giovedì 28 aprile 2016

Sinodo (e post-Sinodo). C'era (e c'è) un piano per manovrarli....

Marco Tosatti su La Stampa di oggi. 'Lasciate ogni speranza o voi ch'entrate...' sul piano umano, potrebbe sembrare; ma non presso Dio. Attendiamo gli sviluppi, in ambito ecclesiale, di alcune prime mosse significative.
Di Tosatti ricordate anche quel suo: Un Sinodo un po' taroccato? Da noi a suo tempo ripreso qui

Citarsi non è fine, lo so. Però in certi casi è utile a capire come si siano formate certe situazioni. Mi riferisco all’esortazione post-sinodale del Pontefice, e delle controversie che sta – giustamente – sollevando su un punto che il Pontefice stesso non considera centrale, rispetto al tema più ampio della famiglia e del matrimonio; ma tant’è continua a monopolizzare l’interesse e le polemiche.

La cosa abbastanza interessante e straordinaria, di questo documento, e che lo rende anomalo rispetto ai testi, magisteriali, dei precedenti pontefici in tema, è la sua possibilità di essere interpretato in maniera totalmente opposta. C’è chi sostiene che si tratta di una conferma della dottrina bimillenaria della Chiesa in tema di matrimonio, adulterio e divorzio. E chi invece sostiene che siamo di fronte a un qualche cosa che cambia tutto; un partito che accomuna alcuni dei più accesi sostenitori delle innovazioni e le ali più conservatrici della Chiesa.

Per questo un vescovo, mons. Schneider, ha giustamente chiesto un’interpretazione autentica del documento; che sgombri il campo da ambiguità e confusioni. Speriamo che avvenga; ma siamo molto pessimisti. Perché nelle sue risposte sull’aereo di ritorno dal Messico il Pontefice non è stato chiaro; e ha rimandato alla conferenza stampa di un cardinale, per avere una lettura corretta del documento.  

Il che è una novità, e non da poco: cioè il rimando a una conferenza stampa, non a un testo ponderato e studiato, per risolvere i dubbi dei fedeli in punta di dottrina.

Ma forse c’è un motivo; e qui veniamo alla citazione. In una cena dell’estate 2014, il personaggio principale di entrambi i Sinodi sulla Famiglia, quello dell’ottobre 2014 e dell’ottobre 2015, rivelava, conversando, in una cena elegante e alla presenza di laici e prelati, quale sarebbe stata la strategia per condurre i lavori dove si voleva. Vedete il testo completo QUI.  

Ma per quanto riguardava il documento finale, il succo delle sue esternazioni, due anni e mezzo prima che Amoris Laetitia vedesse la luce erano: “E in effetti non tanto il Sinodo, sarà importante, ma la sintesi che ne verrà preparata, e che porterà la firma del Papa come “Esortazione post-sinodale”. E’ molto probabile che non sarà un testo chiaro e definitivo, ma basato su un’interpretazione “fluttuante”. In modo che ciascuno leggendolo, possa tirarselo dalla parte che più gli fa comodo”. Cioè un testo diretto non a fare chiarezza, ma ad alimentare confusione.
Il tutto annunciato con un largo anticipo.

27 commenti:

Anonimo ha detto...

Come fanno preti,vescovi e cardinali sinceri a continuare a dire che nulla è cambiato? Com'è possibile che non capiscano quanto la confusione sia diabolica? Non riesco a crederci!

tralcio ha detto...

Pentolame a batterie
d'ogni foggia e material;
per cucinar le leccornìe
pur dal gusto più special.
Che lo cerchi o non lo cerchi
quel che vuoi io te lo do.
Ma non chiedetemi coperchi:
quelli no, io non li fò.

Luisa ha detto...

Oramai non siamo più solo noi semplici commentatori a dire l`evidenza di un testo prefabbricato prima del Sinodo e portato a termine dopo aver trovato la strategia la più astuta per vanificare e raggirare opposizioni e Dottrina.
Mi ripeto, e me ne scuso, ma che cardinali e vescovi, che non possono che realizzare quanto e come sono stati manipolati e usati, se ne stiano zitti è, per me, non solo incomprensibile ma vergognoso.
Che cosa è più importante?
Evitare di subire gli strali vendicatori del vescovo di Roma, mantenere la propria poltrona, o custodire e difendere la Parola del Signore e pensare alla salvezza delle anime?
E non mi si venga a dire che tacciono per non seminare divisione.
La divisione c`è ed è lacerante ma non è opera di chi difende l`insegnamento di Cristo.

