domenica 20 agosto 2017

Il Cardinale Burke sulla correzione formale da inoltrare a Papa Francesco

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews, pubblichiamo di seguito le più recenti dichiarazioni del cardinale Burke. Nella sostanza non porta elementi nuovi rispetto a precedenti dichiarazioni da noi puntualmente riprese; ma è importante la conferma che la 'correzione formale'. che qualcuno considerava tramontata, vedrà la luce.

16 agosto 2017 - In una nuova intervista il Cardinale Raymond Burke afferma: "poiché Papa Francesco ha scelto di non rispondere alle cinque domande sulla sua esortazione Amoris Laetitia secondo l'insegnamento cattolico, si rende necessaria una "correzione" dei punti in cui il suo insegnamento si allontana dalla fede cattolica".

Il cardinale - uno dei quattro che circa un anno fa hanno firmato i dubia chiedendo al papa di chiarire il suo insegnamento -, ha spiegato in un'intervista a The Wanderer le modalità di enunciazione della "correzione formale". Egli ha dichiarato:
"Mi sembra che l'essenza della correzione sia abbastanza semplice". "Da una parte si esprime l'insegnamento chiaro della Chiesa; dall'altra, si afferma cosa in realtà viene insegnato dal Romano Pontefice. Se c'è una contraddizione, il romano pontefice è chiamato a conformare il proprio insegnamento in obbedienza a Cristo e al Magistero della Chiesa. Ci si pone la domanda del come dovrebbe farsi: si fa molto semplicemente con una dichiarazione formale al quale il Santo Padre dovrà rispondere.
Nel proporre i dubia al Papa, i Cardinali Brandmüller, Caffarra, Meisner ed io abbiamo usato un istituto giuridico vigente nella Chiesa antica . Ciò è stato fatto in termini molto rispettosi e in alcun modo aggressivi, al fine di dargli l'occasione di esporre l'insegnamento immutabile della Chiesa. Papa Francesco ha scelto di non rispondere ai cinque dubia; quindi ora è semplicemente necessario affermare ciò che la Chiesa insegna sul matrimonio, sulla famiglia, sugli atti intrinsecamente malvagi e così via. Questi sono i punti non chiari negli attuali insegnamenti del Romano Pontefice. Conseguentemente, questa situazione deve essere corretta. La correzione quindi si orienterebbe principalmente su quei punti dottrinali ".
L'anno scorso i quattro cardinali hanno reso pubbliche le loro domande (dubia) dopo che il papa ha mancato di dar loro una risposta. Avevano sperato che il Papa rispondesse alle loro cinque domande sì o no, in modo da fugare "l'incertezza, la confusione e il disorientamento di molti fedeli" a causa della controversa esortazione.

Nel mese di giugno, i quattro hanno rilasciato una lettera al papa, in cui gli hanno chiesto, senza esito, un'udienza privata proprio per discutere di questa "confusione e disorientamento".

L'esortazione è stata utilizzata da vari vescovi e gruppi di vescovi, tra cui quelli  dell'Argentina, di Malta, della Germania e del Belgio, per emettere linee guida pastorali che permettono di ammettere alla Santa Comunione cattolici divorziati e risposati che vivono in stato di adulterio. Ma i vescovi del Canada e di Polonia hanno pubblicato istruzioni sulla base della loro lettura dello stesso documento che vieta a tali coppie di ricevere la Comunione.

Papa Francesco deve ancora entrare in dialogo con i tre cardinali rimanenti [dopo la morte del card. Meisner].

Nell'intervista a The Wanderer Burke ha detto che il Papa è il "principio di unità dei vescovi e di tutti i fedeli". Ed ha aggiunto: "Tuttavia, la Chiesa in questo momento  è lacerata dalla confusione e dalla divisione". "Il Santo Padre deve essere chiamato ad esercitare il suo ufficio per porre fine a questo".

