martedì 12 giugno 2012

Il momento è serio e grave. Realismo e Soprannaturale...

Nell'approssimarsi di un possibile accordo con Roma, sia all'esterno della Fraternità, ma soprattutto al suo interno, fervono le riflessioni e la ricerca di trovare la presa di posizione ritenuta secondo coscienza e nello spirito del Fondatore.

È un momento delicatissimo ed ero molto indecisa se parlarne così apertamente; ma sento di farlo per dare il mio povero contributo, sia pure da questa Agorà di nicchia, nella consapevolezza che se parlo da 'esterna', nel senso che non ho aderito formalmente alla Fraternità, parlo tuttavia da persona coinvolta innanzitutto come credente e poi come cattolica, convinta come sono che stiamo combattendo la stessa battaglia, per il Signore per la Chiesa e per le anime assetate e, quindi, dalla stessa parte.  È una battaglia non contro gli erranti, come ha ben sottolineato mons. Fellay, insieme  a tanti cuori sacerdotali che lo affiancano nella Fraternità, ma contro gli errori. E dunque ciò comporta un cambiamento di atteggiamento: smetterla con le accuse, per quanto giuste e fondate, ma aderire alla regolarizzazione -con le dovute garanzie, naturalmente- e continuare a lottare e a parlare, ma soprattutto a santificare, a pieno titolo davanti al mondo e non solo davanti al Signore, perché l'Incarnazione anche della Chiesa lo esige.

Non faccio riferimenti diretti per ovvi motivi di riservatezza e per non sollevare polvere, ma ne parlo. Qualche sacerdote all'interno della Fraternità può sentirsi autorizzato a pensare e a condividerlo con i suoi fedeli, in sostanza trascinandoli in base a considerazioni del tipo: « Ma come! Avete lottato disprezzati per 40 anni per fare un'alleanza con chi vi ha vessato? Un militare che ha lottato e rischiato la vita contro il comunismo, come può allearsi coi comunisti? ». Questo è un parlare passionale, un agere contra le persone non contro l'errore, che non supera il macigno - molto umano e giustificatissimo, ma dal quale si deve uscire - del risentimento per il disprezzo e la frustrazione subiti per anni e che neppure accenneranno a diminuire. Posso parlarne a pieno titolo perché è lo stesso disprezzo di cui siamo fatti oggetto noi tradizionisti all'interno della Chiesa e la stessa frustrazione che abbiamo accumulato per il fatto di veder accolte le nostre grida e le nostre denunce con assordanti silenzi o con eclatanti proclami di 'segno' contrario.

E inoltre non si può sostenere nei confronti di Mons. Fellay che lui non ha le stesse grazie che il Fondatore ha ricevuto nel momento che ha creato un'Opera santa per la Chiesa e le potrebbe però mantenere unicamente non tradendo lo spirito del Fondatore. Ebbene, forse è proprio questo il punto focale di tutto. Quello che urge ritrovare in un momento grave come questo è proprio l'autentico spirito del Fondatore che credo risieda nel suo immenso amore per Cristo e per la Chiesa e conseguentemente per le anime sacerdotali a lui affidate. E di certo non risiede in una frase per quanto icastica e significativa, da ognuno citata a sostegno della propria visuale; perché non si può fare di una frase un assoluto correndo il rischio di sostituire il Vangelo a cui essa rinvia. 

E nemmeno si può fare della decisione da prendere l'aut-aut con chi nega e chi afferma la regalità del Signore. Si dimentica (necessità di realismo invocata da mons. Fellay) che affermare la regalità del Signore unicamente da una Roma convertita è irrealistico, perché più il tempo passa più la deriva aumenta. Non so se il rimedio possa essere la Fraternità. Ma di certo la Fraternità porta quel quid di Soprannaturale (sempre per dirla con Fellay) che altrove va scemando o manca del tutto!

