sabato 22 aprile 2017

I "dubia" dei quattro cardinali fanno scuola. È l'ora dei laici

Tempestivo ed efficace Sandro Magister su Settimo cielo. Per 'fare chiarezza'.

I quattro cardinali non sono mai stati da soli con i loro "dubia". Ne è prova ciò che è accaduto a Roma sabato 22 aprile in una sala dell'Hotel Columbus, a pochi passi da piazza San Pietro, dove sei rinomati studiosi laici sono convenuti da altrettanti paesi del mondo per dare voce all'appello che si leva da larga parte del "popolo di Dio" perché sia fatta chiarezza nella confusione suscitata da "Amoris laetitia".

Anna M. Silvas è venuta dall'Australia, Claudio Pierantoni dal Cile, Jürgen Liminski dalla Germania, Douglas Farrow dal Canada, Jean Paul Messina dal Camerun, Thibaud Collin dalla Francia. E l'uno dopo l'altro, nell'arco di un giorno, hanno fatto il punto sulla crisi che il documento di papa Francesco ha prodotto nella Chiesa, a un anno dalla sua pubblicazione.

“Gesù si è fatto serpente, diavolo e peccato” (Bergoglio)

Nel blog ne abbiamo parlato qui.

Il serpente e Bergoglio

BERGOGLIO MEDITAZIONE MATTUTINA NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE
Nel segno della croce, Martedì, 4 aprile 2017, da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLVII, n.79, 05/04/2017.
Ecco le linee di riflessione che il Pontefice ha proposto nella messa celebrata martedì mattina, 4 aprile, a Santa Marta.
«[…] “Quando avrete innalzato il figlio dell’uomo, allora conoscerete che io sono e che non faccio nulla da me stesso”». Con queste parole — ha affermato il Pontefice, riferendosi al brano tratto dal libro dei Numeri (21, 4-9) — «Gesù fa ricordare quello che è accaduto nel deserto e abbiamo sentito nella prima lettura». È il momento in cui «il popolo annoiato, il popolo che non può sopportare il cammino, si allontana dal Signore, sparla di Mosè e del Signore, e trova quei serpenti che mordono e fanno morire». Allora «il Signore dice a Mosè di fare un serpente di bronzo e innalzarlo, e la persona che subisce una ferita del serpente, e che guarda quello di bronzo, sarà guarita».

venerdì 21 aprile 2017

21 aprile. 2770 anni dalla fondazione della Città eterna

2770 anni dalla Fondazione della Città eterna. Il 21 aprile è una festa pagana. Tra l'altro guardate la potente simbologia, indice di ars e saggezza non solo architettonica, e cosa succede al Pantheon in questo giorno quando il sole di mezzogiorno colpisce una griglia metallica sopra la porta, saturando di luce il cortile esterno.
Ma non è soltanto questo. Nonostante questo la Provvidenza ha reso Roma Caput mundi una città già sacra, centro spirituale, culturale e politico del mondo. Ed è per questo che Pietro vi si è recato per annunciare Cristo e vi ha fatto la sua Sede. Dunque, non a caso, questo è il centro da cui ancora oggi si dipartono e nel quale si incrociano, nell'ordine spirituale, le vicende dell'intero genere umano. E non solo con riferimento alla Roma perenne, ma anche alla nostra fatica nel riaffermarne e difendere la cattolicità di cui siamo figli ed eredi. « Non solo e non tanto per nascita, quanto per adesione dell'anima. Chi comprende e aderisce, è figlio. Chi non comprende o non aderisce, è figlio di altro ».
Nell'occasione riprendiamo alcune citazioni che aprono un volume da cui abbiamo attinto e attingiamo molte chiavi di lettura della temperie attuale.
Iota unum non praeteribit (Matth., 5, 18)
Miscuit in medio eius spiritum vertiginis (Isai., 19, 14)
Moribus antiquis stat res romana virisque (Ennio)
Romano Amerio, Iota unum. Studio delle variazioni della Chiesa cattolica nel secolo XX, Lindau Torino, 2009

Dalla Monizione al lettore.
[...] L’autore non ha nessun desiderio del passato, perché un tal desiderio implicherebbe un rigirare del divenire umano in sé stesso e dunque un compimento. Tale compimento terrestre è incompatibile con la veduta sopramondana che domina l’opera. Anche le res antiquae che stanno nel motto enniano che apre il volume, non sono cose che stanno avanti (antiquus da ante) il nostro tempo, ma avanti ogni tempo, stanno cioè nella sfera assiologica tenuta per indefettibile. Se un richiamo v’è in questo libro, è a tale sfera soltanto. Il lettore non voglia cercarne altro. 

Benedetto XVI: «Per gli uomini di oggi Dio ha perso il primato»

Su segnalazione di un sacerdote che ci segue, riprendo dal Corriere della Sera, un recente testo inedito di Benedetto XVI, scritto dal Papa emerito nel 'recinto di Pietro', il Monastero Mater Ecclesiae, per l’edizione russa del volume sulla liturgia della sua opera omnia, Teologia della liturgia. Il testo evoca uno dei suoi discorsi memorabili: la Lectio Magistralis tenuta al Collège des Bernardins di Parigi, il 12 settembre 2008, nel quale ricordava come il monachesimo di San Benedetto avesse salvato il patrimonio del pensiero antico e formato la cultura europea grazie a quei monaci che avevano come obiettivo « quaerere Deum », cercare Dio. C'è da osservare che quando dice: «Ma al fondo, pur con tutte le differenze, l’essenza della liturgia in Oriente e Occidente è unica e la medesima», il pensiero non può che correre al Rito antiquior nel quale questa essenza è intatta; il che spiega il provvidenziale, anche se purtroppo non sufficientemente promosso, suo sdoganamento attraverso il motu proprio Summorum Pontificum.

«Se il Signore non è più importante, si spostano i criteri per stabilire quel che è importante. L’uomo, così, sottomette se stesso a costrizioni che lo rendono schiavo»
Nihil Operi Dei praeponatur — Nulla si anteponga al Culto divino. Con queste parole San Benedetto, nella sua Regola (43,3), ha stabilito la priorità assoluta del Culto divino rispetto a ogni altro compito della vita monastica. Questo, anche nella vita monastica, non risultava immediatamente scontato perché per i monaci era compito essenziale anche il lavoro nell’agricoltura e nella scienza.

Sia nell’agricoltura come anche nell’artigianato e nel lavoro di formazione potevano certo esserci delle urgenze temporali che potevano apparire più importanti della liturgia. Di fronte a tutto questo Benedetto, con la priorità assegnata alla liturgia, mette inequivocabilmente in rilievo la priorità di Dio stesso nella nostra vita: «All’ora dell’Ufficio divino, appena si sente il segnale, lasciato tutto quello che si ha tra le mani, si accorra con la massima sollecitudine» (43,1).

Venerdì 21 aprile. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì (è anche il Primo Venerdì del mese), è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui].

Dopo la pausa pasquale riprendiamo il nostro incontro settimanale, ricordandoci l’importanza della fedeltà alla preghiera di riparazione, sia per i nostri peccati, sia per quanto vediamo con dolore accadere quotidianamente nella Chiesa e nel mondo. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, iniziamo la lettura del «Cur Deus homo» di Sant'Anselmo d'Aosta Il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.
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LUNEDÌ 1° MAGGIO 2017 A PAGNANO (frazione di Merate – LC), presso il teatro OP (via Cappelletta) con inizio alle ore 09.45 e chiusura con la S. Messa, che verrà celebrata alla ore 17.30, si terrà il Terzo Incontro nazionale della Lega Cattolica per la Preghiera di Riparazione
Per il programma dettagliato, cliccate qui.
Sarà possibile pranzare presso il ristorante Caminun (via Lunga, 19), al costo di euro 15,00, oppure mangiare al sacco.
Per esigenze organizzative vi preghiamo di comunicare la vostra partecipazione entro il 15 aprile, specificando se desiderate pranzare al ristorante. In caso di nuclei familiari vi raccomandiamo di indicare il numero dei componenti. Tutte le comunicazioni andranno fatte all’indirizzo legariparazione@email.it

Dottrina versus Discernimento

Riprendo un articolo di p. Giovanni Scalese su Antiquo Robore.
Vedi precedenti nel blog sull'intervista da lui commentata: qui - qui - qui.

