberato dagli insorti e, prima che l’Armata rossa distruggesse la rivoluzione, si rifugiò nell’ambasciata americana. Sotto la pressione del governo, la Santa Sede gli ordinò di lasciare il Paese e nominò un suo successore a piacere del governo comunista.

Con questa rivelazione, spero di aver soddisfatto il legittimo “diritto a sapere” dei media e dei miei fratelli in Cina. La cosa importante per noi è di pregare per il Santo Padre, cantando il molto opportuno inno tradizionale “Oremus”: "Oremus pro Pontifice nostro Francisco, Dominus conservet eum et vivificet eum et beatum faciat eum in terra et non tradat eum in animam inimicorum eius".
Forse è necessaria qualche ulteriore spiegazione.
  1. Prego notare che il problema non sono le dimissioni dei vescovi legittimi, ma la richiesta di fare spazio a quelli illegittimi e scomunicati. Sebbene la legge sul ritiro per raggiunti limiti di età non sia mai stata applicata in Cina, molti anziani vescovi sotterranei hanno chiesto con insistenza un successore, ma non hanno mai ricevuto alcuna risposta dalla Santa Sede. Altri, che hanno già un successore nominato, e forse perfino la bolla firmata dal Santo Padre, hanno ricevuto l’ordine di non procedere con l’ordinazione per paura di offendere il governo.
  2. Ho parlato soprattutto dei due casi di Shantou e Mindong. Non ho altre informazioni, oltre alla copia di una lettera scritta da una donna cattolica eccezionale, un’accademica in pensione, molto addentro negli affari della Chiesa in Cina, in cui ella mette in guardia mons. Celli dallo spingere per legittimare il “vescovo” Lei Shiying in Sichuan.
  3. Riconosco di essere un pessimista riguardo alla presente situazione della Chiesa in Cina, ma il mio pessimismo è basato sulla mia lunga e diretta esperienza della Chiesa in Cina. Dal 1989 al 1996 ho speso sempre sei mesi all’anno insegnando in vari seminari della comunità cattolica ufficiale. E ho diretta esperienza della schiavitù e dell’umiliazione a cui i nostri fratelli vescovi sono soggetti. In base alle recenti informazioni, non vi è ragione per cambiare questa visione pessimista. Il governo comunista sta producendo nuovi e più aspri regolamenti limitando la libertà religiosa. Essi ora stanno mettendo in atto i regolamenti che fino ad ora erano solo sulla carta: dal 1 febbraio 2018, il raduno alla messa di una comunità sotterranea non sarà più tollerato.
  4. Alcuni dicono che tutti gli sforzi per giungere ad un accordo [fra Cina e Santa Sede] sono per evitare uno scisma ecclesiale. Ciò è ridicolo! Lo scisma è già lì, nella Chiesa indipendente. I papi hanno evitato di usare la parola “scisma” perché sapevano che molti nella comunità ufficiale cattolica erano lì non di spontanea volontà, ma sotto pesanti pressioni. La proposta “unificazione” forzerà chiunque [ad entrare] in quella comunità. Il Vaticano darebbe quindi la benedizione a una nuova e più forte Chiesa scismatica, lavando la cattiva coscienza di coloro che già ora sono volonterosi rinnegati e degli altri che sono pronti ad aggiungersi a loro.
  5. Non è un bene cercare di trovare un terreno comune per colmare la pluridecennale divisione fra il Vaticano e la Cina? Ma ci può essere qualcosa di “comune” con un regime totalitario? O ti arrendi o accetti la persecuzione, ma rimanendo fedele a te stesso. Si può immaginare un accordo fra san Giuseppe e il re Erode?
  6. Così forse io penso che il Vaticano stia svendendo la Chiesa cattolica in Cina? Sì, decisamente, se essi vanno nella direzione che è ovvia in tutto quello che hanno fatto in questi mesi e anni recenti.
  7. Qualche esperto della Chiesa cattolica in Cina dice che non è logico supporre una più aspra politica religiosa da parte di Xi Jinping. In ogni caso, qui non si sta parlando di logica, ma dell’ovvia e cruda realtà.
  8. Sono forse io il maggior ostacolo al processo di accordo fra il Vaticano e la Cina? Se questo accordo è cattivo, sono più che felice di essere un ostacolo.
Hong Kong, 29 gennaio 2018

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Questo tipo di notizie dovrebbero rimanere un pó più riservate.