E c'è una differenza sottile da non trascurare: Mons. Fellay non si allea con Benedetto XVI come persona -anche un tantino modernista, sia pure con moderazione rispetto ai tempi giovanili-, ma con Benedetto XVI come Vicario di Cristo, che non può eludere, nell'intento di combattere il modernismo agendo 'contro' il modernismo non contro le persone direttamente... È finito il tempo di continuare a tuonare da pulpiti marginali! È arrivato il momento di predicare apertamente da pulpiti canonicamente riconosciuti e farlo con la parresìa di sempre! Non contro i vescovi modernisti, ma per le anime assetate e la Chiesa in apnea! Mons. Fellay cerca di acquisire titolo ad agire canonicamente dall'interno visibile (non metafisico, perché di quello siamo ben certi). E in questo momento mi pare l'unica decisione utile sia per la Fraternità che per la Chiesa. Anche perché andando avanti le posizioni radicali non farebbero altro che radicalizzarsi sempre di più. La battaglia continua.  È la tattica e anche i fronti che devono cambiare!

Rispondo poi ad una delle perplessità, precise e giustificate, ricorrenti anche su questo blog:  ma il discorso va generalizzato: « come potete illudervi che i vescovi tradizionali possano osare avanzare la minima critica agli errori e alle eresie che Roma permette e avalla da decenni, come nuove evangelizzazioni, senza mai correggerle coi fatti, espellendo il male dal Corpo Mistico, bensì coltivando e allargando la piaga, con deboli allusioni e parole fumose e volatili, che non sono mai ammonimenti ai peccatori ed erranti? »

Personalmente non mi illudo in questo senso e credo che non si illuda neppure mons. Fellay come non si illudono tutti i cuori sacerdotali e i fedeli che amano la Chiesa e sono in sintonia con lui.

Ciò che fa la differenza, e non è poco, se pensiamo che al momento NON ESISTE, è la 'pastorale' tradizionale che comunque la FSSPX potrebbe mettere in atto senza vincoli, continuando a fare quello che già fa, con le garanzie fornite da Roma, altrimenti non accetterebbe la regolarizzazione.

Il resto lo fa il Signore. Ma se questa pastorale non entra in campo, la fede cattolica 'spuria' diffusa da altri resta l'unica campana... E la tattica giusta, oggi, appare non più -o per lo meno non sempre- quella di contestare direttamente l'errante. Questo perché la contestazione diretta crea un muro contro muro che non porta da nessuna parte e la pastorale e la cultura egemone sono quelle e sono loro che gridano più forte.
Non è detto comunque che non ci possano essere situazioni in cui questa contestazione diretta diventa necessaria. Ma va fatta con carità oltre che con fermezza. Non accusando ma mostrando la verità.
È quel che cerchiamo di fare da questo nostro piccolo spazio sulla Rete, per mettere in luce e denunciare le discrasie e le mancanze che ci fanno male come credenti e stridono con la nostra fede cattolica e anche per poter mettere in luce cosa ce ne sta allontanando e cos'è che dobbiamo custodire...

Attuare tuttavia il comportamento di fare la propria parte predicando e santificando, continuando ad approfondire le 'pecche' del concilio e loro conseguenze, già è molto rispetto a quello che c'è oggi. E molte anime potrebbero giovarsene, avvertendo la differenza che vien loro mostrata sul campo. Tenendo anche conto del moltiplicatore di efficacia costituito dalle indicibili Grazie del Signore che fluiscono e accompagnano la Santa Messa integra, che tuttavia ha bisogno anche della dottrina corrispondente, molto annacquata, se non oltrepassata nel resto della Chiesa visibile.

Se la Fraternità si taglia fuori, TUTTA la Tradizione sarà ancor più in difficoltà. Ma questo significa una Chiesa sempre più asfittica e sviata! Ma ora, più che mai, preghiera!
Maria Guarini

84 commenti:

Dante Pastorelli ha detto...

Mi sembra che tu, MIC, abbia toccato un po' tutti i punti fondamentali della situazione attuale della Fraternità di fronte alla Chieaa di oggi, e fors'anche di domani.
Purtroppo, decenni di sfiducia, non sempre immotivata, hanno lasciato il segno. Ma non è con l'atteggiamento bellicoso contro la Roma modernista, senza capacità di distinzione di tempi e maturazioni all'interno della Chiesa, che la Fraternità potrà svolgere una funzione positiva nella rinascita che tutti auspichiamo.
L'arroccarsi in attesa di giorni più felici per paura di contaminarsi è ormai palesemente sterile. Se la fede integra la si possiede la si può continuare a sentire e testimoniarla "da dentro", magari attraverso parrocchie, chiese, fuori dalle catacombe insomma. Ci sono tanti giovani, anche chierici, che ormai hann'aperto gli occhi. Glieli facciamo chiudere? E chi si mette alla loro testa?

