domenica 4 giugno 2017

Piccolo intermezzo da Reggio Emilia

Un lettore segnala:
Le porte della Basilica della Ghiara chiuse al passaggio della processione di sabato mattina a Reggio Emilia ed i fedeli che comunque vi si inginocchiano davanti in segno di devozione.
L'impressione che ho avuto è stata quella di vedere una chiesa piegata al mondo ed una piegata davanti alla Madonna.
Ordine, civiltà, compostezza, ma non senza fervore, sono segni di equilibrio e anche di anime ardenti e non rassegnate né indifferenti... 

35 commenti:

irina ha detto...

La chiesa 'piegata al mondo' ne esce male. La preghiera di riparazione giova anche a lei, che chiude le porte davanti ai suoi e le apre all'ulular dei venti.

Anonimo ha detto...

il piccolo esercito cattolico è uscito dalle sagrestie ..(dove non ha trovato accoglienza ).Coraggio e fede nell'impari lotta di Davide contro Golia..speriamo che si replichi in molte città. E se dalla città del Tricolore, consacrata al Cuore Immacolato di Maria, dal Vescovo (non altrettanto coraggioso con i suoi sacerdoti modernisti, catto-comunisti e arcobaleno) partisse la rinnovata urgentissima riscossa cristiana?

Anonimo ha detto...

eroici, ma troppo pochi.

Emanuele ha detto...

Interessante articolo di Mons. Antonio Livi, su La Nuova Bussolaquotidiana.
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-eresie-moderneil-diavolo-vestepadre-sosa-20060.htm

Anonimo ha detto...

Porte "chiuse"? Ma come? Papa Francesco dice: "La Chiesa ha le porte aperte, se le chiude diventa un museo."

Cambiando discorso, un potente mons. Livi su padre Sosa, i modernisti e Papa Francesco:

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-eresie-moderneil-diavolo-vestepadre-sosa-20060.htm

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Fabrizio Giudici

Mazzarino ha detto...

Per l'anonimo delle 9.00 :
Il tono basso ed intensissimo dell' Ora pro Nobis di una processione di 300 m e 600 persone delle Litanie risuonava ritmato, forte e profondo in tutta Reggio, arrivava in tutte le chiese del centro fino al vescovado. E infondeva coraggio a tanti cattolici (avevo vicine cinque suore di ordini diversi) che si accodavano o che dalle finestre e sulla porta dei negozi partecipavano al Rosario. Quel coraggio che manca ai pastori (quelli ancora cattolici) è tuttora vivo e presente nel popolo cristiano ed il terrore che le droghe diffuse da Roma non abbiano in Emilia ancora ottenuto effetti letali si leggeva negli occhi dei galoppini della stampa di regime e dei vigilantes delle organizzazioni sindacal cattocomuniste inviati con discrezione a "spiare". Magnifico il TG3 regionale che dopo aver parlato esclusivamente della manifestazione sodomitica del pomeriggio ha riportato che la mattina si era tenuta una manifestazione di opposizione di cattolici tradizionalisti e che il vescovo invece (ndr) ha detto che la chiesa è aperta a tutte le sensibilità. Pena sincera e commiserazione per il povero successore apostolico. Requiem aeternam dona cielli domine…. Poveri veri amici ciellini, sempre più cornuti e mazziati! E pensare che il vescovo di Reggio "dovrebbe" essere l’ultimo dei meno peggio sopravvissuti a Bergoglio in Emilia Romagna….. Ormai il 100% della gerarchia flirta e si prostituisce alla politica CGIL-ARCI comunista, proprio come vuole il capo. Nel migliore dei casi sti vescovi credono che di poter fare pastorale con le furberie, i sotterfugi, le menzognette e le violenzuccie sull’esempio del loro vescovo vestito di bianco. Altro che pastori… non riescono nemmeno ad essere pecore. Sembrano galline in confusione, chiuse in un pollaio, terrorizzate dalla donnola bianca di Roma, ormai impazzita, ora che si sente braccata, ed i protettori Obama, Roussef e Pannella non esistono più.