Anonimo ha detto...

Il Timone

Dalle 16 tesi cristologiche di Gustave Martelet SJ, approvate dalla Commissione teologica internazionale nel 1977:

«Senza misconoscere le circostanze attenuanti e talvolta anche la qualità di un matrimonio civile successivo al divorzio, l’accesso dei divorziati risposati all’eucaristia risulta incompatibile con il mistero di cui la chiesa è servitrice e testimone. Accogliendo i divorziati risposati all’eucaristia, la chiesa lascerebbe credere a tali coniugi che essi possono, sul piano dei segni, comunicare con colui del quale essi rifiutano il mistero coniugale sul piano della realtà.
Fare una cosa del genere, significherebbe inoltre che la chiesa si dichiara d’accordo con battezzati, al momento in cui essi entrano o restano in una contraddizione obiettiva ed evidente con la vita, il pensiero e lo stesso essere del Signore come sposo della chiesa. Se essa potesse comunicare il sacramento dell’unità a quelli e a quelle che, su un punto essenziale del mistero di Cristo, hanno rotto con lui, essa non sarebbe più segno e testimone del Cristo, ma suo contro-segno e suo contro-testimone. Non di meno, però, tale rifiuto non giustifica assolutamente una qualche procedura infamante che sarebbe in contraddizione, a sua volta, con la misericordia di Cristo verso noi peccatori».

Anonimo ha detto...

Se sei nel giusto, ti bastano poche parole, il fatto parla da sé.
Se hai torto, genera confusione con fiumi di parole.
Sono le prime cose che mi hanno insegnato quando, appena laureato, ho iniziato la pratica d'avvocato.
E ho detto tutto...

Anonimo ha detto...

Luisa, lo abbiamo capito e lo sappiamo: tali silenzi sono vergognosi, ha ragione lei. Però noi non possiamo far loro aprire la bocca se non lo vogliono. E pare appunto che per ora non lo vogliano. Potrebbero, chiaramente. Ma non vogliono. E allora? Andiamo avanti per il momento cosi ma senza farci venire neanche troppo sangue amaro, consci che l'avvenire della Chiesa sta più a cuore al Fondatore che a noi. Perciò, pur con i nostri piccoli o grandi "si" quotidiani, non disperiamo mai...perché noi siamo servitori (inutili), ma Lui è il Capo.

Pietro C. ha detto...

Notizie interessanti, in qualche modo correlate con queste:

http://traditioliturgica.blogspot.it/2016/04/dopo-la-rivoluzione-religiosa-nel-mondo.html

Anonimo ha detto...

IMMAGINI DALLA FINE DELLA CRISTIANITA'.
Ed era ora, che finisse, perché, ci insegna la storiografia, la fase ultima di tutte le grandi secolari saghe storiche è quella del circo e dei "costumi effeminati e frivoli", dirà un grande studioso dell'impero romano, soffermandosi sul suo epilogo, il Basso Impero.
Il vescovo di Palermo, uno dei tanti scelti a capocchia da Bergoglio per via di qualche sua smaronata pauperista, e che dà tristi e soprattutto patetici spettacoli dacché è stato eletto ("datemi del tu" un giorno, poi l'altro se ne esce con un crocifissone di legno al collo attaccato con una catena da cagnolino...) insomma s'è inventata l'ultima: LA BICICLETTA SUL PRESBITERIO.
Tanto è noto che il presbiterio esiste per fare da palcoscenico a uomini di una banalità sconvolgente, che non fossero andati in seminario ti ritroveresti come fruttaroli o ragionieri della mutua, non avendo nulla da dire e soprattutto nulla da testimoniare. Del resto che ti aspetti da uno che iniziò il ministero palermitano promettendo solenne fedeltà alla costituzione italiana. Lasci perdere, non ne vale la pena, è un coccio del Basso Impero morente...
Il Mastino blogger

Luisa ha detto...


I membri dell`armada di Jorge Bergoglio sono iperattivi e affilano le loro armi per difendere l`AL che, si rendono conto, è oggetto di sempre più numerose analisi critiche, non possono dire che la dottrina non è cambiata visto che Bergoglio stesso lo ha ammesso allora sfornano articoli su articoli per spegarci che la dottrina può evolversi e svilupparsi, che la dottrina "va dunque interpretata in relazione al cuore del kerygma cristiano", che "la dottrina della Chiesa non va ridotta a qualcosa di meramente regolativo e informativo", che "è bene di «ricontestualizzare» la dottrina al servizio della missione pastorale della Chiesa", solo alcuni degli argomenti trovati aprendo il sito della sala stampa bis.

