venerdì 29 luglio 2016

Dopo la Lettera dei 45: Uno schema, per discutere e sviluppare un'azione più radicale.

Aggiornamento:
Il sito onepeterfive, sulla scia del NCR, fornisce anticipazioni sulla Lettera dei 45, rendendone disponibile il contenuto nell'originale inglese [qui il testo integrale della Critica degli studiosi - qui la lettera di accompagnamento con i nomi dei sottoscrittori]. Non faccio per ora commenti, in attesa di un esame più meditato del testo che approfondiremo insieme, né anticipo la traduzione, visto che a breve sarà resa nota quella ufficiale anche in italiano. Il sito statunitense sottolinea il coraggio dei firmatari, nella consapevolezza che i loro nomi sarebbero trapelati con gli inevitabili rischi. Alcuni hanno già ricevuto reazioni negative da parte dei superiori o anche dall'opinione pubblica. Afferma che si tratta dell'atto di resistenza fedele di gran lunga più importante e sostanziale finora intrapreso durante l'attuale pontificato, invitando a pregare perché sia un'iniziativa benedetta dal Signore, visto che è nella fedeltà alla sua Chiesa.

Vanno aumentando nell'orbe cattolico le critiche e le perplessità sulle espressioni dell’Amoris laetitia, che appaiono fortemente ambigue e fuorvianti. Essa contiene affermazioni, seguendo il cui filo logico e attenendosi al senso delle parole, non possono essere interpretate in modo conforme alla Tradizione santa ed immutabile della Chiesa [qui l'elenco degli interventi sulla spinosa questione].
Purtroppo non è l'unico elemento critico di questo pontificato, ma acquisisce oggi maggior rilevanza per l'iniziativa dei 45 studiosi [qui], il cui numero è destinato ad aumentare [qui i loro nomi], rivolta al cardinale Angelo Sodano, decano del Sacro Collegio e ai 218 cardinali e patriarchi. Com'è ormai noto, si tratta di un documento di 13 pagine, in versione plurilingue, che sarà reso pubblico a breve, i cui firmatari chiedono ai cardinali, nella loro funzione di consiglieri ufficiali del Papa, «di inoltrare al Santo Padre la richiesta di ripudiare gli errori presenti nel documento in modo definitivo e finale, e di dichiarare autorevolmente che non è necessario che i credenti credano a quanto affermato dall’Amoris laetitia».
Estrapolo ed integro di seguito quanto già delineato in un commento di Paolo Pasqualucci[1] nel corso di una discussione in una pagina precedente. Sostanzialmente è il nostro manifesto, la nostra posizione pubblicamente asserita, nella drammatica situazione che si è venuta a creare.
  1. Da diversi anni sono molti - tra cui noi - i fedeli che soffrono pregano ma anche si impegnano denunciando le sfasature e riaffermando la retta dottrina, affinché si risolva la crisi della Chiesa.
  2. Finora la crisi è andata aggravandosi sempre più. Le sole preghiere e le eventuali ulteriori pratiche devote che non sono mancate certamente il Signore le ha ascoltate. Possiamo tuttavia dirci con realismo che da sole non bastano. E forse il Signore non si contenta delle preghiere, pur necessarie e indispensabili. Ricordiamo quel che diceva Padre Pio: "La preghiera è la migliore arma che abbiamo, è una chiave che apre il cuore di Dio".
    Però, accanto al Rosario quotidiano, nel quale impetriamo anche le grazie per fare ogni giorno la volontà di Dio, non occorre poi l'azione nostra concreta, le famose opere, con le quali ci santifichiamo?
