giovedì 6 luglio 2017

Charlie Gard, eutanasia e insegnamento della Chiesa - Cristiano Lugli

Mentre la situazione di Charlie Gard rimane sospesa in vortice di tensione generale e potremmo dire mondiale, le veglie di preghiera in tuffo il mondo crescono a macchia d'olio. Colpisce, quasi in modo inaspettato, come l'Italia sia stato lo stato ad organizzarne di più, con una presa a carico dei cattolici di portata nazionale. Va pure detto che le telefonate capaci di intasare i centralini di Santa Marta e della Segreteria di Stato Vaticana per chiedere un intervento immediato del Papa - il quale a pensarci bene è arrivato proprio dopo questo assedio - sono piovute principalmente dal nostro vecchio stivale usurato e malconcio.

Nel medesimo tempo, mentre tutto questo accade in Italia e nel mondo, intervengono Trump e l'ospedale del Bambin Gesù. I fatti, per chi segue la vicenda, sono ben noti. Interessanti però sono alcuni dettagli.
L'ospedale della Santa Sede che si è detto disposto ad accogliere il piccolo Charlie sta cercando di capire se la cura sperimentale può essere adottata anche qui. Tuttavia, nonostante questa generosa possibilità, i cavilli della burocrazia che inneggia alla Morte e denigra la Vita, sembrano voler fare da padroni.
Il Great Ormond Street Hospital si è infatti pronunciato con un "NO" categorico per lo spostamento del bambino londinese nell'ospedale romano. I motivi? Di natura medica, penserete - che comunque risulterebbero quantomeno ipocriti.  Eppure non di motivi medici si tratta, ma di problematiche legali legate a due sentenze ormai pronunciate. Una, peraltro, ricercata dagli stessi medici per "staccare la spina", ed ottenuta "grazie" ai tribunali inglesi.

"L'ospedale inglese ci ha detto che il board per motivi legali non può trasferire il bambino da noi, e questa è un'altra nota triste" - ha detto Mariella Enoch, presidente dell'ospedale Bambin Gesù.
Un altro appello alla "legalità" fallace, faustiano e sentenziatore di morte. A ragione di questo va sovente ricordato che è legalità solo il principio per cui la legge è Legge, ovvero essenzialmente ordinata alla razionalità che altro non è che l’intelligenza della natura delle cose, conoscenza di ciò che è Bene e Giusto. La vera Legge è ubicata nella coscienza, Essa si fa conoscere dalla coscienza e non s’ impone attraverso la paura collettiva e il tormento inflitto al debole su cui si vorrebbe decidere a suon di sentenze giuridiche nazionali e sovranazionali.

Per fortuna, in questo tam tam di notizie sconvolgenti, si aprono anche alcune interessanti speranze. Curioso e puntuale è stato l'autorevole intervento della Federazione Italiana dei Malati Rari Uniamo la quale, sul caso Charlie Gard, si è così espressa:
«È risaputo che le malattie mitocondriali sono molto poco conosciute e per questo hanno uno sviluppo imprevedibile. I medici non sono in grado di predire il futuro di questi bambini perché poco possono sapere dello sviluppo di queste patologie. Molti sono i
casi in cui bambini nati con questa malattia e a cui erano stati dati pochi mesi di vita hanno, invece, recuperato e da anni vivono, in maniera difficile certo, superando le aspettative dei medici».
Se dunque non vi è una certezza scientifica circa quelli che potrebbero essere i miglioramenti o le prospettive di vita per i bambini affetti da sindrome di deplezione mitocondriale, ebbene allora il fatto in sé diventa ancora più grave, ed ancora incombente come responsabilità sulle spalle di quei medici che hanno decretato la soppressione del piccolo bimbo inglese.

Per ciò e per altre mille ragioni è bene ritornare sul tema dell'eutanasia, considerato vieppiù un qualcosa su cui si possa "dibattere", anche sotto le vestigia del "cattolicesimo". 
Uno spunto riflessivo e preoccupante lo offre proprio la Enoch del Bambin Gesù, a proposito di questa "zona grigia", come lei stessa le definisce:

"Nella vita ci sono zone grigie. In questo caso è molto difficile dire se c'è accanimento terapeutico o no. Su questa zona grigia mi astengo dal giudizio e faccio la sola cosa che posso fare, ovvero dire che possiamo accogliere la famiglia e accompagnarla così come ci ha chiesto il Papa".