Se il Papa continua nel suo rifiuto di rispondere ai dubia, "il prossimo passo sarebbe una dichiarazione formale che dichiara gli insegnamenti chiari della Chiesa come esposti nei dubia", ha detto Burke.

"Inoltre, si afferma che queste verità della fede non sono chiaramente definite dal romano pontefice. In altre parole, invece di porre le domande come è stato fatto nei dubia, la correzione formale starebbe affermando le risposte chiaramente insegnate dalla Chiesa ", ha aggiunto.

Si ammette ampiamente che i Cardinali, seguendo le dottrine della Chiesa sul matrimonio, la confessione e l'Eucaristia, risponderanno alle cinque domande sì o no in questo modo:
  1. Seguendo le affermazioni di Amoris Laetitia (nn 300-305), può una coppia adultera abituale assegnare l'assoluzione e ricevere la Santa Comunione? NO
  2. Con la pubblicazione di Amoris Laetitia (cfr n. 304), si deve ancora considerare valida l'insegnamento di San Giovanni Paolo II in Veritatis Splendor che esistono "norme morali assolute che vietano atti intrinsecamente male e che siano vincolanti senza Eccezioni? " SI
  3. Dopo Amoris Laetitia (n. 301), è ancora possibile affermare che l'adulterio abituale può essere una "situazione oggettiva di grave peccato abituale?"
  4. Dopo le affermazioni di Amoris Laetitia (n. 302) sono gli insegnamenti di Giovanni Paolo II in Veritatis Splendor ancora validi che "le circostanze o le intenzioni non possono mai trasformare un atto intrinsecamente malvagio in virtù del suo oggetto in un atto" soggettivamente "buono o difendibile una scelta"?
  5. Dopo Amoris Laetitia (n. 303) bisogna ancora considerare valida l'insegnamento dell'enciclica Veritatis Splendor di San Giovanni Paolo II " che esclude un'interpretazione creativa del ruolo della coscienza e che sottolinea che la coscienza non può mai essere autorizzata a deroghe legittime A norme morali assolute che vietano atti intrinsecamente malvagi in virtù del loro oggetto? "
Il cardinale Burke ha affermato che i fedeli cattolici delusi dal governo della Chiesa da parte di Papa Francesco non devono indulgere ad alcuna nozione di "scisma". E ha detto: "La gente parla di uno scisma de facto. Sono assolutamente contrario a qualunque forma di scissione formale - uno scisma non potrebbe mai essere corretto ".

"Tuttavia, le persone possono vivere in una situazione scismatica se l'insegnamento di Cristo è stato abbandonato. La parola più appropriata sarebbe quella usata dalla Madonna nel suo Messaggio di Fatima: apostasia. Ci può essere apostasia all'interno della Chiesa e questo, infatti, è ciò che sta succedendo". Ed ha aggiunto "Nostra Signora l'ha attribuito  al fallimento dei pastori nel portare la Chiesa all'unità ".
[Traduzione a cura di Chiesa e postconcilio]

26 commenti:

Anonimo ha detto...

È fondamentale parlare presto e chiaro, ricordando a tutti le regole che già esistono, mettendole anche al riparo da fantasiose interpretazioni già in atto in più parti del mondo.

Anonimo ha detto...


In quale, tra le rivelazioni di Fatima, la Madonna parla esplicitamente di
"apostasia"?

H.

Anonimo ha detto...


Pellegrinaggio a Fatima, organizzato dalla FSSPX

Oggi a Fatima, splendida giornata. E'in corso la Messa Pontificale celebrata da mons. Fellay.
Partecipazione assai numerosa. Ieri, pellegrinaggio, con forse diecimila persone. Moltissmi i sacerdoti presenti.

Anonimo ha detto...

E' un continuo parlarsi addosso a tutti i livelli.
Ma non ci si rende conto che il temporeggiare va a vantaggio della dissoluzione?
Od è proprio questo lo scopo: distrarre i giusti per dare tempo all'"azione" dei demolitori?

mic ha detto...

