domenica 12 marzo 2017

Invece di chiudere moschee abusive chiudono una chiesa cattolica tradizionale

Apprendiamo la notizia dal giornale dei vescovi, Avvenire, che la riporta così, asetticamente, senza una riga di commento. E invece è un segnale, che dire sconcertante è dir poco, oltre ad essere un brutto colpo al cuore per i fedeli di Seregno e non solo, perché quella Chiesa ne richiamava numerosi da molte località limitrofe e perfino dalla Svizzera.
Aggiornamento : Ritengo doveroso prendere in considerazione le seguenti precise osservazioni di un lettore (Francesco Patruno su Fb): "A mio avviso la questione religiosa propriamente detta qui non c'entra nulla. In primis la legge anti-moschee lombarda fu dichiarata incostituzionale con la sentenza della Consulta n. 63/2016 e mi pare che sia all'esame della Consulta anche quella veneta. In ogni caso, il problema è giuridico-amministrativo: un simile cambio di destinazione è di solito difficile da ottenere... Si richiede, in primis, infatti, la verifica delle dotazioni di attrezzature pubbliche rapportate alla nuova destinazione: se non altro agli effetti dell’altrettanto necessario e conseguente rilascio del certificato di agibilità dell’immobile destinato al nuovo uso, nonché della parimenti necessaria e conseguente pratica di prevenzione incendi. Se l'associazione ha i pareri dell'amministrazione - pareri e consensi documentalmente provati - allora non ha nulla da temere".
Replica il lettore Marius: "La questione è che la legge "antimoschea" della regione Lombardia è successiva all'acquisto del capannone. Colpisce tutti quelli che non sono riconosciuti ufficialmente dallo Stato come entità religiosa. Per lo Stato la FSSPX non è cattolica...ergo... Diversamente successe in Argentina: ma Scola non fa come Bergoglio, piuttosto che aiutare la SPX aiuterebbe una moschea!"

La legge anti-moschee della Regione fa la prima vittima: non si tratta di un centro culturale islamico. Bensì a essere ritenuto inidoneo come luogo di culto è una chiesa della Fraternità sacerdotale San Pio X nel comune di Seregno, in provincia di Milano.

La vicenda torna in auge in questi giorni, dopo che in primo grado il Tribunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso del Distretto italiano della Fraternità sacerdotale San Pio X contro il comune di Seregno: al centro la richiesta dell'associazione San Giuseppe Cafasso, proprietaria dell'immobile di via Eschilo, di cambio di destinazione d'uso per quello che un tempo era un capannone industriale, acquistato già nell'ottobre 2012, con l'idea di trasformarlo in una chiesa.

Sul sito della Fraternità San Pio X si legge che «il precedente locale adibito a cappella a Seregno era diventato troppo piccolo per contenere le numerose persone che assistevano ogni domenica e in ogni festività alla Messa: i fedeli si assiepano anche lungo il corridoio d’ingresso senza neanche vedere l’altare. Soprattutto mancano spazi per fare catechismo ai numerosi bambini, che hanno anche bisogno di spazio per ritrovarsi e giocare dopo la Messa». A distanza di qualche anno, a maggio 2015, sul sito della Fraternità si inizia a parlare della partenza dell'«Operazione 400» per realizzare il progetto che avrebbe permesso di assistere alla Messa e ricevere i Sacramenti a decine di famiglie.

L’associazione San Giuseppe Cafasso, proprietaria dell’immobile, ha presentato ai magistrati un’istanza per far revocare l’ordinanza di chiusura. L’avvocato Fabio Broglia che cura gli interessi dell’associazione ha spiegato che «prima dell’acquisto e della ristrutturazione era stato ufficialmente chiesto al Comune se l’immobile fosse idoneo all’attività di culto – spiega –. La documentazione è stata presentata ben prima dell’entrata in vigore delle normative fissate successivamente dalla Regione». Inoltre, sul sito di informazione locale, Seregno.tv si legge anche che «prima dell’acquisto e della ristrutturazione era stato chiesto ufficialmente da parte degli interessati al Comune se l’immobile era idoneo all'attività di culto e la risposta da parte degli uffici comunali era stata positiva».
Dall'Amministrazione comunale di Seregno, però, smentiscono che fosse stato dato un parere positivo sul cambio di destinazione d'uso del capannone industriale: «Non è una questione politica: non vi è alcuna nostra delibera di Giunta - ci tiene a sottolineare Giacinto Mariani, vice sindaco a Seregno - Si tratta di un problema meramente tecnico».