Anonimo ha detto...

Ricordiamoci che il Cuore di Gesu' vuol essere aiutato nella salvezza delle anime . Padre Pio da Pietrelcina

La Processione :
Non ci sono palloncini colorati , ne' slogan , ne' fischietti , ne' salti , ne' balli ,ne' urla , ne' lusso , ne' fasto .
Salta agli occhi l'incedere ordinato della Processione che trasmette una bellezza discreta , priva di vanagloria , che mantiene fede a quello che voleva essere " una Riparazione ".
Mi auguro che sia stata una scintilla , un inizio , che incendi altri cuori, altre diocesi , per riaffermare la supremazia della SS.ma Trinita' . Il dado e' tratto , non si puo' piu' tornare indietro . Adesso le radici dovranno riprendere vigore , bisognera' continuare ad innaffiarle .
Guardiamo al bene suscitato : la gente si affacciava alle finestre e alcuni si segnavano col segno di Croce , alcuni lungo la strada si fermavano ad osservare . La porta della Chiesa era chiusa ? Meglio , perche' l'inginocchiarsi sulla strada ha reso la Fede manifesta . Mai , mai , mai , la vanagloria ! Quello che ci deve spingere e' ricambiare l'amore di Gesu' che e' andato a prepararci un posto . Vogliamo che quel posto che Gesu' ha riconquistato per ciascuno di noi resti libero per noi o che venga occupato da altri ??
Carissimo Comitato ti voglio bene e ti ringrazio per aver fatto la funzione dell'acciarino in chi c'era e in chi non c'era ed ora sei tornato nell'ombra , come comanda Gesu' :
«Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili . Abbiamo fatto quanto dovevamo fare». Lc 17, 7-10

Anonimo ha detto...

Il diavolo non esiste ?
Che dice l'istruzione Cattolica ?
https://gloria.tv/article/fWyyxkFW7KZD48re6NydK3Nf7

Anonimo ha detto...



La Repubblica, ha dato ampio rilievo alla "processione riparatrice" di R. Emilia. In prima pagina, sotto RepTV si vede un quadrato diviso in due: da un lato due gay che si baciano, conla faccia dipinta; dall'altro i sacerdoti della Processione, nel loro austero abito sacerdotale. Per i partecipanti, Repubblica dà la cifra di 300 persone. Le varie fonti sembrano concordare sul numero dei partecipanti, grosso modo. Un numero più che soddisfacente, dati i tempi. Come si è sempre detto, non è comunque questione di numeri. Al momento opportuno, ci penserà il Signore a trasformare il piccolo Davide nel grande Golia, se lo riterrà necessario. Sarebbe bello se queste Processioni riparatrici prendessero piede.

Anonimo ha detto...


continuazione.

Invece il "Corriere della Sera" ha dedicato alla Processione un accurato articolo, con foto e interviste, sempre in prima pagina. Il tono dell'articolo sembra neutrale. Il numero dei partecipanti lo dà a 350 circa.
Non si può dire che questa volta la grande stampa abbia taciuto fatti che riguardano la difesa della religione cattolica.

Comitato «Beata Giovanna Scopelli» ha detto...

Precisiamo:
1. A seguito della Processione di ieri e in riferimento agli obiettivi che il Comitato fin dal principio si era posto, la soddisfazione è completa. Questo per tre ordini di motivi.

2. Innanzitutto: soprannaturale. Il valore intrinseco dell’atto riparatorio è tale da essere sempre ricco di valore. Si ricordi: “Dove sono due o tre riuniti nel Mio nome, Io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20).