In una situazione così ingarbugliata il temporeggiare non è altro che segno di sana prudenza.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Con sette mesi e mezzo di ritardo sul ruolino di marcia, finalmente comincia a intravedersi la "correzione formale".

Qualcuno tolga dalla porta dell'ufficio di Bergoglio il ridicolo cartello "Vietato lamentarsi" e metta al suo posto il cartello: «E tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (Lc 22,32).

Marcello ha detto...

Come ho già detto in un precedente commento, in nessun messaggio ufficiale la Madonna di Fatima ha parlato di apostasia. Burke potrebbe far riferimento a qualche altro messaggio, ancora occultato.

"Sono assolutamente contrario a qualunque forma di scissione formale...tuttavia, le persone possono vivere in una situazione scismatica se l'insegnamento di Cristo è stato abbandonato."
In pratica, e giustamente, Burke e gli altri cardinali non adotteranno una soluzione scismatica formale, ma sono consapevoli che si vive e si vivrà in una situazione scismatica de facto.

Riguardo il momento successivo alla correzione formale lo scenario più verosimile sarà questo: papa Francesco non dirà o farà nulla, si limiterà ad ignorare, e, purtroppo, è molto probabile che tutto rimarrà come prima: quanti saranno i cardinali ed i vescovi che appoggeranno in maniera formale tale correzione? Continueranno a fare gli gnorri, come li fanno ora.

Francesco Franco Coladarci ha detto...

Dice il Card.Burke
" Il cardinale Burke ha affermato che i fedeli cattolici delusi dal governo della Chiesa da parte di Papa Francesco non devono indulgere ad alcuna nozione di "scisma". E ha detto: "La gente parla di uno scisma de facto. Sono assolutamente contrario a qualunque forma di scissione formale - uno scisma non potrebbe mai essere corretto ".

Purtroppo c'è ipso facto lo scisma, e non da parte dei fedeli "Cattolici" ma dalla parte della gerarchia e del suo capo, sono loro che abbandonando la Traditio si sono resi scismatici dalla Santa Chiesa Cattolica.
Il "politicamente corretto" va bene (causa loro posizione) ma fino ad un certo punto.
Vorrei ricordare che la Chiesa cattolica non nasce ne da pa Giovanni Paolo II, ne da Benedetto VI, ne dal post concilio, ma dagli Apostoli, e non si possono fare citazione assumendole come "ultima" verità di fede, si deve necessariamente avere una visione globale degli insegnamenti della Chiesa.

mic ha detto...

Continueranno a fare gli gnorri, come li fanno ora.

Una "correzione formale" non può essere liquidata come "fare lo gnorri".
La serie "armiamoci e partite" non fa parte del comportamento ecclesiale né della serietà della situazione.

Annarè ha detto...

E mentre aspettiamo con noia che questi vescovi si decidano a mandare la correzione formale al Papa, l'opera di Mons. Lefebvre continua a fare il bene delle anime. Questo è stato il salvagente mandato da Dio a tempo debito.

Anonimo ha detto...

Non credo che Bergoglio non farà nulla dopo la correzione formale. O si conformerà all'insegnamento costante della Chiesa riconoscendo le sue carenze (molto improbabile) o, più probabilmente, si dedicherà fin da subito, in maniera diretta e soprattutto indiretta, alla demolizione delle immagini dei Cardinali dei dubia.
Così, per esempio, i quotidiani di regime riporteranno uno scoop sensazionale sul Card. Burke, che, quando aveva 4 anni, una volta ha rubato una caramella ad un altro bambino, o il Card. Caffarra che a 7 anni ha fatto filone a scuola e così via calunniando in maniera sempre più grave.

Marcello ha detto...

Personalmente me lo auguro, ma, visto che molti vescovi e cardinali hanno paura ad appoggiare esplicitamente i cardinali dei dubia, temo che rimarranno nell'anonimato anche dopo.

