giovedì 12 novembre 2015

Francescane dell'Immacolata: la parola a chi ha visto e ascoltato

p. Manelli chiede udienza dal Papa per fare chiarezza
e verità per il bene dell'Ordine e della Chiesa tutta
Costernata dal clamore mediatico che in questi giorni ha riportato all'attenzione il caso dei Francescani dell'Immacolata e, in particolare, delle Suore, riprendo una testimonianza diretta che corrisponde alla mia esperienza dell'Ordine in base a come l'ho conosciuto. C'è da dire che sono due genitori che ci mettono la faccia e intendono portare la propria testimonianza fino in fondo. Sarebbe bene che i giornali e le agorà televisive che hanno ospitato altre versioni, non trascurassero anche questa ed altre che sono certa non mancheranno. D'altronde ognuno di noi dovrebbe rendersi disponibile nello stesso modo, mettendoci la faccia, per testimoniare quanto è sua esperienza, sperando che chi di dovere nonché chi fa informazione intenda ascoltare anche altre versioni. È incredibile che il Papa, che ha dichiarato espressamente di "essersi consultato", sia fermo a quelle versioni e non abbia fino ad oggi ascoltato p. Stefano Maria Manelli ed altri, così come nessun vescovo si è fatto carico dell'odore delle pecore che hanno risentito la mancanza della pastorale interrotta repentinamente e senza appello dalle molte 'deportazioni'. A meno che, com'è da temere, non ci sia una soluzione finale già presa a tavolino e nessuno sembra avere la possibilità o il coraggio di opporsi ad un ordito negativo così accanito.

Da quando sono state diffuse informazioni circa il tenore di vita nei conventi delle suore Francescane dell’Immacolata, i fedeli che conoscono quest’Istituto religioso vogliono fra ascoltare la loro voce.
Ecco la testimonianza dei genitori di una delle suore.

Siamo i genitori di una Suora Francescana dell'Immacolata, entrata in convento nell'Agosto del 2008. Increduli e addolorati per quanto pubblicato ultimamente su alcuni giornali, vorremmo testimoniare che in nessuna occasione, né quando andiamo a trovare nostra figlia rimanendo con lei più giorni, né quando la sentiamo telefonicamente, abbiamo mai percepito un clima di oppressione, bensì di tranquillità, concordia e gioia; nostra figlia, come le sue consorelle, è serena, felice, libera e al termine di ogni incontro o colloquio, abbiamo la certezza di saperla in perfetta salute psicofisica.

Quando si sono rese necessarie visite mediche e cure, sono state sempre e repentinamente eseguite. Con le accuse che sono state rivolte alle suore si vorrebbe inoltre presentare il rapporto con i propri famigliari disinteressato e al limite del disumano. Non è così. Lo scorso anno, infatti, un membro della nostra famiglia ha dovuto sottoporsi ad un prolungato ricovero ospedaliero e nostra figlia, per quasi due mesi, ha potuto assisterci nei bisogni fisici e spirituali, insieme alle consorelle, instancabili e sempre liete.

Nostra figlia più piccola che adesso ha tredici anni, dall'età di sei è molto spesso ospite delle suore e ritorna ogni volta gioiosa e serena.
Tutte le superiore che abbiamo conosciuto ci hanno sempre edificato con la loro profonda umiltà, carità esemplare e accolto con attenta e squisita maternità.

Conosciamo il fondatore Padre Stefano Maria Manelli da quasi dieci anni e da lui abbiamo imparato ad amare Gesù, la Madonna, il Papa e la Chiesa. Possiamo ricordare solo parole e gesti di carità e profondo rispetto. Frequentiamo diversi conventi dei Francescani dell'Immacolata, rendendoci disponibili per le loro necessità, ma ogni volta riceviamo più di quanto diamo, e con questi fratelli e sorelle davvero sperimentiamo il Vangelo vissuto in perfetta letizia.

Siamo oltremodo costernati circa le ultime accuse di torture, patti di sangue e induzione alla prostituzione che le suore subirebbero in convento. Non è possibile che nostra figlia, che conosciamo profondamente, insieme a tutte le altre consorelle che hanno deciso di consacrarsi a Dio e che vediamo così serene, possano sottostare a pratiche che addirittura ne metterebbero a repentaglio la loro scelta di vivere in purezza.
Non è certo questa l'atmosfera che si respira nei loro conventi.

La nostra impressione è invece che si stia facendo di tutto per distruggere, infangando con macchinazioni subdole e ben progettate, come ad esempio i programmi televisivi studiati a regola d’arte mass mediatica, la bellezza dei numerosi frutti d'amore e di fede (a chi questo può interessare!) che crescono dovunque operano e in chiunque conosca questi religiosi e religiose.

Chiediamo pertanto di essere ascoltati come testimoni che assistono addolorati e impotenti a questa campagna diffamatoria priva di ogni seria regola deontologica che ne definisce il valore professionale, fino all'inverosimile, nei confronti di persone che dedicano la loro vita a diffondere nel mondo il bene, sia spirituale che in opere missionarie.

Confidiamo nel Signore, certi che un giorno la Verità, seguita da una adeguata Giustizia, avrà l'ultima parola.
Calgaro Luca e Lucia
* * *

Testimonianza della Signora Nunno Costantina

Mi chiamo Costantina Nunno e sono la zia di Suor M. Stafania Capobianchi, una Suora Francescana dell’Immacolata. Ho letto delle calunnie che hanno scritto riguardanti la vita che conducono nelle comunità e sul Fondatore P. Stefano Manelli. Spesso mi reco a visitare mia nipote ed ho potuto vedere con i miei occhi come ha raggiunto la felicità che non aveva quando lavorava e viveva in famiglia.
Conosco personalmente varie suore, alcune Superiore e la Rev.da Madre Michela (Madre generale). Tutte si sono mostrate molto disponibili e caritatevoli ogni volta che ho parlato con loro anche per chiedere consigli e preghiere. Ho sempre avuto un’impressione positiva della vita religiosa che conducono. Seguono con osservanza la Regola di san Francesco e con equilibrio ne rispettano i precetti. Pregano molto, come è giusto che sia, e si dedicano ad un fervoroso apostolato tra i mezzi di comunicazione e le missioni.
Da parte mia posso testimoniare che a Suor M. Stefania non è mai mancato niente in Convento. L’alimentazione è equilibrata e sana, e mia nipote fa regolarmente tutti i controlli medici di cui ha bisogno.
Mia nipote è stata educata con sani principi e se sapesse che nel suo Istituto ci fossero deviazioni morali certamente non vi resterebbe, né posso pensare che non se ne sia accorta perché è intelligente e sveglia e non ingenua, né credulona, ha quasi 40 anni e prima di entrare in convento ha fatto esperienza nel campo lavorativo. Ho motivo di pensare che tutte le affermazioni che sono state pubblicate in Internet sono false.
Chiedo alle competenti autorità di accertare la verità per l’onorabilità di mia nipote e dell’Istituto di cui fa parte e chiedo di essere chiamata a testimoniare la verità dei fatti.

