sabato 28 maggio 2016

don Elia. Estote parati

«La Madonna ci chiede di consacrarci a Lei e di vivere la nostra vita nella presenza di Dio; di accostarci con frequenza ai Sacramenti, in particolare all’Eucaristia e alla santa Confessione; di meditare il Rosario. Ma ha spiegato che, se impariamo a rivolgere il nostro pensiero a Dio in ogni momento della giornata, allora il lavoro, il riposo, le amicizie, tutto diventa preghiera; e nella preghiera, che è dialogo, si cresce nella comunione con il Signore. Ci chiede di vivere in modo retto, con onestà. Ha detto che ogni azione buona da noi compiuta vale un’anima strappata a Satana. La Madonna si è rivolta da qui all’umanità intera, alla Chiesa e a quella porzione di Chiesa che è la famiglia, ponendo questo Suo intervento nel solco del messaggio di Fatima. Ci ha messo in guardia che Satana è potente e vuole scatenare l’odio, quindi la guerra per distruggere l’umanità, un conflitto nucleare tra l’Occidente e l’Oriente, la terza guerra mondiale.
La Madonna ha aggiunto che il demonio vuole abbattere la Chiesa di Dio incominciando dalla piccola Chiesa domestica che è la famiglia; a questo scopo avrebbe fatto di tutto per minare l’unità della famiglia cristiana fondata sul matrimonio. Senza una nuova conversione, molti Pastori avrebbero tradito la propria vocazione, anche con grave scandalo, e la Chiesa avrebbe conosciuto una nuova grande apostasia, cioè il rinnegamento delle verità cristiane fondamentali riaffermate nei secoli nella Tradizione e nella dottrina» (da un’intervista di Riccardo Caniato a Fabio Gregori; Civitavecchia, 23 giugno 2015. Per l’interessantissimo testo completo, vedi qui).
La nostra Madre del cielo è un’insuperabile maestra di vita spirituale e di condotta cristiana, ma al tempo stesso un’acutissima analista dei tempi dal punto di vista soprannaturale e un’annunciatrice profetica degli attuali avvenimenti. Non trovo nulla di meglio che questa efficace sintesi per motivare e introdurre l’atto di consacrazione del prossimo 4 giugno a Roma. Per prepararvisi sarà sicuramente utile meditarla con calma, parola per parola; c’è quanto basta per orientare bene, se necessario, la propria esistenza di cattolico fedele nell’odierno contesto politico ed ecclesiale. Più d’uno lamenta che è sempre più difficile trovare un confessore affidabile; bisogna cercare ed essere disposti a macinare chilometri, come si fa per recarsi da un buono specialista. Molti protestano altresì che le omelie stanno diventando inascoltabili; nel caso, alzatevi e uscite rientrando alla fine. La Madonna si incarica di istruire interiormente chi veramente ha sete di verità, Lei che, dopo la Pentecoste, comunicava a distanza con gli Apostoli dispersi nel mondo per la loro missione.

Un potente sussidio per approfondire la relazione personale con Lei può essere, come preparazione immediata alla consacrazione, Il Segreto di Maria del Montfort (qui), un opuscolo che sintetizza mirabilmente la sua dottrina mariana, esposta in modo più ampio e dettagliato nel Trattato della vera devozione. Chi non abbia ancora letto quest’ultimo testo potrebbe iniziare a meditarlo dopo la consacrazione in vista della sua rinnovazione annuale; chi invece già lo conosce potrà riprenderlo con più profonda consapevolezza. Le condizioni indispensabili per emetterla in modo fruttuoso, com’è ovvio, sono un’adesione piena e senza riserve alla dottrina da sempre insegnata dalla Chiesa Cattolica riguardo alla fede e alla morale, una confessione recente e il distacco totale dal peccato in qualunque sua forma, senza sofismi né scuse fallaci. In particolare, nel nostro caso, è richiesta la disponibilità a mettersi a completa disposizione della Madonna per la realizzazione dei Suoi piani – che sono quelli divini – per la salvezza del mondo.