  3. Sia in anni meno recenti che nell'ultimo triennio, accanto alle preghiere, sono apparse le suppliche: cioè le rispettose richieste di chiarimento rivolte da più parti al Papa, a proposito dei suoi documenti ufficiali (ad esempio sui processi di nullità matrimoniale, sul matrimonio [vedi]); documenti formalmente di basso profilo, quanto a qualità di fonte petrina, ma pur sempre atti di governo e quindi di magistero.
    Richieste rivolte anche da ecclesiastici autorevoli, pur pochi di numero.
    Ma le preghiere, le pratiche devote e le suppliche, ai fini concreti tangibili del trionfo della verità cattolica, finora non sono bastate.
  4. Allora abbiamo avuto un'iniziativa di nuovo tipo, più radicale, dovuta soprattutto, sembra di capire, a teologi: la lettera dei 45 studiosi e pastori al Sacro Collegio affinché intervenga sul Papa per fargli chiarire/rettificare concetti presenti nell'Amoris Laetitia, che si prestano ad esser interpretati come eresie o errori nella fede o comunque come proposizioni scandalose etc. Questa lettera mira anche evidentemente a mettere i cardinali e patriarchi di fronte alle loro responsabilità, a farli uscire dal loro silenzio. Inoltre, sembra contenere una implicita possibilità di eresia attribuibile al Papa, fatto indubbiamente nuovo e rivoluzionario. Da quanti secoli non succedeva?
  5. Il problema che si pone ora è il seguente: perdurando il silenzio del Papa, bisognerà vedere se qualche cardinale prenderà posizione contro questo silenzio. Perdurando il silenzio dei cardinali, cosa succederà'? Niente? Non bisogna, a questo punto, mescolare l'essere e il dover-essere, ossia la possibilità concreta di un risultato positivo (per la Fede) con la necessità dell'azione da intraprendere, che è il nostro dover-essere (comunque, il nostro dovere di credenti, battezzati e cresimati).
  6. Appare pertanto qui il concetto di "un'azione più radicale". Essa si configura spontaneamente da tutto lo sviluppo precedente:
    6.1 Quando sarà disponibile il testo sottoscritto dai 45 (ci dicono stampato in 6 lingue), studiarselo bene, discuterlo, allargare sui blog il dibattito su di esso;
    6.2 Creare un clima di opinione il più ampio possibile che prema sul Papa e sui Cardinali affinché si prendano pubblicamente le loro responsabilità cioè chiariscano e spieghino, dimostrino che le accuse di eresia sono sbagliate;
    6.3 Cominciare a studiare la soluzione rappresentata dalla dipartita dell'ostinato Bergoglio dal Sacro Soglio, rivedendo la questione del cosiddetto "semi-conciliarismo" (vale a dire, di come la "pars sanior" del Sacro Collegio possa "sfiduciare" il Papa, senza deporlo formalmente, sanzionarlo di una censura di tipo etico) [2]. Quest'ultima ipotesi rappresenterebbe la "soluzione più radicale", imposta dallo stato di necessità gravissimo in cui versa la Chiesa.
Non dobbiamo scoraggiarci. Siamo un esercito piccolo e disperso perché senza generali, al momento. L'esser piccolo non conta tanto, conta assai di più il non avere ancora i generali. Però le cose si fanno sempre per gradi. Tempo non ne è rimasto molto e tuttavia bisogna procedere per gradi, affidandosi comunque sempre alla Provvidenza.

