mercoledì 6 dicembre 2017

Alcune notazioni sulla pubblicazione negli AAS dei criteri interpretativi dell'AL dei vescovi argentini e della lettera papale

clicca sull'immagine per ingrandire
Ha fatto scalpore la pubblicazione negli Acta Apostolicae Sedis dei Criteri fissati dai vescovi argentini per l'interpretazione del'AL insieme alla Lettera papale di approvazione [qui - qui]. Ne abbiamo dato notizia e discusso qui.
Ora, leggo un interessante articolo [qui] nel quale già alcuni mesi fa, lo scorso agosto, il canonista Edward Peters, argomentando sulla pubblicazione sul sito vaticano della lettera di Bergoglio ai vescovi argentini e dei Criteri da loro fissati per l'interpretazione di Amoris Laetitia, aveva affermato [traduzione nostra]:
Da oltre un secolo Acta Apostolicae Sedis, rivista mensile sottoscritta da pochi al di fuori delle cancellerie diocesane e delle accademie ecclesiastiche, è il veicolo quasi esclusivo per la pubblicazione dei documenti ufficiali e vincolanti della Santa Sede. La pubblicazione di questi documenti sul sito del Vaticano canonicamente non significa nulla. Non mancano diverse pubblicazioni importanti attribuibili alla Santa Sede e/o allo Stato della Città del Vaticano (L'Osservatore Romano, Communicationes, Enchiridion Vaticanum, Insegnamenti degli ultimi papi, ecc.), alcune delle quali riportano documenti canonicamente e magistralmente significativi in ​​una varietà (e talvolta confusione) di formati. Mentre la selezione di queste fontes essendi e fontes cognoscendi è roba da professionisti, oggi la nostra attenzione è focalizzata sui punti chiave del codice di diritto canonico, su alcune disposizioni molto importanti in esso presenti, e in particolare su dove le leggi e le norme per l'attività pastorale sono stabilite in modo autorevole. E questo, cari miei, non è il sito del Vaticano "And that, folks, is not the Vatican website".
Ai sensi del can. 8 § 1 una legge ecclesiastica universale è promulgata dalla pubblicazione sugli Acta Apostolicae Sedis. Edward Peters rilevava allora che proprio per la mancata pubblicazione sugli Acta dovessero ritenersi ancora vigenti i cann. 915-916 del Codice di Diritto Canonico; e dunque dovesse essere ritenuto ancora vietato l'accesso alla Comunione per i divorziati risposati. Egli constatava infatti che sia la lettera di approvazione di Bergoglio che le linee-guida dei vescovi argentini non menzionavano questi canoni mentre la mancata pubblicazione sugli Acta e la loro presenza solo sul sito del Vaticano, non implicava l'abrogazione, sia pur tacita, delle norme canoniche, "in parte qua"1, cioè riguardo ai divorziati risposati.
Argomento indubbiamente interessante.

Ma il contrasto, all'epoca ipotetico ravvisato da Edward Peters, oggi c'è. Effettivamente Bergoglio sembra aver oltrepassato l'ordinamento canonico, introducendo una deroga ai cann. 915-916, visto che sia le linee-guida degli argentini che la lettera di approvazione hanno trovato spazio sugli Acta.
Per di più rafforzati da un rescritto ad hoc del giugno 2017, che eleva quelle disposizioni - di per sé locali - al rango di norme e criteri valevoli per la Chiesa universale, in quanto riconosciuti "magistero autentico".

Tale qualificazione normativa, secondo il can. 752, comporterebbe che: "Non proprio un assenso di fede, ma un religioso ossequio dell'intelletto e della volontà deve essere prestato alla dottrina, che sia il Sommo Pontefice sia il Collegio dei Vescovi enunciano circa la fede e i costumi, esercitando il magistero autentico, anche se non intendono proclamarla con atto definitivo; i fedeli perciò procurino di evitare quello che con essa non concorda".

Il problema è che Bergoglio ha innovato l'ordinamento e derogato, tra l'altro, alla dottrina sancita da Giovanni Paolo II nella Familiaris Consortio. E dunque sia i Criteri che la Lettera non sono rispondenti al magistero ed alla Tradizione della Chiesa. Pertanto, se ne dovranno trarre delle conseguenze. Certamente inedite. Ma è l'atipica singolarità della situazione che lo richiede.

