martedì 27 agosto 2013

“Sentire cum Ecclesia”: un momento di riflessione, un punto di incontro.

Su segnalazione del CNSP - [vedi o scarica da qui bozza Lettera inviata ai Coordinatori]:


In seguito alla vicenda del commissariamento dei Frati Francescani dell’Immacolata, il Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum si è attivato presso i suoi aderenti per monitorare la situazione di quei coetus fidelium che potessero in qualche modo risentire della vicenda.

La Congregazione dei Francescani dell’Immacolata da anni assicura la regolarità della celebrazione nella forma straordinaria a molti fedeli. Un meritevole apostolato fondamentale per la vita spirituale ed ecclesiale di quanti hanno fatto la loro scelta liturgica secondo le opzioni proposte dal Magistero benedettiano.

Nel Decreto di commissariamento  improvvisamente si subordina la libera celebrazione dei riti nella forma straordinaria – concessi da S.S. Benedetto XVI nel Motu Proprio Summorum Pontificum del 2007 – ad un’autorizzazione esplicita da parte dei Superiori.

Questo provvedimento sappiamo potrebbe causare notevoli disagi a quei gruppi del Summorum Pontificum che avevano l’opportunità di appoggiarsi all’apostolato di quei Padri. In alcuni casi si è addirittura parlato di soppressione della celebrazione della S. Messa in EF.

Il Coordinamento ha già inoltrato ai Coordinatori regionali una bozza di lettera affinché  venga diffusa agli interessati e possa, in qualche modo, essere usata dai responsabili di coetus fidelium per sollecitare negli opportuni modi la richiesta di ripresa delle celebrazioni. Chi avesse necessità di averne copia può scrivere a info@summorumpontificum.org

A oggi sappiamo che alcune emergenze sono rientrate risolvendo la situazione direttamente con i Padri preposti alla celebrazione. Altre situazioni rimangono critiche a troveranno da parte del CNSP la massima attenzione e tutto il più fraterno sostegno. Segnalazioni epistolari e telefoniche ci sono giunte da tutta Italia, e anche altre organizzazioni nel mondo legate al Summorum Pontificum ci hanno dimostrato il loro sostegno e osservano con attenzione la vicenda.

È stato immediatamente aperto un fronte interlocutorio con le Autorità Vaticane competenti anche attraverso una formale segnalazione scritta nella quale abbiamo manifestato la nostra viva preoccupazione per le possibili conseguenze che possono ricadere sui fedeli.

Crediamo che l’attuale momento di riflessione chiesto alla Congregazione dei Frati Francescani dell’Immacolata sia l’occasione opportuna perché tutta quanta la Chiesa consapevolizzi maggiormente le scelte che essa stessa – nel Suo Capo visibile – fece sei anni fa.

La liturgia nella forma straordinaria è una risorsa – così ci è stato insegnato – ed è imprescindibile non solo per la nuova evangelizzazione ma la riforma stessa della Chiesa che è semper reformanda.

In vicende come queste, pertanto, dobbiamo tutti chinarci a riflettere sulla ricchezza di quel venerabile patrimonio liturgico che la mente di Papa Benedetto ha voluto dischiudere: chi lo comprende e anche chi non lo comprende.

Per gli uni si vedrà come tanta bellezza sia estremamente delicata e quindi meriti maggior impegno nella sua tutela. Per gli altri si vedrà che il Summorum Pontificum è segno profetico di pace. In entrambe in casi l’amore per quell’atto magisteriale è amore per la medesima unità che incarna.

Il Coordinamento non ha grandi mezzi ma sta lavorando perché la libertà di ogni fedele di aderire ad un preciso progetto di vita spirituale attraverso la liturgia venga salvaguardata. Solo in tal modo, come ricorda papa Francesco, saremo anche noi buoni servitori del “sentire cum Ecclesia”.

Certamente, questo “sentire cum” resta il punto di incontro cui tutti dobbiamo convergere e nessuno può dirsi arrivato.

15 commenti:

mic ha detto...

Un meritevole apostolato fondamentale per la vita spirituale ed ecclesiale di quanti hanno fatto la loro scelta liturgica secondo le opzioni proposte dal Magistero benedettiano.

Che si innestano anche nella Tradizione perenne della Chiesa...

mic ha detto...

ma la riforma stessa della Chiesa che è semper reformanda.

punto alquanto oscuro...

Marco Marchesini ha detto...

Ad essere sincero ormai con questi uomini della chiesa non sento più. Con la Chiesa cattolica sento ancora.

Luisa ha detto...



" Un meritevole apostolato fondamentale per la vita spirituale ed ecclesiale di quanti hanno fatto la loro scelta liturgica secondo le opzioni proposte dal Magistero benedettiano."