Non male anche la meditazione di oggi di Bergoglio, guardate i neretti messi da Tornielli.
Tutto un programma, è che non siamo tutti rintrucilliti.
Un sorriso, leggo che secondo Bergoglio:

" la strada della Chiesa è questa: riunirsi, unirsi insieme, ascoltarsi, discutere, pregare e decidere.
... E chi fa la comunione?
È lo Spirito! Un’altra volta il protagonista. Cosa ci chiede il Signore? Docilità allo Spirito. Cosa ci chiede il Signore? Non avere paura, quando vediamo che è lo Spirito che ci chiama». 


In realtà la docilità è al papa argentino, a decidere è lui e lui solo.
Povero Spirito Santo, anzi Spirito tout court, strumentalizzato per giustificare tutto, compreso il peggio, oramai tutto quel che succede è opera dello Spirito, chi ne dubita è un ribelle senza cuore che rifiuta le sorprese dello Spirito!
 
http://www.lastampa.it/2016/04/28/vaticaninsider/ita/vaticano/anche-oggi-nella-chiesa-ci-sono-resistenze-alle-sorprese-dello-spirito-npxihaJB9RR2pWfrEc6IQJ/pagina.html

Luisa ha detto...

Segnalo:


Spaemann: "È il caos eretto a principio con un tratto di penna"


http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/04/28/spaemann-e-il-caos-eretto-a-principio-con-un-tratto-di-penna/

mic ha detto...

Lucidissima intervista del professor Robert Spaemann: "È il caos eretto a principio con un tratto di penna"
....
D. – Che cosa succederà ora?
R. – Ogni singolo cardinale, ma anche ogni vescovo e sacerdote è chiamato a difendere nel proprio ambito di competenza l’ordinamento sacramentale cattolico e a professarlo pubblicamente. Se il papa non è disposto a introdurre delle correzioni, toccherà al pontificato successivo rimettere le cose a posto ufficialmente.
....
http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2016/04/28/spaemann-e-il-caos-eretto-a-principio-con-un-tratto-di-penna/?refresh_ce

mic ha detto...

Non avevo letto Luisa.
Si tratta del filosofo coetaneo e amico di papa Ratzinger, che aggiunge con grande chiarezza:

D. – Non si potrebbe obiettare che le considerazioni antropologiche e teologiche da lei citate siano magari anche vere, ma che la misericordia di Dio non è legata a tali limiti, ma si collega alla situazione concreta di ogni singola persona?
R. – La misericordia di Dio riguarda il cuore della fede cristiana nell’incarnazione e nella redenzione. Certamente lo sguardo di Dio investe ogni singola persona nella sua situazione concreta. Egli conosce ogni singola persona meglio di quanto essa conosca se stessa. La vita cristiana, però, non è un allestimento pedagogico in cui ci si muove verso il matrimonio come verso un ideale, così come pare presentata in molti passi della "Amoris lætitia". L’intero ambito delle relazioni, particolarmente quelle di carattere sessuale, ha a che fare con la dignità della persona umana, con la sua personalità e libertà. Ha a che fare con il corpo come "tempio di Dio" (1 Cor 6, 19). Ogni violazione di questo ambito, per quanto possa essere divenuto frequente, è quindi una violazione della relazione con Dio, a cui i cristiani si sanno chiamati; è un peccato contro la sua santità, e ha sempre e continuamente bisogno di purificazione e conversione.

La misericordia di Dio consiste proprio nel fatto che questa conversione è resa continuamente e di nuovo possibile. Essa, certamente, non è legata a determinati limiti, ma la Chiesa, per parte sua, è obbligata a predicare la conversione e non ha il potere di superare i limiti esistenti mediante l’amministrazione dei sacramenti, facendo, in tal modo, violenza alla misericordia di Dio. Questa sarebbe orgogliosa protervia.