La vicenda giudiziaria resta comunque aperta: l'associazione San Giuseppe Cafasso ha infatti deciso di ricorrere al Consiglio di Stato.

20 commenti:

irina ha detto...

Recentemente abbiamo scritto delle burocrazie cieche.
Quando San Josemaria Escrivà, che era laureato in Giurisprudenza, arrivò a Roma qualcuno gli disse:"Se non vuoi finire ammazzato, fai il morto".
Un proverbio, forse romano, recita: "Carta parla, villan dorme".
Quindi bisogna fare i morti con un pezzo di carta in mano, con tutti i bolli e le firme del caso. SEMPRE.
Quest'epoca passerà alla storia come quella dell'Xncxlxtx, quindi, riprendo un detto che risuonò tanti anni fa quando si parlò di balletti verdi a Brescia:"O turista che da Brescia passi, stringi il cxl ed allunga i passi". Cioè, allertati SEMPRE.
Supersintesi: per la FSPX, come madre:ALLERTATI, FATE I MORTI CON IL PEZZO DI CARTA IN MANO,BOLLATO, FIRMATO,CONTROFIRMATO.S E M P R E.

Francesco ha detto...

La FSSPX è stata come minimo imprudente. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. E poi dovrebbero sapere che l'Italia non è la Germania o l'Inghilterra, qui da noi si fa tutto a suon di carte bollate. Avrebbero dovuto avere tutte le carte in regola prima di azzardarsi a trasformare in chiesa un capannone. Qui non c'entra niente il titolo, non ci azzecca un'acca il paragone con le moschee. La chiesa è stata provvisoriamente chiusa dal Comune per questioni meramente burocratiche, cioè da uffici tecnici, non per odio ideologico contro la tradizione cattolica. Eppoi, quando la FSSPX avrà ottenuto il timbro da Roma potrà chiedere alla Curia di Milano di affidargli una vera chiesa dismessa, non un capannone abbandonato.

Anonimo ha detto...

Mi pare supefluo insistere. La Fratenrnità ormai ha siglato l'accordo con Bergoglio e la sua ganga, si atten de solo la data adatta per la comunicazione ufficiale.

Dopodichè potrà disporre di una o più delle innumerevoli chiese chiuse e/o abbandonate della provincia di Milano, con grande piacere di Sua Eminenza Scola, che in quanto a disponibilità verso moschee e similia si è sempre distinto.

Certo magari bisognerà benedire e celebrare pure le esequie per i suicidi spregiatori di Cristo, ma in cambio scatta l'otto per mille e il sostentamento clero, quindi W il parroco e col capannone ci si farà una bella palestra di ballo a pagamento, oppure una sede per qualche bel gruppo di scout.

D'altro canto a Seregno si mettono i negozi di arredamento nelle chiese del XVI secolo (chiesa di S. Vittore in largo San Vittore 2, pieno centro) e poi si vogliono fare le chiese nei capannoni industriali? La deriva del buon senso è totale.

Ovviamente ciò che scrive @Francesco più su ha detto...

sono mere battute ironiche.

Parlando seriamente ha detto...

Ecco cosa succede quando autorità pubbliche laiche e, per scelta e definizione, incompetenti in materia religiosa, si mettono a legiferare in tal campo.
In concreto: lo Stato confessionale ha il diritto ed il dovere di occuparsi di queste materie. Lo Stato laico NO, altrimenti, visto che non ha un criterio oggettivo per distinguere lecito da illecito, non può che causare guai.

Anonimo ha detto...

I tempi cambiano ...!
https://berlicche.wordpress.com/2017/03/10/i-tempi-cambiano/

mic ha detto...

