giovedì 22 agosto 2013

Nuova Parrocchia personale FSSP a Sydney

Apprendiamo da Rorate Caeli:

Dal sito web dei Redentoristi Transalpini (Figli del Santissimo Redentore), le immagini del giorno della erezione canonica della parrocchia personale a Sydney, in Australia:
Nella festa dell'Assunzione della Madonna della Fraternità Sacerdotale San Pietro (FSSP) la loro Chiesa già dedicata al Cuore materno di Maria, a Sydney in Australia, è stata costituita come parrocchia personale dal card George Pell, arcivescovo di Sydney. È stato nominato parroco P. Duncan Wong. Essendo una parrocchia personale della FSSP è dedicata esclusivamente alla celebrazione della Messa Tradizionale
La prima Messa solenne nella neo eretta parrocchia è stata celebrata dal parroco, con don Wong. P. Damonn Sypher FSSP come diacono, e Daniel Mould FSSP come suddiacono.
La Parrocchia personale del Cuore materno di Maria è stato istituita dall'Arcivescovo di Sydney, Sua Eminenza il Cardinale Pell, uno degli otto membri del Consiglio superiore cardinalizio consultivo nominato dal Papa Francesco.

14 commenti:

Anonimo ha detto...

ue' allora Pell non e' un modernista?!

mic ha detto...

C'è una vedetta, di guardia? ;)

Abbiamo perso l'abitudine di lasciarci trascinare dagli eventi positivi.
Ma non abbiamo perso quella di leggere la realtà per intero.

RIC ha detto...

Sono sempre piu' convinto che nel mondo anglosassone la Messa di Sempre incontri molte meno difficolta' che nel mondo latino o in quello germanico. Sarebbe interessante studiarne le ragioni..

bedwere ha detto...

Una ragione del successo e` che la gente e` abituata a spostarsi ed a sostenere finanziariamente la parrocchia. La Messa alla parrocchia personale FSSP a San Diego e` sempre frequentata con molte famiglie che prendono "Humanae Vitae" sul serio.

Anonimo ha detto...

Che strano, Pell è molto amico del CN.....
diego

mic ha detto...

Non è strano. Sono molti i vescovi "double face".

Anonimo ha detto...

La Chiesa di questi ultimi decenni, come abbiamo già constatato, ha troppa paura di perdere fedeli, ha paura di vedersi ridurre i numeri, ed ha anche paura di perdere potere, diciamo la verità (si pensi ai focolarini o, peggio ancora, ai neocatecumenali: tali movimenti vengono tenuti in seno alla Chiesa solo per ragioni di mera potenza complessiva, diminuendo però simultaneamente il "tasso di cattolicità").

Anonimo ha detto...

Pell come Leonard.

Anonimo ha detto...

Mic, sul Foglio di oggi Agnoli fa discorsi strani sulla continuità in liturgia tra Francesco e Benedetto... ne sa qualcosa?
Ori

Marco Marchesini ha detto...

Ormai è Roma stessa che sembra fare di tutto per silenziare i legittimi oppositori del concilio e del NO silenziandoli in ogni modo. Gli abusi dottrinali, pastorali e liturgici sono tollerati invece. Sembra quasi che siano delle "sbavature" rispetto alla nuova teologia insieme con il concilio ed il NO. Sulla intrinseca bontà del concilio e del No ho molti dubbi, anche io però cerco di essere collaborativo.

Anonimo ha detto...

A mon avis, la raison du succès des "traditionalistes" dans les pays anglo-saxons tient au fait qu'il y a dans ces pays une tradition de liberté (peut-être due, paradoxalement, au protestantisme) plus grande que dans les pays latins. Mais je me trompe peut-être…

mic ha detto...

Mic, sul Foglio di oggi Agnoli fa discorsi strani sulla continuità in liturgia tra Francesco e Benedetto... ne sa qualcosa?

Mi hanno scritto. Aspetto di leggere il testo.
Ne parliamo domani.

Anonimo ha detto...

Anche solo paragonare Pell con Léonard evidenzia l'ignoranza di certi commentatori. Non ho mai visto Pell celebrare in modo poco dignitoso, come fa Léonard. Ricordiamoci che Pell è stato tra i pochi a criticare l'abdicazione di Ratzinger, a sostenere fortemente e a alta voce i principi non negoziabili nel suo paese, ha difeso persino la legittimità della pena di morte secondo la tradizione della Chiesa (di contro alle chiare istanze di cancellazione della medesima che vengono da quasi ovunque), apertamente parteggiato per la beatificazione di Pio XII. In campo liturgico ha collaborato attivamente per una migliore e più fedele traduzione dei testi dal latino all'inglese. Certo, non sarà Ottaviani, ma di sicuro nel panorama attuale c'è assai poco di meglio

Anonimo ha detto...

L'anonimo delle 21.53 ha ragione sul fatto che nei paesi anglosassoni la Messa tradizionale incontra meno resistenze perché lì c'è maggiore libertà e apertura e pluralismo. Nel bene e nel male. Da noi nel clero sotto una scorza di ecumenismo, volemose bene, largo ai laici nella Chiesa eccetera si nasconde ancora il culto del pensiero unico. Tanto da vietare o boicottare in tutti i modi qualcosa che dovrebbe essere lasciato - a norma di Motu proprio - alla scelta dei fedeli e dei singoli celebranti.