mercoledì 31 luglio 2013

Roberto De Mattei. Il “caso” dei Francescani dell’Immacolata

Mentre i Francescani dell'Immacolata si stanno distinguendo per l'esemplare atteggiamento di attesa orante e obbediente, continua la nostra vigilante e ugualmente orante attesa.
Riporto di seguito, da Corrispondenza Romana  di oggi, l'articolo di Roberto De Mattei, anche per completare una doverosa rettifica ad alcune mie informazioni, che inquadravano il problema in un'unica direzione. Il testo ci fornisce coordinate ben precise, di fatto ineludibili e, soprattutto, mette in luce ciò che non possiamo e non dobbiamo ignorare, al di là dei motivi che hanno mosso la visita apostolica, e deve essere oggetto della nostra vigilanza, in attesa di sviluppi più equi e sereni.

Concludo aggiungendo che quel che mi preme ribadire qui è la necessità di fare i giusti distinguo tra un tradizionalismo fissista e cristallizzato, che in alcune frange può manifestarsi, e l'amore alla Tradizione, perenne vita e giovinezza della Chiesa. Riporto alcune parole di Don Stefano Ariel Levi di Gualdo che, nel criticare gli aspetti deteriori del tradizionalismo estetico-fissita e ricordare la legittimità di entrambi i riti insieme all'essenza della grande dignità appartenente ai sacerdoti per mistero di grazia e dell'amore e della fedeltà di credenti devoti, afferma:
"Ben maggiori sono invece i preti e i fedeli tradizionisti devoti; ma quando chi vuole dare addosso darà addosso, non vedrà i numerosi secondi e punterà tutto sul numero ben minore dei primi".
Ed è proprio questo inganno sottile - del quale abbiamo già avuto sentore in alcune 'battute' sferzanti del papa basate sui più deteriori pregiudizi e possiamo riconoscere in questo comportamento nei confronti dei FI -, che va neutralizzato.

Il problema comunque è ben più ampio e il nostro sguardo non focalizza solo la Tradizione ma l'intera realtà ecclesiale. Perché quel linguaggio tranchant e approssimativo, ateoretico e pragmatico del papa - che sferza tagliando la realtà con l'accetta ma non spiega e non approfondisce come invece appartiene alla sua alta funzione - omette molti elementi fondanti, correndo il rischio del loro oltrepassamento. Senza ignorare i molti fraintendimenti da parte di orecchie che intendono nei modi loro convenienti e la diffusione di un 'sentire' corrispondente. E di questo colui che, prima di essere un comunicatore deve esercitare il munus docendi et regendi dal Trono più alto, non potrebbe non tener conto. (Maria Guarini)

Il “caso” dei Francescani dell’Immacolata
Roberto De Mattei
Il “caso” dei Francescani dell’Immacolata si presenta come un episodio di gravità estrema, destinato ad avere all’interno della Chiesa conseguenze forse non previste da chi incautamente lo ha posto in atto.

La Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata (conosciuta come Congregazione per i Religiosi), con un suo Decreto dell’11 luglio 2013, firmato dal cardinale prefetto João Braz de Aviz e dall’arcivescovo segretario José Rodriguez Carballo, ofm, ha esautorato i superiori dei Francescani dell’Immacolata, affidando il governo dell’Istituto ad un “commissario apostolico”, il padre Fidenzio Volpi, cappuccino.

Per “blindare” il decreto, il card. João Braz de Aviz, si è munito di un’approvazione “ex auditu”, di Papa Francesco, che toglie ai Frati ogni possibilità di appello alla Segnatura Apostolica. Le ragioni di questa condanna, che ha la sua origine in un esposto alla Congregazione per i Religiosi di un gruppo di frati dissidenti, restano misteriose. Dal decreto della Congregazione e dalla lettera inviata ai Francescani il 22 luglio dal nuovo Commissario, gli unici capi di accusa sembrano essere quelli di scarso «sentire cum Ecclesia» e di eccessivo attaccamento al Rito Romano antico.

In realtà ci troviamo di fronte ad una palese ingiustizia nei confronti dei Francescani dell’Immacolata. Questo istituto religioso, fondato dai padri Stefano Maria Manelli e Gabriele Maria Pellettieri, è uno dei più fiorenti che vanta la Chiesa, per il numero delle vocazioni, l’autenticità della vita spirituale, la fedeltà all’ortodossia e alle autorità romane. Nella situazione di anarchia liturgica, teologica e morale in cui oggi ci troviamo, i Francescani dell’Immacolata dovrebbero essere presi come un modello di vita religiosa. Il Papa si richiama spesso alla necessità di una vita religiosa più semplice e sobria.

I Francescani dell’Immacolata si distinguono proprio per l’austerità e la povertà evangelica con cui, fin dalla loro fondazione, vivono il loro carisma francescano. Accade invece che, in nome del Papa, la Congregazione dei religiosi azzeri il governo dell’Istituto, per trasmetterlo ad una minoranza di frati ribelli, di orientamento progressista, ai quali il neo-commissario si appoggerà per “normalizzare” l’Istituto, ovvero per condurlo al disastro a cui fino ad ora era sfuggito grazie alla sua fedeltà alle leggi ecclesiastiche e al Magistero.

