lunedì 10 aprile 2017

Comunicato a proposito della lettera della Commissione Ecclesia Dei sui matrimoni celebrati dalla FSSPX

La risposta della Fraternità San Pio X a quanto annunciato qui.

DICI, 5/4/2017 - Così come per le disposizioni prese da Papa Francesco che accordano la facoltà di confessare ai sacerdoti della Fraternità San Pio X per l’Anno Santo (1° settembre 2015), facoltà poi estesa al di là dell’Anno Santo (20 novembre 2016) [ne abbiamo parlato qui e qui], la Casa generalizia apprende che il Santo Padre «ha deciso di autorizzare i Rev.mi Ordinari del luogo perché possano concedere anche licenze per la celebrazione di matrimoni dei fedeli che seguono l’attività pastorale della Fraternità» (Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede del 27 marzo 2017, pubblicato in data odierna). Tale decisione del Sommo Pontefice prevede che: «Sempre che sia possibile, la delega dell’Ordinario per assistere al matrimonio verrà concessa ad un sacerdote della diocesi (o comunque ad un sacerdote pienamente regolare) perché accolga il consenso delle parti nel rito del Sacramento che, nella liturgia del Vetus ordo, avviene all’inizio della Santa Messa, seguendo poi la celebrazione della Santa Messa votiva da parte di un sacerdote della Fraternità».
Ma essa dispone parimenti che: «Laddove ciὸ non sia possibile, o non vi siano sacerdoti della diocesi che possano ricevere il consenso delle parti, l’Ordinario può concedere di attribuire direttamente le facoltà necessarie al sacerdote della Fraternità che celebrerà anche la Santa Messa, ammonendolo del dovere di far pervenire alla Curia diocesana quanto prima la documentazione della celebrazione del Sacramento».
La Fraternità San Pio X ringrazia profondamente il Santo Padre per la sua sollecitudine pastorale, così com’è espressa attraverso la lettera della Commissione Ecclesia Dei, al fine di togliere la «incertezza circa la validità del sacramento del matrimonio». Il Papa Francesco vuole chiaramente che, come per le confessioni, tutti i fedeli che desiderano sposarsi in presenza di un sacerdote della Fraternità San Pio X, possano farlo senza alcuna inquietudine riguardo alla validità del sacramento. C’è da augurarsi che tutti i Vescovi condividano la stessa sollecitudine pastorale.
I sacerdoti della Fraternità San Pio X si adopereranno fedelmente, come fanno sin dalla loro ordinazione, a preparare al matrimonio i futuri sposi, secondo la dottrina immutabile di Cristo circa l’unità e l’indissolubilità del matrimonio (cf. Mt 19, 16), prima di ricevere il consenso secondo il rito tradizionale della Santa Chiesa.
Menzingen, 4 aprile 2017

10 commenti:

lister ha detto...

Bah!
Monsignor Lefebvre si sta rivoltando nella tomba...

Anonimo ha detto...

mic, c'è una nuova intervista del card. Burke, in spagnolo:

https://infovaticana.com/2017/04/10/burke/

Lunga e a trecentosessanta gradi (dubia, SMOM, Trump, FSSPX, varie altre cose).

Mi sembrano rilevanti due passaggi (se li ho capiti bene, non fidatevi della mia traduzione):


Crede che ci sarà una correzione formale pubblica a Papa Francesco?
Non è ancora chiaro. Prima di fare questo passo, vorrei rivolgermi ancora una volta al Santo Padre, in privato, per dirgli: Santo Padre, la questione è così grave che dobbiamo correggerla, e confido che il Santo Padre risponderà in quel momento.

[...]
Si può parlare di una data precisa della correzione formale al Papa?
Veramente non posso dirlo perché è una questione che richiede di essere affrontata con grande rispetto. E non vorrei suggerire una data che influenzi la gestione della questione o significhi una mancanza di rispetto per le parti implicate.