Anonimo ha detto...

dal web

http://www.spessantotomas.com/2012/06/sspx-in-england-accuses-superior-of.html
LETTERA A PERTA AL VESCOVO FELLAY DA PARTE DI ALCUNI FEDELI APPARTENENTI AL DISTRETTO INGLESE
(La FSSPX in Inghilterra accusa il Superiore di infdeltà)
un gruppo di fedeli laici della FSSPX in una lettera chiama in causa Fellay per la sua nuova linea "accordista", che non convince tutti....
...sono numerosi i fedeli che lamentano nelle scelte di Fellay un tradimento della FSSPX, dei suoi indirizzi costantemente seguiti finora e anche degli insegnamenti di Lefebvre.
La lettera evidenzia tra l'altro svariate dichiarazioni di Fellay in grande contraddizione tra loro e si chiede a quale Fellay si debba credere!

A quanto pare, anche in Inghilterra, come in tutte i paesi dove esiste una FSSPX molti si chiedono sconcertati e confusi a che cosa miri il Superiore nel suo nuovo "corso".

mic ha detto...

La lettera evidenzia tra l'altro svariate dichiarazioni di Fellay in grande contraddizione tra loro e si chiede a quale Fellay si debba credere!

Non meraviglia questo.
Ricordo anch'io dichiarazioni di Fellay meno possibiliste e più tranchant di quanto non appaia oggi.

Di certo c'è stata un'evoluzione, sia da parte del Papa che di parte della Curia, alla quale corrisponde un'evoluzione anche del comportamento di Fellay e di chi ne condivide l'orientamento e gli atteggiamenti.

Consideriamo attentamente questi punti:

1. ammissione che dei punti controversi del concilio si può discutere; non ancora piena, ma accettabile e tutta da coltivare

2. la grande crisi sempre più evidente che la Chiesa (e il mondo) stanno attraversando (l'oscuramento della Verità non vi è di certo estraneo e bisogna verificare la consapevolezza di ciò nelle gerarchie); ma di certo nei confronti della FSSPX, è maturato un atteggiamento diverso, sua pure purtroppo non generalizzato

3. personalmente capisco i timori espressi dalle persone di cui si parla, ma non li condivido del tutto, se si esamina la situazione con gli occhi della fede (realismo e Soprannaturale sono davvero le parole chiave, secondo me)

4. chi ha una Fede integra, con l'aiuto del Signore non sarà contaminato. E, d'altronde, se ci sono le giuste garanzie, il "piccolo resto" non rischia di essere contaminato. D'altronde un tipo di contaminazione è l'errore, un altro tipo di contaminazione è anche lo "zelo amaro"...

5. Il "nuovo corso" del Superiore a me pare un cambiamento di stile più che di sostanza, e forse non ha nemmeno alternative, se davvero Roma gli ha chiesto una risposta definitiva, pena lo scisma.. non credo che questo sia un rischio da correre e probabilmente lui stesso avrà già preso le misure necessarie

Anonimo ha detto...

La "trappola" non può consistere proprio nel creare questa situazione da divide et impera?

mic ha detto...

Dipende dalla profondità della spaccatura che si può creare... di questo io non ho la giusta percezione. E Dio non voglia che ci siano divisioni rimarchevoli!

Certo sarebbe stato molto meglio che si fosse accolta la Fraternità senza condizioni capestro, tendendo conto che è un comportamento in altri casi non adottato.

In effetti questa è la cosa che mi piace di meno... Sta di fatto, però, che certe affermazioni polemiche avevano superato ogni livello di guardia, a prescindere dall'effettiva problematicità della Chiesa attuale....

Anonimo ha detto...

dal web

benone, condizioni capestro !
ECCO la vera realtà, amici che volete fidarvi dell'aiuto di Dio; Dio (lo Spirito Santo > Intelletto, Consiglio) ci aiuta a VEDERE le trappole tese dagli sleali, e noi minimizziamo i pericoli: e parliamo di realismo ? realismo o favole per ingenui, quelle di sottovalutare un capestro pronto e visibile ?

E come si fa a fidarsi di persone che pongono condizioni capestro ?

come si può credere che siano leali coloro che tendono trappole ?

l'anonimo 16:17 mi ha preceduto nella domanda che anch'io pongo da tempo sui blog.

