sabato 3 agosto 2013

Niente latino ma canti, applausi, balletti. Qualche obiezione sulla disinvoltura liturgica di Francesco

Ringrazio Mattia Rossi per averci prontamente messo a disposizione questo suo ultimo interessante articolo.

A Lampedusa e a Copacabana la messa è stata poco cattolica e dunque poco universale. Almeno nelle forme: dalla musica alla caciara agli arredi sacri
Quello con la liturgia è uno degli aspetti più problematici del pontificato del Papa gesuita che “nec rubricat nec cantat”; e la decisione, il cui decreto è datato 11 luglio, di commissariare la congregazione dei Francescani dell’Immacolata non sembra essere altro, agli occhi del mondo cattolico tradizionalista, che il naturale epilogo della formazione conciliarista dell’attuale vescovo di Roma.

Della “disinvoltura” liturgica di Jorge Mario Bergoglio, dovuta certamente alla sua “formazione più emancipata”, come ebbe a dire durante la visita ad limina dei vescovi pugliesi, non sono mancati gli esempi. A cominciare dai primissimi giorni dall’elezione al Soglio, quando il neoeletto “vescovo di Roma” decise di smettere tutti gli antichi paramenti, sul cui riutilizzo Benedetto XVI aveva focalizzato gran parte della sua “riforma della riforma” liturgica, optando per uno stile più semplice e più sobrio. Certo, con il rischio di scivolare nel pauperismo, nella sciatteria e nella banalizzazione. Apice, questo, raggiunto con la messa a Lampedusa, nella quale il limite tra liturgia e demagogia non era molto chiaro, una messa “all’insegna del più bieco becerismo progressista, fino alla celebrazione della Messa sulla barchetta e con oggetti sacri fatti di rottami”, ebbe a commentare il lefebvriano don Mauro Tranquillo, perseguendo l’antropocentrica dottrina postconciliare seconda cui la liturgia “deve incarnarsi nel vissuto immediato della comunità”.

E a Rio, anche se in salsa differente, il substrato della messa celebrata è stato, più o meno, lo stesso. Mascherata dietro la scusa dell’indole e dello spirito tipico sudamericano, i liturgisti più conservatori o benedettiani hanno lamentato come si sia assistito ad una liturgia che di papale e cattolico (universale) aveva ben poco: niente latino, canti di una sacralità quantomeno discutibile, applausi a scena (liturgica) aperta e, last but not least, il ragguardevole balletto episcopale. Il tutto, necessariamente, frutto di una mentalità che vede la liturgia come forma “proveniente dal basso”, visibilmente “fatta da mani d’uomo”.
Questo dopo gli otto anni di pontificato di Benedetto XVI il quale ha sempre cercato di insegnare che le “celebrazioni che avvengono durante incontri internazionali (…) devono essere giustamente valorizzate. Per meglio esprimere l’unità e l’universalità della chiesa, vorrei raccomandare quanto suggerito dal Sinodo dei vescovi, in sintonia con le direttive del Concilio Vaticano II: è bene che tali celebrazioni siano in lingua latina; così pure siano recitate in latino le preghiere più note della tradizione della Chiesa ed eventualmente eseguiti brani in canto gregoriano” (“Sacramentum caritatis”, n. 62).

A coronamento di questo quadro di forte discontinuità liturgica bergogliana, si diceva, la decisione di Papa Francesco, della quale rende dettagliata nota il blog di Sandro Magister [vedi anche], di restrizione della celebrazione della messa antica da parte della congregazione dei Francescani dell’Immacolata in contraddizione con il motu proprio ratzingeriano “Summorum Pontificum” di liberalizzazione del messale preconciliare del 1962.

Ora, da un lato, Papa Benedetto XVI aveva emesso il “Summorum Pontificum” proprio per svincolare qualsiasi sacerdote dal dover richiedere permessi e autorizzazioni ai vescovi (in quanto, nella stragrande maggioranza dei casi, contrari), dall’altro, Papa Bergoglio ripone i sacerdoti – che, inutile nasconderlo, della celebrazione nella forma “extra ordinaria” del rito romano avevano fatto il loro punto di forza – sotto la scure della richiesta di autorizzazione e l’obbligo della “forma ordinaria”. I timori dei tradizionalisti sembrano ora fondati. Il motu proprio diventerà presto “proprio mortu”?
Mattia Rossi
@1mattiarossi
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© IL FOGLIO, 1 agosto 2013

12 commenti:

Offtopic-IpseDixit ha detto...

Ior: ''riforma avviata prima di Papa Francesco''


http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2013/08/03/Ior-riforma-avviata-prima-Papa-Francesco-_9113991.html

sam ha detto...

Non ho parole... non dico più niente perchè inizio a temere che parlarne sia inutile...
Sarà anche "novo" questo stile, ma per me non ha nulla di "dolce".
E le giustificazioni degli avvocati d'ufficio sono talmente risibili, ipocrite e poco convincenti da darmi davvero la sensazione del "lavaggio del cervello" preordinato.

http://vaticaninsider.lastampa.it/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/26958/

Luisa ha detto...

Sam mi sono inflitta di andare su Vat.Ins. che decisamente sta battendo tutti i record di piaggeria melliflua, basterebbe leggere le prime righe per decidere di passare ad altro:

"E' lo "stil novo" di Francesco. Più Vangelo sociale meno bioetica."