Ma oggi il male viene premiato e il bene punito. Non sorprende che ad esercitare il pugno di ferro nei confronti dei Francescani dell’Immacolata sia quello stesso Cardinale che auspica comprensione e dialogo con le suore eretiche e scismatiche americane. Quelle religiose predicano e praticano le teorie del gender, e dunque si deve dialogare con esse. I Francescani dell’Immacolata predicano e praticano la castità e la penitenza e perciò con essi non c’è possibilità di comprensione. Questa è la triste conclusione a cui giunge inevitabilmente un osservatore spassionato.

Uno dei capi di imputazione è di essere troppo attaccati alla Messa tradizionale, ma l’accusa è pretestuosa, perché i Francescani dell’Immacolata sono, come si suol dire, “bi-ritualisti”, ovvero celebrano la nuova Messa, e l’antica, come è loro concesso dalle leggi ecclesiastiche vigenti. Posti di fronte ad un ingiusto ordine, c’è da immaginare che alcuni di essi non rinunceranno a celebrare la Messa tradizionale, e faranno bene a resistere su questo punto, perché si tratterà di un gesto non di ribellione ma di obbedienza. Gli indulti e privilegi a favore della Messa tradizionale non sono stati abrogati e hanno una forza giuridica maggiore del decreto di una congregazione, e perfino delle intenzioni di un Papa, se non si esprimono in un chiaro atto giuridico.

Il cardinale Braz de Aviz sembra ignorare l’esistenza del motu proprio Summorum Pontificum del 7 luglio 2007, del suo decreto applicativo, l’Istruzione Universae Ecclesiae del 30 aprile 2011, e della commissione Ecclesia Dei, annessa alla Congregazione per la Dottrina della Fede, di cui oggi la Congregazione per i Religiosi invade il campo.

Qual è l’intenzione della suprema autorità ecclesiastica? Sopprimere l’Ecclesia Dei e abrogare il motu proprio di Benedetto XVI? Lo si dica esplicitamente, perché possano esserne tratte le conseguenze. E se così non è, perché porre in atto un decreto inutilmente provocatorio nei confronti del mondo cattolico che si richiama alla Tradizione della Chiesa? Tale mondo è in fase di grande espansione, soprattutto tra i giovani, e questa è forse la ragione principale dell’ostilità di cui oggi è oggetto.

Infine, il Decreto costituisce un abuso di potere che riguarda non solo i Francescani dell’Immacolata e coloro che impropriamente sono definiti tradizionalisti, ma ogni cattolico. Esso rappresenta infatti un allarmante sintomo di quella perdita della certezza del diritto che sta avvenendo oggi all’interno della Chiesa. La Chiesa infatti è una società visibile, in cui vige il «potere del diritto e della legge» (Pio XII, Discorso Dans notre souhait del 15 luglio 1950). Il diritto è ciò che definisce il giusto e l’ingiusto e, come spiegano i canonisti, «la potestà nella Chiesa deve essere giusta, e ciò è richiesto dall’essere della stessa Chiesa, il quale determina gli scopi e i limiti dell’attività della Gerarchia. Non qualunque atto dei sacri Pastori, per il fatto di provenire da loro, è giusto» (Carlos J. Errazuriz, Il diritto e la giustizia nella Chiesa, Giuffré, Milano 2008, pp. 157) .

Quando la certezza del diritto viene meno, prevale l’arbitrio e la volontà del più forte. Accade spesso nella società, può accadere nella Chiesa, quando in essa la dimensione umana prevale su quella soprannaturale. Ma se non c’è certezza del diritto, non c’è regola di comportamento sicura. Tutto è lasciato all’arbitrio dell’individuo o di gruppi di potere, e alla forza con cui queste lobby sono capaci di imporre la propria volontà. La forza, separata dal diritto, diviene prepotenza e arroganza.

La Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, è un’istituzione giuridica, basata su di una legge divina, di cui gli uomini di Chiesa sono i depositari, e non i creatori o i padroni. La Chiesa non è un “soviet”, ma un edificio fondato da Gesù Cristo in cui il potere del Papa e dei vescovi va esercitato seguendo le leggi e le forme tradizionali, radicate tutte nella Rivelazione divina. Oggi si parla di una Chiesa più democratica e ugualitaria, ma il potere viene esercitato spesso in maniera personalistica, in spregio alle leggi e alle consuetudini millenarie. Quando esistono leggi universali della Chiesa, come la bolla di san Pio V Quo primum (1570) e il motu proprio di Benedetto XVI Summorum Pontificum, è necessario, per mutarle, un atto giuridico equivalente. Non si può ritenere revocata una legge precedente se non con un atto esplicitamente abrogativo di uguale portata.

Per difendere la giustizia e la verità all’interno della Chiesa, confidiamo nella voce dei giuristi, tra i quali sono alcuni eminenti cardinali, che hanno ordinato secondo il Rito “straordinario” i Frati Francescani dell’Immacolata e ne conoscono la vita esemplare e lo zelo apostolico. Ci appelliamo soprattutto a Papa Francesco, perché voglia ritirare le misure contro i Francescani dell’Immacolata e contro il loro uso legittimo del Rito Romano antico.

Qualunque decisione sia presa non possiamo nascondere il fatto che l’ora che vive oggi la Chiesa è drammatica. Nuove tempeste si addensano all’orizzonte e queste tempeste certamente non sono suscitate né dai Frati, né dalle Suore Francescane dell’Immacolata. L’amore alla Chiesa, cattolica apostolica e romana li ha sempre mossi e muove noi a prendere le loro difese. La Madonna, Virgo Fidelis, suggerirà alle coscienze di ognuno, in questi difficili frangenti la giusta strada da seguire. (Roberto de Mattei)

54 commenti:

Anonimo ha detto...

