domenica 24 agosto 2014

Il Cuore Immacolato di Maria: segreto dei segreti di Fatima

Due giorni fa: [il 22 agosto] ricorreva la festa di "Maria Regina" e nel Rito antico la festa del "Cuore Immacolato di Maria". 
Ci ristoriamo dalla recente agitata cronaca con la seguente meditazione di p. Serafino M. Lanzetta sul Cuore Immacolato di Maria, tenuta a Fatima, durante un corso di Esercizi spirituali predicati ai laici nel maggio 2013.
Il Cuore Immacolato di Maria è un vero compendio del Messaggio che la Celeste Signora consegnò ai Pastorelli di Fatima, da maggio ad ottobre del 1917. L'attualità e la profezia di questo Messaggio oggi è ancora più chiara. Rimane paradigmatica ed enigmatica quella richiesta della Bianca Signora a Lucia, di rivelare la terza parte del Segreto solo a partire dal 1960. 
Guardando gli eventi epocali sotto i nostri occhi e la condizione della Chiesa nel suo interno, una vigna devastata dal nemico, un campo sterminato con tanti morti, non possiamo che rammentare il tono altamente profetico delle parole di Papa Benedetto XVI, pronunciate a Fatima nel maggio del 2010: «Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa». Di recente è apparso un importante libro, curato dalle Carmelitane del monastero di Coimbra, dove visse e morì Sr. Lucia. Nel libro vengono pubblicati ampi stralci del diario intimo della veggente: Un caminho sob o olhar de Maria, Edições Carmelo 2013 (qui una scheda del libro). Anche in una lettera di Sr. Lucia al P. Fuentes del 1958 (qui) sono profeticamente descritti il destino dell'umanità e i tempi che scorrono sotto i nostri occhi.
Aggiungo che chi ha l'ultimo libro di p. Lanzetta: Il Vaticano II, un concilio pastorale. Ermeneutica delle dottrine conciliari, Cantagalli, Siena 2014, [qui] può attingere ad una fonte mariologica di notevole interesse dal Cap V - Epifanie pastorali del Vaticano II nelle intenzioni e nella formazione della Dottrina conciliare sulla beata Vergine Maria (pagg. 369-419).
Di seguito la meditazione.

Siamo quasi giunti al traguardo dei nostri esercizi spirituali. Quest’oggi chiedo particolarmente la vostra attenzione, perché vorrei rivelarvi una cosa di cui non vi ho parlato fino ad ora. Vorrei parlarvi del “Segreto di Fatima”, rimasto ancora nascosto a tanti, il Segreto dei segreti, il Cuore Immacolato di Maria. La rivelazione di Fatima è un dono di Dio al nostro tempo, il Signore che parla, che si fa presente a noi attraverso la Sua Santissima Madre.
Ripercorrendo l’itinerario delle Apparizioni, abbiamo potuto capire la pedagogia del Signore e della Madre Sua nel portare pian piano questi fanciulli a comprendere cose sempre più profonde, ma sempre così semplici e così importanti. E la via attraverso la quale il Signore porta questi fanciulli a comprendere pian piano i disegni di Dio su di loro e sull’umanità, questa grande via, questo grande crocevia, se vogliamo, è il Cuore Immacolato di Maria.
Il Cuore Immacolato di Maria è, per così dire, la rivelazione di Dio a Fatima. È il Cuore che custodisce le cose di Gesù, è il Cuore che custodisce le verità della fede, il Cuore che si scambia con quello di Dio. Dio stesso ha rivelato questo Cuore, che è il Cuore che più e meglio di ogni altro si è conformato a Lui. È il Cuore nel quale unicamente abita Dio, il Tabernacolo di Dio. Ecco perché il Signore rivela questo Cuore, perché Lui dimora solo in questo Cuore, Cuore purissimo: dimora di Dio fra di noi. E Dio sceglie questo Cuore, lo prepara, lo plasma immacolato, perché poi Lui in esso vi abiti, perché Lui stesso possa entrare in questo Cuore e prendervi dimora, riposo, rifugio.

Dio si rifugia in questo Cuore! Il Signore abita nei Cieli immensi, nella Sua infinità, e volendo farsi conoscere da noi, povere creature, non poteva trovare altro luogo più adatto a Lui, più consono, più vicino a Lui che il Cuore di Sua Madre, il Cuore Immacolato di Maria.
Allora, il crocevia di Fatima, dove tutti i Misteri si intrecciano, dove passano tutte le strade, tutte le parole, tutte le rivelazioni, i segreti, è concentrato in questo dono: il Cuore Immacolato di Maria.
Chi viene qui a Fatima, deve aprire il suo cuore e accogliere in dono questo Cuore; deve, per così dire, cambiare il suo cuore e dire: «Madonna mia! Ti do il mio cuore, Tu donami il Tuo! Lascio qui il mio cuore di pietra, così duro, così sordo alla Grazia di Dio, così indifferente, egoista. Lo lascio qui, ai piedi tuoi, e Tu, finalmente, donami il Tuo Cuore».
Sin dal giugno 1917 il Signore dice, per mezzo della Sua Madre, che vuole stabilire nel mondo questa devozione, la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Abbiamo detto che il Cuore di Maria è la dimora di Dio in mezzo a noi, il luogo dove abita Dio. Dio voleva farsi conoscere, venire tra noi, e, per farlo, ha pensato che il modo più adatto era proprio questo Cuore, scegliere questo Cuore e riservarlo per sé. Lui lo ha fatto da quando si è incarnato.
Ma se vogliamo andare ancora più indietro, Dio è eterno, le cose che Lui pensa, le pensa dall’eternità. Anche se accadono in un determinato tempo, Dio le vede e le pensa da sempre e con un atto semplicissimo, che è il Suo pensiero. Dio è il Suo pensiero. Quindi, se ha pensato di scegliersi questo Cuore nel quale dimorare, nel quale incarnarsi, lo ha scelto, lo ha pensato dall’eternità, e quindi dall’eternità ha visto questo Cuore.
Cuore” nella Bibbia non è soltanto un organo vitale dell’uomo, non è soltanto un membro del corpo. Siccome il lessico ebraico è povero di “lemmi”, ecco che molto spesso un solo vocabolo ha un significato molto ampio, implica molte cose, ha molte sfaccettature, molti significati. Così, “cuore” nella Bibbia non indica soltanto quest’organo vitale dell’uomo, che pompa il sangue, ma “cuore” ha un significato figurativo, è “figura”, e, allo stesso tempo, indica l’interiorità dell’uomo, indica la spiritualità dell’uomo, ciò che costituisce intimamente la persona.
Nella Bibbia, “cuore” indica i pensieri dell’uomo; il “cuore” è simbolo che rimanda all’amore, al pensiero come scelta, come desiderio, come rinuncia, come – purtroppo può accadere – idolatria e iniquità (cf. Sal 18,15; 72,7; Sir 37,17; Eb 4,12). Quando Israele si prostituisce – per usare una parola biblica (cf. ad es. Ger 3,3ss.) – rinnega il suo amore sponsale per Dio, sceglie altri dei, idolatra le divinità pagane. Israele commette così un grave peccato di adulterio, e l’adulterio è concepito nel cuore, come l’amore vero dello sposo per la sposa è sempre concepito nel cuore, non nella carne. Nella Bibbia “cuore” indica ciò che fa parte della vita interiore dell’uomo, ciò che costituisce la vita spirituale. Lo stesso amore non è concepito nella carne, nelle ossa. L’amore, come il pensiero, parte dall’anima, parte da questo centro interiore dell’uomo, il suo “cuore”.
Qui subito possiamo ricordare la Beatitudine di Gesù: «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Mt 5,8). La purezza del cuore è capacità di vedere ciò che non si vede. Un cuore limpido come un bicchiere di acqua cristallina, come un’acqua che sgorga in alta montagna, questo cuore puro è capace di Dio, perché è l’uomo che nel suo intimo, rinunciando agli idoli e alla sporcizia, con umiltà si apre a Dio; con la sua intelligenza, i suoi sentimenti, gli affetti, è capace di Dio, della purezza, della bellezza.
Dire “Cuore Immacolato di Maria”, allora, significa alludere alla persona di Maria. Quando diciamo “Cuore Immacolato”, vogliamo esprimere il mistero di Maria, il suo amore materno, la sua intelligenza, i suoi affetti, i suoi desideri, i suoi pensieri, i suoi ricordi, la sua memoria. Tutto fa parte del cuore e promana da esso. Tutto ciò che costituisce una persona, quindi, in primis, la sua dimensione spirituale, tutto è compendiato in questo cuore.

