sabato 30 aprile 2016

Il vescovo ungherese parla chiaro: "L'immigrazione porta all'islamizzazione dell'Europa"

Gyula Márfi, arcivescovo di Veszprém, una delle principali autorità ecclesiastiche dell'Ungheria, ha rilasciato una intervista su cui riferisce Il Giornale del 28 aprile, che mostra un altissimo grado di cultura, precisione, buona volontà: "In Europa momentaneamente tutti credono a ciò che vogliono, ma generalmente nessuno crede in niente. Questo è un terreno ideale da conquistare per l'Islam".
È evidente per tutti noi che la soluzione è culturale e identitaria, ma anche e soprattutto spirituale e dunque ecclesiale: altro che "non fare proselitismo"... Ciò che serve è la rievangelizzazione autentica della nostra società ormai più che secolarizzata, nichilista! I precedenti pontificati ne parlavano. Ora si enfatizza la Nuova Religione Mondialista [qui - qui]

In occasione di una conferenza ha spiegato che l'Islam ha come chiaro obiettivo quello di esportare i propri valori. E che in questo momento i flussi stanno fungendo da vettore per questo loro fine
L'immigrazione è un veicolo che rischia di portare all'islamizzazione dell'Europa. A dirlo è Gyula Márfi, arcivescovo di Veszprém, una delle principali autorità ecclesiastiche dell'Ungheria.

In occasione di una conferenza dal titolo 'Problemi demografici nel Mediterraneo nel 19° e 20° secolo' non ha usato mezzi termini.

don Curzio Nitoglia. Il succo dell'Apocalisse /6

IL SUCCO DELL’APOCALISSE
Prima - Seconda - Terza - Quarta - Quinta - Sesta - Settima puntata


Terza e ultima parte[1]
(XXI, 1 – XXII, 5)

Capitolo XXI (1-27)

Al capitolo XX il dramma del mondo si conclude con il castigo eterno del “lago di fuoco” (vv. 11-15), che è il fuoco dell’inferno. Il Giudizio universale ha separato definitivamente i giusti dai malvagi. Adesso nell’ultima parte dell’Apocalisse (cap. XXI, 1 – XXII, 5) viene descritta la sorte dei beati in paradiso.

La fine consiste nella trasformazione e restaurazione di ogni cosa in Cristo (1 Cor., XV, 24-28): dopo la disfatta e la distruzione delle potenze malefiche (la bestia del mare e della terra, il dragone rosso con il loro accoliti) ritorna il regno fondato da Dio e riconquistato dalla redenzione di Cristo. Eliminato il mondo del peccato appare un universo nuovo, eternamente beato e luminoso, nel quale vivranno senza pericolo alcuno gli eletti perseguitati in questo mondo.

venerdì 29 aprile 2016

Don Elia. L'ora dei laici

L’apostasia universale, annunciata nella Sacra Scrittura e più volte predetta nelle rivelazioni private, ha raggiunto il culmine. Quanti prima si mimetizzavano sono venuti allo scoperto, cantando vittoria e denunciando così la propria ipocrisia. Fra coloro che vi si oppongono, un solo coraggioso vescovo ha finalmente alzato la voce; raddoppiamo quindi le nostre preghiere perché sia protetto dall’alto. Gli altri presuli mantengono il silenzio: lo fanno per poter continuare ad operare a servizio del loro gregge, perché hanno magari ricevuto minacce e vogliono perciò evitare di esser messi fuori gioco? Tuttavia è lecito chiedersi: al punto in cui siamo arrivati, si può ancora rimediare al disastro solo con discrete disposizioni operative, senza denunciare esplicitamente la causa della confusione e dello sbando? C’è di mezzo la salvezza delle anime, che in numero ormai incalcolabile si stanno gettando nel precipizio convinte di esservi autorizzate dal supremo Pastore, con la complicità dei loro parroci e di confessori che si rifiutano di ascoltare l’accusa dei peccati...

Da Erbil. Monsignor Bashar Warda: “L’Islam ha un problema con il mondo”

Asciutto e sintetico, Monsignor Bashar Warda, arcivescovo caldeo di Erbil [qui] richiama l'Europa e tutto l'occidente alla situazione reale e alle proprie responsabilità. Una sveglia salutare, della quale siamo da tempo consapevoli ma che non ha presa sulla cultura e suoi poteri dominanti, persino in ambito ecclesiale. Ma è una sveglia che si impone se non si vuole soccombere.

Da Erbil. Monsignor Bashar Warda è un uomo sulla quarantina, dalla stretta di mano vigorosa e dallo sguardo diretto. Si capisce subito che è abituato a prendere decisioni. Quando ci accoglie nel suo ufficio nella erigenda università, l’arcivescovo caldeo di Erbil allarga le braccia e indica la struttura ancora in costruzione: “Forse a voi sembrerà strano edificare un’università in un Paese in guerra, ma io voglio combattere contro Isis con le armi della cultura”.
Una posizione coraggiosa, in una città che è stata investita dall’ondata di sfollati in fuga dall’invasione dell’Isis. Eppure monsignor Warda è determinato a far vivere il “respiro cattolico nella società.”

Monsignore, qual è la situazione dei profughi cristiani ad Erbil?
“Non semplice. Nell’agosto 2014 centoventicinquemila persone sono fuggite da Mosul e dalla Piana di Ninive. Cinquantacinquemila sono ancora ad Erbil. Diecimila famiglie non sono poche.”

29 aprile, Santa Caterina da Siena. Una gloria d'Italia, d'Europa e della Chiesa

La nostra Italia - intesa non nel significato statuale quanto come patrimonio spirituale, civile, culturale ed etnico comune a tutti gli italiani di tutti i tempi - sta vivendo i giorni peggiori della sua storia, e versa in pericolo di morte.
Come, del resto, l'Europa tutta.
Affidiamo l'Italia e gli italiani, così come l'Europa e gli europei, a santa Caterina da Siena, co-patrona d'Italia e d'Europa, figlia d'Italia e d'Europa, gloria d'Italia e d'Europa.
Che Santa Caterina salvi l'Italia e gli italiani dall'invasione e dall'annientamento che altri hanno programmato, l'Europa dall'autodissoluzione, e, visto che è stata anche proclamata Dottore della Chiesa, la Chiesa stessa dagli uomini di Chiesa: che li illumini sulla salvaguardia incorrotta del Depositum Fidei, visto che una parte non relativa di loro lavora per la distruzione di questo e della Chiesa stessa.
Mai come oggi, l'Italia, l'Europa, la Chiesa, necessitano dell'aiuto celeste della pulzella di Fontebranda, che, in giorni difficili, incolta, seppe insegnare la via della verità, e con toni tutt'altro che proni o stucchevoli, a sovrani, principi, nobili, guerrieri, vescovi, cardinali e a due papi, verso i quali la sua devozione era pari alla sua piena e palese forza di correzione filiale e a volte anche piuttosto poco filiale, in quanto consapevole che prima che all'uomo bisogna obbedire a Dio. Da vera santa, non era clericale o sentimentale, e per questo amava la Chiesa. E amava l'Italia, per la salvezza della quale tanto si spese. (Massimo Viglione)

Spaemann: "È il caos eretto a principio con un tratto di penna"

Val la pena riprendere dal blog di Magister la traduzione dell'intervista sulla “Amoris lætitia” che il professor Robert Spaemann, coetaneo e amico di Joseph Ratzinger, professore emerito di filosofia presso la Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco di Baviera. ha concesso in esclusiva all'edizione tedesca di Catholic News Agency del 28 aprile.

D. – Professor Spaemann, lei ha accompagnato con la sua filosofia i pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Molti fedeli oggi si chiedono se l’esortazione postsinodale “Amoris lætitia” di papa Francesco possa essere letta in continuità con l’insegnamento della Chiesa e di questi papi.
R. – Per la maggior parte del testo ciò è possibile, anche se la sua linea lascia spazio a delle conclusioni che non possono essere rese compatibili con l’insegnamento della Chiesa. In ogni caso l’articolo 305, insieme con la nota 351, in cui si afferma che i fedeli "entro una situazione oggettiva di peccato" possono essere ammessi ai sacramenti "a causa dei fattori attenuanti", contraddice direttamente l’articolo 84 della "Familiaris consortio" di Giovanni Paolo II.