Nello schema qui delineato un ruolo essenziale gioca questa Lettera dei 45 al Collegio Cardinalizio, al momento ancora sconosciuta al vasto pubblico nei suoi contenuti, anticipati solo per sintetico riassunto. Ci sono evidentemente teologi che hanno preso coraggio e in sostanza mettono sotto accusa il Papa per affermazioni della AL che appaiono eretiche o erronee nella fede, o scandalose etc. Questo ci sembra il dato essenziale su cui lavorare, in questa fase. Un dato, nel panorama attuale, rivoluzionario.

Come già detto sopra, non appena il documento firmato dai 45 sarà pubblicato in 6 lingue, si dovrebbe studiarlo, diffonderlo, discuterlo, suscitare in base ad esso un movimento di opinione. Questo ci sembra il primo passo. Mettere a punto, servendosi anche ma non solo di Internet, gli strumenti concettuali, e quindi i principi, che permettano poi di impostare con chiarezza (retto discernimento dello spirito) la fase successiva della battaglia.

Non pensiamo per ora al (possibile e forse probabile) silenzio dei cardinali e patriarchi.

Pensiamo a fare tutto il possibile e persino l'impossibile (se così si può dire) per quanto sta a noi. In questa fase la battaglia per la Fede è ancora soprattutto intellettuale. Non è questione di cultura o erudizione, ciò che conta è avere idee chiare e giuste. Per metterle in pratica, ci affidiamo alla Provvidenza, che sicuramente ci assisterà anche nella messa a punto dei giusti concetti, che sarà nostro impegno sviluppare ribadire e riaffermare con il dovuto rispettoso equilibrio e con l'altrettanto dovuta parresìa.
Maria Guarini
______________________________
1. Chiesa e post-concilio, commento di Paolo Pasqualucci
2. O per lo meno, se ciò dovesse apparire problematico e dunque inattuabile, lo studio e l'impegno corale potranno mettere in campo elementi utili e oggetto di attenzione al Papa che verrà.

45 commenti:

mic ha detto...

Il nostro "manifesto" può indubbiamente servire da punto di partenza per una messa a punto del metodo da seguire nella discussione e per far chiarezza sugli obiettivi. Ciò, anche in (temporanea) mancanza dell'uscita del testo dei 45.

Silente ha detto...

Intervento articolato, ben argomentato, coraggioso e condivisibile. Vedremo gli sviluppi dopo la pubblicazione del "documento dei 45".

Anonimo ha detto...

"Perdurando il silenzio dei cardinali, cosa succederà'? Niente? Non bisogna, a questo punto, mescolare l'essere e il dover-essere, ossia la possibilità concreta di un risultato positivo (per la Fede) con la necessità dell'azione da intraprendere, che è il nostro dover-essere (comunque, il nostro dovere di credenti, battezzati e cresimati)."

E cioè in concreto ?

mic ha detto...

Cosa intende per concreto?

Anonimo ha detto...


@ E cioe', in concreto?

E' spiegato al punto n. 6.

mic ha detto...

Per questo ho chiesto cosa intende l'anonimo di cui sopra per concreto....

marius ha detto...

@ E cioè in concreto ?

Penso che dobbiamo stare all'erta, essere vigilanti sentinelle, attenendoci nel contempo al famoso detto "da cosa nasce cosa".
Ora che è avvenuta questa "cosa" della petizione dei 45, stiamo all'erta per vedere poi come sostenerli concretamente.

Anzitutto con la preghiera, cosa che rimane sempre attuale ed indispensabile non solo in vista di un esito, ma primariamente come atteggiamento di fronte a Dio;
poi divulgando il più possibile il principio che, sull'esempio della mirabile coordinazione tra loro dei 45, anche per tutti noi è indispensabile essere uniti sull'essenziale, che nella fattispecie è la salvaguardia della verità cattolica riguardo al presente terreno di riconquista, ossia la morale matrimoniale.

"In concreto" per me significa anche, sulla scorta dell'esperienza fatta a suo tempo con la raccolta di firme per la Supplica Filiale, abbandonare tutte quelle diatribe tra visioni divergenti sui modi di procedere che non fanno altro che evidenziare inutilmente la frammentazione del mondo tradizionale. Per i puntini sulle i ci sarà sempre tempo.

Questa è l'attuale battaglia da vincere, il che evidentemente non equivale ancora a vincere la guerra (perché di battaglie da vincere ce ne sono ancora a iosa... fino alla messa in discussione delle a noi ben note ambiguità conciliari che stanno alla radice di tutto), ma significherebbe comunque essere già sulla buona strada.


Anonimo ha detto...

Voi cattolici, avete tanto da imparare dai protestanti per sapere come sopravivvere in un mondo non cristiano e senza pontefice per poter conservare un certo tipo di fede.

Il vostro pontefice va per false strade e state tutti ad aspettare su di lui invece di cominciare da voi e nella vostra vita cristiane.

Cosa avete imparato dopo 2015 anni di vita di persecuzioni cristiane, Niente ? Avete semper bisogno di qualcuno per confortarvi? Ma c'è gia Gesù Cristo e piu di 2000 anni di testi d leggere.

Vi arriva un Papa che divaga e voi state persi come se non c'era certezze cristiane e che tutto la vostra fede dependeva da un uomo.