Abbiamo già stigmatizzato l'espediente anomalo (l'anomalia è la prerogativa di questo pontificato) di conferire una patina di ufficialità ad un documento indirizzato a un membro di una conferenza episcopale, mentre non c'è alcuna risposta per i Dubia dei cardinali e per le innumerevoli lettere, petizioni e altre iniziative di studiosi, teologi e semplici fedeli disorientati dalla voluta ambiguità del documento. [Per approfondire: indice articoli dedicati alla questione].
Come non ribadire lo sconcerto per la forzatura arbitraria e per la malsana comunicazione indiretta, al fine di ottenere il religiosum obsequium ad uno pseudo-magistero in quanto espresso in forme oblique e ambigue?
____________________________________
1. in quanto la norma riguarda tutti «coloro che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto», non solo i dovorziati risposati.

31 commenti:

Anonimo ha detto...


I 5 Dubia dei 4 Cardinali sono ormai superati, Papa Francesco ha riposto condificando l'errore

Superati, nel senso che Papa Francesco ha dato la risposta facendo dichiarare "magistero autentico" l'interpretazione eterodossa dei vescovi argentini al famoso passo di Amoris Laetitia, da lui a suo tempo approvata con una lettera privata agli stessi (no hay otras interpretaciones, vi ha scritto). Ora, quest'approvazione del Papa diventa da privata pubblica ossia ufficiale, ed equivale ad una interpretazione autentica (dato dallo stesso legislatore). Poiché al magistero autentico, ci viene ricordato, dobbiamo dare l'assenso della nostra volontà e del nostro intelletto, ne risulta che noi fedeli dobbiamo (dovremmo) adesso considerare dottrina autentica della Chiesa una dottrina falsa, sacrilega, promotrice di eresie se non eretica, come quella che sostiene potersi in certi casi amministrare la S.Comunione a divorziati risposatisi conviventi e praticanti ossia a persone che restano sempre e coscientemente nel peccato di adulterio, fornicazione e concubinaggio.

A questo punto, il card. Burke e il card. Brandmueller sanno certamente quello che devono fare, se vogliono tener fede al loro ripetuto impegno di difendere la retta dottrina della fede, per la salvezza delle anime: alzarsi in piedi e denunciare apertamente lo scandalo inaudito di un Papa che si è messo ad autorizzare ufficialmente il peccato.
PP

Anonimo ha detto...

I Cardinali non sanno affatto cosa devono fare.
Il diritto canonico non contempla alcuna ipotesi di deposizione o "rimozione" del Papa; nemmeno se fosse eretico o apostata! In tal caso infatti chi potrebbe decidere circa la pretesa eresia o apostasia del Pontefice?

Anonimo ha detto...

Un appello alla cooperazione tra cattolicesimo e massoneria?
OnePeterFive OnePeterFive , 5 dicembre 2017

https://abyssum.org/

Anonimo ha detto...

Lo diciamo da tempo che non si può tergiversare. Ma c'è ancora chi sostiene l'atteggiamento dei due cardinali come atto prudenziale.
Aveva ragione Cesare Baronio,se non erro,a dire che con l'ufficializzazione dell'errore si era data l'occasione per la pubblica correzione.
La ringrazio,come sempre, per la sua chiarezza.
Antonio

Anonimo ha detto...

Una nuova narrazione?
http://querculanus.blogspot.it/2017/12/una-nuova-narrazione.html#more
Caro Padre Scalese Grazie , Grazie , Grazie , la Madonna dell'Equilibrio L'assista sempre .

http://formiche.net/2017/12/02/la-chiesa-francesco-sfide-prospettive-parla-prof-introvigne/

Luisa ha detto...

O come raggirare l`ostacolo in modo subdolo e indegno del successore di Pietro, o come mancare di rispetto a tutti i cattolici, che siano cardinali, teologi, storici o semplici fedeli, che si sono rivolti a lui e sono stati ignorati se non dileggiati, o come attraverso una nota a piè di pagina e una lettera a dei vescovi calpestare e modificare la Dottrina.
Una calamità.

Luisa ha detto...

