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lunedì 4 luglio 2016

Mons. Pozzo: Il dialogo con la Fraternità San Pio X va avanti

Riprendiamo da Radio Vaticana un'intervista a mons. Guido Pozzo e una notizia da Le Forum Catholique (nostra traduzione): 
Nel sermone pronunciato davanti a 1.700 persone adunate presso Zaitzkofen, in occasione dell'ordinazione presbiterale del 2 luglio, il Vescovo Fellay è tornato sul comunicato di giovedì, indicando che "le discussioni con Roma circa il riconoscimento della FSSPX continueranno". Egli ha inoltre detto che sarà offerta una nuova crociata con 50 milioni penitenze che accompagnano il Rosario, come offerta al cielo, nell'avvicinarsi del centenario di Fatima. Si precisa che la prossima settimana saranno fornite ulteriori informazioni.

La Fraternità San Pio X oggi non cerca in primo luogo un riconoscimento canonico da parte della Santa Sede: è quanto afferma un comunicato della comunità tradizionalista reso pubblico il 29 giugno. 
Si tratta di una battuta d’arresto nel dialogo tuttora in corso? Marie Duhamel lo ha chiesto a mons. Guido Pozzo, segretario della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”:
R. – La Commissione “Ecclesia Dei” non ritiene che sia una battuta di arresto del dialogo: dal comunicato stampa sembra che non si entri nel merito della questioni concrete che sono oggetto di esame nel dialogo e nel confronto tra la Pontificia Commissione “Ecclesia Dei” e la Fraternità San Pio X. Quindi il dialogo e il confronto su tali questioni concrete dovranno proseguire.

D. – Come interpretate questo comunicato?
R. – Diciamo che non dice nulla di nuovo rispetto alle posizioni note e ben conosciute della Fraternità San Pio X circa la situazione della Chiesa oggi. Posso eventualmente aggiungere che quando si fa riferimento alla mancanza di riconoscimento canonico, che non è la cosa che in questo momento considerano, posso dire che  il riconoscimento canonico da parte della Santa Sede è condizione essenziale perché un’opera cattolica sia nella piena comunione ecclesiastica, conforme al diritto. Non c’è il riconoscimento canonico, stiamo lavorando perché avvenga: ma il riconoscimento canonico non è un fatto notarile, è condizione essenziale!

D. – Lei evocava diversi punti chiave per voi, sui quali lavorate insieme…
R.  – Sono sempre le stesse questioni di ordine dottrinale e di ordine disciplinare: sono le questioni che riguardano il Magistero, la tradizione, le questioni del Vaticano II… Quindi sono tutte cose già note e che non abbiamo bisogno di ripetere.

D. – Il Papa ha ricevuto il superiore della Fraternità, mons. Fellay, poco tempo fa. La frequenza di questi rapporti diretti o indiretti qual è?
R. – Non ci sono scadenze precise. Gli incontri avvengono tra noi della Commissione “Ecclesia Dei” o i nostri delegati e i rappresentanti della Fraternità San Pio X. C’è stato, però, questo incontro importante: un’udienza privata con il Santo Padre, in cui mons. Fellay ha potuto esporre il suo punto di vista al Santo Padre. E’ stato un incontro molto cordiale e certamente rientra nel cammino di dialogo e soprattutto di fiducia reciproca che stiamo costruendo insieme. Quindi non si esclude che ci saranno altri incontri, ma non è che questi siano già programmati…

D. – Benedetto XVI teneva molto a questo lavoro per poter raggiungere l’unità con la Fraternità. Papa Francesco è nella stessa ottica?
R. – Sì, direi proprio di sì. Papa Francesco ha a cuore l’unità della Chiesa e tutto ciò che può favorire l’unità della Chiesa. Lui è sempre molto disponibile, proprio come habitus mentale a questo. E questo credo sia stato anche recepito da mons. Fellay. Ma evidentemente non possiamo neanche negare che ci sono ancora dei problemi da risolvere, da affrontare, da esaminare.