Levy

Anonimo ha detto...

https://promariana.wordpress.com/2016/07/25/lettera-aperta-di-un-fedele-a-don-ricossa-dellimbc/

mic ha detto...

Levy,
Le risulta che la nostra fede, che viviamo a partire da noi stessi e che riaffermiamo con vigore ad ogni bordata ricevuta (il che significa anche difenderla) sia intaccata di un' acca?
O forse non si accorge che la nostra fede è salda nonostante chi dovrebbe confermarci e non fondata su di lui. Non siamo papolatri, ma amiamo il papato in quanto istituzione divina. E Cristo Signore nella Sua Chiesa (che come ha sfidato i secoli sfiderà anche questa crisi epocale), ci ha già consegnato e ci dona continuamente ciò di cui abbiamo bisogno. È a ranghi ridotti ed ha la visibilità di un falcetto di luna (l'immagine è di sant'Ambrogio) ma è viva una e santa nel Suo Signore, nella Sua e nostra Madre e nei Suoi Santi. Noi siamo Chiesa militante e non siamo soli, ma uniti a quella trionfante e a quella purgante.

mic ha detto...

Magister e il mugugno dei vescovi italiani registrato da Accattoli. E se se ne fa eco Accattoli significa che qualcosa si è incrinato anche tra i progressisti.

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/07/27/cosa-dicono-i-vescovi-italiani-del-papa-anche-i-piu-ben-disposti-lo-bocciano/

RR ha detto...

Mic,
non rispondere ad un che ci invita a fare i protestanti, e si firma Levy, chiaramente un ipertroll !

RR ha detto...

Probabilmente i progressisti all'Accattoli non amano il modo di fare da Capo di una Giunta militare sudamericana (per i "sinistri" tutto è meglio dei militari, anche i Muslims che ci sgozzzano), nè il ritardo con cui si sta muovendo su quel fronte, sec. loro. E' inoltre probabile che Accattoli sia stato trattato male dal Jefe per puri motivi di antipatia personale, e si stia vendicando.

mic ha detto...

Rispondere agli ipertroll a volte serve anche per spuntare le armi degli avversari.

mic ha detto...

E’ nella persecuzione che la Chiesa fiorisce

I sindaci non possono fare obiezione di coscienza alla celebrazione dei matrimoni gay. Sta emergendo un nuovo totalitarismo democratico nel quale il male è imposto dallo Stato. I cattolici e gli uomini di Chiesa si divideranno. Coloro che resisteranno faranno fiorire la Chiesa.

http://www.vitanuovatrieste.it/e-nella-persecuzione-che-la-chiesa-fiorisce/

marius ha detto...

Levy,
nel caso in cui Lei non sia un troll ma un protestante (come sembra), sappia che noi crediamo in Gesù Cristo il quale ha fondato la Chiesa su Pietro ed i suoi successori. Nostro Signore Gesù Cristo non era certo uno sprovveduto, ben conosceva l'umana natura e ciò malgrado decise così. Ha certamente avuto le sue ragioni, non Le pare?

Pertanto noi non siamo per nulla persi (come Lei asserisce) ma rimaniamo fedeli in toto al nostro Maestro.
Lui ha voluto e fondato la Chiesa? Noi gli rimaniamo fedeli anche in questo.
Lui ha voluto fondarla su Pietro ed i suoi successori? Noi gli rimaniamo fedeli anche in questo, anche nelle difficoltà e contraddizioni più estreme.

Essere fedeli a NSGC non significa, come fanno gli Evangelici di tutte le denominazioni, appellarsi unicamente alla Sua Parola, separando così la Sua Parola dalla Sua Persona e da ciò che Egli decise e concretizzò.
La Chiesa è il Suo Corpo Mistico, che come dice sopra Mic, è composta dalla Chiesa Trionfante, dalla Chiesa Purgante e da noi sulla terra, Chiesa Militante.

Repetita juvant, anche per un eventuale troll.
Dico bene cara Mic? in caso quanto qui scritto non sia formulato teologicamente in modo corretto ti prego di provvedere tu. Grazie.

La Bussola quotidiana ha detto...

