sabato 7 dicembre 2013

Il super-eroe padre Fidenzio, l'anti-cripto-lefebvriano

Un nuovo spettro si aggira per la Chiesa: è lo spettro del "cripto-lefebvrismo", con le sue forze occulte della reazione sempre in agguato. Ma per fortuna la Lega dei Super-Eroi è sempre vigile, pronta ad imporre con invincibile forza il dialogo costruttivo: questa volta è padre Fidenzio ad utilizzare il pugno di ferro contro ogni sospetto di "tradizionalismo" (e contro ogni "occasione di dileggio pubblico" contro se stesso).

A delle brevi considerazioni anonime pubblicate mercoledì scorso su un quotidiano, il nostro super-eroe ci sorprende degnandosi di rispondere (e di rispondere subito), sia pure in modo freddo e asettico, evitando di entrare nel merito: non gli conviene, perché l'ingiustizia perpetrata ai danni dei Francescani dell'Immacolata e ai fedeli della liturgia nella forma extraordinaria (liturgia promossa da quel "cripto-lefebvriano e sicuramente tradizionalista" che è Benedetto XVI), è tale che una qualsiasi onesta ammissione di colpa metterebbe in discussione l'intero castello di accuse e - purtroppo per lui - anche tutto il suo operato in qualità di commissario.

Il perno centrale di tutta la faccenda, per indiretta ammissione dello stesso Volpi, è la deriva liturgica concessa dal Pontefice emerito. Vi prego di assaporare lentamente quel capo d'imputazione da epoca sovietica: una imprecisata deriva verso qualcosa di sgradito a Stalin. Ohibò: questi derivazionisti controrivoluzionari complottano per poter celebrare impunemente anche la liturgia tridentina! Vergogna! Orrore! Deviazionisti! Cripto-lefebvriani! Nemici del popolo di Dio! Tendenti al tradizionalismo! Trotzkisti! Meno male che un manipolo di delatori ha dato agio al Comitato Centrale vaticano di intervenire con adeguate purghe staliniane.

Proviamo un attimo a ricordare che i Francescani dell'Immacolata, in qualità di Francescani, hanno talmente preso sul serio l'ubbidienza da essersi piegati in silenzio agli ingiusti provvedimenti contro di loro. Che non è esattamente lo stesso livello di ubbidienza esibito dal padre Bruno e dai cinque frati ribelli, meritevoli invece della doverosa protezione del padre Volpi per aver cercato il dialogo costruttivo mediante la denuncia della deriva cripto-lefebvriana del fondatore e dei suoi fiduciari.

Ammettiamo pure che padre Manelli spingesse come un bulldozer senza freni verso una qualche forma di tradizionalismo: ebbene, i frati delatori, che hanno fatto voto di ubbidienza, perché non hanno obbedito? Quando fai voto di ubbidienza scegli pubblicamente di seguire il destino del tuo ordine mettendo la tua vita nelle mani dei tuoi superiori: se domani il superiore vuole che tutti indossino scarpe gialle a pois, tutto l'ordine da domani avrà le scarpe gialle a pois, senza proteste, senza ostacoli, senza mugugni. Finché il superiore non ti sta comandando esplicitamente di commettere peccato, finché il superiore non ti comanda di credere ad un'eresia, ti tocca ubbidire: hai scelto tu una vita di ubbidienza, hai liberamente domandato tu di poter emettere i tre voti. Tanto più in un ordine francescano, e ancor più in un ordine non certo rilassato: i Francescani dell'Immacolata. Inoltre il tuo superiore non ha alcun obbligo di dialogo costruttivo nei tuoi confronti, cioè non ha alcun obbligo di contrattare con te la tua ubbidienza: hai chiesto tu di vivere ubbidendo, se proprio c'è qualcosa che non ti sta bene la porta è quella. Per le scarpe gialle come per la liturgia tridentina.

Dunque le autorità ecclesiali che hanno proceduto alla devastazione dei Francescani dell'Immacolata, presumendo la buona fede del manipolo di frati traditori (e la cattiva di tutti gli altri) hanno di conseguenza stabilito che il crimine di tradizionalismo e di mancanza di dialogo costruttivo, oltre che la deriva della fede in senso cripto-lefebvriano, sono dei pericoli mortali per la Chiesa, per l'ordine dei FFI e per la salvezza dei fedeli. In che modo lo fossero, non è stato spiegato neppure stavolta: la lettera del padre Fidenzio è infatti tutto un elenco di resoconti e di procedimenti (come in epoca sovietica: "ho solo applicato il regolamento"), è tutto un pilatesco lavarsene le mani (esiliare i frati? ma no, ma che pensate? è solo una "itineranza" da religiosi, solo per motivi "amministrativi", ma che avrete mai pensato?). Dunque per condurre «a Cristo, non agli uomini» occorrono le ribellioni, le delazioni e i mezzucci come il questionario furbetto (e la sua interpretazione ancor più furbetta) anziché le «derive tradizionaliste»? Ma scusate tanto: di quale Cristo si parla?

La seccatura, per chi difende l'ingiustizia anche solo come dovere d'ufficio, è che a lungo andare diventa sempre più difficile fingere che tutto sia in ordine. Non solo padre Volpi ha subito raccolto quella che poteva tranquillamente catalogare come provocazione, ma nella foga di rispondere ha addirittura tentato di mandare un minaccioso messaggio alla presunta "laica" (che lui pensa di aver argutamente individuato) che avrebbe scritto la lettera che lo ha imbarazzato. E conclude, con una pennellata tutta clericale, affermando che siccome c'è «agitazione sui blog [sic] e nei cenacoli MIM» allora la guerra contro i derivazionisti sarebbe doverosa e inevitabile. Chiaro l'atteggiamento? Se tacciono, hanno torto; se si lamentano, hanno torto; e in tutti gli altri casi hanno ugualmente torto: il dialogo costruttivo, com'è noto, lo possono fare solo i nemici del cripto-lefebvrismo. E tutti sappiamo bene (loro per primi) che nei confronti di altre realtà ecclesiali molto più "problematiche", si applicano diversi pesi e diverse misure...

È veramente un mistero come si possa celebrare l'Eucarestia ogni giorno e contemporaneamente portare avanti quel genere di opere.

53 commenti:

Andrea Carradori ha detto...

Bell'articolo fatto molto bene !
Orrenda la favola secondo la quale nelle riunuioni delle MIM si sparlava del Papa, del Commissario ecc ecc : tutte cose inventate !
Ma io mi occupo solo del lato umanitario della vicenda.
Che fine fanno i frati ( ordinati ) stranieri ( che non hanno parenti ne' amici in Italia ) che stanno lasciando il convento perchè la spiritualità del loro ordine è stata stravolta ?

Luisa ha detto...

