giovedì 25 maggio 2017

Manchester e la risposta vuota dell'Occidente adulto

Benedetta Frigerio, su La Bussola quotidiana.

Un’immagine stilizzata delle orecchie nere di un coniglio su sfondo rosa, quelle portate dalla cantante Ariana come noto simbolo di Play Boy, è la sola risposta vacua che sanno dare al nichilismo islamico i guru della cultura dell’Occidente apostata delle proprie radici. Hanno colpito i giovani “laddove sono liberi e felici”, scriveva ieri Roberto Saviano a poche ore dall’attentato a Manchester, avvenuto durante il concerto della nota cantante americana. Sì perché è diventato questo l’orizzonte di felicità a cui per primi si sono ridotti gli adulti che non sanno quale alternativa proporre ai giovani immersi in una società affetta da un'altra forma di nichilismo. Quello "gaio", come lo definì Del Noce per svelare la disperazione (mancanza di senso adeguato per vivere) nascosta sotto il benessere borghese sazio di se stesso.

ETERNI ADOLESCENTI - “Colpiti i giovani, le ragazze libere”, scriveva sempre ieri Michele Serra, facendo emergere il concetto di libertà che ormai ci caratterizza (fare ciò che si vuole, anche fosse nocivo). Sia mai insegnare ai piccoli che ci si sente davvero liberi solo quando si gode del bene perseguito. Dato che potrebbero denunciarti per plagio minorile, appurato ormai che l’ideologia relativista non riesce ad essere messa in discussione nemmeno da tragedie come questa, in cui ieri sono state uccise oltre 20 persone ma che negli ultimi tempi stanno facendo stragi ovunque. Soprattutto se prima dell’attentato al concerto di Manchester c’è stato quello, nel 2015, al Bataclan di Parigi, dove la band Eagles of Death Metal cantava “bacia il diavolo…ho incontrato il diavolo e questa è la sua canzone” e dove Célia “con suo marito, Benjamin, aveva lasciato i figli a casa per regalarsi una serata adolescenziale”, sottolineava Repubblica. La donna si era detta convinta che “il Diavolo è arrivato davvero, con le sembianze di ragazzi normali: “Non avevano facce feroci o indemoniate””. Ricordando così la “banalità del male” a cui siamo ormai un po’ tutti assuefatti. Basti pensare alla leggerezza con cui si è bypassato il fatto che l’autore della strage di Orlando, Omar Mateen, di origini afgane, nel gennaio del 2016 aveva ucciso 49 persone ferendone oltre 50 riunite presso il gay club Pulse, dove è facile immaginare cosa accadesse fra i giovani.

COSA DEVE SUCCEDERE ANCORA? - Questa volta, invece, è stato colpito un palazzetto (Manchester Arena) dove la 24enne dal volto innocente Ariana Grande, fra i modelli più in voga delle adolescenti occidentali, cantava seminuda l’apparentemente innocua “Everday” che dice così: “Lui mi dà quella bella mer…, quella bella mer…, oh e me la dà tutti i giorni per non farmi smettere”. In poche parole, si tratta di un allusione al sesso, presentato come droga e dipendenza schifosa ma necessaria da un video clip dove la cantante mostra persone che hanno rapporti in ogni luogo e modo (compaiono persino due donne, una sopra l'altra, sulle lavatrici di una lavanderia pubblica). Eppure, si sono chiesti in molti, come si fa ad accusare se stessi, che male c’è ad andare ad un concerto simile a 15 anni? Impressiona poi che mentre in Oriente i luoghi di assemblamento dove vengono colpiti i cristiani sono le Chiese affollate, in Europa e negli Stati Uniti gli islamisti sanno che le nostre chiese (i luoghi a cui più teniamo) sono quelli del divertimento notturno. Dove il problema non sono gli adolescenti, attirati da questi nuovi eroi con cui il sistema mediatico li bombarda costantemente, ma gli adulti che “non ci vedono nulla di così male” ("Non avevano facce feroci o indemoniate", diceva ugualmente Célia degli attentatori islamici).

SERVE UN ALTRO ORIZZONTE - E’ vero dieci anni fa gli adolescenti ascoltavano i Take That e le Spice Girl e guardavano “Non è la Rai”, le prime avvisaglie di questa riduzione dell’ideale che ora mostra il suo volto degenere, ma in fondo era confortante sapere che gli adulti avevano un altro orizzonte, uno più infinito che teneva desto il loro, non permettendo alle riduzioni mondane di vincere. Oggi invece, sempre più persone, si sono assuefatte, vuoi perché nessuno più sostiene i genitori nella sfida educativa, vuoi perché il sentimentalismo incapace di discernere e il politicamente corretto colpiscono anche la Chiesa silente, vuoi perché è più facile minimizzare per non soffrire troppo davanti alle tante storture a cui le persone che amiamo si arrendono. Vuoi perché da soli, lo si capisce bene, contro questo mondo non ce la si fa. Fatto sta che se non accettiamo di soffrire per il destino degli uomini, mantenendo come prospettiva l’infinito Bene e il Paradiso anche quando incompresi, e se non ci interroghiamo continuamente in prima persona sull’alternativa che vogliamo fornire ai nostri ragazzi, se non uccisa dal nichilismo islamico, la prossima generazione verrà distrutta da quello occidentale.

LASCIARSI COLPIRE - Accontentarci di accusare "questi assassini" è dargliela vinta. Invece che giustificarsi, dunque, per non rendere vane queste morti, dovremmo almeno lasciarci colpire e chiederci che cosa sta succedendo, perché, dove ci è chiesto di cambiare. E, se servisse, umilmente correggerci, pregando Dio di darci la forza di non soccombere. Per aderire con più tenacia, e senza compromessi, alla compagnia di Colui che con la sua Carità, Verità, Giustizia e Bellezza ha fatto fiorire l'Occidente. Certo occorre amarla questa Verità, più che se stessi. 