3. In seguito: naturale. Le immagini delle centinaia e centinaia di persone in preghiera, le file a perdita d’occhio di fedeli alla Processione, parlano da sole. L’adesione è stata piena e profonda, con devozione e raccoglimento. Al passare degli stendardi, dalle finestre si affacciavano persone che si facevano il segno della Croce, lo stesso dai negozi. Dalle vie laterali si aggiungevano man mano fedeli spontanei sempre più numerosi, al punto che arrivati in Piazza del Cristo è stato necessario “prenderla larga”, entrando con ordine. Le contestazioni sono state nulle o insignificanti.

4. Infine: il riconoscimento della forza della Processione da parte dei suoi nemici. Di fronte alla realtà dei fatti, persino il presidente dell’Arcigay ha dovuto ammettere la sua delusione per “tutte queste persone” presenti alla Processione (si veda video).

5. Va aggiunto che la soddisfazione del Comitato è profonda anche perché quanto si è raggiunto lo si è ottenuto in solitudine: senza sponsor, senza “gioiose macchine da guerra” di partito messe a disposizione, senza cantanti celebri come promotori, senza Comuni che patrocinavano, senza mesi e mesi di preparazione (si è fatto tutto in tre settimane), senza nemmeno una sede fisica in cui trovarsi, senza l’appoggio della diocesi (anzi, piuttosto il contrario; non parliamo poi dello scivolone dei “carmelitani”). Insomma: un Comitato partito da cinque persone a metà maggio per tre settimane è stato al centro dell’attenzione della stampa locale e nazionale (con anche qualche interessamento internazionale) e ha portato in strada un ottimo numero di persone.

6. Alla luce di quanto scritto, oltre alla delusione degli organizzatori del gay pride, va detto che un grande sconfitto del “3 giugno” è certamente il cerchiobottismo diocesano. Il popolo fedele, partecipando così significativamente alla Processione ha smentito le timidezze di larga parte del clero. Tutti gli attacchi e le dissociazioni verso il Comitato da parte prima di qualche prete, poi della Curia, infine – in modo quasi comico – dai carmelitani, hanno sortito l’effetto opposto a quello desiderato. La tiepidezza non solo è sgradita al Cielo ma funziona poco anche con gli uomini. “Poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca” (Ap 3,16).

7. Ringraziamo per l’attenzione i tanti giornalisti presenti e – tra i gli altri – Andrea Zambrano, de La Nuova Bussola Quotidiana che, partecipando alla Processione, ci ha onorati con un ricco e dettagliato servizio fotografico.

8. L’ultimo e più profondo ringraziamento va però alla Fraternità Sacerdotale San Pio X che ha avuto il coraggio di esserci fin dall’inizio, garantendo, tra l’altro, una buona e fattiva presenza di suoi sacerdoti alla Processione. Li ringraziamo perché, ancora una volta, hanno ricordato a tutti che il linguaggio del cattolico è:
“Sì sì no no, ciò che è in più vien dal maligno“ (Mt 5, 37)

Anonimo ha detto...

Due note ulteriori sui numeri. Se tutte le fonti concordano su 300 persone, vuol dire che erano circa 500/600. La questione delle "unità di misura" dei partecipanti a manifestazioni pubbliche è nota.

In secondo luogo, non essendo una manifestazione politica, ma una preghiera pubblica, fossero stati anche solo 10 essa avrebbe avuto un senso. Sodoma e Gomorra avrebbero potuto salvarsi per un manipolo di persone.

Ovviamente sarebbe stato meglio se fossero stati 1500 o 3000, non tanto perché "sarebbe riuscita meglio", ma perché è un peccato per l'occasione mancata da coloro che non hanno partecipato, pur potendo. Vergogna, in particolare, per i preti che avrebbero potuto aggregarsi e non si sono aggregati. In ogni caso, è un sasso lanciato nello stagno. Chi si è limitato a partecipare con un segno della croce dalle finestre si starà chiedendo se la prossima volta non sarà il caso di dare di più, e tra chi non ha proprio partecipato per sua scelta sono certo ci saranno rimorsi di coscienza. In qualcuno daranno frutti. È questo il senso della testimonianza pubblica.