La Vergine Maria: un Cuore che vede Dio

Pertanto, il Cuore Immacolato di Maria è il Cuore purissimo che vede Dio e ne diventa il Tabernacolo, la Dimora, “la Tenda” – per usare delle espressioni bibliche – , “la Tenda di Dio in mezzo a noi”. Dio vuole abitare in mezzo a noi e ha bisogno di un rifugio, di una tenda, e questa Tenda è Maria, il Cuore Immacolato. Dio abita nei suoi pensieri, Dio abita nel suo amore, Dio abita nei suoi ricordi, nei suoi desideri, nelle sue aspirazioni, nelle sue preoccupazioni di Madre, nei suoi dolori materni: tutto è compenetrato da questa presenza di Dio in Lei.
Il Cuore Immacolato di Maria sintetizza il Mistero di Maria. Ascoltare perciò da Lei a Fatima: «Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato», significa che Dio vuole stabilire nel mondo la devozione alla Madonna, facendoci partecipi di tutto il Mistero di Maria, permettendoci di entrare nel mistero di Maria, attraverso la porta del suo Cuore.
Ancora, dire: Dio vuole stabilire questa devozione al Cuore Immacolato, significa dire che Dio vuole mostrare all’umanità, al mondo, l’unico suo vero abitacolo, l’unico luogo dove lo si può trovare. Non ci sono altri posti. È come se ci dicesse: «Solo per mezzo di questo Cuore posso abitare con voi, in mezzo a voi». Dio è spirito; Dio non abita in nessun luogo, perché niente può contenere Dio. Dio però nella sua grandezza poteva solo abbassarsi. Lo ha fatto, quando si è fatto carne, divenendo uomo, prendendo la nostra carne in questo Cuore.
Ecco perché il Signore mostra il Cuore Immacolato: è la sua stessa via in questo mondo. Ecco perché allora il Cuore Immacolato è il Cuore voluto da Dio dall’eternità, nel tempo, scelto e prediletto: perché il Figlio diventasse uomo, perché anche il Figlio avesse un cuore.
Il Cuore di Maria è il cuore più antico, il cuore originario. Quando Dio pensa al suo Figlio che deve incarnarsi, non può non pensare immediatamente al modo in cui incarnarsi, e quindi pensa immediatamente a questo Cuore.
È il Cuore più antico, ma le cose più antiche sono sempre anche quelle più nuove, più recenti: “Bellezza antica e sempre nuova”, dice Sant’Agostino quando parla di Dio nelle sue “Confessioni”. Maria è un Cuore antico, scelto dall’antichità, dai giorni remoti, ma è un Cuore che a Fatima ci viene donato come presenza, come attualità, adesso. È un Cuore che il Signore ha scelto da sempre, che ha voluto nel tempo, e che in questo tempo così difficile, così tormentato, dona di nuovo agli uomini.
L’appello di Fatima nasce in un grande e importante nodo storico, in un momento epocale della storia. E chi non vede che il nostro tempo è un grande momento epocale, una svolta? Una svolta in cui siamo davanti a un bivio. Oggi più che mai ci accorgiamo di essere davanti a un bivio: o Dio o la distruzione con un ghigno satanico. Già lo diceva Giovanni Paolo II, quando pronunciò l’atto di affidamento al Cuore Immacolato di Maria, l’8 ottobre del 2000:

«L'umanità possiede oggi strumenti d'inaudita potenza:
 può fare di questo mondo un giardino,
 o ridurlo a un ammasso di macerie.
 Ha acquistato straordinarie capacità d'intervento
 sulle sorgenti stesse della vita:
 può usarne per il bene, dentro l'alveo della legge morale,
 o può cedere all'orgoglio miope
 di una scienza che non accetta confini,
 fino a calpestare il rispetto dovuto ad ogni essere umano.
 Oggi come mai nel passato,
 l'umanità è a un bivio.
 E, ancora una volta, la salvezza è tutta e solo,
 o Vergine Santa, nel tuo figlio Gesù».

Pensate alla bomba atomica. Pensiamo al fanatismo del terrorismo islamico. Ma, allo stesso tempo, possiamo fare, con la nostra tecnica, del mondo un giardino, un luogo di accoglienza. Siamo davanti a questa scelta.
Ecco perché il Signore ci mostra questo Cuore. Se si accoglie questo Cuore, il mondo è trasformato in un giardino dove abita di nuovo Dio in mezzo a noi. Se invece rifiutiamo questo Cuore, il mondo diventa un cumulo di cenere, può diventare un mare di fuoco.
Il Signore ci dona questo Cuore in questo momento, perché l’umanità è in una svolta, a un bivio, a un crocevia che interseca questo Cuore. Non ci sono alternative: o il Cuore Immacolato, e quindi Dio che abita di nuovo in mezzo a noi, o la distruzione e l’inferno. «Avete visto l’inferno, dove cadono le anime dei poveri peccatori? Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato», disse la Madonna ai Pastorelli il 13 luglio del 1917. O il Cuore Immacolato o la distruzione; o il Cuore Immacolato o la perdizione.
Entriamo un po’ di più nel Cuore Immacolato di Maria e vediamo questo Cuore anzitutto come un Cuore Immacolato. Poi vedremo il Cuore Addolorato, e, infine, il Cuore Glorificato che diventa Cuore Eucaristico della Chiesa, il Cuore che pulsa, che dà vita alla Chiesa, che ha preparato per noi l’Eucaristia, vita della Chiesa e del mondo.