49 commenti:

Luisa S. ha detto...

Tempo fa mi sono confessata con un Francescano dell'Immacolata e ho sentito davvero la Misericordia di Dio. Reggono un Santuario in Umbria e ho sempre visto i confessionali aperti con la fila e li ho sempre visti pregare e celebrare. Niente sfarzo, niente stranezze, solo uomini di Dio

il maccabeo ha detto...

ho visto l'intervista di ieri a padre Manelli. Presenti tre suorine...magnifiche...quando le hanno chiesto se erano state obbligate a leccare il pavimento sono scoppiate a ridere...il ridicolo è sceso su tutta...l'"Inchiesta"! Specialmente su quella del Corriere della Sera che da una settimana tiene in prima pagina nell'edizione online la "lettera scritta col sangue" e tutte le amenità alla "Codice da Vinci" e alla "il nome della rosa".
E´proprio vero: una risata li seppellirà.

il maccabeo ha detto...

Spiace che il bravo P. Manelli creda ancora che il Santo Padre che li ha silurati sia la soluzione... l e parole del Papa riportate nell'articolo di Blondet forse non le ricorda...è proprio vero che "tutto è puro per i puri" ...nonchè "...ma per i contaminati e gli infedeli nulla è puro; sono contaminate la loro mente e la loro coscienza. [16]Dichiarano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, abominevoli come sono, ribelli e incapaci di qualsiasi opera buona." (Tito, 1, 15ss.) E infatti la denigrazione cominciata da P. Volpi continua. Mah! Neanche il fatto che il primo "Kommissario" si sia ammalato e deceduto a cavallo tra l'inizio del mese di Maria e la Festa del SS.mo Sacramento li fa desistere?

Josh ha detto...

I consacrati ancora sprofondati nella preghiera e nell'offerta riparatrice a Dio per i peccati degli uomini, al vdr sembrano rigidi, chiusi, farisei, tristi, putrefatti nel cuore, pelagiani o gnostici, ancorati alla lettera della dottrina (e vari nomignoli negativi e grotteschi con cui ha bollato molti veri cattolici in questi anni). Spesso nemmeno l'essere davvero poveri li rende più accettevoli ai suoi occhi.
Non sarebbero abbastanza "aperti" al mondo.

Il punto è che gli sembrano, almeno per la sua comprensione, troppo remoti da un'indistinto credo newagista teilhardiano rahneriano, privi della melassa mundana, mancanti di dipintura di sentimenti facili e scontati, lontani da un'anima mundi che a suo avviso deve abbracciare in una complexio oppositorum tutti quelli che credono in un qualsiasi dio, che appunto, come afferma, nella sua concezione "non è cattolico".

In definitiva i veri cattolici che si santificano, e quindi testimoniano e ricordano le cose eterne, sono "minacciosi" di rivelare la Verità.

Anonimo ha detto...

Contro questo nuovo virus altamente contagioso, "virus gesuitico", ci vogliono misure preventive, in primis, la difesa e salvaguardia delle verità di fede, come spiega bene Mons. Livi sul sito "Fides et ratio". Un illustre e stimato teologo, padre Cavalcoli, ne è stato purtroppo infettato, basta leggere le assurde argomentazioni, che adduce, per difendere la nuova corrente della chiesa, il nuovo "virus" appunto, per rendersi conto che l'ordine dei Francescani/e dell'Immacolata non sarà né il primo né l'ultimo, o ti fai infettare o ti eliminano direttamente, i sani, i redenti, i veri misericordiosi, nella nuova chiesa, non sono tollerati.

Anonimo ha detto...

Anch'io conosco abbastanza bene i FFI, frati e suore: sono membro della MIM, il movimento laico della famiglia FFI, ho conosciuto i fondatori, sono stato ospite in più occasioni dei frati, ho dormito nelle loro celle, ho pranzato e cenato con loro. Sono stato ospite nella foresteria di un convento delle loro suore di clausura. Mai ho avuto sentore di ciò di cui si sta (s)parlando in questi giorni, anzi posso testimoniare di aver trovato ovunque pace e serenità, gioia di vivere la vita religiosa e tanta preghiera. Purtroppo anche nelle migliori famiglie vi è la pecora nera, e queste pecore nere, che in questo caso si contano sulle dita di una mano, hanno di fatto aperto la porta ai diabolici nemici di chi professa e difende la Verità, la sana Dottrina, il Magistero infallibile della Chiesa, la sacra Liturgia. Molte calunnie sono state dette e molte ingiustizie attuate nei confronti di questo Istituto, che, ricordiamolo, è proprietà dell'Immacolata ... ma davanti al Tribunale Supremo sarà fatta Giustizia ! Ave Maria ! Silvano Dottori

Santa C. ha detto...

Buongiorno a tutti voi. Ho seguito la trasmissione come quella di un paio di giorni prima in cui ci fu la testimonianza di quella ex suora"di spalle". Se so di essere nel giusto ci metto la faccia, intanto. Evidentemente non la pensiamo tutti allo stesso modo. Sono fermamente convinta che, per proseguire questa"demolizione" della Chiesa di Gesù, "bisogna intervenire" là dove c'è la GIOIA, dove ci sono fratelli e sorelle che pregano per noi che"non abbiamo tempo" data la vita frenetica al... computer. "Bisogna distruggere" tutto ciò che ci mette in stretto contatto con Dio facendoci da tramite con il loro esempio di perfetta letizia. Mi aspetto di tutto da questo"pontificato" incentrato sull'uomo e sui suoi"bisogni materiali". Eppure, "chi di dovere", sa ( o dovrebbe) che la preghiera SMUOVE LE MONTAGNE ma niente, è un continuo redarguire... Chi, poi ? Oh, non sono delusa da quanto "vedo"e "sento" da due anni a questa parte. Bastò rendermi conto che non sentii «Sia lodato Gesù Cristo» e da allora niente più mi"sorprende". Magari, dato il mio carattere vulcanico, esplodo ma è più un bisogno fisico che spirituale. Grazie a tutti voi...

Anonimo ha detto...

https://gloria.tv/media/yCAa4aQBhnU

Anonimo ha detto...

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/francesco-terra-santa-34357/

Annarè ha detto...

Certa che il buon Dio ascolta le preghiere di questi genityori e fedeli, sarà Lui a dare giustizia, visto che il Papa e chi per lui sono indegni ministri, sia di giustizia che di misericordia. Dovrebbero rileggersi la vita di S.Giovanna d'Arco questi cattivi pastori, per rivedere come andarono a finire tutti quegli uomini superbi e macchinosi che perseguitarono la santa. Dovrebbero tremare di paura ogni volta che si coricano a letto.

Anonimo ha detto...