L’intervista rilasciata da Padre Arturo Sosa, Preposito generale della Compagnia di Gesú, al vaticanista Giuseppe Rusconi (pubblicata su Rossoporpora) ha fatto parlare di sé soprattutto per l’infelice battuta sull’assenza di registratori al tempo di Gesú. Connesse con quell’affermazione, però, Padre Sosa faceva alcune considerazioni sul discernimento, che sono state trascurate dai piú, ma sulle quali mi sembra opportuno soffermarsi, tenuto conto delle conseguenze che esse possono avere nella vita della Chiesa. I termini “discernere” e “discernimento” ricorrono nell’intervista 24 volte. Mi limiterò a riportare qui il passo dove si tratta del rapporto fra dottrina e discernimento:

giovedì 20 aprile 2017

Benedetto XVI sul “fondamentalismo islamico”

In occasione dei 90 anni di Joseph Ratzinger, lo Stato e la Chiesa della Polonia hanno tenuto a Varsavia un convegno sul tema: "Il concetto di Stato nella prospettiva dell’insegnamento di Joseph Ratzinger / Benedetto XVI".
E nel messaggio che il "papa emerito" ha inviato il 15 aprile al presidente e ai vescovi della Polonia si legge:
"Il tema scelto porta autorità statali ed ecclesiali a dialogare insieme su una questione essenziale per il futuro del nostro continente. Il confronto fra concezioni radicalmente atee dello Stato e il sorgere di uno Stato radicalmente religioso nei movimenti islamistici, conduce il nostro tempo in una situazione esplosiva, le cui conseguenze sperimentiamo ogni giorno. Questi radicalismi esigono urgentemente che noi sviluppiamo una concezione convincente dello Stato, che sostenga il confronto con queste sfide e possa superarle".
Appare evidente la contraddizione con il successore... Tuttavia resta da approfondire il fatto che parli di radicalismi al plurale. Perché ogni fede (compresa quella cristiana) ha in sé fondamenti che non possono essere messi in discussione. Ѐ importante che Ratzinger abbia focalizzato e posto il problema. Ma un problema è anche mettere sullo stesso piano - sia pure in forma generica - il radicalismo cristiano e quello musulmano (cosa che purtroppo non ha mancato di fare esplicitamente Bergoglio1): il che è erroneo e crea confusione. Innanzitutto perché il cristianesimo propone, mentre l'islam impone e lo fa con la violenza di un regime teocratico che il nostro Signore Crocifisso non genera né insegna, mentre ha già vinto la morte... Tocca ai "Suoi" fecondare la storia, nel Suo Nome, innanzitutto non rinnegandoLo.

Mi si fa notare che il discorso di Ratzinger verte chiaramente sui 'radicalismi' dei movimenti islamisti. Ringrazio e ne convengo. In ogni caso il mio invito ad approfondire i 'radicalismi' (fermo restando il fatto che il termine mi ha evocato l'improvvido parallelo del successore che andava e va rettificato) evoca anche la questione dello 'stato laico'. Perché, alla fine, 'laico' diventa 'laicista' nonché nichilista, mentre la Catholica una concezione convincente dello Stato ce l'ha e non la deve sviluppare ma promuovere. Non a caso un vescovo fedele esclamava: "Lo hanno detronizzato"! E ovviamente si riferiva al Signore.
Centrata l'osservazione di P. Pasqualucci: «Ancora una volta, manca qualcosa nelle esternazioni dell' Emerito, che Dio lo conservi: noi cattolici, noi cristiani non abbiamo già tutti gli elementi di una "convincente" concezione cristiana e cattolica dello Stato? Dobbiamo ancora "svilupparla"? Dico gli "elementi" poiché non si tratta, ovviamente, di riproporre sic et simpliciter il modello medievale dello Stato, con il suo tipico incontro-scontro di Papato e Impero, di gerarchia e anarchia feudal-comunale, etc. etc, così dipendente quel modello da irripetibili situazioni storiche. Si tratta di contrapporre un ideale cristiano di Stato, basato su di un ideale cristiano di società, ossia, per ciò che riguarda lo Stato in senso stretto, di riformare in senso cattolico certe istituzioni politiche ed economiche, tanto per cominciare. E per quanto riguarda il rapporto Stato-società, di riproporre i valori morali cattolici, a cominciare da quello della famiglia, da quelli di un'etica personale improntata all'idea del sacrificio e del dovere etc. Ratzinger non dà un'indicazione precisa, sembra affidarsi all'evoluzione dei tempi, il suo rilievo resta nel generico, anche perché, riproporre l'ideale del vero Stato cristiano significherebbe contraddire il principio spurio del "dialogo", che anche per Ratzinger è stato ed è articolo di fede».
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1. “L’idea di conquista è inerente all’anima dell’Islam, è vero. Ma si potrebbe interpretare, con la stessa idea di conquista, la fine del Vangelo di Matteo, dove Gesù invia i suoi discepoli in tutte le nazioni”. (Bergoglio, L'Osservatore Romano 17 maggio 2016).
Aberrante attribuire a Nostro Signore un intento di “conquista” belligerante proprio, invece, di Maometto che ha brandito e fatto brandire spade grondanti sangue da secoli, ha guidato eserciti. Mentre il Signore Gesù invia i "suoi" discepoli alla conquista di anime da salvare. E li invia inermi, con queste parole : “Vi mando come pecore in mezzo ai lupi” (Matteo 10, 16). 

mercoledì 19 aprile 2017

Santa Messa in Rito antiquior a Rivarolo Canavese (TO)

Riceviamo e volentieri diffondiamo la notizia che venerdì 21 aprile 2017 alle ore 21 presso la Chiesa Parrocchiale di S. Giacomo in Rivarolo C.Se (TO) sarà celebrata la S. Messa Cantata nella Forma Straordinaria del Rito Romano (Messale latino di S. Giovanni XXIII del 1962) ,nel venerdì fra l'ottava di Pasqua. I canti saranno a cura del Coro "Antica Cantoria di Quincinetto".
Con l'occasione, estendiamo ad amici e simpatizzanti i migliori auguri per una buona ottava di Pasqua.

martedì 18 aprile 2017

La deriva autoritaria ed antieuropea del neo-Sultano Erdogan - Alexandre Del Valle

Sta accadendo in Turchia. Sta accadendo in Europa. Ci riguarda troppo da vicino.

Le divisioni comunitariste proprie della Turchia si sono chiaramente manifestate all'atto degli incidenti in occasione dell'incontro di calcio Lyon-Besiktas. Non bisogna dissociarle dall'aumento di potere di Erdogan. Perché è l'Europa, più che il suo paese, ad essere minacciata dal suo referendum.
Votando «sì» alla revisione costituzionale, gli elettori turchi avanzano verso un nuovo regime iper-presidenziale che conferisce quasi pieni poteri al nuovo Sultano foriero di una sintesi islamo-nazionalista .

Erdogan persegue così un triplice obiettivo:
  • Il completamento di ciò che egli stesso chiama «cambiamento di civilizzazione» nel suo paese che, rompendo con la democrazia liberale e l'Occidente «miscredente», diventerà una Turchia autoritaria, islamica, neo-ottomana e riconciliata con la sua cultura medio-orientale;
  • rimanere al potere fino al 2024 ed essere il leader turco che ha governato più a lungo in Turchia, al fine di detronizzare Ataturk, il padre della Turchia nazionalista moderna, del quale ha gradualmente smantellato tutte le strutture laiche in nome delle riforme europee.
  • impadronirsi dei pieni poteri, compreso quello giudiziario per bloccare in modo permanente le indagini sul suo coinvolgimento (e quello di suo figlio e diversi ministri dell' AKP) in gravi casi di corruzione.

Ratzinger e la coscienza

«La coscienza richiede formazione e educazione. Può diventare rachitica; può essere distrutta; può essere deformata a tal pun­to da riuscire a esprimersi solo a stento o in maniera distorta. Il silenzio della coscienza può diventare una malattia mortale per una intera civiltà. Incon­triamo di tanto in tanto, nei Salmi, la preghiera a Dio perché liberi l’uomo dai suoi peccati nascosti. Il salmista vede come il più grande pericolo il non riconoscerli più come peccati, e cadere in essi apparentemente con buona coscienza. Non riuscire ad avere una coscienza di colpa è una malattia, come è una malattia l’assenza di dolore in una malattia. Non si può quindi accettare il principio che ognuno può sempre fare ciò che la sua coscienza lo autorizza a fare: in tal caso, un individuo senza coscienza sarebbe autorizzato a fare qualsiasi cosa. Invece è proprio per colpa sua se la coscienza è tanto oscurata che egli non vede più quello che, in quanto uomo, dovrebbe vedere […]. Questo significa per noi che il Magistero della Chiesa ha la responsabilità di una corretta formazione. Si rivolge, per così dire, alle vibrazioni interne che le sue parole suscitano nel processo di maturazione della coscienza […]. A questo corrisponde quindi un obbligo del Magistero di pronunciare la sua parola in modo tale che possa essere compresa in mezzo ai conflitti di valori e di orientamenti» Cardinale Ratzinger ((tratto da «Coscienza e verità. Conferenza a Dallas ed a Siena», in «La Chiesa. Una comunità sempre in cammino», Edizioni Paoline, 1991, pagg.113-137).