La tecnica è andata avanti, al punto che la Chiesa ha faticosamente seguito tutte le nuove invenzioni cresciute sulla scia di un progresso moderno, intrinsecamente dannoso e che però, volente o nolente, ha permesso un prolungamento della vita.
Nonostante queste difficoltà a "stare al passo" con le innovazioni medico-scientifico-sanitarie, si sbaglierebbe a pensare che non esistano dei punti veramente fermi nella Dottrina della Chiesa a proposito di questi temi bioetici.
Rinfrescando la memoria sul concetto di eutanasia, si può riprendere - più che altro per completezza - la definizione di "eutanasia" fornita da Giovanni Paolo II in Evangelium Vitæ:
"Per eutanasia in senso vero e proprio si deve intendere un'azione o un'omissione che di natura sua e nelle intenzioni procura la morte, allo scopo di eliminare ogni dolore".
In questa breve descrizione viene fornito il criterio per comprendere la differenza fra eutanasia attiva o eutanasia passiva, che nel caso di Charlie verterebbe più sulla seconda ovviamente, per le ragioni del supportato argomento dei medici inglesi circa l'"accanimento terapeutico" e su cui già ci si è spesi abbastanza in questi giorni e anche su queste pagine.
Rimanendo sull'insegnamento della Chiesa invece, si può notare come già nel 1950, a progresso ancora "fermo", l'argomento non era trascurato dai Pontefici pre-conciliari. Fu proprio S.S. Pio XII, il 27 novembre 1957, ad affrontare un importante discorso sulla rianimazione del quale riproponiamo qui uno stralcio:
"La ragione naturale e la morale cristiana insegnano che l'uomo ( e chiunque abbia l'obbligo di avere cura del suo prossimo ) ha il diritto e il dovere, in caso di malattia grave, di adottare le cure necessarie per conservare la vita e la salute. Tale dovere che egli ha verso se stesso, verso Dio e verso la società umana e, il più sovente verso determinate persone, deriva dalla ben ordinata carità, dalla sottomissione al Creatore, dalla giustizia sociale ed anche dalla stretta giustizia, come la pietà verso la propria famiglia. Ma esso non obbliga, generalmente, che all'impiego dei mezzi ordinari ( secondo le circostanze di persone, di luoghi e di cultura ), ossia, quei mezzi, che non impongono un onere straordinario per se stessi o per gli altri. Un obbligo più severo sarebbe troppo pesante per la maggior parte degli uomini, e renderebbe più difficile il raggiungimento di beni superiori più importanti. La vita, la salute, tutta l'attività temporale, sono infatti subordinate a fini spirituali. D'altra parte, non è proibito di fare più dello stretto necessario per conservare la vita e la salute, a patto di non mancare a doveri più gravi".
Per capire ancor meglio, nel dettaglio, ciò che Pio XII diceva in un periodo in cui certi mezzi non esistevano e quindi si poteva ragionare più che altro in termini teorici, è interessante leggere un pezzo estrapolato sempre da Evangelium Vitæ dove, a proposito di "accanimenti terapeutici", è così detto: 
"Quando la morte si preannuncia imminente e inevitabile, si può in coscienza rinunciare a trattamenti terapeutici che procurerebbero soltanto un prolungamento precario e penoso della vita, senza tuttavia interrompere le cure normali dovute all'ammalato in simili casi. Si dà certamente l'obbligo morale di curarsi e di farsi curare, ma tale obbligo deve misurarsi con le situazioni concrete; occorre cioè valutare se i mezzi terapeutici a disposizione siano oggettivamente proporzionati rispetto alle prospettive di miglioramento. La rinuncia a mezzi straordinari proporzionati non equivale al suicidio o all'eutanasia; esprime piuttosto l'accettazione della condizione umana di fronte alla morte".
Orbene, nel caso di Charlie Gard, come già più volte ripetuto, non ci si trova innanzi ad un pericolo di morte imminente. Né tanto meno si ha la visione futura di quali potrebbero essere o meno le prospettive di miglioramento, come facevano notare nella citazione sopra riportata gli esperti della Fondazione Italiana dei Malati Rari.

