venerdì 12 maggio 2017

Aleppo consacrata alla Madonna di Fatima, per la pace in città e in tutta la Siria

In momento di crisi, di guerra, di tribolazione, la Chiesa è sempre ricorsa a Messe votive, celebrazioni e rogazioni per ottenere l'aiuto Sopranaturale di cui si riconosce di aver bisogno. L'uomo e persino il fedele odierno, che si ritiene emancipato, non aiutato dai suoi pastori anch'essi dimentichi dei tesori di fede che dovrebbero custodire e trasmettere, sembra esserne deprivato. I nostri fratelli Siriani ci danno l'esempio.

Mons. Audo: momento di “speranza” e “testimonianza” di una fede “salda nelle difficoltà”. Prova della “unità” fra le varie confessioni. Attesi migliaia di fedeli. Alla violenza si risponde “col fanatismo o la comunione: la Chiesa insegna la seconda strada”.
Aleppo (AsiaNews) - Sarà un momento di “speranza” per i cristiani, la “testimonianza” di una fede che resta “salda nelle difficoltà” e di un sentimento “comunitario” condiviso, alimentato da anni di guerra sanguinosa che ha “rafforzato” l’unità fra le varie confessioni. È quanto racconta ad AsiaNews mons. Antoine Audo, arcivescovo caldeo di Aleppo, presentando la tre giorni di celebrazioni che la comunità cristiana della seconda città per importanza della Siria dedica alla Madonna di Fatima, alla quale consacrerà la città. Un appuntamento che giunge in concomitanza con il viaggio apostolico di papa Francesco nella cittadina portoghese del 12 e 13 maggio prossimo, per il centenario delle apparizioni della Vergine ai tre pastorelli. 
“Va detto - afferma il prelato - che tutto il mese di maggio è importante per le comunità cristiane di Aleppo. Tutte le chiese sono gremite di fedeli che pregano il Rosario, si accostano all’eucaristia, recitano le litanie. Questo è un momento molto importante di preghiera e di comunione attorno a Maria, una tradizione piacevole e radicata nel tempo”. Difatti la gente di Aleppo “ama molto la devozione popolare”, desidera “partecipare” e perpetrare una “tradizione profonda” che unisce le chiese e le famiglie, attorno a Maria. Questo, prosegue, “è molto bello perché crea un’atmosfera di serenità. Maggio è il mese privilegiato per pregare per la pace, per la fine di tutti i conflitti”. 
La tre giorni di celebrazioni dedicata alla Madonna di Fatima ad Aleppo - su iniziativa della parrocchia latina di san Francesco - inizierà giovedì 11 maggio, con una preghiera comunitaria in programma alle 5 del pomeriggio. A seguire, e per tutta la giornata seguente, vi saranno recite del Rosario, invocazioni per la pace alla Madonna, film e proiezioni dedicati alla Vergine e messe comunitarie.
Il momento culminante della festa è previsto per sabato 13 maggio, in concomitanza con la messa del papa a Fatima, quando si terrà una solenne concelebrazione eucaristica cui parteciperanno tutti i vescovi e i sacerdoti presenti ad Aleppo. Alla funzione sono invitati i fedeli di tutti i riti cristiani della metropoli del nord della Siria, a lungo considerata epicentro del conflitto. Infine, è prevista la processione con la statua della Madonna di Fatima e la consacrazione della città di Aleppo alla Madonna di Fatima. Un gesto dal forte valore simbolico, nella speranza che possa contribuire a restituire la pace non solo in Siria ma in tutta la regione mediorientale insanguinata da conflitti decennali. 
“L’evento culminante - racconta mons. Audo - sarà la solenne concelebrazione eucaristica nella cattedrale dei francescani, alla quale sono invitate tutte le denominazioni cristiane, e in comunione con papa Francesco. Poi vi sarà la processione all’interno e all’esterno della chiesa, con in testa la statua della Madonna regalo del santuario di Fatima. La statua è arrivata in città nei giorni scorsi. Sarà una bella funzione, un momento di festa cui dovrebbero partecipare fino a tremila fedeli”. “La consacrazione di Aleppo a Maria, il tema della pace - aggiunge il vescovo caldeo - sono fonte di speranza e sono un segno della nostra presenza. Vogliamo approfittare dell’evento per rilanciare i temi del dialogo, dell’unità e dell’incontro non solo fra le diverse confessioni cristiane, ma anche con i musulmani sfruttando la vasta eco che ha avuto il viaggio del papa in Egitto. È un avvenimento di cui si parla ancora oggi, una testimonianza fatta da gesti più che dalle parole”. Al dramma della guerra, conclude mons. Audo, si poteva rispondere “con il fanatismo o la comunione: la Chiesa ha aiutato a scegliere la seconda. La fede dei cristiani è salda e forte e questo induce all’ottimismo, anche se restano le incertezze e le ombre sul futuro”. 
Il prossimo fine settimana papa Francesco si recherà nella città portoghese per ricordare i cento anni dalle apparizioni. Il 13 maggio 1917, mentre in Europa infuriava la Grande guerra, a tre bambini - Lucia dos Santos, 10 anni, Giacinta Marto, 7 anni, Francisco Marto, 9 anni, fratello di Giacinta e cugino di Lucia - è apparsa una "Signora" vestita di bianco con in mano un rosario, identificata con la Madonna. Nel 1930 la Chiesa cattolica proclama il carattere soprannaturale delle apparizioni e ne autorizza il culto. 