Se una persona è malfidata, e lo dimostra preparando condizioni sleali per colui col quale sta facendo un patto, come ci si può fidare ?
Sarebbe da sciocchi entrare in un capestro, vedendolo con chiarezza !
e dov'è allora la prudenza del serpente, raccomandata anche nel Vangelo ?
Ultimamente Fellay ha dimostrato di recedere, preso da timori per non aver valutato certe slealtà....non una bella figura direi, non aver ponderato bene la probabilissima slealtà di interlocutori avvezzi alla DOPPIEZZA, la quale, vi rammento, è qualità umana, scaltrezza machiavellica, e non ha a che fare nulla col soprannaturale, bensì col POTERE !

mic ha detto...

Se una persona è malfidata, e lo dimostra preparando condizioni sleali per colui col quale sta facendo un patto, come ci si può fidare ?
Sarebbe da sciocchi entrare in un capestro, vedendolo con chiarezza !


Non è detto che il termine che ho usato di "condizioni capestro" sia quello che si confà ai termini dell'accordo. Su questi darei fiducia al Superiore...

Il termine "capestro", che ho usato d'istinto e che in fondo ho mutuato anch'io dai timori, non ho nessun elemento per attribuirlo ad una volontà precisa.

In ogni caso, per come stanno le cose non è eludibile la scelta per la Chiesa o contro la Chiesa-visibile.

E dunque, non avendo motivi per ritenere che la Chiesa visibile non sia più la Chiesa - seppur ferita e oscurata - pena cadere nel sedevacantismo, in fondo una esigenza di chiarezza può rivelarsi positiva anche per la Fraternità.

In fondo chi potrebbe impedire, una volta conosciuti i termini dell'accordo e viste eventuali perfomances positive della Fraternità (che spero non manchino, insieme alle difficoltà), di seguire la scelta del Superiore in un secondo momento?

Soprattutto se davvero Roma non ne fa una questione - in questo caso sì capestro - di dichiarazione immediata di scisma per chi non aderisce ora.

Sarebbe paradossale in un momento in cui in tante nazioni Austria, Germania, Francia, Belgio, Canada, parte degli USA, in parte dell’America Latina (per dire quelle che mi sovvengono immediatamente) ci sono situazioni di totale devastazione nel clero e nell'episcopato!

Capisco che è difficile uscire dalla diffidenza; ma forse occorre proprio un grande atto di fede, non necessariamente di imprudenza...

catholic ha detto...

Non fa che riprodursi la stessa situazione che portò Mons. Lefebvre alla sua drammatica scelta.

Si tratta di risanare la disobbedienza, sia pure motivata.
Tenendo altresì conto che, nei 40 anni trascorsi, sono stati salvaguardati sia la Santa Messa che il Sacerdozio. Se ora non sono più in pericolo, che senso ha la separatezza?
Non si porrebbe a un certo punto il problema di nominare altri vescovi? E questo non potrebbe creare il rischio di una chiesa parallela?

it ha detto...

Se ora non sono più in pericolo,

ma qui sta il busillis:

chi l'ha detto che non sono più in pericolo ?
il gravissimio pericolo attuale mi pare stia nella commistione -definitiva- della vera Fede con le dottrine e liturgie adulterate, in una macedonia (sin-cresi) irreversibile, che ci porterà dritti dritti (e "senza passare dal via"...) alla grande religione mondiale del dio-senzanome !
Se vogliamo tenere gli occhi aperti, rendiamoci conto che stiamo andando a rotta di collo in quella direzione, se pensiamo che anche il Papa ha espresso chiaramente (nella "Caritas in veritate") la necessità (sic) di un governo mondiale.

mic ha detto...

il gravissimio pericolo attuale mi pare stia nella commistione -definitiva- della vera Fede con le dottrine e liturgie adulterate, in una macedonia (sin-cresi) irreversibile,

Sull'abominio di questa commistione sono d'accordo, non altrettanto sulla sua irreversibilità... poiché, per fede, dobbiamo credere che verrà un Papa che ripareggerà la verità.

che ci porterà dritti dritti (e "senza passare dal via"...) alla grande religione mondiale del dio-senzanome !