La festa degli italiani si tinge di arcobaleno

Ma lo fanno apposta o sono semplicemente deficienti (nel senso letterale del termine)? È una domanda che non si può evitare all’ennesima, incredibile gaffe (ammesso che di questo si tratti) di chi si occupa di organizzare spettacoli legati a manifestazioni della Chiesa italiana. È così successo che ieri sera a Cracovia la “festa degli italiani”, dove è intervenuto in video-conferenza anche il Papa, è stata presentata da Lodovica Comello.

Il nome è sicuramente sconosciuto ai più, ma non ai giovani e a un certo pubblico “di nicchia”: l’attrice italiana è stata infatti protagonista della serie tv argentina “Violetta” che, negli anni scorsi, ha avuto un grande successo tra gli adolescenti. Cosa c’è di male?, vi chiederete. Semplicemente che la stessa Lodovica Comello lo scorso 26 giugno è stata la madrina ufficiale del grande Gay Pride di Milano.

Non ci stupisce che in CEI a queste cose non si faccia più caso, o addirittura che ci sia anche qualcuno che le voglia, ma sicuramente non è così nel popolo cristiano. Anche perché certe “associazioni di immagini” sono molto più efficaci di cento catechesi. Un problema in più per le famiglie, che ora sanno che oltre a ciò che propina la scuola di stato e la cultura dominante, devono stare attente anche alle proposte culturali del vertice della CEI.

Anonimo ha detto...

Da Wikipedia su Lodovica Comello: Il 1° aprile, sposa con rito civile, nel suo paese natale, il produttore Tomas Goldschmidt. Ovviamente è la prescelta dalla CEI per rappresentare il nuovo dell'AL.

Japhet ha detto...

Il Papa è inciampato ed è caduto mentre incensava l'altare, durante la celebrazione della messa a Czestochowa, davanti a migliaia di fedeli. Il Pontefice stava concludendo il giro con l’incenso verso l’altare, nel santuario mariano polacco, seguito dal cerimoniere pontificio, monsignor Guido Marini, ed è finito a terra per alcuni secondi, prima di rialzarsi e proseguire con la celebrazione. Francesco è a Cracovia, in Polonia, per la Giornata mondiale della gioventù (Gmg).

Rr ha detto...

Japhet,
le immagini sono molto eloquenti, in ogni senso.
Non ricordo nessun altro papa, incluso GPII, cadere di fronte all'altare.

Josh ha detto...

sì è a Cracovia, Japhet, là dove si proclama che Sodoma non è mai stata distrutta.

http://www.avvenire.it/giovani/Pagine/Galantino-ai-giovani-nella-Gmg-fraternit%C3%A0-e-preghiera-.aspx

Japhet ha detto...

Che io ricordi, è caduto (o stava cadendo e la hanno sostenuto) davanti alla Vergine di Guadalupe. Lì non era davanti a quella di Czestochowa?

Ansa ha detto...

Prima di iniziare la Messa nel santuario della Madonna Nera a Czestochowa, Papa Francesco è inciampato sulle scale del palco eretto sulle mura del santuario dove celebra la funzione religiosa. Il quel momento aveva fra le mani l'incensiere e si stava avvicinando al quadro della Madonna Nera per venerarla. Si è rialzato in un attimo e, accompagnato dal seguito, ha ripreso la funzione.

Nives ha detto...

Con questo 'manifesto' mi date speranza. Condivido i vostri propositi.

Anonimo ha detto...

A me sembra che non abbia visto lo scalino :
https://gloria.tv/video/Y5ZHA6Ny9rrgKbmuSPdUq2fXi

mic ha detto...

Non pubblicherò altri commenti sulla caduta del Papa. Non mi pare il caso di soffermarcisi oltre.

mic ha detto...

Su segnalazione di molti lettori ho aggiornato l'articolo.

Luisa ha detto...