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Fabrizio Giudici

mic ha detto...

Riprendo un pensiero già espresso da altri a correzione di un commento cancellato per sottili inesattezze che potrebbero sviare.

È stato importante esserci: non è una manifestazione di piazza, un urlo corale diretto dal capobanda di turno per mettersi la coscienza a posto: è una preghiera a gloria di Dio rivolta alla Beata Vergine temutissima dal demonio. E una preghiera è la cosa più razionale che un uomo possa fare.

Anonimo ha detto...

Grazie Mic per la sua vigilanza sui moti del cuore .

Anonimo ha detto...

@ Mazzarino.

non ho capito bene che c'entra i suo intervento con il mio delle 9.
Al di là del fatto che fossero 300 o 600 e che l'ora pro nobis arrivasse in tutte le chiese, rimangono 2 cose importanti: la prima è che una tale processione si sia comunque svolte e soprattutto primariamente per preghiera e non come contromanifestazione; la seconda è che comunque 300 o 600 persone in una città di oltre 170.000 abitanti rappresentano un nulla e questo piaccia o non piaccia ha il suo peso. Mi si dirà che Dio non agisce coi grandi numeri, è questo è sicuramente vero, ma è altrettanto vero che nel mondo attuale i numeri hanno una grandissima importanza e se si vuole pesare/agire/cambiare qualcosa in questo mondo si devono avere i numeri. In casi contrario si sta fuori dal mondo e stare fuori dal mondo non è la missione di nessun membro della Chiesa, neanche di un eremita (il quale sta sì fuori dal mondo in senso fisico, ma non con la preghiera). Qui non si tratta di rinascita o risveglio cristiano, si tratta di capire se stiamo capendo il mondo attuale (che non vuole dire condividerne le istanze) o ci stiamo relegando in una vana visione della nostra mente completamente disconnessa con la realtà.

mic ha detto...

Anonimo io non vigilo sui moti del cuore, vigilo sull'uso improprio o affrettato delle parole che può capitare a tutti.

Anonimo ha detto...

Si davvero potente, come sempre riflette a partire dal dogma e ne trae le logiche conseguenze; inoltre vera parresia riguardo anche Bergoglio...in questi tempi dove i pavidi e i turiferari sono la maggioranza non è cosa da poco per un ecclesiastico

Alessandro Mirabelli ha detto...

Per quanto ho potuto vedere sul web mi pare che i carmelitani che si sono dissociati sono quelli dell'antica osservanza, cioè quelli che esistevano già ai tempi della grande Teresa, non già quelli sorti dalla riforma intrapresa da quest'ultima.

Anonimo ha detto...

“ Pensa che sul Calvario Gesù ha operato la nostra
redenzione e sul Calvario deve compiersi la salvezza
delle anime redente ”.
San Pio da Pietrelcina

Anonimo ha detto...

nel mondo attuale i numeri hanno una grandissima importanza e se si vuole pesare/agire/cambiare qualcosa in questo mondo si devono avere i numeri

Questo secondo le regole del mondo.

Comunque, a me hanno fatto piacere due dettagli in particolare. Questo:

7. Ringraziamo per l’attenzione i tanti giornalisti presenti e – tra i gli altri – Andrea Zambrano, de La Nuova Bussola Quotidiana che, partecipando alla Processione, ci ha onorati con un ricco e dettagliato servizio fotografico.

Zambrano ha postato il resoconto qui:

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-gay-pride-quei-bambini-dentro-il-carrello-della-spesa-20052.htm

e tra l'altro si legge:

Qualcuno storce il naso su Facebook: sì, ma sono sacerdoti lefevbriani. Certo, loro hanno occupato quel posto. Loro sono scesi in strada e hanno preso le redini di un popolo che chiede insistentmente ai propri pastori una parola di verità sull'uomo, che chiede ai vescovi di non avere paura nel chiamare il male con il suo nome. Che chiede di non assecondare la deriva omoeretica di tanti teologi à la page.