lunedì 17 aprile 2017

don Elia. Il nuovo Verbo

Gli antichi ordini religiosi si basavano su forme concrete di vita che incarnavano il Vangelo sotto un determinato aspetto; le congregazioni più recenti, nell’Età moderna, si caratterizzavano invece per una sequela Christi orientata ad uno specifico servizio caritativo. I fondatori, in ogni caso, non facevano altro che rispondere ad una chiamata speciale da parte di Dio, scoperta mediante un’esperienza di conversione o di vita interiore particolarmente intensa. Tutto nasceva dai fatti – di origine soprannaturale, sì, ma fatti. Gli attuali movimenti ecclesiali, invece, sono stati per lo più generati da un’idea o da un progetto: non c’è anzitutto l’esperienza di qualcuno che, lasciandosi afferrare dall’iniziativa divina, ha cercato di vivere il Vangelo in modo radicale, ma un’intuizione personale con cui lo si interpreta in una certa chiave e si elabora poi un sistema di pensiero o, più semplicemente, una visione della Chiesa e del mondo.

domenica 16 aprile 2017

Buona e Santa Pasqua 2017

Buona e santa Pasqua
Surrexit Dominus vere. Alleluia
Surrexit Dominus de sepulcro. Alleluia

Qui pro nobis pependit in ligno. Alleluia
Et apparuit Simoni. Alleluia
Gavisi sunt discipuli. Alleluia
Gaude et laetare Virgo Maria. Alleluia
Quia quem meruisti portare. Alleluia
Haec dies, quam fecit Dominus. Alleluia
Exultemus et laetemur in ea. Alleluia

sabato 15 aprile 2017

Testo originale della preghiera a San Michele Arcangelo - Leone XIII

Pubblichiamo il testo della preghiera a San Michele Arcangelo, scritta da Papa Leone XIII, tratto da un vecchio opuscolo in mio possesso dei PP. Passionisti della Scala Santa (vedi qui : oltre alla storia, troverete la formula ridotta recitata al termine della Messa Antiquior).
Noto che il testo è diverso da quello che circola sul web di cui non conosco la fonte. E dunque è bene affidarsi sempre a fonti attendibili. Questa preghiera fa parte del testo più ampio dell'Exorcismus in Satanam et angelos apostaticos Iussu Leonis Pp. XIII editus.
Aggiungo il testo originale latino che, a detta degli esorcisti, è più efficace.

Preghiera a San Michele Arcangelo
Gloriosissimo Principe delle celesti milizie, Arcangelo San Michele, diféndici nella battaglia e nel combattimento contro i principati e le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre e contro gli spiriti maligni delle zone celesti.
Vieni in aiuto degli uomini, da Dio creati per l’immortalità e fatti a sua immagine e somiglianza e riscattati a caro prezzo dalla tirannia del diavolo.
Combatti oggi, con l’esercito dei beati Angeli, la battaglia di Dio, come combattesti un tempo contro il caporione della superbia, Lucifero, e i suoi angeli apostati; che non prevalsero, né si trovò più posto per essi in cielo: e il grande drago, il serpente antico che è chiamato diavolo e Satana e seduce il mondo intero, fu precipitato nella terra, e con lui tutti i suoi angeli.

Sabato Santo (di mons. Pio del Corona O.P.)

Vorrei far precedere la Meditazione sul Sabato Santo da quella sulla Madre del Signore e nostra, Corredentrice, oltre che Mediatrice di tutte le Grazie.
«La corredenzione è la singolare unione di Maria con Cristo sulla terra e termina con la missione terrena di Maria: indica consociazione, unione sponsale. La mediazione, invece, è il collegamento tra due estremi, il cielo e la terra, il Figlio e gli uomini. Essa non termina con il pellegrinaggio terreno, ma si prolunga anche in cielo, con la sua intercessione celeste. Il fondamento dell’Assunzione è la Corredenzione di Maria, in quanto corredenzione consociativa, che richiama al consors, la consociata, la socia del Redentore. In questa linea si collocano Pio IX, Leone XIII e Pio XII. Nella maternità divina di Maria, in quanto primo principio della mariologia (principio di analogia che unisce in unità e armonia tutte le verità mariane), vediamo il fondamento ultimo di ogni prerogativa mariana, sicché Maria Madre di Dio è la Corredentrice assunta in cielo o si potrebbe dire anche che l’Assunta è la Madre di Dio associata pienamente al Figlio» (Brunero Gherardini [qui]).

Rammenta Anima Devota: 
Il Sabato Santo, giorno di indugio pietoso presso le chiese spoglie e fredde, nella quiete di Gesù nel sepolcro, fu figurata nel riposo di Dio nel settimo giorno della creazione; e la Santa Chiesa leggendo le Profezie ricorda l’opera dei sei giorni ed il riposo dell’Artefice eterno!
Nel Sepolcro il corpo di Cristo giacque accarezzato con mirra e aloe, dalle lacrime della Santissima Madre che già in quel momento raffigurava tutta la Chiesa, ed ora involto in candido lenzuolo. Il Sepolcro era nell’orto di Giuseppe d’Arimatea presso il Calvario stesso, li rimasero le Pie Donne, così restino oggi le Anime Amanti di Gesù presso il suo Sepolcro tra le balze e le pendici del Golgota fino all’alba, quand’essa stessa sarà irradiata dai Divini fulgori della Risurrezione Gloriosa.

La Croce impregnata di Sangue Divino che ci redense è rimasta là, nuda sul Calvario, la Madre Santissima la vediamo lì a fare la spola tra il Sepolcro e quel Legno intriso di Sangue ancora fresco, seguiamo la Madre di Dio mentre solca il mare delle sue amarezze, muta e adorante nel suo dolore immenso. Ѐ morto suo Figlio! Ѐ morto il Figlio dell’Incarnazione prodigiosa, Lei lo sa, è Morto il Verbo Divino. Ma nel cuore della Madre non c’è posto per le tenebre: Oh cara Tomba – le sentiamo sussurrare – ove il mio Dio morto, DORME! Oh sepoltura santa, mistero santo, mistero soave, tutti i credenti sono qui con me ad attendere che Tu ora mantenga le tue promesse, tutti ti udirono: “uccidete questo corpo e dopo tre giorni risusciterà”, noi siamo i tuoi credenti e Ti aspettiamo!

venerdì 14 aprile 2017

Venerdì Santo (mons. Pio del Corona O.P.)

Rammenta Anima Devota: 
Il Venerdì Santo è il giorno del gran lutto per la Chiesa. Gesù muore sulla Croce alla presenza dell’afflittissima Madre Maria, è deposto dalla Croce nel grembo di Lei, è portato alla sepoltura, è chiuso dentro il Sepolcro. La Santa Chiesa ricorda oggi i dolori del Redentore leggendo la Passio di san Giovanni; gli altari sono completamente spogliati, i sacerdoti e i ministri si scalzano e adorano e baciano la Croce; alla Croce si elevano meste melodie; non si celebra il Divino Ufficio, l’Ostia conservata Giovedì nell’Urna viene così consumata. 

Tutta la verità su Fatima - don Curzio Nitoglia

Saverio Gaeta ha scritto recentemente un interessante libro intitolato Fatima. Tutta la verità. La storia, i segreti, la consacrazione (Cinisello Balsamo, San Paolo, 2017[1]). 
Raccomando lo studio e la meditazione di questo lavoro esaustivo sulla storia delle apparizioni della Madonna a Fatima nel 1917, di quelle successive a suor Lucia e sul terzo Segreto[2].  Nel presente articolo mi limito a riprendere alcuni temi trattati in questo libro e a farne qualche commento che possa essere di utilità spirituale per gli uomini che si trovano a vivere in questi tempi apocalittici, anticristici e di apostasia generale. 

Serietà contro sentimentalismo sdolcinato

Nel 1946, rispondendo alla domanda se la statua appena terminata rappresentante la Madonna, (che le era apparsa nel lontano 1917) la raffigurasse bene, suor Lucia rispose: “No, non molto. Provai disappunto quando la vidi. In un certo modo è troppo gaia, troppo allegra. Quando vidi la Madonna, ella era piuttosto triste, direi come presa da compassione” (S. Gaeta, Fatima. Tutta la verità. La storia, i segreti, la consacrazione, cit., p. 22).

giovedì 13 aprile 2017

Giovedì Santo (di mons. Pio del Corona O.P.)