Andrea P. ha detto...

Così come per più tempo persevera pratica peccaminosa, più risulta difficile liberarsene, credo si possa dire che il temporeggiare sia solo a vantaggio del progetto, di cui Bergoglio è regista scelto, che prevede l'avvio di processi fluidificatori e poi dissolventi di ciò che è ritenuto ostacolo a conformare e convertire la Chiesa al mondo.

Temporeggiare nel peccato avvantaggia il peccato. Il temporeggiare con Bergoglio è a vantaggio del suo progetto in corso d'opera e già ben avviato (e non si tratta solo di A.L.).

A me pare che, in casi come questi, sia imprudenza temporeggiare e prudente, semmai, esser solerti, decisi, svelti contro l'apostasia.

Spero di aver torto, sarebbe meglio i fedeli. Intanto, però, in Argentina, a Malta, in Germania, in Belgio.. in alcune diocesi italiane, può incistarsi più saldamente ed espandersi il nuovo orientamento ed è peggior condizione che disorientamento, confusione.

Anonimo ha detto...

http://www.aldomariavalli.it/2017/08/20/pietro-e-la-professione-di-fede-contro-le-adulterazioni/

Lorenzo ha detto...

Mi aspetto una melmosa campagna mediatica di distruzione nei confronti dei Cardinali, prima e soprattutto dopo la correzione: le divisioni corazzate laiciste-moderniste sono già ben schierate. PREGHIAMO PER L’UNITÀ DELLA CHIESA E PER LA SANTITÀ DEI NOSTRI SACERDOTI

tralcio ha detto...

Da qualche tempo è evidente la situazione di oggettiva debolezza della Chiesa cattolica.
Intendo debolezza "psico-fisica" nei confronti delle ragioni del mondo, tronfio e protervo.
Si potrebbe discutere se il tentativo di "irrobustirsi" (il CVII) ne sia causa o effetto.
Se dipendesse da noi, potrebbe essere interessante disquisire. Ma dipende da noi?
Perché la fede comporta anche una certa dose di fiducia e di abbandono in Dio.
Allora la debolezza ecclesiale, l'equivalente della condizione del Cristo crocifisso, si palesa non solo come "disastro", ma anche come passaggio necessario.
Chi avrà tradito (i Giuda) e chi sarà sceso a patti (Pilato), chi avrà avuto paura (Pietro) e chi sarà stato sotto la croce (Giovanni, con la Madonna), incarnerà in modo differente l'unico passaggio, necessario, permesso da Dio, per smascherare satana e i suoi idolatri.
Il momento esprime una pena indicibile e il sangue di Cristo gocciola dal corpo martoriato.
Ogni mensa eucaristica è tempo di adorazione di questo sacrificio redentivo, unendovisi.
Nulla però è estraneo alla permissione divina, che chiede di bere l'amaro calice.
La debolezza del cristiano agli occhi umani è solo apparente, SE il cristiano è di Cristo, perciò disponibile all'azione divina, umile come lo è sempre stata la piena di grazia.
Satana chiede, tramite i suoi megafoni, a Gesù di scendere dalla croce per poterGli credere.
Lui non scende, preoccupato ancora di salvare anime, rivolto alla vita eterna.
Un malfattore gli crede, l'altro no. Uno sta in paradiso, l'altro boh...
Ma il venerdì santo è inderogabile. Ci tocca.

Francesco Bernardini ha detto...

Concordo pienamente, oltretutto sembra che nei commenti non si tenga minimamente conto della sofferenza dei singoli fedeli, diciamolo senza peli sulla lingua:,Siamo ormai gregge senza pastori, usque tandem Domine

Anonimo ha detto...