Danilo Quinto presenta "Verità e menzogne" a Roma

Martedì 3 maggio alle ore 18.30
presso l’Associazione Fronte per la Famiglia
in Via Mirandola 39 – ROMA
(Quartiere Tuscolano)
presenterò il mio libro  Verità e menzogne
Un caro saluto, Danilo Quinto

Colgo l'occasione per ricordare che
Le nuove coordinate bancarie  di Danilo sono queste:
BANCA UNICREDIT - CONTO INTESTATO PASQUALE QUINTO
IBAN IT 41 G 02008 05008000 101365598
Nella causale: 
ADESIONE ALLA CAMPAGNA IOSTOCONDANILO

Venerdì 29 maggio. La preghiera di Riparazione - Domenica 1° maggio Incontro a Linarolo

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione. Ecco le consuete preghiere, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che [trovate qui].

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui]

Questa settimana preghiamo perché i fedeli siano preservati dagli effetti delle sorprese a raffica che il papa non ci risparmia insieme alla confusione del nuovo corso post-sinodale. Preghiamo quindi in riparazione di ogni grave offesa al Sacro Cuore di Gesù. Preghiamo perché i buoni fedeli non si facciamo ingannare da falsi messaggi che, facendo perdere la nozione stessa di peccato, portano alla perdizione. Restiamo fedeli in particolare alla recita del Santo Rosario e alla partecipazione, ove possibile, alla S. Messa in rito antico (cliccando qui verrete indirizzati all’elenco dei luoghi e orari della S. Messa tradizionale).

giovedì 28 aprile 2016

Il Vescovo di Roma: “Non importa” a quale religione appartenete! Cosa c’è da obiettare?

Un'altra voce dal web anglofono. Il 'fatto' recriminato lo aveva segnalato una lettrice, costernata quanto i nostri amici canadesi del blog Vox Cantoris. Il papa stupisce ancora. Earth Day, sorpresa a Villa Borghese: arriva Papa Francesco. 
Sorprese che non si contano più se alla confusione che segue l'Esortazione post-sinodale et cætera si aggiunge la risposta positiva di prendere in considerazione un impegnativo testo di Hans Küng circa una «richiesta di libera discussione sul dogma dell’infallibilità papale». 
Di seguito, intanto, oltre alla sua anima ecologista, abbiamo la riprova, ancora una volta e con rinnovata costernazione [vedi precedente], di una fede o, più esattamente di una religiosità, non più cattolica ma mondialista. 

clicca sull'immagine per ingrandire
Domenica scorsa il Vescovo di Roma ha fatto una visita a sorpresa alla Giornata per la Terra per la manifestazione Villaggio per la Terra promossa dai Focolarini. In questo contesto ha affermato:
“Questo è ciò che mi viene in mente. Come si può fare? Semplicemente con la consapevolezza del fatto che abbiamo tutti qualcosa in comune, siamo tutti umani. E nella nostra umanità, possiamo avvicinarci gli uni agli altri per operare insieme … ‘Ma io appartengo a questa religione, o a quell’altra …’. Non importa! Continuiamo a lavorare tutti insieme e a rispettarci reciprocamente, a rispettarci! Vedo questo miracolo: il miracolo di un deserto che diventa una foresta”.
Nel Vangelo secondo Matteo 28,19 il nostro benedetto Signore Gesù Cristo ha affermato:
“Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.
Questo mandato divino significa che tutti i popoli della terra devono essere battezzati come cristiani ed essere ricevuti nella Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Questo è il comandamento di Gesù.

28 aprile San Luigi Maria Grignion de Montfort

Oggi ricorre la Festa di San Luigi Maria Grignion de Montfort, il Santo protettore della nostra Parrocchia virtuale [qui]
"Il segreto per conoscere se uno è un uomo di Dio, è quello di esaminare se ama l’Ave Maria e la Corona."
Qui potete ritrovare o scoprire la sua Preghiera infuocata:
Ricordati, Signore, della comunità che ti sei acquistato nei tempi antichi. L’hai posseduta nel tuo spirito fin dall’eternità, quando rivolgevi ad essa il pensiero. L’hai posseduta nelle tue mani, quando traevi dal nulla l’universo. L’hai posseduta nel cuore, quando il tuo amato Figlio, morendo in croce, la consacrava irrigandola con il proprio sangue e l’affidava alla sua santa Madre. [...]

Sinodo (e post-Sinodo). C'era (e c'è) un piano per manovrarli....

Marco Tosatti su La Stampa di oggi. 'Lasciate ogni speranza o voi ch'entrate...' sul piano umano, potrebbe sembrare; ma non presso Dio. Attendiamo gli sviluppi, in ambito ecclesiale, di alcune prime mosse significative.
Di Tosatti ricordate anche quel suo: Un Sinodo un po' taroccato? Da noi a suo tempo ripreso qui

Citarsi non è fine, lo so. Però in certi casi è utile a capire come si siano formate certe situazioni. Mi riferisco all’esortazione post-sinodale del Pontefice, e delle controversie che sta – giustamente – sollevando su un punto che il Pontefice stesso non considera centrale, rispetto al tema più ampio della famiglia e del matrimonio; ma tant’è continua a monopolizzare l’interesse e le polemiche.

La cosa abbastanza interessante e straordinaria, di questo documento, e che lo rende anomalo rispetto ai testi, magisteriali, dei precedenti pontefici in tema, è la sua possibilità di essere interpretato in maniera totalmente opposta. C’è chi sostiene che si tratta di una conferma della dottrina bimillenaria della Chiesa in tema di matrimonio, adulterio e divorzio. E chi invece sostiene che siamo di fronte a un qualche cosa che cambia tutto; un partito che accomuna alcuni dei più accesi sostenitori delle innovazioni e le ali più conservatrici della Chiesa.

Il grande assedio al cardinale Müller

Parlavamo qui del silenzio di prelati del livello come il cardinale Gerhard Ludwig Müller e il cardinale Robert Sarah sull'Esortazione Amoris laetitia; ma vi invito a consultare i link segnalati dallo stesso articolo sulle loro prese di posizioni precedenti.
Riprendiamo, di seguito, da Il Foglio. Per comodità di chi legge solo ora ripeto i link che riguardano la posizione del cardinale Müller : qui - qui - qui - qui - qui.

Sant’Uffizio fuori gioco sul Sinodo, le lodi del Papa al “grande teologo” Schönborn. In Vaticano c'è chi parla di possibile avvicendamento
Roma. C’è una distanza che viene notata da tutti, in Vaticano, ed è quella che intercorre tra il Papa e il prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, il cardinale Gerhard Ludwig Müller. Una freddezza resa palese dall’esclusione del porporato tedesco dalla presentazione dell’esortazione apostolica post sinodale Amoris laetitia, due settimane fa. A chiarire il contenuto dell’atteso e delicato documento, infatti, c’erano – oltre ai coniugi Miano – il cardinale Lorenzo Baldisseri e il cardinale Christoph Schönborn. Il primo in versione notarile, essendo segretario del Sinodo dei vescovi, il secondo incaricato di illustrare il profilo teologico dell’esortazione. Di Müller neppure l’ombra, come per altro era già accaduto nelle due assemblee del 2014 e 2015, quando il grande dibattito non solo mediatico, ma soprattutto interno alla chiesa – come dimostra la serie di pubblicazioni mandate in stampa da sacerdoti, vescovi e cardinali nel passato biennio – verteva proprio sull’interrogativo se a mutare sarebbe stata la dottrina, più che la semplice prassi pastorale.

mercoledì 27 aprile 2016

È iniziata la dissoluzione dell’Europa?

Interessante, dal settimanale cattolico Vita Nuova di Trieste.

Sembra che l’intera classe dirigente europea sia improvvisamente rincitrullita, dato che in meno di due anni sta collassando un processo di unificazione che andava avanti da decenni. La chiusura dei confini – sono già otto i Paesi che lo hanno fatto – significa esattamente questo.