Quanto catastrofismo!
Sono convinto che il tempo smentirà tutte queste paure istantanee, frutto di emozioni istantanee.
Non solo Magister, Gnocchi e Palmaro, ma ora anche De Mattei si mette a fare il complottista.

"Le ragioni di questa condanna, che ha la sua origine in un esposto alla Congregazione per i Religiosi di un gruppo di frati dissidenti, restano misteriose"

Ecco, iniziamo ad indagare le ragioni misteriose prima di trarre conclusioni "emotive".
Micus

Anonimo ha detto...

I'm really confused. I found this in a blog:

"But the spokesman for the Franciscan Friars of the Immaculate, Father Alfonso Bruno, told CNA July 29 that “more than 80 percent of the friars appreciate the intervention of the Church.”"

http://southernorderspage.blogspot.com.es/2013/07/catholic-news-service-makes-clear-that.html

What is the truth? Don't know what to think..

Luisa ha detto...

micus, la sua razione è diversa da quella di altri su questo blog, no problem, ma perchè deve insinuare che si calunnia (ieri), accusa totalmente infondata, e oggi che cadiamo in reazioni emotive di tipo catastrofismo?
Quel che succede non le basta?
E se le dicessi che il suo è irenismo, angelismo, rifiuto di anche solo guardare la realtà in faccia che è quella di un decreto che colpisce alla testa e al cuore una Congregazione religiosa che si era distinta non solo per la sua obbedienza, il suo rispetto, le sue vocazioni, ma anche per il suo amore per la Liturgia antica della quale oggi viene privata a causa del complotto di una minoranza di frati ribelli?
De Mattei complottista?
Ma scherza, micus?
Ieri le dicevo: chi calunnia chi?
Oggi le dico: chi ha complottato?
Chi non solo lo ha fatto ma è riuscito ad ottenere una vittoria che non dovrebbe renderli fieri e felici?

Anonimo ha detto...

Personalmente non sono tanto preoccupato per il futuro della tradizione nella Chiesa, sono preoccupato per il futuro della Chiesa. Felice

Anonimo ha detto...

Oggi ne parlano anche Agnoli e Langone sul Foglio.
SDG

mic ha detto...

Caro Felice,
è quel che ho appena espresso nella conclusione aggiunta poco fa alla mia premessa a questo articolo.

Guerrino ha detto...

Carissimi, vi chiedo: non è mica che "I Religiosi" (il loro 'mainstream' corporativamente inteso) abbiano infine restituito, con gli interessi, ai confratelli "tradizionalisti" il fendente ricevuto a suo tempo -in ambito cistercense- con la vicenda Mariawald?

(Vedi ad es. http://www.zenit.org/it/articles/germania-l-abbazia-trappista-di-mariawald-torna-al-rito-antico

http://www.kloster-mariawald.de/view.php?nid=179 )

Anonimo ha detto...

Luisa, sono preoccupato quanto Lei per il futuro della tradizione nella Chiesa, ma ritengo che dobbiamo avere reazioni più composte. E se alla fine ai frati che celebravano nel VO sarà concesso di continuare a farlo, oltre alla celebrazione della messa NO? Cosa sarà cambiato?
L'unico modo per farci un'idea chiara sul caso FI, sarebbe quello di leggere le relazioni stese dal visitatore apostolico, solo allora avremo un quadro complessivo della situazione dell'ordine ed i motivi che hanno portato ai decreti di commissariamento.
Ora noi stiamo ragionando sul l'effetto senza conoscere la causa, sulla fine senza conoscere l'inizio, sull'omega ignorando l'alfa.
Micus

rosa ha detto...

Cara MIC,
mentre altri siti o giornalisti cattolici ne parlano (v. Langone) nulla sui TG. Quando Benedetto eliminò la scomunica ai vescovi FSSPX, ne parlarono tutti. Qualche riflessione ?
Rosa

Luisa ha detto...

La vicenda dell`Abbazia trappista di Mariawald che ha chiesto e ottenuto da Benedetto XVI di tornare al Rito Antico è uno dei tanti episodi incresciosi che hanno rivelato quanto Papa Benedetto fosse ostacolato anche dai suoi più vicini collaboratori( leggi Segreteria di Stato, all`epoca per la sezione estera leggi Filoni), in effetti la risposta positiva di Benedetto XVI ai trappisti, che domandavano di ritornare al Rito Antico, era stata "dimenticata" in un cassetto chiuso a chiave, è solo quando i religiosi sono arrivati a rivolgersi direttamente al Papa che quest`ultimo ha potuto rendersi conto del sotterfugio dei suoi collaboratori.

don Camillo ha detto...

Quel monito del Commissario che mi indigna! Quel "sentire cum Ecclesia" scodellato in una lettera senza cuore e sanza un minimo di pietá religiosa che tradotto vuol dire: cari frati so finiti i tempi del Beato Francesco, ora comandiamo NOI o fate quello che diciamo oppure FUORI!

RESISTERE RESISTERE RESISTERE!

don Camillo ha detto...

Segnalo un ottimo editoriale di Francesco Agnoli sul Il Foglio.

Luisa ha detto...