Rammenta Anima Devota: 
Nel Giovedì Santo la Santa Chiesa rivive, possiamo ben dire, quel grande eccesso d’Amore che fu l’Istituzione dell’Eucarestia con il Sacerdozio Divino nel quadro indelebile dell’Ultima Cena. Durante l’Ultima Cena vediamo l’apostolo Giovanni posare il capo sul cuore di Gesù e al tempo stesso Gesù rivela ai Suoi che “qualcuno quella notte, lo tradirà” e all’odio del traditore segue la lavanda dei piedi e l’umiltà di Gesù che laverà anche i piedi del traditore. 

La Chiesa prepara i Santi Sepolcri, sugli Altari è deposta l’Urna santa con la Sacra Eucarestia perchè il grande dono che abbiamo ricevuto con questo Sacramento, non si cancelli neppure nei due giorni più dolorosi della nostra storia: il Venerdì Santo e il Sabato Santo. Lo chiamiamo Sepolcro, ma sappiamo che non è; in Esso è chiuso il Cuore stesso di Cristo che è Re ed è Vita. E Gesù va al Getsemani, piange e suda sangue, è tradito, è arrestato ed è condotto ad un tribunale come un comune malfattore. 

È una guerra di religione - Roberto De Mattei

Le parole stralciate di seguito sono il focus del problema e queste pagine da anni non fanno altro che affermarlo e ripeterlo in tutte le salse. L'articolo ripreso oggi è di Roberto de Mattei su Il Tempo, 10 aprile 2017.
Quali sono le parole che, alla vigilia della Santa Pasqua, i fedeli attendono dal Capo della Chiesa cattolica? Aspettiamo di sentirci dire che le vere cause delle guerre non sono né di ordine economico, né di ordine politico, ma innanzitutto di ordine religioso e morale. Esse hanno le loro origini più profonde nel cuore degli uomini e la loro radice ultima nel peccato. È per redimere il mondo dal peccato che Gesù Cristo ha sofferto la sua Passione, che oggi è anche la Passione di una Chiesa perseguitata in tutto il mondo... È un sogno immaginare che un Papa possa rivolgere all’umanità parole di questo genere in una situazione internazionale tempestosa come quella che oggi viviamo?

Prima il cristianesimo: l'autorità e il potere

Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno X n° 3 - Marzo 2017

Un Cristianesimo debole, che ha dimenticato la Rivelazione Divina nella sua interezza, o che parla di Rivelazione in maniera generale ma non crede più fermamente nei contenuti puntuali della rivelazione, finisce con l'essere attento solo all'aspetto di potere presente nella Chiesa.

Una Chiesa che dice a parole che Dio si è rivelato, ma, nello stesso tempo, pensa di fatto che Dio sia ancora così nascosto, da puntare tutto solo sulla ricerca umana; da pensare che Dio debba essere rincorso in una estenuante ricerca dell'uomo, poi deve appoggiarsi completamente sull'uomo, e per non esplodere nella completa confusione e anarchia, deve fondarsi sul potere. E questo potere ha la funzione di regolamentare questa ricerca umana, con il quasi esclusivo criterio di fermare, arginare, stigmatizzare chi - obbedendo cattolicamente al contenuto della rivelazione - pensa che si debba obbedire a Dio che ha parlato e non cercarlo come se non si fosse rivelato.

mercoledì 12 aprile 2017

12 aprile. L'anniversario delle Apparizioni della Vergine della Rivelazione alle Tre Fontane

Oggi ricordiamo l'anniversario, il 70° - era il 12 aprile 1947 - delle Apparizioni delle Tre Fontane. In una grotta immersa in un bosco di eucaliptus prossimo ad un'antica Abbazia cistercense alle Acque Salvie, luogo del martirio di San Paolo, la Vergine della Rivelazione apparve a Bruno Cornacchiola, persecutore della Chiesa, che da allora si convertì e divenne un testimone instancabile.
Un testo recente ne ripropone le vicende con molte citazioni, alcune inedite, sul contenuto dei messaggi: Saverio Gaeta, Il Veggente - Il segreto delle Tre Fontane Edizioni Salani, Milano, 2016 - pp. 238, € 13,90.
Ne abbiamo parlato qui e qui.
Colpisce leggere, tra le esortazioni che troverete più avanti: «Camminiamo nella Via della Verità, portiamo al mondo intero la Verità, che dobbiamo conoscere, amare, obbedire e difendere. Ascoltiamo il Sacerdote che vive nell'Autorità del Vescovo, ascoltiamo il Vescovo che vive ed è unito alla Santità del Padre, ascoltiamo il Papa vivente nella Chiesa, che è nell'Autorità e nella Fede di N. S. Gesù Cristo, come vero suo Vicario e successore di Pietro che continuamente ed infallibilmente ci indica la Via della Verità per ottenere la Vita». Ma se questo poteva essere pienamente realizzato allora che regnava Pio XII - da molti chiamato "Il Papa di Fatima" per le molte coincidenze che lo legano a quelle apparizioni (e peraltro anche a questa) - oggi, come siamo messi? Del resto quella che segue è la prima citazione tratta dal testo di Gaeta:
“ Venite al Cuore di Gesù, venite al cuore di una Madre e sarete consolati e sarete alleggeriti dalle vostre pene. Peccatori tutti, venite! Consacratevi al Cuore immacolato di una Madre senza dubitare di essere soccorsi... Sono presso la giustizia divina, il muro riparatore dell'ira divina... Prima che la Russia si converta e lasci la via dell’ateismo, si scatenerà una tremenda e grave persecuzione. Pregate, si può fermare... accostatevi con più fervore al sacramento vivente fra voi, l'Eucaristia, che sarà un giorno dissacrata e non più creduta la presenza reale di mio figlio... Allontanatavi dalle false cose del mondo: vani spettacoli, stampe d’oscenità... Satana è sciolto per un periodo di tempo e accenderà tra gli uomini il fuoco della protesta per la santificazione dei Santi. Figli siate forti, resistete all’assalto infernale... La Chiesa tutta subirà una tremenda prova, per pulire il carname che si è infiltrato tra i suoi ministri.… sacerdoti e fedeli saranno messi in una svolta pericolosa nel mondo dei perduti, che si scaglierà con qualunque mezzo all’assalto: false ideologie e teologie... Vi saranno giorni di dolori e di lutti. Dalla parte d’oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo, e spezzerà le cose più sacre e sante, quando gli sarà dato di farlo... Pregate molto e vi saranno alleggeriti la persecuzione e il dolore...  Non dimenticate il Rosario che molto coopera alla vostra santificazione, le Ave Maria sono frecce d'oro che raggiungono il Cuore di Gesù... Il mondo entrerà in un’altra guerra, più spietata delle precedenti; maggiormente sarà colpita la Rocca eterna (Roma). L’ira di satana non è più mantenuta; lo Spirito di Dio si ritira dalla terra, la Chiesa sarà lasciata vedova, sarà lasciata in balìa del mondo... La colpita maggiormente sarà la Chiesa di Cristo per nettarla dalle sozzure che vi sono dentro... I sacerdoti saranno calpestati e trucidati, ecco la croce rotta vicino alla talare dello spogliamento esteriore sacerdotale” (Saverio Gaeta, op. cit. pp, 79-88)

Il cardinale Burke a Infovaticana: dai Dubia all’Ordine di Malta, passando per Trump

Infovaticana Spagna ha incontrato il cardinale Burke nel suo appartamento, nei pressi della Città del Vaticano. Entrando, li accoglie un ritratto di Papa Francesco, che campeggia nella sala d’ingresso.
Raymond Leo Burke è nato nel Wisconsin il 30 giugno 1948. Nel 2003 è stato nominato arcivescovo di Saint Louis (Missouri), una delle più antiche e prestigiose diocesi degli Stati Uniti. La sua esperienza internazionale come canonista lo porta, nel 2008, ad essere nominato da Benedetto XVI nel ruolo di Prefetto della Segnatura Apostolica, dove rimase in carica finché, nel 2014, Francesco non gli affidò l’incarico di Patrono dell’Ordine di Malta.
Il giornalista di Infovaticana Spagna, Gabriel Ariza, lo ha intervistato sui Dubia, sulla crisi dell’Ordine di Malta, ma anche sui primi tre mesi della presidenza di Donald Trump e non solo.

Strada Regina. Maradiaga spara a zero sui 4 cardinali: l’Amoris Laetitia non l’hanno neppure letta, nuovo fariseismo

Strada Regina è una trasmissione settimanale della RSI – Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, emittente di diritto pubblico che fa parte della SRG SSR – la società svizzera di radiotelevisione, ed è curata da un’equipe cattolica di fiducia della Curia: uno spazio offerto dall’ente radiotelevisivo pubblico alla Chiesa Cattolica. 