A Fatima è stato edificato nel tempo un santuario, visitato per la prima volta da papa Paolo VI il 13 maggio 1967, in occasione dei 50 anni delle apparizioni. In seguito anche san Giovanni Paolo II, molto legato alla tradizione mariana di Fatima si è recato e più di una volta in pellegrinaggio nella città portoghese. Alle apparizioni - che rientrano nella categoria delle rivelazioni private - sono legati anche i segreti di Fatima, in realtà un’unica rivelazione divisa in tre parti.(DS) 

9 commenti:

irina ha detto...

OMAGGIO A GIACINTA, PICCOLA GUERRIERA.
Maurizio Blondet 12 maggio 2017

Anonimo ha detto...

"FATIMA È UN GROVIGLIO DI QUESTIONI E DI MISTERI, MA IL MISTERO PIÙ GRANDE, a ben guardare, è come possa stare assieme la Chiesa targata 1917, con l’inferno, le fiamme, il purgatorio, i sacrifici, il castigo e via dicendo, e la Chiesa targata 2017, che è tutto un perdonare, un incontrare, un misericordiare, un accogliere.

Badate bene: non sto dicendo che quella Chiesa là era migliore di questa qua. Il problema è molto complicato e non sarebbe serio pensare di affrontarlo in poche battute. Sto dicendo che provoca una sensazione un po’ strana vedere una Chiesa che va a celebrare Fatima ma nello stesso tempo è diversissima da tutto ciò che Fatima rappresenta."
....
(Aldo Maria Valli)

miri ha detto...

Signor Aldo Maria Valli,

perché lo trova strano? E' stato spiegato benissimo con il " rinnovamento nella continuità" !

Anonimo ha detto...

La stessa sensazione strana di vedere un vescovo che consacra la propria città alla Madonna di Fatima e poi manda il proprio vicario alla "veglia di preghiera" contro l'"omofobia".

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Fabrizio Giudici

Anonimo ha detto...

Marco Tosatti Il Pontefice è arrivato a Fatima, e mentre gli occhi del mondo sono rivolti verso quel lembo estremo di Europa, ci sembra opportuno ricordare che all'altro capo del Mediterraneo, ad Aleppo, da ieri le varie comunità cristiane della città martire della guerra si uniscono alla Chiesa mondiale per ricordare e celebrare le apparizioni della Madonna alla Cova de Iria. [ 808 more words ]

http://www.marcotosatti.com/2017/05/12/fatima-aleppo-i-cristiani-della-citta-martire-tre-giorni-in-preghiera-per-ricordare-le-apparizioni-della-madonna/

Anonimo ha detto...

È andata lì...per rettificare e correggere perfino Maria!
Papa Bergoglio non ha perso l'occasione. Ha appena rettificato il Messaggio della Vergine nel luogo stesso on cui l'ha dato 100 anni fa. Siamo al colmo ormai, con una tale evidenza!

Anonimo ha detto...

Purtroppo a fronte dell'interminabile orrore in cui è stata precipitata la povera chiesa di Siria vi è un Vaticano, una Chiesa Cattolica, che con la sua diplomazia e i suoi mezzi di informazione è schierato con chi quell'orrore ha causato straziando con risorse militari e finanziarie enormi un Paese un tempo in pace. Mai potrà nè dovrà essere dimenticata una nefandezza del genere.
Miles

Anonimo ha detto...

Nel frattempo, dai vescovi inglesi apprendiamo il prossimo passo "contro l'omofobia" (da La Fede Quotidiana):


Con un documento dal titolo “Made in God’s Image: Challenging Homophobic and Biphobic Bullying in Catholic Schools”, i vescovi cattolici di Inghilterra e Galles stanno spingendo l’agenda LGBT nelle scuole cattoliche (che sono il 10% del totale nazionale delle scuole paritarie, essendo – tra scuole, accademie e college – oltre 2000 ed educando più di 800 mila alunni) attraverso la copertura di lezione e proposte didattiche omosessualiste da offrire ai bambini di nove anni per prevenire presunte discriminazioni gay.
Scopo dichiarato del documento è “di sfidare tutte le forme di bullismo omofobico e bifobico al fine di creare spazi sicuri per gli alunni”. Lo studio evita esplicitamente la menzione della dottrina della Chiesa sul matrimonio e da nessuna parte del documento indica che gli atti omosessuali sono sbagliati.
Addirittura si cita il n. 2358 del Catechismo cattolico (gli omosessuali “devono essere accolti con rispetto, compassione e delicatezza”), lasciando fuori il riferimento all’inclinazione omosessuale che è considerata “oggettivamente disordinata”. Inoltre non vi è alcuna menzione di altre parti del Catechismo che insegnano che le persone attratte da altre dello stesso sesso “sono chiamate alla castità” e che gli atti omosessuali sono “intrinsecamente disordinati” e “atti di grave depravazione”.
Il documento promuove anche la falsa idea che l’orientamento omosessuale sia parte della propria “auto-identità” e promuove l’UK Equality Act, il documento che costringe i datori di lavoro cristiani a impiegare o promuovere anche gli attivisti omosessuali attivi e impegnati in stili di vita contrari alla dottrina cristiana. Lo studio chiarisce anche che i giovani studenti dovranno conoscere il matrimonio omosessuale: “Le scuole devono indicare con precisione i fatti sul matrimonio di coppie dello stesso sesso in base alla legge di Inghilterra e Galles, in un modo che è appropriato per l’età e il livello di comprensione e la consapevolezza degli alunni”.


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Fabrizio Giudici

irina ha detto...

"...da offrire ai bambini di nove anni per..."

età delicatissima in cui inizia ad albeggiare la persona come altro dal mondo circostante. Questi pongono sulle spalle dei bambini pesi che loro mai ebbero e per di più con l'inganno della carezza mielosa. Mi fermo qui. Per passare mi sono auto-censurata.