Le ripeto micus, la realtà è che, dall`11 agosto, i FI NON POTRANNO PIÙ celebrare la Santa Messa Antica, che DOVRANNO celebrare solo con il NO.
Prendendo quel decreto l`autorità vaticana ha colpito non solo la testa ma il CUORE dell`ordine dei FI.
Niente, basta il buon senso e un pò di logica, imponeva quella decisione, se la Messa Antica non c`entra con i "problemi" interni ai FI, perchè "punire", sopprimendola, in primis i frati ma anche tutti i fedeli cattolici che partecipavano alle loro Liturgie?
Hanno pensato in Vaticano a quei fedeli?
No, o, meglio, hanno pensato a loro privandoli della Messa che santificava la loro vita.
Perfetto esempio di Misericordia.
Anche la Misericordia è a geometria variabile.

Luisa ha detto...

Aggiungo che alla Congregazione per i religiosi sono molto furbi( vorrei dire altro ma mi astengo), in effetti si sono premurati di avere l`approvazione specifica di papa Bergoglio il che impedisce il ricorso al supremo tribunale della segnatura apostolica, oggi presieduto dal...card. Burke!
Lo spiega bene Cristina Siccardi nel suo articolo su Riscossa Cristiana:

"In generale, contro un decreto di una congregazione vaticana è possibile fare ricorso presso il supremo tribunale della segnatura apostolica, oggi presieduto da un cardinale, l’americano Raymond Leo Burke, giudicato amico dai tradizionalisti.
Ma se il decreto è oggetto di approvazione in forma specifica da parte del papa, come sembra avvenire in questo caso, il ricorso non è ammesso»[2]. Pertanto i Francescani dell’Immacolata, dovranno attenersi al divieto di celebrare la messa in rito antico a partire da domenica 11 agosto."


http://www.riscossacristiana.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2632:i-francescani-dellimmacolata-sulla-strada-del-martirio-dei-santi-della-chiesa-di-cristina-siccardi&catid=61:vita-della-chiesa&Itemid=123

C. Siccardi ha detto...

Certo è che la situazione è davvero grave: diritti soggettivi di sacerdoti e fedeli, garantiti da almeno 500 anni di costante imperio pontificio e di consolidata prassi ecclesiale, salvo che per i 38 anni intercorsi tra la riforma liturgica del 1969 ed il Summorum Pontificum del 2007 (con progressivi allentamenti di tali vincoli, quanto meno a partire dal 1984), vengono ora messi in discussione. Cosa ancora più grave è il modo con cui ciò viene realizzato: non una riforma legislativa chiara ed organica, ma l’avallo pontificio di un atto amministrativo, che viene così reso non impugnabile presso le superiori istanze.

minstrel ha detto...

Domanda secca: non possono ASSOLUTAMENTE più celebrare in VO, forever and ever, oppure devono CHIEDERE AUTORIZZAZIONE?

Se quest'ultima la possibilità perché qui (e non solo qui, vedasi fides et forma) si continua ad insinuare nei commenti che "oramai la messa VO è saltata, aiuto, oramai siamo alla frutta, scateniamo l'inferno?"

Non sarà forse che:
- capo, posso fare il VO?
- ok
- grazie capo

e fine del cinema?

Io sto con micus.

don Camillo ha detto...

Ma la cosa più insopportabile é che ai frati é impedito di celebrare PRIVATAMENTE! È un sopruso alla propria coscienza, disobbedire é un atto di giustizia!

mic ha detto...

Non sarà forse che:
- capo, posso fare il VO?
- ok
- grazie capo


Anche in questo caso si tratta di un provvedimento grave e scorretto:

L'art.2 del Summorum prevede il diritto di ogni sacerdote di rito latino (sia secolare che religioso) di celebrare il VO (dunque nessuna richiesta di autorizzazione),
mentre l'art. 3 riguarda
la celebrazione conventuale o “comunitaria” nei propri oratori"

Perciò questa disposizione avallata dal Papa (che è un atto amministrativo) tenta di cancellare una disposizione papale diramata dal suo predecessore con motu proprio (art.2).

Il che non credo canonicamente valido, per effetto della gerarchia delle norme. Ma, di fatto, è grave e scorretto...

E' uno degli aspetti della famosa "prassi ateoretica senza spiegazioni" che non possiamo accettare da parte di un pontefice, che sembra denotare non conciliarità (applicazione di una norma conciliare), ma conciliarismo: eresia che dà ad un concilio (in questo caso si tratta di bieco "spirito del concilio") maggiore autorità che al Papa, che è sempre al di sopra anche di un concilio...

mic ha detto...

Caro Don Camillo, hai perfettamente ragione.
Che ne pensi dei quanto ho espresso nel mio post qua su?

Marco P ha detto...

E' un film già visto a suo tempo: si vuol impedire qualche cosa di lecito con provvedimenti autoritari.
La domanda allora fu: che cosa c'è di sbagliato nel celebrare la S. Messa Apostolica, cosa fatta fino a ieri l'altro ?
Nessuna risposta sensata venne prodotta.

Per ammazzare un individuo con certezza si mira alla testa o al cuore. In questo caso si è mirato alla testa (il fondatore) ED al cuore (la S. Messa Apostolica).

Confido nel fatto che tutto rientra nei piani della divina Provvidenza(anche se molte volte è dura, umanamente non dico scorgere i disegni, cosa che nell'immediato non è possibile, ma anche solo voler pensare così) e che ogni azione conseguente a questa situazione drammatica, presa in spirito di vera e santa obbedienza sarà ad maiorem dei gloriam.

Anonimo ha detto...