"Bisogna distruggere" tutto ciò che ci mette in stretto contatto con Dio facendoci da tramite con il loro esempio di perfetta letizia. Mi aspetto di tutto da questo"pontificato" incentrato sull'uomo e sui suoi"bisogni materiali".
Queste sono le alchimie del perito chimico dal bianco "camice" : Con tutta la sua propaganda fatta di -misercordinia- Voi Frati e Suore dell'Immacolata rappresentate un rimprovero vivente, attivo e a questo punto efficace alla rilassatezza (solo per essere buoni) dal basso al vertice. Per onestà anche i più vicini, anche chi più di altri vi ha conosciuto, frequentato e continua ad amarvi e stimarvi, deve ammettere che alcune cose avevano bisogno di una sistematina. C'è chi ce la fa e chi trova difficoltà, pur con tutta la buona volontà.... Mica è uno scherzo la vostra vita. Ma come in tutte le famiglie anche, le più affiatate, c'è sempre qualche brontolio e correzione da fare. Bastava un bel Capitolo interno, perchè alcune cose venissero sistemate. Comunque il punto per me è e rimane che siete un rimprovero, che proprio non va giù al nuovo sindacalista romano e sodali, che i cinque più uno che hanno creato il caos ben sapevano che ora potevano far intervenire chi vi ha combattuto già in Argentina e per ottenere esito dei loro malumori, loro malumori, ripeto loro, a partire dal giornalaio Bruno, avido di potere e povero di umanità... Chiedete ai frati o ex frati africani quanto era amorevole il loro responsabile per l'Africa.... Si sono attaccati alla liturgia VO per distruggervi, si sono attaccati alla vostra presunta critica contro il CV II°, si sono attaccati ai soldi della Provvidenza....Certo, visto tanto, cari frati e care suore dovevate vivere di bacche selvatiche e comunicare tra voi con i piccioni viaggiatori ecc... Siete un rimprovero, questo è il vostro guaio e ora si attaccano alla moralità. Mai ho sentito nulla contro il papa, neppure di questo attuale. Mai ho sentito usare toni dispregiativi sul concilio, anzi ho sempre sentito trovare, cercare di trovare la giusta interpretazione di quello che io anche con loro definisco "sciaggurato concilio". Mai ho saputo che ci fosse un obbligo a celebrare VO, MAI !! "Capito !!". Certo dopo il S.P. avevano impostato con molta discrezione questa pratica conventuale e molto limitatamente anche per i fedeli...seguendo le indicazioni del Pontefice Regnante... Assassini FFI. Con le mie orecchie ho sentito più volte P. Stefano consigliare e se volete incoraggiare, ma MAI ordinare ai frati di celebrare VO, anzi semmai ordinava di celebrare degnamente il NO evitando il cabaret e il caos liturgico che dobbiamo sopportare da fin troppo tempo. E sempre ho sentito dovevano essere sempre in accordo con il vescovo locale per eventuali celebrazioni VO. Certo, è vero P. Stefano fin dagli albori dell'Istituto, per eccesso, dico che era ossessionato dal rilassamento che lo circondava e l'impostazione di Vita , forse eccedendo, l'ha impostata e predicata ai suoi frati e suore. Ecco una accusa "valida" : "Eccesso di zelo", siete troppo zelanti. Siete rimprovero e devono trovare panni sporchi a tutti i costi, anche se qualche limatina ci voleva. Non siamo più nel 1200....
Un vostro amico che non vi ha mai fatto mancare anche qualche osservazione, ma che da voi Frati e da voi suore e monache dell'Immacolata ha trovato la lampada sempre accesa, quella lampada che stava per spegnersi. Grazie.
fr

berni-exodus ha detto...

Voglio tornare su uno dei punti controversi del Kommissariamento dei FFI e del Suo Fondatore, i punti sono due di cui uno i soldi e le donazioni di altro genere - (Bergoglio dice, ""voglio una chiesa povera per i poveri"" - d'accordo, la Chiesa deve essere povera, Francescana come Francesco di Assisi,)voglio chiarire in che modo aiutare i poveri e bisognosi - ma se la Chiesa divenisse davvero povera, tutti gli ordini non avessero ne offerte, ne donazioni, ne altro, ma addirittura tutti i membri degli ordini religiosi, comprese diocesi, parrocchie dovessero vivere loro con piccoli aiuti loro offerti, come potrebbero aiutare la gente delle loro parrocchie, diocesi, nazioni e qui parliamo pure di nazioni povere.
Non riesco a vedere e capire cosa significa la frase di bergoglio "" una chiesa povera per i poveri"" - chi non ha nulla non può dare nulla e chi ha bisogno non può avere nulla da chi non ha nulla. Dunque è ora che la chiesa bergogliana (perchè ormai bisogna parlare di chiesa bergogliana, e non più di Chiesa Cattolica,) ci spieghi chiaramente a chiare lettere cosa significa quella frase e tante altre che ci hanno portato in confusione e non solo. Ma forse più in confusione di tutti è proprio Lui, Bergoglio che non sà più cosa dice ne il valore del suo significato; allo stesso punto ha ridotto i suoi vescovi che ormai dicono sempre e solo si..si..si.. senza saper più quali sono i veri doveri dei vescovi, anche perchè fare il Vescovo non è come dice sempre bergoglio ""preti di strada"" a Bologna e Palermo; i preti sono tutti di strada perchè devono insegnare il Vangelo a tutti, ma sopratutto devono insegnarlo dai pulpiti e per fare il Vescovo non è sufficente essere prete di strada, bisogna avere le capacità di saper guidare una diocesi grande o piccola che sia - un prete è un prete - un vescovo deve essere all'altezza di essere vescovo - non possiamo mettere a fare il ministro della cultura un contadino, salterebbe la scuola. Ma questo bergoglio non lo recepisce. Infatti guardiamo i Papi deòò'ultimo secolo e guardiamo Lui - è la stessa cosa?
Infatti ci sarebbe da duire molte cose proprio su come ha parlato di Don Camillo e Peppone di Guareschi, questo fà capire molte cose.

Giovanni R. ha detto...

Ha ragione... c'è una "soluzione finale"....

Anonimo ha detto...