Viene in soccorso nuovamente, attraverso il Magistero della Chiesa, il Santo Padre Pio XII a proposito della "libertà" autodeterminante sul dono della vita, facendo riferimento e alla persona gravemente malata responsabile di se stessa, e ai medici o alle persone care che vorrebbero prendersi carico di una scelta per "farla finita", come oggi usa dire.
"Per quanto concerne il paziente - dice Papa Pacelli - , egli non è padrone di se stesso, del proprio corpo, del proprio spirito. Non può dunque disporne liberamente. Per quanto riguarda i medici, nessuno al mondo, nessuna persona privata, nessuna umana pietà, può autorizzare il medico alla diretta distruzione della vita; il suo ufficio non è di distruggere la vita ma di salvarla". 
Il problema veicolante, oggi, è che i medici giurano il falso quando si pronunciano secondo il testo di Ipoocrate. L'antico padre della medicina, quando giurò, non chiamò a testimonianza del suo impegno professionale e ontologico la giurisprudenza o cose affini, bensì il proprio riferimento divino: "Giuro per Apollo medico e Asclepio e Igea e Panacea e per tutti gli dei e per tutte le dee, chiamandoli a testimoni, che eseguirò, secondo le forze e il mio giudizio, questo giuramento e questo impegno scritto". Oggidì a duemila anni dalla Rivelazione di Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo, l'agire di ogni medico è incollato e prettamente legato alle legislazioni in contrasto con la Legge di Dio.
Solo Dio, come dice la Sapienza, ha potere "sulla Vita e sulla Morte", conduce alle porte degli inferi e fa risalire (Sap. 16, 13; cf. Tb. 13, 2).

Possiamo perciò affermare che un insegnamento esiste eccome, a prescindere dalla trascuratezza con cui, anche in ambiente cattolico, lo si considera. 
Nessuno però potrà svincolarsi da questa responsabilità, mai e poi mai. Poiché, come già tuonò soprendentemente Sant'Agostino fior di secoli orsono, "non è mai lecito uccidere un altro: anche se lui lo volesse, anzi se lo chiedesse perché, sospeso fra la vita e la morte, supplica di essere aiutato a liberare l'anima che lotta contro i legami del corpo e desidera di distaccarsene; non è lecito neppure quando il malato non fosse più in grado di vivere".
Cristiano Lugli

23 commenti:

Michele MAcIK Durighello ha detto...

Non è quindi fuori tema se propongo a chi come me segue la vicenda e legge da tempo questo ottimo sito una veglia di preghiera per mart 11/7 dalle 20 alle 21 vero?

Annarita ha detto...

Chiediamo il miracolo di guarigione, che potrebbe convertire qualche medico e qualche prelato, oltre qualche politico, umiliare i superbi e dare coraggio agli afflitti(noi). Dio può tutto!

mic ha detto...

Nel pugnetto di Charlie sta san Giuda Taddeo
https://www.corrispondenzaromana.it/nel-pugnetto-di-charlie-sta-san-giuda-taddeo/

Anonimo ha detto...

Si quæris miracula
mors, error, calamitas,
dæmon, lepra fugiunt,
ægri surgunt sani.
Cedunt mare, vincula,
membra, resque perditas
petunt, et accipiunt
juvenes, et cani.
Pereunt pericula,
cessat et necessitas;
narrent hi, qui sentiunt,
dicant Paduani.
Cedunt mare, vincula,
membra, resque perditas
petunt, et accipiunt
juvenes, et cani.
Glória Patri et Filio et Spíritui Sancto.
Sicut erat in princípio,
et nunc et semper
et in sæcula sæcolorum.

Anonimo ha detto...

Non c'è " argomentazione" delle loro corti di regime che possa reggere di fronte ad un orrore assoluto come questo dove di stenta a trovare le parole talmente è tanto il male. Solo strategia e tattica infernale. Miles
PS: sono a
Lourdes preghiere per tutti

Anonimo ha detto...