Ringrazio "Esistenzialmente Periferico" per questa sua riflessione nella quale mi ritrovo perfettamente.
Ieri, nella mia reazione alla risposta del commissario Volpi, sottolineavo il linguaggio e i modi degni di una dittatura staliniana, le perfide insinuazioni e le accuse che, più che accusare Padre Manelli e i FFI, hanno perfettamente messo in luce l` ideologia di chi sta agendo contro di loro.
Chi agisce contro i FFI, chi sta demolendo l`ordine dei FFI, è sicuro di essere nel senso della storia voluta da papa Bergoglio, è certo del suo appoggio.
Niente e nessuno fermerà quei picconatori, i FFI, vittime di misure e provvedimenti ingiusti e ingiustificati, tacciono, continuano ad essere quei servi obbedienti, fedeli e umili che sono sempre stati, nessuna voce di Pastore ha rotto un ben codardo silenzio, restano le voci dei piccoli, dei fedeli.
Anche se questa sola possibilità irrita il commissario Volpi, internet offre loro lo spazio per esprimere sconcerto e incomprensione, anche nella consapevolezza che a nulla serve, è doveroso far sentire la voce di chi non si lascia accecare dal polverone sollevato e alimentato in modo violento e indegno, di chi non si lascia rinchiudere nelle etichette sprezzanti e menzognere che chi ha preso in mano le redini del potere vorrebbe affibbiare ai FFI e a tutti coloro che li sostengono.

Anonimo ha detto...

persecuzione dettata dalle lobby...


A pochi giorni dal Santo Natale fa infinitamente tristezza sentire che altri due Consacrati lasceranno il loro convento ( nel quale ormai non si identificano più ) per ritornare a casa dei loro genitori perché : “ Non vedo più alcun futuro per la nostra spiritualità”.
Noi che siamo stati vicini con affetto e con la minima carità a quei giovani consacrati al Signore con specialissimo voto alla Beata Vergine Maria non possiamo far finta di nulla dell' " l'incendio di persecuzione che si è acceso” per provare “ come oro nel crogiuolo” la fedeltà dei Francescani dell'Immacolata a Cristo e alla Sua unica Chiesa .
Se quei Consacrati hanno sbagliato o hanno deviato dalla sana dottrina **
è giusto che siano ripresi nei modi che la Chiesa, Madre e Maestra, stabilisce .
Ciò non toglie che
il loro dolore è il nostro dolore.
la loro tristezza è la nostra tristezza.
(da traditiocatholica)
----------------
si avverano in questi drammatici eventi le parole della Madonnaa Fatima:
I buoni saranno perseguitati".

NB:
1-cgli esiliati lasciano il convento nel quale ormai non si identificano più

2-** non capisco l'articolista quando dice:

SE hanno sbagliato o hanno deviato dalla sana dottrina ecc.

ma si dica: DOVE quei consacrati hanno DEVIATO dalla Dottrina ? pare che l'art. lo dia per scontato, inchinandosi al regime stalinista mentre lamenta l'epurazione ingiusta !

lz

Anonimo ha detto...

Le calunnie contro padre Stefano Manelli


http://www.libertaepersona.org/wordpress/2013/11/le-calunnie-contro-padre-stefano-manelli/


Racconta Agnoli:

"Padre Alfonso è un giornalista, un tipo loquace: sa mettere in fila le parole; le spara a mitraglia; mette insieme cavoli e capre, e spaccia il tutto per una arringa inconfutabile di Cicerone.

Ho in mano quella conversazione ( e non solo). In essa il frate fa intendere all’ascoltatore che padre Manelli è parte nientemeno che di un tentativo di creare nella Chiesa uno…scisma!!

Afferma padre Bruno: “Allora aiutiamolo (padre Manelli, ndr) a stare in comunione con la Chiesa. Perché Padre Stefano, nella sua buona fede, si è messo in un gioco più grande di Lui..”. Vediamo le prime parole: “aiutiamolo a stare nella Chiesa”. Ciò significa che padre Stefano è un border line, un eretico, un disobbediente, qualcuno che sta per uscire dalla Chiesa… Di più: “si è messo in un gioco più grande di lui”…

Un vero maestro: l’ascoltatore, 9 su 10, rimane basito. Perché più si sparano grosse, più, di solito, chi ascolta ci crede (per il meccanismo secondo il quale nessuno si immagina mai che il suo interlocutore stia mentendo, così di grosso, poi). E qual è il “gioco”?

Da vero affabulatore padre Alfonso tira fuori il quotidiano il Foglio, e inizia a leggere alcuni nomi, e a mescolare Giuliano Ferrara, de Mattei, alcuni articoli critici del papa comparsi sul Foglio, fino a formare un grande affresco complottistico in cui anche gli articoli contrari, comparsi sempre sul Foglio, come quello di Scandroglio (che invitava appunto a non criticare il papa in un certo modo, e con certi toni), sono pezzi dello stesso puzzle. Si fa tornare tutto, se si vuole.

Un puzzle nel quale padre Manelli sarebbe dunque complice, “in un gioco più grande di lui” (sa un po’ di accusa e un po’ di scusa: del resto bisogna convincere l’interlocutore, che di padre Manelli è un ammiratore), in cui stanno insieme Ferrara, Corrispondenza romana, la Lega nord, forse anche Totò e altri ancora:

“una Chiesa scismatica, alla Lega Nord, una Chiesa autocefala, fa comodo. In nome di quale tradizione? Di quale tradizione? Giuliano Ferrara, che significa teocon americani … Roberto De Mattei, sono tutti scrittori di Corrispondenza Romana, Scandroglio, Matteo Rippa e compagnia cantando, li trovate tutti su Corrispondenza Romana…” (poco importa se Matteo Rippa non esiste, e si chiama Maurizio Crippa, è ciellino, non scrive su Corrispondenza romana (Cr), e il papa lo ha elogiato con un paginone intero, sempre sul Foglio; poco importa se Scandroglio non scrive su Cr e non ha mai criticato il papa; e poi “li trovate tutti su Corrispondenza romana” cosa significa? Mah…).

Finita qui? No, del gioco scismatico farebbe parte anche Magdi Allam, di cui padre Bruno conosce la moglie (è un dato che si dà all’ascoltatore, per dirgli: guarda che io so di cosa parlo, tu forse questi personaggioni non li conosci, ma io sì…): “..Magdi Allam si è indebitato di due milioni di euro, e questa gente qua glieli ha coperti. La moglie è la vera islamologa, Valentina Colombo, che è insegnante all’Università Europea, dove ho studiato io…”.

La conclusione, ai due che chiedevano lumi sul mantenimento del carisma del fondatore estromesso, e si sono sentiti raccontare la favola complottista, è questa: “Vi dico solo questo che noi (come congregazione, ndr) ci siamo ficcati in questo gioco. Vogliamo aiutare Padre Stefano, aiutiamolo a stare in comunione con la Chiesa” (e cioè confinato a Cassino, con i suoi frati più vicini spediti in capo al mondo e umiliati). E’ per farlo stare in comunione, che ora comanda padre Alfonso!"


Ma vi rendete conto?!?

likeafairytale ha detto...

disgustoso, un vero mistero di iniquità....

Marco Marchesini ha detto...