Trascrivo una comunicazione dell'amico Francesco Patruno su Fb:

A mio avviso la questione religiosa propriamente detta qui non c'entra nulla. In primis la legge anti-moschee lombarda fu dichiarata incostituzionale con la sentenza della Consulta n. 63/2016 e mi pare che sia all'esame della Consulta anche quella veneta. In ogni caso, il problema è giuridico-amministrativo: un simile cambio di destinazione è di solito difficile da ottenere ..... . Si richiede, in primis, infatti, la verifica delle dotazioni di attrezzature pubbliche rapportate alla nuova destinazione: se non altro agli effetti dell’altrettanto necessario e conseguente rilascio del certificato di agibilità dell’immobile destinato al nuovo uso, nonché della parimenti necessaria e conseguente pratica di prevenzione incendi.
Se l'associazione ha i pareri dell'amministrazione - pareri e consensi documentalmente provati - allora non ha nulla da temere.

marius ha detto...

Oggi eravamo lì.
Naturalmente la S.Messa non è stata celebrata come di solito nell'usuale cappella della FSSPX a Seregno, ma in una struttura privata messa a disposizione da una famiglia generosa. Non entro sui particolari logistici per non danneggiare involontariamente qualcuno, perché si percepisce che la situazione è molto complessa e delicata.

I fedeli si sono trovati nell'improvvisata nuova destinazione provvisoria con una prontezza, anzi direi con una naturalezza che non può che balzare all'occhio.
Come potete ben intuire, la celebrazione è stata particolarmente raccolta e intensa: era una Messa letta con canti, quindi senza Kyriale e senza Proprium cantati, ma la voce limpida della schola cantorum sembrava riassumere tutti gli stati d'animo di serena trepidazione, quasi rievocante la sofferta storia di mezzo secolo di esclusioni a cui la Fraternità è avvezza e pronta ad affrontare in ogni evenienza.

Anche l'omelia era particolarmente pregnante nel rievocare i contraddittori passi della Chiesa di questi ultimi decenni attraverso quei segni di apostasia disseminati un po' ovunque sotto tutti gli ultimi pontificati, segni che con la loro frequenza possono ingenerare una nefasta abitudine, a cui noi non dobbiamo assolutamente assuefarci, ma che devono piuttosto essere occasione per pregare e offrire sacrifici in riparazione, come sta per avvenire per quell'imminente Comunicatio in Sacris in San Pietro con la confessione scismatica ed eretica che a suo tempo pretendeva dal Papa come eccezione per una sola persona, per il re d'Inghilterra, quell'Amoris Laetitia ante litteram che l'attuale vescovo di Roma ora svende spontaneamente a tutto l'orbe cattolico.

Cosa capiterà ora? Dove sarà la Messa domenica prossima?
Non lo sappiamo, umanamente parlando siamo nella provvisorietà, ma siamo certi che la Provvidenza come sempre provvederà.
Già per mons. Lefebvre era così, oggi per noi non è da meno.

furbi come serpenti ha detto...

Quanto meno quando si compra un capannone per farci una chiesa bisogna informarsi se si può fare il cambio d'uso, inoltre il cambio d'uso sarebbe meglio farlo prima di spendere soldi nella ristrutturazione. Perciò le autorità pubbliche magari sollecitate da una curia ostile possono certamente ostacolare la nascita di un nuovo centro tradizionale, ma se poi gli si da persino in mano l'arma per farlo, significa essere quanto meno poco accorti.

marius ha detto...

spiegatemi un po' com'è in Italia:
non dovrebbe essere l'ufficio tecnico del Comune ad appurare fin dal primo momento il cambio di destinazione prima di qualsiasi ristrutturazione?

Anonimo ha detto...

La Chiesa ? Meglio vuota che piena di diavoli .
Padre Pio

Caro Mario ,
Rimetti la tua sorte nell'Eterno ; confida in Lui ed Egli operera' .
Salmo 37:5

irina ha detto...

@ Anonimo 19:51

Bravo!

Anonimo ha detto...

Se servissero dei lavori di adeguamento (uscite di sicurezza, anti-incendio, etc...), penso sarebbe utile lanciare una sottoscrizione per raccogliere i fondi. Saremmo felici di dare il nostro contributo.

Luigi Rmv ha detto...

Condivido con Irina Francesco e Anonimo, penso che siamo tutti d'accordo sul fatto che i bravi Sacerdoti hanno sbagliato a non premunirsi.

Purtroppo in Italia non c'e la cultura della consulenza legale preventiva e si chiama l'avvocato quando la situazione è già compromessa.
Per risparmiare una spesa in consulenza, si spende dieci volte tanto per giudizi lunghi e dall'esito spesso incerto.