Ma quali sono i "mezzi ordinari" dei quali parlava Pio XII?

Si vuole evitare da un lato l'accanimento terapeutico, che tra l'altro è costosissimo; dall'altro di essere uccisi per eutanasia, con un'iniezione di morfina o mediante "distacco della spina". La cosa legittima, l'hanno detto anche i Papi, consiste nell'essere affidati ai "soli mezzi ordinari", in presenza della morte in arrivo. E cioè?
Credo il Papa intendesse le medicine normali non quelle da martellamento terapeutico. Ma con mezzi ordinari si può intendere anche il limitarsi al nutrimento (alla flebo che mi tiene in vita in sostituzione del cibo che non posso più mangiare), a quel minimo vitale che mi viene lasciato finché non muoio di morte naturale non perché mi abbiano tolto la flebo.

Ma negli ospedali c'è sempre meno posto, adesso premono anche le centinaia di migliaia che dobbiamo a quanto pare prenderci dall'Africa, anche loro con un bel carico di malattie da curare...Alla fine, continuando così, altro che eutanasia..! Se si ascolta bene, si sente già la risata agghiacciante di Satana scuotere tutto il sistema santiario mondiale...

tralcio ha detto...

L'anticristo ha deciso e la mamma ha annunciato che stanno per agire sul piccolo Charlie.
Non si vuole nemmeno sperimentare la cura.
Non si vuole altro che ottenere la morte, secondo i desiderata dei tribunali britannici e della Corte per i diritti umani.
In campo cattolico (intendendo quello istituzional-verticistico) peso el tacon del buso, tra twetter, fuochi di paglia e direttrici ospedaliere.

La Vergine Maria vegli su questo piccolo martire che stringe l'immaginetta di Giuda Taddeo. Il suo angelo illumini, custodisca, regga e governi questa creaturina e così gli angeli custodi dei genitori. Il Sacro Cuore di Gesù ottenga redenzione da quest'ulteriore croce portata dal'umanità in nome dei suoi diritti sotto tutela dei senza Dio.
Per la Sua dolorosa passione il Padre abbia misericordia di noi e del mondo intero.
E se deve esserci un miracolo, non cessando di chiederlo, innanzitutto per il bene di un bimbo e anche per amore della Verità, quell'intervento portentoso di Dio possa riguardare solo quella famiglia, nell'intimità violata dalla legge degli uomini e dall'ipocrisia di chi invece sa solo eludere le leggi di Dio, addirittura in Suo nome!


S. Eutizio ha detto...

Non possiamo aspettare martedì per la veglia di preghiera. La mamma di Charlie ha informato l'Associazione Mitocon che stasera o domattina staccheranno la spina. Iniziamo un digiuno ad oltranza,domani è il primo venerdì del mese, e affidiamo Charlie al suo Angelo custode S.Giuda Taddeo.

Silente ha detto...

Charlie morirà. Assassinato. Ucciso da medici miserabili che tradiscono la loro missione di salvare vite, da giudici che dimenticano e rinnegano il diritto naturale. Ucciso da una società che odia la vita, che esalta l'aborto, la sodomia, il libertinismo più sfrenato, le perversioni più demoniache. Ucciso da un sistema malvagio che espropria la doverosa e legittima podestà amorevole dei genitori per darla a medici tecnocrati e a giudici crudeli.
La stampa laicista italiana si asciuga qualche lacrimuccia, ma non si chiede quale cultura di morte e di perversione - da questa stampa sempre sostenuta - ha generato l'abominio di questo assassinio.
Sì, gli assassini non sono solo i medici e i giudici: sono i politici liberal, i giornalisti progressisti, gli intellettuali democratici, gli scientisti eutanasici che, in un cupo delirio neo-gnostico, hanno relativizzato la vita, invasati di tanatologica voluttà, apologeti di tutte le perversioni e di tutti i nichilismi, seguaci del comunista Feuerbach il quale, nel suo odio per l'esistente, affermava che: "tutto ciò che esiste merita di morire".