Pertanto, i chierici che si attengono all’ordine esistente non condannano nessuno, ma tengono in considerazione e annunciano questo limite verso la santità di Dio. È un annuncio salutare. Accusarli ingiustamente, per questo, di "nascondersi dietro gli insegnamenti della Chiesa" e di "sedere sulla cattedra di Mosè… per gettare pietre contro la vita delle persone" (art. 305), è qualcosa che nemmeno voglio commentare. Si noti, solo per inciso, che qui ci si serve, giocando su un fraintendimento intenzionale, del passo evangelico citato. Gesù dice, infatti, sì, che i farisei e gli scribi siedono sulla cattedra di Mosè, ma sottolinea espressamente che i discepoli devono praticare e osservare tutto quello che essi dicono, ma non devono vivere come loro (Mt 23, 2).

Anonimo ha detto...

http://www.lastampa.it/2016/04/28/vaticaninsider/ita/vaticano/levoluzione-della-dottrina-spiegata-da-civilt-cattolica-Dv7ptylhYjlJE5xJR9DwoO/pagina.html?ult=1

Anonimo ha detto...

L'opzione tedesca del papa argentino
Il cardinale Kasper e l'ala progressista della Chiesa di Germania hanno ottenuto ciò che volevano. Sulla comunione ai divorziati risposati Francesco è dalla loro parte. L'aveva deciso da tempo e così ha fatto

di Sandro Magister
http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351283

Anonimo ha detto...

BERGOGLIO RANDELLA DI NUOVO: "C'E' CHI SI OPPONE ALLO SPIRITO SANTO E NON LO ASCOLTA". MA PARLA DI SE STESSO?
.
Anche nell'omelia di oggi papa Bergoglio è tornato a randellare chi ha il torto di difendere la dottrina cattolica e non arrendersi alla sua demolizione.
Infatti, commentando la Lettura degli Atti degli Apostoli sul «concilio di Gerusalemme» e applicandola al recente Sinodo, egli ha fatto una premessa giustissima e sacrosanta: ha affermato che è lo Spirito Santo "il protagonista della Chiesa".
Verissimo. Il fatto che il protagonista della Chiesa sia Dio e non il papa conferma fra l'altro, che nessun papa ha il potere di capovolgere la Parola di Dio, la Legge di Dio e il magistero costante della Chiesa.
Poi Bergoglio ha aggiunto che "lo Spirito Santo ci sorprende" e quindi bisogna ascoltarlo: "Ascoltare, non avere paura di ascoltare. Quando uno ha paura di ascoltare, non ha lo Spirito nel suo cuore".
Bisogna essere "docili allo Spirito", ma purtroppo - ed ecco le randellate - «anche oggi nella Chiesa ci sono resistenze alle sorprese dello Spirito»,
Bene, se vogliamo applicare questa chiave di lettura alle vicende del Sinodo, così come si sono svolte, scopriamo che - anche se Bergoglio aveva riempito di suoi nominati il consesso, cercando in ogni modo di condizionarlo e imbrigliarlo - in effetti lo Spirito Santo - sia al Concistoro del febbraio 2014, che ai due Sinodi del 2014 e 2015 - ha fatto una grossa "sorpresa" al papa argentino, perché invece di assecondare le sue idee, ha chiaramente parlato mettendo in minoranza le sue tesi moderniste e ha confermato quanto Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e tutti i papi e i Concili precedenti (compreso il Vaticano II) avevano insegnato.
Non poteva essere altrimenti perché non è possibile che lo Spirito Santo contraddica se stesso, smentendo il Vangelo, le parole di Cristo e l'insegnamento costante della Chiesa.
Ma Bergoglio, che non ha accettato questa "sorpresa dello Spirito Santo", è andato per la sua strada, non ascoltando nessuno (né in terra, né in Cielo) e imponendo alla Chiesa una "rivoluzione" che già aveva cominciato (arbitrariamente) a praticare come vescovo di Buenos Aires (in disobbedienza alla Chiesa), una "rivoluzione" che da lui era già stata decisa e preparata prima (cosa che ha reso inutili i due Sinodi) e che ribalta il magistero costante della Chiesa stessa, spazzando via la legge morale, i comandamenti e aprendo la strada alla profanazione di tre sacramenti.
Quindi Bergoglio, oggi, con la durezza delle sue parole di fatto condanna se stesso. Auguri.
(Antonio Socci)

mic ha detto...

Anonimo 17:01

Grazie per la segnalazione.
Praticamente Magister non fa altro che ribadire ciò che Tosatti sostiene nell'articolo che stiamo commentando.

Luisa ha detto...

