martedì 15 agosto 2017

Cristiana iraniana chiede asilo. La Svezia la rimpatria: “È un problema tuo”

In questi giorni registriamo un caso emblematico...

La Svezia è considerata un modello di accoglienza nei confronti dei rifugiati. Eppure, non tutte le persone che richiedono asilo nella penisola scandinava vedono accolta la loro richiesta. Eloquente è il caso di Aideen Strandsson, attrice iraniana fuggita dal suo Paese dopo essersi convertita dall’Islam al Cristianesimo.

Cosa rischia la donna in Iran
In Iran la conversione al Cristianesimo è punibile con la morte per gli uomini e con l’ergastolo per le donne. Soltanto nel 2015 oltre cento cristiani sono stati arrestati, imprigionati o vittime di torture.

Battesimo in Svezia
Vista la situazione, l’attrice – che in Iran ha interpretato diversi ruoli in film e sceneggiate televisive – nel 2014 è fuggita in Svezia, convinta di trovare riparo in un Paese notoriamente generoso nei confronti di chi fugge da persecuzioni. Qui è riuscita ad ottenere un visto di lavoro provvisorio ed è stata battezzata. Ne sono scaturite minacce da parte di musulmani.

Asilo respinto dalla Svezia
La Strandsson tuttavia, nonostante il suo cognome indichi un’origine scandinava, si è vista voltare le spalle dalla Svezia. L’Agenzia Migratoria ha infatti respinto la sua richiesta di asilo. “Mi hanno detto che sono scelte personali, che essere diventata cristiana è un mio problema“, ha raccontato l’attrice ai microfoni di Christian Broadcasting Network.
“Tornare in Iran è davvero pericoloso per me, non so perché nessuno mi creda”, ha aggiunto. Alla decisione dell’Agenzia Migratoria di non accogliere la richiesta si sono allineati i giudizi svedesi.

Violazione della Convenzione di Ginevra
La polemica in Svezia è divampata. Gabriel Donner, legale della ragazza, ha spiegato: “Nelle prigioni iraniane la tortura e lo stupro sono comuni. Sottoporre qualsiasi persona a questo trattamento è una violazione del diritto internazionale“, ad esempio al Convenzione di Ginevra sui rifugiati.

L’intervento dell’Ungheria
Un lume di speranza per la Strandsson sembra però essersi acceso nelle ultime ore, ma non in Svezia bensì in Ungheria. Il governo magiaro si è infatti dichiarato “pronto a riconoscere lo status di rifugiato” alla ragazza, se lei chiederà aiuto a Budapest.

Budapest protegge i veri rifugiati
Il vice primo ministro ungherese Zsolt Semjén ha commentato: “Noi proteggiamo l’Ungheria dall’invasione dei migranti, ma forniamo aiuto ai veri rifugiati, quelli la cui vita è in pericolo diretto per la loro religione, nazionalità o affiliazione politica”. [Fonte]

4 commenti:

Luigi Rmv ha detto...

Un grazie ai nostri illuminati governanti di sinistra, tutti indignati si sono subito fatti sentire suo media, soprattutto la Boldrini

Certo, la povera sventurata si e' convertita dall'islam al cattolicesimo e pretende pure l'asilo politico in uno Stato protestante laicamente imparziale.
Se l'è andata a cercare, "problema suo".

E un grazie al nostro papa Francesco!!!
Sempre così sensibile e coraggioso nel far sentire la vicinanza spirituale della Chiesa cattolica a questi eroi della fede

Anonimo ha detto...

Europa , specchiati ! La piccola Ungheria da' lezione a tutti i governanti e li lascia a bocca aperta !
http://www.campariedemaistre.com/2017/08/lungheria-odierna-santo-stefano-re-e.html

Anonimo ha detto...

L'Italia ridotta come la Turchia o la Libia, pagata qualche milione di euro in più non solo per accogliere i migranti, ma per tenerli e non farli uscire dai propri confini. Ecco la "solidarietà"dell'Unione europea di fronte a un'emergenza senza precedenti. È il ministro degli Interni Marco Minniti a svelare cosa accadde dopo quelle drammatiche 48 ore, tra 27 e 28 giugno scorsi, quando nei nostri porti sbarcarono 27 navi con 12mila disperati a bordo. "Sapete cosa ci offrirono i nostri amici di Bruxelles dopo quelle giornate tragiche e tremende? Non ci offrirono soluzioni politiche, non ci tesero una mano, proposero soltanto di darci più soldi per creare nuovi hot spot". A riferire lo sfogo del ministro è il Giornale, una violentissima accusa ai vertici Ue: "Non crediate mica che quei soldi ci venissero offerti per far star meglio i migranti, per accudirli, per garantire la loro integrazione. No, offrendoci quei soldi ci chiedevano di creare dei centri da cui i migranti non potessero uscire. Ci proponevano di fare dei centri di internamento, cioè delle vere e proprie galere, persino per i minori non accompagnati". Da quel giorno, la svolta imposta da Minniti a un governo troppo succube di Bruxelles: siamo soli a fronteggiare l'ondata migratoria, e dobbiamo arrangiarci senza attendere aiuti dall'esterno, che non arriveranno.
http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13218534/immigrazione-minniti-piano-ue-sbarchi-hot-spot-italia-.html

Anonimo ha detto...

Non c'e' nessuna ondata migratoria , c'e' semplicemente una forte volonta' di portare avanti un piano prestabilito e ben definito a cui lavorano da tempo il cui fine e' la cancellazione del cattolicesimo da ogni latitudine ,in primis dall'Italia dove , piaccia o non piaccia , risiede Pietro. E purtroppo il nostro Paese e' debilitato fisicamente e moralmente , gli italiani rimasti sono perlopiu' oltre i 50 anni e non hanno la forza necessaria per una efficace reazione , i giovani sono stati tutti riprogrammati ( basta dargli una manciata di "diritti" ). Siamo in trappola , ne' Pietro ne' il governo autoissatosi intendono contrastare i padroni del vapore . In cambio di soldi ? In cambio di potere ? Solo Dio lo sa .