D. – Quindi da parte della Santa Sede c’è apertura, ma fermezza…
R. – La fermezza è su ciò che è essenziale per essere cattolici. Da questo punto di vista non c’è alcun cambiamento! Ma non credo che adesso sia questione di fermezza: si tratta soltanto di affrontare i problemi concreti e cercare di risolverli e di risolverli insieme. L’apertura è in questo senso: nel senso che abbiamo individuato le questioni da affrontare e le stiamo affrontando. Ci vorrà naturalmente del tempo, ma bisogna che ci sia questa disponibilità reciproca.

17 commenti:

  1. D. – Quindi da parte della Santa Sede c’è apertura, ma fermezza…
    R. – La fermezza è su ciò che è essenziale per essere cattolici.....
    Con tutto il rispetto per mons. Pozzo, devo dire tuttavia che queste affermazioni mi turbano perchè non sento verità in queste parole...non sono un pretoriano della fsspx ma lasciar intendere velatamente che la fsspx non sia cattolica non è giusto e non corrisponde al vero. Vorrei vedere San Giovanni Bosco, o Sant Alfonso o Santo Padre Pio cosa direbbero ascoltando il magistero liquido della chiesa cattolica di oggi. Forse è a quella parte di chiesa, post conciliare modernista, che occorrerebbe chiedere se è cattolica. Che poi tra fsspx e l attuale Chiesa non sia in perfetta comunione è un altro discorso ed è sotto gli occhi di tutti ma questo non era imputabile a Mons. Lefebvre nè oggi è imputabile alla fsspx.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. È la stessa logica della "piena comunione" ad essere perversa. Siamo sempre al problema di Lumen Gentium, il principio del Subsistit, per cui l'errore sarebbe parziale partecipazione alla Verità. O la Fraternità ha conservato la Integra Fede Cattolica, ed è "in" comunione con la Chiesa intesa come Corpo Mistico, e non solo come attuale gerarchia vaticana; o non lo è, e sono degli eretici (cosa che non penso). Chiarito questo, giusto ieri la Messa di sempre ci ha ricordato di riconoscere un albero dai frutti: se ciò che è essenziale per essere cattolici è accettare un Buddha sopra il tabernacolo ad Assisi (Unitatis Redintegratio) o la mal celata negazione della regalità sociale di Cristo, nonché macroscopica contraddizione del più recente magistero in tema di Libertà Religiosa (Dignitatis Humanae), credo che si imponga la necessità di potare (o abbattere) l'albero del "pastorale", ma quanto mai dogmatico, albero del CVII. Ma d'altra parte il modernista, prima che alla fede, ha apostatato all'uso della ragione: e a Roma si suona la lira mentre la Cristianità brucia.

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  4. @ Giuste osservazini di C. Schena - L'insostenibile "pienezza", pseudocategoria funzionale ad un errato concetto di "unione".

    1. Questo concetto della "pienezza" (della "comunione piena e meno piena") e' stato inflazionato dal Vaticano II in poi. Esso presuppone un concetto di Chiesa come "comunione", che non appartiene alla Tradizione della Chiesa, per la quale la Chiesa cattolica e' il Corpo Mistico di Cristo ed e' l'unica vera Chiesa di Cristo, senza esser in "comunione parziale o meno piena" con eretici e scismatici. Che significa?
    Fu il cardinale Bea nel 1961 (e di nuovo nel 1971) a introdurre un cambiamento quod sapit haeresim nel rapporto tra Chiesa cattolica e protestanti: "Egli dichiaro' che il movimento non e' di ritorno dei separati alla Chiesa Romana [come sempre sostenuto dai Papi, da ultimo da Pio XI nella Mortalium animos] e, seguendo la sentenza comune, asseri' che i Protestanti non sono staccati del tutto, giacche' hanno il carattere del Battesimo. Pero', citando dalla Mystici Corporis di Pio XII che 'sono ordinati [predisposti in voto, in potenza] al mistico corpo', giungeva ad asserire che vi appartengono [alterando il concetto espresso da Pio XII] e che percio' versano in una situazione di salvezza non diversa da quella dei cattolici (Oss. Rom., 27.4.1962). La causa dell'unione e' da lui ricondotta a esplicitazione di un'unita' gia' virtualmente presente, di cui si tratta di prender coscienza [sic]. Questa unita' e' soltanto virtuale anche nella Chiesa cattolica [sic], la quale deve prender coscienza non di se' stessa, ma di quella piu' profonda realta' del Cristo totale che e' la sintesi delle sparse membra della cristianita'[sic]. Non dunque reversione degli uni agli altri, ma conversione di tutti al centro che e' il Cristo profondo" (Iota Unum, par. 246, p. 466, ediz. orig., Ricciardi, 1986).