--
Fabrizio Giudici

Anonimo ha detto...

http://www.vatican.va/news_services/liturgy/2017/documents/ns_lit_doc_20170414_via-crucis-meditazioni_it.html

Pietro C. ha detto...

Fuori tema, epperò molto interessante. Ecco come un carismatico atonita vedeva l'ecumenismo, secondo la rivelazione di un docente dell'Università di Tessalonica.

Attestazione di padre Efrem al professor Demetrio Tseleggides

«Con quanto segue, dirò qualcosa che appartiene ad una dichiarazione personale. Sono stato in contatto per interi decenni con padre Efraim di Katounakia [...]. L'anziano era noto anche per il fatto di possedere una "televisione spirituale" [ossia per poter vedere cose lontano da lui e a lui sconosciute, ndt]. Quanto a me, ero andato da lui in molte occasioni con l'intenzione di porgli alcune domande molto specifiche, in una sequenza specifica e usando il mio vocabolario. Quando gli ho reso visita e senza avergli posto alcuna delle mie domande, mi ha dato le sue risposte, nella mia sequenza prevista e con il mio vocabolario. Dico questo come esperienza personale; non è un fenomeno senza precedenti; è stato sperimentato da molti altri ancora.

C'è stato un tempo in cui - come giovane professore presso la Scuola di Teologia, rispetto ad ora una trentina di anni fa - mi aveva detto quanto segue. Dato che il clima di ecumenismo era fiorente pure nella Scuola di Teologia - in particolare in quella di Salonicco - ho avuto alcuni fastidiosi problemi e delle domande, perché vedevo che era rappresentato da professori, altrimenti rispettabili. Naturalmente, sia la mia coscienza sia il mio apprendimento avevano reagito contro esso, però ho voluto - oltre la risposta derivante dal mio status scientifico - ottenere pure una risposta carismatica, metodo che ho tenuto per molte altre questioni.

Così, ho chiesto all'anziano se mi poteva dire che genere di realtà fosse l'ecumenismo.

Egli rispose apertamente e senza alcuna difficoltà:

Pietro C. ha detto...

"Questa domanda, ragazzo mio, mi era stata posta pure da alcuni altri, qualche tempo prima di te. Io stesso sono stato qui su queste rocce per quaranta anni ... ho persino dimenticato il mio greco (si noti che aveva completato la scuola media) e perciò, io stesso non mi sono preoccupato di tale questione. Ma poiché ho dovuto rispondere - visto che mi era stato chiesto a tal proposito e dal momento che non ho avuto conoscenza della materia - sono andato nella mia cella e ho pregato, chiedendo a Cristo di informarmi cosa fosse l'ecumenismo. Ho ricevuto la sua risposta ed era che l'ecumenismo ha uno spirito di empietà ed è dominato da spiriti immondi".

Così gli ho chiesto esattamente come ciò si verificava. Mi ha risposto che "dopo aver pregato, la mia cella si riempì di un fetore insopportabile che ha causato una sensazione di asfissia alla mia anima; non riuscivo a respirare spiritualmente".

Gli ho chiesto se fosse stato un evento straordinario per lui, o se quello era il modo in cui Cristo risponde in casi analoghi, ed egli mi ha assicurato che "in tutti i casi coinvolti con la stregoneria o con spiriti immondi, mi si presenta questa situazione. A volte c'è una risposta a parole ma nel caso specifico ci fu tale risposta e io ho l'assoluta certezza che l'ecumenismo non ha lo Spirito santo, ma lo spirito immondo".

Quanto ora sto dicendo potrebbe sembrare essere stato influenzato da impressioni intenzionali. Ma voglio informarvi che ero felicissimo, perché ciò che l'anziano mi aveva detto personalmente era stato pure sentito da pie persone che lo seguivano le quali avevano pubblicato un volume onorario sulla sua persona, la sua spiritualità e le sue parole. Quindi è stato accertato là ma è stato pure verificato da altri, teologi affidabili, i quali lo hanno sentito personalmente allo stesso modo.