Sulla citazione manipolata e strumentalizzata di Don Camillo, ottima sintesi di Socci:
Così Bergoglio manipola anche don Camillo (ma lui è un prete cattolico, non è come don Francesco-Chichì)
http://www.antoniosocci.com/cosi-bergoglio-manipola-anche-don-camillo-ma-lui-e-un-prete-cattolico-non-e-come-don-francesco-chichi/

...il modo in cui Bergoglio cita don Camillo è del tutto equivoco: ne fa quasi un cattocomunista.
Ecco le sue testuali parole: “pensiamo anche alla semplicità di personaggi inventati come don Camillo che fa coppia con Peppone. Mi colpisce come nelle storie di Guareschi la preghiera di un buon parroco si unisca alla evidente vicinanza con la gente”.
Da queste parole sembra che don Camillo sia stato un timido assistente spirituale della cellula del Partito comunista guidata da Peppone e pare quasi che abbia accompagnato con la preghiera l’indottrinamento comunista del popolo. E’ un grottesco stravolgimento dei personaggi guareschiani.
Don Camillo – come la Chiesa di Pio XII – aveva chiaro che l’impero comunista che, dopo il 1945, si era divorato mezza Europa fino a Trieste, e minacciava direttamente l’Italia, era la più potente e sanguinaria incarnazione anticristica che la Chiesa avesse conosciuto in duemila anni.
Per questo è ridicolo dire che don Camillo “fa coppia” con Peppone: erano piuttosto come due pugili che se le davano di santa ragione, perché don Camillo – lungi dal limitarsi alla sola preghiera – combatteva palmo a palmo contro la devastante propaganda comunista, fino a tentare di strappare al Partito (e riportare alla Chiesa) lo stesso Peppone e i suoi familiari.
In effetti ci vorrebbero davvero, anche adesso, dei nuovi don Camillo che, con la sua stessa energia, difendessero il popolo dalle nuove (disumane) ideologie di oggi, figlie di quelle di ieri. ...

Anonimo ha detto...

....
Guareschi era furibondo con i guasti del postconcilio e nell’ultimo libro – “Don Camillo e i giovani d’oggi” – racconta lo scontro di don Camillo con i preti progressisti come don Chichì, il cui nome – guarda caso – era proprio “Francesco”.
Ecco la descrizione di Guareschi: “Il pretino progressista inviato dalla Curia a rimettere in carreggiata don Camillo, si chiamava don Francesco ma, per quella sua personcina asciutta e nervosa, per quel suo clergyman attillatino, per quel suo continuo agitarsi e scodinzolare, era stato ribattezzato dalla gente don Chichi. Un nomignolo che non significa niente di preciso, ma rende perfettamente l’idea. Don Chichì, demistificata esteriormente la chiesa, aveva sferrato la sua offensiva in profondità, con una serie di prediche che erano una continua, ardente denuncia della malvagità e delle colpe dei ricchi. Parecchia gente disertò la Messa”.

Guareschi vedeva lontano. Infatti i disastri del postconciclio allontanarono tanta gente dalla Chiesa anche in Italia, ma soprattutto in Sudamerica dove i preti alla don Chichì e alla Bergoglio presero il sopravvento.
Lì, parlando più da (cattivi) sindacalisti che da sacerdoti di Cristo, da decenni hanno perso il popolo, con una drammatica emorragia di fedeli verso le sette o altre confessioni.
Forte di questo fallimento pastorale oggi Bergoglio ritiene di dare lezioni a una Chiesa come quella italiana che invece – grazie a Giovanni Paolo II e a Ratzinger – ha tenuto ed è tuttora una Chiesa di popolo. E’ il famoso adagio: chi sa fa, chi non sa insegna. Bergoglio, avendo già fallito in Argentina, vuole imporre a tutta la Chiesa la sua ricetta. Per arrivare al naufragio.....

Catholicus ha detto...

@ anonimo 2254 : "i sani, i redenti, i veri misericordiosi, nella nuova chiesa, non sono tollerati". Parole sante, caro amico, parole sante. Come si fa a non concordare con lei ? come fanno i vari Tornielli, Lvio, ecc. a ostinarsi a non vedere, a voler contiuare ad accusare questi bravi frati/suore e tutti gli amanti della Chiesa preconciliare, non infettata dal CV II ? Dialogare con loro è impossibile, così pure come seguire il nuovo magistero bergogliano (tutto orizzontale, politico, sindacale, niente trascendenza, invito alla santità, tutto relativista, ecumenista, alieno dal si si, no no, dalla fedeltà a Cristo). Ma noi teniamo duro, mio caro, teniamo duro: che siamo nel giusto ce lo confermano vicende come quella dell'abate di Montecassino, degli sperperi dei prelati vaticani, dell'odio che trasuda(va) dai vari don Gallo, don de Capitani, don Mazzi, don Ciotti, don Albino Bizzotto, ecc. di questa Chiesa qui, di questa gente qui, non abbiamo alcun bisogno, mi creda. Meglio soli a pregare in un eremitaggio che avere a che fare con loro. Ma gridiamolo dai tetti, come ci insegna NSGC, affinché chi non è ancora accecato possa allontanarsi da questi falsi pastori, salvandosi l'anima.

RAOUL DE GERRX ha detto...

Ce Bergoglio est un misérable. Lui et sa bande d'antichrists (hérétiques, apostats, menteurs, manipulateurs, calomniateurs, voleurs, profanateurs, sodomistes, etc.) auront la fin réservée aux misérables. Le plus tôt sera le mieux.

Anonimo ha detto...

Le modalità con cui è stato portato fin dall'inizio l'attacco ai poveri FFI fanno pensare ad una operazione pianificata meticolosamente su più fronti e che si fermerà solo a scopo raggiunto cioè la distruzione o la completa omologazione alla nuova chiesa conforme e funzionale al Mondo e ai suoi dogmi nonchè il rinnegamento di quella di sempre. Per cui purtroppo non essendoci in tutto questo alcuna traccia di buona fede e visto che TUTTE le leve mediatiche, gerarchiche ed istituzionali sono in ben "altre" mani non c'è limpida verità e limpida testimonianza che possa valere di fronte a chi in preda all'odio più profondo per tutto ciò che è cattolico ha già deciso.
Alcuni anni fa in un santuario sono stato confessato da un padre FFI; una esperienza molto confortante e positiva. Al termine, si era ancora ai tempi di Benedetto XVI, convenimmo sugli attacchi furibondi contro la Chiesa e il Papa, lui più fiducioso sulla capacità di resistenza, io meno. Poi venne Bergoglio.
Miles

Giovanni C. ha detto...

Certe persone, quelle più bisognose di attenzione e di misericordia sono totalmente ignorate e lasciate marcire nel loro dolore. I destinatari della misericordia sembrano essere soltanto quelli che vivono sotto i ponti o dormono sulle panchine o vanno a cercar l'elemosina. Gesù accoglieva tutti, anche gli scribi e farisei,sia pure con modalità diverse, ma sempre con la volontà di portare alla conversione gli uni e gli altri. Tanti cosiddetti poveri, sono tali per scelta propria: trovano più comodo fare questa vita che impegnarsi in qualcosa d'altro.

RR ha detto...

Una delle poche belle Messe a cui ho assistito negli ultimi 5 anni fu quella dell'Epifania a Firenze in Ognissanti. Era una Messa NO, ma ben clebrata, e l'Eucaristia si riceveva in ginocchio ed in bocca. L'omelia era un'omelia e non un discorso politico-sociologico.Ne uscii edificata, rimpiangendo di non avere nulla di simile a casa.
All'Eucaristia il celebrante fu affiancato da un altro sacerdote, africano, e vidi due suorine africane. La Catholica nel suo vero significato.