Ecco il comunicato del Coordinamento Nazionale Sommorum Pontificum in merito alla vicenda FI.
Come potete leggere è equilibrato, pacato, realista, niente di allarmistico e si occupa non tanto delle conseguenze sui frati, quanto di quelle sui fedeli.
Questo comunicato lo trovo molto intelligente, non si lascia andare a sensazionalismi e carastrofismi, ma è aperto ad ogni soluzione. È così che ci si dovrebbe comportare. È molto vicino alla mia sensibilità.

http://www.summorumpontificum.org/2013/07/circa-il-commissariamento-dei-ffi/


Micus

Luisa ha detto...

Non giochiamo sulle parole, anche se è tentante, che cosa c`è scritto in quel decreto?
Che EVENTUALMENTE la Messa Antica verrà autorizzata dopo domanda esplicita, e chi sarà il "capo" che darà quell`autorizzazione?
Forse un amico della Santa Messa Antica?
No.

Luisa ha detto...

E aggiungo, minstrel, che si tratta di tutto salvo che di "cinema"!
Lei non è un cattolico tradizionale, mi ricordo dei suoi contributi su Mil, e di certi suoi duetti con sdc..., per i frati dell`Immacolata in primis, per i fedeli in seguito, essere privati della Santa Messa Antica, ed esserlo in quel modo, è un dolore immenso.

rocco ha detto...

cara Mic, ti ricordi che circa un mese fa ti chiesi se papa Francesco potesse in qualche modo andare contro il summorum pontificum?

diciamo che la prima occasione non se la e' fatta sfuggire...

don Camillo dice:
Ma la cosa più insopportabile é che ai frati é impedito di celebrare PRIVATAMENTE! È un sopruso alla propria coscienza, disobbedire é un atto di giustizia!

sono d'accordo.

rosa ha detto...

si proibisce o, eventualmente si concede, la celebrazione di un rito ...pagano?protestante?ortodosso? ebreo?musulamno?buddista ? scintoista? new age? NOOOOO, ma la Santa Messa Vetus Ordo. Vetus NON significa Ereticus
M a me non stupisce . Da chi saluta con "buona sera" invece che con "sia lodato Gesu' Cisto" non c' e' da aspettarsi niente di buono e veramente cattolico
Rosa

Felice ha detto...

Siamo avviati alla passio Ecclesiae, altro che catastrofismo!

mic ha detto...

Noto che il comunicato del cosiddetto "Coetus Summorum" leggibile dal link inviatoci sopra per quanto è -giustamente- equilibrato e rispettoso, è anche fermo nella sua petizione che, mentre noi stiamo esaminando il diritto dei sacerdoti, prende in considerazione il corrispondente diritto dei fedeli (che significa anche bene delle anime, se qualcuno crede ancora che la Santa Messa serva a questo), dei quali nessuno (tanto meno il Papa sembra essersi preoccupato).
La petizione infatti, prima delle finali preghiere alla Vergine Maria, che eleviamo anche noi, dice:

"... volendo evitare ogni indebito giudizio in questioni interne ad un Istituto Religioso di diritto pontificio, esprime, tuttavia, viva preoccupazione che le nuove disposizioni relative alla celebrazione della forma straordinaria del rito romano da parte dei RR. Padri della Congregazione possano in qualche modo privare numerosi coetus fidelium del prezioso servizio liturgico sin qui loro assicurato.

Una simile circostanza rischierebbe, in concreto, di ostacolare l’esercizio di un diritto dei fedeli – riconosciuto e regolato dalle norme generali del Motu Proprio Summorum Pontificum e dall’Istruzione Universae Ecclesiae - a suo tempo disposto dalla mente di S.S. Benedetto XVI a maggior gloria di Dio e a santificazione del Suo Popolo, “discordiam vitando et totius Ecclesiae unitatem fovendo” (SP - art. 5, § 1).

Il CNSP confida, pertanto, che gli Ecc.mi Vescovi e le altre Autorità Ecclesiastiche competenti vogliano provvedere con paterna sollecitudine ad assicurare la regolarità delle celebrazioni delle SS. Messe nella forma straordinaria e in particolare per quei coetus fidelium finora affidati al fecondo apostolato della Congregazione dei Frati Francescani dell’Immacolata, affinché tutti i fedeli che lo desiderano possano continuare a vivere la loro Fede secondo il ritmo della forma straordinaria della Sacra Liturgia, in un vero sentire cum Ecclesia.

giovanna ha detto...

Pur non essendo legata alla Messa Antica, sono molto dispiaciuta per questa vicenda che ci riguarda tutti e ferisce anche chi come me non appartiene al mondo tradizionalista.

E’ una cosa tristissima perché colpisce i FFI, che godono giustamente di fiducia e ammirazione unanimi, perché sembra contraddire con protervia il Magistero di Benedetto, perché agisce con una severità che appare gratuita o comunque sproporzionata. Inoltre come nella società cd civile certe cose accadono quasi di soppiatto, in un periodo in cui si è, più o meno volutamente, distratti. Ma questa non è una vicenda che possa passare sotto silenzio. Credo anzi che il popolo di Dio, la chiesa tutta, anche quella più periferica, abbia diritto di sapere e di capire a cosa si deve un provvedimento del genere che altrimenti è destinato a seminare sospetto e divisione ancora e ancora.

Mi unisco quindi, se permettete, al vostro sconcerto e anche sin d’ora ad eventuali istanze di chiarimento che voleste avanzare. Più si è, meglio è in questo caso.

rosa ha detto...

ho paura che del bene delle anime non importi piu' a nesuno. cio' che importa e ' il numero dei corpi presenti ad applaudire, gridare, ballare. e soprattutto a tirare fuori soldi, per organizzare padiglioni a venezia, a torino, ecc.ecc.
Rosa

Anonimo ha detto...