40 commenti:

Anonimo ha detto...

ORFANI DI RATISBONA
( di Giuliano Ferrara, Il Foglio )

"Al Bataclan avevano appena attaccato “Kiss the Devil”. Serata infernale in nome dell’unico Dio, come dicono i matti. Ariana Grande, che da quanto posso capire è un fenomeno paradisiaco, 126 milioni di followers e un successo planetario in particolare tra bambini e adolescenti, aveva appena smesso di cantare il suo “Broken heart”. Le stragi degli innocenti sono su pentagramma, e prediletto del diavolo è il pop. Non mi piego alla retorica facile sul modo di vita libero e disincantato. Anche il custode musulmano di Palmira, decapitato e appeso a un lampione, era innocente. Anche i Budda uccisi dai talebani erano innocenti. Lo era Nick Berg, l’ebreo Daniel Pearl, lo erano tutti gli obiettivi del terrore. Non è un buon momento per rivalutare i sunniti, per dialogare con le alte autorità teologiche del Cairo, per armare i wahabiti di Riad. Lo stragismo in musica, e la musicalità delle ultime stragi, dovrebbero allertarci.

I pupi che saltano dovrebbero fare impressione. Le note che accompagnano i botti jihadisti sono lì per squillare il nostro allarme. Non c’è vigilanza che tenga. Avevo raccontato che avrei potuto farmi esplodere nella Royal Albert Hall, ai Proms della Bbc, con tutto l’agio necessario per chi ami la morte più della vita, senza aver subìto alcun controllo. Il problema non è nella serie dei controlli. Non si possono chiudere le frontiere, che la musica valica comunque, e che non proteggeranno mai dal jihadismo fatto in casa nostra. Bisogna varcare le frontiere dell’islam politico e affrontare la situazione, invece di ripetere che un realismo ispirato a princìpi, quali princìpi poi si sa, consiglia di appoggiarsi di volta in volta ai mullah o ai muftì. Mentre celebravamo ancora una volta la saggia fine dell’esportazione della democrazia, abbiamo dovuto fare i conti con il terrore importato, con le sue radici manchesteriane, con la sua brutale e cattiva occasionalità.

Anonimo ha detto...

...segue
Se non abbiamo un Dio da difendere, nessun Dio ci può salvare. Quella della musica, come i grattacieli, le metropolitane, i treni, le redazioni di giornale, le passeggiate lungomare, è una guerra di religione sullo sfondo di un contrasto di civiltà. L’attacco è al modo di vita, d’accordo, ma il nostro modo di vivere è fragile, esposto alla difettosa retorica del sentimentalismo da consumo del bene non durevole: non avranno il nostro amore, questo dovrebbero sapere, e nel modo più chiaro, invece apprendono il contrario, che non avranno il nostro odio. Di conseguenza, largiscono il loro, di odio, seminando paura e morte, nel tentativo di occludere le arterie dell’occidente, una delle quali è l’universalismo musicale, il sogno, naturalmente il sesso, l’idealizzazione della donna e del bambino.

Attaccare, per non essere attaccati. Annientare, per non essere annientati. Nessuna legge della democrazia liberale consente di eludere questo problema, come si è visto nel Novecento della Prima e della Seconda guerra mondiale. Invece non facciamo altro. Eludere, per restare illusi. E siamo sempre sorpresi. Ma di che cosa siamo sorpresi, anche questo non riusciamo a saperlo. Dopo il concerto, che cosa? E quando, se non ora? E dov’è il dove in questo ovunque? Non si deve coltivare l’apocalisse, c’è il niente da disvelare nel nichilismo religioso, fanatico, mortuario. E’ un gigantesco problema politico, e in questo la Fallaci non aveva torto: la rabbia, l’orgoglio. Se da quasi un anno non riusciamo a prendere Mosul, loro intanto si prendono Manchester. Per noi è tutto un musical, è La La Land la vocazione dell’occidente, mentre per loro è un fuoco d’artificio, è la guerra di religione, la purificazione delle anime, anche dei piccoli fans, i figli e i nipoti dei crociati.

Certo che odiano la musica. Non la conoscono, non la praticano. Odiano anche la scuola, la guida delle femmine, le icone, la lingua universale della libertà, il passato scavato nella roccia, il tempio e il corpo. Sono discendenti di una profezia, credenti in un unico Dio, il loro, e si scatenano contro i miscredenti. E’ tutto scritto, tutto detto, tutto ritualizzato nella città politica della moschea. E noi, invece di esportare con una violenza incomparabilmente superiore alla loro l’unico modo di vita che preveda la possibilità della pace, invece di rispettare il loro progetto distruggendone le radici sociali e politiche dove risiedono, noi a baloccarci, a piangerci addosso, a ricusare la violenza e l’odio. Dopo Ratisbona, ultima destinazione conosciuta, non si è più sentita una parola, dico una che avesse il malinconico sapore della verità".

Giuliano Ferrara

Anonimo ha detto...

http://www.dailymail.co.uk/news/article-4539392/Melania-Catholic-White-House-Kennedy.html

Anonimo ha detto...