Effettivamente da leggere l`ultimo post di Padre Scalese, un sacerdote coraggioso, riprendo solo questo passaggio:

"Ma è proprio qui che ci troviamo davanti al grande equivoco dell’attuale congiuntura ecclesiale: preoccuparsi della dottrina è la vecchia “narrazione” che “non arriva”, e quindi va abbandonata per essere sostituita da una “narrazione nuova”, che sarebbe poi l’attenzione alle persone. Come se nella Chiesa che si preoccupava della dottrina non ci fosse attenzione alle persone e ai loro problemi. E come se nel nuovo corso, oltre all’attenzione alle persone (non poi cosí accentuata come ci si aspetterebbe), non ci fosse una nuova ortodossia, che ha rimpiazzato la vecchia."

marius ha detto...

"I Cardinali non sanno affatto cosa devono fare.
Il diritto canonico non contempla alcuna ipotesi di deposizione o "rimozione" del Papa; nemmeno se fosse eretico o apostata! In tal caso infatti chi potrebbe decidere circa la pretesa eresia o apostasia del Pontefice?"

Non complichiamo inutilmente le cose.
Qui si tratta solo di fare il fatidico passo di dichiarare ad alta voce la verità in correzione agli errori dottrinali del Pontefice.

Felice ha detto...

Il magistero autentico di un Papa o di un Concilio Ecumenico può approfondire il magistero precedente, rendere esplicito ciò che prima era implicito, rendere chiaro ciò che prima non lo era. Non può invece dire il contrario di ciò che era già stato insegnato come magistero autentico. Oggetto della fede può essere solo ciò che sempre, ovunque è da tutti è stato creduto. Il magistero deve mostrarci la verità di Dio, non obbligarci ad assecondare il pensiero del potente di turno. Ciò che era doveroso o vietato nel primo secolo, o nel medioevo, o nel 1983 non può non esserlo nel 2017. Non basta che il Papa pubblichi qualcosa negli Acta per farlo diventare magistero autentico. Queste sortite di Bergoglio non sono affatto magistero, e quindi non sono vincolanti per i credenti.

Anonimo ha detto...


Cerchiamo di leggere con accuratezza, per favore

Nel mio intervento, non ho parlato di cardinali che debbano iniziare un processo di deposizione del Papa. Ho semplicemente detto che essi, a questo punto, se vogliono
davvero difendere la retta dottrina, devono alzarsi in piedi e denunciare lo scandalo di un Papa che ha voluto rendere dottrina ufficiale della Chiesa (atto magisteriale) un'interpretazione di certi ambigui passi della Al che è manifestamente contraria al dogma della fede. Più chiaro di così!
E'ovvio che un intervento cardinalizio del genere sarebbe contro il Papa, dal momento che il Rescritto che ha imposto l'infame iscrizione negli AAS non si è materializzato da solo. E con questo? Basta con i falsi timori e gli ossequi di maniera!
Ricordiamoci piuttosto di questo passo della SCrittura:
"Poiché se volontariamente cadiamo nel peccato dopo aver ricevuto la piena conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per tali peccati ma solo l'attesa angosciosa del giudizio e la vampa di un fuoco che divorerà i ribelli..."(Ebrei, 10, 26-27).
PP

Silente ha detto...

Si avvicina Natale e consentitemi il consueto fuori argomento di suggerimenti librari. Inizio con Renato Cristin, I padroni del caos, Liberilibri. Docente a Trieste, Cristin svela chi e come sta guidando l'attacco all'Europa, alla sua civiltà, alla sua etnia, alla sua storia. Con profondità tutta accademica, ma anche notevole capacità divulgativa, Cristin esamina la resa del nostro continente, il progetto decostruzionista di ONU e lobby, la "sostituzione di popolazione", l'attacco islamico e la vigliaccheria (o complicità) dell'Europa democratica. Di particolare profondità anche d'analisi è la documentazione dei legami profondissimi tra il pensiero di Bergoglio e la teologia della liberazione. E' uno dei capitoli più interessanti del testo, con un apparato critico e un sostegno documentale di tutto rispetto: per Bergoglio la povertà è un vero e proprio "luogo teologico" e assume un sacrilego valore sacramentale. Un ottimo testo, qua e là macchiato da accenni teocon. Perdonabili, considerato il valore notevolissimo del testo nel suo complesso.
Poi, a cura del Centro Studi Europa Cristiana, La distruzione della civiltà europea, APF Editrice, reperibile scrivendo a www.cs-europa-cristiana.org
Anche in questo caso, una documentatissima opera sulla guerra contro la civiltà cristiana europea, scatenata da ONU, massoneria, lobby nominabili e no, satanisti, denatalisti, anticattolici, filoislamici e via delirando. Molte delle cose che questo testo denuncia sono note, ma qui vengono esposte con rara chiarezza e sequenzialità documentale. Il capitolo sugli aborti e sulle modalità di alcuni di essi andrebbe reso lettura obbligatoria per tutti. E poi l'immigrazione, l'islam, il ruolo famigerato di Soros e della fondazione Rockfeller, l'omosessualismo e l'ideologia gender, l'educazione sessuale obbligatoria, l'International Planned Parenthood Federation, l'Unesco e molto altro ancora. Un libro utilissimo, documentatissimo e da diffondere. Cercatelo, ordinatelo, regalatelo perché ne vale veramente la pena.
Silente