Io non avevo parlato pubblicamente di ciò fino ad ora; ma le cose hanno preso una tale svolta [la celebrazione del concilio recente a Creta che ha principi ecumenistici] che sono costretto a farlo. Certo, il fatto svolse un ruolo decisivo nella mia posizione verso l'ecumenismo. Come professore, scienziato, sono naturalmente obbligato in tutti i casi ad esaminare la questione con criteri scientifici e dimostrare il mio punto di vista scientifico - e questo è quello che faccio nei miei corsi passo dopo passo; tuttavia, considero questa dichiarazione significativa perché mi è stata consegnata in modo carismatico da un uomo che non sapeva nulla in merito alla questione. Non aveva mai letto, mai sentito parlare e, tuttavia, ha dato la sua esperienza spirituale diretta. Penso che qui le cose parlino da sole».
Tradotto da questo link: http://www.impantokratoros.gr/C54EBF09.en.aspx

Anonimo ha detto...

https://www.lifesitenews.com/news/vaticans-doctrinal-chief-the-church-has-not-changed-teaching-against-contra

Anonimo ha detto...

https://infovaticana.com/2017/04/10/interview-burke/

Anonimo ha detto...

Vergine Santa , Madre Addolorata , intercedi per tutti quelli che sono coinvolti in questa trista vicenda .
Mettili nella piaga del costato di Gesu ' affinche' abbiano il dono delle lacrime , riconducili al Suo Sacro Cuore .
Cuore castissimo di S.Giuseppe pregate per loro e per la Santa Chiesa Cattolica .
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-i-neo-cardinali-entusiasti-del-libro-omoeretico-19512.htm

Anonimo ha detto...

I romani dicevano: "Diem dicendo consumere" e ciò a riguardo della tecnica di discutere e discutere in senato al fine di far terminare la giornata senza giungere decisione sull'ordine del giorno, circostanza da cui conseguiva la decadenza dello stesso ordine del giorno... ecco questo è quanto fatto in un anno di AL, Ammore Libero.

Japhet ha detto...

Così scrive il sito bergogliano Il faro di Roma

L’annuncio potrebbe avvenire a Fatima, il 13 maggio prossimo, quando Papa Francesco canonizzerà anche due dei tre veggenti, i beati Giacinta e Francesco Marto. Bergoglio ha, infatti, deciso di costituire una prelatura personale per i seguaci del vescovo scismatico Marcel Lefebvre. In questo modo si sancirebbe definitivamente la fine della frattura tra la Fraternità Sacerdotale San Pio X e la Chiesa cattolica. Il 30 giugno 1988, infatti, Lefebvre ordinò senza l’autorizzazione del Papa quattro vescovi incorrendo immediatamente nella scomunica insieme ai presuli appena consacrati, come prevede il Codice di Diritto Canonico. Finora, all’interno della Chiesa cattolica, soltanto l’Opus Dei gode dello status di prelatura personale richiesto nel 1969 e concesso nel 1982 da san Giovanni Paolo II. La scelta di annunciare a Fatima questo ennesimo e definitivo gesto di riconciliazione compiuto da Francesco, sulla scia di quanto fatto in questi anni dai suoi due diretti predecessori, verso i lefebvriani è dettato dalla profonda devozione che i seguaci della Fraternità Sacerdotale San Pio X nutrono nei confronti della Madonna apparsa cento anni fa in Portogallo.

Fin dall’inizio del suo pontificato Bergoglio, proseguendo il lavoro verso la piena unità all’interno del cristianesimo ereditato da Ratzinger, ha compiuto due gesti molto importanti di apertura verso i lefebvriani.
....
Il resto, insieme all'excursus sui gesti di benevolenza di Bergoglio, è infarcito dei soliti luoghi comuni di chi osteggia la fraternità....