Mi dispiace per quei Frati. Ma se hanno una spiritualità tradizionale perché non entrano nella FSSPX in modo da essere protetti ed al sicuro dalle angherie romane?
Tanto ormai con la vicenda del commissariamento, con i continui insulti di Papa Francesco ho capito una cosa: non c'è posto nelle struture ordinarie della Chiesa per i cattolici anche moderatamente tradizionali, a meno di non chiudersi nel ghetto dorato stando molto attenti a non "disturbare" troppo. Intanto preti tradiori possono prosperare tranquillamente nelle strutture ordinarie della Chiesa senza che alcuno li fermi.
A Firenze ci sono addirittura "preti" che "celebrano" "matrimoni" tra trans e nessuno muovo un dito.

I Francescani dell'Immacolata hanno provato a tenere il piede in due staffe ed hanno fallito. Capisco la loro scelta, ma ormai devono prendere una stada chiara.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

La FSSPX non ha l'esclusiva mondiale della spiritualità tradizionale.

Agnese ha detto...

La FSSPX non ha l'esclusiva mondiale della spiritualità tradizionale.

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E chi dobbiamo ringraziare per avercela conservata sin qui?

i fuoriusciti da essa ossia la fsp che calunnia la FSPX ad ogni piè sospinto o quelli della mater boni consili altrettanto duri e critici?

Che cosa hanno prodotto quei della fsp? Chi li ha mai swentiti tuonare contro errori ed orrori post conciliari?

Insomma ora tutti si sentono autorizzati a sentirsi più bravi e più buoni della FSPX, come si sentono autorizzati a raccogliere i frutti di anni e anni di persecuzioni che si son beccati la FSPX.

Concordo con Marchesini quei frati FFI che lasciano e vanno per strada non li condivido e sono assai critica nei loro confronti.

Dimostrino coi fatti la loro fedeltà alla Chiesa e alla Tradizione, altrimenti le loro sono inutile chiacchiere e lamentele.

Anonimo ha detto...

Continuo ad essere scettico in merito a questa vicenda. A parte la scandalosa gestione de beni mobili ed immobili, che dal 2007 i FI abbiano virato in direzione tradizionalista è innegabile. Tuttavia l'ordine non è nato nel 2007 ma negli anni settanta (tanto che non è sotto l'egida dell'Ecclesia Dei), per anni dunque è stato in linea con la vulgata postconciliare. Se Manelli voleva un ordine trazionista non faceva altro che fondarne un altro ex-novo (sotto l'ombrello dell'ED), perché è chiaro che per tutti quelli entrati dal 2007 il tradizionalismo andava bene, ma per quelli entrati prima? Cioè quando non si parlava ne di S. Pio V ne di erneneutiche conciliari? Per loro deve essere stato uno shock tanto che non riconoscevano più lo spirito fondativo dei FI. Non usiamo due pesi e due misure, cerchiamo di essere obiettivi.

Micus

Anonimo ha detto...

Infatti, io consiglierei loro, con tutto il cuore, di pensare alla FSSP.
Peter

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Agnese, questa pagina non è un referendum sul gradimento della FSSPX.

Avevo anche suggerito di leggere una pagina di chiarimenti.

Chiedo gentilmente a chi desidera fare tifoseria, di spostarsi in qualche altro blog. Il tema di questa pagina è il super-eroe "anti-cripto-lefebvriano".


Micus, quella che tu chiami "scandalosa gestione degli immobili" è probabilmente solo uno dei modi per evitare che le offerte dei pii fedeli finiscano a rimpinguare solo le tasche dei progressisti. Me lo fa pensare in modo particolare l'atteggiamento di padre Manelli, che - se è fondata l'illazione di padre Fidenzio - avrebbe cercato di guadagnare tempo per evitare di dovergli consegnare perfino le chiavi di casa.

Ricordiamoci che qui si parla di Francescani dell'Immacolata: se il superiore non riesce a finire il piatto, passa gli avanzi ad un confratello perché li consumi. Questi hanno una concezione della povertà alquanto forte (francescani veri), e quindi le presunte malversazioni coi beni mobili e immobili, o sono rari piccoli incidenti di percorso, o sono operati da qualche frate ribelle che magari attualmente è impegnato nel "recuperare" qualche investimento.

Si può certamente discutere sulla questione dei beni se sia un modo riuscito o non riuscito. Ma qui in questa pagina stiamo riflettendo sulla questione principale, stiamo prendendo in parola il padre Fidenzio, e la sua evidente ossessione è ciò che lui chiama "deriva tradizionalista... cripto-lefebvrismo... tradizionalismo".

Quindi, come vedete, non c'è nessun referendum sul gradimento della FSSPX. Stiamo parlando della Lega dei Super-Eroi, di padre Bruno, di padre Fidenzio, dell'assurdo questionario e delle relative circostanze.

mic ha detto...

È sempre bene concentrarsi sull'argomento e cercar di trarne la chiave di lettura più vicina alla realtà.
Grazie, E. periferico per la rua analisi così calzante e incalzante.

Anonimo ha detto...

Anche l'attuale Commissario dovra' rispondere delle sue azioni, prima o poi. Pur augurandogli ogni bene, credo farebbe bene a riflettere se quel giorno possa difendere il suo operato in questo modo. Preghiamo tutti per la S. Chiesa, i Francescani dell'Imnacolata e tutti i protagonisti di questa non bella vicenda

rosa ha detto...

quando ' sta vicenda e' scoppiata, mi sono chiesta perche':
peccati e/ o reati gravi ? a tutt' oggi NON e' emerso nulla
eccessive critiche al concilio, ritorno ala tradizione, fedelta' a BXVI ? e' quello che sembrava
smanie di protagonismo e di carrierismo di alcuni ? verosimilmente si
"pestaggio" di piede a qualche pezzo grosso in curia? probabile
invidia da parte di altri ordini ? quasi certamente
questioni di denaro ? non pareva, ed invece si , comincia a sentirne parlare

In sintesi: piu' la si rimesta, peggio odora
I giovani frati, se han veramente la vocazione, troveranno altri lidi, quelli piu' anziani- che erano entrati nel' ordine sull' entusiasmo del concilio, se ne resteranno al calduccio, ad entusiasmi spenti. E l' Ordine fra un po' sra' come tutti gli altri: i conventi saranno trasformati in alberghi e residence, le case editrici e le radio ed i siti web venduti al miglior offerente. Qualcuno intaschera' e qualcun altro finira' a fare il direttore dell' Avvenire o dell' Osservatore romano, TV2000, vaticanista a Repubblica, ecc.ecc.
CHE SCHIFO
rosa

Zag ha detto...

Ho letto la lettera di Volpi ed è sconcertante. Dovrebbe invece rispondere alla domanda semplice: cosa hanno fatto i FI per meritarsi tutto questo? Se volevano celebrare in rito antico, non erano liberi di farlo? Riguardo poi i trasferimenti di valenti frati dall'ambito della formazione alla pastorale, mi permetto di ricordare una cosa al Volpi, visto che sono un battezzato pure io: certo, certo, normali avvicendamenti, ma la conosce Lei la parabola dei talenti? Suppongo di sì. Beh, sappia che ad ognuno Dio concede dei doni a servizio di tutti, per il bene di tutti e per la crescita del popolo di Dio. Lei può mettere anche un valido insegnante a sbucciare patate, ma un giorno lo dovrà giustificare davanti a Dio.

Anonimo ha detto...