La conclusione dell`intervista al professor Spaemann che hai ripreso mic è quel che, modestamente nel nostro piccolo, abbiamo detto più volte, è massima responsabilità, un diritto e dovere di ogni vescovo e sacerdote, difendere la retta Dottrina, i Sacramenti, là dove si trovano e di farlo pubblicamente.

PS1: ringrazio l`anonimo delle 14.45.

PS2: è dal link dell`anonimo delle 16:52 che ho ripreso più sopra alcuni degli argomenti per difendere la tesi della dottrina in movimento, che evolve, si sviluppa e deve essere ...ricontestualizzata, ecc ecc.
È inutile dire che Bergoglio non ha cambiato la Dottrina, lo ha fatto e i suoi turiferari lo confermano ciascuno a modo loro.

mic ha detto...

"" Il nostro Dio clemente e misericordioso sa trasformare il male e l'ingiustizia di cui soffrite in un bene per tutti".""
https://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/pont-messages/2016/documents/papa-francesco_20160419_videomessaggio-centro-astalli-35anniv.html

Rileggevo poco fa la frase pronunciata da Bergoglio nel video-messaggio per il 35esimo anniversario della fondazione del Centro Astalli per i rifugiati.
Mi ha colpita un particolare che prima mi era sfuggito: non solo usa la formula coranica del dio dell'Islam, che per il papa è già gravissimo, ma gli attribuisce anche la funzione salvifica e trasformatrice della sofferenza (che in questo caso oltretutto è degli invasori) in bene per tutti; il che appartiene unicamente al sacrificio di Cristo Signore, che è offerta al Padre di lode e di espiazione insieme, e solo in Lui diventa offerta feconda anche quella dei "Suoi". Questa mi sembra una bestemmia ancora più grave!

Ma possibile che non vengono i brividi a nessuno in quell'affollatissima Curia?

Anonimo ha detto...

quando MSG Lefevbre diceva la verità....
http://www.riscossacristiana.it/lunicita-della-fede-cattolica-e-lonore-di-dio-una-lettera-di-mons-marcel-lefebvre/



mic ha detto...

E' possibile che nell'enfasi del suo afflato pro-migranti non si renda conto di quello che dice. Ma qualcuno che ponga un argine a questo profluvio quanto meno di incongruenze proprio non c'è?

Anonimo ha detto...


@ E' sempre la tecnica applicata ai testi del Vaticano II dalle commissioni a maggioranza neomodernista

La tecnica consistente nell'elaborare testi pochi chiari su punti decisivi, in modo che i novatori potessero interpretarli a modo loro, contro la vera dottrina della Chiesa, la si ritrova nei testi del Concilio Vaticano II. A suo tempo le volute ambiguita' (o mantenute, nonostante l'opposizione dei Padri fedeli alla Tradizione) furono a suo tempo chiamate "bombe", "bombe a tempo" disseminate in quei testi.
Ci fu una frase di uno dei rappresentanti dei novatori (Suenens o Schillebeekx) il quale disse che, nel Postconcilio che andava ad incominciare, "loro" avrebbero "saputo ben trarre le dovute conclusioni da quei testi". A. R.

Tradizionista59 ha detto...

La deriva era già cominciata e tranne Mons. Lefebvre nessuno si è opposto.
Aggiungo che non faccio parte della FSSPX. Ecco una sua lettera a 7 Cardinali.


Eminenze,

Di fronte agli eventi attuali nella Chiesa e di cui Giovanni Paolo II è autore, in previsione di ciò che si propone di fare a Taizé e a Assisi nel prossimo mese di ottobre, non posso fare a meno di indirizzarmi a voi per supplicarvi, in nome dei numerosi sacerdoti e fedeli, di salvare l’onore della Chiesa umiliata come non lo è mai stata nel corso della sua storia.

I discorsi e gli atti di Giovanni Paolo II al Togo, in Marocco, in India, alla sinagoga di Roma, suscitano nei nostri cuori una santa indignazione.

Cosa possono pensare di questo i Santi e le Sante dell’Antico e del Nuovo Testamento?

Cosa farebbe la Santa Inquisizione se esistesse ancora?

È il primo articolo del Credo e il primo comandamento del Decalogo che sono derisi pubblicamente da colui che è seduto sulla Cattedra di Pietro.

Lo scandalo è incalcolabile nelle anime dei cattolici.

La Chiesa è scossa nelle sue fondamenta.

Se la fede nella Chiesa Cattolica, unica arca di salvezza sparisce, è la Chiesa stessa che scomparirà.