Il Cuore immacolato: un cuore che crede, spera e ama

Ricordiamo l’episodio dell’Annunciazione. La Madonna accoglie il saluto angelico che le dice: «Tu sarai la Madre dell’Altissimo». E Lei, dopo che ha capito che può conservare la Sua Verginità promessa a Dio, che può custodire immacolato il Suo Cuore – aveva promesso di custodirlo verginalmente, perché si conservasse lo splendore di Dio in Lei (cf. Lc 1,34) –, una volta che ha capito che cosa significano quelle parole dell’Angelo, dice: «Fiat! Sia fatto di me secondo la tua parola».
Il Cuore di Maria è un Cuore Immacolato: «Ave, Piena di Grazia!». È una pienezza che non significa soltanto l’assenza del peccato, e quindi la preservazione dal peccato originale, ma anche e soprattutto pienezza di Grazia, come dono di Dio, e quindi pienezza delle grazie, dei favori divini, che poi Lei distribuirà come Madre a tutti i Suoi figli. La Sua immacolatezza significa assenza del peccato originale e di ogni altro peccato, che da quello origina, quindi assenza di ogni inclinazione al male, di ogni dubbio, seduzione, tentazione. Nella Madonna non c’è questa miseria umana che c’è in noi, per grazia di Dio, perché Immacolata. Non ci sono i dubbi della fede, non ci sono le tentazioni, sebbene qualcuno voglia insinuare questi errori, dicendo che la Madonna è “una donna feriale”, una donna come tutte le altre. Questo insegnamento è piuttosto una “teologia feriale”, che non ha molta solennità; ha fatto alcuni discepoli, ma molto pochi.
Il Cuore Immacolato è quindi un Cuore nel quale abita la pienezza della Grazia, l’assenza del peccato, della concupiscenza, della debolezza e quindi dell’inclinazione al male. C’è la pienezza della Grazia di Cristo, una pienezza che l’ha resa unica. La Madonna così prepara la pienezza della Chiesa: se Lei non è piena di Grazia, Lei che precede, la Chiesa non sarà santa e immacolata, ma, come qualcun altro insinua, peccatrice. È blasfemo. La Chiesa non è peccatrice. Come dice S. Ambrogio è «immaculata ex maculati». Resta comunque la sua analogia di dipendenza nell’essere con la Vergine: se la Madonna non è tutta Santa, se non ha tutta la pienezza di Grazia, la Chiesa non può essere tutta Santa in sé, quale mistero salvifico. Ci saranno soltanto figli, un po’ come noi, mezze misure.
Invece la Chiesa è tutta Santa, perché c’è Gesù, il Capo della Chiesa, e perché c’è Maria, che è il tipo della Chiesa e il modello dei figli, il modello archetipo della Chiesa Santa.
Il Cuore Immacolato è pienezza di Grazia, quella pienezza che la Madonna poi dispenserà come Madre ai Suoi figli, a quei figli che si rifugiano nel Suo Cuore Immacolato. Chi si rifugia nel Suo Cuore trova la Grazia di Dio, quella Grazia di cui noi abbiamo bisogno, perché peccatori.
Il Cuore Immacolato, senza macchia è il Cuore che crede, è, in qualche modo, la Fede. Cuore Immacolato significa conoscenza di Dio senza tentennamenti, senza dubbi, senza tanti limiti che sono la nostra ignoranza. La fede di Maria è stabile e al contempo cresce e si perfeziona sempre più. Non è una fede vacillante, come la nostra, brancolante nel buio dei dubbi, che spesso ci fa esclamare: «No, non credo più in niente… Ma Dio… Ma questa malattia… Se Dio esiste perché devo soffrire?... Se Dio esiste, perché fa soffrire quella persona, quegli innocenti?».
Dio vuole stabilire nel mondo questa devozione al Cuore di Maria, vuole cioè stabilire di nuovo la Fede dei cristiani, se accolgono questo Cuore, che è l’unico Cuore che crede veramente, che non vacilla, che non tentenna mai; è un Cuore che semplicemente crede: «Sia fatto di me secondo la tua parola» (Lc 1,38). Suo cibo, come Gesù, è fare la volontà di Dio (cf. Gv 4,34).
Il Messaggio di Fatima ci mette davanti a questo mondo del grande ateismo, del materialismo, dell’indifferentismo, che sarebbero venuti, in realtà, dalla rivoluzione nel mondo. Questo mondo non è umano. Contro questa onda limacciosa, questo tsunami di sporcizia, di materialismo, contro questa onda di fango che rischia di travolgere il mondo, il Signore oppone il Cuore Immacolato, il Cuore che ha Fede, nel quale mai ha vacillato la Fede. Il Cuore di Maria rimane in Dio, rimane fisso con la Fede in Dio. Dall’Annunciazione al Calvario, attraverso la Presentazione di Gesù al Tempio, la Madonna  conosce un progresso nella fede: crede e credendo conosce sempre più a fondo la volontà di Dio, fino poi ad offrire Gesù, come Corredentrice, al Calvario. Conosce e crede di più.  Questa è la Fede che si oppone alla dissacrazione.
Oggi assistiamo a una desacralizzazione non solo delle cose sacre, ma, per così dire, anche a una desacralizzazione o dissacrazione delle cose naturali! Le cose della vita, quelle cose evidenti, senza le quali non si può vivere, sono messe in discussione. Questo significa toccare ancora di più il fondo! Abbiamo rinnegato Dio. Gli abbiamo sbarrato l’accesso con un’onda limacciosa di ateismo e di materialismo. E adesso mettiamo le nostre mani sporche anche sulle cose naturali, su quelle cose che non richiedono la Fede, ma che sono parte di noi, di quell’uomo carnale, che tutti noi siamo. Uomini carnali che hanno rinnegato lo spirito nel loro corpo, ora in nome dello spirito rinnegano il loro corpo. Abbiamo distrutto il corpo e lo spirito.
Contro tutto questo, il Signore, nella sua logica – la logica della stoltezza del mondo, della debolezza di Dio – alla nostra prepotenza, oppone la debolezza, la piccolezza, l’umiltà, il Cuore della Madonna.
Nel primo post-concilio ci furono dei teologi che ridicolizzavano le richieste fatte dalla Madonna a Fatima. Qualcuno si chiedeva, con ironia, come fosse stato possibile opporre alla Rivoluzione comunista, così disastrosa, la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Dinanzi ad un mostro, quale l’Impero sovietico – oggi diramatosi in tanti altri imperi della materia – si voleva opporre un mezzo così piccolo, così ridicolo! Si denigrava la Consacrazione alla Madonna. Questa è la sapienza del mondo, di chi pensa che per combattere bisogna avere solo i missili, le bombe atomiche… Poi basta un infarto e sei morto. Basta un piccolo mal di testa e non sai più quale bottone devi premere.
Il Signore ci umilia, ci fa capire quanto siamo stolti, e ce lo fa capire con le cose umili, con le cose semplici. Oppone alla sapienza del mondo la stoltezza della Croce, che è sapienza di Dio. La Consacrazione alla Madonna è sapienza di Dio in questa stoltezza del mondo, la sapienza della Croce, nella piccolezza dei tre umili pastorelli.
Il Cuore di Maria è il Cuore che crede anche per noi suoi figli. In questo Anno della Fede dobbiamo ribadirlo e capirlo nuovamente: chi vuole credere in Dio senza vacillare, senza rischiare di fondare la sua vita sul dubbio metodico, assillato da tanta superbia, deve avere il Cuore di Maria, il Cuore che dice «Fiat», «Sia fatta la tua volontà».
Il Cuore Immacolato, inoltre, è la nostra Speranza. È la Speranza! La certezza di possedere quelle cose che crediamo, che il Signore ci dona nella Fede, e non ancora in visione, ma che un giorno ci donerà in visione e non più nella Fede: la Patria eterna. La Speranza della Madonna è la Speranza di chi già possiede Dio, Lo ha in sé, nel Suo Cuore; Dio dimora nel Suo Cuore e poi dimorerà nel Suo grembo. In questo senso, la Madonna è la nostra Speranza, perché Lei ci dona quello che noi speriamo: la Vita eterna. E che cos’è la Vita eterna? È Gesù, il Suo Figlio. «Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo» (Gv 17,3).
Chi vuole sperare veramente, senza di-sperare, senza cadere nella disperazione, deve rifugiarsi nel Cuore Immacolato di Maria. Quante disperazioni nel mondo, quanta disperazione in noi, quando non hai più un senso la nostra vita! Come si fa a sperare? Come posso cercare Dio? Dove trovo Dio? Nel Cuore Immacolato di Maria.
Il Cuore Immacolato di Maria è infine un cuore che ama. È Carità in azione. La Fede, la Speranza e la Carità, in Maria. La Carità è l’Amore di Dio. La Carità è l’Amore che non cerca la propria soddisfazione, che non cerca il proprio egoismo. È l’amore che dona, che si offre, come il Signore: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13).
La Madonna ha questa Carità, perché, quando il Signore Le chiede di diventare Sua Madre, Lei non si lascia atterrire dalla paura: «Ma poi cosa mi succederà… Io sono una ragazzina, come farò a sopportare tutte queste cose?... E poi i miei progetti, i miei sogni, le mie idee…». Chi ha la Carità non discute dentro di sé. Si dona: «Signore, poi ci penserai Tu. Intanto io Ti amo, poi ci pensi Tu».
Il Cuore Immacolato è il Cuore della Carità, il Cuore che ama Dio. La Carità non è soltanto fare delle buone azioni. Le buone azioni le sanno fare tutti, ma non tutti sanno amare Dio, perché l’Amore implica la Fede, e la fede genera la Speranza.
Se non c’è la Fede e la Speranza, non c’è neanche la Carità. La Carità è avere Fede e Speranza in Dio, e quindi avere fede in quello che Dio ha detto, e perciò desiderare di amarlo con tutto il cuore. Per amore suo facciamo il bene; per amore suo, facciamo la carità. Non c’è mai una vera carità verso il prossimo se manca l’alimento della Carità, che è Dio. La Carità verso il prossimo non sono semplicemente le nostre azioni. Noi possiamo fare tante azioni, ma ci illudiamo di fare la Carità, se pensiamo che la Carità è quell’azione buona. Non è quella! Quello è un atto umano! Ciò che fa la Carità è la grazia di Dio, che non si vede, è il suo contenuto, l’Amore di Dio. La Carità è quel sale che condisce e dà sapore. Se manca il sale dell’Amore di Dio, le nostre azioni sono insipide. Il sapore della Carità è l’Amore di Dio.
Non dobbiamo intendere la Carità in senso materialistico, altrimenti rimaniamo uomini materiali, che possiamo anche aiutare chi ha bisogno, ma se non amiamo Dio, quell’azione buona rimane un’azione umana, forse filantropica, forse egoistica. Quanti volontari guardano a se stessi amando il prossimo. Quanti filantropi che si mettono sul piedistallo dell’amore umano per amare di più se stessi. Qual è, allora, il più grande atto di carità che posso fare ad un uomo? Dargli cento euro? No. È dargli l’Amore di Dio, dargli la Fede, portarlo alla Fede. Questa è la carità che dobbiamo fare!
E questo dobbiamo dirlo anche alle nostre “Caritas”, che pensano di fare la carità soltanto accogliendo gli stranieri. Non basta! Se a queste persone non diamo il Vangelo, non diamo la Verità, ci illudiamo di fare la carità. La nostra carità diventa un “centro sociale”. E tanti centri Caritas sono completamente secolarizzati, sono meri centri umanitari di accoglienza. Questo lo può fare il Comune, lo può fare la Provincia, lo dovrebbe fare lo Stato o forse l’Unione Europea. La Chiesa non è una ONLUS – lo ha detto anche il Papa –  non è una ONG.
Il Signore ci chiede di aprire il cuore all’amore vero, al suo Amore. E così se doniamo Dio nella carità, doniamo tutto. Doniamo Dio, e abbiamo donato ogni cosa.
E come possiamo donare Dio? Se abbiamo il Cuore Immacolato di Maria. Il Cuore di Maria è il Cuore che dona Dio. Con il Cuore Immacolato possiamo e dobbiamo recitare ogni giorno la preghiera che l’Angelo insegnò ai piccoli Pastorelli: «Mio Dio io credo, adoro, spero e vi amo. Domando perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non vi amano».

Cuore Addolorato

Il Cuore Immacolato è un Cuore addolorato. È immacolato, perché in Maria immacolata è la Sua Fede, la Speranza e la Carità. Questo Cuore è poi un Cuore addolorato perché la pienezza di grazia che il Signore Le ha dato, comporta in Lei il sacrificio.
La Madonna chiede a Fatima i nostri sacrifici non perché gradisce di vederci soffrire, ma perché Lei ha dovuto soffrire prima di noi: il sacrificio è vero amore, e perché non c’è grazia senza partecipazione, senza cooperazione, senza sacrificio. “Sacrificio” non è una parola ecclesiasticamente scorretta. Significa, in realtà, rendere sacra una nostra azione. Se la Madonna chiede ai Pastorelli di aiutarla a salvare le anime con il loro sacrificio è perché Lei, come Madre, ha fatto tanti sacrifici per noi, per la nostra salvezza e perché nella logica divina solo la Croce, stoltezza umana, è salvezza degli uomini.
Possiamo sì dire che quel Cuore è immacolato e quindi già beato, perché la Madonna è Immacolata. Ma quel Cuore immacolato è addolorato, è trafitto dal dolore! E non pensiamo che il vostro dolore sia eguagliabile al dolore della Madonna, perché il Suo dolore è unico, è un dolore indescrivibile, è il dolore di Gesù. Proprio perché Immacolata, ha sofferto più di tutti, perché, quanto più il cuore è puro, tanto più soffre, tanto più è sensibile alla sofferenza. Un cuore intriso di peccato è un cuore che non si dà pena, non è un cuore sensibile.
La Madonna ci ha generato con le Sue doglie materne. Mentre, nel dare alla luce Gesù, non ha avuto alcun dolore, perché sempre Vergine – lo ha partorito senza dolore, senza doglie, senza lesioni, perché sempre Vergine: questo è il nucleo dogmatico del parto verginale di Maria –, nel generare noi, nel partorire noi, invece, la Madonna ha sofferto ai piedi della Croce. E questa sofferenza Le viene annunciata fin dalla presentazione al Tempio di Gesù: «Una spada trafiggerà la tua anima» (Lc 2,35), una spada ti trapasserà. Come il Cuore di Gesù è trafitto sulla Croce, così il Cuore di Maria è trafitto nel suo essere sempre con Gesù, sin da quell’evento del tempio, preludio del sacrificio di Cristo. La Madonna si sente dire da Simeone quelle parole terribili e San Luca, dopo un po’, annota: «Conservava tutte queste cose, meditandole nel suo Cuore» (Lc 2, 51), le serbava agitandole nel suo Cuore.
La Madonna, conservando le parole di Simeone, poi le parole stesse di Gesù: «Devo occuparmi delle cose del Padre mio» (Lc 2,49), meditandole attentamente, e vedendo tutta la vita di Gesù, alla luce di quelle parole, si univa alla sofferenza del Figlio con il Suo Cuore. Preparava nel Suo Cuore un altare di offerta e di immolazione alla Volontà di Dio. Lì restituiva al Padre quel Figlio che da Lui aveva ricevuto.
Il Cuore immacolato è un Cuore trafitto. E solo chi si lascia trafiggere dalla spada di Gesù, dalla spada del Suo Amore, che chiede la nostra cooperazione, il nostro sacrificio, è un cuore vero, un cuore come il Cuore immacolato.
Non dobbiamo dire: «La grazia e la fede ci scampino da tutte le situazioni più difficili della vita». Tante volte pensiamo che noi cristiani siamo veramente tali se tutto ci va bene. Dio è con noi, è presente se tutto fila liscio. Ma questo è “predestinazionismo”. Pensiamo di giudicare la presenza di Dio in noi dagli effetti della nostra vita. Pensiamo erroneamente che Dio è nella nostra vita se siamo predestinati al bene, se tutto va bene, se la nostra vita ha successo, se non ci sono sofferenze. Allora Dio è con me. Altrimenti Dio non è con me, Dio non c’è. Questo significa, in verità, essere calvinisti: misurare cioè la presenza di Dio dai nostri successi. Questo è materialismo: misurare la capacità di Dio in base alle nostre capacità. Il tutto è molto ridicolo!
Il Cuore Immacolato è sempre un Cuore trapassato dalla spada del dolore. Ecco perché la Madonna può chiedere anche a noi: «Vuoi aiutarmi? Vuoi veramente collaborare con me?  Rifugiati in questo Cuore. Prendi il mio Cuore e impara da me a collaborare con Gesù, impara da me ad accettare la sofferenza, a portare la tua croce ogni giorno. Prendi il mio Cuore e imparerai a soffrire con pazienza, a fare di ogni cosa un sacrificio». La Madonna chiede proprio questo ai Pastorelli: «Fate di ogni cosa un sacrificio a Dio». Lei, la Corredentrice del genere umano, ce lo insegni.