Anonimo ha detto...

Pur volendo comprendere la benevolenza del cardinale Zen nei confronti del vicario di Cristo, tuttavia mi riesce difficile interpretare le parole di Bergoglio nel senso da lui indicato.
Per evitare un altro caso Mindszenty basterebbe un intervento di autorità del papa.
Francamente non credo ad un "Vaticano" contrapposto a Bergoglio.
È proprio il papa che dovrebbe un evitare un altro caso Mindszenty!
Antonio

Anonimo ha detto...

Un "dubium" cinese!

Al di là della battuta, io penso che queste notizie -riservate di per sè- è bene vengano invece fuori quando le persone che dovrebbero combattere per il bene si arrendono al male per questioni politiche, ovverosia di potere.

La Chiesa Cattolica è anche un organismo politico, ma è prima di tutto testimone della Verità e Corpo di Cristo. Non si abbandonano i fratelli alla persecuzione.

Il silenzio su Asia Bibi è un altro triste esempio: con la copertura mediatica di Papa Francesco, basterebbe davvero una sua parola per farla liberare. E invece silenzio.

Un silenzio però operoso nel male: non si collabora con la nomenclatura cinese che spedisce i cristiani nei laogai. Basta cercare questo temine su Google Immagini per avere una vaga idea.

Mi viene in mente il tuonante Arcivescovo Fulton Sheen, in una sua catechesi alle famiglie sul Diavolo. La sto traducendo per un amico. Se le interessa Mic gliela invio.
Sheen diceva che lo "spirito ascetico e di disciplina del Cristianesimo si è trasferito negli stati totalitari: è in Cina, è in Russia. Ma senza la Croce, dunque, con una completa distruzione della libertà umana".

Socci in un commento di qualche giorno fa commentava un articolo del Sole24Ore in cui si valutava l'idea di ripristinare la schiavitù come istituto economico.

Contro questa mentalità da corporation ha agito il Cardinale. Io ho 30 anni. Mezzo disoccupato. Lo ringrazio tanto perchè ha testimoniato l'alternativa cristiana che parla della vera Fede e della conseguente libertà contro la totalitaria menzogna dell'autonomia.
grazie

Mazzarino ha detto...

Giovanni XXIII, Paolo VJ, Casaroli, Dossetti, Silvestrini, etc etc. non hanno mai avuto problemi a vendere i propri uomini al fronte per interesse. Avevano ed hanno una "idea" politica della fede di stampo ebraico massonico.Biffi docet. La novità è che Bergoglio con i cardinali tedeschi e sudamericani ha venduto l'intera Chiesa Cattolica. E quindi anche noi.

mic ha detto...

Anonimo 10:15
Attendo con interesse il suo testo e mi dà l'occasione per dire che ho programmato a breve la pubblicazione dell'articolo di Socci che cita.

Anonimo ha detto...

Più che pregare "Oremus pro romano ponteficer" (a meno che non lo si faccia per il suo ravvedimento), io consiglierei di fare come riferisce Aldo Maria Valli in questo suo simpatico articolo http://www.aldomariavalli.it/2018/01/29/servizio-valutazione-fede/, Santo Rosario quotidiano in latino e preghiera a S. Michele arcangelo, anch'essa in latino, che riporto di seguito per comodità degli amici che mi leggono :
San Michele Arcangelo :
“Difendici nella battaglia: sii tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del Diavolo. Che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli. E tu, o principe della milizia celeste, con la potenza divina, ricaccia nell’Inferno Satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo per perdere le anime.”