La Chiesa ha fatto ciò che doveva? Si è battuta veramente per la vita di Charlie? Ha ribadito con la necessaria fermezza la dottrina di sempre sulla vita? No, per nulla. Qualche educato e generico messaggio sui social, una tardiva offerta di un ospedale cattolico, la diplomazia vaticana assente, la stampa cattolica (c'è ancora?) silenziosa, se non talvolta "problematica" e attenta a riportare anche le ragioni degli assassini.

Ma certamente ci sarà una giustizia divina: oh se ci sarà. E con Questa non varranno il crudele scientismo dei cerusici né la vile ipocrisia dei legulei:
Quantus tremor est futurus,
Quando judex est venturus,
Cuncta stricte discussurus.






mic ha detto...

...
Posto, però, che i genitori di Charlie sono persone del tutto normali, non irresponsabili o violente, questa decisione della giustizia di togliere loro la patria potestà e di consentire che si imponga la morte al bambino contro la loro volontà solleva la seguente cruciale domanda: ma Charlie appartiene ai suoi genitori o allo Stato?

Rispondere ad un tale interrogativo significa affrontare una situazione che è paradigmatica di un quadro più generale che si va sempre più delineando nei suoi contorni, e che vede il rapporto Persona-Stato sempre più capovolto. Non è più lo Stato, attraverso i servizi offerti, ad essere al servizio della Persona, ma è quest’ultima ad essere completamente sottoposta ai suoi voleri. Lo Stato tende sempre più ad avere il potere di vita o di morte sui suoi “sudditi”, specialmente quando questi siano gravemente malati.

Infatti, nella società occidentale sta prendendo sempre più piede un cambiamento culturale di stampo nichilistico che tende a destabilizzare la persona, scardinandola dal suo fondamento: la dignità. Un attributo, la dignità, che non è concesso dallo Stato, ma che gli pre-esiste e lo trascende.

La destabilizzazione della persona passa attraverso la distruzione della famiglia, e quindi dei suoi diritti genitoriali. Lo Stato supporta la famiglia finché questa di adegua ai suoi canoni, ai suoi desiderata. Ove ciò non avvenisse, lo Stato la rimpiazzerebbe nell’esercizio dei suoi doveri genitoriali.

Un esempio di quanto detto sono stati i numerosi casi di genitori, soprattutto in Germania, che sono stati denunciati, ed a volte anche messi in prigione, perché si sono rifiutati di far seguire a scuola ai loro bambini corsi di ideologia gender imposti dalla scuola statale.

Da qualche parte ho letto che nel secolo scorso un sociologo di Harvard, chiamato Carle Zimmerman, ha riscontrato che nella storia dell’umanità vi è sempre stato un forte legame tra la famiglia e la civiltà. Ad una forte tenuta e valorizzazione della famiglia è sempre corrisposta una tenuta della civiltà. D’altra parte, in presenza di una famiglia fragile o sgretolata è sempre conseguito un decadimento della civiltà. ...

http://www.culturacattolica.it/attualit%C3%A0/in-rilievo/ultime-news/2017/07/06/ve-lo-diamo-solo-se-lo-lasciate-fate-morire-charliegard

Anonimo ha detto...

Per la precisione, sappiate che il tribunale non ha ordinato che venga staccato il respiratore, ma ha permesso ai medici di farlo se vogliono. Non c'è nessun obbligo.

irina ha detto...

Da quello che capisco nessuno, nell'incertezza di un miglioramento di Charlie, ha iniziato una terapia volta alla sua possibile guarigione. Piuttosto che una terapia sperimentale dagli esiti incerti si è "scelto" di stare sul sentiero sicuro della degenerazione della malattia.
A braccia incrociate non è mai migliorato, nè guarito nessun malato. Accanimento terapeutico è provare a casaccio e trasformare il malato in cavia. Qui sentieri, seppur abbozzati esistono. Si sono intrapresi? Si è fatto un consulto internazionale?
Oltre a questo profluvio masturbatorio di parole, intorno al lettino di Charlie, che cosa si è fatto "per la sua ipotetica guarigione"?

Anonimo ha detto...