Apprendiamo dai giornali economici che sta salendo la tensione per il referendum sulla permanenza di Londra nella UE, un appuntamento che se “andasse male” provocherebbe uno shock sui mercati mondiali, soprattutto quelli finanziari. In ogni caso, con le concessioni già strappate agli altri partner, la Gran Bretagna ha già sancito la sua volontà di non far parte di un futuro Stato europeo integrato. È un segnale per tutti gli altri, che a questo punto si sentiranno liberi di rinegoziare le condizioni della propria partecipazione. Comunque vadano le cose, quello che sta per avviarsi è dunque un processo di disintegrazione europea.

Alti prelati vaticani si astengono dal commentare l'Esortazione papale

Aggiungo di seguito l'incipit di un recentissimo articolo dal fronte cattolico anglofono :
25 aprile 2016 (LifeSiteNews) - Due dei più alti prelati Vaticani, entrambi noti per aver assunto una ferma presa di posizione sulla tradizione della Chiesa nel corso del Sinodo sulla Famiglia, rifiutano interviste sulla controversa esortazione apostolica di Papa Francesco.
Il vaticanista Edward Pentin segnala che né il cardinale Gerhard Müller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, né il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino, hanno commentato Amoris Laetitia o concesso interviste ai media sul documento. [...]
Il fatto è che non solo non hanno concesso interviste  - il che è un segno di prudenza anche perché si tratta di cattedre mediatiche del tutto improprie - ma non si sono pronunciati sui temi spinosi nei quali stiamo entrando da giorni. Per lo meno non ancora, a differenza del card. Burke e del vescovo Schneider. Anche se le loro posizioni sono già state espresse sia nel corso che a conclusione dell'Assise sinodale.

Delle posizioni del cardinale Gerhard Ludwig Müller abbiamo già parlato qui - qui - qui - qui - qui.
Di quelle del card. Robert Sarah qui - quiqui - quiquiqui - qui qui - qui - qui

Poiché siamo affollati di interessanti testi da tradurre - alcuni anche inediti ci vengono proposti da diverse fonti estere - e non abbiamo supporti o proventi di alcun genere, posso chiedere il vostro aiuto da destinare agli impegni con il nostro traduttore, mentre la rimanente fatica della redazione è e resta un servizio di puro volontariato?
Riproduco qui l'avviso lanciato dalla colonna destra del blog:
Aiutaci a sostenere chi si fa carico di traduzioni
e lavori che stiamo incrementando

Don Giorgio Ghio. Etsi... non daretur

Commento da incorniciare: asciutto, essenziale, di chiarezza cristallina sia nell'evidenziare le dissonanze che le loro cause prossime e remote.

Incredibile, ma vero. Intere conferenze episcopali (non ultima, quella italiana con il suo organo di stampa) acclamano alla svolta del Magistero pontificio, per non parlare di parroci, predicatori e confessori. È difficile sostenere che il testo non abbia valore magisteriale dal punto di vista formale; se davvero non lo ha, il motivo è più sostanziale. In ogni caso, l’universale, entusiastico peana non coinvolge soltanto i soliti esponenti del pensiero “laico” (leggi: ateo) dominante e gli onnipresenti vip dalla vita scandalosa che sono ormai modello imprescindibile per i giovani e le famiglie. Sono gli stessi Pastori che, gettando l’ultima maschera, si abbandonano all’ebbrezza di veder finalmente sdoganato ciò che, evidentemente, pensavano e facevano già. Sebbene l’esortazione apostolica Amoris laetitia non lo affermi mai esplicitamente, tutti hanno unanimemente riconosciuto che l’accesso ai Sacramenti è d’ora in poi aperto indistintamente a tutti, compresi i pubblici concubini, gli adulteri permanenti e quanti coltivano altre forme di unione (senza specificare quali).

Quelli che la carità la fanno pagare sempre agli altri

Roma, Tiburtina. Capo profughi a cielo aperto
Bene ha fatto il nostro direttore a puntare il dito sul trito slogan terzomondista, risuonato nel recente convegno della Caritas, che l’accoglienza che «dobbiamo» agli immigrati è solo «un atto di restituzione». Insomma, la solita menata che i poveri sono tali per colpa dei ricchi. Inutile estenuarsi in spiegazioni per dimostrare, dati alla mano, che ciò non è vero. Proprio inutile. 

Purtroppo, spesso si ritrovano con alti incarichi persone che un buon talent-scout avrebbe classificato come caporali di giornata: uno, che sarebbe atto all’organizzazione del servizio quotidiano in caserma, fa invece il comandante di distretto militare senza nemmeno aver frequentato la scuola di alti studi strategici.

martedì 26 aprile 2016

Roma 8 maggio. A San Nicola in carcere la Messa prima della Marcia per la vita

Riprendiamo dal sito del CNSP un importante avviso circa l'imminente Marcia per la Vita:

Non è necessario ricordare che il prossimo 8 maggio si terrà a Roma la VI Marcia per la vita, alla quale il CNSP ha aderito con entusiasmo anche quest’anno; promovendo anche quest’anno la celebrazione di una S. Messa tradizionale, che sarà offerta in suffragio dell’anima di Mario Palmaro. Le offerte che saranno raccolte durante la S. Messa sono destinate all’Associazione San Giuseppe, che ha per scopo il sostegno e l’aiuto alla famiglia Palmaro.

Come sapete, la Marcia per la vita non partirà più dal Colosseo, ma da piazza Bocca della Verità. Pertanto, anche la celebrazione della S. Messa promossa dal CNSP non si terrà più nella Chiesa dei SS. Luca e Martina, ma è stata spostata nella vicinissima (300 mt.)

Basilica di San Nicola in carcere
Via del Teatro Marcello, 46
(vedi mappa)

l’orario della celebrazione è immutato:
h. 8,00 (prima dell’inizio della Marcia).

Il CNSP esorta tutti i fedeli del Populus Summorum Pontificum a partecipare alla Marcia, e a ritrovarsi per la celebrazione della S. Messa, per rendere così ancor più esplicita la testimonianza che tutti offriremo marciando per la vita attraverso le vie di Roma.

Proposte di lettura (e di riflessione). Il Santo dell’ultimo posto

Tratto da: Al Jamhoury Elias, San Charbel. Itinerario nelle profondità, Milano, San Paolo, 2015, p. 137. Un Santo, figlio luminoso dei primi Padri del Deserto. Richiamo l'attenzione sulle parole di Paolo VI in occasione della canonizzazione.
Vien da pensare che chi conosce l'ascetica, quella autentica, non si sarebbe scandalizzato dei Francescani dell'Immacolata, che hanno suscitato scalpore pur praticandone aspetti meno radicali. Ma occorre dirla tutta: sui FI c'era anche altro che infastidiva: la riflessione e la discussione equilibrata e nello stesso tempo profonda seria e circostanziata sul Concilio e sulla Massoneria.

Ecco una vicenda che affascina e sconvolge nel contempo. Provoca il buonsenso e la razionalità dell’uomo comune. Si tratta della biografia del monaco Charbel Makluf (1828-1898), eremita dell’Ordine Libanese Maronita, canonizzato nel 1977 da Paolo VI.

Un sommario della sua esperienza, di chiara comprensione anche per chi ha più difficoltà ad “incontrare” un certo tipo di vocazioni eroiche per lo strenuo ascetismo praticato. Nella prima parte è presentato proprio l’ascetismo graduale di Yousef Makluf, dalle prime esperienze di preghiera durante l’infanzia e l’adolescenza (ancora una volta troviamo quanto sia importante nella vita di un piccolo che cresce l’esempio dei familiari e dei parenti..) fino all’entrata nell’Ordine di San Marone e agli ultimi anni anni trascorsi da eremita nell’eremo del monastero di Annaya: 23 anni di “apprendistato” e purificazione dalle cose del mondo, 23 anni “illuminazione” attraverso lo studio e la vita di comunità con i fratelli monaci e 23 anni di “unione” con Dio attraverso la solitudine e il silenzio dell’eremo. L’idea che abbiamo di quest’uomo è quella di un uomo in progressivo ritiro, come l’onda del mare quando ha toccato la riva e se ne ritrae lentamente, sommessamente, lasciando un profumo, uno sfavillìo, una bellezza. Un movimento che è vita, un ritirarsi che può essere considerato come fuga da una spiaggia, ma anche come uno slancio verso le profondità del mare e verso l’Infinito.