Cuore glorificato

Infine, il Cuore di Maria, questo Cuore immacolato e addolorato è un Cuore glorificato. Dalla Croce alla Gloria, perché la nostra vita non è fatta per la sofferenza, la sofferenza per la sofferenza, ma la sofferenza è per il Paradiso, per la gloria di Dio, per vivere nella gloria dei figli di Dio. Quanto più il mio è un cuore immacolato e addolorato, cioè, quanto più questo mio cuore partecipa alla sofferenza di Dio che corredime, tanto più è glorificato, tanto più è grande la mia gloria in Cielo.
Il Cuore addolorato di Maria è un Cuore che corredime, è il Cuore che vigila su di noi e ci salva, che collabora con Gesù alla nostra salvezza. Noi possiamo essere “corredentori” con la Madonna, con il Suo Cuore Immacolato, offrendo noi stessi. Nella misura in cui avremo partecipato alle sofferenze di Cristo e di Maria, così parteciperemo anche alla loro glorificazione (cf. 1Pt 4,13).
La Croce ci porta in Paradiso. Il Cuore di Maria ci scampa dalla rovina, ci scampa dalla perdizione, perché in Lei Dio ha posto la sua tenda in mezzo a noi. Lei è glorificata in Cielo.
Dopo la Croce, dopo la Sua sofferenza materna, dopo il Suo dolore, c’è la gloria, la glorificazione. La Madonna è assunta in Cielo e, come segno grande per tutta la Chiesa, viene assunta alla Gloria anche con il Suo corpo, e ciò significa che tutto il Cuore di Maria è stato glorificato. Anche il Suo corpo, il Suo Cuore, tutto ciò che costituisce la Sua persona, viene portato accanto a Dio. Il Cuore glorificato di Maria è il Cuore che veglia accanto al trono di Dio, vede le nostre necessità e intercede presso il Signore, Suo Figlio. È il Cuore che vive nella gloria, accanto a Dio. Essendo fuori del nostro tempo, nell’eternità, la Madonna vede tutte le nostre necessità, vede tutti i nostri bisogni in questo tempo, adesso, domani, fino alla fine della mia vita, perché non è qui con me, è in alto. E dall’alto, da questo presente che non finisce, che è l’Eternità, la Madonna vede ogni momento, ogni successione di tempo, vede il nostro tempo. È perciò, quello di Maria, un Cuore che vigila su di noi, il Cuore che si prende cura di noi, che ha cura di me.
Come Gesù, glorificato in Cielo, esercita un sacerdozio celeste, perché, sempre vivo, intercede per noi presso il Padre per la nostra salvezza, così la Madonna, accanto a Gesù, intercede per noi, veglia su di noi. È quella mamma che, quando il suo figlio non è ancora a casa, non fa altro che vegliare e attendere, fino a quando quel figlio non ritorna. Così la Madonna veglia insonne dall’alto su di noi, e lì attende la nostra venuta. È il Cuore che ci dona le grazie di Dio.
Il Cuore addolorato è il Cuore che acquista le grazie; il Cuore della Corredentrice, che guadagna per noi le grazie con il suo sacrificio materno. Il Cuore glorificato è il Cuore che dispensa quelle grazie, come una pioggia che scende dal Cielo e irrora la nostra terra. Il Cuore glorificato di Maria è il Cuore della Mediatrice di tutte le grazie.

Il Cuore eucaristico della Chiesa

Perché glorificato, questo Cuore è il Cuore immacolato che ormai guida la Chiesa, è il Cuore della Chiesa. È il Cuore che pulsa nella Chiesa. Il Cuore immacolato è il Cuore eucaristico della Chiesa. In che senso? Non nel senso che nell’Eucaristia c’è la Madonna, ma, se riflettiamo bene, il Cuore immacolato prepara l’Eucarestia, è il primo Tabernacolo vivente, che darà forma ai nostri tabernacoli. Il tabernacolo delle nostre Chiese è il Cuore di Maria. In questo Tabernacolo c’è Gesù. Nel Suo Cuore noi troviamo Gesù, perché lì dimora Gesù.
Cuore Eucaristico il Cuore di Maria, perché con la Sua carne e il Suo sangue, il Suo amore, la Sua premura materna, prepara l’Eucaristia. Gesù si fa carne in Lei, prende la Sua carne da Lei per poi offrire se stesso in sacrificio. Senza la natura umana Dio non può offrire un sacrificio, non può immolarsi, non può morire. Dio assume da Lei la natura umana, il corpo, per offrire un sacrificio. La Madonna prepara questo sacrificio, prepara il dono di Gesù, che rimane nella forma sacramentale del sacrificio, che è l’Eucaristia. Il Signore si annienta in un frammento di pane! Il Cuore di Maria, perciò, è il Cuore che prepara l’Eucaristia, che impasta le carni di quel sacrificio.
Se il Cuore della Madonna prepara l’Eucaristia, la “impasta” con la sua carne e il suo sangue, allora la Madonna prepara i Misteri della Chiesa, e tra i Misteri eccelle senza dubbio il Mistero dell’Eucaristia, Mysterium mysteriorum Dei.
Ancora, se l’Eucaristia è il cuore della Chiesa –la Chiesa vive dell’Eucaristia, la Chiesa è fatta dall’Eucaristia – allora, di conseguenza, il Cuore di Maria è anche il Cuore della Chiesa.
Ridiciamolo. Se l’Eucaristia è il Cuore della Chiesa, perché l’Eucaristia fa la Chiesa, la Chiesa esiste perché c’è l’Eucaristia, perché Gesù si è donato e ha lasciato se stesso in Memoriale, noi siamo Chiesa perché c’è l’Eucaristia, c’è il Corpo di Gesù; noi siamo Suo Corpo perché abbiamo l’Eucaristia, mangiamo il Suo Corpo, il corpo vero che fa il corpo mistico. Il Corpo mistico di Gesù è la Chiesa e il Corpo vero di Gesù fa la Chiesa. Quindi, l’Eucaristia è il Cuore della Chiesa. La Madonna, la Vergine Santa, è il Cuore di Gesù, è il Cuore che ha preparato questa Eucaristia; la Madonna è il Cuore che prepara sempre la Chiesa, che plasma la Chiesa, perché l’Eucaristia è preparata da Lei, perciò la Chiesa viene preparata da Lei, nasce in Lei. Questo non significa che la Madonna – in termini molto poveri – è più grande dell’Eucaristia, ma è per sottolineare solo che una madre è sempre all’origine del suo figlio, la mamma dona la vita al suo figlio, il quale, quantunque sia una persona indipendente, rimane tuttavia legato a lei.
La Madonna, la Madre di Gesù, è sempre accanto ai nostri Tabernacoli, anzi, è lei il Cuore-Tabernacolo che custodisce Gesù, è quel Cuore che adora sempre Gesù, accanto al Tabernacolo, e che pulsa per amore di Gesù. Da tutto ciò deriva che non c’è vera partecipazione all’Eucaristia, alla S. Messa, all’Adorazione eucaristica, senza il Cuore Immacolato di Maria. Non possiamo vivere veramente dell’Eucaristia, diventare anche noi Eucaristia, Sacrificio, senza il Cuore Immacolato di Maria. Se la Madonna prepara questo Sacrificio con la Sua Maternità sacrificale, la Madonna preparerà tutti noi ad essere “sacrificio”, ci trasforma in Eucaristia. Diventiamo in Lei e per mezzo di Lei anche noi Eucaristia, sacrificio gradito a Dio.
La vita cristiana è proprio questo: diventare Eucaristia. Gesù ci ha donato questo sacramento che è il più grande di tutti. E tutta la Chiesa vive di questo mistero, non ci sono altri fini. La Chiesa non è un’associazione di gente che desidera il potere, i soldi e la carriera. Tante volte sembra che ci sia in fondo solo questo, ma non è questo il fine. La Chiesa vive per l’Eucaristia e la Madonna prepara tutti i Suoi figli a diventare loro stessi Eucaristia.