Che "vuolsi così..." ci sono purtroppo molti segnali in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso- Tuttavia, nessuno ha fatto i conti con la Provvidenza, che saprà bene custodire il suo "piccolo resto", che non è formato solo dalla Fraternità, ma che la Fraternità potrebbe aiutare a rinsaldarsi e forse a non disperdersi.

gabri ha detto...

Mi sembra che da tempo qui ci siano due tifoserie che si contrappongono usando sempre gli stessi argomenti con qualche variazione:quelli pro accordo e quelli contrari.
E' un duello logorante che non viene a capo di nulla.
Penso che dovremmo pregare per la Chiesa e per la Fraternità senza pretendere di influenzare il Signore e poi lasciar fare a Lui.

mic ha detto...

quelli pro accordo e quelli contrari.
E' un duello logorante che non viene a capo di nulla.


Cara Gabri, non credo sia un duello e non darei per scontato che on si venga a capo di nulla.

Intanto non userei il termine 'tifoserie', perché la questione è troppo seria per entrambe le parti per lasciarla scadere al livello di partigianerie...

Chi esprime qui i propri timori ha sacrosantamente ragione e trova tutta la mia comprensione. Non tutti lo fanno per fanatismo - che purtroppo è sempre in agguato in ogni contesto - ma per convinzione profonda o per esperienze più dirette.

Ebbene, sono d'accordo con te di lasciar fare al Signore perché davvero, per come stanno le cose, nessuno di noi può conoscer qual è la volontà di Dio. Io stessa condivido molti dei dubbi che vengono qui espressi, anche se non mi ci faccio invischiare, fino a prova contraria...

Penso che il Signore ci chiede di fare del nostro meglio e ognuno di noi non può esimersi dal prendere posizione. Per quanto mi riguarda, e con gli elementi che ho, sento -e l'ho manifestato apertamente- di aderire in coscienza all'atteggiamento di Mons. Fellay e spero che siano in molti a seguirlo (forse molti più di quanti non immaginiamo).

Poi, però, come lui steso ha chiesto prego il Signore che sia fatta la Sua volontà e nelle stesso tempo confido che Lu voglia annientare tutte le trame dei nemici (terribili, alcuni noti altri forse ancor più temibili perché nascosti) che possono se non far fallire, complicare oltre modo la situazione.

leggo ha detto...

Lettera di Mons. Marcel Lefebvre ai futuri Vescovi della San Pio X

29 agosto 1987

Adveniat Regnum tuum

Ai signori abbé Williamson, Tissier de Mallerais, Fellay e de Galarreta.

Carissimi amici,
la cattedra di Pietro e le posizioni autorevoli a Roma sono occupate da degli anticristi, quindi la distruzione del Regno di Nostro Signore all’interno stesso del Suo Corpo mistico qui in terra prosegue rapidamente, specialmente con la corruzione della Santa Messa, splendida espressione del trionfo di Nostro Signore per mezzo della Croce - Regnavit a ligno Deus - e fonte dell’estensione del Suo Regno nelle anime e nelle società.

Così che appare con evidenza la necessità assoluta della permanenza e della continuazione del Sacrificio adorabile di Nostro Signore, perché «venga il Suo Regno».
La corruzione della Santa Messa ha comportato la corruzione del sacerdozio e l’universale decadenza della fede nella divinità di Nostro Signore Gesù Cristo.

Dio ha suscitato la Fraternità Sacerdotale San Pio X per il mantenimento e la perpetuità del suo sacrificio glorioso ed espiatorio nella Chiesa. Egli si è scelto dei veri sacerdoti, istruiti e convinti di questi divini misteri. Dio mi ha fatto la grazia di preparare questi leviti e di conferire loro la grazia sacerdotale per la perseveranza del vero sacrificio, secondo la definizione del Concilio di Trento.

Questo ci ha valso la persecuzione della Roma anticristo. Dal momento che questa Roma modernista e liberale prosegue la sua opera distruttrice del Regno di Nostro Signore, come provano Assisi e la conferma delle tesi liberali del Vaticano II sulla libertà religiosa, io mi vedo costretto dalla Divina Provvidenza a trasmettere la grazia dell’episcopato cattolico che ho ricevuta, affinché la Chiesa e il sacerdozio cattolico continuino a sussistere per la gloria di Dio e la salvezza delle anime.
.....

leggo ha detto...

