lunedì 18 agosto 2014

A Erbil una grande statua della Vergine per vegliare sui cristiani d'Iraq

La Croix, 16 agosto [qui].

Situato soltanto a qualche decina di kilometri dal fronte con l'ISIS, il monumento sfida le distruzioni perpetrate dai jihadisti nei vicini villaggi iracheni ed è un segnale forte che i cristiani hanno il loro posto nel Kurdistan iracheno.
Ma le testimonianze dimostrano che i profughi non si sentono a casa loro. Solo pochi rifugiati erano presenti alla cerimonia ieri sera. 
Ma la Vergine è lì e le sue braccia aperte attireranno le grazie di cui c'è infinito bisogno.

19 commenti:

Anonimo ha detto...

Senza i droni NATO hai voglia di fermare l'Isis, altro che belle statuine

mic ha detto...

Certo che le statue non bastano.
Ma questa rappresenta un atto di fede, capace anche di alimentare devozione preghiera e affidamento. E ogni vero atto di fede non resta senza conseguenze, anche se non le vediamo immediatamente.

Anonimo ha detto...

OT Ariel Levi su Riscossa cristiana.

Anonimo ha detto...

Ecco - da vedere (in inglese)

https://www.youtube.com/watch?v=AUjHb4C7b94

K.

mic ha detto...

Non è OT, perché l'argomento è il dramma che anche noi stiamo seguendo da giorni. Il titolo:

"I figli cristiani massacrati dal satanico “califfo” musulmano, mentre il padre, più o meno santo, non è mai sostituibile"

La trattazione è tutta condivisibile, compresa la chiusa.
Infatti nessuno di noi, se talvolta critica il papa (fuor della metafora del padre) è perché lo disprezza o lo rifiuta o vorrebbe sostituirlo.
Se lo tiene com'è. Ma continua a dire ciò che non va, e non secondo i suoi 'gusti' personali, ma quando il "ciò che non va" è obbiettivamente fuori squadra...

Solo che don Ariel lo fa per metafora o con espedienti dialettici, mentre invece su questo blog lo si sottolinea con argomenti teologici e secondo il Magistero perenne. E su questioni sulle quali un credente (laico o sacerdote che sia, ma sopratutto un sacerdote) non deve, non può - e per questo - non vuole tacere.

Premesso e chiarito questo, perfettamente d'accordo con Padre Ariel S. Levi di Gualdo.

Enrico ha detto...

Così Levi di Gualdo:

"Noi teologi e storici cattolici siamo abituati ormai da secoli a discutere con studiosi non credenti che cercano di de-costruire con il loro rigore scientifico i dogmi della nostra fede; e talvolta, il loro ingegno e la loro cultura, sono così elevati e profondi che ottengono per tutta risposta la nostra stima e il nostro apprezzamento per l’acume col quale portano avanti tesi che noi non possiamo condividere, ma che riconosciamo essere loro sacrosanto diritto esprimere in parole, conferenze, pubblicazioni …

Quando anche i musulmani di diversi paesi arabi, mediorientali, africani, nordafricani e orientali — che come noi non sono passati per le forche caudine della Rivoluzione Francese e dell’Illuminismo e che non hanno mai elaborato i criteri di separazione tra potere politico e potere religioso — impareranno questo, capiranno quant’è importante discutere e convivere con gli altri, anziché tagliar loro le teste in nome della suprema verità dell’unico vero Dio. Impareranno a considerare che lo stesso Dio si è proposto all’uomo, ma non si è mai imposto con violenza all’uomo, al quale Egli riconosce da sempre la libertà di rifiutare lo stesso Creatore che l’ha generato."

E così apprendiamo che l'illuminismo ci ha reso cristiani migliori.

mesmer ha detto...

Vi sono persone che attraversano episodi luttuosi o periodi di grave malattia e riescono a vivere la prova cui sono stati chiamati come un'opportunità e sortirne così migliorati. Altri, invece, ne vengono piegati e finiscono per sprofondare in un abisso di disperazione. Alla stregua di un lutto o di una grave malattia possono essere considerati anche alcune congiunture storiche, che con il loro carico di dolore possono (possono) costituire, spesso involontariamente e inopinatamente, un'opportunità di crescita. Penso che il riferimento di don Ariel alle forche caudine di Rivoluzione francese e Illuminismo sia da leggere in questa chiave.

Penso però che don Ariel s'inganni se ritiene che l'Islam sarebbe stato in grado di superare quelle forche caudine e sopravvivere. Il Cristianesimo ha potuto farlo in virtù di numerose ragioni, fra cui una tanto semplice quanto importante: l'elaborazione teorica di Rivoluzione francese e Illuminismo ha nei confronti della tradizione cristiana debiti ingenti. L'ideale della fratellanza, dell'uguaglianza e della libertà, per esempio sono altrettante trascrizioni in forma deviata e alterata di concetti chiave del messaggio cristiano e della speculazione che ne è scaturita.