L'effetto è curioso e profetico al tempo stesso. Sembra quasi che esistano ormai due chiese. Da un lato quella che è ormai prona all'ideologia Lgtb, per paura o per ignoranza, poco importa. A volte anche per interesse. Però appare debole, in ritirata, conformista.

E dall'altra sembra esserci un'altra Chiesa fatta di un popolo che non si stanca di rivolgere lo sguardo al cielo per chiedere protezione e grazie. E che non si accontenta dell'irenismo gnostico e secolarismo imperante che buona parte del clero ormai cerca di dar loro da mangiare. Ma a raccogliere questo grido ieri c'erano dei sacerdoti che oggi non sono in piena comunione con Roma.

Se il processo della San Pio X dovesse concludersi con l'istituzione di una prelatura personale, i sacerdoti lefevbriani potranno dire di essersi presentati a Reggio Emilia con il loro biglietto da visita. In ogni caso a prendere per mano questo popolo così affamato ieri c'erano loro. In mezzo c'è un vuoto, che va colmato. E a colmarlo deve essere la Chiesa gerarchica, fatta di vescovi in comunione con Roma, di parroci e di fedeli che non hanno paura a scendere in strada per pregare per riparare un Gay Pride. Quel vuoto oggi comincia a gridare forte e dice: ascoltateci, non conformatevi alla mentalità del mondo.


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Fabrizio Giudici

Anonimo ha detto...

Sadiq Khan, sindaco di Londra: "Evitare che i terroristi si radicalizzano" (Rai News 24). Se non è una cattiva sintesi giornalistica, è la dichiarazione di un correo.
Andrea Sandri

Anonimo ha detto...

Non è possibile, infatti, affermare che "non si può uccidere nel nome di Dio" per cancellare la matrice religiosa del progetto islamista di conquista. Si pensi che anche Theresa May, dopo l'ultimo attacco a Londra, ha parlato chiaramente di "estremismo islamico", di "ideologia" la quale "si diffonde attraverso internet e le grandi società".
Non è possibile, infatti, affermare che "non si può uccidere nel nome di Dio" per cancellare la matrice religiosa del progetto islamista di conquista. Si pensi che anche Theresa May, dopo l'ultimo attacco a Londra, ha parlato chiaramente di "estremismo islamico", di "ideologia" la quale "si diffonde attraverso internet e le grandi società".
Eppure, sottolinea sempre Il Tempo, non c'era occasione migliore per "contrapporre la verità della fede cattolica alle religioni che predicano la violenza, come l'islam, e per spiegare che il pluralismo a cui si richiama il premier inglese è in realtà un relativismo morale che apre la strada alla violenza dell'islam". Ma niente da fare, il Papa quest'occasione non l'ha colto. La parola "islam" resta proibita.

mic ha detto...

nel mondo attuale i numeri hanno una grandissima importanza e se si vuole pesare/agire/cambiare qualcosa in questo mondo si devono avere i numeri.

Ma che discorsi sono? All'inizio erano solo in 12, alcuni discepoli e le pie donne. Se si fossero posti il problema dei numeri...

E, al di là dei risultati, quando tacere significherebbe tradire la Verità, si parla e si fa quel che si può, anche se è apparentemente insignificante.

fabriziogiudici ha detto...

Prova di commento con login...

Non disperdersi ma proseguire uniti ha detto...

Cari amici del comitato,
Chiediamo la vostra attenzione per un attimo.
Tutti i nostri obiettivi sono stati raggiunti e ora siamo al momento delle decisioni finali.
In questo gruppo ci sono quasi 3000 membri ed è il tempo di decidere se sciogliere questo comitato, in seguito alla piena soddisfazione dei suoi fini, o di continuare ad esistere nelle forme e nei modi che si riterranno opportuni.
A voi dunque la parola: dissolversi o proseguire?
Il dibattito resterà aperto per le prossime 24 ore in calce a questo post. Vi invitiamo a esprimere semplicemente un'opzione tra "dissolversi" o "proseguire".