Chi si consacra al Cuore immacolato di Maria non fa nulla che contraddica alla fondamentale consacrazione battesimale. È innegabile che ogni battezzato sia innanzitutto consacrato a Dio come membro del Corpo mistico di Cristo e che, di conseguenza, Gli appartenga radicalmente. Dato però che la Madonna è la creatura che più perfettamente di qualsiasi altra è appartenuta a Lui e si è conformata al Suo volere, consacrarsi a Lei pone un cristiano nella condizione spirituale migliore per essere da Lei guidato alla piena realizzazione delle esigenze del Battesimo. La consacrazione, se vissuta con impegno e consapevolezza, abilita chi la compie ad una graduale assimilazione alla Vergine purissima, Figlia prediletta del Padre, Madre verginale del Figlio e Sposa immacolata dello Spirito Santo. Attraverso di Lei ci conformiamo progressivamente a Cristo in modo dolce e proporzionato alla nostra debolezza, pur senza trascurare, evidentemente, l’inderogabile lotta al peccato e un ininterrotto sforzo di correggere i propri difetti.

Secondo san Luigi, questa crescita interiore si realizza in chi compie ogni cosa con Maria, in Maria, per Maria e per mezzo di Maria, onde poter con più sicurezza fare tutto con Gesù, in Gesù, per Gesù e per mezzo di Gesù. Se Dio vuole, durante i mesi estivi ci sarà modo di approfondire il discorso in un ritiro spirituale. Per il momento ciascuno può leggere e meditare individualmente, compreso chi non potrà venire a Roma, ma vorrà unirsi a noi, intorno a mezzogiorno, per pronunciare in privato la consacrazione. La Madonna sta radunando le schiere di cui intende servirsi per preparare il trionfo del Suo Cuore immacolato; dato che siamo strumenti vivi, liberi e coscienti, dobbiamo fare la nostra parte per diventare strumenti idonei, pronti e maneggevoli nelle Sue sante mani. Sarà sempre Lei, d’altra parte, a proteggerci in modo particolare e a preservarci, con le nostre famiglie, dai castighi e dalle catastrofi annunciate, sostenendoci altresì nella persecuzione che, questa volta, verrà non da fuori, ma da dentro la Chiesa, ossia dai suoi membri rinnegati.

Continuo a portarvi tutti e ciascuno nella mia povera preghiera e, soprattutto, nel santo Sacrificio, nominando singolarmente, durante il Canone, quanti mi hanno affidato le loro intenzioni. So che molti, a loro volta, pregano per me e li ringrazio dal profondo del cuore, certo che nostra Madre li stia già ricompensando. Dato però che, nelle ultime settimane, il combattimento con il mondo delle tenebre sembra essersi intensificato, mi permetto di chiedere anche un’intensificazione di questa fraterna intercessione. A conclusione di questo mese mariano, rivolgo a tutti un augurio spirituale prendendo in prestito le ispirate parole con cui sant’Ambrogio commenta il Magnificat: «Sia in ciascuno l’anima di Maria per esaltare la grandezza del Signore; sia in ciascuno lo spirito di Maria per esultare in Dio, nostro Salvatore». 

33 commenti:

Anonimo ha detto...

http://www.riscossacristiana.it/firenze-31-maggio-fiaccolata-in-onore-di-maria-regina/

Ave, Maria, grátia plena,
Dóminus tecum.
Benedícta tu in muliéribus,
et benedíctus fructus ventris tui, Iesus.
Sancta María, Mater Dei,
ora pro nobis peccatóribus,
nunc et in hora mortis nostrae.
Amen.

Un testimone ha detto...

Insegna, la nostra dolce Mamma, che il cristiano non è un retrogrado. Quella perfettibilità che è la sua aspirazione continua e che diviene per lui un dovere, la ricerca anche sul piano umano. Non trascura perciò lo studio e la conoscenza di quei problemi sempre necessari e attuali che riguardano la vita privata e pubblica e s'impegna nel proprio lavoro, eseguendolo con la maggior perfezione possibile.
Ogni lavoro presenta le sue difficoltà e se la sua esecuzione è diligente sarà più grande il merito e la gioia per il risultato ottenuto.
Le belle arti sono qualche volta considerate come privilegio di pochi, ma tutti con la buona volontà e il desiderio di fare qualche cosa di bello possono supplire a ciò che naturalmente manca.
Vorrebbe, Maria Santissima, che in tutte le famiglie vi fosse chi dedica il tempo libero a eseguire lavori per i quali sente particolare attitudine o attrattiva.
Tutto ciò che è bello e armonicamente composto serve ad elevare il pensiero a Dio, Bellezza infinita.
Anche il saper predisporre le cose nella propria abitazione ha molta importanza, poiché la casa diventerà più accogliente e i suoi abitanti l'ameranno di più.
Quel miglioramento giornaliero che ogni persona va cercando in tutte le cose non è altro che un tendere a Dio, Perfezione infinita.
( L'INADATTO ).