Non vedo l'ora che i frati fedeli a P. Stefano entrino nella FSSPX. Oramai si sta pensando al loro ingresso,temendo che il Fondatore di sarà condannato.

Marco P ha detto...

Dice Micus che l'ordine non è nato nel 2007 quando sarebbe iniziata una virata tradizionalista da parte del fondatore e questo avrebbe potuto disorientare quelli entrati nell'ordine prima del 2007.
Però, a parte che prima di questa data non si poteva celebrare la S. Messa Cattolica liberamente, se non da parte degli scomunicati ed appestati della FSSPX (e questo è per la Fraternità un merito grandissimo), e quindi non si poteva virare in senso tradizionalista, comunque come dice l'articolo se il fondatore decide che da domani sa fa una cosa, posto che non sia peccato (e dire la S. Messa Cattolica non consta che lo sia), in virtù di santa obbedienza a cui ci si è votati, si fa così, 2007 o non 2007.
Volersi ergere a paladini della giustizia e della verità o a supereroi per avere decollato e smembrato l'ordine più fiorente in termini di vocazioni in seno alla Chiesa Cattolica, riducendolo ad una congrega di comari partendo dalla disobbedienza è riprovevole, aberrante e profondamente disgustoso.
Maria, sine labe originali concepta, ora pro nobis.

Silente ha detto...

Ma, insomma, qualcuno può informare codesto Padre Fidenzio che non solo "tradizionalista" non è una parolaccia, ma un "dover essere" dei cattolici, secondo la lezione di San Pio X? E che i "lefebvriani" non sono, alla luce della Dottrina cattolica di sempre, né eretici né scismatici? E che le sue oscene allusioni, non dimostrate, non documentate, presunte malversazioni "immobiliari" di Padre Mannelli sono assimilabili alle calunnie a cui i giacobini, o gli stalinisti, facevano ricorso per condannare i loro incolpevoli avversari? Se ha da raccontare dei fatti, lo faccia, o taccia.
E che la sua persecuzione nei confronti degli esponenti di spicco dei FFI, con accuse ingiuste, rimozioni, epurazioni, allontanamenti, deportazioni sono innegabili e dimostrate dai fatti?
Ci assicura, codesto esponente del più feroce e persecutorio progressismo, che Padre Lanzetta potrà ancora scrivere e pubblicare le sue - pur rispettose e prudenti, oltre che dottrinalmente impeccabili - critiche al non dogmatico e non obbligante concilio, assunto a superdogma nel nome della resa totale alla modernità, in spregio e rinnegamento della Rivelazione e della Tradizione?
Nella sua facondia arrogante e iraconda, perché costui non ammette che i suoi atti sono dettati dal suo astio e disprezzo contro la Tradizione, che è il carisma iniziale, fondante e costituente dei FFI?
Costui si può permettere i suoi misfatti perché conta sul dovere dell'obbedienza e del silenzio dei bravi Francescani. Miserabilmente, utilizza le virtù di coloro che perseguita per i suoi malvagi scopi. Comportamento perfettamente modernista. Hanno fatto così con il concilio, con la distruzione sistematica e scientifica della liturgia e della Dottrina. Hanno contato e si sono approfittati sulla e della obbedienza dei fedeli.

Ma se i bravi e santi Francescani sono tenuti - forse - all'obbedienza e al silenzio, noi laici no. Abbiamo il dovere - non è forse il post-concilio a farci le lezioncine sul "sacerdozio comune"? - di alzare la voce, di gridare contro il sopruso, l'arroganza e l'illegittimità, canonica e dottrinale, degli atti dei "don" Volpi. Facciamo sapere a costoro, ai loro mandanti e ai loro complici che ogni loro atto sarà valutato, pesato e denunciato.
Abbiamo la Dottrina e la Chiesa di sempre, con noi. In ogni caso, esiste un Giudice finale, che non è quello di Berlino, ma un po' più in alto. Se lo ricordino, per la loro anima. L'Inferno non è vuoto, come sostengono e sperano costoro.

Luisa ha detto...



" Non vedo l'ora che i frati fedeli a P. Stefano entrino nella FSSPX. Oramai si sta pensando al loro ingresso,temendo che il Fondatore di sarà condannato."

Ancora un "commento" che mi fa pensare ad un anonimo provocatore, molti amano seminare zizzania e farlo in modo subdolo.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Tutti coloro che fanno ipotesi su fantomatiche "virate in senso tradizionalista" dimenticano che la caratteristica principale dei Francescani dell'Immacolata è... l'essere Francescani. Per loro conta più l'ubbidienza che le virate, le manovre, i proclami e quant'altro. Che ci piaccia o no, loro sono fatti così.

una sola fede ha detto...

@Rosa che scrivi: "E l' Ordine fra un po' sara' come tutti gli altri: i conventi saranno trasformati in alberghi e residence, le case editrici e le radio ed i siti web venduti al miglior offerente. Qualcuno intaschera' e qualcun altro finira' a fare il direttore dell' Avvenire o dell' Osservatore romano, TV2000, vaticanista a Repubblica, ecc.ecc.
CHE SCHIFO"

Non ci facciamo prendere troppo dallo sconforto e dal pessimismo che vengono entrambi dal nemico di Dio e del genere umano (lo dico anche a me stesso, perchè è una tentazione in cui mi capita di cadere).
Se la Congregazione dei Francescani e delle Francescane dell'Immacolata è un'opera voluta dal Signore certamente sopravviverà (come io personalmente penso, anzi forse è stata da Lui voluta proprio APPOSITAMENTE COME UN FARO per questi tempi bui e per quelli che seguiranno forse ancor più bui, ed ecco perchè forse è così PROVATA NEL CROGIOLO). D'altronde disse anche Gamaliele, fariseo e dottore della legge a coloro che nel Sinedrio volevano mettere a morte gli Apostoli:

"Se infatti questa teoria o questa attività è di origine umana, verrà distrutta; MA SE ESSA VIENE DA DIO, NON RIUSCIRETE A SCONFIGGERLI"
(At 5, 38b)

E poi concluse, abbastanza minacciosamente (e di questa conclusione dovrebbero tener conto coloro che mettono continue pietre d'inciampo ai frati e alle sorelle dell'Istituto in questione):

" NON VI ACCADA DI TROVARVI A COMBATTERE CONTRO DIO! "
(At 5, 39)


I disegni di Dio li conosce solo Lui stesso (e ogni tanto delle parti le fa conoscere a coloro che Egli si sceglie in mezzo al Suo gregge); a noi sta pertanto continuare a pregare, in primis, e poi a non mollare la presa e difendere e diffondere sempre la verità (per quanto questa possa essere conosciuta da un essere umano, pur supportato dalla Grazia di Dio) e difendere anche coloro che vivono per la Gloria di Dio e non più per se stessi: tutte queste cose ovviamente non nascono dal nostro animo personale, ma sono aiutate appunto enormemente dalla preghiera, dalla frequenza ai Sacramenti, dal contatto quotidiano con la Parola di Dio, perchè è chiaro, lo sappiamo che senza il Signore non possiamo fare nulla (ce l'ha detto Lui stesso).