La parola apostasia manca, ma la sostanza c'è proprio nella prima frase del terzo segreto: “In Portogallo, si conserverà sempre il dogma della fede ecc.” Se in Portogallo la vera Fede sarà preservata, cosa accadrà al resto del mondo? Il Padre portoghese Messias de Coelho ne ha concluso che “questa allusione, così positiva riguardo a ciò che avverrà tra noi, ci suggerisce che attorno a noi le cose andranno diversamente…”

Padre Alonso, l’archivista ufficiale di Fatima, disse questo riguardo al Terzo Segreto:

“‘In Portogallo, si conserverà sempre il dogma della fede’: la frase implica, in modo del tutto chiaro, una condizione critica per la Fede, che verrà provata da altre nazioni, ovverosia una crisi della Fede; laddove invece, il Portogallo conserverà la propria.”3

Nel periodo che precede il grande trionfo del Cuore Immacolato di Maria, accadranno cose terribili. Quest’ultime formano il contenuto della terza parte del Segreto. Quali sono queste “cose terribili”?

Se ‘in Portogallo, si conserverà sempre il dogma della Fede,’ … se ne può chiaramente dedurre che in altre parti della Chiesa questi dogma diverranno oscuri o saranno addirittura persi del tutto.4

E’ pertanto decisamente possibile che in questo periodo intermedio in cui ci troviamo (tra il 1960 e prima del trionfo del Cuore Immacolato di Maria), il testo faccia espliciti riferimenti alla crisi della Fede della Chiesa ed alla negligenza degli stessi pastori.5

Una conclusione sembra quindi fuori di dubbio: il contenuto della parte non pubblicata del Segreto non si riferisce a nuove guerre o a sconvolgimenti politici, bensì ad avvenimenti di tipo religioso ed interni alla Chiesa, i quali per loro stessa natura sono decisamente più gravi.6

Marisa ha detto...

Nelle cose di Dio occorre massima prudenza, soprattutto da parte dei pastori.

E la prudenza è stata osservata dai quattro Cardinali con grande saldezza di nervi, oltre che con grande rispetto verso la figura del pontefice.

I Cardinali non hanno alcunché da rimproverarsi.

Se siamo arrivati alla messa in atto della correzione formale non è certo da imputare a loro, che si sono comportati realmente da Padri.

Matteo ha detto...

Le risposte ai dubia, quelle fedeli ai magistero, erano note e direi già presenti negli stessi dubia (è ancora valido quello che Giovavvni Paolo II ecc...). La questione non è quindi riaffermare l'ovvietà, ma come farlo. Credo che sia questo il motivo di questo enorme ritardo dei Cardinali. Una letterina sostitutiva da parte dei Cardinali, senza una eco mediatica sufficiente a diffondersi, sarebbe inutile e cadrebbe nel dimenticatoio. La diffusione della correzione sarà ancora più importante della correzione stessa.

Anonimo ha detto...


L'apostasia deve esser espiata, cioè punita con i castighi riservati a Dio, noti dalla Sacra Scrittura.

Le nuove guerre saranno una conseguenza della apostasia della Chiesa.
Nuove guerre, che si annunciano in diverse forme, dall'invasione musulmana alle
guerre civili alle guerre tradizionali e forse atomiche. Papa Francesco che, con il famoso viaggio a Lampedusa, si pone di fatto a capo dell'invasione musulmana dell'Italia. Anche simbolicamente, celebrazione per così dire ufficiale del tradimento della Gerarchia nei confronti delle nazioni cattoliche, diventate terra di conquista dei maomettani con la complicità attiva del clero oltre che delle classi dirigenti laiche allo sbando. L'esatto opposto del ruolo protettivo svolto per l'Italia e l'Europa dal Papato per secoli contro l'aggressione musulmana.
L'Apostasia della Gerarchia, iniziatasi con il Vat II, ha favorito la corruzione dei costumi dilagante. Adesso questa Gerarchia, in diversi suoi esponenti, ne è pubblicamente complice.
E'impensabile che una Apostasia, un tradimento del genere, non venga punito da Dio anche in questo mondo, sul piano materiale, con i consueti castighi: guerre di ogni tipo, carestie, epidemie, etc. Questi "segni dei tempi" già si vedono da tempo.
Ma non bisogna scoraggiarsi. A maggior ragione bisogna combattere, contrastare, anche in pochi, la deriva dominante, formare quel piccolo esercito dal quale il Signore vorrà sicuramente trarre gli elementi per la ricostruzione, se alla fine della distretta, il Cuore Immacolato di Maria trionferà, come si ritiene. E in ogni caso per fare il proprio dovere di milites Christi e salvarsi l'anima.