Luisa ha detto...

Ancora e sempre sull`Amoris laetitia, sulla quale è bene non "abbassare la guardia" e pur essendo consapevole che chi ha le redini del potere sta agendo rapidamente e concretamente sul terreno:


http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/05/28/due-laici-e-un-cardinale-coro-a-tre-voci-contro-lo-spartito-della-amoris-laetitia/

irina ha detto...

Tutti abbiamo bisogno delle preghiere, gli uni per gli altri, in particolare per i sacerdoti e dei sacerdoti.

Anonimo ha detto...

Luisa scrive: «Ancora e sempre sull`Amoris laetitia, sulla quale è bene non "abbassare la guardia" e pur essendo consapevole che chi ha le redini del potere sta agendo rapidamente e concretamente sul terreno ...».
Appare davvero strana questa preoccupazione ossessiva di chi commenta e partecipa alle discussioni.
Ma fino a ieri e ancora oggi quanti pseudo cattolici sposati in chiesa hanno scelto di separarsi e poi convivere, di divorziare e poi sposarsi e mettere al mondo dei figlioli dopo averne avuto anche dalla prima unione? Quanti hanno usato la contraccezione e continuano a usarla? Sono milioni e son tutti atei? E si potrebbe aggiungere una serie quasi infinita di mancanze altrettanto gravi.
E adesso si vuol far credere che è tutta colpa della "AL" se il popolo cattolico ha scelto liberamente e non da oggi di non mettere in pratica il Magistero?
I cattolici quelli veri, non quelli che si definiscono tali per aver subito la trafila del Battesimo, Comunione e Cresima, sono stati sempre pochissimi e quindi perché continuare a lamentarsi?

Anonimo ha detto...

Piovono fendenti a destra e a manca ma grazie a Dio qui e la' c'e' chi resiste . Evidentemente i semi di queste piantine furono messi a dimora sulla roccia . Grazie per l'esempio che date , Dio vi benedica ragazzi !

http://www.tempi.it/videogallery/vietato-cantare-il-padre-nostro-e-gli-studenti-lo-recitano#.V0q_25OLSi5

“….. Hai mutato il mio lamento in danza, la mia veste di sacco in abito di gioia, perché io possa cantare senza posa. Signore, mio Dio, ti loderò per sempre….” (Salmo 30)

mic ha detto...

Anonimo 11:54

sappiamo tutti che il degrado morale conseguente alla scristianizzazione viene da lontano e non è determinato dall'AL. Il problema è che l'AL ne prende atto con afflato casuistico (pastorale del caos per caso) anziché oggettivo e prescrittivo che sancisce i principi chiari e limpidi da insegnare, accompagnati della santificazione (sacramenti) che conferisce la grazia che li rende praticabili per formare coscienze rette e non ondivaghi in cammino che si lasciano nella loro ignoranza di cos'è bene e cos'è male. La chiesa, nelle persone dei confessori, non ha mai fatto mancare la misericordia ai peccatori, compresa la considerazione delle possibili attenuanti; ma il peccato lo ha sempre ben individuato (senza indulgere in svianti psicologismi o per lo meno senza rimanervi impantanati) e condannato.

mic ha detto...

Anonimo 12:19
Grazie per il canto di lode al Signore. Oggi e sempre.

Luisa ha detto...

Appare davvero strana questa preoccupazione ossessiva di chi commenta e partecipa alle discussioni.

Quella che l`anonimo ( perchè non darsi un nick?) chiama preoccupazione ossessiva è la constatazione realista e lucida che è da un documento firmato dal papa stesso che viene il via libera alla normalizzazione di quel che effettivamente già molti "cattolici" fanno.
Ma possono essere chiamati cattolici coloro che ignorano volutamente, o anche combattono, il Magistero della Chiesa, la Parola del Signore, i Suoi comandamenti? Chi si è allontanato dalla fede non per colpa della Chiesa, che sarebbe una dogana troppo rigida... ma per sua libera scelta, chi continua ad "andare alla Messa" la domenica pur avendo una sua concezione e pratica molto personale di quel che significa essere "cattolico", chi si è fabbricato una religione su misura, fai da te, può ancora essere considerato cattolico?