Anonimo ha detto...


# Proseguire o dissolversi?

La domanda non è rivolta a me, visto che non sono un membro del comitato. Come semplice fedele e partecipante di questo blog, per quello che vale la mia opinione, dico tuttavia: proseguite!
Datevi un'organizzazione nazionale.
Bisogna organizzare molte di queste Processioni di Riparazione, in tutta Italia. Rispondere alla sinistra offensiva omosessualista e abortista puntualmente con la Processione e il Rosario di Riparazione per l'offesa fatta a Dio. Al momento è l'unica arma che abbiamo, strettamente religiosa. Non importa il numero dei partecipanti. Sarà sempre limitato, salvo fatti clamorosi e imprevisti.
Per "organizzazione nazionale" non intendo la cosa in senso burocratico. Oggi con i cellulari ci si organizza su scala nazionale e addirittura internazionale.
Ma forse "l'organizzazione nazionale", intesa in questo senso, già l'avete, di fatto.
PP

Anonimo ha detto...

Ebbene un prete che protesta c'è: don Francesco Fragiacomo, parroco di Staranzano.
Ha protestato con il vescovo silenziosissimo di Gorizia Carlo Maria Redaelli, contro le "nozze" blasfeme Bortolotto-Di Just.

"Il parroco di Staranzano don Fragiacomo chiede di rimuovere Di Just dall’Agesci".

"Come cristiani, dunque, siamo chiamati ad annunciare il modello di famiglia indicata da Gesù: quella fondata nell’amore tra un uomo e una donna uniti nel sacramento del matrimonio".

Anonimo ha detto...

Da semplice fedele mi auguro che "proseguiate".
Con le vostre capacita' e risorse potreste essere la
testa di una bella piovra italiana di riparazione .
I disegni di Dio ..!
Sara' per questo che NSGC lascia la S.PioX silente ? Perche' possa essere "duttile", "versatile"?
Dio vi benedica tutti .
Se trovate le mie parole inappropriate vogliate perdonarmi ,
non era mia intenzione.

Diego ha detto...

Proseguire.
Io mi associo al comitato, e con me c'è la famiglia affidatami da Nostro Signore.
Ieri ero all'ospedale di Treviso ed erano presenti un gruppo di valenti fedeli che, sotto il sole cocente delle 15, recitavano il SS. Rosario in riparazione al crimine dell'aborto.
Non importa quale che sia la scintilla, l'importante è che una volta chiamati si abbandoni quello che si stava facendo e si segua Cristo.
Mi permetto solo di dire che il Comitato rimanga un centro di coordinazione di preghiera e non si pieghi mai alle regole del mondo ovvero non pensi di divenire un organo più "politico". Il Vangelo è chiaro: non c'è vittoria secondo le regole di questo mondo e noi verremmo stritolati, come sta avvenendo ora alla Chiesa, se pensassimo di "rivoluzionare" il mondo con i suoi stessi metodi.
I cristiani sono il sale della terra, ma il sale è in piccole quantità in una pietanza. Nessuno si illuda del contrario perché tutte le corone appartengono al principe di questo mondo fino a che Nostro Signore non lo spazzerà via per l'eternità.
Il mio parere personale è che dobbiamo fortificarci nella fede, unirci tra chi desidera questa comunione autentica e non solo da "schitarrata parrochiale".
Cristo è stato aiutato da Simone di Cirene (sebbene nel Vangelo di Giovanni non sia presente) e questo ci fa capire come il fardello va vissuto insieme.
L'espiazione è stata di Cristo, ma il mezzo (una comunissima croce tanto in uso a quel tempo) è stato portato anche da chi era solo di passaggio. Vuoi la curiosità di vedere cosa accadeva in quel momento, vuoi l'insondabile intenzione del Padre, fattostà che Simone era lì e non si poteva tirare indietro. Come è stato "tirato dentro" al più grande mistero della storia umana, così improvvisamente i soldati lo hanno "liquidato".
Noi eravamo qui, " a curiosare", e io sento che siamo stati "tirati in ballo".
Verrà il giorno del "rompete le righe" ma prima si deve arrivare sul Golgota.