Nell’edizione del sabato 25/3/17 il giornalista Bruno Boccaletti, specialista in tematiche religiose, ha intervistato il Cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga il quale, oltre a toccare con entusiastica enfasi vari argomenti quali le riforme di Papa Francesco, le finanze del Vaticano e la pedofilia nella Chiesa, sotto lo sguardo visibilmente ammirato e compiaciuto dell’intervistatore, si tuffa a capofitto in inauditi giudizi temerari sui 4 suoi colleghi cardinali autori dei "dubia".

martedì 11 aprile 2017

Testimoni da tutto il mondo con una richiesta: “Fare chiarezza” subito sull’Amoris Laetitia

Sabato 22 Aprile 2017 a Roma, presso l’ Hotel Columbus in Via Della Conciliazione, si terrà il convegno internazionale organizzato da La Nuova Bussola Quotidiana e dal mensile Il Timone dal titolo: “Fare chiarezza” ad un anno dall’Amoris Laetitia
Perché questo titolo? Ѐ passato ormai un anno dalla pubblicazione dell’Esortazione post sinodale Amoris Laetitia, un documento sicuramente molto ricco e vasto. Ma l’attenzione si è concentrata soprattutto sul Capitolo 8, ovvero quello dedicato alle situazioni irregolari, con particolare riguardo alla Comunione ai divorziati e risposati. 
Ѐ chiaro che le interpretazioni in questo anno sono state molto diverse e addirittura diametralmente opposte, data anche l’oggettiva ambiguità del linguaggio utilizzato in questo capitolo. Da una parte c’è chi interpreta il testo in continuità con il magistero precedente: massima attenzione e cura per le persone divorziate e risposate, ma impossibilità di accedere al sacramento della Comunione per chi vive in una situazione oggettiva di adulterio. Dall’altra parte c’è chi invece pensa che, a certe condizioni non meglio definite e dopo un cammino penitenziale non meglio precisato, si possa accede comunque alla Comunione. Dunque una situazione di evidente confusione e disorientamento, una situazione del tutto nuova nella Chiesa cattolica.

La tragedia siriana e l'impossibile 'luna di miele' russo-americana - Alexandre del Valle

Analisi attendibile e competente di un noto studioso/insegnante e giornalista, esperto in geopolitica, già da noi ospitato su queste pagine. Ha pubblicato diversi libri sull’islamismo radicale, il terrorismo islamico e la cristianofobia. Recentemente è uscito in Italia: Il caos siriano – Dalle rivoluzioni arabe al jihad mondiale, scritto in collaborazione con Randa Kassis [vedi], che chiarisce molte dinamiche e indica le soluzioni per affrontare un comune nemico «che ci fa guerra sia col terrorismo, il jihad globale, sia attraverso un proselitismo neo-imperiale sponsorizzato dagli “strani amici” sunniti del Golfo».

In seguito al raid aereo americano sull'aeroporto militare siriano di al-Chayarate, che ha causato pochi morti tra i soldati fedeli al regime ma ha danneggiato l'aviazione siriana come rappresaglia per l’attacco chimico dell'esercito siriano al sito jihadista di Khan Cheykhoun, l’amministrazione Trump è forse pronta ad un confronto diretto con l’Iran et la Russia, che sostengono il regime di Assad?
L'impegno iniziale dell'avvicinamento a Mosca dell'Amministrazione Trump per porre fine alla nuova guerra fredda (che impedisce ai paesi euro-occidentali di combattere insieme contro il loro comune nemico islamista sunnita) si sta frantumando? L'allontanamento di Michaël Flynn, accusato di essere « pro-russia », è stato un segno precursore. La guerra psicologica e mediatica sugli attacchi chimici attribuiti immediatamente (e senza prove inconfutabili) al regime siriano - che la Russia è accusata di coprire - rischia forse di dare il colpo di grazia all'ala filo-russa statunitense e di rimettere in discussione la dottrina neo-isolazionista Trump, osteggiata da molti democratici e repubblicani dalla volontà interventista nella guerra contro la Russia?

lunedì 10 aprile 2017

Comunicato a proposito della lettera della Commissione Ecclesia Dei sui matrimoni celebrati dalla FSSPX

La risposta della Fraternità San Pio X a quanto annunciato qui.

DICI, 5/4/2017 - Così come per le disposizioni prese da Papa Francesco che accordano la facoltà di confessare ai sacerdoti della Fraternità San Pio X per l’Anno Santo (1° settembre 2015), facoltà poi estesa al di là dell’Anno Santo (20 novembre 2016) [ne abbiamo parlato qui e qui], la Casa generalizia apprende che il Santo Padre «ha deciso di autorizzare i Rev.mi Ordinari del luogo perché possano concedere anche licenze per la celebrazione di matrimoni dei fedeli che seguono l’attività pastorale della Fraternità» (Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede del 27 marzo 2017, pubblicato in data odierna). Tale decisione del Sommo Pontefice prevede che: «Sempre che sia possibile, la delega dell’Ordinario per assistere al matrimonio verrà concessa ad un sacerdote della diocesi (o comunque ad un sacerdote pienamente regolare) perché accolga il consenso delle parti nel rito del Sacramento che, nella liturgia del Vetus ordo, avviene all’inizio della Santa Messa, seguendo poi la celebrazione della Santa Messa votiva da parte di un sacerdote della Fraternità».

don Elia. Perché guardare a Oriente

Per chi avesse dei dubbi in proposito, il nostro guardare alla Russia non nasce da un’idealizzazione romantica né da un personale gusto slavofilo. È pur vero che ci sentiamo doppiamente orfani (di Chiesa e di Nazione), ma non per questo ci sentiamo autorizzati a sceglierci a piacimento un’ideale o spirituale patria alternativa, anche perché – psicologicamente parlando – non sarebbe altro che una fuga illusoria. No. Ciò che guida il nostro orientamento è una duplice costatazione. Sul piano religioso, è il fatto che la Madonna abbia espressamente e ripetutamente chiesto la consacrazione di quel grande Paese al Suo Cuore Immacolato. Sul piano geopolitico, è il fatto che la Russia, insieme con la Cina, costituisca a livello politico, economico e militare un valido polo alternativo a quello euro-americano, responsabile di averci sprofondato in uno sfacelo che non risparmia più nulla e diventa sempre più pervasivo, non trovando più ostacoli neanche da parte della Chiesa Cattolica, i cui vertici, in buona parte, assecondano anzi la demoniaca opera di sovversione, quando non vi cooperino attivamente.

domenica 9 aprile 2017

Egitto, attentati in due chiese cristiane. Ѐ strage

Adnkronos - Sangue sulla Domenica delle Palme in Egitto. Almeno 25 persone sono state uccise e oltre 40 ferite a seguito dell'esplosione di una bomba avvenuta nella chiesa di San Giorgio a Tanta, a nord del Cairo.
L'ordigno era stato piazzato all'interno dell'edificio, come hanno confermato fonti della sicurezza egiziana alla televisione di stato, secondo quanto riporta il sito del quotidiano Ahram.
Qualche ora dopo, un altro attacco contro un'altra chiesa copta. Secondo quanto ha riportato la tv di stato egiziana, un'esplosione è avvenuta davanti alla cattedrale di San Marco ad Alessandria (sede del patriarcato copto ortodosso), sulla costa mediterranea del Paese, provocando 11 morti e 66 feriti. La deflagrazione sarebbe stata provocata da un kamikaze che si è fatto esplodere tra la folla mentre all'interno dell'edificio era in corso la messa celebrata dal patriarca Tawadros II, come ha confermato alla televisione Ontv il segretario Angelious Izhaq, precisando che Tawadros è incolume e sta bene.
Entrambi gli attentati sono stati rivendicati dall'Is attraverso il proprio organo di propaganda Amaq, come si legge su Twitter.
Il presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sisi ha convocato una riunione d'emergenza del Consiglio nazionale di Difesa. L'organo discuterà "le conseguenze" e le misure da adottare dopo gli attacchi di oggi. 
Altro che religione di pace!

Domenica di Passione : Ostensione del Velo della Veronica conservato in San Pietro.

Deus, qui nobis signatis lumine vultus tui memoriale tuum ad instantiam Veronicæ sudario impressam imaginem relinquere voluisti, per passionem et crucem tuam tribue nobis quæsumus, ut ita nunc in terris per speculum et in ænigmate ipsam adorare et venerari valeamus, ut facie ad faciem venientem iudicem te securi videamus. Qui vivis et regnas cum Deo Patre in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen. - (Preghiera di Innocenzo III, 1208)

Gesù non si è fatto peccato né diavolo, si è fatto uomo per salvarci dal peccato e dal diavolo di cui l'uomo era ed è schiavo se non Lo accoglie!