Tutta la sua forza, tutta la sua attività soprannaturale ha per base questo articolo della nostra fede.

Giovanni Paolo II continuerà a rovinare la fede cattolica, pubblicamente, in particolare ad Assisi, con il corteggio delle religioni previsto nelle strade della città di San Francesco, con la ripartizione delle religioni nelle cappelle e nella Basilica perché vi esercitino il loro culto in favore della pace come è concepita all’O.N.U.

È questo che è stato annunciato dal Cardinale Etchegaray, incaricato di questo abominevole Congresso delle Religioni.

Come è possibile che nessuna voce autorizzata si elevi nella Chiesa per condannare questi peccati pubblici?

Dove sono i Maccabei?

Eminenze, per l’onore del solo vero Dio, di Nostro Signore Gesù Cristo, protestate pubblicamente, venite in aiuto ai vescovi, ai sacerdoti, ai fedeli rimasti cattolici.

Eminenze, se mi sono rivolto a voi è perché non posso dubitare dei vostri sentimenti in proposito. Questo appello lo indirizzo ai Cardinali di cui troverete i nomi in questa lettera, in modo che, eventualmente, possiate agire insieme.

Che lo Spirito Santo vi venga in aiuto Eminenze, e vogliate gradire l’espressione dei miei sentimenti fraternamente devoti in Christo et Maria.

+ Marcel LEFEBVRE, Arcivescovo-Vescovo emerito di Tulle.

.

Lista dei Cardinali destinatari:

S. Em. Cardinale Giuseppe Siri, Arcivescovo di Genova

S. Em. Cardinale Paul Zoungrana Arcivescovo di Ouagadougou

S. Em. Cardinal Silvio Oddi, già Prefetto della Congregazione del Clero, Roma

S. Em. Cardinal Marcelo González Martín, Arcivescovo di Toledo

S. Em. Cardinal Hyacinthe Thiandoum, Arcivescovo di Dakar

S. Em. Cardinal Alfons Stickler, Bibliotecario della Biblioteca Vaticana, Roma

S. Em. Cardinal Édouard Gagnon, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, Roma.

.

fonte: Una Vox

Josh ha detto...

@chi ha citato Socci

sono d'accordo; ma la dicotomia, non spiegata fino in fondo, solo messa in qualche modo in evidenza, è questa:
è vero che lo SS. è protagonista nella Chiesa, e le altre cose dette;
ma lo SS. altro non è che lo Spirito di Cristo con i Suoi doni (Rm 8,9) già ben definiti; e come Gesù disse, 'prenderà del mio' (Gv 16,14) e convincerà riguardo a peccato, giustizia secondo Dio e cose soprannaturali;
il guaio è che quando berg. parla di SS non parla dello SS come è inteso nel NT, nè segnatamente nei Vangeli nè come nelle Epistole, nel Magistero e nella Tradizione della Chieaa,
ma di un "altro spirito" che insegnerebbe ora cose contrarie alla dottrina, cose diverse dalla Rivelazione, che muterebbe in una sorta di evoluzionismo storico (che comprende a quanto pare hegelismo, marxismo, peronismo, mondialismo, relativismo e qualunquismo religioso e quant'altro, magari anche logos eracliteo).

Il suo equivoco, che mi pare stia alla base proprio della concezione dello SS. in ambito cristiano, è nella rilettura (mai accolta dalla Chiesa e rigettata dal NT stesso) simboleggiata nella famosa immagine 'vino nuovo in otri nuovi':
cfr. Matteo 9,17 (ma anche Marco 2,22 e Luca 5,38)

"Né si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si rompono gli otri e il vino si versa e gli otri van perduti. Ma si mette vino nuovo in otri nuovi, e così l'uno e gli altri si conservano."

le valenze (accettate) dei significati sono almeno 2:
Gesù viene a chiamare i peccatori a ravvedimento: il vestito nuovo e gli otri nuovi prefigurano la Grazia offerta a tutti (che fa uscire dal peccato verso la santificazione) in contrasto con le prescrizioni dell'AT (che non significa comunque rigettare i Comandamenti e annullare l'etica: non si faccia della libertà in Cristo pretesto per vivere carnalmente).
D'altro canto, l'idea vecchio-nuovo, oltre che i 2 Testamenti, è ripresa in S. Paolo nell'idea di uomo vecchio, inchiodato al peccato in Adamo e perso in opere morte, e uomo nuovo-redento in Cristo, per Grazia (a cui però si obbedisce, raggiungendo la santificazione)e innestato nello SS.