A parte ciò, poiché come dicono gli Anglosassoni "a picture is worth a thousand words", basta osservare le foto di Padre Mannelli, Padre Lanzetta, le suore, e poi i vari Bruno, il fu Volpe, e via dicendo, e si capisce subito dove sta il bene e dove sta il male.
Rr

Rr ha detto...

Tanti cosiddetti poveri, sono tali per scelta propria: trovano più comodo fare questa vita che impegnarsi in qualcosa d'altro.

E questo vale non solo a livello di singola persona, ma anche di gruppi di persone e di popolazioni.

Rr

Josh ha detto...

@Berni-exodus
cito
"Non riesco a vedere e capire cosa significa la frase di bergoglio ""una chiesa povera per i poveri""

E' ormai finito anche il tempo di interrogarsi su slogan estemporanei privi di ogni fondamento, fin da subito; quella dicitura non significa assolutamente niente, così come altre corbellerie che sono risultato di manomissioni e interpolazioni anche di passi sacri veri.

Un'altra è, per es., l'affermazione reiterata di "Gesù che non giudica mai". In realtà la stessa Croce è il giudizio di Dio sul peccato dell'uomo, e il fatto che Gesù l'abbia subita, è la riparazione ed espiazione infinita per il peccato infinito dell'uomo; e da quel gesto incomparabile, ha origine la possibilità della nostra Redenzione (solo SE Lo accogliamo e cambiamo vita). "Chi non crede in Lui è già giudicato..." scrive S. Giovanni. Oggi è ancora Salvatore, domani sarà Giudice.
E nessuno, nemmeno affibbiando nomignoli odiosi ai veri credenti, potrà cambiare ciò che Dio ha già rivelato e ha in programma. Un papa non può "cambiare" l'aldilà nè le cose eterne.

Dunque "Gesù non giudica mai", dice: e infatti poi un tizio qualuqnue, anche senza fede chiara nè un minimo di preparazione, va a Messa, anche la NO, e recita nel Credo "E di nuovo verrà nella gloria a giudicare i vivi e i morti, e il Suo Regno non avrà fine."


Josh ha detto...

@Berni-exodus bis

in pratica: da una Cristologia deviata (e le affermazioni di francesco testimoniano questo, ecco perchè la sua sembra un'altra religione) non possono nascere nè chiarezza di fede, nè retta opinione, nè sano consiglio, nè ordini equi perchè è la scaturigine del tutto che è viziata.

Anonimo ha detto...

Bergolio vuole sciogliere l'ordine. Se questo avverrà toccherà a Padre Manelli
prendersi la responsabilità delle scelte che avranno portato a questo.

Non sempre obbedire ai superiori è gradito a Dio, perché a Dio non piace chi obbedisce al male o ad esso non si oppone.

Preghiamo per Manelli e per tutti i frati e suore che soffrono per le angherie
della feccia modernista.

Anonimo ha detto...

Tre i misteri della Chiesa, si diceva un tempo: quanti soldi hanno i salesiani ( Bertone è un salesiano); cosa pensano davvero i gesuiti (papa Francesco è gesuita); quanti sono gli ordini di suore (sono certamente tanti, di due si è parlato molto: le anziane suore americane pro aborto, pro gender ecc., commissariate da Benedetto XVI, elogiate pubblicamente da Francesco; le giovani suore Francescane dell’Immacolata, in auge ai tempi di Benedetto XVI, come tutto l’ordine, anche il ramo maschile, massacrate, umiliate, rase al suolo senza distinguo, all’alba dell’anno della misericordia).
I misteri si infittiscono: la parola misericordia, ormai, cosa significa? Telefonare sempre a Scalfari, ma non ricevere neppure una volta padre Manelli?

Anonimo ha detto...

Perchè non promuovete una novena "planetaria" per i Francescani?
All?Immacolata, direi, dal 29 novembre all'( dicembre.
La forza della preghiera è impressionante. Io la farò: ho tante persone che hanno bisogno, ma insieme si fà di più!

Anonimo ha detto...

dal 29 novembre all'8 dicembre. Cade a fagiolo

milena rizzo ha detto...


La cristologia deviata di francesco....

Ma le giornate ecumeniche di Assisi sono state espressione di una cristologia retta?

Meno male c'è francesco al quale addossare tutto lo sfacelo!!!

Trizz

mic ha detto...

Poi c'è chi si lamenta che non pubblico! L'ho fatto per dare un esempio di messaggi che non servono alla discussione (uno dei troppi)
Quante volte ci siamo pronunciati e chiaramente su quel che la polemica Trizz ricorda qui?
Non è forse Bergoglio notoriamente il culmine (oltre ogni limite) di un processo? E allora?
Due righe inutili e svianti dal cuore della discussione, alla fine. Approfondire! Smetterla di ciurlare...

Josh ha detto...

@milena rizzo trizz

"Ma le giornate ecumeniche di Assisi sono state espressione di una cristologia retta?"

Assolutamente no, infatti.
E DOVE e quando mai lo avrei affermato?
Mi ha mai sentito esaltare Assisi o derive come questa?

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2014/12/la-questione-dell-unico-dio-delle.html

Ci sono messaggi buttati lì, come questo suo, solo perchè prude la tastiera.

Petrus LXXVII ha detto...

Signra Mic,
lei scrive "Non è forse Bergoglio notoriamente il culmine (oltre ogni limite) di un processo?". Secondoa la sua logica per cui ad azione corrisponderebbe sempre una precisa intenzione, lei ritiene forse che dando luogo alle giornate ecumeniche di Assisi fosse intenzione dei pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI rivisitare il senso della cristologia, così come intesa da Santa Madre Chiesa, e così da innescare un processo di demolizione della stassa a favore di una nuova concezione della persona e della natura di Nostro Signore Gesù Cristo? In altri termini, lei in cuor suo ritiene che quegli episodi fossero espressione di un diverso modo di intendere la divinità del Signore Gesù da parte di questi due santi pontefici della Chiesa Cattolica Romana, e che tali episodi rappresentassero un modo per lanciare i loro "nuovi intendimenti" in materia, seondo un processo che a piccoli passi avrebbe nel tempo ribaltato il paradigma cristologico, magari senza raggiungere il limite che pare aprirsi oggi con l'orizzonte bergogliano? Senza tergiversare risponda semplicemente se SI o se NON lo crede, perché ogni giustificazione ulteriore equivarrebbe evidentemente ad un SI che non avrebbe il coraggio di affermare con nettezza.
Per quanto mi riguarda, non c'è alcun processo unico e continuo che leghi i pontificati di GPII e BXVI (ma anche di tutti i loro predecessori post-conciliari) a quello di Bergoglio, mirato a perseguire il comune fine di pervenire ad uno stravolgimento ecclesiale. Tale stravolgiomento per quanto possa essere differente per "limite"(come lei sottolinea) rispetto all'ultimo pontificato, sarebbe comunque identico nella qualità. E io non credo proprio che Giovanni Paolo II e Benedetto XVI credessero in un Gesù Cristo differente dal suo. Purtroppo gli incontri di Assisi furono semplicemente delle maldestre e sventurate azioni politiche, che aimè ebbero delle conseguenze speculative in seno alla riflessione teologica. Non dimostrano niente di più.. se non l'incapacità dei pontefici che le sostennero di intravedere i fraintendimenti che avrebbero sollevato.