Riprendo quanto scrive Luisa e aggiungo il mio commento. Le due immagini inserite, emblematiche del simbolismo richiamato, si giustappongono nella navata centrale della Basilica di Sant'Ambrogio di Milano.
Scrive Luisa: "Da tempo oramai non leggo più le "meditazioni" quotidiane di Santa Marta, in realtà per la mia serenità ho smesso molto in fretta di farlo, ma quel che è riportato da Socci mi ha spinto ad andare alla fonte, ecco Bergoglio nella sua personalissima lettura e percezione del segno della croce":

Cardinal Turkson – «L'immigrazione è come acqua che scorre dal rubinetto : non bisogna solo asciugarla, ma chiudere il rubinetto»

La notizia, che risale al 30 marzo scorso, è ripresa da una scarna segnalazione del SIR.
Certamente il titolo ad effetto rispecchia il sentire più realista e responsabile rispetto al 'pensiero unico' di un'accoglienza indiscriminata che vorrebbero imporci. Tuttavia sembra riduttivo agganciare, poi, al calo demografico i motivi della preoccupazione non più latente ma manifesta delle popolazioni dei Paesi invasi tra cui il nostro. Il calo demografico, oltre ad essere una delle facce della crisi dell'occidente (della quale sono ben note le cause) è soltanto uno degli aspetti della complessità del fenomeno soprattutto per le conseguenze a medio-lungo termine; ma la preoccupazione vera è la minaccia alla nostra fede, alla nostra cultura, alla nostra civiltà, la cui soluzione non è questione di fertilità biologica. Tuttavia si tratta di un dato messo in risalto dall'Agenzia, mentre occorrerebbe conoscere il testo integrale della relazione del Cardinale, per avere un'idea più precisa dell'intero discorso.

L’immigrazione è come acqua che scorre dal rubinetto: non bisogna solo asciugarla, ma chiudere il rubinetto”. Lo ha detto il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, presentando ai giornalisti il Convegno organizzato dal citato dicastero il 3 e 4 aprile, sul tema: “Prospettive per il servizio dello sviluppo umano integrale a 50 anni dalla Populorum progressio”. L’immigrazione, ha spiegato il cardinale, è un fenomeno di lungo periodo: per questo “bisogna programmare in maniera più sistematica e chiudere il rubinetto”, promuovendo progetti nei Paesi di provenienza dei migranti “per prevenire la necessità delle persone di emigrare”. Altra priorità, per Turkson, è “permettere l’accesso ai mercati da parte dei Paesi in via di sviluppo”. Il cardinale ha messo, inoltre, l’accento sulla “preoccupazione che l’arrivo di tante popolazioni suscita in Paesi dove c’è un calo demografico: dove ci sono più ospiti che figli, c’è sempre tensione. Dare asilo è realizzabile quando c’è sicurezza nella demografia locale, ma quando siamo in presenza di un calo delle nascite l’arrivo di queste persone preoccupa le popolazioni locali. La nascita dei nazionalismi deriva proprio da qui, dalla preoccupazione, da parte di un Paese, di essere inghiottiti dall’arrivo in massa di nuove popolazioni”.

sabato 8 aprile 2017

Il viaggio del Papa in Egitto: che senso ha ostinarsi a parlare di dialogo e ripetere che l'Islam è una religione di pace?

la Santa Sede ha annunciato il programma del viaggio del Papa in Egitto, il 28-29 aprile prossimi: «Il Papa di pace nell’Egitto di pace»(1). Un viaggio all'insegna del relativismo religioso che prevede, come momenti significativi, incontri interconfessionali fra Bergoglio e i responsabili di altre religioni. fondati sulla falsa equivalenza delle religioni. E ci risiamo con l'Islam religione di pace... Lo attesta la dichiarazione delle autorità egiziane:
«L’Egitto accoglie con piacere questa visita che contribuirà a radicare il messaggio dell’islam basato sulla tolleranza e sul dialogo con tutte le religioni, e a rinunciare al linguaggio della violenza e dell’estremismo».
Non è un caso che la visita del Papa sia stata preparata dalla prestigiosa Università di Al-Azhar, il più grande centro teologico sunnita sotto l’egida del grande imam Ahmed El -Tayyb, che del resto Bergoglio aveva già abbracciato in Vaticano nel maggio del 2016.
Emblematico che si tratti della stessa persona che rifiutò gli auguri rivolti dal Vaticano in occasione della festa del Sacrificio di Abramo (Edi al-Adha) ai tempi di Benedetto XVI [qui]. Ancor più emblematico è il fatto che, oltre alle vergognose reazioni alla Lectio Magistralis di Ratisbona, il dialogo sia stato interrotto dal gennaio 2011 in seguito anche ad alcune affermazioni di Benedetto XVI :

venerdì 7 aprile 2017

Ferrara, S.Maria in Vado - Celebrazioni S. Pasqua 2017

Basilica Canonicale di S. Maria in Vado
Santuario del Prodigioso Sangue
(Via Borgovado, 3 – Ferrara)
A cura della Fraternità Sacerdotale della Familia Christi

Di seguito riportiamo gli orari delle celebrazioni in Rito Antico. La locandina riporta anche gli orari delle celebrazioni nel rito cosiddetto “nuovo”.

Onore a coloro che nel momento della crisi pilotata parlano con chiarezza

“È proprio qui che si trova la chiave della nostra liberazione, una chiave che abbiamo trascurato e che pure è tanto semplice e accessibile: il rifiuto di partecipare personalmente alla menzogna. Anche se la menzogna ricopre ogni cosa, anche se domina dappertutto, su un punto siamo inflessibili: che non domini per opera mia!
È questa la breccia nel presunto cerchio della nostra inazione: la breccia più facile da realizzare per noi, la più distruttiva per la menzogna. Poiché se gli uomini ripudiano la menzogna, essa cessa semplicemente di esistere. Come un contagio, può esistere solo tra gli uomini.
Non siamo chiamati a scendere in piazza, non siamo maturi per proclamare a gran voce la verità, per gridare ciò che pensiamo. Non è cosa per noi, ci fa paura. Ma rifiutiamoci almeno di dire ciò che non pensiamo. È questa la nostra via, la più facile e accessibile, data la nostra radicata e organica codardia, una via molto più facile che non (fa spavento il nominarla) la disubbidienza civile alla Gandhi. La nostra via è: non sostenere in nessun caso consapevolmente la menzogna”. (Alexandr Solgenicyn) - Qui il filmato con le dichiarazioni di Salvini. - [Fonte]

In Italia, la liturgia tradizionale permette la rinascita di un Santuario Eucaristico

Nella nostra traduzione da Paix Liturgique - Newsletter 588 - 31 marzo 2017, by TradiNews.

La Domenica di Pasqua 1171, in una chiesa di Ferrara, quando il celebrante spezza l'ostia alla frazione del pane, questa si trasforma in carne e un potente getto di sangue arrossa la volta che sovrasta l'altare. Riconosciuto dalla Chiesa, il miracolo eucaristico farà della chiesa di Santa Maria in Vado un importante santuario frequentato dagli abitanti della regione fino al 2012 quando un terremoto ha danneggiato l'edificio provocandone la chiusura. Parzialmente riaperto alla fine del 2013, il santuario, che era servito solo da due missionari originari della Tanzania, a partire dal 2016 è affidato alla fraternità sacerdotale Familia Christi i cui giovani sacerdoti celebrano la forma straordinaria del rito romano. E il luogo di culto, fino a quel momento in declino, riprende vita.
I - Fede, tradizione e messa in latino: così è rinata Santa Maria in Vado
Domenica 26 Marzo 2017, articolo di Luigi Pansini per il quotidiano Il Resto del Carlino A Ferrara, i membri della Familia Christi, Società Sacerdotale riconosciuta l'8 Settembre 2016 dall'Arcivescovo Luigi Negri, hanno fatto rivivere il santuario del Preziosissimo Sangue, danneggiato dal terremoto del maggio 2012.

Don Matteo è a Ferrara. Con la sua lunga tonaca nera e, naturalmente, la sua moto. Solo che non sta recitando il ruolo di Terence Hill (NdT: l'attore interpreta dal 2000 la figura di un prete di campagna per una serie televisiva italiana di successo), ma un vero e proprio prete cattolico. O, più precisamente, fa parte dei sette che, dall'ottobre 2016, vegliano sulla sorte del Santuario di Santa Maria in Vado sotto il segno del ritorno alla tradizione. Immediatamente riconoscibili per la loro veste talare, i membri della Familia Christi hanno preso il posto dei Missionari del Preziosissimo Sangue,tornati in Tanzania. Accolti lo scorso settembre da Mons Negri, essi sono giovani (il vicario, don Emanuele, ha 32 anni), sono numerosi (17 contando i seminaristi) e determinati tornare a far risplendere il Santuario del Preziosissimo Sangue, dopo i danni causati dal terremoto.