Succede anche questo a seguito della AL:

http://reinformation.tv/vatican-cours-education-sexuelle-contenu-explicite-parents-peche-dolhein-58250-2/

"Destiné aux jeunes, un nouveau programme d’éducation sexuelle, « Point de rencontre », créé à l’initiative du conseil pontifical pour la famille vient d’être présenté au Vatican à l’occasion du lancement des JMJ 2016. Les adolescents y trouveront de tout : même des images très explicites, des vidéos immorales, des textes vulgaires, une connivence avec le langage et des pratiques propres à notre époque de révolution sexuelle."

Anonimo ha detto...

Mic
Riguardo al negare che la vita consacrata sia superiore alla vita coniugale -punto tre della lettera , questo è stato fatto sovente anche da Giovanni Paolo II durante catechesi e conferenze.

Ad esempio nell'udienza del 14 aprile 1982: «Nelle parole di Cristo sulla continenza “per il Regno dei cieli” non c’è alcun cenno circa la “inferiorità” del matrimonio riguardo al “corpo”, ossia riguardo all’essenza del matrimonio, consistente nel fatto che l’uomo e la donna in esso si uniscono così da divenire una “sola carne” (cfr. Gn 2,24). Le parole di Cristo riportate in Matteo 19,11-12 (come anche le parole di Paolo nella prima lettera ai Corinzi, cap. 7) non forniscono motivo per sostenere né l'”inferiorità” del matrimonio, né la “superiorità” della verginità o del celibato, in quanto questi per la loro natura consistono nell’astenersi dalla “unione” coniugale “nel corpo”. (…) Su questo punto le parole di Cristo sono decisamente limpide. (…) Il matrimonio e la continenza né si contrappongono l’uno all’altra, né dividono di per sé la comunità umana (e cristiana) in due campi (diciamo: dei “perfetti” a causa della continenza e degli “imperfetti” o meno perfetti a causa della realtà della vita coniugale). (…) Non vi è invece alcuna base per una supposta contrapposizione, secondo cui i celibi (o le nubili), solo a motivo della continenza costituirebbero la classe dei “perfetti”, e, al contrario, le persone sposate costituirebbero la classe dei “non perfetti” (o dei “meno perfetti”)».

Antonino

Anonimo ha detto...

Può essere che non sapessero che la comello era stata la madrina del gay pride o può anche essere che l'abbiano scelta di proposito .Da questi traditori, eretici e buoni a niente c'è da aspettarsi di tutto.Ma i nodi ormai stanno venendo al pettine.... bobo

irina ha detto...

Qualsiasi sia lo scritto che scaturirà da tutto questo, poche parole, chiare, inequivocabili e ben connesse tra loro come mattoni di una fortezza.

Silvano M. ha detto...

Questa lettera farà la fine delle altre. Se non riscende in campo Benedetto XVI , e non mandando messaggi criptati , non avremo un'autorità per contrastare il devastatore della Chiesa Cattolica

Avvenire.it ha detto...

A Cracovia, parlando ai giovani, Galantino riscrive la Bibbia:

Galantino ha commentato il brano biblico della supplica di Abramo per salvare Sodoma, “una città sulla quale nessuno avrebbe scommesso niente, eccetto Abramo”. Infatti, fa notare Galantino alle centinaia di giovani che gremiscono la bella chiesa barocca a ridosso della collina del Wawel, “la sua preghiera di intercessione e la sua voglia di osare salvano Sodoma. La città è salva perché ci sono i giusti, anche se pochi; ma la città è salva soprattutto perché c’è Abramo, uomo di preghiera, che non fa da accusatore implacabile, non parla contro ma parla a favore.

E su Avvenire lo trascrivono senza alcuna osservazione.

mic ha detto...

Antonino,
Circa la vita consacrata e il matrimonio Giovanni Paolo II mi pare tenga a non creare contrapposizioni e a non fare distinzioni nell'ambito della 'perfezione' e dunque della santificazione.
Ma il discorso è un altro. Premesso che la contemplazione appartiene ad ogni credente che viva in profondità la sua fede, non c'è dubbio che essa è scelta 'totale' per i consacrati, che si donano interamente al Signore. Anche senza approfondire oltre, e molto ci sarebbe da dire, a questo riguardo possiamo limitarci a ricordare Maria di Betania, che "si è scelta la parte migliore", a dire dello stesso Gesù.

mic ha detto...