Constatazione ha detto...

Purtroppo gli incontri di Assisi furono semplicemente delle maldestre e sventurate azioni politiche, che ahimè ebbero delle conseguenze speculative in seno alla riflessione teologica. Non dimostrano niente di più.. se non l'incapacità dei pontefici che le sostennero di intravedere i fraintendimenti che avrebbero sollevato.
Ammesso e non concesso che si sia trattato "SOLO" di ciò, ovvero manifestazioni di scarsa prudenza, caro Petrus, LE SEMBRA POCO?!?

Anonimo ha detto...


@ ASsisi e dintorni, culto eretico del "Cristo cosmico"

Le Giornate di Assisi teologicamente rappresentano una violazione del primo comandamento, sono oggettivamaente apostatiche, da parte della Chiesa cattolica. Allo stesso modo dell'affermare e lasciar credere che noi i maomettani e gli ebrei abbiamo la stessa fede in Abramo e crediamo nello stesso Dio. Se crediamo nello stesso Dio perche' musulmani ed ebrei non credono alla divinita' di Cristo, non si fanno cristiani? I Papi postconciliari non credono evidentemente alla natura divina di Cristo o ci credono non si sa come, quasi sicuramente alla maniera della "cristologia cosmica" ed eretica di Blondel, Teilhard de Chardin e compagnia: una forma di panteismo grazie al quale l'Incarnazione avrebbe gia' oggettivamente salvato tutta l'umanita', che non abbisognerebbe piu' di conversione ma solo di "dialogo" per esser edotta su questa gia' avvenuta "salvezza", rispettosa di tutte le false religioni, che anzi ne sarebbero strumento sul piano sociale e del costume. Un'eresia spaventosa, che sta distruggendo la Chiesa e che si continua a far finta di non vedere. parvus

mic ha detto...

Ancora a chiederci il perché della persecuzione?

http://catholicafides.blogspot.it/2013/03/quellincompatibilita-tra-chiesa-e.html

Josh ha detto...

@ Petrus LXXVII

_Mic scenderà in dettaglio se vuole e se ha tempo;
_Petrus, il blog è pieno di argomenti sondati e analizzati, esplicati e compenetrati, basta navigarlo;
_Glielo faccio io adesso Petrus il giochetto del Sì e del No, con cui vuole prendere al laccio gli altri e testare l'ortodossia:

le seguenti proposizioni di fatto sono state frequenti del parlare (e nello scrivere, pure) dei pontefici da lei nominati. Sì o NO?

_Si può sostenere che c'è un Unico e stesso "dio" tra le religioni monoteiste, e restare cattolici?
_Si può sostenere che ci sono "raggi di Verità" in senso cristiano nell'islam, quindi nel Corano, e restare cattolici?
_Si può sostenere che l'Antica Alleanza del Vecchio Testamento non è mai stata abolita e superata nel NT, nella Nuova ed Eterna Alleanza nel Sangue di Cristo, e restare cattolici?
_Si può sostenere che Gesù Cristo si è incarnato in ogni uomo?

Ce ne sarebbero molte altre, decine, purtroppo, e degne di un sillabo.
E' quella di queste spurie enunciazioni ripetute fino allo sfinimento da alcuni papi una Cristologia secondo Santa Madre Chiesa di sempre o secondo le S. Scritture?
Non importa che risponda, è già chiaro e lampante a ogni credente.

Petrus LXXVII ha detto...

No, non vi sono dubbi che gli incontri di Assisi siano stati deleteri per la fede di molti.. ma ne passa di qui al dire che il Signore Gesù di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI non fosse più quello professato dalla Chiesa e in cui crede la dottoressa Guarini e noi altri!
Signor Parvus, se lei avesse sufficiente capacità di penetrare il pensiero di chi critica, non ne giudicherebbe la fede con tanta leggerezza. La Dominus Iesus la smentisce senza appello, essendo assolutamente incompatibile con l'anonimia della "cristologia cosmica"!

Petrus LXXVII ha detto...

Signor Josh, si può avere conoscenza di un argomento, penetrandone i contenuti a livelli crescenti di profondità. Faccio un esempio concreto:

1) ogni uomo comune può dire di conoscere il funzionamento del corpo umano per l'esperienza soggettiva del vivere quotidiano. Seppure si presuppone solo una conoscenza incompleta, ciò è un dato di fatto. Poi però l'uomo comune non saprà spiegare i meccanismi che sottendono a quel funzionamento del corpo che per via empirica gli è noto, nè tantomeno saprà porre rimedio a intoppi che dovessero intaccare tali meccanismi. Questa è la condizione del musulmano.. qualche barlume di conoscenza che non gli è sufficiente nè per inquadrare in modo giusto la natura delle sue intuizioni, nè per adoperarle in modo profiquo e anzi, rischiando di risultare controproducente;
2) Un insegnante può conoscere più o meno bene il funzionamento del corpo umano, ma tale conoscenza, comunque superiore a quella dell'uomo comune, non gli sarà sufficiente per rimediare a eventuali disfunzioni del corpo. Questo è il caso dell'ebraismo, capace di cogliere più in profondità la natura di quanto ricercato, ma incapace di adoperare quel sapere, perché monco dell'approfondimento necessario;
3) Un medico conosce perfettamente il funzionamento del corpo umano al punto da poter porre rimedio a sue eventuali disfunzioni. E' questo il caso del cristiano, un conoscitore completo del Soggetto delle sue ricerche.

Cosa dimostra questa semplice analogia?

A) Esiste un comune substrato fondamentale di conoscenze, per quanto questa sia una condizione che non distribuisce pari dignità alle tre summenzionate categorie del sapere (risponde alla sua domanda: "Si può sostenere che c'è un Unico e stesso "dio" tra le religioni monoteiste, e restare cattolici?");
B) Se questo substrato fondamentale è comune alle tre categorie, significa che ciò che attiene a tale substrato, e solo questo, è elemento di verità (risponde alla sua domanda: "Si può sostenere che ci sono "raggi di Verità" in senso cristiano nell'islam, quindi nel Corano, e restare cattolici?");
C) La conoscenza più superficiale posseduta dalla seconda categoria rispetto a quella più profonda e completa della terza, per quanto superata nel merito, non nè abolisce la validità in termini assoluti (risponde alla sua domanda: "Si può sostenere che l'Antica Alleanza del Vecchio Testamento non è mai stata abolita e superata nel NT, nella Nuova ed Eterna Alleanza nel Sangue di Cristo, e restare cattolici?").
4) La conoscenza perfetta e completa posseduta dalla terza categoria è di utilità non solo a se stessa, ma anche alle altre due categorie qualora queste si dimostrassero aperte ad accettare tale "intrusione" (risponde alla sua domanda: "Si può sostenere che Gesù Cristo si è incarnato in ogni uomo?".. tenendo conto che GPII ha detto qualcosa di significativamente diverso da quel che ha citato lei, e per l'esattezza: "con l'incarnazione il Figlio di Dio si è unito in un certo modo ad ogni uomo").