    2. E' chiaro che la supposta "appartenenza" dei Protestanti alla Chiesa costituirebbe un'unione meno piena o imperfetta con la stessa. Nozione del tutto assurda: un'unione del genere non esiste e non puo' esistere. Si stravolgeva pertanto il concetto di "conversione", non piu' ritorno del pentito al Padre (il Figlio Prodigo) ma movimento comune di tutte le denominazioni cristiane verso il "Cristo profondo", quello a sfondo gnostico del "pancristismo" della Nouvelle Theologie, e quindi verso la costituzione di una nuova Chiesa universale. Una rappresentazione diabolicamente falsa della vera natura della Chiesa, che ritroviamo infiltrata nel Concilio e alla base dell'ecumenismo attuale.

    3. Applicata alla FSSPX questa nozione di "comunione piena e/o meno piena" e' poi giustamente da considerarsi priva di senso. La FSSPX e' una regolare Congregazione di vita in comune senza voti a suo tempo invalidamente soppressa dall'Ordinario locale, a causa dell'opposizione del suo Superiore Generale, mons. Lefebvre, alle "riforme" del Vaticano II, che stavano demolendo la Chiesa (e hanno continuato a demolirla). Nessuno ha mai potuto accusarla di eresia qualsivoglia,del resto mai professata. Apparteneva e continua ad appartenere alla Chiesa anche dal punto di vista strettamente canonistico, perche' un Congregazione validamente eretta (l'invalida soppressione non conta) continua ad esistere in perpetuo, se non viene meno la continuita' della sua esistenza per cent'anni. Il suo inquadramento ("riconoscimento") nelle norme del nuovo Diritto Canonico (1983) e' un problema del tutto secondario. PARVUS

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  5. Bravo Carlo Schena, concordo pienamente con lei; i modernisti sono una contraddizione vivente, una negazione della fede nel mentre affermano di essere solo loro i veri cristiani (non più i veri cattolici, dato che ormai Bergoglio ha dato l'ordine di non considerarsi più tali). Tutti i documenti del CV II sono un'infinita contraddizione della fede cattolica, della Parola di NSGC, e le ambiguità di cui i loro autori li hanno infarciti non impediscono di scoprirne l'intima essenza. Altro che "ermeneutica della continuità", ci vuol ben altro per affermarne la continuità con la Chiesa preconciliare, i suoi papi, i suoi santi, i suoi martiri, bisogna far violenza a sé stessi, alla propria intelligenza, al proprio discernimento degli spiriti. Del resto, non ha detto Ratzinger che con il CV II la Chiesa si è riconciliata con lo spirito del 1789, con l'illuminismo? e l'altro perito, Suenens, non disse che il CV II è stato il 1789 della Chiesa?

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  6. OK. Catholicus,
    solo che non si può buttare a mare il Concilio e tornare al '62. Ci vuole un nuovo Sillabo, come ha giustamente e realisticamente sostenuto mons, Schneider.