Mario Adinolfi scrive:
Volete sapere perché Salman Abedi, 23 anni, si è fatto saltare in aria uccidendo 22 suoi coetanei o giù di lì (molto giù, c'è anche una bambina di 8 anni tra le vittime)? La demografia è una scienza esatta ed ha già emesso la sua sentenza ed è inappellabile. Non andate a indagare i suoi legami con il fondamentalismo islamico, inutile andare a studiare la rituale rivendicazione dell'Isis. Studiate la demografia. Ecco, capite quella. Perché o capiamo o moriamo.
In Inghilterra la trentina di scuole sottoposte alla giurisdizione della Church of England, la chiesa anglicana, istruisce in maggioranza assoluta studenti musulmani. Alla Staincliffe Junior School di Batley il 98% degli studenti proviene da "un ambiente islamico". Alla Saint Thomas in Werneth che si trova a Oldham non c'è neanche uno studente, neanche uno, disposto a definirsi "cristiano". Sapete dov'è Oldham? A pochi chilometri da Manchester, città dove interi quartieri sono in mano all'Islam. E non sono quartieri nobili, snob e chic. Non ci sono i pub dove ubriacarsi ogni sera di birra a fiumi chiamando tutto ciò "civiltà".
Ci sono tre milioni di islamici in Inghilterra, vent'anni fa erano la metà, poiché hanno un tasso riproduttivo triplo rispetto ai bianchi wasp, tra meno di mezzo secolo saranno più dei cristiani. La demografia è una scienza esatta ed ha già emesso la sua sentenza ed è inappellabile. La stragrande maggioranza di quei tre milioni è molto legata alla religioni ed è praticante. La stragrande maggioranza dell'Inghilterra cristiana ha dimenticato la religione, la irride, s'è ritrovata con le donne vescovo anglicane e i matrimoni gay benedetti in chiesa, così che le chiese sono vuote e al loro posto ci fanno i supermercati.
Le politiche di integrazione? Come in Francia sono completamente da bocciare. Esistono nelle città quartieri in mano all'Islam: a Manchester più che altrove, ma anche a Birmingham, nella stessa Londra dove i musulmani sono già più di un milione ed è, come è noto, di religione islamica anche il sindaco. E allora il 22 marzo l'attacco a Westminster, il 22 maggio l'attacco a Manchester: 5 morti lì, 22 morti ieri e tutto sommato è persino poco perché la bomba demografica è innescata da tempo e non può che esplodere.
No, non dobbiamo temere il terrorismo più di tanto. Ci faranno fuori dalle nostre città con l'arma più potente che hanno: la natalità. Quando il dittatore turco Erdogan ha voluto dare un segnale di guerra ai milioni di islamici turchi sparsi in tutta Europa, non li ha incitati alla jihad. Ha dato un ordine più comprensibile e semplicemente eseguibile: "Fate cinque figli ciascuno". Ecco, la curva demografica è servita, incrocia la nostra fatta da un figlio per donna e milioni di aborti all'anno nel continente europeo perché così crediamo di salvaguardare il nostro diritto alla macchina nuova e all'aperitivo, al divertimento dell'adolescenza imperitura e al sogno iniettato di botox dell'eterna giovinezza. Invece così non salvaguardiamo niente, sbandieriamo valori da difendere e non sappiamo neanche noi quali siano, chiamati a declinarli ci ritroveremmo a reclamare il diritto all'iPhone 7 plus, intanto loro per i loro "valori" sono pronti a uccidere e a morire.
Non possiamo che avere terrore e oggi che ci resta se non piangere per l'orrore di bambini, ragazze, giovanissimi fatti a pezzi dai chiodi esplosi da una bomba? Ci resterebbe da andare a pregare, se solo non avessimo fatto a pezzi anche quel che resta della nostra fede. Che è la radice della nostra civiltà.
(Mario Adinolfi)

Japhet ha detto...

[...] Se il vero Dio, è la vera sapienza degli uomini, allora l'amore di Dio è la vera filosofia. Completo filosofo non è allora colui che s'accontenta d'una conoscenza teorica, ma colui che vive la dottrina al tempo stesso che l'insegna; seguire i precetti veri che s'insegnano, questo è veramente filosofare. "Philosophus amator Dei est" ( Giovanni di Salisbury).

Anonimo ha detto...

Donne Islamiche non parlano italiano.

...Una ragazza infatti spiega di non aver mai imparato la nostra lingua perché "mio marito non vuole". Mentre un'altra aggiunge: "Non abbiamo nulla da imparare qui. Avete visto come vanno in giro le ragazze? Io ho due figlie, non esiste che le educhi qui. Questo Paese è sbagliato: se educo mia figlia qui finisce che apre le gambe a chiunque".

Come a dire: le occidentali sono tutte poco di buono. E la situazione non migliora quando l'inviata chiede agli uomini di spiegare come mai le donne non parlino italiano. "La donna è fatta per stare a casa", risponde un immigrato. "Mia moglie esce solo accompagnata da me, che parlo egiziano con lei", ripete un altro. E così addio a tutti i buoni propositi sull'immigrazione.

Anonimo ha detto...

Aggiungo alcune cose, premetto che non sapevo neanche che esistesse Ariana Grande, leggo che l'età media era 13/14,con bambini anche più piccoli, una vittima mi pare avesse 8 anni, era lì con mamma e sorella, leggo altresì che una delle canzoni di questa 'cantante' tra le più gettonate e cantate a squarciagola da fans in delirio, ripete una strofa diverse volte che suona : I fucked so hard that I can't walk, in piccioli, ho scopato così tanto che non riesco a camminare, ora, appurato che la signorina non è l'innocua Cristina D'Avena, ma dico io i genitori, se ancora esiste tale genìa, si occupano di quello che ascoltano, leggono o fanno i loro figli, nemmeno adolescenti, bambini, che imparano a pappagallo oscene canzonette che parlano di droga e sesso e solo di quello? Questo è un altro Bataclan con età molto più bassa, se là baciavano il diavolo qui incitano a sex drug and rock and roll con uno stupido cerchietto nero con le orecchie da topo, che ora diventerà simbolo quasi religioso al posto di quelli veri......di che si parla? Chiaro che questi sotto sviluppati ci considerino il male assoluto e non ascoltino musiche occidentali, visto il loro background, il solo pensare che si integrino è la nostra eterna corazzata Potemkin, se vogliamo proseguire così, andiamo tutti a portare fiori, orsacchiotti, peluche e cerchietti tipo Minnie, ci porteranno assai lontano, tranquilli. Lupus et Agnus.