Preparando il trionfo del Cuore Immacolato di Maria

E così arriviamo al Trionfo del Cuore Immacolato di Maria promesso a Lucia. Tutti desideriamo questo “trionfo”, ma forse siamo un po’ troppo trionfalisti, pensiamo alle cose in modo trionfalistico. Che cos’è questo Trionfo del Cuore Immacolato di Maria? Tutti vorremmo sapere: è iniziato? Quando inizia? Quando finisce? E poi dopo che succede? E prima…?. Sono domande lecite, ma andiamo all’essenza. Quando veramente accade questo trionfo? Quando questo Cuore Santissimo di Maria diventa il nostro cuore, quando noi abbiamo questo Cuore, quando noi apparteniamo a Lei. E quindi, se la Vergine Maria diventa il Cuore di tutti noi, pian piano diventa il Cuore di una grande parte della Chiesa. E poi noi speriamo che diventi il Cuore di tutta la Chiesa, così che tutti appartengano a questo Cuore. E se tutti sono consacrati a questo Cuore, allora trionfa veramente, perché così il Cuore di Maria diventa il Cuore di tutti noi, diventa il Cuore della Chiesa e così finalmente il mondo può essere salvato, il mondo può essere portato in questo spazio dove Dio abita, può avvicinarsi a Dio. Il Cuore di Maria è lo spazio salvifico di Dio in questo mondo. Senza il Cuore Immacolato di Maria, Dio non ci salva: non c’è un altro suo modo di venire in mezzo a noi e di rimanere con noi per portarci con Sé.
Senza il Cuore Immacolato di Maria, Dio non opera, Dio non trionfa. Dio trionfa quando trionfa il Cuore di Sua Madre, perché in questo modo noi siamo salvi e il mondo, per mezzo di noi, può essere salvato.
Allora possiamo capire come sarebbe bello se la Chiesa, iniziando dai Pastori, prendesse in seria considerazione questa richiesta della Madonna. I Papi lo hanno già fatto, e più volte, anche se molti hanno criticato il modo in cui è stato fatto, non rispondente perfettamente alla volontà della Madonna. Adesso i Vescovi cosa aspettano a consacrarsi alla Madonna e a consacrare le loro Diocesi alla Madonna? Cosa aspettano i Parroci a consacrarsi alla Madonna e a consacrare le loro Parrocchie alla Madonna? Cosa aspettano le famiglie cristiane a consacrarsi e a consacrare i loro figli? Tutti devono diventare proprietà di Maria!
E noi ci auguriamo veramente che anche il gesto di Papa Francesco, all’inizio del suo Pontificato, possa essere contagioso, possa incoraggiare soprattutto i Vescovi. Sicuramente tutti noi possiamo farci apostoli presso i vostri Vescovi, i vostri Parroci, i nostri amici della Consacrazione alla Madonna.
E così arriviamo all’essenza del Messaggio di Fatima: il Cuore Immacolato di Maria che ci chiede di consacrarci a Lei. Dio stesso vuole stabilire questa consacrazione all’Immacolata mediante la devozione al suo Cuore. Ci consacriamo alla Madonna quando ci doniamo a Lei incondizionatamente, liberi da ogni legame o schiavitù di peccato. Quando diciamo: «Madonna mia, io mi dono a Te, ti dono il mio cuore; Tu donami il Tuo». La Consacrazione è uno scambio di cuori. È come dire: «Qui a Fatima lascio il mio uomo vecchio, con tanti problemi, e forse tanti peccati, e voglio rivestirmi dell’uomo nuovo». Voglio rivestirmi di Cristo.
E chi è veramente nuovo? Chi è sempre nuovo, tutta di Cristo? La Madonna, il Cuore Immacolato di Maria, solo Lei. Ecco la Consacrazione che noi dobbiamo fare: «Madonna mia, io ti do tutto me stesso, quello che sono, le mie capacità, la mia intelligenza, il mio cuore, la mia vita, i miei peccati, ti do tutto quello che sono, Tu donami tutto quello che Tu sei. Donami il Tuo Cuore, perché io possa essere veramente di Dio. Donami il tuo Gesù».
Non facciamo tante storie, non solleviamo sterili e inutili problemi col dire: «Mah! Consacrarsi alla Madonna… Una contraddizione con il Battesimo. Basta essere consacrati a Dio. Meglio affidarsi alla Madonna», con il rischio di sfumare così non solo il gesto ma lo stesso mistero. Queste sono veramente piccolezze umane di fronte a questa grande e urgente richiesta del Cuore Immacolato di Maria. La Madonna ha detto a Lucia: «Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio». “Rifugio”! Significa che devi entrare dentro questo cuore; non ti rifugi in Lei se non vi entri con la tua vita! E come ci entri? Non basta affidarsi a Maria, come quando affido dei soldi alla banca, soldi che comunque restano miei. Ci entri se ti consacri, se diventi proprietà di Maria. Dio ci consacra in Maria. Proprio questo “essere sotto la protezione”, “trovare rifugio” in Maria, appartenendo a Lei, esprime una delle più antiche preghiere mariane: «Sotto la tua protezione ci rifugiamo Santa Madre di Dio. Non respingere le nostre preghiere [di noi che simo nella prova], ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta» (III sec.).
Vorrai soltanto affidarti alla Madonna? E dire: «Madonna mia, io ti do qualcosa, ma guai a Te se tocchi le mie cose! I soldi sono miei, la vita è mia, guai a te se mi tocchi! Niente sofferenze…, niente… Tu stai lì, io sto qui, e appena voglio, mi riprendo i miei soldi, e ti chiedo tutto quello che non mi hai dato!» Questo è affidamento. Vogliamo questo?
Invece consacrazione è perfezione cristiana, riguardo l’ambito delle cose di Dio, senza fare umane distinzioni: «Io ti do me stesso, tutto me stesso, e non mi riprendo mai più. Totus tuus Maria ego sum et omnia mea tua sunt».
Questa è Carità in azione, come il Cuore Immacolato di Maria: donare senza voler ricevere, offrirsi senza pretendere nulla in cambio. Questo è l’Amore vero! L’Amore vero è il dono di sé.
Il Cuore Immacolato di Maria ci fa amare come ama il Signore. Oggi siamo anche noi davanti a un bivio mariologico: o la Consacrazione o l’Affidamento. L’affidamento lasciamolo alle banche. Noi vogliamo le cose più grandi!
Concludiamo chiedendo alla Madonna di farci capire questo segreto di Fatima, il segreto dei segreti: il suo Cuore Immacolato. Questo è il segreto che la Madonna consegna a ciascuno. Beato chi, nel segreto del suo cuore, entra in questo spazio spirituale, la “stanza” di cui parla Gesù: «Quando preghi, entra nella tua stanza, e chiusa la porta prega il Padre tuo nel segreto» (Mt 6,6). E qual è questa stanza interiore? Il cuore. E la stanza più bella nel palazzo di Dio è il Cuore di Maria.
Chiediamo alla Madonna di poter capire questa grazia, questa opportunità che dona a tutti. Così possiamo veramente conservare le parole di Gesù in modo genuino, senza storture, senza diluizioni. Conserviamo le parole genuine di Gesù, conserviamo la Memoria vivente di Gesù, che è proprio la Madonna, la quale conserva Gesù e quindi conserva per tutta la Chiesa, per tutti noi, le parole del Figlio.
Chi fa la volontà di Maria, fa in modo eccellentissimo, nel modo più perfetto, la volontà di Dio. Il Cuore Immacolato di Maria è quel Cuore che fa sempre e solo la volontà di Dio. E questa è la volontà di Dio, manifestata a Fatima per il nostro tempo: consacrarsi al Cuore Immacolato di Maria.
p. Serafino M. Lanzetta
___________________________________
[Fonte: Approfondimenti di "Fides Catholica"]

47 commenti:

hpoirot ha detto...

Il "segreto di Fatima" è la vergogna della Chiesa, visto che Ratzinger&Co hanno mentito spudoratamente a un miliardo di cattolici privandoli dell'informazione più importante degli ultimi due secoli...

mic ha detto...

Il "segreto di Fatima" è il segreto della Chiesa di sempre che è a rischio di essere perduto e, per questo, è da riscoprire e da vivere.
Ricordate la consacrazione di Luigi Grignion de Monfort? Nacque e si sviluppò attraverso un santo come lui proprio in un'altra epoca di 'passaggio' terribile: la rivoluzione francese.
In questa meditazione ci vengono donate perle di verità che accendono la volontà (insieme a tutto il "cuore", la totalità della persona a partire dalle sue profondità) e la indirizzano al Signore e ad aderire totalmente alla Sua volontà attraverso la Madre Sua e nostra.
Ne faremo tesoro...

mic ha detto...

La Chiesa non ha vergogne, hpoirot. :) Tutt'al più possiamo parlare di irresponsabile desistenza di alcuni uomini di Chiesa.

Anonimo ha detto...

"... che possiamo conservare le parole di Gesù senza storture, senza diluizioni....".
Ciò da cui ci dobbiamo guardare particolarmente oggi.

precisiamo ha detto...

In realtà:
il 3. segreto di Fatima, se non vogliamo falsificarlo, avvertiva della grande apostasia che sarebbe iniziata dai vertici, come dissero i card. Ciappi e Oddi (+ p. Malachi Martin) ed altri che lo lessero.
Esso iniziava da quelle parole profetiche:
"In Portogallo si conserverà sempre il DOGMA DELLA FEDE, etc."
dopo quell'ecc. iniziava il testo occultato dalle gerarchie, con tormentate vicende ben studiate da p. Gruner, Kramer ed altri tra cui Socci e S. PAOLINI, (tutti perseguitati dal VATICANO), gerarchie che, invece di eseguire le volontà della Madonna, cioè di Dio stesso (consascrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria), guardandosi dalle sciagurate innovazioni, fecero di testa loro, avviando così l'apostasia generale nell'orbe cattolico, mediante iil gran concilio aggiornatore.

mic ha detto...