Luisa ha detto...

Il silenzio dei prudenti, dei timorosi, dei codardi, non fa altro che facilitare il "programma di governo" di Bergoglio che si sta realizzando passo dopo passo senza trovare opposizioni concrete, chi tace consente, chi parla facendo promesse che stentano a realizzarsi, chi fa due passi in avanti e tre indietro, chi si nasconde dietro una falsa nozione di obbedienza, chi invoca il rischio di scisma per non agire, sta permettendo a Jorge Bergoglio, ai suoi elettori e alla sua corte, di plasmare la chiesa a loro immagine, con una superbia senza limiti di prendersi per Dio piegandoLO alla loro ideologia.

Sacerdos quidam ha detto...

Ancora sul magistero autentico:

la questione, più che canonica, è soprattutto teologica e da questo punto di vista va affrontata.
Infatti il 'religioso ossequio dell'intelletto' che clero e fedeli devono dare a quel tipo di magistero (che ovviamente non è infallibile) riguarda il caso in cui si tratti, in generale o in un caso particolare, di materia ancora disputata, sulla quale cioè la Chiesa non abbia ancora una dottrina definitiva e su cui potrebbero esserci ancora dei dubbi.

Ora questo non è assolutamente il caso di quanto fatto apporre sugli AAS da Papa Bergoglio: qui infatti egli contraddice apertamente una dottrina perenne ed universale e dunque infallibile della Chiesa in diversi punti, già sottolineati molte volte e che è inutile rielencare.

Di conseguenza nessun 'religioso assenso dell'intelletto' può essere reclamato circa questa inequivocabile approvazione, da parte di Papa Bergoglio, di peccati e di errori da sempre denunciati e condannati dalla dottrina cattolica.
E da parte di clero e fedeli, dare un assenso dell'intelletto a quanto fatto da lui pubblicare sugli AAS significherebbe accettare l'errore ed il peccato, rendendosene complici.

Si tratta di considerazioni ovvie, ma dopo le assurdità che ho letto qua e là in rete a questo proposito (ci sono cattolici scossi e turbati che non sanno cosa fare) ho ritenuto comunque opportuno
ricordarle.


Sacerdos quidam ha detto...

E ribadisco quanto già scrivevo alcuni giorni fa:
sia pure inserendo negli AAS un atto di magistero farlocco e in sè nullo, Papa Bergoglio è uscito finalmente allo scoperto a livello ufficiale, ed i Cardinali restanti dei Dubia non hanno più alcuna giustificazione se non intervengono immediatamente. Stavolta l'appiglio giuridico c'è.

marius ha detto...

sia pure inserendo negli AAS un atto di magistero farlocco e in sè nullo, Papa Bergoglio è uscito finalmente allo scoperto a livello ufficiale, ed i Cardinali restanti dei Dubia non hanno più alcuna giustificazione se non intervengono immediatamente. Stavolta l'appiglio giuridico c'è.

ESATTAMENTE

mic ha detto...

Novena dell'Immacolata

8° GIORNO: O PADRE MISERICORDIOSO

Padre di misericordia, datore di ogni bene, noi ti ringraziamo perché dalla nostra stirpe umana hai eletto la beata Vergine Maria ad essere Madre del Figlio tuo fatto uomo. Ti ringraziamo perché l'hai preservata da ogni peccato, l'hai riempita di ogni dono di grazia, l'hai congiunta all'opera di redenzione del tuo Figlio e l'hai assunta in anima e corpo al Cielo. Ti preghiamo, per sua intercessione, di poter realizzare la nostra vocazione cristiana, di crescere ogni giorno nel tuo amore e di venire con Lei a godere per sempre nel tuo regno beato. Amen. 3 Ave Maria

Cesare Baronio ha detto...