Bergoglio ama dividere i cattolici in gruppi e categorie, i buoni e i cattivi, ai figli obbedienti e fedeli riserva solo bastonate, etichette sprezzanti e caricature grottesche, la sua preferenza, la sua attenzione, la sua cura pastorale va solo a chi egli considera vittime innocenti della durezza di cuore di una Chiesa dogana e matrigna, di una Chiesa chiusa su se stessa e sul suo passato, insensibile alle sorprese dello Spirito.... normale, anche se molto grave nelle sue conseguenze, che un suo documento sul matrimonio, sulla famiglia, oggetto di tutti gli attacchi delle società che hanno gettato Dio fuori dalle sue frontiere, concretizzi quella sua attenzione mirata e apri la porta, in modo astuto, alla normalizzazione di pratiche che tradiscono la Parola del Signore.

Anonimo ha detto...

"....(pastorale del caos per caso)..."

29 maggio 2016 12:38

?...?
lapsus calami ? anagramma magnifico!

tralcio ha detto...

Per l'Anonimo delle 11:54, dei"cattolici veri" e non.

Premessa: il "cattolico" è un complesso microcosmo. Da una parte è un povero uomo segnato dal peccato, un malato bisognoso di cure, un mendicante la Grazia di Dio, senza la quale non può nulla; dall'altra, mediante il battesimo, è adottato a Figlio di Dio, per cui ha una vita spirituale e -anche quando deve portare la croce- può godere di quella consolazione soprannaturale che rende beato anche l'afflitto.

La misericordia di Dio è -tra l'altro- la piena, fedele e paziente disponibilità del Padre ad accoglierci come figli perduti e ritrovati, morti alla vita dello spirito e tornati in vita.
Nell'uomo (ogni uomo) c'è una "capacità di Dio", rinchiusa come in un sepolcro, come l'umanità di Cristo dopo la sepoltura.
Lì Dio rimane sempre l'Autore della vita e viene a liberarci dalla signoria del Principe di questo mondo e dalla sua logica (fatta anche di molto "buone intenzioni"), rotolando via la pietra del peccato e ridonando vita al nostro spirito.
Con il battesimo entriamo in questa nuova vita e con il sacramento del perdono, tramite la consapevolezza del peccato, il pentimento, la confessione, i giusti propositi e la penitenza, veniamo assolti dalla colpa (la pena comunque resta, anche se c'è anche la pratica delle indulgenze, che è spirituale e non "monetaria").

L'assoluzione dal peccato mortale ripristina per l'uomo uno stato spirituale di grazia altrimenti perduto: torniamo figli (ce ne eravamo andati), ritorniamo in grazia (non lo eravamo, eravamo spiritualmente "morti"), torniamo in comunione con Cristo, che è una cosa sola con il Padre (e non lo eravamo più, avendo deciso di fare diversamente da ciò che il comandamento di Dio esprime come Sua volontà). I Comandamenti e la legge non sono delle contraddizioni della misericordia di Dio, ma sono la sostanza dell'immensità della misericordia divina!

Dunque c'è una realtà, tutt'altro che ideale, ma esperienziale, fatta di lotta (l'uomo lotta per stare in casa e la porta è Gesù) e fatta di misericordia (la porta è stretta, ma resta aperta per chi è umile e teme di non fare la volontà del Padre, desiderando il Cielo più della terra).

Il "cattolico" è un viandante/peregrinante/penitente... E' un orante, perchè la preghiera (che è altro dal dire preghiere) è il modo migliore per essere umili, cioè per essere un recipiente della Grazia.
La preghiera infatti non mira a "conquistare" Dio, quasi che fosse un obiettivo, un oggetto di cui appropriarci pagandone il prezzo, conseguibile con la spunta delle cose da fare, pratiche devote incluse.
La preghiera ci ottiene un miracolo: che Dio sia Dio in noi, senza che noi si pretenda di cambiare Lui o di convincerLo... La preghiera di farci piccoli, di morire a noi stessi, di diminuire perchè Egli cresca, di disporci ad essere pieni di grazia invece di morire spiritualmente! Maria e i santi, quando li preghiamo, non "fanno ombra a Gesù", ma sfrondano il fogliame che mette l'ombra della nostra vanità sulla Luce di Cristo!

Allora noi siamo degli -incerottatissimi, pesti e feriti- degni portatori della Sua croce, il modo scelto per redimerci (evidentemente l'unico valido ed efficace nella Sua infinita sapienza).

Siamo così un tempio di Dio aperto: cioè luogo in cui Dio può abitare. Non siamo un appartamento sfitto. Un luogo di culto inagibile... Lui vorrebbe abitarci, ma ci rispetta e attende che glieLo chiediamo e glieLo permettiamo, facendoci davvero umili.
Diventiamo così anche il luogo sacro in cui anche gli altri possono adorare Dio, perchè in noi il Centro è solo Lui!