Anonimo ha detto...

IL COMMENTO DI UNA RAGAZZA DI 23 ANNI ALLE PAROLE DI MONS. NEGRI. SE ESISTONO PURE GIOVANI COSI' ALLORA ABBIAMO ANCORA UNA SPERANZA.
"Io ho 23 anni e diciamo che la gioventù la conosco molto bene. La gioventú di adesso dice che non si diverte se non va in discoteca, se non rimorchia, se non beve fino a star male, se non si veste in maniera trasgressiva, se non va a letto con qualcuno, se non si fa le canne e quindi se non si droga, se non guarda i porno ecc. Questo è il mondo e se non lo sapete uscite di casa e andatelo a conoscere. È un mondo cosi e se uno è diverso lo schifano, non sei del gruppo, ti emarginano. Se non ti concedi ti cancellano perchè non vale la pena stare con te. Persone che (esperienza personale) se dici:"Stasera niente pub ma gioco di società" ti senti rispondere:"Ma se non bevi e non ti diverti a questa età quando lo fai? Solo i quarantenni ragionano come te". E allora ti si accende la lampadina e capisci che non sei fatta per queste cose e per queste amicizie. Ti iniziano a non invitare. Ad escluderti, ad etichettarti. Essere sè stessi in questo mondo è difficilissimo ma è la cosa più bella che ci sia perché solo cosi si incontra la Verità che ti rende pienamente felice. È questo il grido di Negri, proprio questo. E tanti giovani avrebbero bisogno che i genitori gli gridassero cosi piuttosto che dire "ma vabbè vai pure a un concerto dove ti dicono che puoi far sesso con chiunque, ovunque e quando vuoi tanto che male c'è". La tenerezza e il dolore di Negri è questo. Se volete capitelo basta che aprite gli occhi e vedete cosa è veramente la gioventù di oggi. Ve lo dice una 23enne che ha passato da poco l'adolescenza e conosce molto bene i suoi coetanei e non»

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Con rispetto parlando, la ciellina Benedetta Frigerio conclude l'articolo con i soliti sospiri e col sottinteso che debbano essere sempre i media a dettarci l'agenda (vizietto tutto ciellino, originato dal fatto che don Giussani diceva che un buon prete deve avere sul comodino il breviario e il giornale quotidiano).

È facile - e persino giusto - condannare violenze e attentati, dichiarare che non dobbiamo farci impaurire, invocare il Signore e ricordarci di essere in rapporto con l'Infinito, ecc... Ma è ancora più facile cadere nella sterile ripetizione del dogma-mantra degli «attentati islamici», come se oggi ogni bomba, ogni pallottola, ogni coltellata, fossero automaticamente addebitabili all'islam (ne ho ironizzato ieri prendendo alcune notizie di giornata da Il Mattino).

È tutto un circolo vizioso: la paura degli attentati islamici, figlia della paura dell'invasione islamica, figlia della paura di mettere al mondo figli, figlia della mancanza di speranza e di fede.

Ai cattolici televisionati manca un po' di sano disincanto sulle vicende mondane.

Per questo i cattolici oggi vivono con la terribile ossessione del «di cosa dobbiamo preoccuparci oggi?» ereditata da decenni di pancia piena e di titoli di telegiornale.

Per cui chi considera quell'attentato meno significativo di una processione di riparazione al gay pride viene considerato un eccentrico, un fissato, un "ideologico", proprio dalle stesse persone che si sdegnano quando il non certo encomiabile Bergoglio adopera le stesse etichette dispregiative nei confronti di qualche categoria di cattolici.

A distanza di tanto tempo, è storicamente confermato che la Maddox, Pearl Harbour, il Lusitania, il Maine (tanto per citare i più famosi), furono vittime sacrificali offerte a qualcuno che certa propaganda aveva deciso di promuovere a "il nemico crudele che ci aggredisce".

Tanti -troppi!-, anche cattolici, per carenza di disincanto hanno rapidamente abboccato all'esca del momento (come le vittime gemelle sacrificate nel 2001), illudendosi che la professione di fede implichi il dover dire qualcosa sulle mode del momento, cioè sul "dibattito" del momento, cioè sugli slogan profusamente distribuiti dai media che compongono tale "dibattito".

Il cattolicume imborghesito è prontissimo a far cagnara sugli attentati più o meno "islamici" («bof, chi sei tu per dubitare delle Sacre Notizie degli Infallibili Telegiornali?»), ormai indifferente a cose come la strage degli innocenti che ha appena cominciato il suo quarantesimo anno (diecimila bambini uccisi al mese solo in Italia, naturalmente a spese di noialtri contribuenti, e dobbiamo perfino essere contenti perché alla fine degli anni '70 la media era il doppio) e alla riduzione della liturgia a spettacolino sacro autogestito.

mic ha detto...

Il post di Anonimo 11:14
fa riferimento a questa:

La straordinaria lettera di Mons. Luigi Negri ai giovani morti di Manchester

Carissimi figli,
mi sento di chiamarvi così anche se non vi conosco. Ma nelle lunghe ore di insonnia che hanno seguito l’annuncio di questo terribile attentato, in cui molti di voi hanno perso la vita e molti sono rimasti feriti, vi ho sentiti legati a me in un modo speciale.
Siete venuti al mondo, molte volte neanche desiderati, e nessuno vi ha dato delle «ragioni adeguate per vivere», come chiedeva il grande Bernanos alla generazione dei suoi adulti. Vi hanno messo nella società con due grandi princìpi: che potete fare quello che volete perché ogni vostro desiderio è un diritto; e l’importanza di avere il maggior numero di beni di consumo.
Siete cresciuti così, ritenendo ovvio che aveste tutto. E quando avevate qualche problema esistenziale – una volta si diceva così – e lo comunicavate ai vostri genitori, ai vostri adulti, c’era già pronta la seduta psicanalitica per risolvere questo problema. Si sono solo dimenticati di dirvi che c’è il Male. E il Male è una persona, non è una serie di forze o di energie. È una persona. Questa persona s’è acquattata lì durante il vostro concerto. E l’ala terribile della morte che porta con sé vi ha ghermito.
Figli miei, siete morti così, quasi senza ragioni come avevate vissuto. Non preoccupatevi, non vi hanno aiutato a vivere ma vi faranno un "ottimo" funerale in cui si esprimerà al massimo questa bolsa retorica laicista con tutte le autorità presenti - purtroppo anche quelle religiose - in piedi, silenziose. Naturalmente i vostri funerali saranno fatti all’aria aperta, anche per quelli che credono, perché ormai l’unico tempio è la natura.
Robespierre riderebbe perché neanche lui è arrivato a questa fantasia. Del resto nelle chiese non si fanno più funerali perché, come dice acutamente il cardinale Sarah, nelle chiese cattoliche ormai si celebrano i funerali di Dio.
Non dimenticheranno di mettervi sui marciapiedi i vostri peluche, i ricordi della vostra infanzia, della vostra prima giovinezza. E poi tutto sarà archiviato nella retorica di chi non ha niente da dire di fronte alle tragedie perché non ha niente da dire di fronte alla vita.
Io spero che almeno qualcuno di questi guru – culturali, politici e religiosi - in questa situazione trattenga le parole e non ci investa con i soliti discorsi per dire che «non è una guerra di religione», che «la religione per sua natura è aperta al dialogo e alla comprensione». Ecco, io mi auguro che ci sia un momento silenzioso di rispetto. Innanzitutto per le vostre vite falciate dall’odio del demonio, ma anche per la verità. Perché gli adulti dovrebbero innanzitutto avere rispetto per la verità. Possono non servirla ma devono averne rispetto.
Io comunque, che sono un vecchio vescovo che crede ancora in Dio, in Cristo e nella Chiesa, celebrerò la messa per tutti voi il giorno del vostro funerale perché dall’altra parte – quale che siano state le vostre pratiche religiose – incontriate il volto carissimo della Madonna che, stringendovi nel suo abbraccio, vi consolerà di questa vita sprecata, non per colpa vostra ma per colpa dei vostri adulti.
Luigi Negri
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

mic ha detto...

Il cattolicume imborghesito è prontissimo a far cagnara sugli attentati più o meno "islamici" («bof, chi sei tu per dubitare delle Sacre Notizie degli Infallibili Telegiornali?»), ormai indifferente a cose come la strage degli innocenti che ha appena cominciato il suo quarantesimo anno

Interessante la tua osservazione, più che giusta se l'una denuncia esclude l'altra.
Non conoscevo la militanza ciellina dell'autrice, della quale ho colto le osservazioni condivisibili. Il resto dell'impegno (o disimpegno) non mi è noto :)

Anonimo ha detto...

"A distanza di tanto tempo, è storicamente confermato"

Non mi sembra proprio. Dove sarebbero le prove? "È confermato" vuol dire semplicemente che ci sono un po' di persone che ripetono ossessivamente queste cose, il che non le rende vere. È giusto cercare le cause dietro ai fatti, ma questa ricerca deve basarsi su criteri oggettivi.

--
Fabrizio Giudici

Anonimo ha detto...

Alfonso Aliberti Mario Dionisotti 11 ore fa ·

NON SO PIU' CHE DIRE; PERCHE' NON SO PIU' CHE PENSARE.

Anni addietro, quando il pensiero unico dominante era il pensiero marxista, faticavo a scegliere tra buona fede, molto rara e, invece, mala fede. IMPOSSIBILE CONVERSARE CON CHI E’ IN MALA FEDE.

In seguito compresi, soprattutto con l’aiuto del primo dei miei figli, che più che di “mala fede” si trattava di blocco mentale; di condizionamento, di programmazione mentale. IL BLOCCO MENTALE NON CONSENTE DI RAGIONARE. IMPOSSIBILE UNA CONVERSAZIONE.

In questi ultimi anni, dal 2015 in avanti, il pensiero unico marxista, o pensiero di sinistra, è stato assorbito, fagocitato, dal pensiero massonico. Ora, il pensiero unico dominante è il pensiero giudaico-massonico. POICHE’ GLI ADEPTI, ALMENO TUTTA LA SINISTRA, NON SA DI ESSERE STATA ACCALAPPIATA, IL BLOCCO MENTALE PERMANE; E L’INCAPACITA’ DI RAGIONARE PRECLUDE QUALSIASI POSSIBILITA’ DI CONVERSAZIONE E, QUINDI, DI COMUNICAZIONE.

Il tutto, ovviamente, sempre in ossequio ai falsi valori (valori pro nobis) allettanti della libertà, dell'eguaglianza e della fraternità; di tutte le rivoluzioni; a iniziare dalla Rivoluzione francese: Liberté, égalité, fraternité. Seguita, poi, dalla Rivoluziuone bolscevica (comunismo) e dalla Rivoluzione culturale, sociale e religiosa sessantottina.

Ora, invece, mi domando se al blocco mentale non si sia aggiunta qualche forma di pazzia.

NOTA. E’ OVVIO CHE I BURATTINAI SONO ESENTI DAL BLOCCO MENTALE, COME DALLA PAZZIA.
(Mario Dionisotti su Fb)

Anonimo ha detto...