Danilo Quinto. L'acido tenerico o suavico

Di recente – ma segnali anticipatori della scoperta ve ne furono molti e molti secoli addietro – è stato inventato un acido. Ha poteri eccezionali, una roba mai vista prima. Se tocca qualsiasi cosa, essa si scioglie. All’istante. Identico processo avviene se la cosa s’immerge nell’acido. Scompare. Altro che pensiero liquido. Qui si tratta di processo fisico e chimico. Micidiale.

Oltre ad essere potente – di una potenza inedita – la nuova sostanza ha un pregio particolare: dissimula la sua azione disgregante e di distruzione. Fa quello che sul piano metafisico dovrebbe fare – secondo i nuovi divulgatori del pensiero accomodante – la tenerezza, versione sentimentale e senza ombre di gerarchia che ancora è presente nella misericordia. Ergo, un passo avanti –concettualmente – verso l’egualitarismo dolcissimo e disgregante, che in fisica prende il nome di entropia (= misura del grado di equilibrio raggiunto da un sistema in un dato momento).

lunedì 25 aprile 2016

Gratitudine e tutto il nostro sostegno a mons. Athanasius Schneider

L'atteso e provvidenziale intervento di S. E. Athanasius Schneider sulla Esortazione post-sinodale sta suscitando, come prevedibile, le reazioni più disparate. È arrivato il momento, quindi, di guardare in faccia la realtà e comportarsi di conseguenza. 
Sintetizzo i contributi finora pervenuti, che condivido e integro con mie ulteriori riflessioni.
  1. Abbiamo finalmente un vescovo che è sceso in campo. Ora bisogna spiegare e approfondire, per quanto è possibile, le posizioni critiche da lui professate con piena cognizione di causa ed ineccepibile e vasta dottrina. E questo vale anche per altre parti del controverso documento.
    Mons. Schneider ha formulato un'analisi molto precisa delle ambiguità e contraddizioni del documento papale sul noto punto, contrapposte alla dottrina di sempre, riassunta alla fine dalla Familiaris Consortio, 84 e dalla Veritatis splendor di Giovanni Paolo II.
    Finalmente siamo fuori dal logorato e logorante teatrino delle interviste - forma tipica dell'opinabilità che alla lunga banalizza e vanifica ogni pregnanza e profondità di contenuti - per inoltrarci ora nel campo della comunicazione diretta, con una presa di posizione rivolta al mondo cattolico, in primis al Papa, ma contemporaneamente all'alto e basso clero, che apre la prospettiva di formare una squadra pronta a mettersi in gioco nel chiedere inequivocabilmente e autorevolmente quanto è indispensabile per porre riparo al disfacimento della fede cattolica.

domenica 24 aprile 2016

Mons. Athanasius Schneider. Il paradosso delle interpretazioni contraddittorie di «Amoris laetitia»

È l'importante e attesa riflessione di S.E. Mons. Athanasius Schneider, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Maria Santissima di Astana, in Kazakhstan, riguardo l'esortazione apostolica post-sinodale di Papa Francesco, «Amoris Laetitia». Testo inviato da Corrispondenza Romana.
Vedi anche: La necessaria analisi critica di Amoris laetitia [qui] : Risposta di mons. Schneider alla Lettera aperta di Remnant [qui]

«Amoris Laetitia»:
chiarire per evitare una confusione generale

L'Esortazione Apostolica «Amoris Laetitia» (AL) pubblicata di recente, che contiene una grande ricchezza spirituale e pastorale per la vita nel matrimonio e nella famiglia cristiana della nostra epoca, purtroppo ha già in poco tempo provocato interpretazioni contraddittorie perfino nell'ambiente dell'episcopato.

Vi sono vescovi e preti che avevano pubblicamente e apertamente dichiarato che AL avrebbe fornito un'apertura evidente alla Comunione per i divorziati-risposati senza chiedere loro di vivere in continenza. In quest'aspetto della pratica sacramentale, che secondo loro sarebbe ora significativamente cambiato, consisterebbe il carattere veramente rivoluzionario dell'AL. Interpretando AL in riferimento alle coppie irregolari, un Presidente di una Conferenza episcopale ha dichiarato in un testo pubblicato sul sito web della stessa Conferenza: «Si tratta di una misura di misericordia, di un'apertura di cuore, ragione e spirito per la quale non è necessaria alcuna legge, né bisogna attendersi alcuna direttiva o delle indicazioni. Si può e si deve metterla in pratica immediatamente».>

L'involuzione del superdogma

Clicca per ingrandire
"La Domenica"
V domenica di Pasqua/C
24 aprile 2016

Leggo:
"In lui non c'è preferenza di persona (Cfr. At 10.34), il suo è uno stile di solidarietà con il peccato, perché il peccatore si converta e ristabilisca nella giustizia la sua vita".

Ormai siamo oltre la ben conosciuta distinzione peccato-peccatore.
Tutti i fedeli cattolici che frequentano la cosiddetta forma ordinaria del rito romano vengono "catechizzati" in questo modo direttamente dal foglietto-messalino ufficiale, e naturalmente anche in modo indiretto dal loro stesso parroco che lo diffonde nei banchi della sua chiesa, conscio o no dei contenuti.

È la naturale involuzione del superdogma conciliarista del dialogo e dell'accompagnamento pastorale.

27 aprile. Visita del Patriarca di Venezia a San Simeon Piccolo

mercoledì 27 aprile - ore 19.00
Venezia Chiesa di San Simeon Piccolo
apostolato (cappellania) della Fraternità Sacerdotale di San Pietro dal 2006

Visita ufficiale di Sua Ecc.za Mons. Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia, nella ricorrenza del 278° anniversario dell'inaugurazione della chiesa, dedicata ai Santi Apostoli Simeone e Giuda, avvenuta nel 1738.
Il Patriarca, che verrà accolto dal cappellano don Cyrill Sow (FSSP), terrà una predica, seguita dall'Adorazione Eucaristica.
In questa fausta occasione tutto il popolo è benvenuto.
Foto del Patriarca a San Simeon
(Ringrazio chi l'ha inviata)

L'Intervista a mons. Athanasius Schneider, 6 marzo in Ungheria. Seguito del testo integrale

Intervista a S.E. mons. Athanasius Schneider, da Dániel Fülep del Centro John Henry Newman (Ungheria).
Traduzione a cura di Chiesa e postconcilio dal testo originariamente pubblicato su Rorate caeli.

Le affermazioni di mons. Schneider di fatto ci confermano nelle nostre posizioni e riflessioni sui vari argomenti trattati; abbiamo inserito nel testo alcuni nostri link di riferimento che vi fanno puntuale riscontro, insieme ai link ai principali documenti citati, per chi avesse interesse ad approfondire.

Anche se l'intervista è avvenuta il 6 marzo scorso, un mese prima della pubblicazione della Esortazione post-sinodale, abbiamo ritenuto dover anticipare, pubblicandolo qui, tratto dal testo integrale, il capitolo di apertura, che si riferisce alle due sessioni Sinodali in generale e che, per l'approccio alle questioni dibattute, già di per sé è rivelatore del pensiero di mons. Schneider sulla Esortazione stessa, per via dell'evidente riscontro rilevabile nell'analisi riguardante la Relatio finale.

Di seguito riprendiamo il successivo lungo e ampio excursus sull'intera realtà ecclesiale che tocca molti punti della crisi attuale.

A proposito del Concilio Vaticano II

Mr. Fülep: durante una conferenza teologica a Roma nel dicembre 2010 [qui] lei ha indicato la necessità di "un nuovo Sillabo"[1] nel quale l'autorità pontificia dovrebbe correggere le interpretazioni erronee dei documenti del Concilio Vaticano II.[2] Che cosa ne pensa oggi?