Tutto questo d'altra parte lo diceva anche BENEDETTO XVI in apertura dell'Udienza generale di mercoledi 13 giugno 2012:


"Cari fratelli e sorelle,

l’incontro quotidiano con il Signore e la frequenza ai Sacramenti permettono di aprire la nostra mente e il nostro cuore alla sua presenza, alle sue parole, alla sua azione"


E sempre BENEDETTO XVI concludeva:

"La contemplazione di Cristo nella nostra vita non ci estranea - come ho già detto - dalla realtà, bensì CI RENDE ANCORA PIU' PARTECIPI ALLE VICENDE UMANE, perché il Signore, attirandoci a sé nella preghiera, ci permette di farci presenti e prossimi ad ogni fratello nel suo amore. Grazie."

Quando si vive così, il Signore ci trasforma in "Sue braccia" e niente diventa più impossibile, anche se noi dobbiamo sempre sentirci (perchè realmente lo siamo) SERVI INUTILI...perciò via i pessimismi, sorella e fratelli tutti, e avanti anche nell'aiuto fraterno a questa cara e proficua Congregazione!

Luisa ha detto...


"Ci assicura, codesto esponente del più feroce e persecutorio progressismo, che Padre Lanzetta potrà ancora scrivere e pubblicare le sue - pur rispettose e prudenti, oltre che dottrinalmente impeccabili - critiche al non dogmatico e non obbligante concilio, assunto a superdogma nel nome della resa totale alla modernità, in spregio e rinnegamento della Rivelazione e della Tradizione?"

No, caro Silente,temo che il commissario Volpi non potrà farlo, padre Lanzetta è condannato all`esilio e al silenzio, e con lui gli altri frati spediti all`estero, quale era la loro colpa?
Una colpa gravissima agli occhi di chi ha preso le redini : erano colpevoli di essere dei formatori non grati agli ideologi al potere, hanno osato discutere anche di certi documenti del Vaticano II, hanno osato difendere la Tradizione, hanno trasmesso ai seminaristi e ai fedeli l`amore per la Messa Antica, Volpi non ha forse detto, confermando ancora una volta che cosa e chi hanno voluto colpire :

"Ricordo che la maggior parte dei religiosi trasferiti erano impegnati nella formazione, settore costituente uno dei nodi che la Santa Sede mi ha chiesto di sciogliere."

Più chiaro di così!

Esistenzialmente Periferico ha detto...

La mia opinione, per quel che può valere, è che padre Fidenzio abbia sempre capito benissimo di essere stato incaricato di difendere un'ingiustizia.

Me lo fa pensare in modo particolare il fatto che lui senta il bisogno di condannare anche il "dileggio pubblico" indirizzato a lui stesso. Infatti chi difende la verità mette in conto il dileggio (anzi: lo considera un onore) e considera suo premio solo il trionfo della verità e della giustizia (il che è proprio ciò che trova scritto nel Breviario ogni volta che prega).

Marco Marchesini ha detto...

"Esistenzialmente Periferico" è vero, ci sono anche altre realtà tradizionali.
Ma chi si fa sentire quando c'è da criticare atti erronei del Papa e dei Vescovi? Chi è al riparo dalle aggressioni di Roma, commissari, pressioni, imposizioni ingiuste?

Che poi la virtù dell'obbedienza non significa arrampicate negli specchi per difendere gli errori del Papa, seguire ciecamente il Papa spengendo il cervello e la ragione come in una setta, fare tutto quello che il Papa comanda come se venisse da Dio, mettersi il bavaglio pensando di fare come i figli di Noè.

Luisa ha detto...


"Ricordo che la maggior parte dei religiosi trasferiti erano impegnati nella formazione, settore costituente uno dei nodi che la Santa Sede mi ha chiesto di sciogliere."

Strano, o forse no, che non ponga problemi alla Santa Sede, la formazione in vigore nel cammino neocatecumenale, seminaristi, presbiteri, catechisti, membri, tutti sono "formati" ad intra con i testi di Arguello ancora oggi SECRETATI, testi "sacri" e intoccabili, appresi a memoria dai catechisti, come le sue direttive, sono riportati pedissequamente, il tutto coperto dal segreto.
I seminaristi sono formati nei seminari neocat RM, ottenuti nel 1981 da un pittore laico spagnolo che aveva assolutamente bisogno di sacerdoti, pardon, di presbiteri per diffondere il suo "verbo e le sue prassi, e realizzare il suo progetto sulle parrocchie e sulla Chiesa, non c`era nessuno statuto, i testi formativi= le catechesi di Arguello, non erano ancora stati sottoposti alla Cdf, la prassi liturgica era già eterodossa, eppure Arguello ha voluto e ottenuto il suo primo seminario, insomma, formazione e prassi diverse, ma queste anomalie la Santa Sede non le considera dei "modi da sciogliere".
Abbiamo nella Chiesa un movimento definito "itinerario di formazione cattolica" i cui testi formativi sono segreti, i cui metodi, come gli scrutini=confessioni pubbliche, non rispettano il foro interno, la cui prassi liturgica è diversa e "altra", che porta la divisione nelle parrocchie, che ha disobbedito alle norme di Benedetto XVI sulla "liturgia", la cui ricchezza è immensa grazie alla decima e alle continue raccolte di denaro, una ricchezza gestita in modo opaco, ma queste, e altre, anomalie non sono considerate dei "nodi da sciogliere".
Strano? No.
Basta avere amici potenti piazzati ai posti di comando per essere tranquilli e potere continuare tranquillamente e liberamente a deformare menti e coscienze, a schiavizzare le coscienze convincendole di essere a vita schiave del demonio che vince sempre( Arguello dixit), le peggiori storture, i più gravi abusi, non pongono problema alla Santa Sede, non sono "nodi da sciogliere".
Lo è invece una formazione retta, una Liturgia celebrata con cura e dignità nelle sue due forme.
Così vanno le cose in questa Chiesa conciliare.

Anonimo ha detto...

Dobbiamo pur avete un minimo di fiducia negli organi curiali

Zag ha detto...

Il problema non è la Chiesa conciliare, Luisa, perché pure i FI stanno in questa Chiesa. Il problema è che all'interno della Chiesa ci sono diverse visioni e fazioni, ed ora purtroppo sta prevalendo la fazione modernista. Ma, ripeto, ne risponderemo davanti a Dio un giorno. Uno come padre Lanzetta non riceve certi talenti per la sua gloria, ma per il bene di tutti. Lo puoi mettere a tacere, certo, ma ne risponderai. Hai citato i NC, giustamente, ma vogliamo ricordare cosa hanno permesso di fare i vescovi a don Gallo? O certi giornalisti di Avvenire? O Radio Maria che caccia Gnocchi e Palmaro e sponsorizza Medjugorje? Ed il problema nella Chiesa sarebbero i FI?

Marco Marchesini ha detto...

Hai ragione Luisa, purtroppo questa è la tragica situazione.
Le soluzioni?

Silente ha detto...