Su richiesta di fra' Cristoforo di Anonimi della Croce, ho espresso il mio parere qui:
http://opportuneimportune.blogspot.it/2017/12/la-mia-risposta-fra-cristoforo-sulla.html

Sarei onorato di conoscere la Vostra opinione.
+Baronio

Alex da roma ha detto...

@anonimo delle 16:16 e dellev18:29 e a Luisa e a tutti coloro che ci stanno:
Dovremmo, se Mic ci fornisce la mail, scrivere questi nostri commenti, direttamente a Sua Eminenza Reverendissima Card. Burke.
Forse leggendo quanto i fedeli pensano del suo comportamento, ondivago e attendista, si rianima nella battaglia ( non vorrei però la mia fosse una pia illusione..)

Anonimo ha detto...

Le cose sono complicate in sè; in caso di correzione formale si andrebbe dritti verso uno scisma perchè , a differenza di Giovanni xxii, Bergoglio non ritratterebbe mai. I Cardinali sanno bene tutto questo; la loro prudenza non è affatto codardia come pretende qualche sconsiderato blogger; è amore per la Chiesa; amore anche a costo di apparire vigliacchi agli occhi di coloro che, alla fine dei conti, amano solo le proprie idee e non la Madre Chiesa.

Anonimo ha detto...

Anonimo delle 7,42, stai dicendo che per evitare uno scisma, per altro già in atto, va taciuta la Verità?
Cristo Verità viene prima di tutto,anche della (falsa)unità.
Se non si farà come proposto dal prof. Pasqualucci il male continuerà ad essere propagato, con la complicità di tutti quelli che avranno taciuto.
Antonio

irina ha detto...

@ Mons. Baronio,
grazie per la sua chiarezza.
Il rischio di cadere dalla padella nella brace esiste. Sappiamo che ci sono intrighi ma non sappiamo, non conosciamo le dimensioni della doppiezza degli intriganti. Molto sta ai laici, ma quali? La stampa non raccoglie certo le evidenze eretiche che sono state denunciate; esiste tutta una fascia di fedeli che si chiude a riccio quando è messa davanti alle contraddizioni di questo pontificato, per non parlare del CVII.
Dal blog di Tosatti so che, recentemente un consacrato, credo un Cardinale, in privato l'ha ripreso duramente,ad alta voce. L'episodio è certo perchè i toni usati hanno superato la barriera sonora dei muri. Ed era uno di quelli che lo hanno votato in conclave, come lui stesso ha detto durante 'il dialogo' con il capo. Credo che questi interventi privati, a tu per tu, anche a brutto muso, siano molto importanti; devono però essere genuini, schietti, non preparati, senza osservare la scena mentre si svolge, per intenderci.
Riguardo al Padre Nostro, da genitore sottolineo che si osservano attentamente i figli, prima di affidare loro responsabilità via via più complesse; i compiti che vengono loro assegnati sono volti ad esercitarli per far sì che diventino capaci di sbrigarsela da soli e di andare in aiuto del prossimo. Una mamma ( è un fatto vero) di tanto in tanto tornava a casa con una bella scatola di cioccolatini, che metteva aperta sul tavolino del soggiorno quando la famiglia era riunita,poi chiedeva ad un figlio di offrire i cioccolatini a tutti. Se il ragazzino si prendeva il cioccolatino per primo era esonerato dal compito e dal mangiare il cioccolatino, che andava prima offerto alla nonna, al nonno, poi alla mamma, al papà e via a scendere. Ognuno di questi passaggi educativi contiene una tentazione che fondamentalmente è quella di non rispettare la regola, il comando.

Anonimo ha detto...

http://www.veritatemincaritate.com/2017/12/eleazaro-la-forza-dellesempio-2-2-2-2-2-2/

marius ha detto...

Anonimo 7.42 sta dicendo che:

è meglio essere uniti nell'errore
piuttosto che divisi a causa della verità
e dice anche che i cardinali dovrebbero pensarla come lui
o addirittura che essi la pensano come lui.