Fine della lunghissima premessa.

tralcio ha detto...

quindi

Amoris Laetitia non costituisce certamente un problema "in sè", quasi fosse un fungo spuntato all'improvviso nel prato.
Però Amoris Laetitia è l'apoteosi, con il timbro del Magistero, di un modo di essere Chiesa che ha messo l'uomo al centro.
Questo non per la grande dignità dell'uomo (tanto grande che il Verbo ha preso carne), ma avendo offuscato Dio come sola ragione di tale dignità.
I maneggi delle cosche di San Gallo, i siluri al pontificato di Benedetto XVI, lustri e lustri di lavoro ai fianchi nei seminari e nelle scuole di formazione di catechisti e altri laici impegnati, hanno preparato i Due Sinodi dalle relazioni scritte da pochi, usando testi già pronti e sancendo formalmente una frattura con la Chiesa di sempre.

Frattura e rottura ormai innegabili. Collegate all'idea di una religione che "serve" (all'uomo) e al considerare la dottrina di troppo, quasi che la Rivelazione di ciò che abbiamo capito in venti secoli sia del tutto ininfluente, avendo capito tutto soltanto adesso: Dio è un ideale, noi siamo il popolo che interpreta l'ideale, uniamoci! Gesù non ha mai detto di essere l'unica porta di accesso: ha detto che tutti lo possono essere... Il diavolo non è un avversario astuto che ci divide da Dio. No: il diavolo è in noi se non ci uniamo tutti insieme, senza farci troppi problemi sulle questioni dottrinali, i dogmi e la verità. Quisquilie, direbbe Totò (il comico).

A questo punto non è più un problema di "cattolici più o meno tradizionali", ma di due Chiese cattoliche, la seconda delle quali di impronta molto luterana.
Dove la Grazia di Dio non è più ciò che resta di una lotta, ma quasi una magia o un automatismo.
Non più l'intervento divino che trasforma, tramite lo Spirito santo, pane e vino consacrati nell'offerta in unione al Santo sacrificio di Gesù in croce, in Corpo e Sangue di Cristo, bensì un simbolo adatto a transignificare ciò che intendiamo del nostro essere comunità, che cena insieme...
Non più l'esperienza di essere morti come il cadavere nel sepolcro vuoto, bensì un'idea di vitalità "per fede".
Non più l'esperienza concreta di due sposi, fatti uno dal Sacramento del matrimonio, ma solo l'ideale di tale modello, irraggiungibile e perciò da usare solo come "spunto", per poi fare quel che si può, in ogni gender in cui lo possiamo e lo vogliamo. Capaci di perdonare e di amare donandosi in Cristo e non facendo troppi calcoli economici o psicologici.
Non più Gesù, via, verità e vita, unica strada per la salvezza, ma Colui che ha detto che l'uomo è in sè via di salvezza e ogni culto a modo proprio ne interpreta una via.

In questo Amoris Laetitia è solo una tappa, non è nemmeno il punto d'arrivo. Questo è chiaro.

Luigi Rmv ha detto...

Condivido con Luisa, Mic, il "così fan tutti" non giustifica e non può mai giustificare l'approvazione dell'istituzione che guida.

Seguendo il ragionamento di "Anonimo delle 11,54", prendendo l'esempio dello stato italiano, la corruzione dovrebbe essere depenalizzata e la raccomandazione nei concorsi pubblici legalizzata.

Come se Mattarella, che rappresenta l'unità della nazione cosi' come il papa quella della Chiesa, proponesse e promuovesse attivamente leggi di depenalizzazione della corruzione e rendesse lecita la raccomandazione (vince chi c'è l'ha più forte diventa lecito), iniziando a "picconare", con esternazioni quotidiane, le resistenze dei legalitari, dei "dottori della legge" che insisono e ritenere il fatto antigiuridico, immorale e dannoso per la società; quegli "ipocriti" che sono ancora convinti che gli sforzi vadano compiuti sul settore della prevenzione, della cultura della legalità, della scuola buona (non la 'buona scuola' di Renzi), e a mantenere la repressione, senza rendersi conto che i tempi sono cambiati.

È quello che sta facendo Bergoglio con la Chiesa, ma con la grande, enorme differenza che non ha in mano la legge dello stato, frutto di compromessi tra forze politiche e politici di dubbia moralità, ma la Legge di Dio, scritta e firmata con il Santissimo Sangue di Suo Figlio fatto uomo apposta per questo.

