lunedì 13 novembre 2017

San Benedetto e Santi Benedettini salvezza d'Europa

"San Benedetto è il padre dell'Europa. Quando l'Impero Romano è crollato, consumato dalla vecchiaia e dai vizi, e i barbari si sono lanciati sulle sue provincie, quell'uomo, che è stato chiamato "l'ultimo dei grandi Romani", unendo allo stesso tempo la “romanità” (secondo l’espressione di Tertulliano) e il Vangelo, ha attinto a queste due fonti aiuto e forza per unire efficacemente i popoli d'Europa sotto il vessillo e l'autorità di Cristo. Infatti dal mar Baltico al mar mediterraneo, dall'oceano Atlantico alle pianure della Polonia, legioni di monaci benedettini si sono diffusi, rendendo mansuete le nazioni ribelli e selvagge con la croce, i libri e l'aratro. Prega e lavora: questa massima dei benedettini non contiene forse, nella sua brevità maestosa, ciò che è la legge principale dell'umanità e della sua regola di vita? Pregare è un precetto divino, come pure lavorare: dobbiamo adempiere l'uno e l'altro per la gloria di Dio e il perfezionamento dello spirito e del corpo."
(Pio XII, Omelia nella Basilica Ostiense per il IV centenario della morte di San Benedetto, 18 settembre 1947, nel giorno della festa di Tutti i Santi Benedettini, 13 novembre)

10 commenti:

Pietro C. ha detto...

Una Chiesa senza monaci ha perso la via per il Cielo, perché il monachesimo incarna l'attesa dei Cieli nuovi e della nuova Terra. Il monachesimo rappresenta per la Chiesa quella verticalità senza la quale non ha ragione di esistere. Il monachesimo, d'altronde, è una piccola Chiesa e, nel suo seno, mostra alla Chiesa intera quale debba essere lo stile del cristiano e della Chiesa stessa.
Non è vero, come si dice, che altra è la vocazione del laico, altra quella del monaco. Entrambi hanno la stessa vocazione: sono chiamati per il Cielo. L'unica differenza tra i due è che, mentre il monaco scala le vette, il laico le percorre nei sentieri attorno alle montagne.
Di suo, però, anche il laico è un "piccolo monaco" nel senso che cerca di vivere come può le esigenze evangeliche.
Ma se tutto ciò è perso, i monasteri muoiono o si pervertono e i laici impazziscono scambiando il bene per il male e il male per il bene.
Povera quella Chiesa per la quale i monasteri sono solo musei di tempi andati e poveri quei monaci e laici che ci credono!

Anonimo ha detto...

Fa così bene respirare un po' di quest'aria ...
http://www.lanuovabq.it/it/torna-in-cielo-don-gaetano-nicosia-angelo-del-lebbrosi

Anonimo ha detto...

"Avevo cercato un tempo la verità nella MODERNA chiesa anglicana e ora ho scoperto che, dal momento in cui si è separata dal centro dell’unità cattolica, aveva poca verità e nessuna vita. Chi è separato dalla Chiesa Cattolica, è separato da Cristo ed è un ramo tagliato dalla vite, destinato a seccare. In questo modo e senza aver conosciuto un solo sacerdote, aiutato solo dalla grazia di Dio e dalla bellezza sovraumana dell’arte e della Liturgia cattolica, ho deciso di entrare nella sua unica vera Chiesa.”

http://itresentieri.it/lo-sai-che-colui-che-ha-progettato-il-big-ben-divenne-cattolico-ammirando-la-liturgia-cattolica-e-se-fosse-vissuto-oggi-si-sarebbe-convertito-ugualmente/

SE entrasse oggi nelle nostre chiese similcattoliche moderne , SE assistesse alle liturgie sciatte , alle canzonette e alle chitarre , ai pastori travestiti da operai o da impiegati del catasto , si convertirebbe ancora ?

tralcio ha detto...

Grazie Pietro C. per le sue parole.

Anonimo ha detto...

Significativo che dinnanzi al monachesimo non si sappia cosa commentare...

Anonimo ha detto...

"Nessuna differenza sostanziale tra cattolici e protestanti".
Card. Kasper

Beh, a parte la
l'Eucarestia,
i sacramenti dell'Ordine,
dell'estrema unzione,
della cresima,
del matrimonio,
della confessione,
a parte il libero arbitrio umano,
la predestinazione,
a parte il valore delle opere nella salvezza individuale,
a parte la Vergine Ss.ma,
i santi
gli angeli
e le anime del paradiso,
a parte il celibato dei consacrati,
il valore delle reliquie
e del culto pubblico,
e, ovviamente, a parte la Chiesa stessa,
il papato, i vescovi e il sacerdozio,
a parte il monachesimo e la vita religiosa...

come non si fa a non dargli ragione?
Bisogna essere onesti no? Mica perché è Kasper ha sempre torto?
Personalmente, appena letta l'affermazione mi è venuta in mente questo paragone.
(tanto... ognuno può sparare la sua...)

tralcio ha detto...

A chi guarda la "sostanza" materiale (per esempio che sono uomini e hanno una fede) può sembrare che non vi sia nessuna "sostanziale" differenza tra un eretico e un apostolo.
A questa stregua anche tra un delinquente e un tutore dell'ordine non vi sarebbe sostanziale differenza (sono uomini e sono armati).
Anche restando a un atteggiamento religioso c'è poca differenza (solo qualche grado nell'inclinazione dello sguardo) tra chi guarda verso l'alto e chi guarda in avanti.
Chi guarda in avanti abbastanza lontano dal proprio naso può vedere l'orizzonte (la terra è curva) cominciando a fare i conti con il cielo.
Chi ha anche una dimensione verticale nel piattume in cui va spostandosi e guardando qua e là non è "sostanzialmente" differente da chi non lo fa.
Eppure non siamo uguali.
Paradossalmente in un mondo che tutela le diversità la differenza plateale tra protestanti e cattolici sarebbe da considerare nulla.
Il Card. Kasper è quello della "teologia in ginocchio", l'Indiana Jones esplorante la misericordia che la Chiesa prima di lui non conosceva, la musa ispiratrice della stagione neo-ecclesiale che tutto frulla a sbobba, zuppa e pan bagnato, ma escludendo categoricamente di ritenerne un passato.
Il sonno della ragione genera i mostri? Figurarsi la sua morte!

mic ha detto...

Significativo che dinnanzi al monachesimo non si sappia cosa commentare...

C'è poco da commentare. Come il monachesimo ha salvato la civiltà dopo la caduta dell'impero romano, così oggi lo stesso spirito del "quaerere Deum" cavalcherà la dissoluzione attuale e porrà i germi della rinascita futura.
Su questo blog se n'è parlato in più occasioni.

mic ha detto...

Vedi intanto qui:
https://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2017/03/di-monachesimo-abbiamo-bisogno.html
E qui:
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/10/spigolature-spiritualita-monastica.html

fabriziogiudici ha detto...

Il Card. Kasper è quello della "teologia in ginocchio"

In ginocchio... sui ceci! Quello dovrebbero fargli fare.