Venerdì 7 aprile. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì (è anche il Primo Venerdì del mese), è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui].

Ѐ importante mantenerci fedeli nel nostro impegno per la preghiera di riparazione, perché gli oltraggi al Sacro Cuore di Gesù sono quotidiani e condotti a ogni livello. Altrettanto insistente e continua deve essere la nostra preghiera di riparazione. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, concludiamo la lettura di Selezione di Detti dei Padri del deserto. Il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.
* * * 
LUNEDÌ 1° MAGGIO 2017 A PAGNANO (frazione di Merate – LC), presso il teatro OP (via Cappelletta) con inizio alle ore 09.45 e chiusura con la S. Messa, che verrà celebrata alla ore 17.30, si terrà il Terzo Incontro nazionale della Lega Cattolica per la Preghiera di Riparazione
Per il programma dettagliato, cliccate qui.
Sarà possibile pranzare presso il ristorante Caminun (via Lunga, 19), al costo di euro 15,00, oppure mangiare al sacco.
Per esigenze organizzative vi preghiamo di comunicare la vostra partecipazione entro il 15 aprile, specificando se desiderate pranzare al ristorante. In caso di nuclei familiari vi raccomandiamo di indicare il numero dei componenti. Tutte le comunicazioni andranno fatte all’indirizzo legariparazione@email.it

giovedì 6 aprile 2017

Aggiornamenti da San Pietroburgo. Il nostro cordoglio

Riportiamo alcune notizie di aggiornamento da La Stampa di oggi e cogliamo l'occasione per esprimere il nostro cordoglio per questo ennesimo atto terroristico che accomuna la Russia all'Occidente europeo e atlantico nonché al Medio Oriente.
San Pietroburgo, i gesti della pietà
Lupo solitario, cellula dormiente, o persino kamikaze involontario. Nuovi dettagli trapelano dai media russi sulle indagini relative all’attentato di lunedì nella metropolitana di San Pietroburgo che ha fatto 14 vittime incluso il sospetto attentatore Jalilov. La polizia è a caccia di complici: alla periferia della città, dopo i sei arresti di ieri, altre tre persone sono finite in manette, tutti nativi dell’Asia Centrale, avrebbero avuto contatti con Jalilov prima dell’attentato. Le forze dell’ordine hanno anche compiuto un raid notturno nell’appartamento dove questi aveva vissuto nell’ultimo mese, in uno degli indirizzi sarebbero state trovate tracce di esplosivo. Intanto, a poca distanza, due esplosioni sono avvenute in un palazzo di Solidarnosti Prospekt. Lo riporta un corrispondente di tv Zvezda, il canale delle forze armate russe. Il palazzo, di 16 piani, è stato danneggiato. Sul posto i servizi speciali russi.  
Secondo alcune fonti vicine all’inchiesta, l’attentatore potrebbe appartenere a “cellule dormienti” dello Stato Islamico in Russia, non direttamente coordinate dai curatori del Califfato. Questo spiegherebbe l’assenza di una rivendicazione da parte dell’Isis. Jalilov potrebbe aver fabbricato da solo l’ordigno a casa seguendo istruzioni internet, oppure sotto l’influenza del gruppo terroristico “Tuahid wal-Jihad”, che opera in Siria e secondo le autorità del Kirghizistan è composto di centinaia di uzbechi che da tempo sono tornati in patria dalla Siria e vivono in clandestinità, gestendo una rete per reclutare i propri connazionali. Jalilov potrebbe essere entrato in contatto con i radicali mentre si trovava a Osh pochi mesi fa.  [...]

13-14 aprile. Una notte di adorazione riparatrice a Ferrara

Una notte di adorazione riparatrice a Ferrara
13-14 Aprile (Giovedì Santo-Venerdì Santo)
Basilica Canonicale di S. Maria in Vado
Santuario del Prodigioso Sangue

“In preda all'angoscia, pregava più intensamente; e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadevano a terra”. Così recita uno dei più drammatici versetti del Nuovo Testamento, contenuto nel capitolo 22 del Vangelo di Luca. È la preghiera di Gesù nell’Orto degli Ulivi, la notte del Giovedì Santo; ed è con quelle prime gocce, causate non dalla mano dei carnefici ma dalla vista dei peccati e delle ingratitudini di tutti i secoli, che il preziosissimo Sangue del Nostro Signore ha iniziato a effondersi copioso per la nostra salvezza, fino alla consumazione del Sacrificio redentore sulla cima del Golgota.
Poco prima di quel sudore di sangue, Gesù aveva chiesto ai suoi discepoli di vegliare con Lui in preghiera, ma invano. Pietro, Giacomo e Giovanni, vinti dalla stanchezza, avevano così meritato il triste rimprovero del loro Maestro, riportato questa volta dall’evangelista Matteo: “Così non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me?”.
A Santa Maria in Vado, al cospetto delle gocce del Sangue di Cristo che dal 1171 imporporano la volticina del Miracolo Eucaristico, il prossimo giovedì 13 aprile siamo tutti invitati ad alleviare l’agonia di Cristo vegliando “un’ora”, o più, nel corso dell’Adorazione eucaristica organizzata dai chierici della Fraternità Sacerdotale della Familia Christi per i parrocchiani e per chiunque decida di unirsi.
L’Adorazione inizierà al termine della Santa Messa delle ore 20 e si protrarrà fino alla Via Crucis in programma per le ore 9 del successivo Venerdì Santo.
Fonte: “La Voce di Ferrara-Comacchio”, Don Mattia Tanel F.S.F.C.

Verso «il diritto di conquista umanitaria»? - Alexandre Del Valle

Riprendiamo di seguito, nella nostra traduzione, un interessante articolo di Alexandre Del Valle[*] che alimenta la consapevolezza necessaria per arginare, in nome della sopravvivenza dell’Europa finora inerte e suicidaria, l'invasione migratoria che costituisce una pesante minaccia alla nostra cultura e civiltà. Mentre nei confronti del fenomeno prevale una retorica dell’emozione di cui fa uso e abuso il sistema mediatico al servizio del pensiero dominante per meglio neutralizzare il pensiero critico. Con l'aggravante di una Chiesa che sembra affrontare il problema solo dal punto di vista di un'accoglienza indiscriminata; il che rende i cattolici europei sempre più disorientati dal fatto che la loro Chiesa, al pari dei loro governanti, favorisca i lontani a scapito dei vicini, disinteressandosi della loro sorte e di quella dei loro figli.
In questo nostro tempo anche la politica è in crisi e dunque manca la rielaborazione - ragionevole e non di parte - dei fatti, rispetto ai nuovi scenari e realtà che impongono nella nostra Europa convivenze tra culture non integrabili, anche perché l'Islam nega i diritti civili che sostituisce con un diritto religioso integralista. Mentre l'occidente deve recuperare i veri diritti basati su valori autentici e non su una pseudo-libertà che diviene "licenza". L'impegno è tanto più indispensabile, sia per il mondo arabo che per quello occidentale, soprattutto per la faccia multieuropea dei nostri Paesi, nei quali sta prendendo corpo un "mormorar di popolo" (impropriamente liquidato come "populismo") che esige responsabilità e governabilità di fenomeni complessi per evitare il rischio di reazioni estreme che possono sfuggire di mano. 

Verso «il diritto di conquista umanitaria»?
Alexandre Del Valle
O come le lobbies minoritarie favorevoli all'immigrazione e altre ONG pro-migranti sono legittimate a calpestare la legalità nazionale ed europea.
Ogni giorno in Sicilia (o altrove nelle isole greche o dei Balcani o a Ceuta e Melilla nel Marocco spagnolo) sbarcano migliaia di immigrati clandestini che gli italiani chiamano «i recuperati», perché sono tutti i giorni soccorsi e "recuperati" attraverso gli sforzi assidui di navi di salvataggio (illegali) gestite da organizzazioni umanitarie impegnate ideologicamente nel rifiuto delle frontiere e dell'immigrazionismo come principio ( Moas, Jugend Rettet Stichting Bootvluchting, Medici Senza frontiere, Save the Children, Proactiva Open Arms, Mare -Watch.org, Sea-Eye, bateau Life).