Allora, ce la facciamo ad andare avanti e di finirla con le geremiadi su un passato del quale siamo ormai consapevoli fino alla nausea?
Vogliamo fare come gli ebrei, bloccati su uno sterminio terribile quanto si vuole, ma senza perdono, e sbattuto in faccia e fatto scontare a tutte le generazioni fino alla fine dei secoli?
Chi resta bloccato sulle ferite del passato senza assumerle nel presente guardando avanti con fiducia nell'azione Soprannaturale del Signore, non può avere il futuro promesso, assaporandone insieme alle primizie i 'costi' in termini di impegno e di sofferenza, offerti.
Ho bloccato diversi messaggi dello stesso inesorabile reiterato tenore.
Ma se vogliamo sperare in una consacrazione della Russia e/o del mondo, cominciamo a consacrare noi stessi e a pregare il Signore che susciti un Papa che rimetta tutto in ordine.
Perché, invece di continuare a recriminare all'infinito, non estraete dal testo proposto le frecce incandescenti che ci ha donato per lanciarle in un futuro migliore dopo averle messe nella nostra faretra ed averle fatte agire nel nostro cuore ?

bernardino ha detto...

La meditazione di P. Lanzetta è qualcosa di superlativo, e se messo in atto ciò che in essa viene descritto (che in fin dei conti è ciò che ci ha chiesto la Madonna) può riportare la predicazione della Chiesa di Roma alla identica predicazione dei primi secoli della Chiesa stessa.
Ma la chiesa attuale (descritta nella sua gerarchia) dopo il vat.II potrà avere mai più la volontà di predicare il contrario di ciò che ha definito con quel concilio e sul quale ha messo il suo sigillo?
Infatti P. Lanzetta dice proprio
più di una volta che o ci abbandoniamo completamente al Cuore Immacolato della Mamma di Gesù e Madre nostra e troveremo il paradiso oppure avremo la perdizione.
Solo il miracolo di Dio, facendo cambiare a 360 gradi la dottrina predicata dalla attuale gerarchia, può in questo momento di sbandamento, far recuperare la fede, la grazia e l'intelletto necessari a capire il segreto della Madonna che conduce al Suo Cuore Immacolato che poi è Gesù.
Questo è il segreto dei segreti di fatima e che trova sulla sua strada l'enorme masso che blocca tutto. Ma la speranza è infinita come la fede.
Totus Tuus Maria.
E Maria disse all'Angelo ""Sia fatta la Sua volontà"".

Arcangelo ha detto...

Tanto per incominciare, invito a pregare San Bartolomeo, Apostolo dell'India e dell'Armenia (che in pratica ha predicato in tutte le terre oggi in disordine) anche per le anime dei miei genitori, di cui oggi ricorre l'anniversario di nozze e per la mia famiglia.
@per precisiamo .
Acclarato che confermo, condivido e sottoscrivo ogni virgola, vorrei far notare, in sé stesso e per sé stesso, il * * non aver creduto all'origine soprannaturale del messaggio, non costituisce colpa. LA carenza di spirito profetico, non è un peccato. E il messaggio di Fatima (di cui sono un estimatore anche un po' "fanatico") per quanto rivolto a tutta l'umanità, sempre una rivelazione privata è. Pertanto, pur senza dover necessariamente credere al messaggio, però, gli ecclesiastici di allora si dovevano porre la domanda: "Ciò che viene chiesto, è contro la fede e/o la morale"? Dato che la risposta era no, doveva essere fatto. A quel punto, il Cielo si sarebbe fatto sentire. Certamente non poteva andare peggio di come è andata.

Anonimo ha detto...

Padre Lanzetta deportato, i ribelli sulla cresta dell'onda.
Questo testo ne dà le ragioni.

mic ha detto...

Padre Lanzetta deportato

L'ho sentito di recente. E' sereno e forte e continua a fare la volontà del Signore, pur nella prova grande, lì dove si trova.
Rimaniamo in unione di preghiera con lui e con i tanti che soffrono come lui anche in quel contesto, perché il Signore susciti possibili soluzioni secondo il Suo Cuore, con la potente intercessione dell'Immacolata.

Anonimo ha detto...

Una bellisima meditazione! La ringrazio, Mic.

Ma si deve aggiungere che fideltà alla consacrazione porterà la Chiesa fuori del crisi di modernismo...

è il fallimento di modernismo mostrerà che la devozione al Cuore Immacolato era ed è la strada della Chiesa per raggiungere Dio...

Quindi, il trionfo contiene in se il ristauro della messa antica e della fede tradizionale...

Romano

mic ha detto...

Quindi, il trionfo contiene in se il ristauro della messa antica e della fede tradizionale...

Son ben d'accordo :)

Quanto a padre Lanzetta, credo stia facendo di tutto per contribuire a sanare le 'fratture' anche con i risultati dei suoi studi. Riporto le parole scelte per la copertina del suo ultimo libro, che ne spiegano le ragioni:

"Il Vaticano II potrà essere un concilio per l'unità della Chiesa? (e' una domanda che farà fremere di sdegno chi è contro il V2 prendendolo in blocco come evento al pari dei suoi apologeti che lo stanno impropriamente dogmatizzando).

Poi aggiunge:
Questo è il nostro auspicio.
in ragione di ciò solleveremo molte domande le quali sono più numerose delle risposte.
Ci auguriamo di aver indovinato quelle giuste.
"

A me sembra che più che "indovinare" abbia scavato ed estratto quel che al momento può servire, se preso in considerazione e ulteriormente sviluppato nelle sedi adeguate. Purtroppo è quest'attività fruttuosa che manca, oggi nella Chiesa e per cui c'è molto da pregare.

E, sì, se non tramonta il modernismo non ne verremo fuori.

Ma intanto teniamo alto il 'testimone' perché qualcuno lo raccolga e non lo lasci cadere...

Luís Luiz ha detto...

Se qualcuno vuol leggere il libro su Sr. Lúcia ma non conosce bene il portoghese, sono a disposizione per qualsiasi dubbio sull'interpretazione del testo.

bernardino ha detto...

A Mic. delle 10,55 -

Mi riferisco alla domanda che si pone P.Lanzetta - "il conc. vat.II potrà essere un concilio per L'UNITA' DELLA CHIESA""?

- quando l'uomo ha portato con se, all'inizio della creazione del mondo, il peccato originale, è dovuto intervenire l'Onnipotente, ma tutta la sua stirpe si è portata dietro quel peccato (solo la Vergine SS.ma ne fù esentata per volere di Dio) tanto che il Battista ha battezzato Gesù nel Giordano (anche se Gesù non avevA in se alcun peccato essendo Dio).
Noi sappiamo per gli studi fatti da moltissimi teologi che il vat. II è nato in un momento molto delicato della Chiesa di Roma (Petrina) per apportare modifiche che non dovevano essere teologiche ma di piccolo aggiornamento, ed finito per rivoluzionare i dogmi, (senza ridefinirli, senza nominarli, ma lo ha fatto de facto).
Dunque questo concilio è nato già con dei peccati originali (così come noi li chiamiamo, errori).
Se la Chiesa non riesamina tutto il concilio ed elimina tutti gli errori (siamo al 99,99999 x cento) come può, con quali mezzi, se non tornando al 1962 (e Pio XII che aveva avuto in mente un aggiornamento come qualche suo predecessore, ma ha desistito, visto il modernismo già in atto da decenni e ciò che avrebbe comportato) eliminare il peccato originale di quello?
Quale unità della Chiesa può venir fuori da un falso ecumenismo, da una falsa collegialità Papale, (Tu sei Pietro ecc.ecc) da una libertà religiosa, da un impossibile dialogo interreligioso (quando il Signore ci dice, esiste una sola Chiesa, un solo battesimo, una sola dottrina).
Questo è il nostro auspicio, l'auspicio di tutti i veri Cattolici, avere l'Unità della Chiesa Una santa cattolica ed apostolica; ma con le premesse del conc. vat.II e tutti i suoi rivoluzionari cambiamenti dottrinali e liturgici nonchè dogmatici (perchè se prendiamo il prossimo sinodo, abbiamo già detto tutto sui Sacramenti a cominciare dal Matrimonio) quale unità può venir fuori?
Qui stà il segreto dei segreti di Fatima, quando la Madonna parlava del 1960,; sono passati 50 anni e vediamo la grande apostasia della Chiesa per non dar retta alla Madonna.
Quindi se verrà, come speriamo e auspichiamo (perchè in noi c'è fede e speranza in gesù/Dio ed in Maria) il miracolo del Trionfo del Cuore Immacolato, l'apostasia e l'eresia (satana) saranno allontanate dalla Chiesa , altrimenti, la Chiesa rimarrà sempre fino alla fine del mondo, ma non sarà più quello che Gesù ha voluto.
Speriamo che la Madonna ed Figliolo ci aiutino a superare tutti questi ostacoli posti da l demonio.

Ultremar ha detto...

"Il Vaticano II potrà essere un concilio per l'unità della Chiesa? (e' una domanda che farà fremere di sdegno chi è contro il V2 prendendolo in blocco come evento al pari dei suoi apologeti che lo stanno impropriamente dogmatizzando)


Cara Maria, io sono contro il V2, ma non fremo di sdegno, perchè sono convinto che il V2 non potrà mai essere per l'unità della Chiesa, checchè ne studino o che ne scavino.

Trovo molto più realista una riflessione apparsa sulla Corsia dei Servi a cura di Oreste Sartore

"" Se gli uomini di Chiesa aprono alla rivoluzione modernista e anticattolica""

http://www.corsiadeiservi.it/it/default1.asp?page_id=980

mic ha detto...