Luisa dice:
"per i frati dell`Immacolata in primis, per i fedeli in seguito, essere privati della Santa Messa Antica, ed esserlo in quel modo, è un dolore immenso"

Questo dolore immenso dovuto al "divieto" temporaneo di celebrare VO, a cosa è dovuto?
Ricordiamoci che se i FI oggi si trovano in questa situazione è anche a causa loro, qualcosa nel loro ordine non andava per il verso giusto. Non è che Braz de Aviz ha agito casualmente e di punto in bianco, ma è stato chiamato a risolvere una determinata situazione aggrovigliata che i frati stessi non riuscivano a sbrigliare. Dunque stiamo bene attenti a chi attribuiamo le colpe, non usiamo due pesi e due misure. Se volevano i frati potevano risolvere internamente le proprie controversie, ma non ci sono riusciti, quindi una volta tirato in ballo il Vaticano non possono fare le vittime, sapevano a ciò che sarebbero andati incontro. È necessario avere una versione olistica delle cose, altrimenti ci si estremizza e ci di chiude in se stessi incapaci di ascoltare l'altro.
Micus

Amicus ha detto...

"Non sarà forse che:
- capo, posso fare il VO?
- ok
- grazie capo".

Credo che Minstrel e Micus siano piuttosto giovani e non abbiano molta esperienza. Forse non si rendono conto che nel clima di terrore giacobino appena instaurato, nessuno chiederà nulla di nulla, vuoi per timore di 'disobbedire' (obbedienza assurda, stile card. Siri), vuoi perché, anche ammesso che qualche raro frate voglia affrontare il Robespierre in sedicesimo attualmente al comando, il dialogo si svolgerà così:
- capo, posso fare il VO?
- NO.
- grazie, capo.

Fine del cinema...

mic ha detto...

Se volevano i frati potevano risolvere internamente le proprie controversie, ma non ci sono riusciti, quindi una volta tirato in ballo il Vaticano non possono fare le vittime, sapevano a ciò che sarebbero andati incontro. È necessario avere una versione olistica delle cose, altrimenti ci si estremizza e ci di chiude in se stessi incapaci di ascoltare l'altro.

OK, Micus. Questo sarà anche vero. Di certo la frangia dissidente però ha potuto prevalere anche grazie a questo 'clima' pst-ratzingeriano e non giustifica il provvedimento che è e resta iniquo oltre che scorretto canonicamente.

Ho pubblicato, perché merita il dovuto risalto il comunicato stampa del Summorum (sul diritto dei fedeli) con una nota mia (su quello dei sacerdoti e della Chiesa TUTTA).

Anonimo ha detto...

Ai frati non resta che passare in massa ALLA FSSPX
Il papa che non si genuflette mai davanti all'Eucarestia, ha decretato la fine della Chiesa Cattolica.
Pace e bene.

minstrel ha detto...

@Luisa
"EVENTUALMENTE la Messa Antica verrà autorizzata dopo domanda esplicita, e chi sarà il "capo" che darà quell`autorizzazione?
Forse un amico della Santa Messa Antica?
No."

Ma ne è sicura? Io muoverei i carro armati dopo che, dopo aver chiesto, mi venga risposto negativamente. Non prima, anche solo per prudenza.
Poi non è questione di "essere amico" del VO, quanto quello di considerare la bontà di una richiesta.
"posso?"
"ci tieni?"
"Di brutto!"
"e allora vai!"
Fosse così dove è il problema?
Non sarà così? Sarò io il primo a sollevare il problema!

Il problema, mi si dirà, però è che uno può fare il VO privatamente e invece qui deve chiedere.
Leggendo il decreto "In aggiunta a quanto sopra, sempre il 3 luglio u.s. il Santo Padre Francesco ha disposto che ongi religioso della Congregazione dei Frati Francescani dell'Immacolata è tenuto a celebrare la liturgia secondo il rito ordinario e che, eventualmente, l'uso della forma staordinaria (Vetus Ordo) dovrà essere esplicitamente autorizzata dalle competenti autorità per ogni religioso e/o comunità che ne farà richiesta. " pare effettivamente che quando parla di "ogni religioso" si riferisca alla persona che privatamente si fa la propria messa. Ma privatamente uno non può seguire la propria coscienza? E se invece la coscienza gli dice che deve chiedere autorizzazione, una volta chiesta e ricevuta per fare il VO privatamente, dove è il problema?

@Luisa
"E aggiungo, minstrel, che si tratta di tutto salvo che di "cinema"!"

Ovvio. IO parlo di "cinema" riguardo a quello che qui micus legge come catastrofismo. Fate bene a tenere gli occhi aperti e chiedere lumi e delucidazioni.
Da qui però, a mio avviso, pensare che l'anticristo è arrivato e l'apocalisse è in corso ce ne passa.

@Luisa
Lei non è un cattolico tradizionale, mi ricordo dei suoi contributi su Mil, e di certi suoi duetti con sdc...

Spero ricordi anche che tentavo un dialogo, anche se spesso peccavo di presunzione della quale chiedo venia.

@Luisa
per i frati dell`Immacolata in primis, per i fedeli in seguito, essere privati della Santa Messa Antica, ed esserlo in quel modo, è un dolore immenso.