Spero di esserle stato utile, quanto meno ad aprirle altre possibilità di lettura delle parole che lei incrimina.

Constatazione ha detto...

La Dominus Iesus la smentisce senza appello, essendo assolutamente incompatibile con l'anonimia della "cristologia cosmica".
Mi sa citare un solo documento, uno solo, una sola iniziativa, una sola, che abbia dato seguito alla D.J.?
Quanti preti, quanti vescovi conoscono l'esistenza di tale documento?
Da tale documento (ammesso e non concesso che davvero sia cioè che Lei ed i "normalisti" credono che è) quali prassi sono scaturite?

Anonimo ha detto...


@ Ancora sulla "cristologia cosmologica"

1. La "Dominus Jesus" ha criticato diverse posizioni eterodosse ma non ha emanato condanne, se ben mi ricordo. La "misericordia" in vigore da Giovanni XXIII in poi ha proibito alla Gerarchia di "condannare gli errori". Al massimo si criticano, quando si criticano. Che poi la dottrina esposta nella DJ fosse integralmente ortodossa, anche questo sarebbe da vedere.

2. Con la "cristologia cosmica" (eresia in senso materiale) e' compatibile la straordinaria affermazione di GS 22.2 sul Cristo che si e' in qualche modo unito ad ogni uomo con l'Incarnazione, errore gia' condannato dal Damasceno e da san Tommaso. Riapparso, vedi un po', nel Concilio Vaticano II.
3. E' inoltre compatibile l'idea della Chiesa "sacramento di unita' del genere umano", espressione oscura ma che fa vedere l'idea di una Chiesa non piu' Corpo Mistico di Cristo bensi' "popolo di Dio" che tendenzialmente deve ricomprendere tutto il genere umano, senza previa conversione di quest'ultimo a Cristo. Quest'idea della Chiesa come "sacramento di unita' del genere umano" mi sembra l'abbiano usata piu' volte i vari Kasper, Schoenborn etc. a giustificazione delle loro ereticali (e immorali) aperture. Se la Chiesa deve ora intendersi come "comunione" che realizza l'unita' del genere umano non convertito, allora quest'ultimo e' gia' stato salvato dal Cristo, appunto "cosmico", l'invenzione di tipo gnostico di Blondel etc.
4. Ci permettiamo di credere che i Papi, da Giovanni XXIII in poi, non abbiamo dimostrato la stessa fede nella divinita' di Cristo e nell'unicita' del Cristianesimo per la salvezza di ciascuno, al modo per esempio di un Pio XII? Ci permettiamo, come no. Non farlo, vorrebbe dire offendere la verita'. parvus

Petrus LXXVII ha detto...

Signor "Constatazione", trovo inutile risponderle dal momento che sono stato censurato per un altro commento che, per quanto si possa trovarlo non condivisibile, era assolutamente innocuo, concettualmente lucido, rispettoso e magari poteva offrire anche spunti di riflessione a qualcuno..
Le dico solo che respingo con ribrezzo la qualifica di "normalista" e che la mia fede è riposta nella stessa identica Persona in cui la ripone lei, altri in questo sito e sicuramente anche Wojtyla a Ratzinger, dei quali voi altri usate soppesare la qualità della fede e sui quali invece io non ho alcun dubbio essere invece ben riposta, al di la degli errori da loro commessi!!!

mic ha detto...

Esiste un comune substrato fondamentale di conoscenze, per quanto questa sia una condizione che non distribuisce pari dignità alle tre summenzionate categorie del sapere (risponde alla sua domanda: "Si può sostenere che c'è un Unico e stesso "dio" tra le religioni monoteiste, e restare cattolici?");

Petrus,
lei parte dal presupposto che nelle diverse religioni ci sia un substrato di conoscenze comuni da cui poi ognuno ha preso strade diverse. Come se ci fosse una verità fondamentale appartenente ad una mitica "età dell'oro".
Non è così. La "religione naturale", che riconosce una divinità cui orientarsi è il patrimonio comune ad ogni uomo.
Ma la "Rivelazione" cristiana in cui Dio stesso si è fatto uomo ed è morto e risorto per ricollocare l'umanità ferita alla destra del Padre, va ben oltre la "religione naturale". Matura nell'ebraismo, costituendone il compimento, che significa oltrepassamento.
Quanto all'Islam, nessun substrato comune. Solo imbastardimento di elementi spuri sia ebrei che cristiani, conditi con i detti dei violenti "uomini del deserto"...

mic ha detto...

Petrus, passo adesso dalla moderazione e trovo il suo ultimo commento. Nessuno l'ha censurata.
Io stessa faccio dei distinguo tra Giovanni Paolo II e Benedetto XVI rispetto a Bergoglio.
Purtroppo, però, riconosco in quelle 'fessure' che si sono aperte a partire da Giovanni XXIII i prodromi della voragine nella quale rischiamo di precipitare. Inutile star qui a ripetere quanto già dimostrato e documentato in tutti questi anni.
Chi ha occhi e orecchie per intendere resta sul crinale, aggrappato al Suo Signore e non precipiterà...

Petrus LXXVII ha detto...

Parvus.. intanto la proposizione della GS "con l'incarnazione il Figlio di Dio si è unito in un certo modo ad ogni uomo" non si presta in modo chiaro alla lettura cosmoteandrica che lei ne da.. potendo essere interpretata in modo diametralmente opposto. Il vero difetto è nella forma linguistica equivoca adoperata, su questo si convengo che trattasi di un potenziale inganno (non inganno in essere però).
La Dominus Iesus è nata con il preciso scopo di spegnere ogni interpretazione fuorviante relativa alla fede cattolica che le ambiguità linguistiche emerse dal concilio hanno generato.. purtroppo i risultati desiderati sono stati inficiati dall'imperante spirito del mondo, ma il documento è li, basterebbe rispolverarlo per chi volesse bastonare il pastore eterodosso di turno, senza dover ricorrere alla miriade di documenti precedenti considerati da costoro ormai "superati"!

Petrus LXXVII ha detto...