Mons. Schneider: penso che in questo periodo di confusione sia assolutamente necessario avere un Sillabo del genere. Per Sillabo si intende una lista, un elenco di pericoli, di affermazioni confuse, di cattive interpretazioni, ecc.; l'enumerazione degli errori più comuni e diffusi in ogni area come dogmi, morale e liturgia. D'altro canto occorre anche chiarire e positivamente fissare quegli stessi punti. Ce ne sarà sicuramente bisogno perché la Chiesa ha sempre dato chiarimenti molto precisi, specialmente nelle epoche di confusione.

«La crisi si affronta con il rosario in fabbrica»

Anche il deserto fiorisce... Una notizia che apre spiragli di speranza da La Stampa

A Torino il racconto di operai e padroni che pregano insieme sui luoghi di lavoro. Una delle prime “cellule” dell’iniziativa “Impresa Orante
Se ne stanno lì, in piedi nella loro fabbrica, radunati intorno a un tavolino dove, tra fogli e attrezzi di lavoro, hanno sistemato una minuscola croce blu, fatta di legno. Se ne stanno lì, le guance ancora un po’ stropicciate dal sonno. Qualcuno, con le mani levigate dalla fatica, impugna fin quasi a nasconderlo un rosario. Sono operai, impiegati, ci sono perfino i “padroni”. Pregano. Tutti insieme. In un groviglio di fede e di dubbi che nessuno può giudicare chiedono alla Madonna di aiutarli ad uscire dalla crisi. «Dacci la forza - dicono - per affrontare con serenità questo periodo». «Ispiraci, fai rinascere un’economia che non si dimentichi delle persone».

25 aprile. Messa Antiquior a Settimo di Pescantina (Vr)

Messa latina cantata in rito romano antico per San Marco
Lunedì 25 aprile 2016, ore 17
Chiesa di S. Antonio
Via Bertoldi 17a, Settimo di Pescantina (Vr)

A suffragio altresì delle vittime della strage franco-giacobina, ivi perpetrata nel 1797.

sabato 23 aprile 2016

Il pensiero del vescovo Schneider sull'Esortazione post-sinodale è deducibile da una recente intervista

Rorate caeli pubblica una recentissima intervista al Vescovo Athanasius Schneider che precede di poco l'uscita della Esortazione post-sinodale. Si tratta di un lungo e ampio excursus sull'intera realtà ecclesiale e tocca molti punti della crisi attuale. L'intervista, di notevole interesse, è stata rilasciata il 6 marzo scorso in Ungheria a Dániel Fülep del Centro John Henry Newman, che la riporta integralmente qui.

Mentre stiamo curando la traduzione dei punti successivi, stralcio questi di apertura, che si riferiscono alle due sessioni Sinodali in generale e che, per l'approccio alle questioni dibattute, sono già di per sé rivelatori del pensiero di Mons. Schneider sulla Esortazione, a causa dell'evidente riscontro rilevabile nell'analisi riguardante la Relatio finale. [Seguito testo integrale qui]

Circa i Sinodi sulla famiglia [1]

Mr. Fülep: Dopo il Sinodo straordinario [2] molte persone sono rimaste spaventate o piene di false speranze. Coloro che si aspettavano un cambiamento nella dottrina morale della Chiesa sono stati probabilmente delusi dal contenuto della Relatio finale. [3] Ma in realtà non era forse un esperimento di controllo per ammorbidire l'apertura ad abusi gravi e a futuri tentativi similari di cambiare la dottrina morale della Chiesa? Cosa ne pensa Sua Eccellenza in base alla relazione finale [4] del Sinodo Ordinario?

Sua Eccellenza Mons Schneider: Ebbene, grazie a Dio, la relazione finale del Sinodo ha reso dichiarazioni chiare sul comportamento omosessuale, che è inaccettabile alla luce della morale cristiana, e contiene anche parole buone e chiare contro l'ideologia del genere. Grazie a Dio. Ma, come ho affermato nella mia analisi sulla relazione finale [da noi tradotta qui] [5], la sezione del rapporto delle coppie risposate rimane ambigua. E così coloro che promuovono la comunione per i divorziati risposati ad un tratto dichiarano che la relazione finale rappresenterebbe una porta aperta, anche se non direttamente, per l'accesso ai sacramenti dei risposati. I vescovi, tuttavia, devono evitare tali dichiarazioni ambigue nei documenti ufficiali. Naturalmente, la relazione finale non è un testo del Magistero, grazie a Dio, è solo un comunicato. Quindi dobbiamo aspettare e sperare che ci sarà un altro testo ufficiale del Magistero che indichi chiaramente la dottrina cattolica. [quanto a questo, ora è accaduto e, purtroppo, molto si sta dibattendo]

"La debolezza del Papa" - Lui stesso si sottomette ad Allah

Dal nostro sguardo allargato all'orizzonte internazionale, una conferma molteplice alle nostre posizioni espresse [qui - qui]. E del controsenso paradossale che le esternazioni del papa sui musulmani rappresentano.

Interessante prendere atto di un commento d'oltr'Alpe di Ivan Rioufol su Le Figaro del 22 aprile scorso, by Rorate caeli. È stata anche l'occasione per scoprire quali altre riflessioni lo avevano preceduto, che riportiamo a seguire, nella nostra traduzione.

Un passaggio dall'articolo "Il liberalismo accarezza il pensiero totalitario"
L'ovvio: nulla è meno evidente della compatibilità con la democrazia dell'islam politico, che è una ideologia totalitaria. Eppure è questo il problema evaso dal Papa, a causa del suo rifiuto di prendere in considerazione il confronto tra Occidente e mondo musulmano, nonostante la storia e i fatti.
La sua scelta di portare dall'isola greca di Lesbo, sabato scorso, tre famiglie di siriani musulmani, delle quali il Vaticano ha assunto la responsabilità, è evidentemente un bel ritratto di umanesimo cattolico. Il suo oblio dei cristiani del Medio Oriente, perseguitati dallo Stato Islamico, fa temere comunque una mancanza di interesse per la propria religione. Per lui, tutti i rifugiati sono "figli di Dio". Ma il vendicativo dio musulmano non è il Dio d'amore cristiano.
Martedì scorso, il Santo Padre ha accusato le società occidentali di chiudersi in se stesse, secondo lui "per paura del cambiamento di mentalità e dello stile di vita" che l'arrivo degli immigrati comporta. Mentre rivolgendosi a loro, ha alluso a "il nostro Dio clemente e misericordioso", avvalendosi della formula del Corano. Tuttavia, aspettarsi benevolenza dall'Islam nel sottomettersi continuamente ad Allah è una debolezza che scredita Francesco.

Don Elia. La cernita divina

Per il giusto è sorta la luce, la letizia per i retti di cuore (Sal 96, 11).

Ora il gioco si fa duro. Grandi e dolorose scelte ci stanno di fronte. Ma abbiamo la certezza che il Signore onnipotente ci guida per mezzo della Sua santissima Madre. Anche le parole ispirate della preghiera si caricano di significati gravi, ma illuminanti. Verba iniquorum praevaluerunt super nos (Sal 64, 4): voglia Dio che i discorsi degli iniqui, che in questo momento hanno più forza di quelli dei giusti, non prevalgano sulla nostra coscienza. Le mie parole non passeranno (Mc 13, 31), ci assicura il nostro Maestro – e questo ci basta. Certo, vorremmo che i giusti parlassero forte e chiaro; ma per il momento sembrano meritarsi la condanna del Salmista: Omnes declinaverunt, simul inutiles facti sunt (Sal 13, 3). A meno che non sia una forma di resistenza passiva, anche i buoni Pastori sembrano tutti dileguati o finiti fuori strada; in ogni caso, se non si svegliano, saremo costretti a concludere che, per un motivo o per un altro, son diventati inutili.

venerdì 22 aprile 2016

Grottammare (AP) 25 aprile: 4° Incontro Interregionale Summorum Pontificum

Grottammare, Città di Sisto V, provincia di Ascoli Piceno
4° Incontro Interregionale "Summorum Pontificum"
Lunedì 25 Aprile 2016
Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista 
(Piazza Peretti) nella Città Alta 

ore 10,00 Confessioni, recita del Santo Rosario
ore 10,30 Santa Messa Solenne ( in terzo) in rito romano antico per la festa di San Marco Evangelista

Dopo la Santa Messa è possibile rimanere a pranzo in un locale nei pressi della parrocchia; si parlerà anche dell'organizzazione del "4° Pellegrinaggio all'aurora della festa dell'Assunta" (Lunedì 15 agosto 2016).