Anonimo ha detto...


"L'enorme ritardo dei Cardinali", ulteriori motivi

Credo dipenda anche da un altro motivo. Da quando esiste il cardinalato (sono circa 10 secoli) credo che un'iniziativa come quella dei 4 Cardinali non sia mai stata presa. Si tratta di un atto oggettivamente rivoluzionario, fatto il quale non è poi possibile tornare indietro.
Ci troviamo di fronte ad un caso senza precedenti di un Papa che rifiuta ostinatamente di chiarire i 5 Dubia ovvero di esercitare il suo mestiere di Papa, se così posso dire. Omissione di atti d'ufficio. IL silenzio del Papa ovviamente si spiega. I Dubia lo inchiodano nel senso che, se egli risponde ribadendo (come suo dovere) la dottrina di sempre, condanna di fatto come contraria alla fede l'interpretazione di AL di quelli che egli ha sempre appoggiato (Kasper, Schoenborn, etc, varie Cei) da lui espressamente avallata con la famosa lettera ai vescovi argentini ("non ci sono altre interpretazioni"). Se risponde in modo da autorizzare le nuove ed eterodosse interpretazioni, si espone all'accusa di eresia, forse anche in senso formale, accusa che potrebbe aprire la via alla richiesta di abdicazione per eresia manifesta e incapacità a governare la Chiesa.
La situazione è oggettivamente grave, molto grave. Ma bisognava arrivarci, a questa stretta, o no? La colpa di chi è? I 3 cardinali devono pertanto agire con molta calma, dopo aver esperito tutti i tentativi formali di indurre il Papa ad una resipiscenza.

La loro azione è comunque legittima:
1. l'intervento dottrinale rientra nei loro compiti di assistenti del Papa (sono anche vescovi).
2. Ci troviamo in uno stato di necessità molto serio che investe tutta la Chiesa, dato che ai fedeli, dal Vat. II, non viene più insegnata la vera dottrina cattolica.
3. Lo stato di necessità autorizza interventi straordinari e fornisce esso stesso gli strumenti giuridicamente validi per mettere in pratica una vera e propria "supplenza dottrinale" da parte dei cardinali (analogia con la "giurisdizione supplita" che la Costituzione divina della Chiesa offre ai vescovi in caso di stato di necessità, per il bene delle anime private della retta guida).
PP

Anonimo ha detto...

Speriamo, e speriamo che avvenga presto

marius ha detto...

Grazie PP per le Sue sempre ottime puntualizzazioni

Anonimo ha detto...

Spegnete smartphone e tutto il resto .
Immergetevi nella preghiera di riparazione richiesta dalla Madonna per salvare le anime dei poveri peccatori ,
soprattutto oggi che ricorre la Solennita' della Incoronazione della Madre di Dio .

Annarè ha detto...

Intanto mentre altri tentennano, c'è chi a Fatima fa la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, per quanto gli concerne naturalmwente, in consapevolezza che spetterebbe il Papa farlo. Ma non lo fa, preso tra lo Ius soli e gli amici omosessuali.Intanto crolla ad Ischia la chiesa di S.Marta (purtroppo con due morti) causa terremoto, chissà che non sia un avvertimento per chi vive a S.Marta in Vaticano.