lunedì 8 maggio 2017

The political Pope. Un libro negli USA analizza criticamente il pontificato di Bergoglio

Marco Tosatti su Stilum Curiae. Considerazioni per noi non nuove; ma interessanti perché, oltre a confermare la problematicità di questo pontificato, dimostrano come si vada allargando l'orizzonte di consapevolezza.

Ci sembra interessante rilanciare qualche brano dell’intervista che Maike Hickson, di OnePeterFive, ha fatto a George Neumayr, autore del libro “The Political Pope”, e il cui sottotitolo è: “Come papa Francesco sta deliziando la Sinistra liberal e abbandonando i Conservatori”. Il libro di Neumayr, che è uscito il 2 maggio scorso negli Stati Uniti, è un’analisi critica dei primi quattro anni del regno di papa Bergoglio. Non sappiamo se e quando uscirà in Italia; ma certamente è un contributo al dialogo sulla situazione della Chiesa far sentire una voce come quella di Neumayr.

Vi riportiamo qualche frase della lunga intervista, consigliando chi vuole di leggere l’originale in inglese. Fra l’altro, sul sito di OnePeterFive Neumayr ha dato l’autorizzazione a rendere pubblico il primo capitolo della sua opera.
“Dal primo momento in cui l’ho visto, ho saputo che sarebbe stato una palla da demolizione modernista, e mi ha colpito dall’inizio come il tipico ‘gesuita progressista’… Ho capito che sarebbe stato un pontificato storicamente angosciante… mentre si sviluppava, è diventato sempre più chiaro che qualcuno doveva fare la cronaca di questo pontificato caotico”.
Neumayr ha studiato presso un’università dei gesuiti.
“Il programma di Francesco era così ovviamente impostato per promuovere il liberalismo politico e al tempo stesso minimizzare la dottrina; quella era la formula del cattolicesimo vuoto e di moda che ho visto in vetrina all’Università dei Gesuiti di San Francisco”.
Neumayr ha letto tutti i libri biografici esistenti su Jorge Bergoglio, ha parlato con preti, ha parlato con gesuiti, con attivisti cattolici, specialisti di diritto canonico e professori cattolici. La maggior parte di essi preferiva parlare sotto anonimato. Ha trattato del Bergoglio prima e dopo l’elezione al Soglio di Pietro. La conclusione?
“La conclusione innegabile è che la Chiesa cattolica sta soffrendo sotto un cattivo papa, e che i cardinali devono affrontare questa crisi”.
Secondo Neumayr, il Pontefice
“è il prodotto di un sinistrismo politico e di un modernismo teologico. La sua mente è stata formata da tutte le eresie post-illuministe e dalle ideologie da Marx a Freud a darwin. Ѐ la realizzazione della visione del card. Martini di una Chiesa modernista che si adatta alle eresie dell’Illuminismo. Su quasi tutti i fronti Francesco è un seguace della scuola modernista.”. Questo, dice Neumayr, si può vedere dall’interpretazione di certi passaggi del Vangelo, “Come quando descrive il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci come una metafora e non come un miracolo”.
“Questo pontificato è un esempio flagrante di clericalismo fuori controllo. Papa Francesco usa il pulpito del papato non per presentare gli insegnamenti della Chiesa, ma, piuttosto, per promuovere la sua agenda politica personale”.
“Molte delle sue dichiarazioni non sono in linea con gli insegnamenti della Chiesa, come documento nel libro”.
Neumayr cita fra i maître a penser del Pontefice Esther Ballestrino de Careaga, una fervente comunista. E Paulo Freire, autore del libro “Pedagogia degli oppressi”; e ha riabilitato, afferma Neumayr i teologi della Liberazione.
“Rende omaggio al relativismo morale e al socialismo, che sono al centro della sinistra globale. Non è un caso che le sue frasi simbolo siano ‘Chi sono io per giudicare’, e ‘ineguaglianza è alla radice di ogni male’ ”. Ѐ un cocco della sinistra globale perché promuove molti dei temi della loro agenda come l’attivismo per il climate change, i confini aperti e l’abolizione dell’ergastolo”.
“Il Papa asseconda il volontarismo inerente ai liberal che prende la forma sia del relativismo morale che la forma di un socialismo del mostrarsi virtuosi… in altre parole, i liberals amano apparire buoni senza esserlo. E un pontificato che unisce liberalismo politico e relativismo dottrinale e morale va d’accordo con la loro politica di auto indulgenza. Amano anche un tocco di spiritualismo non minaccioso nella loro politica, che un dilettante gesuita dall’America Latina fornisce”.
Su “Amoris Laetitia” Neumayr è molto critico.
“Ѐ uno dei documenti più scandalosi nella storia della Chiesa. Papa Francesco da un’ovvia strizzatina d’occhio e un cenno del capo agli adulteri nella nota 329 del documento. Nel mio libro parlo dell’ambiguità intenzionale di quel documento… tipico di un gesuita”.
Neumayr è critico per la debole risposta da parte dei prelati. E afferma che ci vorrebbe un’iniziativa:
“La mia posizione è che i cardinali dovrebbero affrontare direttamente il Papa su questo tema e rendergli chiaro che la posizione eterodossa a cui aderisce è assolutamente inaccettabile. E poi, se manca di rispondere ai dubia, devono muoversi per una correzione formale”.
Neumayr è nato nel 1972. Dice di sé di essere di quella generazione di cattolici che hanno
“chiesto del pane e ricevuto delle pietre”. Spera che il suo libro “possa contribuire a un ritorno all’ortodossia e alla santità nella Chiesa, e penso che sia il dovere dei giornalisti di dire la verità senza paura o favoritismi”.