“L’Europa di oggi come l’atea Unione Sovietica”. L’accusa del metropolita Hilarion

L’esponente del Patriarcato di Mosca rileva che si sono invertiti i ruoli: l’Occidente un tempo cristiano è oggi secolarizzato, la Russia un tempo atea gode di una rinascita della fede
I vertici dell’episcopato russo-ortodosso non apprezzano affatto il clima culturale che si respira in Occidente, accusato di aver reciso le radici cristiane cedendo il passo al secolarismo. Lo conferma il capo del Dipartimento sinodale per le relazioni estere del Patriarcato di Mosca, il metropolita Hilarion di Volokolamsk, in un’intervista rilasciata al programma “La Chiesa e il mondo” in onda su Rossiya 24.
Egli ritiene “sorprendente” che “in un certo senso le civiltà russa ed europea si siano scambiate i ruoli”. Un tempo – ha ricordato Hilarion – l’Unione Sovietica era la patria dell’ateismo di Stato, mentre l’Occidente era percepito come strettamente legato alla religione cristiana. Oggi tuttavia va registrata un’inversione di tendenza. La fede e la Chiesa rivivono in Russia, alla luce delle nuove chiese costruite e dei monasteri e delle scuole teologiche inaugurati.
Mentre “la religiosità è in diminuzione in Occidente – commenta -, le chiese vengono chiuse, talvolta vendute”. Hilarion rileva che “laicità e ateismo” sono diventati nuove ideologie nell’Europa occidentale. Certo – aggiunge – “la Chiesa non è perseguitata come avveniva qui nel periodo sovietico, quando le chiese venivano distrutte. Ma l’ideologia della moderna Europa laica esclude la Chiesa e la religione dalla sfera pubblica”, in modo da relegarla a un fatto privato che non influenza le attività pubbliche e professionali.
Il Metropolita crede infine che la rinascita religiosa dell’Europa passerà attraverso “un’ubriacatura di libertà, di permissivismo”, che farà capire alla gente dove porta tutto questo e la indurrà quindi a “tornare alle radici cristiane”. [Fonte]

il segreto delle 'Tre Fontane'

IL SEGRETO DELLE TRE FONTANE

Saverio Gaeta[1] ha scritto un interessante libro intitolato Il veggente. Il segreto delle tre fontane (Salani editore, Milano, 2016)[2]. L’Autore ha potuto consultare i Diari  che Bruno Cornacchiola[3] aveva scritto dal 1947 al 2001, anno della sua morte, custoditi presso l’associazione dei fedeli[4] da lui fondata, e ne svela i contenuti nel suddetto libro.

Il 12 aprile 1947 Cornacchiola presso la località delle Tre fontane in Roma, ove San Paolo subì il martirio, ebbe una apparizione della Madonna contenente alcune rivelazioni. Esse (circa una sessantina) son continuate per tutta la sua vita e Cornacchiola stesso le ha trascritte nei suoi Diari.

In questo breve articolo riassumo quelle più attuali, che possono aiutarci a capire meglio il terribile periodo che stiamo attraversando.
Sono soltanto rivelazioni private. Cornacchiola stesso le ha sottomesse al giudizio dell’Autorità ecclesiastica, che già con Pio XII iniziò ad approvarle. 

Venerdì 22 aprile. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione. Ecco le consuete preghiere, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che [trovate qui].

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui]

Come abbiamo letto di recente la Conferenza episcopale delle Filippine e la diocesi di Bergamo sono state le prime ad annunciare ufficialmente, in applicazione dell’esortazione “Amoris Laetitia”, il sacrilegio che consumeranno ammettendo alla Comunione persone che vivono in stato permanente di peccato mortale. Preghiamo quindi questa settimana in riparazione di queste gravi offese al Sacro Cuore di Gesù. Preghiamo perché i buoni fedeli non si facciamo ingannare da falsi messaggi che, facendo perdere la nozione stessa di peccato, portano alla perdizione. Restiamo fedeli in particolare alla recita del Santo Rosario e alla partecipazione, ove possibile, alla S. Messa in rito antico (cliccando qui verrete indirizzati all’elenco dei luoghi e orari della S. Messa tradizionale).

giovedì 21 aprile 2016

21 aprile. 2769 anni dalla Fondazione della Città eterna.

2769 anni dalla Fondazione della Città eterna. Il 21 aprile è una festa pagana. Tra l'altro guardate la potente simbologia, indice di ars e saggezza non solo architettonica, e cosa succede al Pantheon in questo giorno quando il sole di mezzogiorno colpisce una griglia metallica sopra la porta, saturando di luce il cortile esterno. Ma per noi non è soltanto questo. Nonostante questo la Provvidenza ha reso Roma Caput mundi una città già sacra, centro spirituale, culturale e politico del mondo. Ed è per questo che Pietro vi si è recato per annunciare Cristo e vi ha fatto la sua Sede. Dunque, non a caso, questo è il centro da cui ancora oggi si dipartono e nel quale si incrociano, nell'ordine spirituale, le vicende dell'intero genere umano.
Massimo Viglione ha tracciato poche vivide parole, che riprendo per quanto le ho sentite anche mie e condividerle con voi:
« ...È ovvio che tutto quanto avvenne, avvenne perché era idea della Mente divina. E perché Dio ebbe questa idea? La risposta, per noi che viviamo dopo, è altrettanto ovvia. Risiede tutta nei secoli successivi a quegli 800 anni, sia quando ancora l'Impero era in vita, sia soprattutto dopo la sua caduta (nella parte occidentale), sia, ancora più, con la sua rinascita. La risposta risiede appunto in ciò che esso doveva contenere. Come il popolo eletto fu eletto - nonostante tutti i suoi continui e brutali tradimenti - da Dio per conservare il "gene" da cui doveva nascere il Salvatore e per dare al mondo il Decalogo della Legge divina e naturale, così Roma fu voluta e permessa per creare la "casa" della Chiesa del Salvatore e "conservare" il Deposito della Fede e della Verità. Come privilegio ulteriore, le fu dato quello di donare al mondo il Diritto, la civiltà, la gloria, il senso della comune esistenza, l'eredità culturale della classicità, come sintesi anche della spiritualità di Gerusalemme e del Logos di Atene.
Tutto quanto ho scritto in poche righe, che meriterebbe centinaia di libri di esplicazione, oggi è sentito solo come una ridicola barzelletta di visionari patetici come il sottoscritto (e immagino quanti ora stiano sorridendo ironicamente). Perché oggi sono i giorni del rinnegamento di tutto questo. Sono i giorni dei barbari, infinitamente peggiori dei barbari che posero fine all'Impero per poi farlo rinascere ancora più bello e divino, come Sacro Romano Impero.
Noi invece siamo figli di tutto questo. Ma non solo e non tanto per nascita, quanto per adesione dell'anima. Chi comprende e aderisce, è figlio. Chi non comprende o non aderisce, è figlio di altro ».
Ma non mi fermo qui. Desidero riproporre per riaffermare con vigore, La Catholica sulle orme di Sant'Agostino, così come l'ho attinta dalla lettura di un testo di Mons. Brunero Gheradini: La Cattolica. Lineamenti d’ecclesiologia agostiniana, LINDAU, 2011

mercoledì 20 aprile 2016

La sconcertante risposta del cardinale Burke all'esortazione del Papa ... ha perfettamente senso

Mi soffermo su una interessante e cauta puntualizzazione di LifeSiteNews - tradotta e pubblicata di seguito - sulla recente posizione del card. Burke sull'Esortazione post-sinodale, da noi riportata qui e commentata qui nella discussione su un precedente articolo.