LA CANZONE DI CHARLIE

di Federico Clavesana

(SI PUò CANTARE sull'aria di "ERA IL GIORNO DI SAN PATRIZIO, QUANDO
VENNERO GLI INGLESI", o di "IMPICCHERANNO GIORDIE, CON UNA CORDA
D'ORO" Oppure, se si vuole provare ad essere ottimisti ed
"esorcizzare" un po' tutto, su quella di "MI RICORDO MONTAGNE VERDI")
Per chi non conoscesse tali canzoni, ecco dei link:
https://www.youtube.com/watch?v=nhYoRLAWmm0

https://www.youtube.com/watch?v=TJmZbzDNWRo

https://www.youtube.com/watch?v=zpYjZPRH_ac


Mi ricordo Charlie Gard, so ch’è una persona bella,
Nato appena a inizio agosto, con la sua cattiva stella;
Mi ricordo Charlie Gard, che non ha mai chiesto niente,
Ma ha sorriso a questo cielo, e a noi maledetta gente.
Era a Londra, quando ha aperto quei suoi occhi a un mondo ingrato,
Nato forse per errore in questo tempo che è sbagliato,
Quando giudici e soloni ora vogliono prescrivere
Che un bambino, a neanche un anno, non ha più diritto a vivere.
Certo, avrete confortato Connie Yates in mille modi,
Ma provate a dimostrarle che il destino non la odi,
Così docile e stupenda, con i suoi capelli d’oro,
Mentre uccidono suo figlio, e lei prega anche per loro.
Mi ricordo Connie Yates, e ricordo la sua voce,
Con le lacrime negli occhi, ed al collo la sua croce;
La ricordo nel vegliare Charlie Gard in quella sera,
Senza armi ma soltanto con due versi e una preghiera.
Io non credo di esser stato così forte in una vita,
Come allora quella madre, tanto timida e smarrita,
Che ora grida contro un mondo di ricchezza e ipocrisia
Che suo figlio, appena nato, non le sia portato via.
Regalatele un bel fiore, saprà lei che cosa farne,
Per quell’angelo di un figlio, qui fra noi di sangue e carne;
Regalatele un pensiero, e tenetele le mani,
Per far sì che Charlie Gard viva oggi e poi domani,
Per far sì che non si trovi lì da solo una mattina,
In quel letto d’ospedale mentre staccano la spina,
Con nessuno a stargli accanto, ma soltanto lui e il buon Dio.
Charlie Gard è vostro figlio, Charlie Gard è figlio mio.

Anonimo ha detto...

La Croce apre oggi su Trump che chiede un incontro a Theresa May per liberare Charlie e il faccia a faccia si terrà in giornata. Bella mossa presidente, insieme a quella della Santa Sede di riconoscere la cittadinanza vaticana al bimbo. Sono ore decisive in cui è sempre più chiaro che a Londra vogliono ucciderlo e allora la priorità è portarlo via da lì.

Rr ha detto...

Irina,
non si è fatto un c...o, scusa la volgarità.
Io sinceramente i medici inglesi non li capisco. Personalmente ogni volta che un paziente o un parente ha chiesto di poter rivolgersi ad altri, ho sempre detto si. Certo mi seccava e dispiaceva, ed il mio orgoglio ne era ferito, ma se loro volevano cosi, bene. Perché, e più passano gli anni, più ne sono convinta, se si incrina il rapporto di fiducia tra medici o pazienti /famiglie, non lo recuperi più, qualsiasi cosa tu dica o faccia. Anche se tu hai chiaramemte ragione e loro torto. Anche se poi vieni a sapere che l'altro medico ha fatto esattamente la stessa cosa oppure ha fatto peggio. Non tornano più ? Pazienza.
Quindi, fossi stata un medico di Charlie, ai genitori che mi chiedevano di portarselo in USA, avrei detto: - Bene, andate. Naturalmente coi vostri mezzi e tutti i rischi che cio comporta, e che voi vi accollate. E fatemi sapere come andrà, cosi, la prossima volta, saprò come regolarmi.- Ecco, più o meno un discorso simile.
Dev'essere successo qualcosa tra i medici ed i genitori che non sappiamo, e non sapremo mai, forse. O loro han fatto qualche pasticcio
loro,i medic), e non vogliono salti fuori. O i genitori si sono rivolti ad altri prima che il caso fosse disperato, urtando la suscettibilità dei colleghi inglesi. O sono sottoposti a pressioni esterne, da parte dell'Amministrazione e del Siatema sanitario inglese, che non è certo il migliore d'Europa, tutt'altro, per tagliar i costi. E si sono rivolti alla magistratura per pararsi il. ..o, come diciamo tra di noi medici.
E tuttavia, anche qui c'e' qualcosa di non chiaro, perché i soldi i genitori li han trovati, e lasciandolo andar via dll'Inghilterra, le spese se le accollano in USA o Italia o ovunque. E la sentenza dice che possono, non debbono, staccare il respiratore, e dice che il trasferimento è problematico, ma comunque possibile.
Preghiamo.