CERTO, e chi lo nega?!
CHI SONO IO PER... (ehm...)
Solo che lei salta la situazione odierna e giudica una PRESUNTA situaizone futura. Come fa?
Infatti AD OGGI il problema è che ai frati NON SONO STATI PRIVATI della messa, ma ora DEVONO CHIEDERE AUTORIZZAZIONE!
Anzi, devono farlo dopo l'11 agosto, quindi AD OGGI cambia nulla.

Ragiono troppo giorno per giorno?
Saranno i millemila impegni che ho, ma sono solito far così. E se sorge un problema, allora in quel momento lo si risolve.
Si può presupporre il problema? Allora, fossi frate, chiederei OGGI per iscritto di poter fare il VO anche solo privatamente con i tutti i perché e i percome. Poi dopo il 7/8 agosto, se non ho ancora ricevuto risposta, valutare cosa è successo in seno alla congregazione e quindi vedere se richiedere a voce a qualcuno o scrivere di nuovo.

Ma davvero, non vedo alcun problema SERIO o INVALICABILE. Ma magari non lo voglio vedere io eh!

Anonimo ha detto...

Amicus dice:
"nel clima di terrore giacobino appena instaurato, nessuno chiederà nulla di nulla, vuoi per timore di 'disobbedire' (obbedienza assurda, stile card. Siri), vuoi perché, anche ammesso che qualche raro frate voglia affrontare il Robespierre in sedicesimo attualmente al comando, il dialogo si svolgerà così:
- capo, posso fare il VO?
- NO.
- grazie, capo"

Non potrà svolgersi così se i frati vorranno a tutti i costi celebrare VO, perché essi potranno fare valere i diritti sanciti dal SP. E comunque non credo che ci sia questo desiderio di vietare la messa antica, l'importante è che tutto si svolga in armonia e comunione fraterna per preservare la pace all'interno dell'ordine.

MiC, credo che nel suo blog, che per i validi contenuti, si distingue come una piattaforma di altissimo livello, dovrebbe dare spazio anche alla linea attendista, evitando di dare troppo spazio alla linea interventista e difensiva che è quella che, in questi casi, i progressisti si aspettano dai tradizionalisti. È importante agire con astuzia in questi casi.

Micus

Marco P. ha detto...

credo che Mic dia spazio a tutti, posto che espongano le loro idee, commenti, tesi in modo non offensivo per nessuno. Quindi il suggerimento di dare più spazio agli attendisti piuttosto che agli interventisti mi pare una cavolata. Se sono pubblicati più commenti intransigenti è perché o gli intransigenti scrivono di più o perché sono di più.

Penso che i modernisti piuttosto che attendersi le legittime lamentele degli amanti della Tradizione, si aspettino invece un mogio e mesto prendere atto della situazione e chinare la testa in nome dell'ossequio all'autorità. Una levata di scudi argomentata e vigorosa non può che far bene.

Mic può non pubblicare questo commento se ritiene che interferisca con la sua posizione "editoriale".

mic ha detto...

Ho pubblicato perché è quello che faccio e ritengo utile. Desidero guardare in faccia la realtà e dunque è necessario prendere atto delle varie posizioni in campo se argomentate ed espresse civilmente. O, a volte, anche provocatoriamente, ma in maniera intelligente.
Tra l'altro sono proprio questi interventi a non renderci autoreferenziali e a darci l'occasione per approfondire ed esplicitare meglio le ragioni della nostra fede.

Ciò non toglie che io sia costretta a eliminare decine di commenti esaltati o insultanti o semplicemente trolleschi.

Anonimo ha detto...

Marco, intendevo nei post non nei commenti.
Micus

Emanuele ha detto...

Credo che queste vicende dimostrino che il fallimento dei colloqui tra la FSSPX e la Santa Sede è stato qualcosa di provvidenziale.
Mi sembra sempre più evidente che l'unica strada da percorrere per salvare il salvabile è la disobbedienza (strada che, seppur a malincuore, scelse mons Lefebvre).

rosa ha detto...

Caro micus,
se in tutte le chiese del mondo, anzi che dico solo d' Italia, ci fosse almeno uan S.messa Vo al giorno, anzi che dico alla settimana, il problema dei FFI sarebbe di minor entita' o comunque riguarderebbe solo loro, anche considernado che non sono presenti ovunque. Ma siccome esistono decine e decine di diccesi, e forse centinaia e centiania, nelle quali il VO NOn. e' celebrato piu' da 50 anni, mentre lo e' stato per alemno .500 anni, anhce il caso di un Ordien religiosa tra i tanti suscita enorme preoccupazione. A me tra l' altro colpisce che menter per altri ordine e padri fondatori, un nome a caso Maciel, ci sono voluti anni, anzi decenni, per intervenire, qui in alcuni mezi, zac, si e' colpito pesantemente. Perche' il padre ruba ? seduce? e' eretico?
Rosa

Luisa ha detto...


"Solo che lei salta la situazione odierna e giudica una PRESUNTA situaizone futura. Come fa?"


!?!
Io non salto per niente la situazione odierna, minstrel, ci sono in pieno e ci sono totalmente solidale con i frati e i fedeli!
Non so se vediamo la stessa situazione, certo io la vedo come cattolica tradizionale, lei no, ma dovrebbe bastare il buon senso per capire, constatare che quel decreto è una sanzione che priva i frati e i fedeli cattolici della Santa Messa che prima celebravano liberamente e che ora non potranno PIÙ celebrare se non domandando a chi non è un cattolico tradizionale, non è un amico della Messa Antica.