Dice bene Tralcio (al quale affiderei i miei figli per il catechismo), sulla frattura tra due Chiese, uno scisma che già è in atto da parecchio tempoera è visibilo anche se all'inizio.
Siccome pero' la chiesa più numerosa, e molto aggressiva, è quella del 'misericordioso' Francesco, gli appartenenti alla Chiesa di Dio, quella vera, sono chiamati a patire e a soffrire per essa.

Lo dice la Santissima Vergine Maria, lo dicono le profezie, compresa quella di mons.Sheen qui pubblicata, che fotografa la Chiesa di Francesco.

Non rassegnazione, ma consapevolezza che siamo sulla via giusta, con la lotta evidenziata da Tralcio, e che flagelli, chiodi, schiaffi, sputi, spine e chiodi, nelle loro forme moderne e sfumature varie, sono sul nostro cammino.

Propongo seriamente di iniziare a conoscerci personalmente,perché non è da escludere che di qui a qualche tempo, forse non tanto lungo, un blog come questo, nel nuovo ordine mondiale a religione unica umana, sarà illegale e oscurato.

Graziano ha detto...

Civitavecchia non è stata approvata dalla chiesa,sarebbe prudente non prendere spunti per quanto buoni possano essere da presunti veggenti.

marina ha detto...


All'Anonimo delle 11:54

Non sono commenti ossessivi, si rende conto che le esternazioni del papa danno mazzate ai sacramenti? Nessuno nega che anche i cattolici siano peccatori, che novità è mai questa e cosa significa? E' la solita accusa per tacitare umiliando. Le vorrei ricordare che Cristo è venuto proprio per salvarci dalla morte dell'anima e per questo non ha fatto una passeggiata sulla Terra, è morto sulla croce! Il fatto che siamo fragili NON TOGLIE VALORE alle parole di Gesù che non ci ha dato una legge troppo alta per le nostre povere forze, stiamo scherzando? Nell'AL sembra che il matrimonio sia un ideale talmente alto che è quasi impossibile realizzarlo. E' certo difficile mantenersi fedeli e reggere i colpi che talvolta nella vita comune si ricevono, ma il Sacramento c'è apppunto per questo! Dio non ci chiede mai quello che non siamo in grado di offrirgli, mai, non potrebbe farlo da Padre qual è! La debolezza umana non può essere l'alibi per cambiare la Sua legge. Più ci penso, più Bergoglio non mi sembra papa. E' impossibile che possa esserlo affermando eresie del genere!

Luisa ha detto...

"Santità, vada a Genova per favore..."

"Dal 14 al 18 settembre a Genova si svolgerà il Congresso Eucaristico Nazionale. Un appuntamento importante, per i cattolici italiani. Ma per ora non è prevista la presenza del Papa. Una situazione che crea perplessità."

http://www.lastampa.it/2016/05/30/blogs/san-pietro-e-dintorni/santit-vada-a-genova-ZrSRHYJYoUt4yheg2JT9dJ/pagina.html

Poche ore son bastate al vescovo di Roma per una andata e ritorno a Lampedusa o a Lesbo, confido che da qui a settembre troverà il tempo per fare a Genova uno dei suoi viaggi lampo.

Luisa ha detto...

"Fuori Müller, dentro Schönborn."

"Il papa ha cambiato maestro di dottrina
Per Francesco la giusta interpretazione della "Amoris laetitia" non è quella del prefetto della congregazione per la dottrina della fede, ma quella del cardinale austriaco. Eccone per la prima volta il testo integrale"


http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351305

Un articolo lungo ma da leggere per intero, non può più sussistere alcun dubbio sulla sola interpretazione "autorizzata" o "autorevole" della Amoris Laetitia, nel senso che è quella voluta da Jorge Bergoglio, e poco importa se per arrivare a realizzare i suoi intenti, lui e chi per lui, lui e i suoi consiglieri fidati, abbiano tramato, mentito, anche citando a torto e strumentalizzando in modo vergognoso due Papi e le loro parole.

mic ha detto...

Più ci penso, più Bergoglio non mi sembra papa. E' impossibile che possa esserlo affermando eresie del genere!

In cauda venenum. Se volete essere pubblicati piantatela con affermazioni del genere. È un vostro pensiero. Tenetevelo.

Luisa ha detto...