In un primo momento anch'io sono rimasta delusa. Poi ho pensato e detto che è stato un modo saggio per non opporsi frontalmente con conseguenze imprevedibili.

Secondo il card. Burke, come troverete sottolineato nell'articolo sotto riportato, il documento non fa appello all'autorità necessaria per indurre cambiamenti. Tuttavia questo non elimina il problema, più volte ribadito, della inevitabile deformazione provocata dalla prassi, comunque innestata e confermata nelle ambiguità e negli elementi di rottura già individuati. Penso sia deleterio continuare a ignorarlo. L'autore, in conclusione, vi accenna con cautela.

Nel suo articolo integrale il cardinale scrive che quel che vale è solo l'insegnamento costante della Chiesa ed è questo che dovrebbe essere portato avanti da sacerdoti coraggiosi. Ha aggiunto che il papa non punisce chi non ubbidisce, dal momento che ha lasciato esortazioni aprendo un dibattito.

È una situazione anomala che in fondo non fa altro che riprodurre i meccanismi conciliari: il cambiamento indotto dalla prassi, per effetto del nuovo linguaggio soggettivo e storicista che ha eliminato l'intento, lo stile e la forma definitori. Finché non si prenderà atto di questo, gireremo intorno al problema senza risolverlo, mentre lo iato generazionale e dottrinale (perché la prassi una dottrina, più o meno implicita, alla fine la esprime) non farà che aumentare. E già credo che i livelli di guardia siano stati abbondantemente superati. Ma ci sono i presupposti per resistere. Bisognerebbe però che la pastorale tradizionale potesse avere i suoi spazi oggi asfittici e marginalizzati quando non soffocati. Sono necessari quindi pastori di riferimento dai quali i sacerdoti in difficoltà nell'applicare i nuovi indirizzi possano ricevere concreto insostituibile appoggio oltre che guida. Cosa che finora non si è vista.

23 aprile a Brescia. Messa solenne in Rito antico per la Beatificazione di Pio XII

San Zeno al Foro - Brescia

sabato prossimo 23 aprile, con il solito orario:
17,30 Esposizione Eucaristica e S. Rosario coram SS.mo;
18,00 S. Messa in Rito Antico Solenne per la benedizione dell'effige del Servo di Dio pp. Pio XII.
Con questa celebrazione intendiamo, con mons. Giancarlo Scalvini, creare uno spazio per promuovere la Beatificazione del Servo di Dio.
Grazie per l'attenzione che come sempre ci dedicate.
Salvianus

Nascantur in Admiratione

Per grazia di Dio, la Chiesa ha ancora i suoi tesori.

L’Abbazia di Nostra Signora di Clear Creek è una comunità benedettina appartenente alla Congregazione Solesmense. Fondata nel 1999 dall’Abbazia di Nostra Signora di Fontgombault, che si trova in Francia, ha sede nella diocesi di Tulsa, nell’Oklahoma, USA. Nel 2000 è stata eretta a priorato e nel 2010 è diventata un’abbazia. Attualmente la comunità conta 50 monaci. Il motto dell’abbazia è Ecce, fiat. La comunità segue la forma extraordinaria del rito romano e l’ufficio e la Messa sono cantati in gregoriano.

Particolarmente interessante è la storia della comunità, che ha origine in un corso universitario avviato negli anni 1970 da tre professori dell’Università del Kansas. Fu inaugurato un programma di studi umanistici completamente basato sui grandi classici del pensiero occidentale, a partire da quelli greci, latini e medievali. Numerosi studenti che si erano impegnati in questo corso di studi sulla civilizzazione occidentale (potremmo dire chiamarlo il “canone occidentale” che dà il titolo a questo blog) finirono con l’interessarsi alla vita monastica e si recarono in Francia presso l’Abbazia di Nostra Signora di Fontgombault. Alcuni di loro entrarono in quel monastero come novizi, sperando di potere un giorno far parte di una fondazione monastica negli Stati Uniti. Ci volle del tempo perché i novizi ricevessero una solida formazione, ma nel 1998 i tempi erano maturi e fu individuato un luogo adatto per una fondazione in località Clear Creek. A settembre del 1999 arrivò il primo gruppo di fondatori dalla Francia. Iniziò un periodo di lavori per realizzare i locali del monastero e per avviare le attività di sostentamento per i monaci. Nel frattempo iniziarono a fiorire le vocazioni. Fu iniziata la costruzione di un ambizioso edificio romanico, progettato da Thomas Gordon Smith, della Notre Dame University.

martedì 19 aprile 2016

C'è una logica in questa follia?

A costoro dobbiamo chiedere perdono?
Un papa che non disdegna di portarsi a casa 12 musulmani ignorando i cristiani decimati e perseguitati in maniera indicibile, senza fare una piega davanti a coloro che ostentano le bandiere dei tagliagole, oggi chiede perdono a chi ci sta invadendo. E per di più lo fa senza farsi scrupolo di pronunciare la formula del dio dell'islam che si trova prima di ogni sura del Corano: "nel nome di Dio Clemente e Misericordioso"... 
Non è vero che adoriamo lo stesso Dio
Il nostro Dio è Gesù Cristo Signore, nel quale è il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, la Santissima Trinità!

L'espressione sopra richiamata è in un video-messaggio per il 35° anniversario della fondazione del Centro Astalli, nel quale il papa torna a chiedere perdono agli immigrati a nome di tutto l'Occidente:
"Troppe volte non vi abbiamo accolto! Perdonate la chiusura e l'indifferenza delle nostre società che temono il cambiamento di vita e di mentalità che la vostra presenza richiede. Trattati come un peso, un problema, un costo, siete invece un dono. [...] Siete la testimonianza di come il nostro Dio clemente e misericordioso sa trasformare il male e l'ingiustizia di cui soffrite in un bene per tutti. Perché ognuno di voi può essere un ponte che unisce popoli lontani, che rende possibile l'incontro tra culture e religioni diverse, una via per riscoprire la nostra comune umanità. [...] La vostra esperienza di dolore e di speranza ci ricorda che siamo tutti stranieri e pellegrini su questa Terra, accolti da qualcuno con generosità e senza alcun merito. Chi come voi è fuggito dalla propria terra a causa dell'oppressione, della guerra, di una natura sfigurata dall'inquinamento e dalla desertificazione, o dell'ingiusta distribuzione delle risorse del pianeta, è un fratello con cui dividere il pane, la casa, la vita"
Se, come cristiani, non possiamo rimanere indifferenti a queste parole né all'assurda prostrazione che rappresentano, come cittadini siamo sconcertanti e anche spaventati - sì spaventati - al pensiero che, anche volendo accettare che tanto la visita a Lesbo quanto questo proclama siano dettati da una situazione oggettiva, la comunicazione che tali eventi veicolano è significativa. E non ci piace, perché sposta il tiro dall'accoglienza all'integrazione - peraltro con l'islam realisticamente impossibile - ed è una comunicazione politica. L'obbiettivo semmai può essere una civile convivenza, previo controllo dei flussi migratori composti per lo più da musulmani giovani e baldanzosi. Una convivenza basata sul rispetto delle nostre leggi, mentre dalla politica, dalla scuola, e perfino dalla Chiesa, cogliamo fin troppi segnali di una inopportuna dhimmitudine! Tra l'altro, dov'è la nostra chiusura? Quanti bisogna accoglierne per non apparire chiusi ai suoi occhi? Notavamo giorni fa che un profugo è un caso umanitario; 10 profughi sono altrettanti casi umanitari; 1000 profughi sono un problema; decine di migliaia di profughi e/o migranti sono un'invasione.

E di cosa dovremmo chiedere perdono, poi, quando i nostri figli sono costretti a lasciare il nostro Paese per trovare un lavoro, mentre le risorse che potrebbero esser destinate a garantirglielo, oltre a pagare gli usurai, vengono dirottate a favore di fiorenti centri di accoglienza fuori da ogni misura, e forse anche da ogni controllo persino circa la possibile presenza di terroristi, in una moltitudine che appare, o c'è chi vuole che sia, non arginabile? E tutto questo nella più totale indifferenza circa la promozione della imprenditorialità, dell'arte e della cultura, che sono le nostre principali risorse, che potrebbero e dovrebbero essere motivo di crescita per una generazione in apnea materiale e spirituale, favorendo una ripresa sia economica che valoriale? Ma dove stiamo andando?