Mi sembra di leggere un menu à la carte sul quale puoi scegliere la liturgia che ti piace di più, che più ti aggrada, grazie alle opzioni proposte da Benedetto XVI, che strano linguaggio.

Anonimo ha detto...

Osservatore dice,

Mic, il nome di un denunciatore frate è Frà Bonaventure McGuire (nel mondo Stephen McGuire). Fu espulso dal Ordine per non obbedire un commando di spostarsi a un altro convento scelto dai suoi superiori...

l'accusa centra sulla teologia della messa, l'accusato e Pd. Apollonia: l'errore, secondo Fra Bonaventure è che Pd. Apollonia dice che esistono 2 messe, uno migliore dell'altro...ma secondo il Frà Bonaventure, c'è soltanto una messa, manifestandosi in due forme accidentali...

l'errore di Frà Bonaventure è evidente nel fatto che per lui, la parola "messa" significa la partecipazione spirituale nello sacrificio eterno di Cristo, inveche che il rito usato...

Ma essendo che Frà Bonaventure, sul blog Rorate Caeli, dice che il fondamento del motivo per l'intervento è doctrinale, è proprio strano che era Aviz e non Muller per imporrlo...

Gederson Falcometa ha detto...

"ma la riforma stessa della Chiesa che è semper reformanda."

Manca solo l'avviso: chiusa per riformi.

mic ha detto...

Se il "motivo è dottrinale", si ripropone il ritornello usato con la FSSPX.
Se il problema con la tradizione è "dottrinale" vuol dire che la Chiesa ha cambiato dottrina e che la Messa veicola un'altra dottrina...

Gederson Falcometa ha detto...

"l'accusa centra sulla teologia della messa, l'accusato e Pd. Apollonia: l'errore, secondo Fra Bonaventure è che Pd. Apollonia dice che esistono 2 messe, uno migliore dell'altro...ma secondo il Frà Bonaventure, c'è soltanto una messa, manifestandosi in due forme accidentali..."

Caro Osservatore,

Sono d'accordo con te e con Pe Apollonia. Ma se non me sbaglio, Frà Bonaventure esprime un parere uguale o simile al di Benedetto XVI sulla questione.

In ciò che riguarda Pe Apollonia, il parere di lui può essere considerato norma dei FI?

Gederson Falcometa ha detto...

"Se il "motivo è dottrinale"..."

Quello che fa male è che dopo il CVII non sappiamo più i veri motivi dei atti Vaticani. Credo che oggi se possa dire:

"Roma locuta causa dubbia est"

Anonimo ha detto...

... la messa veicola un'altra dottrina, appunto ...

http://romualdica.blogspot.it/2013/04/la-relazione-indissolubile-tra-la.html


mic ha detto...

Caro Marco,
è duro, ma realistico dover fare la distinzione tra la Chiesa e QUESTI uomini di Chiesa...

Max7 ha detto...

Non esistono diverse Messe, esistono diversi riti della S. Messa.

Luisa ha detto...

No, esiste un solo rito con due forme.

Gederson Falcometa ha detto...

"No, esiste un solo rito con due forme."

I card. Ottaviani e Bacci dicono nel "Breve esame critico del "Novus Ordo Missae":

"Come dimostra sufficientemente il pur breve esame critico allegato - opera di uno scelto gruppo di teologi, liturgisti e pastori d’anime - il Novu Ordo Missæ, considerati gli elementi nuovi, suscettibili di pur diversa valutazione, che vi appaiono sottesi ed implicati, rappresenta, sia nel suo insieme come nei particolari, un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa, quale fu formulata nella Sessione XXII del Concilio Tridentino, il quale, fissando definitivamente i «canoni» del rito, eresse una barriera invalicabile contro qualunque eresia che intaccasse l’integrità del magistero". http://www.unavox.it/doc14.htm

Considerando questo e altri studi come "La Messa di Lutero" (http://marcellefebvre.blogspot.com.br/2012/08/monsignor-lefebvre-la-messa-delleretico.html) di Dom Lefebvre, è difficile credere che il NOM e la Messa di S. Pio V sono due forme dello stesso rito romano. Ratzinger stesso ha detto che la Messa di Paolo VI è stata fabricata, così me domando:

Se può fabricare un rito e dire che questo è il Rito Romano?

Max7 ha detto...

@ Luisa

Di riti non c'è solo il rito romano, e certamente Lei lo sa bene, per cui non sto ad elencarglieli.
Quanto al rito romano è tutto da dimostrare che si tratti di un unico rito in due forme. Non basta affermarlo.