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  7. Che papa Francesco abbia a cuore l'unità all'interno della Chiesa è cosa buona o minaccia? Perchè l'unità senza che Gesù e la sua dottrina siano presenti serve a poco, anzi è disastrosa, non si può essere uniti nel male, bisogna esserlo nella retta via.Perciò se da una parte il riconoscimento canonico come dice mons. Pozzo è cosa essenziale (almeno in uno stato normale delle cose, ma siamo in un grave stato di necessità) credo sia più essenziale la Fede, di cui mancano oramai sia il Papa che, via via scendendo, i suoi sottoposti. Perciò chi non ha Fede, chi ha creato una chiesa non cattolica, dove vuole inserire la FSSPX? Nella Chiesa o nella nuova chiesa eretica? Mi verrebbe da dire che il riconoscimento canonico, prima dovrebbero guadagnarselo quelli che in realtà si sono, con le loro eresie, messi fuori da se dalla Chiesa di Dio, per entrare in una contro chiesa. Sembra tutta una farsa e le penitenze ed i rosari dovranno servire non tanto per essere riconosciuti da questi traditori, ma perchè finalmente Dio liberi la sua Chiesa, spazzi via ogni eresia, che la deturpa e faccia nuovamente trionfare la Verità sulla menzogna; faccia crollare questa chiesa che scimmiotta malamente quella cattolica e risplendere la sua unica sposa. Ovvero ci sia il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Per la Fede bisogna sacrificarsi e pregare, non per un riconoscimento canonico dentro non si sa quale religione, quale chiesa, quale setta. Finchè non tornerà la Fede a Roma, non si può cocoperare, perchè si coopererebbe con il male, per quanto buone siano le intenzioni, si entrerebbe nel calderone ecumenico a creare ulteriore confusione. Perchè il solo farsi vedere al fianco di chi ha apostatato sarebbe riconoscerne l'opera.

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  8. Ci vuole un nuovo Sillabo, fatto da chi, che sono tutti tremabondi o apostati?
    Chi lo fa il Sillabo Papa Bergoglio contro le sue stesse eresie? Lo fa mons. Schneider? Non mi pare ci siano gli uomini per fare un nuovo Sillabo, non ci sono nemmeno gli uomini per riproporre semplicemente il Sillabo già esistente. Direi che siamo giunti al punto che solo l'ancorarsi al Santo Rosario e al Cuore Immacolato di Maria ci terrà in piedi, per il resto farà Dio a suo piacimento, quando vorrà. Mancano i soldati, quantomeno mancano i generali e il nuovo Sillabo dovrà attendere, un miracolo, cioè la conversione e il ritrovato coraggio dei tanti ministri di Dio, che oggi tacciono scandalosamente.

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  9. Un nuovo Sillabo...
    Non sono Amerio, ma a forza di leggere qui e la' , mi sono convinta che più che in nuovo Sillabo, ci voglia la riproposizione parola per parola, magari in Italinao del 2016, del Sillabo di S.Pio X. più lo si è abbandonato, piu il Saeculum s' è abbandonato al Demonio.
    Quello che ci vuole è un nuovo Pio X.
    Preghiamo che il Signore ce lo invii presto.

    PS: credo che molti di voi sappiano chi era Lombroso, ora tanto criticato quanto prima era osannato. Guardando alcune foto di Bea, ho pensato che tutti i torti Lombroso non li aveva.
    Mi sono anche chiesta come avesse fatto Pio XII a sceglierlo come confessore, e se questo nom abbia facilitato il lavoro poi di Bea stesso nel tentare di scardinare la Dottrina di sempre.
    Dai loro frutti...chiese protestanti sempre più vuote, chiese cattoliche sempre più vuote...

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  10. Che poi se c'era un momento storico favorevole al reditus dei Luterani, era proprio quello del dopoguerra, considerando che loro, molto più dei Cattolici, avevano appoggiato Hitler...
    Si poteva tentare una "rieducazione" alla cattolica maniera. Ed invece il contrario, svendiamo la Chiesa ai perdenti. A meno che in realta' non fregasse niente dei Luterani, ma degli Anglicani ed Episcopaliani si, vincitori. O meglio ancora dei VERI vincitori.

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  11. @ Carlo Schena
    Concordo con lei. Nel mio commento quando parlavo di piena comunione dicevo infatti "con l'attuale chiesa" che pretende di essere cattolica e rimprovera alla fsspx di non essere perfettamente cattolica se non accetta il cvii. Non mi riferivo invece alla "comunione con la chiesa "Corpo Mistico". Infatti se la fsspx è perfettamente cattolica essa è in perfetta comunione con la chiesa "Corpo Mistico".

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    1. Non si preoccupi, il mio commento non era di critica al suo, né l'accusa di apostata della ragione era rivolto a lei!