Aggiungo (28 aprile). - Rileggevo poco fa la frase: "Il nostro Dio clemente e misericordioso sa trasformare il male e l'ingiustizia di cui soffrite in un bene per tutti" pronunciata da Bergoglio nel video-messaggio. Mi ha colpita un particolare che prima mi era sfuggito: non solo usa la formula coranica del dio dell'Islam, che per il papa è già gravissimo, ma gli attribuisce anche la funzione salvifica e trasformatrice della sofferenza (che in questo caso oltretutto è degli invasori) in bene per tutti; il che appartiene unicamente al sacrificio di Cristo Signore, che è offerta al Padre di lode e di espiazione insieme, e solo in Lui diventa offerta feconda anche quello dei "Suoi". Questa mi sembra una bestemmia ancora più grave!
È possibile che nell'enfasi del suo afflato pro-migranti non si renda conto di quello che dice. Ma qualcuno che ponga un argine a questo profluvio quanto meno di incongruenze proprio non c'è?
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Vedi anche: La questione dell’ “Unico Dio delle religioni monoteiste”
P. Pasqualucci, Non crediamo nello stesso Dio dei musulmani, parte I - parte II 

Don Curzio Nitoglia. Il succo dell'Apocalisse /5

IL SUCCO DELL’APOCALISSE
Prima - Seconda - Terza - Quarta - Quinta - Sesta - Settima puntata


Capitolo XVIII (1-24)

Questo capitolo è interamente dedicato alla descrizione della caduta di Babilonia, che rappresenta il regno dell’Anticristo. Essa era già stata annunziata (cfr. capitoli XIV, XVI e XVII), ma ora è descritta in maniera tragica, con uno stile vivo, che ha molti tratti comuni con le profezie di Isaia, di Geremia e di Ezechiele.

Babilonia presentata come “la grande prostituta” nel capitolo XVII, ora crolla miseramente. Questo suo castigo  non è narrato direttamente, ma è proclamato e commentato con lamentazioni secondo uno schema usato dai Profeti dell’Antico Testamento (A. Romeo).

“Vidi un altro angelo, che scendeva dal cielo ed aveva gran potere” (v. 1). È un angelo diverso da quello del capitolo XVII, ha un potere enorme ed è molto elevato nella gerarchia celeste (“scende dal cielo”) perché deve cooperare con Cristo ad abbattere “Babilonia la grande”, che è il regno dell’Anticristo.

lunedì 18 aprile 2016

Danilo Quinto. Che la melassa continui

Quanto è grave agli occhi di Dio accettare in dono un Crocifisso posto su una falce e martello o tre libri sulle foglie di coca? O incontrare ripetutamente gli ideologi della Teologia della Liberazione e i rappresentanti dei movimenti popolari, che proclamano il comunismo? O far credere che Cristo si sia occupato della povertà materiale e non di quella spirituale, che è il presupposto della prima e la cui mancanza rende l’uomo schiavo del demonio e destinato alla morte eterna? O attaccare i «dottori della legge», utilizzando il «povero uomo pentito» – così è stato definito – che ha venduto Cristo, con queste parole: «Mi fa male quando leggo quel passo piccolo del Vangelo di Matteo, quando Giuda pentito va dai sacerdoti e dice: “ho peccato”, e vuol dare... e dà le monete. Ma loro gli rispondono: "Che ci importa! Te la vedrai tu!". Hanno "un cuore chiuso davanti a questo povero uomo pentito che non sapeva cosa fare". Gli dicono: "Te la vedrai tu". E così Giuda "andò ad impiccarsi".[1] Ma cosa fanno loro quando Giuda va ad impiccarsi? Parlano e dicono: “ma povero uomo...”. E quelle monete poi, aggiungono riferendosi ai trenta denari, "sono a prezzo di sangue, non possono entrare nel tempio". In buona sostanza sono «i dottori della lettera» e così seguono «la regola tale, tale, tale, tale...»? 

Testo dell'intervento di S. Em.za card. Raymond Leo Burke nel corso della Presentazione del nuovo libro di don Nicola Bux

Riprendiamo dal sito Scuola Ecclesia Mater, dopo aver pubblicato qualche giorno fa il testo dell’intervento di S. Em.za il card. Robert Sarah (qui), anche quello di S. Em.za il card. Raymond L. Burke nel corso della presentazione del libro di don Nicola Bux lo scorso 6 aprile, Con i Sacramenti non si scherza.

RAYMOND LEO Card. BURKE - Presentazione del libro di Mons. Nicola Bux,
Con i Sacramenti non si scherza - Roma, 6 aprile 2016

Con lo sguardo del canonista

Leggere il nuovo libro di don Nicola Bux con lo sguardo del canonista, cosa che ho ritenuto utile fare in vista di questa presentazione, suscita piacevoli ed inaspettate sorprese. Infatti, in questi ultimi decenni, risulta alquanto difficile rinvenire riferimenti al diritto canonico nelle opere di autori non canonisti, soprattutto se teologi, anche quando si tratta di affrontare temi in stretta correlazione con il diritto e la giustizia. Invece don Bux, oltre a tratteggiare organicamente l’itinerario sacramentale, approfondendolo e chiarificandone gli elementi oggi più in ombra, appare sempre attento all’aspetto giuridico della materia. Anzi, fin dalle prime pagine, individua lucidamente una delle grandi ed attuali questioni ecclesiali, quando evidenzia che «la tendenza post conciliare a rifiutare il diritto di Dio nella Chiesa ha favorito e incoraggiato l’anarchia e l’anomia anche nella liturgia, sottomettendola a continue deformazioni in nome della creatività»[i]. Parole che riecheggiano quelle del Papa Benedetto XVI che ha posto, sin dall’inizio del suo pontificato, la liturgia, e quindi il rapporto con Dio, al centro del suo ministero petrino[ii].

domenica 17 aprile 2016

Dichiarazione congiunta di Lesbo

Aggiornamento:
Moria refugee camp, Lesvos - 16 aprile 2016. È stata resa pubblica una Dichiarazione congiunta sottoscritta da Papa Francesco, dal Patriarca Ecumenico Bartolomeo e dall'Arcivescovo di Atene e di Tutta la Grecia Ieronymos.
Vi si afferma tra l'altro:
...decidiamo con fermezza e in modo accorato di intensificare i nostri sforzi per promuovere la piena unità di tutti i cristiani. Riaffermiamo con convinzione che «riconciliazione [per i cristiani] significa promuovere la giustizia sociale all’interno di un popolo e tra tutti i popoli […]. Vogliamo contribuire insieme affinché venga concessa un’accoglienza umana e dignitosa a donne e uomini migranti, ai profughi e a chi cerca asilo in Europa». Difendendo i diritti umani fondamentali dei rifugiati, di coloro che cercano asilo, dei migranti e di molte persone che vivono ai margini nelle nostre società, intendiamo compiere la missione di servizio delle Chiese nel mondo.
Ribadito il 'falso ecumenismo' senza reditus e per di più basato su una unità su base volontaristica solo umana intorno alla promozione della giustizia sociale insieme ad una improponibile gestione delle masse migratorie... A cosa costoro vogliono aprire gli occhi dell'Europa, se non al suo definitivo tramonto? 
Che fine hanno fatto i tria munera : docendi, regendi, sanctificandi de La Catholica?

N.B. - Nessuno che abbia notato il segno opposto, decisamente virile e soprattutto cristiano e non mondialista, dell'analoga Dichiarazione congiunta - anche se è stato fatto di tutto per sminuirla - di cui all'incontro col Patriarca Kirill; incontro politico anch'esso, ma di tutt'altra levatura e, se non altro, con lo sguardo rivolto ai cristiani! Senza ignorare che il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia rappresenta un ambito ragguardevole della cristianità Orientale...