Si legge nel quinto numero della rivista ‘Rumiyah‘ – promossa dall’Isis – in un articolo chiamato ‘Collateral carnage’. Il magazine – 9 i numeri usciti finora – è diventato un punto di riferimento per le strategie e la propaganda dello Stato islamico:
“Nessuno dovrebbe addolorarsi per l’uccisione collaterale di donne e bambini miscredenti, perché Allah ha detto: ‘Non addolorarti per i miscredenti’. Invece, bisognerebbe realizzare che Allah ha decretato la loro morte dalla sua esatta giustizia e grande saggezza. Il musulmano deve fare il massimo per portare avanti la causa di Allah, indipendentemente dal massacro collaterale prodotto tra le masse di infedeli”.

http://www.secoloditalia.it/2017/05/la-rivista-dellisis-uccidere-bambini-e-lecito-e-allah-che-ordina-la-loro-morte/

Anonimo ha detto...

Intanto in attesa della discussione del 15 giugno in senato sullo Ius soli che a sinistra vorrebbero fortissimamente in Italia, becchiamoci pure la "manifestazione" degli immigrati arrivati da poco che bloccano un paese del Veneto e sono pure scortati per meglio protestare ....auguri, italiani!

https://www.facebook.com/salviniofficial/videos/10154802198058155/

Anonimo ha detto...

A proposito di Islam, sembra OT, ma secondo me non lo è, questo articolo:

http://www.cbc.ca/news/canada/windsor/not-guilty-plea-for-doc-in-detroit-genital-mutilation-case-1.4093144

Il tema è l'infibulazione. Qui ci dicono che non c'entra niente con l'Islam, ma sarebbe una pratica culturale sub-sahariana, "ereditata" dagli islamici di quei paesi. Ora che succede nel Michigan? Che una dottoressa di fede islamica è stata accusata di aver praticato un gran numero di infibulazioni; non è sub-sahariana, ma indiana; e la strategia difensiva fa appello ... alla "libertà religiosa": ovvero, la pratica dovrebbe essere consentita in quanto parte essenziale delle pratiche religiose islamiche. Quante cose sull'Islam ci raccontano in un modo, e poi si scopre che sono diverse? Certo, c'è scritto che i due appartengono ad una "setta": ma in campo islamico come si fa a capire cosa è setta e cosa non lo è?

--
Fabrizio Giudici

Anonimo ha detto...

La ragazzotta Ariana Grande è di origini italiane come Lady Gaga, stesse canzoni stessi inviti a droga sesso e trasgressione.......ciò in cui i 'nostri' bamboccioni occidentali credono e che praticano ad libitum......non è che l'inizio, altre vite saranno spezzate, cordoglio, presenze di leaders e varii personaggi più o meno leciti, ipocrisie alte come l'Himalaya, ma la nave va......

Anonimo ha detto...

http://www.maurizioblondet.it/manchester-satanic-nessuno-innocente/

Anonimo ha detto...

http://www.lastampa.it/2017/05/25/esteri/filippine-lisis-controlla-una-citt-di-mila-abitanti-bKfvEg1IlN8NW04BWjnANN/pagina.html

Anonimo ha detto...

https://giovannimarcotullio.com/2017/05/25/manganellate-andrea-grillo-luigi-negri/

Anonimo ha detto...

Fare la differenziata è più comune che fare la comunione

I devoti di Allah partono per colpire i devoti di Cristo ma finiscono per colpire soprattutto i devoti di Gea

di Camillo Langone

Vedo la cupola di San Pietro profanata dagli ambientalisti, vedo il Papa regalare a Trump l’enciclica ambientalista, leggo lo scrittore Kureishi secondo il quale i terroristi non sono pazzi e non sono maomettani, sono militanti politici di origine afro-asiatica che uccidono bambine di otto anni in risposta al colonialismo di ottant’anni fa e che perciò meritano attenzioni, risarcimenti, concessioni, forse monumenti e medaglie, poi finalmente approdo a monsignor Negri che ai morti di Manchester si rivolge così: “Naturalmente i vostri funerali saranno fatti all’aria aperta perché ormai l’unico tempio è la natura”. Ci voleva l’ultimo dei giussaniani, Dio ce lo conservi, per evidenziare che i devoti di Allah partono per colpire i devoti di Cristo ma finiscono per colpire soprattutto i devoti di Gea: non sanno che in Europa ovunque ti giri e ovunque tiri sono più numerose le persone che fanno la raccolta differenziata di quelle che fanno la comunione.

mic ha detto...

In poche righe Langone ha fatto una sintesi impareggiabile.

Anonimo ha detto...

Ius soli...a sinistra tra i tanti problemi enormi dei propri connazionali di cui occuparsi non pensano ad altro forse cercando (a parere mio illudendosi) tanti bei voti in prospettiva tra i tanti "neoitaliani" che non vedono l'ora di "creare" visto che sanno che moltissimi loro consueti elettori li abbandoneranno fin dalle prossime elezioni e tra gli indecisi pochi presumibilmente saranno coloro che decideranno per la sx...e allora cosa può esserci di meglio dello ius soli...ius soli...ius soli... ma qualche baluardo pare ci sia tra le forze politiche anche se dovrebbe essere pure il popolo a manifestare contro, quando cercheranno di farlo passare ad ogni costo...

http://www.repubblica.it/politica/2017/05/25/news/ius_soli_renzi_tira_dritto_a_giugno_la_legge_in_aula_al_senato-166339682/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P4-S1.6-T1

Preghiamo, intanto...

Anonimo ha detto...

Sull'ultima frase di Longone mi permetto di dissentire nel senso che non credo che con tutti gli sfregi (o comunque stravolgimenti) dottrinali e liturgici perpetrati da mezzo secolo a questa parte dalla chiesa 2.0, ormai il vero fedele si possa riconoscere essenzialmente od esclusivamente tra coloro che vanno in chiesa la domenica e si comunicano... diverso il discorso a mio modesto avviso nei casi di chi segue la liturgia di sempre, laddove sia celebrata (e sappiamo ahimè che non lo è ovunque, anzi...), anche se la fedeltà complessiva a Nostro Sgnore sappiamo bene che non consiste solo nel partecipare alla pur fondamentale Messa di sempre, ma va chiaramente oltre e investe ogni ambito della nostra vita Cattolica Mi scuso per la lunghezza.

irina ha detto...