11 commenti:

berni/exodus ha detto...

Oggi 8 maggio festa della Madonna di Pompei - ricordiamoci a mezzogiorno di fare la supplica di Bartolo Longo - ne abbiamo un enorme bisogno sia noi che tutta la Santa Chiesa - lo stato di necessità non è mai finito visto che la Chiesa si trova nella piena apostasia. dobbiamo solo pregare e chiedere l'intercessione della Vergine, perchè ciò che può Lei noi non lo immaginiamo minimamente.

Luigi Rmv ha detto...

Dai passi riportati, questo Neumayr ha fatto un ritratto lucidissimo del "ladro e brigante" alla guida della Chiesa, nel significato del Vangelo di ieri.

E' chiaro che è un papa prettamente politico, che sintetizza le eresie a discapito della dottrina e che usa la Chiesa per farle realizzare la sua "agenda politica" personale di sinistra, motivo per il quale è così osannato e da nessun media criticato.

Da incorniciare la conclusione e il rimedio, qui e altrove più volte invocato, ma rismasto ancora senza seguito.

“La conclusione innegabile è che la Chiesa cattolica sta soffrendo sotto un cattivo papa, e che i cardinali devono affrontare questa crisi”......La mia posizione è che i cardinali dovrebbero affrontare direttamente il Papa su questo tema e rendergli chiaro che la posizione eterodossa a cui aderisce è assolutamente inaccettabile. E poi, se manca di rispondere ai dubia, devono muoversi per una correzione formale”.

Forza e coraggio, cardinali! "En marche"!!!
Non quella del francese eletto al servizio del NWO, ma di Nostro Signore!

Se siete ancora tali e degni della carica ricoprite, è il momento di dimostrarlo!
Non solo per le migliaia di fedeli che attendono da qualche anno una vostra reazione auterevole, ma dinanzi a Gesù Cristo, che avete scelto di seguire consacrando la vostra vita a Lui.

Non avete paura del giudizio divino e dell'unità di misura che sarà usata
"“A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto” (Lc 12,39-48)"?





Anonimo ha detto...

@Anonimo delle 11:17. No, perché il falso profeta, non avendo la fede, non apparterrebbe alla Chiesa e, secondo la Costituzione Apostolica di Paolo IV "Cum ex apostolatus officio", la sua elezione al sommo pontificato sarebbe nulla, illegittima e invalida, ancorché scoperta dopo la proclamazione. E ciò "Sine ulla declaratione", ossia ogni fedele potrebbe e dovrebbe rifiutare obbedienza a tale falso papa, appena scoperto l'inganno, "senza che alcun tribunale ecclesiastico dichiari la nullità".
TEOFILATTO

Anonimo ha detto...

Q.What are the reasons for the silence of so many prelates of the Church in the face of heterodox teachings coming out of Rome?