"il fatto che siamo fragili NON TOGLIE VALORE alle parole di Gesù che non ci ha dato una legge troppo alta per le nostre povere forze, stiamo scherzando?
Nell'AL sembra che il matrimonio sia un ideale talmente alto che è quasi impossibile realizzarlo.
E' certo difficile mantenersi fedeli e reggere i colpi che talvolta nella vita comune si ricevono, ma il Sacramento c'è apppunto per questo! Dio non ci chiede mai quello che non siamo in grado di offrirgli, mai, non potrebbe farlo da Padre qual è!
La debolezza umana non può essere l'alibi per cambiare la Sua legge"


Sottoscrivo queste parole di marina, effettivamente l`attenzione mirata e esclusiva di Jorge Bergoglio per i lontani, le periferie, le situazioni oramai non più irregolari ma solo difficili e delicate sta sfociando sulla normalizzazione di situazioni contrarie alla legge del Signore, non è perchè la prassi ahinoi già presente sul terreno ha relativizzato e tradito la Parola del Signore, che il papa deve venire a dare il suo avallo.
Strumentalizzare la debolezza, la fragilità umana, servirsene per imporre la propria volontà, la propria ideologia e rilettura del Vamgelo, calpestare la Parola del Signore e piegarla alle proprie voglie e idee, Bergoglio non è il primo a farlo ma oggi egli è il papa e come tale dovrebbe, anzi, deve confermarci nella Fede e non confonderci nella fede.
Il papa non mette la Verità e la Giustizia del Signore in un angolo oscuro e oscurato perchè troppo dure per le povere vittime fragili e innocenti a priori, il papa deve insegnare e difendere la Verità, il papa non può dissociare Misericordia e Verità, Misericordia e Giustizia, eppure è quel che sta succedendo sotto i nostri occhi, è dal Successore di Pietro che viene quella svolta .

Anonimo ha detto...

Peccato contro lo Spirito Santo è anche accettare la contraddizione di un magistero eretico, originariamente dato dal cielo come garanzia della ortodossia cattolica, e rifiutarsi di esplorare altre possibilità come sede vacante, sede privata, sede impedita in esilio (c'è anche un sogno profetico di san Giovanni Bosco nel 1874 al riguardo) in nome di una falsa obbedienza all'autorità senza verità. Fate come volete e continuate pure a pubblicare solo chi vi dà ragione: così fanno quelli che non amano la verità, ma stanno dove c'è il consenso, sia pure col mal di pancia. Personalmente non vorrei essere al vostro posto quando l'inesorabile corso della storia condurrà l'apostasia della gerarchia conciliare sempre più lontano da Cristo e irrimediabilmente vicino all'anticristo. Allora sarà troppo tardi per cambiare idea.
TEOFILATTO

mic ha detto...

Teofilatto,
andiamoci piano col peccato contro lo Spirito Santo...
Noto che tanto lei quanto diverse persone che condividono il suo stesso stile e visuale siete troppo disinvolti nel lanciare apodittiche accuse.
E' falso che qui si pubblichi solo chi ci dà ragione. Si pubblica invece anche chi espone le sue ragioni in maniera equilibrata e argomentata. Ragioni che, anche se non condivisibili, aiutano a comprender meglio la realtà e ad approfondire o chiarire sempre meglio.
Ciò che non passa sono le provocazioni, i fanatismi e gli anatemi.
Dovrebbe poi dirci in cosa consisterebbe la nostra obbedienza all'autorità senza verità, visto che dalla prima all'ultima pagina di questo blog si parla di denunce delle storture, riaffermazioni della verità e di "resistenza"...

Luisa ha detto...


Il Papato al tempo della Amoris Laetitia
di Stefano Fontana


"Ecco perché dobbiamo porci un problema, che qui mi limito ad enunciare. I fedeli della Chiesa cattolica sono stati finora abituati (ma è ovvio che si tratta di più di un’opinione)  ad attendersi dal magistero, e soprattutto dal magistero petrino, definizioni e precisazioni in termini di dottrina e di morale. E questo non solo nella forma solenne delle definizioni dogmatiche, ma anche nell’ambito del magistero ordinario autentico, a cui appartiene per esempio una Esortazione apostolica.
...
La domanda che mi faccio è quindi: devo aspettarmi un nuovo ruolo del magistero petrino, non tanto di definizione e precisazione, ma di apertura di processi, su cui deciderà in seguito la storia e la prassi? Sarebbe una nuova concezione del Papato."



http://www.lanuovabq.it/it/articoli-il-papato-al-tempo-della-amoris-laetitia-16325.htm


Consolante, si fa per dire, constatare che sempre più numerose sono le persone che si pongono le domande che ci poniamo qui, che fanno le stesse osservazioni e analisi.
Consolante pur nella consapevolezza che domande, analisi, richieste di chiarificazione, resteranno senza seguito, la rivoluzione è in marcia.

irina ha detto...