Ultremar,
sono perfettamente d'accordo con Oreste Sartore, tant'è che tutti i punti da lui evidenziati sono stati esaminati in più documenti presenti in queste pagine.
Ciò che intendo dire, confortata in questo anche dal parere di mons. Schneider e di mons. Gherardini, è che la famosa "Lettura in continuità" è possibile, ma di fatto le applicazioni concrete hanno portato i sovvertimenti consentiti dai famosi "grimaldelli" ormai ben individuati.
Dunque è evidente che occorrerà un profonda revisione e un'accorta retromarcia per impedire ulteriori dirottamenti dalla Via Maestra. Ed è questo che in sostanza intende dire e dimostrare anche p. Lanzetta.

E' per questo che stiamo soffrendo dibattendo e pregando, anche perché il "come", francamente appare sempre meno alla nostra portata.
Ma il Signore può riservarci sorprese insperate. Chissà?

Alessandro Mirabelli ha detto...

@ Mic delle 9,55: finalmente, era ora che qualcuno dicesse che bisogna camminare e guardare avanti. Basta geremiadi.

murmex ha detto...

Mic , il prof Radaelli pensa invece che il Vat II sia inficiato ALLA RADICE da una forma (in senso filosofico , cioè, se ho capito bene ,quel quid per cui un ente è quello che è , quindi pervasiva delle sue più intime fibre)falsa , inadeguata al magistero straordinario . Questo è appunto il suo peccato originario , dettato da presunzione umana , e come può essere benefico , sia pur con riletture alla luce della Tradizione , qualcosa inficiato da peccato ? Le sue argomentazioni mi paiono convincenti ( basate sulla filosofia dell'Essere , ora abbandonata , ma che Mons Oliveri non esita a definire LA filosofia ). Io lo ignorerei , questo concilio o conciliabolo che sia ,(pur con la consapevolezza che , ovviamente , non si può cancellare la realtà , ma un conto è il piano degli avvenimenti e un conto quello teoretico ).I frutti , indiscutibili , sono quelli che sono ,e sembrano confermare il peccato d'origine . ripartirei in positivo , come giustamente chiedi . La nostra opera di persone di nessuna importanza si svolgerà nel retto insegnamento della dottrina qualora siamo investiti di questo compito (genitori , educatori...)nella promozione della Sacra Liturgia come possiamo ( prioritario )nello studio e nella divulgazione per chi è impegnato in questo campo , e , non ultimo , nell'adottare un linguaggio cattolico , anche se appare desueto (peccato non errore , ecc.). Mi pare questo il pensiero anche del padre Calmel , i mezzi sono minimi ma c' èla Provvidenza. Tutto l'impegno profuso nel cercare i punti accettabili (che ci sono , ma sono , come giustamente rilevato , mischiati all'errore , e quindi anch'essi inficiati ) mi pare generoso ma inefficace .

Marco Marchesini ha detto...

Penso che la strada migliore sia il seguire il Magistero della Chiesa e la dottrina escludendo tutto ciò che va contro di essa.

Se davvero il senso dei testi del concilio vaticano secondo è in armonia con questo allora li si accetta, altrimenti li si rifiuta.
Se il senso è dubbio, il cattolico è autorizzato a sospendere l'assenso.

Per la Liturgia e la disciplina stesso discorso: partecipare alla S. Messa VO e seguire le pratiche come il digiuno come stabilito da Papa Pio XII.
Visto che l'attuale disciplina è più leggera, seguendo l'antica disciplina si segue anche l'attuale.

Anonimo ha detto...

Marchesini, non concordo.
L'attuale "disciplina" tale non si può definire. Sentiamo infatti spesso dire in certe omelie che "essere cristiani NON equivale ad obbedire ai 10 comandamenti", perchè il cristianesimo NON è una religione, ma un evento o un incontro con la persona di Cristo, che NOn è venuto a portare una dottrina, ma a "fare un incontro con i popoli" (sic, in una Messa d'epifania).
Dunque la pastorale moderna è del tutto deviante dalla "disciplina" antica, derivante dalla Messa di sempre.
E' un altro pianeta, in cui ci si allontana in modo impressionante dal pianeta "Tradizione", il quale non è affatto "il più che contiene il meno" quindi in certo modo armonizzabile e riconducibile a codesto "meno, bensì tutt' "altro mondo", estraneo e inconciliabile con questo conciliar-rinnovato, letteralmente.

Anonimo ha detto...

PS aggiungo: la "disciplina" attuale è la tangibile manifestazione della "dittatura del relativismo" così detta da BXVI. Del tutto fuorviante dalla Tradizione, come dicevo poc'anzi.

Anonimo ha detto...

punti accettabili, che ci sono....mischiati all'errore...

una volta si insegnava:

Bonum ex integra causa, malum ex quocumque defectu
(S. Tommaso d'Aquino)

Oggi non è più valido, neanche tra i cosiddetti cattolici tradizionali(-isti) ?

mic ha detto...

E allora che cosa suggerisce?
Facciamo la chiesa dei duri e puri?

Marco Marchesini ha detto...

Intendevo dire la legge attuale sul digiuno e sull'astinenza dalle carni.

mic ha detto...

Il mio commento rispondeva ai due messaggi anonimi dopo Marco Marchesini. Suppongo che il terzo sia la stessa persona. Il principio del bonum... è quello e non si schioda. L'integra causa sappiamo qual è.

Anonimo ha detto...

Senza ogni dubbio, Radaelli ha ragione...V2 è marcito alle radici...

la sua forma di linguaggio viene da menti infetti con tanti errori, e vuoti e perversi contra la Verità...

Romano

Anonimo ha detto...

La Chiesa non ha vergogne, hpoirot. :) Tutt'al più possiamo parlare di irresponsabile desistenza di alcuni uomini di Chiesa.

ALCUNI, Mic? La irresponsabiità ormai appartiene alla maggioranza!La maggioranza ha contribuito ad allevare un popolo scemo, di cui frutto 'battimani' in risposta ad ogni scemenza.







mic ha detto...

È vero, purtroppo non sono ALCUNI.
C'è solo da sperare per il fatto che non sono TUTTI, come all'epica di Atanasio...

Anonimo ha detto...

la chiesa dei duri e puri?

risposta: SEMPLICEMENTE la Chiesa di sempre, dove ci sono santi e peccatori: però i secondi sempre esortati a guardare al fulgido esempio dei primi, per convertirsi e diventare santi anch'essi;
gli eretici ammoniti a desistere dai loro errori, causa di alterazione di Fede e morale, e degrado di entrambe fino all'ateismo (o fanatismo settario).
La Chiesa dei Santi, dove viene elargita la Grazia Santificante, e non vengono legittimati e santificati gli errori, in pari diritto con la Verità! per idolatria del dialogo e "accoglienza delle diversità"(= consacrazione del relativismo trionfante nel mondo miscredente).

La Comunione dei Santi ha il fine di far giungere anime alla purezza-santità voluta da Nostro Signore, col Suo aiuto certamente ("Imparate da Me...Venite a me...Io sono la Via...la Porta....la Vite")per poter entrare in Paradiso, solo con la veste bianca (se purgati d'ogni macchia, in questa vita o nell'altra...)
Mi pareva che fossero cose evidenti a chi segue la Tradizione.
I Santi certo che erano "duri e puri", come quel giovane che diceva:
"La morte ma non peccati".
Un fanatico insopportabile, agli occhi dei catto-moderni, (in ottima compagnia col suo maestro don Bosco e tanti altri).

mic ha detto...

Murmex e Romano,
secondo me il concilio ha molto marciume infiltrato, che purtroppo è stato utilizzato dagli applicatori nella vis de-formante dei noti "grimaldelli" ben individuati.
Ritengo valido oltre che realistico il discorso di Gherardini, Schneider, Lanzetta. A meno che non spunti all'orizzonte un astro nascente capace di una restaurazione che sradichi 50 anni di deriva con un contro-vaticano II. Ma come e con chi?
Nel frattempo non resta che "lavorare ai fianchi" resistendo e restimoniando come si può.
A meno che le vicende incombenti non ci sorprendano con la loro urgenza diversamente purificatrice...

mic ha detto...

Anonimo 16:40
Scusi, ma ci sta ricordando la "nostra" Chiesa o pensa forse che apparteniamo ad un"altra"?

16:40 ha detto...

il discorso era partito dal cv2 e da parte mia volevo metter in evidenza che il il mix-impasto di buono/cattivo, Verità-eresie (+ o - occulte) è da rigettare in blocco, perchè non è possibile nella pasta avvelenata "estrarre" le parti buone, segandole di netto come fossero circoscritte.
Il veleno ambiguo-eretico ha un tale potere diffusivo dentro il mix, che l'intera confezione del pacchetto è letale, e contamina chiunque si avvicini anche per un minimo contatto (verbale, analitico, dialettico-ermeneutico continuista ecc.).
Nessuno finora è riuscito nell'impresa di "decontaminare" quella centrale radioattiva che è il cv2, e nessuno vi riuscirà.
Ci si deve soltanto tener alla larga da esso, come da Fukushima (così diceva bene un sacerdote: occorre solo seppellirlo nell'oblio, ma purtroppo ad esso continuano ad appellarsi i suoi fautori per imporre le devianze dottrinali-pastorali-liturgiche; e si continua invano, da parte di volenterosi analisti, a tessere discussioni su di esso, senza poterlo con ciò "svelenare" o renderlo innocuo per le anime; le radiazioni malefiche continuano a spandersi nella Chiesa, nella gran massa dei fedeli ignari del pericolo mortale: l'inversione progressiva del Bene col male, Vero col falso ecc...).

bernardino ha detto...

Si! Mic.
sulla tua delle 16,43 hai pienamente ragione.
Non esiste altra strada che attendere e pregare.

murmex ha detto...