Anonimo ha detto...

Lo scopo è : ravvivare la fede nelle nostre comunità e cercare di risvegliarla, o suscitarla, in tutte le persone e le famiglie , dove la fede è stata predicata e la Chiesa è stata impiantata già . Dobbiamo essere portatori di quella speranza che nasce dalla certezza della fede: aiuteremo così i nostri fratelli e concittadini a ritrovare il senso e la gioia della propria vita.

Anonimo ha detto...

@ mic
"nel mondo attuale i numeri hanno una grandissima importanza e se si vuole pesare/agire/cambiare qualcosa in questo mondo si devono avere i numeri.

Ma che discorsi sono? All'inizio erano solo in 12, alcuni discepoli e le pie donne. Se si fossero posti il problema dei numeri...

E, al di là dei risultati, quando tacere significherebbe tradire la Verità, si parla e si fa quel che si può, anche se è apparentemente insignificante."

La mia non è una critica disfattista al fatto che erano poche persone, ma uno sprone a tenere conto che i numeri contano al giorno d'oggi (scusate il gioco di parole)
Nessun dubbio che i 12 non si sono posti il problema dei numeri, ma loro erano appunto all'inizio, mentre noi siam in itinere. Inoltre se si leggono con più attenzione i vangel ci si renderà conto che non erano solo 12 (anzi 11) con qualche pia donne, ma che quel piccolo gruppetto rappresentava solo il "nucleo dirigente" della nascente chiesa. In realtà i seguaci di Gesù erano già molti di più.
Sono d'accordo che tacere significa tradire la Verità, infatti non dico di tacere, ma di non farsi facili illusioni e che bisogna trovare il modo per "contare di più" per incidere.

irina ha detto...

Proseguire. Coordinarsi. Essere presenti, tanti, pochi non importa. Riparare.
Non solo lgbt. Senza mai essere del mondo. Pacati, a modo, seri. Personalmente riparerei anche per le dure cervici che legiferano.Per chi gioca in Borsa. Spunti qua e là.Per i sacerdoti che si sono allontanati dal Cristianesimo;per gli avvocati corrotti; per i genitori atei; per gli spettacoli corruttori; per gli ipocriti pubblici; per il popolo lasciato senza guide; oppure per tipo di vizio ad esempio: per i superbi al governo o alle comunicazioni o nel clero o negli ospedali o in parrocchia o nei tribunali o al Tar del Lazio...Una processione, UNA SOLA intenzione. Per non disperdere in tanti rivoli la preghiera.

Anonimo ha detto...

Così Santa Teresina, patrona delle missioni: «Il mio amore non era stato recepito, lo sentii, ma decisi di non mendicare un affetto che mi veniva negato. Tuttavia il Signore mi ha donato un cuore così innamorato e sensibile che, quando ha voluto bene autenticamente una volta, vuol bene per sempre; così continuai a pregare per quella mia compagna e le voglio ancora bene» (S. Teresa di Lisieux). Essere missionari significa amare ostinatamente, come ama il Padre del cielo.
http://www.toscanaoggi.it/Rubriche/Commento-al-Vangelo/Dio-ci-affida-la-sua-vigna#sthash.ZGLrXWzp.dpuf

irina ha detto...

Quando ci saremo coordinati, si potrebbe fissare un giorno della settimana e in quel giorno, dalla Vetta d'Italia a Capo Passero, ognuno nel suo borgo natio con i suoi fratelli di Fede, parte in PROCESSIONE devotamente, con UNA SOLA INTENZIONE, decisa insieme su internet e sintetizzata da chi è, in quella settimana, il più sintetico.

Anonimo ha detto...

Mi sembra una proposta realizzabile .