Meno bioetica?
Perchè?
Forse perchè trattando quei temi si metterebbe contro chi per ora lo sta adulando?
La crisi economica è innanzitutto una crisi morale e etica, troppa gente ha perso il senso del bene e del male, il pensiero debole ne fa una massa manipolabile, è un DOVERE e un diritto del Papa di guidare i fedeli cattolici, di dire URBI ET ORBI quale è la dottrina cattolica, a chi sta combattendo la buona battaglia deve arrivare l`incoraggiamento del Papa, ai fedeli che hanno perso la bussola deve essere ridato il nord, anche se è un nord non politicamente e mediaticamente corretto, non nell`aria del tempo, è dalla più alta cattedra che deve venire quell`insegnamento, ciò che facevano i predecessori di papa Bergoglio, in particolare, con coraggio e costanza, Benedetto XVI.

Rido poi per non piangere quando p. Lombardi alla domanda :
"Perché non parla continuamente dell'aborto o delle nozze gay?"
Risponde:
"Semplice, perché «non è necessario: la posizione della Chiesa su questi temi è già chiara».

Allora, perchè ne parlavano i predecessori di Bergoglio? Il loro Magistero era superfluo? Tempo perso? Inutile?
Se intervenivano non era piuttosto perchè grande è l`ignoranza anche sui temi etici, grandi le battaglie da combattere in favore della vita e della famiglia?
Ma può un portavoce vaticano dire c*******e simili?
Sì, può.
 
Evito di dire quel che penso sulle parole du Galeazzi secondo cui

"Durante la lunga conversazione con i giornalisti sul volo di ritorno a Roma dopo la Gmg, con pochissime parole è stato lo stesso Francesco ad archiviare anni di appelli dei suoi predecessori sui temi etici, attraverso i ricorrenti altolà della Chiesa in materia di difesa della vita in ogni sua fase e della famiglia «naturale» uomo-donna. "

Capito?
È talmente grossa questa c*******a che si commenta da sè.
E se quello fosse veramente l`intento di papa Bergoglio allora siamo messi veramente molto male.

E piccola perla finale.

"E all'obiezione che era una argomento che interessa i giovani, ha ribattuto: «Sì, ma non era necessario parlare di questo, bensì delle cose positive che aprono il cammino ai ragazzi. Non è vero? Inoltre, i giovani sanno perfettamente qual è la posizione della Chiesa"

No, i giovani non sanno, forse che parlare della difesa della vita, della famiglia come unione fra una donna e un uomo, non sono "cose positive?"
Forse che la la GMG non era la perfetta occasione per parlare a tre millioni di giovani?

rosa ha detto...

che forse NON erano 3 milioni: cfr notizia su Fides et forma dal sito brasiliano Datafolha
rosa

rocco ha detto...

pensavo che per noi pregare e' divenuto piu' difficile anche perche abbiamo perso l'abitudine a relazionarci con un re. un miscredente che oggi si trovasse a pregare per la prima volta non saprebbe da dove cominciare... una volta invcee si sarebbe rivolto aDIo nei termini con cui si sarebbe rivolto al re. pensate che bello: Dio e' severo, Gesu' e' dolce, e lo Spirito Santo e' consolatore. come dovrebbe essere ogni papà, dovrebbe saper essere severo, dolce e consolatore. allora ad un certo punto i re sono spariti...erano rimasti i padri, ma hanno fatto piazza pulita anche di loro, o quasi. di preti buoni ce ne son sempre meno. ora anche l'ultimo re terreno sembra essersi sbiadito.

hpoirot ha detto...

Ecco chi é FLY: il DJ che ha fatto ballare la chiesa docente di un continerte intero ( più di un centinaio di vescovi e cardinali ) alla GMG 2013.

Un noto omsex latino-americano che ha posato per varie riviste e copertine ...

http://radiocristiandad.wordpress.com/2013/07/29/el-coreografo-de-la-jmj-2013-flyportada-de-revistas-pornograficas-gay-un-punto-mas-para-el-acto-desacralizador/

mic ha detto...

Se l'episodio del gay fosse capitato a Benedetto (cosa un po' difficile, perché non avrebbe mai fatto uno spettacolo di una liturgia), a quest'ora lo avrebberi fatto nero!

Anonimo ha detto...


Il DJ omosessuale, oltretutto pubblico, è uno scandalo di portata epocale, altro che IOR!

Gederson Falcometa ha detto...

Mic,

Mons. Guido Pozzo è tornato alla CED.

mic ha detto...

Ma: "Chi sono io per giudicate i gay" chi è che l'ha detto?
Non dimentichiamo che la Chiesa ha SEMPRE distinto il peccato dal peccatore. Per cui dichiarazioni come questa sono demagogicje e glissano sul problema di fondo, che oggi si va facendo pressante e minaccia l'ordine sociale nonché il futuro dell'intero genere umano. E non appoggia e non indirizza come dovrebbe chi sta difendendo l'ordine naturale e i principi non negoziabili, che in questo caso sembrerebbero "negoziati" per non perdere il favore dei media assoggettati al "mondo".

mic ha detto...

Quanto a mons. Pozzo, si è rivelato un tradzionalista un po' all' acqua di rose. Per cui la nomina desta perplessità e si attendono verifiche al momento imprevedibili.

Anonimo ha detto...

Luisa ha ben inquadrato il problema...ma cosa è successo a Tornielli? L'ho sempre considerato un buon vaticanista, ma ultimamente...il silenzio della Chiesa sui temi etici, soprattutto in questo momento è assordanti e mi inquieta parecchio...