Dopo aver pregato in ginocchio la Vergine Santissima e chiesto a NSGC il perdono e con esso il dono delle lacrime si va.Due sono le battaglie serie da fare:I) educazione familiare rigorosa ed esclusiva, accompagnati ovunque dalla madre fino a dieci anni, dai dieci ai 25 accompagnati dal padre.II) Svuotare il Parlamento ed ogni altra istituzione culturale, sanitaria, giuridica, economica, ricreativa dai signori e/o signore Vuotiaperdere.

Da RICORDARE il Niger, ove una recita corale del Santo Rosario ha messo in fuga i guerriglieri di Boko Haram.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Il disimpegno del cattolicume va inteso in senso mentale.

"Ehi, in queste ultime 72 ore hanno ammazzato mille bambini italiani". "Ah, beh, già".

"Ehi, strage di ragazzine in un attentato islamico!" [seguono duecentomila articoli furiosi contro il terrorismo islamico].

Come a dire che mentre il Titanic affonda, ci si affanna a scrivere articoli sui terroristi che rubano l'olivetta dal cocktail. Facilissimo scrivere contro il terrorismo islamico - facile come fare una manifestazione contro i terremoti.

Ed è proprio nel momento in cui i media ci dettano l'agenda con una nuova edizione dello sceneggiato "Terrorismo Islamico" (per cospicua parte orchestrato senza concorso dell'islam) che i valorosi autori di tanti articoli, tweet, condivisioni, pagine di blog e proclami vari, dovrebbero riflettere se hanno donato altrettanta foga a temi mille volte più seri - e se qualcuno vi vedesse del cinismo, si legga con attenzione quanto scritto da Lupus et Agnus nel commento delle 10:50.

I media, infaticabili fabbriche di paroloni calibrati per spegnere ogni discorso ("complottismo", "omofobia", "lefebvriste" e quant'altro), ci dettano l'agenda e noialtri ci facciamo incantare. Magari anche rispondendo cose cattolicissime ad ogni provocazione, ma sempre seguendo un'agenda dettata da altri.

Sempre seguendo un'agenda dettata dai padroni del discorso.

Rr ha detto...

Piccola nota: non sono d'accordo completamente con E. Periferico per le faccende attuali, ma sul "false flags", cHe egli cita, si. Ci sono decine di libri, di autori seri, pubblicati da case editrici universitarie o cminque grosse, che ne parlano.
Basta farsi un giro su internet e siti editoriali online. Purtroppo molti non vengono tradotti in Italiano ( chissà perché ?), ma basta conoscere un po' l'Inglese...
E non basarsi solo sui libri del liceo. Certo se per comferma si vuole,una di tipo amtematioc, 2+2=4, non la sia vara' mai.
Ma basta fare un ragionamento per somiglianza: se ci raccontano palle oggi, anche in ambiente religioso, e sono gli stessi che hanno definito la"narrative" di allora- the powers that be di oggi sono le stesse di allora - non ci avranno forse raccontato palle anche allora ? riflet
Se mentono oggi, non potrebbero aver mentito anche allora ?
Che diceva Orwell, su chi controlla il presente che controlla anche il passato e decide il futuro...

Anonimo ha detto...

Tornando terra terra (e me ne scuso), chissà se il dibattito senatoriale sullo ius soli ce la farà a vedere la luce o se magari per la maggioranza un poco inopinatamente ci saranno problemi a reggere da ora in poi. Non si sa mai.

http://www.huffingtonpost.it/2017/05/25/i-simil-voucher-fanno-tremare-la-maggioranza-mdp-il-pd-ha-d_a_22109365/


Sarò di parte? Un pò si. E lo confesso, pure con annessa presunzione che sia la parte giusta. Preghiamo...

Rr ha detto...

Leggersi Blondet, l'ultimo, il penultimo, il terzultimo...

Anonimo ha detto...

Ci siamo arresi , siamo un popolo senza identita' facile preda di ogni vento di dottrina .
La nostra unica identita' e 'Gesu' Cristo , o ci riattacchiamo a Lui o siamo fritti .

Anonimo ha detto...

Intanto tra una marcia di accoglienza e un bel dibattito televisivo radical chic, in Egitto tanto per cambiare...

http://www.corriere.it/esteri/17_maggio_26/attacco-bus-cristiani-egitto-ci-sono-morti-feriti-e8268bba-41f8-11e7-b153-e2fd0d43182d.shtml

Che ne dici mic di farci un thread?

Anonimo ha detto...

Il bilancio dell'attentato contro i nostri fratelli cristiani copti si aggrava, 25 morti e 23 feriti

Secondo testimonianze, dieci uomini con mitragliatrici hanno intercettato la vettura che trasportava i cristiani verso il monastero di Anna Samuel, e hanno fatto fuoco, mentre uno di loro FILMAVA IL MASSACRO

Fonte
http://www.repubblica.it/esteri/2017/05/26/news/egitto_attacco_armato_a_bus_di_cristiani_copti_vittime_e_feriti-166452166/

Anonimo ha detto...

Egitto. Attaccato bus di pellegrini cristiani: 25 morti. È l'ennesima strage di copti
Redazione Internet / Lucia Capuzzi venerdì 26 maggio 2017
Erano diretti a un monastero. Ferite 23 persone. Uomini armati hanno sparato raffiche contro l'automezzo

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/egitto-attacco-ai-cristiani-23-morti

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Insisto a ripetermi, visto che il concetto sembra sorprendentemente inafferrabile: il punto scottante della questione non è in "quanti e quali false flag", e nemmeno in chi pensa cosa, ma nel fatto che i cattolici si lasciano dettare l'agenda.