Cara Luisa, come denunci nel tuo post,i neocat, giudaizzanti spregiatori della Tradizione e quindi della Rivelazione, eretici perché negano l'Eucarestia e la Transustanziazione, che predicano una "vacatio" della Chiesa da Costantino al cvii, sono non solo accettati, ma anche osannati. C'è una coerenza diabolica nell'abominio della rivoluzione modernista.
Ma ciò che più è mostruoso, ignobile e indegno, è il fatto che i persecutori, che tollerano, accettano e favoriscono l'eresia nella Chiesa, l'arroganza e la disubbidienza dei neocat, come da te, cara Luisa, innumerevoli volte denunciato, utilizzano invece vigliaccamente la mitezza, l'umiltà, l'obbedienza, il silenzio dei Francescani per meglio reprimerli, conculcarli, perseguitarli. Oltre che malvagi, sono vili.
Anche per questo, non dobbiamo lasciar soli i Francescani dell'Immacolata. Dobbiamo urlare, gridare la nostra rabbia, perché esiste anche una rabbia santa, con tutti i mezzi che la Provvidenza ci fornisce, come questo benemerito blog.
Qualcuno un giorno ci chiederà: "hai combattuto la buona battaglia?" Come risponderemo?

Anonimo ha detto...

Scusatemi ma questo filmato è sconvolgente. Io non capisco. È pure del 2009, ma me l'ero perso.
http://youtu.be/_6oD-RFbhkI

Anonimo ha detto...

Però scusate i cattolici tradizionalisti sul totale dei cattolici sono lo 0,5%. Ora non si può pretendere che in una congregazione avviata da quaranta anni, in piena primavera postconciliare, un bel giorno il Priore decida di cambiare le carte in tavola per aderire ad una linea tradizionale. Permettete che la cosa sia quantomeno incoerente? Se si intende costituire una congregazione tradizionalista bisogna dirlo prima, inserirlo nelle premesse dell'istituto. Dunque la situazione è questa: Manelli ha provato a riconvertire in senso tradizionale un ordine avviato nel postconcilio, ma ha fallito.

Micus

Anonimo ha detto...

Non c'e' dubbio: il p. Volpi e' un cripto-modernista, sicuramente progressista-concilarista. Certe sue affermazioni vanno contro il magistero solenne di un papa (Benedetto XVI e il Motu Proprio). Tutto cio' mi sembra una ragione gravissima affinche' il papa Francesco invii un visitatore apostolico. E magari pensai ad un (nuovo) commissariamento, con contestuale rimozione (per obbedienza) del Volpi, in qualche convento dell'Amazzonia. Dove potra' valorizzare le sue qualita' umane.
Giuseppe

una sola fede ha detto...

@Silente,

sì, è vero, esiste anche una rabbia santa, esiste lo sdegno santo e come ho scritto prima sta anche a noi far sentire la nostra voce e non far sentire soli quei frati e quelle suore, ma l'importante è anche avere il cuore libero da rancori e sentimenti negativi che tolgono la serenità e spengono la carità (del tutto umanamente comprensibili, ma non davanti a Cristo Giudice) e usare sempre comunque parole, seppur ferme e di denuncia del male, il più possibile però in linea con quanto vuole il Signore da noi, almeno da noi:

"Imparate da me, che sono MITE e umile di cuore"(Mt 11, 29)

Proprio perchè è chiaro che dobbiamo odiare il peccato, ma amare il peccatore, riprendendolo, d'accordo, ma anche pregando per lui e non volergliene (dobbiamo infatti avercela solo con il nemico antico, quello invisibile che soffia odio nel cuore umano): solo così si può sperare che cambi atteggiamento, che si converta dalla cattiva condotta affinchè possa entrare nella Vita Eterna.

Ricordiamo anche che Gesù quando vennero a prenderlo per portarlo a patire e a morire in croce, seppe persino dare dell' "amico" a Giuda e inoltre quando "uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio [...] Gesù gli disse «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno." (Mt 26, 51-53)


E poi Silente concludi chiedendoti:

Qualcuno un giorno ci chiederà: "hai combattuto la buona battaglia?" Come risponderemo?


Se avremo combattuto la VERA buona battaglia risponderemo:

"Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno"
(2 Tm 4,7-8)

E infatti quel che più sarà contato al termine della nostra fugace vita, sarà stato proprio avere vissuto nella fede e di fede per aver potuto amare il Signore al di sopra di tutto e i fratelli come noi stessi: così Egli ci consegnerà in quell'istante la tanto agognata corona...
Ma quant'è dura la salita!!

Buonanotte a tutti, fratelli.

IL VANDEANO ha detto...
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Luisa ha detto...

Se parlo di Chiesa conciliare (come la definì il card. Benelli), e pur sapendo che quell`espressione nemmeno dovrebbe esistere, è perchè un movimento come il cnc mai sarebbe stato approvato prima del CVII, prima del CVII un laico ribelle che avrebbe rigettato insegnamento, liturgia e pastorale, della Chiesa, per inventarsene altri ad hoc per le sue comunità, mai avrebbe ottenuto di avere un seminario per "formare" presbiteri ai suoi ordini, mai avrebbe potuto con le sue prassi altre spaccare le parrocchie e imporre l`arcano ai suoi seguaci e alla Chiesa tutta.
Queste, e altre, anomalie, il cnc se è emblematico della rottura la più palese non è il solo movimento ad aver rotto con la Tradizione, possono esistere e diffondersi solo con la svolta che il CVI ha dato alla Chiesa.

Luisa ha detto...

" Dunque la situazione è questa: Manelli ha provato a riconvertire in senso tradizionale un ordine avviato nel postconcilio, ma ha fallito."

Dunque? No, micus quella è la sua lettura.
Fallito?
Ammesso, e non concesso, che lei avesse ragione, e cioè che quello sia stato l`intento di Padre Manelli, e senza approfondire, micus, ogni sua affermazione e parola, perchè e in che senso Padre Manelli avrebbe fallito?
Avrebbe fallito perchè alcuni, pochi, frati ribelli si sono opposti alla volontà del loro Superiore che non era altro che OBBEDIENZA al Papa e ad un suo documento, il Summorum Pontificum?
Avrebbe fallito perchè quei pochi hanno avuto orecchie compiacenti e compiaciute per ascoltare le loro lamentele?
Un superiore religioso vuole obbedire al Papa e trasmettere ai suoi figli spirituali la conoscenza e l`amore ANCHE per la Liturgia Antica, per una delle due forme del Rito Romano Antico, un esiguo gruppo di frati si ribella, resiste , semina divisione e zizzania, rifiuta di obbedire, si rivolge all`autorità vaticana che GIÀ SA essere dalla sua parte, ottiene soddisfazione, e si osa dire che in quelle circostanze Padre Manelli avrebbe fallito?