Lu 12:4-12, 51-53; 14:26-33; 21:12-17
16 «Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. 17 Guardatevi dagli uomini; perché vi metteranno in mano ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; 18 e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per servire di testimonianza davanti a loro e ai pagani. 19 Ma quando vi metteranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come parlerete o di quello che dovrete dire; perché in quel momento stesso vi sarà dato ciò che dovrete dire. 20 Poiché non siete voi che parlate, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
21 Il fratello darà il fratello a morte, e il padre il figlio; i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. 22 Sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato. 23 Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un'altra; perché io vi dico in verità che non avrete finito di percorrere le città d'Israele, prima che il Figlio dell'uomo sia venuto.
24 Un discepolo non è superiore al maestro, né un servo superiore al suo signore. 25 Basti al discepolo essere come il suo maestro e al servo essere come il suo signore. Se hanno chiamato Belzebù il padrone, quanto più chiameranno così quelli di casa sua! 26 Non li temete dunque; perché non c'è niente di nascosto che non debba essere scoperto, né di occulto che non debba essere conosciuto. 27 Quello che io vi dico nelle tenebre, ditelo nella luce; e quello che udite dettovi all'orecchio, predicatelo sui tetti. 28 E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima; temete piuttosto colui che può far perire l'anima e il corpo nella geenna. 29 Due passeri non si vendono per un soldo? Eppure non ne cade uno solo in terra senza il volere del Padre vostro. 30 Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. 31 Non temete dunque; voi valete più di molti passeri.
32 Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io riconoscerò lui davanti al Padre mio che è nei cieli. 33 Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io rinnegherò lui davanti al Padre mio che è nei cieli.
34 Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a metter pace, ma spada. 35 Perché sono venuto a dividere il figlio da suo padre, la figlia da sua madre, la nuora dalla suocera; 36 e i nemici dell'uomo saranno quelli stessi di casa sua.
37 Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me. 38 Chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me. 39 Chi avrà trovato la sua vita la perderà; e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.

irina ha detto...

@ Alex da roma
non è una buona idea quella di fare pressione sul Cardinale con le nostre mail.No, non è una buona idea.
Il blog lo leggono in tanti, cardinali compresi.
L'unica cosa che noi possiamo fare, e farla corale, è SCRIVERE. Qui e su altri blog, incoraggiare i tiepidi, i vergognosi, ché si buttino e diano il loro contributo con tutto quello che possono,pensieri e parole. Sui post 'caldi' dovrebbero esserci almeno un centinaio di commenti per volta. Non ci rinchiudiamo nel 'tutto è inutile sempre', nè buttiamoci nel 'annamo, famo' quando centinaia di chilometri separano spesso gli uni dagli altri. Invece qui possiamo essere presenti tutti i giorni a tutte le ore e insieme. Non è necessario avere chissà quali idee, quali argomenti, il personaggio non intimidisce certo per erudizione. Qui e sufficiente che uno conosca i dieci comandamenti e sia personalmente convinto, certo, che osservarli aiuta ad andar d'amore e d'accordo, in ogni tempo, sotto ogni cielo. Ognuno trovi le sue parole per dirlo e SCRIVA, riscriva e riscriva ancora, usando le sue personali, vive argomentazioni, in maniera sempre più pertinente. Questo, sono certa, è quello che noi possiamo fare subito, qui ed ora.

Anonimo ha detto...

I Cardinali lottano per la verità; alcuni presuntuosi pseudocattolici tradizionalisti invece lottano per lo scisma. Essere fedeli alla Chiesa non significa urlare in faccia al Pontefice accusandolo di eresia. Essere fedeli significa lottare testimoniando la verità così come fa il Card. Burke e così come faceva in vita il Card. Caffarra... tutto il resto è scisma.

fabriziogiudici ha detto...

Capisco i dubbi dell'anonimo delle 7.42. Rispondo così: qui si fanno sempre i conti senza l'Oste. Ci stiamo ripetendo che è ormai da tempo che ogni speranza puramente umana di risolvere la questione è vana. Ma non è lecito aspettare che Dio tolga le castagne dal fuoco senza che facciamo niente. In realtà, credo che più non facciamo niente, più la soluzione viene rimandata. Ho letto ora quella bellissima citazione di Sant'Atanasio sulla vita di Sant'Antonio, e Dio che - vedendolo in tentazione - lo lascia comunque combattere, sostenendolo con la sua Grazia anche se non si fa sentire esplicitamente. Antonio non è certo in grado di superare la prova da sé, ma è sufficiente che inizii i combattimento, e poi Dio interviene.