Ora non ne ho il tempo né l'opportunità, ma penso ci sia molto da attingere da 'Sponsa Christi' di Pio XII, inopinatamente oltrepassata dall'ultimo documento a cura di Braz de Avis.
Ancora uno scostamento dall'insegnamento costante della Chiesa che le rane bollite a fuoco lento non riescono a cogliere...

mic ha detto...

Anche di quest'ultimo documento sulla vita consacrata ci sarebbe molto da dire... ma la cronaca ci incalza incessantemente e pesantemente. Appena riesco ne parleremo.

Del resto avevo espresso i miei timori e riserve già qui.
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2014/11/ora-tocca-alla-rifondazione-della-vita.html

Anonimo ha detto...

Dopo la preghiera di intercessione di Abramo il Signore disse:Chi sono io per giudicare ?bobo

Anonimo ha detto...

Il papa fuori sincrono perchè interamente figlio del concilio....

http://www.aldomariavalli.it/2016/07/29/perche-il-papa-e-forse-fuori-sincrono-e-come-aiutarlo/

Anonimo ha detto...

RR
Ho letto solo ora tuo commento del 28 luglio delle ore 9.28 dove dici :" E' inoltre probabile che Accattoli sia stato trattato male dal Jefe per puri motivi di antipatia personale, e si stia vendicando."
Non hai letto evidentemente l'articolo di Accattoli,sul Regno, ma solo quello di Magister. Accattoli usa quelle affermazioni per fare un peana e una lode a Bergoglio, in sintesi dice che ii vescovi non capiscono un tubo, vivono ancora in quello stato di soldatini incapaci di pensare in cui erano stati abituati da Benedetto e Giovanni Paolo ,mentre Bergoglio chiede di essere aperti allo Spirito conciliare..Accattoli continua ad essere un Bergogliano convinto.
Antonino

Anonimo ha detto...

Ho dato una prima letta, cursoria e superficiale, alle censure teologiche contenute nel documento dei quarantacinque.

Mi sembra il metodo giusto: chiarire ogni cosa con linguaggio teologico rigoroso.

Solo qualche osservazione, a caldo: non avrei forse insistito più di tanto sull’1 (pena di morte) e sulla 2 (sottomissione della moglie al marito: capisco che sono le prime due semplicemente perché si segue l’ordine del testo dell’ “Amoris laetitia”, ma si poteva forse seguire un altro ordine); importantissima invece, fra le altre, la 3 (superiorità della verginità sul matrimonio).

Ma soprattutto, mi chiedo seriamente se certe proposizioni che riguardano la morale sessuale, e precisamente la 14, la 15 e la 17, non meritino una censura più severa, non devano cioè rientrare nella lettera A, anziché nella B.

Maso

Paolo Pasqualucci ha detto...


@ La "riscrittura" della Bibbia fatta da Galantino e' eretica? Lo si potrebbe affermare