....È per questo che, convinto di compiere solo la santa Volontà di Nostro Signore, con questa lettera vi chiedo di accettare di ricevere la grazia dell’episcopato cattolico, come l’ho già conferito ad altri sacerdoti in altre circostanze.

Vi conferisco questa grazia confidando che quanto prima la Sede di Pietro sarà occupata da un successore di Pietro perfettamente cattolico, nelle mani del quale voi potrete rimettere la grazia del vostro episcopato perché egli la confermi.

Lo scopo principale di questa trasmissione è di conferire la grazia del sacramento della Cresima ai ragazzi e ai fedeli che ve la chiederanno.

Io vi scongiuro di rimanere legati alla Sede di Pietro, alla Chiesa Romana, Madre e Maestra di tutte le chiese, nella fede cattolica integrale, espressa nei simboli della fede e nel catechismo del Concilio di Trento, conformemente a ciò che vi è stato insegnato nel vostro seminario. Rimanete fedeli nella trasmissione di questa fede, perché venga il Regno di Nostro Signore.

Infine, io vi scongiuro di rimanere legati alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, di rimanere profondamente uniti tra voi, sottomessi al suo Superiore Generale, nella fede cattolica di sempre, ricordatevi di queste parole di San Paolo ai Galati:
«Sed licet nos aut angelus de coelo evangelizet vobis praeterquam quod evangelizavimus vobis, anathema sit. Sicut praedicimus et nunc iterum dico: si quis evangelizaverit praeter id quod accepistis, anathema sit.» [se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema! L’abbiamo detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema! (Gal. 1, 8-9)].

Carissimi amici, siate la mia consolazione in Cristo Gesù, rimanete forti nella fede, fedeli al vero sacrificio della Messa, al vero e santo Sacerdozio di Nostro Signore, per il trionfo e la gloria di Gesù in Cielo e sulla terra, per la salvezza delle anime, per la salvezza della mia anima.

Nei Cuori di Gesù e Maria, vi abbraccio e vi benedico."
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leggo, rifletto e mi/vi chiedo: questa lettera-testamento spirituale non è forse ancora interamente attuale ?

si prevede in essa un giorno futuro in cui, nelle mani di un Pontefice perfettamente cattolico, "i vescovi della FSSX potranno rimettere la grazia del loro episcopato perché egli la confermi".
E' forse giunto quel momento storico di conferma da parte di Pietro, (in habitus mentis perfettamente cattolico) previsto da mons. Lefebvre ?
A me pare che non ci siamo ancora: sarà quello il momento previsto e preparato da Dio, che darà segni chiari per riconoscerlo ed attuare la sua Divina volontà di "reintegro e riconferma" dei vescovi nella Santa Chiesa Cattolica di sempre, nel tempo, modo e luogo voluti da Lui, Padre Celeste Onnipotente e Provvidente.

gabri ha detto...

Ma quello che volevo dire è che ora noi non possiamo veramente capire quale è la strada giusta, anche se crediamo di individuarla con i nostri ragionamenti e le nostre argomentazioni, e quale sarà il futuro che il Signore ha preparato per noi.
A questo punto, salvo il sacrosanto diritto dei fedeli della Fraternità di esprimere ai loro pastori i loro dubbi, a noi non resta che pregare e chiedere al Signore che sia fatta la Sua volontà.

Anonimo ha detto...

Scusa mic, per capirci e riprendendo dal 3d precedente.

Che potere contrattuale avra' secondo te la fsppx "dentro"?

Riprendendo il penultimo di Magister ed un suo articolo precedente, i papabili sarebbero per il futuro conclave sarebbero: Sandri, Ouellet e Scola (per la cordata italiana)......io aggiugerei un est europa (Duka o Erdo) un americano (Dolan o Chaput), uno spagnolo (Rouco), un francese (Rey), un asiatico ( Tong Hon)e un africano (Turkson).


Bene (si fa per dire), avrei preferito immaginare: Ranjith, Castrillon Hoyos o Burke....ma non ci saranno.

Dopo Ratzinger non ci sara' nessuno di questi ultimi. Questa e' la questione.

mic ha detto...

Dopo Ratzinger non ci sara' nessuno di questi ultimi. Questa e' la questione.

Non possiamo sapere chi sarà.
Umanamente la questione sembra disperata. Ma affidiamoci alla volontà del Signore...

mic ha detto...

