venerdì 10 novembre 2017

Pluralismo a senso unico. E il Comune di Milano censura il libro di Allam

Leggo ora su Il Giornale. Non commento. I fatti purtroppo parlano da soli e confermano la deriva suicidaria che una parte del nostro Paese sembra percorrere, speriamo non inesorabilmente.

"Tesi troppo nette". Negata la sala per la presentazione di Maometto e il suo Allah 
Pluralismo a senso unico. Garantito, ma se sei di sinistra e dici cose «giuste». Le convinzioni di Magdi Cristiano Allam? «Inopportune» dal Comune di Milano, e per questo Palazzo Marino ha negato una sala alla presentazione di «Maometto il suo Allah», il libro del giornalista e scrittore.(1)

È sempre la stessa storia: tutte le idee sono uguali, ma alcune sono «più uguali» delle altre. Almeno così pare, vedendo la decisione dei dirigenti della biblioteca comunale di Villa Litta, che - dopo aver traccheggiato con qualche impedimenta alla Azzeccagarbugli alla fine hanno detto «no». Altro che disponibilità, altro che personale. Dopo aver consultato la dirigente di Area del Comune, è stato il responsabile della biblioteca di Affori che si è preso la briga di spiegare in due mail che «libri che sostengono tesi così nette ma anche così discusse e contestate da altri studiosi e critici» hanno bisogno «di essere messe a confronto in un contraddittorio». La risposta ha lasciato di stucco i promotori dell'evento, primo fra tutti Enrico Turato, capogruppo di FdI e presidente di commissione Turismo. Il 43enne consigliere circoscrizionale, dopo aver letto il libro, aveva sentito il desiderio di farlo conoscere anche ai suoi concittadini e si è fatto avanti per ottenere una sede adeguata e capiente, come è il salone appena restaurato: «Volevo organizzare questa presentazione - spiega Turato - perché il libro tratta di argomenti molto attuali, come lo Ius soli, e problematiche legate al terrorismo islamico che ha funestato l'Europa negli ultimi anni. Sono molto convinto di questa iniziativa, perché può fornire elementi di informazione con una personalità autorevole. Mi sembrava giusto informare i cittadini milanesi ed essendo un libro, quale luogo migliore della biblioteca?».

Alle porte di Milano, domenica, il centro islamico di Sesto San Giovanni organizzerà una conferenza sulla Sharia. Il sindaco si è opposto ma il Pd ha difeso la «piena libertà di organizzare iniziative culturali». Le idee devono circolare dunque, ma a senso unico. «Il direttore - racconta ancora Turato - prima mi ha detto che era necessario verificare la presenza di personale e la turnistica, poi è emersa l'altra motivazione: le idee espresse sarebbero tali da non consentire la presentazione se non con un contraltare». Un evento di partito per definizione non prevede contraddittori, ma il gruppetto dei promotori si era mostrato disponibile pensando a un moderatore. «Ma alla fine hanno detto no. Io lo reputo grave e dico che ci sono stati episodi recenti, mi riferisco alle scuole, che fanno pensare a un pluralismo che c'è solo se parlano loro». Turato si riferisce ai tre esponenti del Pd invitati a parlare senza contraddittorio alle Medie. In un caso si è trattato di cittadinanza e di Ius soli, nell'altro del tema donne nell'islam, ed era stata chiamata una consigliera del Pd, la musulmana Sumaya Abdel Qader, indicandola come «scrittrice» (nel 2008 ha scritto «Porto il velo, adoro i Queen»). La contraddizione stride. «La prendo come una censura del Comune - conclude Turato - il dipendente non ha colpe, gli è stato detto dall'alto». Alla fine l'organizzazione è stata spostata, sempre il 28 alle 21, ma in una sala a pagamento. Lo staff di Allam, che fissa appuntamenti simili con cadenza praticamente quotidiana, ha già sperimentato accoglienze ostili. A Bologna, 20 giorni fa, la contestazione dei centri sociali: «Persone che si riempiono la bocca con la retorica dell'antifascismo e poi impediscono la libera presentazione di un libro» spiega la portavoce di Allam Marialuisa Bonomo. Per vicende simili, ad Arba (Pordenone), martedì, gli amici di Allam dovranno accontentarsi di un brindisi in piazza e poi spostarsi in un Comune vicino per parlare del libro. Ma a Milano il «no» colpisce ancor di più se si pensa che la storica Arena civica è stata concessa nel 2013 per il Ramadan omaggiato da un ignaro assessore e presieduto da un imam che in un'intervista aveva esaltato le azioni kamikaze dei bambini.
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1. In questo libro Maometto racconta la vita di Maometto. 
Magdi Allam scrive un racconto sconvolgente rivolto a una maggioranza, anche di musulmani, che non sa nulla del fondatore dell'islam o ne ha un'immagine mistificata. I fatti descritti sono conformi a quanto è riportato nei testi ufficiali e, proprio perché i fatti corrispondono a quelli che sarebbero accaduti secondo Maometto, non sono da considerarsi veritieri di per sé. Non è pertanto un testo oggettivo sulla vita di Maometto, bensì la rappresentazione della vita di Maometto secondo Maometto. Ci sono fatti realmente accaduti che si sovrappongono alla visione di una realtà inverosimile, talvolta sognata e inventata, spesso manipolata spregiudicatamente per accreditare la sua superiorità sull'insieme dell'umanità quale "Messaggero di Allah".
Nel suo insieme sembra di leggere un romanzo, eppure è questa la realtà in cui credono i musulmani, che sostanzia la loro fede, che ispira la loro spiritualità, che forgia la loro mente, che determina la loro azione. Di conseguenza, è questa la realtà che condiziona la vita di tutti noi, costretti a subire il terrorismo islamico dei tagliagole, di coloro che sgozzano, decapitano, massacrano e si fanno esplodere; il terrorismo del lavaggio del cervello che trasforma i musulmani in robot dell'odio.
I terroristi e i predicatori islamici si sentono investiti della missione di sottomettere l'intera umanità all'islam, perché determinati a ottemperare letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e fatto Maometto.
Ecco perché è corretto affermare che l'islam si fonda anzitutto su Maometto, in quanto l'Allah del Corano è conseguente a Maometto. L'Allah coranico è una creatura di Maometto, non c'era prima di Maometto, non c'è laddove non si creda in Maometto, e cesserà nel momento in cui non si crederà più allo stesso Maometto che lo ha inventato. (dalla scheda del libro)