Enrico ha detto...

A me risulta che dalla rivoluzione e dall'illuminismo la cristianità sia uscita peggiore e non migliore.

Anonimo ha detto...

In alcune cose peggiore in altre migliore.

Enrico ha detto...

Ecco applicata al cristianesimo la dialettica triadica, tesi-antitesi-sintesi.
Di questo passo dovremo ringraziare (e qualcuno, anche in Concilio, l'ha già fatto) anche Marx, Freud e Einstein.
Poi riconoscerci nei comuni valori della "civiltà occidentale".
E finalmente fare nostro il solito schemino neocon risalente a Huntington.
A questo punto che cosa resta della cristianità?

mesmer ha detto...

Come sempre accade, d'altronde. Difficilmente i fenomeni umani sono monocolore, anche se presentano, indubbiamente, tinte dominanti e tinte marginali.

Sarebbe interessante, per esempio, chiedersi che cosa di buono e che cosa di cattivo il Cristianesimo stia assorbendo Rivoluzione digitale, se la ricezione del messaggio cristiano e della stessa esperienza religiosa stia in consegnuenza di tale fenomeno mutando, e come.

Tornando a noi, l'illuminismo non è, in sé, un valore. Ma non lo è nemmeno il preilluminismo (inteso come lo stato delle cose prima dell'illuminismo, e non come lo stato delle cose che prelude all'illuminismo). L'Islam, decisamente preilluminista, ne è lampante attestazione.

(E ciò non toglie che anche l'Islam, pur esso fenomeno umano, conosca nella sua congerie di tinte fosche qualche barlume di luce)

mesmer ha detto...

La dialettica tesi-antitesi-sintesi, se non diventa una formula ideologica (come ha finito per diventare in certe applicazioni del suo moderno elicitatore stesso, quell'Hegel che a colpi di pollice faceva quadrare l'irriducibile complessità dei fenomeni in un disegno precostituito e, ancorché complesso, sempre troppo schematico) ha una sua realtà, attestata dall'esperienza, e dalla logica. Se ne erano avveduti compiutamente già gli antichi Greci. Il processo ascensionale della dialettica platonica si basa precisamente su questo processo, che trovare la sua espressione più estrema e manifesta nelle costruzioni triadiche del neoplatonismo di Proclo. Lo scandalo non è il passo di valzer della triade dialettica di hegeliana (ma poi procliana, ecc. ecc.) memoria, bensì nella pedestre banalizzazione che ne hanno fatta improvvidi idolatri e improvvidi detrattori.

Enrico ha detto...

Dunque?

mesmer ha detto...

Dunque.

m.claire ha detto...

egr. mesmer
scusi: quale rapporto di sudditanza necessario, secondo lei, lega il cristianesimo al pensiero hegeliano ?
siamo in quanto cristiani debitori a qualsivoglia filosofo antico o moderno ?
non oso pensare che lei, essendo sacerdote (se ho ben capito) si trovi in quella schiera crescente di simili pensatori cattolici inchinati al mondo e all'uomo.....
come quel sacerdote che mi disse: "Cara signora, non possiamo insegnare più nessuna verità (sic) ai giovani, da quando è sorta la fisica quantistica, si è affermata la comunicazione su internet ecc. ecc. (come dire: ognuno ha la SUA verità e la cerca a modo suo, tutte le vie sono ammesse....);
ovvero la fede sarebbe ancella del pensiero moderno, in continua evoluzione ?

ma quando e come voi pastori avete abbandonato le parole di GEsù:
"I cieli e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno" ? e quelle che gli dissero i suoi:

"Dove andremo, Signore ? solo Tu hai parole di vita eterna"
?

Anonimo ha detto...

"A me risulta che dalla rivoluzione e dall'illuminismo la cristianità sia uscita peggiore e non migliore."

ciao Enrico, non la cristianita , ma l'umanita tutta intera.

mic ha detto...

M. Claire,
Quel che intendeva mesmer è tutt'altro... Se ne potrà parlare.

Anonimo ha detto...

Il secolo dei lumi si perde piacevolmente fra magia e spiritismo...

mesmer ha detto...

Grazie davvero, Mic. Mi ha anticipato nella risposta, con concisione e precisione.

Spiace dare involontariamente adito a qualche fraintendimento, ma quando si cerca di ragionare insieme sono inconvenienti che possono capitare, specie nello spazio di confronto, vivace ma sempre un po' "stretto" offerto da internet.