La Chiesa come club, circolo dopolavoristico e il magistero liquido come rassegna stampa.Una fiera campionaria. Cangiante, sempre più simile al cambiare delle mode; il sacro dissacrato per far entrare il mondo dentro quando lo spazio tra il sacro ed il profano deve essere mantenuto per potersi sacralizzare per sempre di nuovo essere lievito e sale del e per il mondo. Ma lo spazio secondo alcuni non è importante. I confini neanche. Ed il limite pure.


N.B.In un altro post un commento mi è sfuggito senza nome.

marina ha detto...

Mi scuso se l'ultima affermazione è sembrata offensiva a qualcuno, è infatti solo il mio modesto pensiero. Me lo tengo nella speranza di sbagliare clamorosamente.

mic ha detto...

Non era un'espressione offensiva. Era però un'espressione, sia pure soggettiva, di sedevacantismo che, com'è noto, non condividiamo e dunque non intendiamo diventarne luogo di risonanza.

Valentina ha detto...

Il sedevacantismo sarà pure una foram di "male assoluto" come il nazismo ed il fascismo, con cui magari tacitare un interlocutore, pero' quando si legge il racconto del conclave 2005 fatto da Monsignor Gaenswein, e si pensa a quel che dev'essere successo al conclave del 2013 - conclave a papa vivo! - come ai trattasse del primo e secondo tempo di una partita di calcio, l' idea che il sedevcantismo non sia poi un peccato mortale affiora ad una mente senziente.

irina ha detto...

Se poi aggiungiamo l'ultimo articolo di padre Pio Pace viene spontaneo. A me è venuto spontaneo pensare:"allora tanto torto non l'hanno".Non mi sento in colpa colpa per averlo pensato.Fermo restando che noi da qui non ci spostiamo. Altri sono caldamente invitati a farlo.Per viatico possiamo donare loro qualche barile di birra.

marina ha detto...

No, guardi, per me la sede di Roma non è affatto vacante e provo dolore di fronte alla situazione che si è creata.

Angheran70 ha detto...

"Peccato contro lo Spirito Santo è anche accettare la contraddizione di un magistero eretico, originariamente dato dal cielo come garanzia della ortodossia cattolica, e rifiutarsi di esplorare altre possibilità come sede vacante"

Ancora..Nessuno accetta niente di ciò che non è obbligatorio , mettitelo in testa , tu e quella combriccola di sfigati

mic ha detto...

Angheran,
nella sostanza, è quanto avevo già replicato io.

Angheran70 ha detto...

@ Valentina

Non c'è nulla che non si sappia dello scontro in corso nei conclavi e delle manovre per impedire l'ascesa al soglio di Ratzinger. Sono cose note già dal conclave del 2005, l'ostilità vista poi negli anni è stata solo la conferma. Con ciò dire che Benedetto XVI è in qualche modo ancora in carica è una solenne sciocchezza, come tutti sanno.


Il sedevacantismo è appunto un'opzione politica. Si ammanta di disquisizioni teologiche ma in realtà è mosso da interessi molto prosaici. Lo si vede chiaramente al momento delle elezioni , dove si sbracciano per mantenere lo 0,2% , dileggiando tutti gli sforzi dei cattolici per uscire dall'irrilevanza

mic ha detto...

Angheran,
Non credo proprio che il sedevacantismo sia un'opzione politica. Ha le sue ragioni in una interpretazione estrema della realtà. La politica non so quanto ci possa entrare. Semmai può essere una reazione ai "modi" di uscire dall'irrilevanza attraverso compromessi poco cristiani.

Anonimo ha detto...

CRISI DELLA SOCIETÀ,CRISI DELLA CHIESA.
DOVE VA L’EUROPA? ALLA LUCE DEL SEGRETO DI FATIMA.
CONFERENZA DEL PROF.ROBERTO DE MATTEI

Tenuta Venerdì 26 Maggio 2016 e trasmessa da

http://www.stellamatutina.eu/conferenza-del-prof-roberto-de-mattei-alla-luce-del-segreto-fatima/

durata 01:28:23