10 commenti:

Alex da roma ha detto...

Segnalo a tutti e prego di dare evidenza


http://www.marcotosatti.com/2017/11/10/don-minutella-oggi-doppia-scomunica-il-prete-contesta-latto-questo-sa-di-regime-non-di-chiesa-cattolica/

Su internet c è il video del discorso di denuncia di don minutella. Sarebbe bello non lasciarlo solo

Alex da roma ha detto...

Bellissimo video denuncia di don minutella

https://youtu.be/nnEwZUL96O0

Anonimo ha detto...


La verità è una sola: di fronte ai musulmani se la fanno sotto.
Z.

mic ha detto...

La verità è una sola: di fronte ai musulmani se la fanno sotto.

Tutto ha un limite. E secondo me ancora non siamo al capolinea. Quindi siamo in tempo per un'inversione di tendenza.

fabriziogiudici ha detto...

La verità è una sola: di fronte ai musulmani se la fanno sotto.

Direi anche: follow the money...

Luisa ha detto...

Tariq Ramadam, il nipote del fondatore dei fratelli musulmani, l`ideologo molto in voga, spesso invitato e citato, l`ex-professore a Oxford la cui cattedra era finanziata dal Katar, il grande seduttore capace di dare sullo stesso tema due versioni opposte e lo stesso giorno a secondo di chi lo intervistava o del pubblico venuto ad ascoltarlo, è oggetto in Francia di due querele per stupro, molte altre aggressioni simili vengono alla luce, anche a Ginevra, quando insegnava al liceo dove era conosciuto per avere delle relazioni molto ravvicinate con delle allieve minorenni, quattro sue ex-allieve hanno testimoniato sui media , pur restando per il momento anonime.
Il grande moralista a parole e molto meno nella realtà si pone evidentemente in vittima eppure oggi che le lingue si sciolgono scopriamo che tutti coloro che gli erano vicini sapevano del suo comportamento seduttore, che frequentava le allieve fuori dalla scuola, si è anche parlato delle serate post-conferenze dove venivano invitate delle giovani, giovani che bisogna pur dirlo erano stupidamente fiere di attirare la sua attenzione...e fin che erano maggiorenni si potrebbe dire che si tratta di vita privata.
E per una volta i giornali svizzeri e francesi non hanno coperto questo scandalo ma gli hanno dato visibilità.
Questa volta gridare al complotto sionista non sarà sufficiente.

http://www.ilpost.it/2017/11/08/le-accuse-tariq-ramadan/

Luigi Rmv ha detto...

Un altro esempio della neo dittatura in cui viviamo.
Hanno deciso che l'islam deve essere la nuova religione e il motivo, evidente, è stato detto bene da Z. e Giudici, come del resto da Allam: violenza, paura e soldi.
Aggiungo io, cementati dall'odio anticristiano.
Un sodalizio, con la maschera ipocrita dell'accoglienza e della vera libertà religiosa da garantire a tutti.
Tutti elementi che rendono conveniente nascondere la verità e impedire che venga conosciuta, emarginando chi la vuole comunicare.
Intanto reagirò comprando il libro e mandando a Magdy Allam il mio sostegno, manifestando a tutti quella che i nemici chiamano "islamofobia" e io chiamo salute mentale.

Anonimo ha detto...

Anche questo sarebbe da promuovere:
https://www.amazon.it/INTERROGARE-LISLAM-Abb%C3%A9-Guy-Pag%C3%A9s/dp/8892597647

Diego ha detto...

Ha ragione chi dice che alla fine tutto origina dal senso anticristiano che prevede il mondo sin dalla venuta di Cristo ovvero dall'inizio della grande apostasia (vedere il libro di don Ivo Cesar). Che sia arianesimo, protestantesimo, comunismo, islamista, modernismo etc poco importa. L'importante è andare contro Cristo.

Gederson Falcometa ha detto...

Il pluralismo finirà nell'Europa quando l'Islam trionfare.