“Sancte Micahel Archangele, / defende nos in proelio; /
contra nequitiam et insidias diaboli esto / praesidium./
Imperet illi Deus, / supplices deprecamur: tuque, /
Princeps militiae celestis, / Satanam aliosque spiritus malignos ,/
qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, /
divina virtute in infernum detrude”…

Hermann Sta su Fb ha detto...

Il Papa ha l'autorità per orientare a diverso criterio l'azione del Vaticano verso i vescovi cinesi fedeli a Roma e per questo invisi al regime. perché non lo fa e rende noto il suo vero giudizio ?

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Vorrei tanto cedere alla tentazione di pensare che Bergoglio ne abbia azzeccata una (succede così di rado!), ma ancora ho vivo il ricordo del suo tuonare contro la lobby gay per poi subito dopo far accomodare monsignor Ricca non nella parrocchia dell'Antartide ma a Casa Marta e allo IOR...

Anonimo ha detto...

Sala Stampa: A proposito di ‘difformità’ fra il papa e i suoi collaboratori sulle questioni cinesi
http://www.asianews.it/notizie-it/Sala-Stampa:-A-proposito-di-%E2%80%98difformit%C3%A0%E2%80%99-fra-il-papa-e-i-suoi-collaboratori-sulle-questioni-cinesi-42970.html

Anonimo ha detto...

Il Cardinale Zen ha riposto nella persona sbagliata le sue aspettative...ecco la misericordiosa risposta del VdR.
http://www.lastampa.it/2018/01/30/vaticaninsider/ita/vaticano/la-santa-sede-sulle-questioni-cinesi-c-chi-alimenta-confusione-e-polemiche-kiJPl0S7NEjIHkq3x60DFN/pagina.html

Anonimo ha detto...

Ma quale scisma. Taralli e vino con tutti.

Basterà lasciare a fare i vescovi sia i finti che i veri e tutto è risolto....

Dubia docet e vai con lo sbrago.

Alessandro Mirabelli ha detto...

Cioè ... propaganda fide e segreteria di stato chiedono a due vescovi cinesi clandestini di farsi da parte per lasciare il posto a due fantocci del regime, uno dei quali addirittura scomunicato senza che il Papa lo sapesse? Ma chi può credere a codeste amenità? Solo il popolo bue può crederlo. Ancora una volta Bergoglio ha dato prova della sua comprovata doppiezza gesuitica. E noi dobbiamo ancora credere a quello che dice? Il caso Ricca docet. Gia' il rapporto Kolvenbach l'aveva evidenziato,

Anonimo ha detto...

Solidarieta' al Cardinale Zen apostolo fedele .

Anonimo ha detto...

Sara' un caso...
https://www.facebook.com/amicideltimone/photos/a.165735330164700.41244.101940216544212/1779794225425461/?type=3
Ci dispiace enormemente annunciare che la conferenza del prof. Fontana qui pubblicizzata che si sarebbe dovuta tenere a Casa Cini Venerdì 2 Febbraio non si terrà più e viene spostata a data da destinarsi, in altro luogo.
La sala conferenze era stata prenotata da circa 2 mesi con regolare conferma scritta via email, ma solo 4 giorni prima, come vedete, la segreteria della struttura, di proprietà della Diocesi di Ferrara attualmente governata da Mons. Perego, ha ritirato la disponibilità "per disposizioni superiori". Non abbiamo al momento altri dettagli sulle motivazioni in quanto nessun responsabile si è reso reperibile fino ad ora.
Vi terremo informati sulla nuova data e il nuovo luogo, speriamo il più presto possibile.

Anonimo ha detto...

"La soluzione dei problemi esistenti non può essere perseguita attraverso un permanente conflitto con le legittime Autorità civili, nello stesso tempo, però, non è accettabile un'arrendevolezza alle medesime, quando esse interferiscano indebitamente in materie che riguardano la fede e la disciplina della Chiesa».
Papa Benedetto XVI