Come scritto sopra da PP e Marius, i buoni cardinali scrivano un documento in cui rispondono ai dubia con una spiegazione fruibile dai fedeli; non facciano riferimento al documento degli Acta, né ad altre cose come l'eresia del Papa. Si limitino a ripetere la Verità e dare così un punto di riferimento al gregge, non preoccupandosi troppo di cosa potrebbe succedere. Dopotutto il massimo criterio per ogni decisione in seno alla Chiesa è la salvezza delle anime, non la diplomazia o la paura delle conseguenze. Un documento è fondamentale perché il gregge rimasto sano, privato temporaneamente della guida, rischia di disperdersi in mille rivoli (e questi non sarebbero per l'appunto scismi?).

Cosa potrebbe succedere? Che un giornalista va dai cardinali e chide loro: ma allora voi contraddite il Papa? E quelli rispondano: noi abbiamo detto le cose come stanno, se qualcuno vede contraddizioni vada a chiederne conto al Papa. Lui è così aperto che sicuramente vi risponderà.

Alex da roma ha detto...

@Anonimo delle 7:42
Non siamo stati certo noi a parlare di eresia formale e sostanziale nè tantomeno a forzare il Cardinale Burke a dare una data precisa: Febbraio! Essendo passato molto tempo dalla data da lui stesso, liberamente, indicata, e non essendo affatto migliorate le cose, anzi sono peggiorate. È lecito pensare ogni cosa

Anonimo ha detto...



NOTA C'è un refuso nel titolo di questo intervento: invece di "risposto" si è scritto per
errore materiale"riposto".
G.

Anonimo ha detto...

OFF TOPIC, ma degno di nota. In merito alla "nuova" traduzione bergogliesca del Pater Noster:

https://www.facebook.com/IstruzioneCattolica/videos/1504861172902369/

aggiungo una mia piccola intuizione: vai a vedere che il "et ne nos inducas in tentationem" corrisponde alla stessa supplica di Gesù nell'orto degli Ulivi "Padre se puoi allontana da me questo calice tuttavia non la mia ma la Tua volontà sia fatta!"! Ovvero, umanamente parlando ti chiedo di evitare la prova, ma se la tua Sapienza la ritiene necessaria, allora aiutami a sostenerla e compiere così interamente la tua Volontà! In questo modo Gesù Uomo-Dio ci insegna a sottomettere la Volontà umana a quella divina che la sa più lunga di noi, dandoci il suo ineffabile esempio col sottomettere la sua volontà umana alla sua stessa volontà divina!

Anonimo ha detto...

Infatti Gesu' chiese ai discepoli di vegliare :
“Non avete saputo vegliare neanche un'ora con me”.
” Perché dormite? Alzatevi, e pregate per non cadere in tentazione”

Per affrontare la prova , per resistere , e' proprio necessario adorare incessantemente Gesù .

Anonimo ha detto...

Oltretutto l'espressione incriminata e denunciata da Bergoglio è per sua stessa natura perfetta in quanto proferita dal Verbo incarnato il quale, conoscendo il cuore dell'uomo, ci insegna a pregare senza infingimenti quando ci rivolgiamo a Lui. Non ha voluto insegnarci una filastrocca bensì una supplica perfetta. Nessuno infatti vorrebbe davvero essere messo alla prova, quando ne conosce l'intrinseca pericolosità per questo ognuno è portato a sperare in un comodo esonero. Nel Pater Noster l'uomo non chiede boriosamente a Dio "non abbandonarmi alla tentazione(demoniaca)", come se fosse lui a dover suggerire al Padre come comportarsi o peggio come se, avendo fatto un danno(infatti la tentazione si asseconda o, Deo adiuvante, la si scaccia, abbandonarla sottintende aver già prestato il proprio consenso), rivendicasse il diritto ad essere difeso da un male che si è da se stesso procurato! No, il Signore ci insegna a rivolgere a Dio una filiale genuina ed umile richiesta, rendendoci consapevoli di chi siamo e di come "senza di Lui non possiamo fare nulla(di bene, tanto invece di male!). Che insensatezza credere di poter pregare meglio di Dio stesso! A nulla è servito l'avvertimento scritturale: "pregate e non ottenete perchè pregate male!"?