Luisa ha detto...


Quell`EVENTUALMENTE è pesantissimo, bisogna essere ciechi per non vederlo.

Luisa ha detto...


"Non potrà svolgersi così se i frati vorranno a tutti i costi celebrare VO,"

A tutti i costi??

"E comunque non credo che ci sia questo desiderio di vietare la messa antica, l'importante è che tutto si svolga in armonia e comunione fraterna per preservare la pace all'interno dell'ordine."

Ah, certo, IMPORRE a tutti i frati l`uso del NO, SOPPRIMERE la Messa Antica, autorizzarla EVENTUALMENTE dopo domanda esplicita, è veramente un segno di misericordia fraterna!
Lo è per i frati che non hanno partecipato alla fronda dei ribelli, lo è per i fedeli.

Dave Welf Masters ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

Tifoso di questo blog dice:

La domana omessa, è « Chi è Volpi »?

Anonimo ha detto...

Ecco, appunto, ai fedeli che restano senza la messa nessuno ha pensato?

mic ha detto...

Ci hanno pensato i fedeli stessi, con il comunicato del Coetus Summorum, pubblicato nell'articolo che segue.

Anonimo ha detto...

http://www.immacolata.com/index.php/it/35-apostolato/fi-news/227-comunicazione-recenti-fatti

Sarà meglio leggere con attenzione e diffondere questo comunicato dei FI

mic ha detto...

Ho letto e apprezzo lo spirito d'obbedienza manifestato da parte dei FI.
Tuttavia, penso che oltre ai loro diritti di sacerdoti siano lesi anche quelli dei fedeli i quali, in virtù del diritto canonico e del loro sensus fidei (che potrebbe coincidere con quello che il papa chiama "fiuto del popolo") hanno non solo il diritto ma anche il dovere di esprimersi e rivolgere ai loro pastori le richieste che riguardano le esigenze spirituali e le attese di santificazione da parte della Chiesa Mater et Magistra.

mic ha detto...

D'altronde p.Sammarco chede silenzio rispetto e preghiera.
Il rispetto e la preghiera gleli abbiamo assicurati. Quanto al silenzio, ovviamente è giusto assicurarlo sulle loro problematiche interne, nelle quali non dobbiamo e non vogliamo entrare.
Ma i riflessi per tutta la Chiesa e per la Tradizione riguardano anche noi. E su questi è giusto far sentire la nostra voce, col dovuto rispetto, ma anche con la parresia che meritano.

Anonimo ha detto...

Carissima Mic non è certo promuovendo una raccolta di firme contro la decisione della Congregazione per i Religiosi che si esterna rispetto e silenzio.
I laici fanno bene come sempre e come su altri temi a portare avanti, nella carità, le loro argomentazioni, ma anche per i laici vale l' obbligo di accogliere con spirito soprannaturale una decisione avvallata direttamente dal Santo Padre. Se per noi il Papa è ancora il Papa, tanto più di coloro che lo considerano nient ' altro che Francesco ( con la f minuscola) lo dobbiamo rispettare amare e ubbidire
La Chiesa è madre anche quando rifila qualche schiaffo. .. diceva P Pio e lui di ceffoni ne ha presi davvero
Saluti

Luisa ha detto...

L`obbedienza non è mai cieca, tutto il rispetto va ai FI che come sempre hanno fatto, anche messi di fronte a questo decreto piombato dall`alto, obbediranno e lo faranno in modo consapevole, ma i laici, i fedeli, hanno il diritto e anche la responsabilità di far sentire la loro voce, anche quando dalla gerarchia arrivano decisioni che la loro coscienza legge come non conformi, o ingiuste, o poco trasparenti, sopratutto quando quelle decisoni li riguardano direttamente.
Non siamo un popolo bue senza cervello e senza coscienza, è molto facile tentare di zittire quella parte del gregge che non corre con il mondo, che è, e resta, legata al rispetto della Tradizione e della Dottrina e alla Messa Antica, è subdolo e perverso il tentativo di coloro che si mascherano in tradizionalisti, o in loro amici, e suggeriscono di tacere.
Quel che conta è, sempre, agire, con il massimo rispetto, con prudenza e intelligenza, ma la prudenza non è viltà.

mic ha detto...

Per anonimo 22.15

Una raccolta di firme, peraltro su una rispettosissima petizione, non ha nulla di non caritatevole, anzi rientra tra le iniziative doverose.

Sarebbe di certo più efficace (e dovuto) l'intervento di un canonista appoggiato da vescovi e cardinali. Ma, almeno finora, tutte bocche cucite...

Per il resto è doveroso, prima che nostro diritto, far sentire la voce, dandone le ragioni in termini più che coretti, di chi ama la Chiesa e la sua Tradizione che è la sua vita e giovinezza perenne.

Nessuno di noi considera il papa da meno di quello che è da quando ha accettato l'alto mandato che gli è stato conferito. E esprimere interrogativi e garbate osservazioni, motivate da considerazioni basate sul Magistero perenne, non equivale a dar schiaffi a nessuno, ma ad esprimere la verità conosciuta amata e vissuta, per quanto riesce di corrispondere alla Grazia.

E quanto a schiaffi, mi pare che questo papa abbia il record inverso, non tanto rispetto a Benedetto, che ritiene purtroppo il record opposto, quanto rispetto a qualunque altro papa...

mic ha detto...

E dice bene Luisa, la prudenza non è viltà...