bene: l'idea di berg. è invece che "ascoltare la voce dello Spirito" sia un "andare avanti", andare oltre, "uscire", uscire dalla dottrina, negarla come una roba vecia, passè; i Comandamenti? robbba da farisei;

si evince che intende che 'vino nuovo in otri nuovi' sia il permesso a peccare liberamente (v. i fornicatori promossi); invece lo SS. è vero che, come si dice, fa nuove tutte le cose, nel senso di "rinnovate in Cristo", MA non "rinnovate" secondo il peccato più in voga al momento nel secolo e nel mondo, che rimane ancora sotto la caduta di Adamo e sotto maledizione finchè non accoglie Gesù Cristo.

Josh ha detto...

p.s.
in definitiva, citando socci che cita bergoglio: "C'E' CHI SI OPPONE ALLO SPIRITO SANTO E NON LO ASCOLTA".
In realtà, per berg. ascoltare lo SS. significa unicamente demolire la dottrina; ma lo SS. mai ha rinnegato 1 solo Comandamento; per berg. ascoltare lo SS. significa solo 'creare ponti e non muri e accogliere" l'invasione.
Ma in questa sua inedita visione non resta traccia di tutta la vita di Grazia, che insegna ad uscire dalle concupiscenze, è anche guarigione, uscita dal peccato, uscita dalle dipendenze del peccato (.....penso alla Confessione in piazza l'altro giorno con i gggiovani, tra le risate, quando l'età in questione ha sommo bisogno di uscire dalle dipendenze carnali che già si instaurano per queste nostre ultime generazioni proprio a quell'età: c'è poco da ridere)

E' vero che "lo Spirito Santo ci sorprende", ma non certo demolendo le richieste di santificazione che vengono, immutate, da Gesù Cristo, che è uguale ieri e oggi e in eterno, rivolte a tutte le categorie di persone, compresi i divorziati.

La S. Scrittura si conclude, così per mera curiosità, con parole ripetute centinaia di volte in tutto il NT:
Apoc. 22, 14 " Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all'albero della vita e potranno entrare per le porte nella città." (n.d.r. fino all'ultima riga le richieste di santificazione per tutti sono immutate; il rinnovamento dello SS. non è aggiornarsi al mondo o al vizio,
non cambiare dottrina, ma rendere vivi per Dio chi era morto nei peccati e si era perduto)

Anonimo ha detto...

Certo è che non solo è debole in dottrina,è debole nella vita di preghiera, è debole nelle virtù teologali e cardinali, è debole nel senso comune.
Queste debolezze vissute davanti al mondo intero sono un monito per tutti, uno sprone a non cadere nelle trappole nelle quali lui è caduto.
Se avevamo bisogno che qualcuno mostrasse le contraddizioni della Chiesa nel tempo della post modernità, il Signore ha sovrabbondato nel soddisfare questo bisogno di noi tutti peccatori di dura cervice.
Quello che abbiamo meritato è proprio lui e i compagnucci suoi. Loro sono lo specchio della nostra smorfia ignorante e supponente,codarda e vile,senza religione e dignità.

Luigi Rmv ha detto...

Bergoglio ha ridotto lo Spirito Santo a un uovo di Pasqua, in cui la sorpresa, però, ce la mette lui.
E quasi ogni giorno ce ne rifila una più brutta della precedente.

Tra le tante, quella segnalata da mic è una vera prelibatezza:
"...non solo usa la formula coranica del dio dell'Islam, che per il papa è già gravissimo, ma gli attribuisce anche la funzione salvifica e trasformatrice della sofferenza (che in questo caso oltretutto è degli invasori) in bene per tutti..."

Mi sa tanto che nella sua frenesia modernista ambisce a trasformare anche l'islam,
forse è convinto che con queste sue "sorprese" anche loro saranno benevolenti con noi cristiani e che si faranno drogare dallo stesso pappone religioso come i modernisti nostrani.

Ma solo tra i cattolici c'è questa corrente di autolesionismo e modernismo, che nulla ha a che vedere con il riconoscimento dei peccati, l'obiettività e l'umilta'.
Loro non sono così permeabili alle modernizzazione, non hanno questa smania di adeguare la loro religione alla modernità.

La rivincita ? ha detto...

http://rorate-caeli.blogspot.com/