Spendendo un decimo prima, tanti problemi si potrebbero evitare e prevenire, ma in materia legale molti sono convinti di poter fare tutto da soli, più che in tutti gli altri campi.

marius ha detto...

@ Luigi Rmv

come fa (fate) a conoscere come si sono svolti i fatti? Quali sono le fonti?

Rr ha detto...

Siccome a pensar male si fa peccato...
La Fraternità celebra a Seregno, in quel capannone trasformato in chiesa da anni, almeno 4 o 5. Ma stranamente solo ora il Comune, il suo Uffico tecnico o i Vigili, o chi per loro, si accorgono che qualcosa non va. E prima ?
Siccome so bene come funziona nei grandi e piccoli centri d'Italia, l' FSSPX deve aver pestato i piedi a qualche "boss" locale, non necessariamente un ecclesiastico. E costui si è rivolto a chi di dovere per vedere se c'era un qualche appiglio e "fargliela pagare ". Et voila', chiusa la Chiesa. Tanto non sono in "perfetta comunione", quindi...

marius ha detto...

@ Rr

la questione è che la legge "antimoschea" della regione Lombardia è successiva all'acquisto del capannone. Colpisce tutti quelli che non sono riconosciuti ufficialmente dallo Stato come entità religiosa.
Per lo Stato la FSSPX non è cattolica...ergo...

Diversamente successe in Argentina:
ma Scola non fa come Bergoglio, piuttosto che aiutare la SPX aiuterebbe una moschea!

Anonimo ha detto...

Avevo letto la notizia e non so dire se ci siano anche motivazioni oggettive per la proibizione. Tuttavia, il sospetto è lecito: anche perché leggo che la Corte Europea di Giustizia, secondo i titoli dei giornali, dice che le aziende possono proibire il velo sul luogo di lavoro - e sembra un provvedimento specifico nei riguardi dell'islam - mentre invece in concreto:

"il divieto ai dipendenti di indossare sul luogo di lavoro segni visibili delle loro convinzioni politiche, filosofiche o religiose e/o manifestare qualsiasi rituale che ne derivi"

E qui si andrà anche sui crocifissi al collo.

Credo che dovrò comprarne uno un po' più evidente di quello che ho ora.

--
Fabrizio Giudici

Anonimo ha detto...

http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/2017/03/14/la-sinistra-che-massacra-il-traditore-ferretti/

RR ha detto...

Marius,
lo so, ma c'è sempre qualcuno che segnala, o a Seregno non hanno altro da fare che andare a controllare i permessi o le autorizzazioni o i riconoscimenti ?

Ti racconto una cosa. Quando iniziai a lavorare come medico cardiologo, aprii un mio piccolo studio presso la casa delle mie zie. In attesa di avere il telefono (allora ci volevano settimane) davo come recapito, oltre al mio di casa, anche quello loro. Beh, in capo a tre giorni tre dalla prima comunicazione del numero ad un paziente, arriva una telefonata dalla SIP (allora) alle mie zie, chiedendo loro se hanno già fatto la voltura da numero civile a numero commerciale/uso azienda/studio professionale. Se no, di farla entro 24 ore e pagare una bella somma per il cambio d'uso.
Io smisi subito di dare quel numero di telefono, e dopo pochi mesi me ne tornai a Milano, a lavorare in ospedale.
Ma come mai la SIP aveva saputo subito di quel numero ? Solerti impiegati ? Attivi operai ? NO: segnalazione da parte di un medico di famiglia, anche lui cardiologo, che aveva paura gli rovinassi la piazza.

Ergo: la FSSPX è lì da tempo, ma nessuno avrebbe tirato in ballo la recente normativa regionale, se qualcuno (ripeto, non necessariamente un religioso) non avesse segnalato a chi di dovere la cosa. Certo, se poi l'impiegato regionale o comunale, si è informato in Curia, dubito assai che gli abbiano detto "si, si, è una chiesa cattolica a tutti gli effetti...".
Oltretutto l'apertura "mentale" degli abitanti dell'alta Brianza-Varesotto-Lariano assomma si e no in media (esclusi i presenti, come di dice sempre) a 5 cm x 5 cm x 5 cm, più o meno un tassello di un mobile, quindi...