irina ha detto...

@Rr,
in certi casi, tipo questo, 'de core' scrivo in romano, mentre sulla tastiera traduco in italiano. Nel dialetto nativo sono creativa. Non ti scusare, so apprezzare.
Brava. E' necessario, viviamo tra amebe.

Anonimo ha detto...


Romano o romanesco?

fabriziogiudici ha detto...

Dev'essere successo qualcosa tra i medici ed i genitori che non sappiamo, e non sapremo mai, forse.

Possono essere successe molte cose non proprio edificanti. NotizieProVita ha pubblicato una lettera di una sostenitrice, che è solo un'ipotesi, essendo una persona non coinvolta, ma lascia capire perché non bisogna supporre sempre la buona fede. Ne riporto il concetto chiave così com'è, senza verifica delle fonti. La lettera ricordava che pochi mesi fa, in UK, è stata approvata - anche dal comitato etico - una procedura (fatemelo chiamare pasticcio) che permette la fecondazione "a tre DNA", ovvero con tre genitori biologici, anche a scopo terapeutico per quanto riguarda le malattie del DNA mitocondriale. Ora, vedi mai che negli USA ti scoprono un trattamento medico, senza alcun implicazione etica e che non richiede pasticci - costosi, ma immagino anche remunerativi...

Anonimo ha detto...

Qualunque sia la ragione , questo sequestro ( perche' tale e' ) , e' una vergogna per l'intera umanita' fatta a somiglianza di Dio che dimostra di non meritare questa somiglianza .

http://www.interris.it/2017/07/07/123239/cronache/mondo/charlie-gard-la-mamma-annuncia-gli-ultimi-momenti-di-vita-del-figlio.html

Anonimo ha detto...

"da un momento all’altro potrebbero perdere il figlio non per morte naturale ma per una decisione di qualcuno che gira un interruttore. "
http://www.interris.it/2017/07/07/123270/cronache/italia/lesperto-riaccende-la-speranza-charlie-puo-essere-salvato-ecco-come.html

Rr ha detto...

Nel2011 ci fu il caso di un bimbo che, mandato a casa dallo stesso ospedale inglese in questione, CONTRO il parere dei medici curanti, mori pochi gg dopo. I medici scrissero allora una lettera aperta, accusando l'ospedale di maltreatment. Hanno perso il posto. Una è ora in causa, e sostiene che la morte del bimbo è dipesa da scarsità di personale, dovuto ai tagli nell'organico, ad eccessiva burocratizzazione, all'eccessivo peso decisionale dei managers nella Sanità, ed in particolare in quell'ospedale.

Anonimo ha detto...

Intervento in Aula del senatore Malan nella discussione sul decreto-legge Lorenzin in materia vaccinale. Si impongono 12 vaccini – che nessun altro Paese prevede – mentre si importano ogni giorno popolazioni africane ad altissimo rischio infettivo, e si rafforza il potere dello Stato di rapire i bambini http://www.libertaepersona.org/wordpress/2017/07/malan-vaccinazione-obbligatoria-totale-disprezzo-per-le-famiglie-e-gli-italiani-da-parte-di-un-governo-che-si-ritiene-padrone-dei-bambini-video/

Anonimo ha detto...

È capace di accogliere il messaggio di Gesù chi è umile di cuore e semplice, chi è aperto al dono e allo stupore, che sa che la vita non è una sua proprietà ma un dono. Al contrario, non è in grado di accoglierlo chi è pieno di sé, chi appoggia la vita su ciò che ha, che è, che sa.

Padre nostro che sei nei cieli....