Non a caso, tra questi "spazzini" che "prestano" le loro barche (altamente attrezzate e costose), troviamo i soliti sponsor di "No borders", come le molteplici istituzioni e ONG umanitarie 'che ruotano attorno al "miliardario filantropo" George Soros (Open Society).

mercoledì 5 aprile 2017

“Siamo al disastro perché ci siamo illusi di integrare l'islam”

Ieri è morto Giovanni Sartori, fiorentino, considerato fra i massimi esperti di scienza politica a livello internazionale, attento osservatore delle questioni chiave di oggi: immigrazione, Islam, Europa. Ѐ stato docente in numerose università, incluse le straniere più prestigiose ed era tra i più autorevoli e pungenti commentatori dell’attualità politica.
Ne riprendiamo l'intervista riportata di seguito, che risale ad un anno fa ma non ha perso di attualità, con l'aggiunta di alcune delle sue puntuali osservazioni all'ex ministro Kyenge sulla questione dello ius soli (ne parlavamo qui), tirato in ballo anche di recente in chiave pre-elettorale.
Cose già dette; ma purtroppo non abbastanza consolidate nell'opinione pubblica. E per questo repetita iuvant, soprattutto per chi si affaccia a queste pagine soltanto ora.

“Siamo al disastro perché ci siamo illusi di integrare l'islam”

Professore su queste parole si gioca il nostro futuro.
«Su queste parole si dicono molte sciocchezze».

Su queste parole, in Francia, intellettuali di sinistra ora cominciano a parlare come la destra. Dicono che il multiculturalismo è fallito, che i flussi migratori dai Paesi musulmani sono insostenibili, che l'Islam non può integrarsi con l'Europa democratica...
«Sono cose che dico da decenni».

martedì 4 aprile 2017

FSSPX - Il Papa concede la convalida per i matrimoni

CITTÀ DEL VATICANO, 04 aprile, 2017 (ACI Stampa)
Ancora un altro passo distensivo tra il Papa e la Fraternità Sacerdotale San Pio X. Francesco, infatti, ha autorizzato la Pontificia Commissione Ecclesia Dei a pubblicare la lettera inviata ai Presuli delle Conferenze Episcopali interessate circa la licenza per la Celebrazione di Matrimoni dei fedeli lefebrviani.
"Il Santo Padre ha deciso - ricorda nella missiva il Cardinale Müller, Presidente della Commissione -di concedere a tutti i sacerdoti del suddetto istituto le facoltà per confessare validamente i fedeli . Nella stessa linea pastorale mirata a contribuire a rasserenare la coscienza dei fedeli il Santo Padre ha deciso di autorizzare gli Ordinari del luogo perché possano concedere anche licenze per la celebrazione di matrimoni dei fedeli che seguono l’attività pastorale della Fraternità" secondo specifiche modalità.
"La delega dell’Ordinario per assistere al matrimonio - precisa il Cardinale Müller - verrà concessa ad un sacerdote della diocesi pienamente regolare perché accolga il consenso delle parti nel rito del Sacramento, seguendo poi la celebrazione della Santa Messa votiva da parte di un sacerdote della Fraternità".
Qualora non vi siano sacerdoti "regolari" disponibili, "l’Ordinario puὸ concedere di attribuire direttamente le facoltà necessarie al sacerdote della Fraternità che celebrerà anche la Santa Messa, ammonendolo del dovere di far pervenire alla Curia diocesana quanto prima la documentazione della celebrazione del Sacramento".
Nella missiva - approvata dal Papa lo scorso 24 marzo - il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede rammenta tuttavia la attuale "oggettiva persistenza della situazione canonica di illegittimità in cui versa la Fraternità di San Pio X".

L'Olanda islamizzata che nessuno racconta

L'OLANDA DOPO IL VOTO SI RITROVA ISLAMIZZATA
Intanto la Turchia è sempre più un sultanato ed Erdogan accusa l'Europa di crociata contro l'islam (fosse vero, diciamo noi)
di Marcello Foa

Si fa presto, a dire: Olanda. Quella che vediamo noi da qui è parziale e, soprattutto, effimera. Fateci caso: è trascorsa meno di una settimana e nessuno ne parla più. Diciamoci la verità: nessuno avrebbe prestato attenzione alle elezioni politiche nei Paesi Bassi, se non ci fossero state la Brexit e l'elezione di Trump alla Casa Bianca e se non ci fosse stata la prospettiva di un successo, almeno relativo, del partito "populista" di Wilders. Che invece è arrivato secondo. L'establishment ha brindato alla vittoria e l'Olanda torna ad essere un Paese noioso.
In teoria, perché la realtà è un po' diversa, e stavolta a dirvelo non è Marcello Foa ma una lettrice di questo blog, Luisa F. che vive da quelle parti, e che mi ha scritto una bella lettera, da cui emerge uno spaccato diverso da quello narrato dai grandi media internazionali.Luisa scrive:

lunedì 3 aprile 2017

Don Minutella. Aggiornamento di alcune chiose prima di 'ripartire'.

Aggiorno la mia comunicazione di ieri con alcune osservazioni.

Carissimi,
con tutto il rispetto per don Minutella, che ho imparato a conoscere da poco, proprio per questo ci sono alcune cose da chiarire e da puntualizzare.
Il confronto che io ho ritenuto necessario fin dall'inizio, per evitare di trovarci in una situazione che possa rischiare di sfuggirci di mano, spero si dia al più presto. Probabilmente potrà aver luogo appena trascorso questo periodo in cui egli dovrà affrontare la nuova situazione così difficile per lui, a seguito della rimozione da parte del suo vescovo.
Sulle ragioni dell'Arcivescovo di Palermo c'è molto da dire perché egli non condanna don Minutella per falsità dottrinali, ma per un generico attentato all'unità della Chiesa, meramente quantitativa, tipicamente modernista, che diventa piuttosto inclusivismo, perché sganciata dalla Verità nella sua totalità, unica fonte di unità autentica e non velleitaria.
L'accusa dell'Arcivescovo, riferita non a predicare il falso ma al mettere a rischio l'unità della Chiesa nel senso appena specificato, è il classico argomento comunemente calato come un maglio per silenziare chiunque, specialmente i sacerdoti, osi riaffermare le verità cattoliche versus una verità non più annunciata ma velata, deformata, obliterata in elementi fondanti e, dunque, tradita. Ѐ ovvio che la riaffermazione della verità nella sua totalità, mostrando contraddizioni e lacune, mette i fedeli al bivio e così risulta divisiva (il nuovo termine coniato in senso spregiativo e anatemizzante); ma in realtà pone i fedeli in condizione di collocarsi da una parte o dall'altra senza compromessi. Confusione e divisione la creano non meno certe affermazioni e decisioni dei vescovi modernisti che riprendono quelle delle gerarchie più alte. Ciò, oltre a creare disorientamento, fa parte della liquida precarietà della temperie odierna, che impone verità storicisticamente transeunti, invece che oggettivamente definite nel loro humus appartenente alla Rivelazione già data, che non si evolve ma si approfondisce. Ed è così che si attesta la contro-verità.
Non lo dico perché appartengo ai "tradizionalisti" intellettuali, ma perché sono consapevole delle radici del male che don Minutella mostra di non conoscere e non prendere in considerazione nella sua completezza: il "fenomeno" Bergoglio, che giustamente ha risvegliato la sua pastoralità che da quel che ho ascoltato appare coerente all'insegnamento costante della Chiesa, è il frutto maturo del concilio. Abbiamo detto più volte che, se non andremo alle radici del problema, non potremo attuare i giusti rimedi. Torno a ripetere per chi leggesse solo ora (l'ho chiarito più volte ma qui lo ripeto) che criticare i 'bachi' del Vaticano II non significa rinnegare quell'assise ecumenica ma mettere in evidenza le radici degli sviluppi attuali disseminate nei documenti conciliari, già individuate e illustrate in tutti questi anni. Solo così si potranno dare contenuti retti alla "resistenza" che non è una dichiarazione di guerra, ma un impegno di custodia e di riaffermazione delle verità cattoliche ricevute nella e dalla Chiesa.
Dunque ne riparleremo con la dovuta parresìa ma anche con calma ponderatezza, mettendo alla luce i punti controversi da approfondire, ponendo l'accento sui contenuti, senza star lì a sottolineare gli aspetti personali e le reazioni di pancia, che alla fine sviluppano sterili polemiche anziché fruttuoso confronto.
Inizierei con delle domande formulate in chiaro e lasciate aperte dalle quali prendere le mosse. Ѐ da qui che ripartiremo, trascorso questo momento difficile e dopo l'esperienza dell'incontro di Verona, verificando la disponibilità di don Minutella al confronto e alla condivisione, auspicando anche la partecipazione, discreta o meno a seconda dei casi, di altri sacerdoti nonché la possibilità di incontrarsi di persona. So che questa comunicazione è affrettata. Tuttavia, non avendo il tempo di curare ora un intervento più articolato mentre continuano ad arrivare commenti di ogni genere, com'era prevedibile, ho espresso per sommi capi la mia posizione. Il resto lo vivremo insieme. (Maria Guarini)