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  12. Lapidaria, magnifica RR. Straquoto

    "Un nuovo Sillabo...
    Non sono Amerio, ma a forza di leggere qui e la' , mi sono convinta che più che in nuovo Sillabo, ci voglia la riproposizione parola per parola, magari in Italinao del 2016, del Sillabo di S.Pio X. più lo si è abbandonato, piu il Saeculum s' è abbandonato al Demonio.
    Quello che ci vuole è un nuovo Pio X. "

    Il punto é che gli atti del CVII sono intrisi di modernismo al punto che é impossibile metterci una toppa. Lo spirito di novità e di amore per il mondo vi soffia dentro e distorce, col suo linguaggio ambiguo, con le sue omissioni, con la neolingua dai significati capovolti o equivici, con sofismi e altri artifici retorici,anche la dottrina cattolica che esprime, confondendola e soffocandola.

    Qunad le fondamenta dell'edificio sono marce non ha senso rifare gli intonaci. Occorre demolire e ricostruire.

    Anna

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  13. Anna, grazie.
    Il medico pietoso fa la piaga gangrenosa. Non si medica, non si "curetta", si amputa.
    Sec.me il CVII va "amputato". Ci vorra' un Papa che con la Grazia di Dio e gli attributi dichiari ex cathedra che si e' sbagliato tutto, e si torna al pre CVII.
    Che non vuol dire che ci mettimao a parlare l'Italiano del 1950, andiamo in giro con la Multipla e guardiamo la TV in bianco e nero, o noi donne ci mettiamo la gonna rondò e ci cotoniamo i capelli. Ma semplicemente che si torna alla Dottrina di prima, quella del Catechismo di S. Pio X.
    A chi non piace, quella è la porta: tra le tante confessioni protestanti, gli Ortodossi e le altre religioni, troverà liberamemte dove accomodarsi.
    Dubito che vedrò tutto questo in vita mia, però " Spes ultima dea", e la nostra è la Speranza di Gesu, non quella dei pagani. A proposito, credono di essere tanto moderni, ma si comportano come i pagani del I e II sec AD.
    Allora c'era il simcretismo religioso, potevi adorare chiunque, bastava rispettare le leggi di Roma e il volere dell'Imperatore, donne e uomini pari erano sessualmente parlando, i bambini erano res nullius, chiunque poteva approfittarne e solo se erano "liberi" erano protetti dal Pater familias. Cominciavano ad arrivare sempre più immigrati, che erano accolti, bastava che giurassero fedelta' a Roma ( magari fingendo) , c'erano usurai - gli stessi di sempre - aumenti di tasse, guerre continue senza a volte una vera ragione...C'erano anche quelli già allora innamorati dell'Altro, il gladiatore, l'eunuco, lo schiavo slavo o africano, l' Orientale ricco e depravato...L'elite, il patriziato, era
    sempre più corrotto e decadente e NON faceva più figli. E c'erano ovviamente i globalisti che volevano dare la cittadinanza di Roma a tutti, a scapito della plebe e deigli strati più bassi dei cittadini di Roma. Sempre generosi con le tasche altrui.
    Nihil sub Sole novum...e quelli comw Kasper e Bergoglio,pensano di essere 200 anni avnti, cowm pemsava Martini, da brqvo,provinciale ( piemontese)

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  14. Se ho contro di me tutti i Vescovi, ho con me, però, tutti i Santi e i Dottori della Chiesa.

    (S. TOMMASO MORO)

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  15. RR
    per completare il quadro c'era anche un'imposizione fiscale sugli immobili tale da non consentire ai proprietari di pagare le tasse dal reddito che ci ricavavano. Si pagava, se non ricordo male in proporzione al numero dei lavoratori e non del ricavo. Conclusione: terre abbandonate, economia a rotoli, fame nera ... eremitaggio ....
    No. Niente di nuovo sotto il sole.

    Anna

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  16. Si, Anna, l'imposizione fiscale si fece sempre più pesante ed iniqua.
    E a parecchi, quando arrivarono i barbari, fece sottilmente piacere, perché no ne potevano più di quel lontano ed odioso Potere. Roma di allora come Bruxelles di oggi.

    Ed i "moderni" prelati e gerarchi non hanno invece capito che il popolo di Dio è già oltre. rimarranno indietro per non aver voluto essere fedeli all' Eterno, che è ovviamente per definizione sempre presente ed attuale.
    Meno male che data l'età...

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