Se e' vero che a Cracovia mons. Galantino si e' espresso in quel modo, capovolgendo il fato di Sodoma, rispetto a come risulta dalla Bibbia, dobbiamo chiederci se la sua straordinaria interpretazione si presti all'accusa di eresia.
Infatti, affermando che Sodoma si e' salvata si nega di fatto la storicita' e l'inerranza del testo sacro, sempre riconosciute dalla Chiesa ed anzi affermate come dogma di fede, se non erro. Negarle significa percio' andare contro il dogma, professare un errore nella fede, che puo' esser considerato eretico.
Come si nega la storicita' e l'inerranza dei fatti testimoniati nei due Testamenti? O in modo aperto, dicendo che non sono veri o che sono apologhi, miti, racconti a scopo educativo. O in modo indiretto, sovvertendo i fatti stessi, ad libitudm di chi sta parlando; in questo caso ricostruendo la tragedia di Sodoma e Gomorra come se non fosse stata il dramma terribile che e' stato ma un episodio a lieto fine (l'autore sacro della Genesi si sarebbe allora sbagliato). E questo capovolgimento radicale dei fatti viene attuato per illustrare una concezione della misericordia divina che non trova riscontro nei testi sacri ed anzi la contraddice, volendo essa perdonare senza richiedere il pentimento e il mutamento di vita (la conversione a Cristo in fede e opere).
La storicita' della punizione di Sodoma e Gomorra per noi cristiani e' assoluta, dal momento che quella punizione e' richiamata due volte da Nostro Signore come esempio di castigo ineguagliabile, che sara' tuttavia inferiore al castigo che riceveranno (nel giorno del Giudizio) le citta' degli Ebrei che si saranno rifiutate di credere in Lui, nonostante tutti i miracoli che aveva fatto davanti ai loro occhi (Mt 10, 15; 11, 24).
Andare a dire ai giovani cattolici oggi che l'intercessione di Abramo ha salvato Sodoma significa mentire e ingannarli. L'intercessione di Abramo, da sola, non riusci' a salvare la citta'(come vuol far credere Galantino) perche' di giusti ce n'era uno solo, Lot con la sua famiglia, troppo poco ("Abramo allora soggiunse: -Deh, non si adiri il mio Signore, parlero' solo piu' questa volta, forse ce ne potrebbero essere dieci. E il Signore rispose: -Per amor di quei dieci non la distruggero' (Gen 18, 32-33). Ma non ce n'erano nemmeno 10! Bisogna rileggersi i sacri testi in modo da poter confutare i Pastori indegni, i lupi travestiti da agnelli che stanno sbranando il gregge.
Sodoma viveva immersa nel vizio contronatura, in odio a Dio onnipotente, e tuttavia esteriormente viveva la vita di una societa' economicamente vivace, normale, posta in una zona ubertosa. Il castigo la colpi' fulmineamente, senza preavviso, lo disse Nostro Signore, quando profetizzo' la fulmineita' del suo ritorno alla fine dei tempi: "Altrettanto avvenne al tempo di Lot: mangiavano e bevevano, compravano e vendevano, piantavano e costruivano; ma il giorno in cui Lot usci' da Sodoma, Dio fece piovere fuoco e zolfo dal cielo e fece perire tutti" (Lc 17, 28-29).
"Fece perire tutti", parola del Signore. Nessuno si salvo'. Questo mons. Galantino doveva dire, nel rispetto della verita' e per la salvezza delle anime.

mic ha detto...

Ho appena pubblicato, nella nostra traduzione, la parte introduttiva della critica dei 45, che ci da' la percezione di stile e contenuti estremamente corretti dal punto di vista sia formale che sostanziale. Con gratitudine al nostro traduttore per la sua prontezza. Non per anticipare, ché è bene attendere la traduzione ufficiale italiana, come già detto.
Partiamo da qui, senza voler troppo affrettarci né anticipare; ma iniziando a entrare nello spirito e nelle intenzioni del Documento che tanto ci interessa e ci riguarda, per l'importanza della posta in gioco ma anche con tutta la dovuta discrezione e cautela, secondo quanto è nell'intenzione dei promotori ai quali va tutto il nostro appoggio anche nella preghiera. Richiamando quanto già espresso in questo articolo che consideriamo il nostro manifesto.

irina ha detto...

Da Sodoma a monsignore.
Era intorno agli anni settanta del secolo scorso: "I preti operai lavorano sempre e non pregano mai".
Aggiornamento: "I preti chiacchierano sempre non pregano e non studiano mai".

RR ha detto...

Grande Irina !
Antonino,
I stay corrected. Grazie

Anonimo ha detto...

Il cardinale Arinze, già Prefetto della Congregazione per il Culto Divino, ha detto che le Chiese locali non possono insegnare cose diverse da Roma senza mettere a rischio l’unità della Chiesa. “I Dieci comandamenti non soggetti a frontiere nazionali”. Anche diversi canonisti hanno avanzato riserve su questo punto, che potrebbe mettere in pericolo l’uniformità dei sacramenti.

http://www.lastampa.it/2016/07/30/blogs/san-pietro-e-dintorni/il-papa-e-i-vescovi-polacchi-
9s52rU459qFpavUdR2AQ8L/pagina.html

Santa Nigeria , che hai generato il Cardinale Arinze !