A.One reason is their lack of conviction, another reason is shameful careerism, the third reason is that many of the Bishops are cowards before the Spirit of the Age, and a lot of these 'conservatives' are modernists in slow motion.

irina ha detto...

Frattura nella FSSPX: 7 superiori francesi e i capi delle comunità amiche
firmano una lettera esplosiva.
da Radio Spada del 07.05.2017

tralcio ha detto...

IL CRISTIANESIMO DI CERTI MONACI (PADRE SOFRONIO) NON SCAVALCA MAI IL RECINTO DELL'OVILE

Dio non ha tempo: è senza inizio! E' il tempo, con lo spazio, ad essere creato.
Eppure Dio dice "Io sono". In Cristo questo Dio personale si rivela Uno e Trino.
Il presentarsi di Dio ipostaticamente è, per l'uomo ("capace di Dio"), una grazia immensa.
Adamo nell'Eden può ascoltare Dio e può parlarGli. L'uomo ha in Dio un "tu", non un'idea.
La creatura si scopre "essere" proprio perché il Creatore c'è!
Vivo perché Dio c'è ma, se pretendo di essere senza Dio, muoio e mi perdo nel nulla.
Dio, nella sua persona di Figlio-Verbo ha addirittura preso carne umana in Gesù Cristo.
Lui è la porta delle pecore: di lì si passa alla visione di Dio, scoprendolo Padre che ama.
In questa incarnazione umana, l'uomo vede rivelata anche la sua dignità agli occhi di Dio.
Possiamo essere tempio dello Spirito santo.
Che cosa succede allora? Che riconosciamo come ama Dio, in Cristo.
Riconosciamo il segno della croce e il peccato che l'ha richiesto.
Facciamo esperienza, dolorosa, della tenebra di un cuore umano che rifiuta la grazia.
Scopriamo che nel peccato siamo un "non-essere", dei morti, avviati al nulla infernale.
Tutto ciò è necessario: serve a rinnegare noi stessi, scegliere la croce di Gesù, seguirlo.
La croce di Cristo non è disperazione, ma offerta.
Egli ha il potere di offrire la propria vita per il bene altrui e di riprendersela.
La tragedia esiste solo per chi ha uno sguardo che non si stacca da terra, cieco di Cielo.
Gesù ha preso su di sé il peccato dell'umanità, ma in Lui non c'era tragedia, ma pace.
Ci vuole la volontà di fare la volontà del Padre, serve la pienezza di grazia.
La nostra vita può farsi liturgia, cioè eucaristia, Presenza Reale di Dio con noi.
Come San Paolo, il santo può arrivare a dire che "non vivo più io, ma Cristo vive in me".
Bisogna tenersi lontani dal peccato, vivendo i comandamenti non come norma, ma quali riflessi della vita eterna in questa esistenza, cioè la nostra difesa, la nostra fortezza.
Conformarsi a Cristo è di chi non fa nulla di impersonale, ma vegliando per essere personalmente santo, cioè somigliante alla creatura umana ad immagine di Dio.
Lottando umilmente, con fede, possiamo purificare il cuore, liberandoci dalle passioni che ci sottomettono alla terra e al suo principe, disperdendoci nei nostri pensieri.

irina ha detto...

LBQ: I teologi modernisti mostrano le carte: la lettura giusta di Amoris laetitia è contro Veritatis Splendor
di Lorenzo Bertocchi

Anonimo ha detto...

Fatevi quattro risate: le sette fatiche di Francesco, novello Ercole. Tutto graziosamente confezionato dal mio arcivescovo (lui effettivamente non c'era, ma devo dedurre che approva; altrimenti dovrei dedurre che non è capace di esercitare la propria autorità neanche in diocesi).

http://www.chiesadigenova.it/pls/genova/consultazione.mostra_pagina?id_pagina=367387

--
Fabrizio Giudici

Anonimo ha detto...

La Chiesa cattolica è la porta, l'unica, per la quale entra Cristo
Sac. Dolindo Ruotolo
http://dondolindo.blogspot.it/2017/05/07052017-commento-al-vangelo-di-s.html#more

Anonimo ha detto...

Mi correggo, ho guardato le foto: c'era anche Bagnasco.

--
Fabrizio Giudici

Anonimo ha detto...

A Roma tutto tace !
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-centenario-fatima-il-vescovo-consacra-la-diocesi-19789.htm