Nessuno è perfetto, non escludo che nel suo desiderio di obbedire al Papa, Padre Manelli abbia potuto commettere qualche errore, non dico che lo abbia fatto, dico che è possibile, ma basta ricordarsi di quanto fosse ricco in vocazioni quell`Istituto, quanta gioia si leggesse in quei volti abitati dalla loro Fede, uomini e donne, spesso giovani, che vivevano e trasmettevano la forza contagiosa e gioiosa della loro fede, la gioia di essere al servizio della Chiesa, obbedienti al Papa e alla Chiesa.
Questa era la realtà dei FFI, una realtà fatta di religiosi e religiose umili, radiosi e obbedienti che hanno visto il loro Istituto attaccato al cuore e alla testa, che sono stati privati della Messa Antica e della guida del loro Superiore, di fedeli riconoscenti che sono stati, pure loro, privati della Messa Trdientina e della guida spirituale dei frati che sono stati bruscamente allontanati.
Dire che un Superiore ha "fallito", quando obbediva al Papa e al suo Magistero, quando insegnava e praticava l`ortodossia teologica e liturgica, perchè un piccolo gruppo di ribelli ha domandato e ottenuto l`appoggio di chi ha le redini del potere nella Chiesa, un potere che , senza sorprese, sta rivelando i suoi intenti, è dare una lettura come minimo sviante di una realtà molto triste.

Anonimo ha detto...

Luisa, chiariamo, l'intento di Manelli era nobilissimo, tuttavia il commissariamento ha dimostrato che il tentativo e' stato vano. L'affaire FI ha fatto scuola ed ha sancito l'impossibilità della restaurazione della Chiesa. Infatti per quanto riguarda gli Istituti ED si tratta di realtà originariamente tradizionaliste, piccole riserve indiane. Invece Manelli aveva tentato l'impossibile, ovvero convertire una congregazione postconciliare in tradizionale. Ma non ci è riuscito perché proprio i frati anziani hanno manifestato le perplessità, segno che non è riuscito a convincerli della bontà di ciò che stava facendo. Per quelli arrivati dopo il 2007 invece il gioco era più semplice.
E comunque Luisa, non raccontiamoci balle, BXVI non ha mai inteso estendere il VO come unica forma di tutta la Chiesa, il SP parla chiaro. Egli ha difeso la riforma liturgica ed il concilio fino agli ultimi giorni del suo pontificato. Quindi siamo sicuri che Manelli obbediva a BXVI? No, non obbediva a BXVI ma alla tradizione della Chiesa, ad una svolta ed una restaurazione che tanti tradizionalisti sognano, compreso io, sul modello della FSSPX, ma che non era condivisa da Ratzinger se non in minima parte. Dunque Manelli ha voluto fare il passo più lungo della gamba e si è ritrovato in un fosso.
Osserviamo, meditiamo, per non commettere gli stessi errori in futuro.

Micus

notizia ha detto...

Sabato 7 dicembre,
alle ore 16.30,
in Palazzo Vecchio a Firenze,
Padre Serafino Lanzetta, FI, viene premiato per la difesa della Vita e della Tradizione della Chiesa


http://www.riscossacristiana.it

luigi ha detto...

Le cose stanno semplicemente così, a mio avviso:
p. Manelli è un santo fondatore. Come tutti i fondatori santi deve soffrire e come tutti i santi ha un fiuto e uno sguardo della realtà che noi poveri polli ci sogniamo. Ha visto lontano...e ha colto la possibilità offerta da Benedetto XVI, per preparare l'Istituto a prove future (imminenti?). Ha dovuto però, non poche volte, assieme a tanti bravi frati, fare l'equilibrista. Per convenienza? Per opportunismo? Non credo. Penso più per formazione: un animo autenticamente cattolico e francescano. Obbedire non è tradire, come certo mondo tradizionalista accusa....ma virtù.
Ha fatto di tutto per preservare l'Istituto dal morbo modernista e vi è riuscito abbastanza bene, nella Chiesa e sub Petro, sub ductu Eclesiae (seminario proprio con professori interni per garantire una buona formazione....etc...).
C'era da aspettarselo che qualcuno o più di uno dei "suoi" figli, speriamo in buona fede, non capisse...e si lasciasse contagiare...
C'era da aspettarselo che "Roma" e "confratelli francescani" non digerissero che in piena chiesa conciliare ci fosse ancora spazio per un istituto così: un spina nel fianco troppo grossa per temporeggiare oltre e l'occasione, come si sa, fa l'uomo ladro!
Il resto della storia, o meglio dell'incubo, lo conosciamo... Rientra nella crisi generale e nell'apostasia della chiesa, nel vortice di disorientamento e accecamento diabolico che vediamo già da un po'.
Non ci resta che aspettare e pregare, sostenere con la preghiera il fondatore agli arresti domiciliari, i frati disorientati, la vocazioni che andranno a diminuire..., i "buoni" persecutori affinché l'Immacolata li illumini...a modo Suo, ricordando che Nostro Signore diede del "beati" ai perseguitati....dei persecutori cosa ha detto?

Luisa ha detto...


"E comunque Luisa, non raccontiamoci balle, BXVI non ha mai inteso estendere il VO come unica forma di tutta la Chiesa,"

Chi racconta balle?
Ho forse detto che quella era la volontà di Benedetto XVI?
Non mi sembra.
Forse il termine "obbedito" non è il più consono perchè non c`è stato nessun ordine, ma c`è stata, e c`è, una LEGGE UNIVERSALE per tutta la Chiesa, il Summorum Pointificum voluto da Benedetto XVI, in questo senso si può dire che Padre Manelli ha obbedito perchè ha rispettato quella legge, ha rispettato la volontà del Papa, ha voluto far conoscere la Santa Messa Tridentina, la sua bellezza, la sua sacralità, facendolo si è messo contro non solo quei pochi frati ribelli ma tutti coloro che hanno fatto di tutto per vanificare il Summorum Pontificum.

Luisa ha detto...

Ricordo questo articlo:

http://www.libertaepersona.org/wordpress/2013/08/se-queste-sono-le-accuse-a-p-manelli/

S.P. - articolo 3 ha detto...

"Le comunità degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica, di diritto sia pontificio sia diocesano, che nella celebrazione conventuale o “comunitaria” nei propri oratori desiderano celebrare la Santa Messa secondo l’edizione del Messale Romano promulgato nel 1962, possono farlo. Se una singola comunità o un intero Istituto o Società vuole compiere tali celebrazioni spesso o abitualmente o permanentemente, la cosa deve essere decisa dai Superiori maggiori a norma del diritto e secondo le leggi e gli statuti particolari."

Alessio ha detto...

Ma come si fa

http://video.repubblica.it/edizione/genova/don-ciotti-ricorda-don-gallo-e-canta-bella-ciao-in-chiesa/149385/147892

Che poi tra l'altro..
http://www.sanpiox.it/public/index.php?option=com_content&view=article&id=1150:chiesa-povera-e-certosa-ricca&catid=53&Itemid=50

Alessio

una sola fede ha detto...

Alessio, il tutto si completa con i commenti apologetici postati sotto il video...

Luisa ha detto...


Leggo che :

"Con preghiere per don Gallo, ma anche per Nelson Mandela e per un riconoscimento anche da parte della Chiesa della dignità e dei diritti di omosessuali e transessuali, la messa si è conclusa sulle note dell’Ave Maria di Fabrizio De Andrè e di “Bella Ciao”, con le parole del canto delle mondine."