Gent. anonimo , i punti accettabili (se noi li vediamo a sè )sono quelli in cui si ribadisce la retta dottrina . Però , come dicevo , essendo mischiati agli errori , benchè in sè veri , diventano pericolosi perchè fungono da paravento ;per questo appunto dicevo , sulla scia del prof . Radaelli (che comunque non si basa solo sul dato della pericolosità ingannevole , ma adduce anche una argomentazione più profonda , metafisica, basata sulla forma non consona utilizzata , che inficia il conc.in toto , dalla radice ; argomentazione a mio avviso condivisibile ) mi pare che continuare a cercare di enucleare questi punti per salvare il conc.sia tempo perso . Diverso mi pare quanto proposto anche da mons Schneider ,un nuovo sillabo , che condanni definitivamente le dottrine false , ma non tanto per depurare i testi conciliari (come si potrebbe? Mettendo postille , avvertenze , manipolandoli? I testi sono lì , come documento storico) ,quanto per ripartire da capo ,sulla retta via , lasciando che l'oblio li avvolga come meritano.Che rimangano a disposizione degli specialisti per testimoniare un periodo tenebroso , e la perenne vitalità della Chiesa . Questo io spero che accadrà , certo con un aiuto divino straordinario ;intanto lavoriamo nel nostro piccolo .

murmex ha detto...

Quindi sono del tutto d'accordo con lei "bonum ex integra ecc) e con 16,40 ,che leggo ora e vedo che anch'egli parla di oblio.

mic ha detto...

Diverso mi pare quanto proposto anche da mons Schneider ,un nuovo sillabo , che condanni definitivamente le dottrine false , ma non tanto per depurare i testi conciliari (come si potrebbe? Mettendo postille , avvertenze , manipolandoli? I testi sono lì , come documento storico), quanto per ripartire da capo ,sulla retta via , lasciando che l'oblio li avvolga come meritano.Che rimangano a disposizione degli specialisti per testimoniare un periodo tenebroso , e la perenne vitalità della Chiesa . Questo io spero che accadrà , certo con un aiuto divino straordinario; intanto lavoriamo nel nostro piccolo.

Speriamo preghiamo e resistiamo.

Anonimo ha detto...

mic, lei può ovviamente censurare i post che vuole, il blog è suo, ma non crede che sarebbe più giusto spiegare perché non possano essere defini impostori gli esponenti della Chiesa docente (quale che sia il loro ruolo) che propongono a credere qualcosa di totalmente diverso, quando non in contraddizione, con quanto trasmesso ai cattolici da S.Pietro a Pio XII? Ripropongo la segnalazione di quanto fatto dal Comune di Latina con l'invito, a chi legge, di attivarsi ....
Cesare

mic ha detto...

L'ho lasciato inespresso di nuovo perché è un genere di "attivazione" che non mi convince.

Anonimo ha detto...

Per un certo tempo la Chiesa si troverà in una crisi spaventosa...il papa dovrà soffrire molto.....

ognuno vorrà guidarsi da solo....
coloro che sono a capo di comunità religiose stiano attenti a quelli che ricevono, perchè il demonio userà tutta la sua malizia per introdurvi persone viziose...

Per un tempo sarà come se Dio non si ricordasse più della Francia e dell'Italia, perchè il Vangelo sarà quasi del tutto dimenticato....

(p. Tognetti, link cit.)

M. Prodigal ha detto...

Padre Lanzetta è un VERO francescano dell'Immacolata! Che bella meditazione che ha scritto. Attendiamo il giorno in cui la FI può essere ripristinato come i santi fondatori avrebbero diretto e non come quelli nuovi di governo - citato in giudizio un laico che è un blogger o un altro utilizzando Internet per diffamare i fondatori - stanno facendo.

Sembra che non sappiamo tutto quello che c'è da sapere su Fatima. O c'è di più per il Terzo Segreto o c'è altro. Non credo che il Cardinale Ratzinger o del Papa wre mentono, ma forse le cose erano incomplete. Anche incompleta è stato il tentativo di consacrazione del 1984 e quindi abbiamo risultati incompleti. Ovviamente non siamo arrivati ​​a qualcosa di simile a un '"Era di Pace". Piuttosto c'è più la guerra e l'omicidio e caos che mai e un castigo è su di noi da islam, comunismo, e altro ancora.

Anonimo ha detto...

Omelia pronunciata da Papa Benedetto XVI il sette maggio 2005.

“Il Papa non è un sovrano assoluto, il cui pensare e volere sono legge.
Al contrario: il ministero del Papa è garanzia dell’obbedienza verso Cristo e verso la Sua Parola.
Egli non deve proclamare le proprie idee, bensì vincolare costantemente se stesso e la Chiesa all’obbedienza verso la Parola di Dio, di fronte a tutti i tentativi di adattamento e di annacquamento, come di fronte ad ogni opportunismo.
Lo fece Papa Giovanni Paolo II, quando, davanti a tutti i tentativi, apparentemente benevoli verso l’uomo, di fronte alle errate interpretazioni della libertà, sottolineò in modo inequivocabile l’inviolabilità dell’essere umano, l’inviolabilità della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale.
La libertà di uccidere non è una vera libertà, ma è una tirannia che riduce l’essere umano in schiavitù.
Il Papa è consapevole di essere, nelle sue grandi decisioni, legato alla grande comunità della fede di tutti i tempi, alle interpretazioni vincolanti, cresciute lungo il cammino pellegrinante della Chiesa.
Così, il suo potere non sta al di sopra, ma è al servizio della Parola di Dio, e su di lui incombe la responsabilità di far sì che questa Parola continui a rimanere presente nella sua grandezza, e a risuonare nella sua purezza, così che non venga fatta a pezzi dai continui cambiamenti delle mode”.

hpoirot ha detto...

"Il Papa è consapevole di essere, nelle sue grandi decisioni, legato alla grande comunità della fede di tutti i tempi..."


Ah ah, l'assurdo di Ratzinger é un pozzo senza fine! Dice che c'é un legame con la fede di sempre da rispettare e poi

1) Non celebra MAI la messa di sempre, prima espressione di quella fede

2) Demolisce la dottrina dell'unità della Chiesa come la spiego' S.Agostino

3) Ci parla della NUOVA fede COMUNE con i Luterani come di un tesoro che tutti devono preservare. Cito: "Occore unità nella diversità é diversità nell'unità

4) Prende scorciatoie che tagliano via fette intere della stessa fede che pretende preservare, come quando ci dice che l'antica alleanza non mai stata revocata

ecc, ecc...

per favore, smettetela di difendere Ratzinger, siete sempre più patetici (oltre che ridicoli)

mic ha detto...

Hpoirot,
Io di Ratzinger ho apprezzato le tante luci e scoperto le ombre che tu sottolinei con insistenza solo nel tempo. Ci sono molte persone che hanno attinto e attingono dalle sue luci, cosa che oggi è venuta a mancare...
Certo i semi di questa crisi vengono da lontano e il suo nome è modernismo.
La restaurazione verrà.

Anonimo ha detto...



1) Non celebra MAI la messa di sempre, prima espressione di quella fede.
da cardinale lo ha fatto

Turiferario ha detto...

Ratzinger si differenzia nettamente dai modernisti anche solo per un fatto: sul modernismo ha concepito (in pubblico) forti dubbi. Non dico che sia diventato un antimodernista e abbia fattivamente combattuto gli errori: si potrebbe dire che sul piano pratico è rimasto a metà del guado, ma i dubbi ci sono, e di spessore. E' già un notevole passo avanti rispetto a chi non si è accorto o fa finta di non accorgersi di niente.

mic ha detto...

Invito i diversi commentatori a tornare sul tema. Questo non è il processo a Ratzinger ed è una discussione che abbiamo fatto molte volte.

Anonimo ha detto...

SE ascolterete le Mie richieste, la Russia si convertirà e avrete pace; diversamente, diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa; i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, diverse nazioni saranno annientate; infine il Mio Cuore Immacolato trionferà.
>Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace.


queste le parole testuali della SS. Vergine riferite da suor Lucia nelle sue memorie, dove riferisce anche della conferma di Nostro Signore, che le parlò nell'anno 1931, consegnandole un duro monito al clero inadempiente.
La parte finale deve ancora avverarsi: un santo pontefice che consacri la Russia alla Madonna, ottenendo così la vera pace al mondo, non quella irenista apostatica (tipo "assisi" o varie adunate panreligiose + frivole partite di calcio), instabile, poichè umano-buonista e FINTA, ma quella pace vera che solo Dio può dare.
La Madonna fa una profezia condizionata: "SE...."
Finora, a partire dal 1917, si è avverata la prima parte, dato che gli uomini di Chiesa NON hanno fatto ciò che Ella chiedeva -e disse a suor Lucia di esserne molto dispiaciuta- iniziando dalla rivoluzione bolscevica, (proprio nell'ott. '17 dopo l'ultima apparizione) poi stalinismo, nazismo, orrori della 2a guerra mondiale, maoismo, espansione dell'ateismo comunista nel mondo con durissime persecuzioni ai cattolici, fino alla rivoluzione global-culturale del '68, (+ terrorismo politico Italia anni'70) causa di apostasia generale, preparata prima dentro (1962-65) e poi diffusa fuori della Chiesa, complice il cv2 che aggiorna la Chiesa ai voleri del mondo.

Deve manifestarsi ancora sulla scena quel papa che sarà totalmente docile alla volontà espressa da Dio per mezzo della SS.ma Madre, e che farà quanto così richiesto:
"DIO vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato".

Finora i pastori in alto e in basso hanno preso sotto gamba questo decreto divino, e i doni promessi ritardano, (mentre con le empietà ci attiriamo i castighi, già col degrado della Fede, massimo castigo derivante dalla mondanizzazione della Chiesa).
Speriamo di vedere presto il papa secondo il Cuore di Dio (non per dimissioni del predecessore, se possibile...)