Cioè il dibattito cattolico si riduce esclusivamente ad un reagire a stimoli esterni.

Un qualsiasi generico nemico della Chiesa decide cos'è che nella Chiesa merita "dibattito", silenziando di fatto tutto il resto.

Per cui persino il cattolico che risponda cattolicissimamente ad ogni stimolo, è ultimamente uno che si lascia dettare l'agenda dai nemici della vera fede e ottempera al sacro dovere imposto da questi ultimi.

Ora, acquisito il potere di dettare l'agenda ai cattolici, li si può dividere a piacere, li si può estenuare senza limiti, li si può terrorizzare su determinati temi in modo da renderli praticamente insensibili a certi altri (per questo facevo notare come un attentato così detto "islamico" scuota le coscienze molto più della quotidiana incessante enorme strage degli innocenti che è l'aborto: a quest'ultima ci abbiamo fatto il callo, ogni tanto qualche strale o qualche Like e siamo a posto...).

I kattolikoni dalla pancia piena sono diventati ipersensibili ai temi che vengono quotidianamente dettati in agenda da forze esterne.

E addirittura chiedono stralunati: dunque non ci dobbiamo preoccupare di questi importantissimi temi di attualità che coinvolgono e chiamano a rispondere ogni cristiano che voglia definirsi tale e che bla bla bla bla bla bla bla...? ma va la'! a proposito, quali sono le notizie di oggi? ho proprio voglia di commentare qualche attentato islamico, dovrò pur scaricare contro il generico "pericolo islamico" la rabbia che ho in corpo per il caffè andatomi di traverso stamattina...

Anonimo ha detto...

«sul sagrato della Chiesa di San Lorenzo dove si ubriacano col vino e la birra e i liquori, razza di ipocriti, e dove dicono oscenità alle donne. Nelle storiche strade dove bivaccano col pretesto di vender-la-merce. E guai se il cittadino protesta, guai se gli risponde quei-diritti-vai-ad-esercitarli-a-casatua. Razzista, razzista!», scriveva Oriana profetica nel 2001

Anonimo ha detto...

Nessuno parla dei contadini cristiani legati insieme e sgozzati dagli islamici nelle Filippine

http://www.dailymail.co.uk/~/article-4540610/index.html#i-a6eb41aca96d0b9a

Anonimo ha detto...

http://www.maurizioblondet.it/manchester-satanic-nessuno-innocente/

Anonimo ha detto...

IL POPULISTA / E LA CHIAMANO "INTEGRAZIONE"

Sesto, il PD candida "islamici radicali". Giovane "integrato" postava video di un sostenitore del Califfato. Nella città dell'hinterland il Partito Democratico mette in lista Bilal Daaou, esponente dei Giovani Musulmani d'Italia, il quale su Facebook consigliava gli interventi di Tareq Al Suiwaidan, predicatore fondamentalista che auspica la sottomissione di Roma all'Islam.

Anonimo ha detto...


# Denatalità e decadenza dei costumi, in particolare delle donne

La causa principale della denatalità sta nella testa delle donne, italiane e occidentali (mondo slavo incluso). Non vogliono fare più figli né sposarsi.
In Italia, avanzano numericamente in tutte le professioni e saranno tra poco la maggioranza. Alla scuola allievi ufficiali carabinieri la metà sono donne, la metà e passa dei giudici sono donne, etc. Le donne oggi in occidente vogliono vivere come gli uomini: studio, lavoro, carriera, guadagnare bene, aver soldi, divertirsi. Si intende: gli uomini senza ideali di oggi, votati all'edonismo. Se la donna vuol vivere come l'uomo, facendo tutti i suoi mestieri, è chiaro che il tempo di sposarsi e far figli non lo trova.

Ha ragione la signora egiziana: il posto della donna è nella casa, nella famiglia, sposa e madre, educatrice dei propri figli. Una verità elementare da troppo tempo dimenticata. San Paolo non la pensava diversamente. L'accusa della signora egiziana alle ragazze italiane (e occidentali) di essere, in poche parole, corrotte perché si concedono senza problemi a chi vogliono e non hanno più il senso del pudore e della modestia, dispiace e fa male, però è vera: bisogna aver l'onestà di riconoscerlo.
Perché dovrebbero integrarsi in una società del genere? In quanto musulmani già vengono per conquistarci: la nostra decadenza li esalta sempre di più nell'opera di conquista, intrapresa da molti anni, basata soprattutto sulla forza del numero.
Il processo di decadenza dell'Occidente non si arresterà finchè non ci sarà un'inversione di rotta radicale nella Chiesa cattolica, l'unico bastione contro il Principe di questo mondo, venuto meno a partire dal Concilio Vaticano II, che ha imbastardito la dottrina e la pastorale, tradendo la missione sovrannaturale della Chiesa. Possiamo solo sperare che quest'inversione di rotta si stia avvicinando. Preghiamo per i 4 Cardinali. Solo allora si potrà cominciare a rimettere in riga uomini e donne, riconducendo in particolare queste ultime a vivere secondo la loro vera femminilità e per il bene comune.

"Fra i sintomi del generale abbruttimento, quale è conforme ad un'epoca che porta sempre più al dominio della plebe, deve annoverarsi, e non è il segno più trascurabile, il crescente lasciarsi andare della donna a una specie di "ritorno alla natura", cioè alla plebe, anche in luoghi in cui prima ci si atteneva, come a un privilegio, ad abitudini nobili e severe, per esempio nelle corti" (Nietzsche). PP

Anonimo ha detto...

http://www.ilgiornale.it/news/politica/sui-migranti-nessun-accordo-lemergenza-rimane-italiana-1402495.html