Mi scuserete se, non essendo Itliana, non conoscevo don Ciotti, grazie a Google scopro che è un prete molto attivo su certi terreni, mediatico e pieno di riconoscenze statali per il suo operato, leggo che è stato amico di don Gallo, questa amicizia, e il condividere certe battaglie, giustificano forse che insieme al altri intoni ALL`ALTARE, e battendo il ritmo sull`altare, bella ciao?
Sono immagini che dovrebbero sollevare l`indignazione, invece passeranno come normali e altri seguiranno l`esempio, tanto chi sa più che cosa è l`Altare, che "cosa" è la Messa, che "cosa" è appena stato riattualizzato su quell`Altare dove don Ciotti batte le mani cantando bella ciao?
Sembra che è quel che già faceva don Gallo, forse che la sua comunità è stata commissariata? Forse che don Gallo è stato allontanato dalla sua parrocchia e dai suoi fedeli e inviato all`estero?
Ormai poco o niente mi sorprende in questa chiesa dove tutti possono fare quel che vogliono, liberi e sicuri di non essere corretti e ancor meno puniti, poco importa che diffondano insegnamenti e prassi eterodosse, sono ai margini, e fuori dei margini, dell`ortodossia teologica e liturgica e lo sono con arroganza.
Tutti possono far quel che vogliono?
Mi correggo, no, non tutti, è inutile che stia qui a precisare chi è controllato, monitorato e sanzionato.

Marco P ha detto...

Vede Micus, quando lei sostiene che padre Manelli ha fallito, prende un abbaglio colossale perché giudica con gli occhi del mondo e quando suggerisce di non fare il passo più lungo della gamba, suggerisce di usare la prudenza mondana, che tantissime volte fa rima con pusillanimità, e non quella soprannaturale che è saggezza. Infatti il padre Manelli, come ha spiegato ed argomentato Luisa ha semplicemente indicato la Tradizione, secondo le modalità sancite dal Papa e questo non è né sembra un fallimento.
Con il suo stesso metro di giudizio, e facendo le debite proporzioni, avevano giudicato anche i giudei in merito alla crocifissione ed al Crocifisso.

molto perplessa ha detto...

Ma i Francescani dell'Immacolata a chi stanno obbedendo? No perchè in certi casi è d'obbligo resistere, non obbedire. Perchè rinunciare a servire bene il Buon Dio per obbedire a chi odia la Chiesa e non vuole nè servire Dio, ne salvare anime, non credo sia un bene. Però se uno pensa che la messa nuova sia equiparabile alla S.Messa di sempre e non porti danni (nonostante li abbia sotto gli occhi) faccia come crede, obbedisca anche a comandi illeciti e lasci le anime in balia dei venti conciliari.

IL VANDEANO ha detto...

E' importantissimo firmare per far dimettere lo pseudo-cappuccino "padre" Fidenzio Volpi, ultramodernista, "commissario apostolico", che sta facendo a pezzi l'Istituto dei Frati Francescani dell'Immacolata, che è l'Unico fra gli Ordini Religiosi di oggi ad essersi mantenuto Cattolico e Baluardo del Cattolicesimo, per Ascesi, Disciplina e Preghiera, ve lo chiedo con tutto il cuore.

http://www.corrispondenzaromana.it/francescani-dellimmacolata-chiediamo-le-dimissioni-di-padre-volpi-2/

Succi Leonelli Marco (IL VANDEANO)

Codigoro (Ferrara)

Luisa ha detto...



Credo sia non solo utile ma importante dare visibilità alla LETTERA del commissario Volpi ai FFI, è agghiacciante, deve essere letta con attenzione:

http://www.corrispondenzaromana.it/wp-content/uploads/2013/12/Lettera-Volpi-8-12-13.pdf

Dopo aver esplicitamente detto che è la volontà di Dio ad avergli dato le sue responsabilità (!), dopo aver detto tutta la sua simpatia e ammirazione per i 5(!) frati ribelli e il suo disprezzo per chi sta resistendo definendoli di "una grande povertà spirituale e dipendenza psicologica", dopo aver dipinto i FFI come una banda di succubi terrorizzati dalle "autorità deposte" (!) senza libertà e responsabilità di pensiero (i FFI apprezzeranno cotanta stima e rispetto), dopo aver preteso che non ha mai sentito i 5 frati criticare i fondatori...., il commissario Volpi fa cadere la sua scure.
Terribile.
Riprendo da Corrispondenza Romana:

L` 8 dicembre 2013
-ha chiuso il seminario,
-ha sospeso le ordinazioni sacerdotali e diaconali;
-ha colpito di interdetto le pubblicazioni dell’editrice Casa Mariana, proibendo di diffonderle nelle chiese e santuari affidati ai religiosi;
-ha esteso la sua guerra personale ai terziari e ai laici che sostengono l’istituto, sospendendo tutte le attività della MIM (Missione Immacolata Mediatrice) e del TOFI (Terz’Ordine Francescano dell’Immacolata);
-ha minacciato di commissariamento le suore Francescane dell’Immacolata e a tolto a loro e alle Clarisse dell’Immacolata l’assistenza spirituale dei Frati; -infine pretende imporre a tutti i Frati un “giuramento modernista” di fedeltà al Novus Ordo Missae e al Concilio Vaticano II

Anonimo ha detto...

A quanto pare anche qui si dicono cose piuttosto interessanti su chi gestiva i FFI ed è sempre buona norma ascoltare le due campane, non vi pare?
http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/francescani-dellimmacolata-30512/

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Pare un po' troppo misera come campana.

D'altra parte, se invece di leggere Tornielli tu avessi letto direttamente la lettera di padre Fidenzio, avresti capito anche tu che la faccenda principale è la liturgia tridentina, e tutto il resto sono solo accessori.

Inoltre, se anche tu ti fossi limitato a leggere il solo Tornielli, ti dovresti chiedere come mai quelle faccende secondarie (ancora tutte da chiarire) siano sufficienti a devastare un ordine... mentre altri ambienti ecclesiali (Bose, Neocatecumenali, S.Egidio...) fanno pastrocchi mostruosi in tutti gli ambiti e nessuno alza un dito.

Prima di gridare "ascoltate l'altra campana", avresti dovuto ascoltarla tu e riflettere...

Luisa ha detto...



"A quanto pare anche qui si dicono cose piuttosto interessanti su chi gestiva i FFI ed è sempre buona norma ascoltare le due campane, non vi pare?"

Ma per favore!
Da che parte sta la Redazione di vatican insider (leggi Tornielli) è risaputo.
Siccome si son resi conto che il commissariamento dei FFI non passa senza suscitare reazioni, che i loro argomenti per giustificarlo fondono come neve al sole, siccome hanno capito che abbiamo capito i veri motivi di quella che si può definire persecuzione, per tentare di giustificarsi si attaccano alla gestione finanziaria, parliamo di soldi, facciamo passare Padre Manelli per un disonesto e cupido truffatore, la partita sarà vinta e metteremo tutti a tacere!
Non si rendono nememno conto che certi argomenti sono come dei boomerang.
Mediocrità e malignità su tutta la linea.
Basta un pò di buon senso per capire quelle mosse.

Luisa ha detto...

Non so se questo link è già stato dato, si tratta di una reazione-testimonianza alla precedente lettera del commissario Volpi:

http://www.corrispondenzaromana.it/notizie-dalla-rete/commento-alla-lettera-di-p-fidenzio-volpi/