Capisco ciò che intende dire Mic,
Infatti la mia analogia calza a pennello.. la naturale percezione del propio corpo come primo livello, innato, di conoscenza dell'anatomia umana, non è forse equiparabile a quella "religione naturale" di cui lei parla? L'Islam non è forse fermo a questo livello, i cui limiti sono poi stati valicati dalle arbitrarie distorsioni speculative di cui lei parla? L'analisi del proprio corpo, non più solo introspettiva e istintuale, ma razionale che ha poi portato ad una conoscenza logica di quanto è naturalmente percepèito di sè, non è forse equiparabile al terreno fertile che può preparare ad una conoscenza superiore, come lo è stato la cultura ebraica per il cristianesimo? Infine, il medico possiede un sapere che non è nè fermo alla percezione istintiva del proprio corpo, nè alla razionalizzazione della sua funzione, ma accede ad una conoscenza superiore attingendo da una fonte esterna, il sapere consolidato dalla scienza medica, che potremmo equiparare alla Rivelazione che investe l'uomo preparato agendo dal di fuori della sua natura.
L'unico punto in comune è l'innata consapevolezza di Dio.. solo in questo senso c'è un denominatore comune.. però senza questo denominatore comune, averbbe mai potuto operare la Rivelazione?

mic ha detto...

Petrus,
preferirei uscire dalle discussioni accademiche. In ogni caso il suo afflato onnicomprensivo non ha assolutamente confutato le affermazioni di parvus. Ci porta su altri versanti ignorando ciò che è alla radice di tutto: l'evoluzione della e nella filosofia che ha accantonato la metafisica e ha 'sposato' suggestioni tehilardiane e compagnia... di fatto eliminando il peccato originale, le sue conseguenze e rendendo vana la Redenzione.

Anonimo ha detto...


@ Letture proposte a "Petrus"

Sul contenuto dottrinalmente inaccettabile ed in sostanza eretico della frase famosa contenuta in GS 22.2, mi consenta (con il permesso di Mic) di suggerirle due letture:

P. Pasqualucci, "La Cristologia antropocentrica del Concilio Ecumenico Vaticano II", nella rivista 'Divinitas', allora diretta da mons. B. Gherardini, LIV, n. 2, 2011, pp. 163-187. Contiene appunto un'analisi critica del famigerato articolo 22 della GS, che mons. Gherardini trovo' ineccepibile, altrimenti non l'avrebbe pubblicata. Costituisce quest'articolo la sintesi di un lavoro piu' ampio sullo stesso argomento, apparso due anni prima: P. Pasqualucci, "L'ambigua cristologia della redenzione universale. Analisi di Gaudium et Spes 22", Ed. Ichtys, supplemento a "La Tradizione Cattolica", Anno XX, n. 5 (73), 2009, pp. 144. Le indico due fonti sull'argomento, cosi' lei, volendo, ha la possibilita' di scegliere.
"Editrice Ichthys", lo sanno tutti, e' quella della Fraternita' S. Pio X, di Albano laziale. Forse hanno ancora delle copie del saggio. Buona lettura. parvus

mic ha detto...

Ottimi testi, parvus!
Vorrei suggerire a Petrus, ma visto che ogni tanto appare e sembra frequentare il blog, mi stupisce non li conosca, anche questi due documenti:

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2012/12/brunero-gherardini-lantropocentrismo.html
http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/10/svnt-nomina-rervm-cose-concrete-quelle.html

Se ha da obiettare, dovrebbe farlo nel merito, argomentando, non partendo per altri lidi...

Petrus LXXVII ha detto...

Con tutto il rispetto per la buona fede degli interlocutori, io temo che ad aver perso la bussola non sia stato io, ma voi altri..
A me francamente non importa assolutamente nulla di difendere la GS o altri pronunciamenti del C.Vaticano II (sebbene non tutto sia da buttare), né tantomeno ho premura di dimostrare essere buana cosa le iniziative sbagliate dei pontefici chiamati in causa nella discussione.
Mio interesse dichiarato era solo difendere Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, non dai loro errori (che non dubito vi siano stati), ma dall'accusa di essere stati parte integrante di un processo (culminato con Bergoglio), volto a promuovere una fede "geneticamente modificata" che proclami una cristologia cosmica e antropocentrica, che è cosa ben diversa dagli errori in cui possono essere incorsi ed è un'accusa che qui in modo più o meno esplicito è stata loro mossa, nonché un giudizio sulla loro fede di cristiani.
Detto questo, dr.ssa Guarini, non conoscevo gli articoli che mi ha posto all'attenzione perché seguo "mordi e fuggi" il suo blog da poco più di un anno, e dalle annate di pubblicazione vedo che sono antecedenti e non nego di convenire su molti punti di vista qui propinati!
Direi che in questo momento grave per la nostra fede, ben più utile è restare uniti per affrontare il nemico comune, piuttosto che dividerci in inutili apologie dei reciproci particolarismi!
Cordialmente..

Josh ha detto...

mi limito non "a dividerci in inutili apologie di particolarismi" ma a segnalare qualche parallelismo.

Elia Benamozegh chiedeva di “Rinunciare alla centralità della Chiesa a favore della centralità di Israele”; e con Paolo VI, abbiamo il NOM del 1970, nuova orazione del Venerdì Santo “pro judaeis”, in cui si chiede la loro “fedeltà all’antica Alleanza” e non più la loro conversione.

Giovanni Paolo II (Mainz, 1981) “L’Antica Alleanza mai revocata; (Roma, 1986) gli “Ebrei fratelli maggiori [e prediletti] nella Fede”.

Benamozegh diceva che “La fede che Israele conserva, potrà un giorno riconciliare le Chiese divise”; cfr. J. RATZINGER, "Molte religioni, una sola Alleanza", (Assisi, La Porziuncola, 2008) in cui scandaglia la nuova teologia conciliare e post-conciliare sulle “radici giudaiche del cristianesimo”, che debbono riunire le diverse religioni.

Benamozegh sosteneva “Se per il cristianesimo l’Incarnazione si compie in un solo uomo, per la Càbala l’incarnazione esiste nel fatto e pel fatto dell’intera creazione”;
e infatti ben presto cfr. “Gaudium et Spes” n.° 22 (del 1965): “per il fatto stesso che il Verbo si è incarnato, si è unito ad ogni uomo”, con i relativi commenti di Giovanni Paolo II nelle sue encicliche “Redemptor hominis” (1979) e “Dominum et vivificantem” (1986). Nella prima scrive: “Con ognuno Cristo si è unito per sempre […]. Sin dal momento in cui viene concepito sotto il cuore di sua madre” (n.° 13); “ciascun uomo, senza eccezione alcuna, […] anche quando l’uomo è di ciò inconsapevole” (n.° 14). Nell’altra enciclica si legge: “L’Incarnazione […] significa assunzione di […] tutta l’umanità, di tutto il mondo visibile e materiale” (n.° 50); “il Verbo si è unito ad ogni carne o creatura, specialmente all’uomo. […] Dio è immanente al mondo e lo vivifica dal di dentro” (n.° 54).