A questo punto, salvo il sacrosanto diritto dei fedeli della Fraternità di esprimere ai loro pastori i loro dubbi, a noi non resta che pregare e chiedere al Signore che sia fatta la Sua volontà.

Amen.

Dante Pastorelli ha detto...

Io non credo alla slealtà del Papa.
Questo volerlo rappsentare come un seminatore d'insidie e trappole è ingeneroso e chi questo pensa fa bene a restar fuori dalla piena comunione.
Mon. Fellay non solo non è un traditore - quante parole grosse si sparano da parte dei settari - ma è abbastanza avveduto da firmare soltano accordi chiari che garantiscan la vita della Fraternità nell'integrità della sua identità dottrinale e sacerdotale.
L'ho detto più volte: con urla e corpo a copro nulla si ottinene se non un completo distacco dalla comunione.
E' inutile stare a rigirarci attorno, siamo al punto del non ritorno: o cattolici con Pietro, pur coi limiti o scismatici ed eretici.
Ognuno faccia le sue scelte.
Un'ultima osservazione: Ma quant'è cambiato Tissier del Mallerais che era una "colomba" e cercò di frenar Lefebvre.

Dante Pastorelli ha detto...

pur coi limiti
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pur coi suoi limiti.
Anche qualcos'altro m'è rimasto nella tastiera.

Laura G. ha detto...

Della serie: fino ad ora abbiamo scherzato!
Mea culpa,
mea culpa,
mea maxima culpa.

Abbiate pazienza, ce ne siamo accorti solo oggi.

Dante Pastorelli ha detto...

C'è chi se n'era accorto anche ieri. Lo stesso Lefebvre non avrebbe rotto se gli fosse stata data subito, senza tenennamenti l'autorizzazione alla consacrazione di un vescovo.
I vescovi ora ci sono e son quattro e non più scomunicati.

Anonimo ha detto...

"Se vogliamo tenere gli occhi aperti, rendiamoci conto che stiamo andando a rotta di collo in quella direzione, se pensiamo che anche il Papa ha espresso chiaramente (nella "Caritas in veritate") la necessità (sic) di un governo mondiale."


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La Chiesa Cattolica è globale e mondiale fin dalla sua nascita. Non c'é governo più globale di quello che si esercita nella Chiesa Cattolica. Chi ha "paura" di questo non può dirsi cattolico perché non ha la Fede cattolica di sempre. Sempre vuol dire anche oggi. Chi "non si fida" della Chiesa Cattolica nella quale indegnamente sta, di questa Chiesa come essa è, qui ed ora, dovrebbe avere l'onestà di lasciarla per aderire alla setta di sua preferenza.

Anonimo ha detto...

dunque, non avendo motivi per ritenere che la Chiesa visibile non sia più la Chiesa - seppur ferita e oscurata - pena cadere nel sedevacantismo.
Ma perchè, tale ipotesi, vi fa tanta paura?

Gederson Falcometa ha detto...

"Questo volerlo rappsentare come un seminatore d'insidie e trappole è ingeneroso e chi questo pensa fa bene a restar fuori dalla piena comunione".

Dante, me sembra che fa bene restare fuori della "piena comunione". Prima che il concetto di piena e non piena comunione, non è cattolico. Secondo, se la piena comunione è una cosa buona, anche noi dobbiamo accetare l'ecumenismo, la libertà religiosa e la colegiliatà dei Vescovi, così la "piena comunione" com Roma è solo un legalismo. In pratica nessuno qui è in piena comunione con Roma.

In realtà il grosso problema è stato quello di Roma aver separato dalla tradizione. Ovviamente in questo caso, che rimane nella tradizione, è se separa di Roma. Così, parlando in una regolarizzazione della Fraternità e dimenticare che Roma ha lasciato la tradizione, è qualcosa che non ha senso. Questo perché la posizione della FSSPX è l'effetto della posizione di Roma e non il contrario. Quindi, a che serve la regolarizzazione della Fraternità San Pio X, se Roma rimane separato dalla tradizione?

Un Saluto dal Brasile

mic ha detto...

Quindi, a che serve la regolarizzazione della Fraternità San Pio X, se Roma rimane separato dalla tradizione?

Roma non è "separata" dalla Tradizione. Seguendo alcuni punti non in continuità del concilio, ne ha oscurato alcune parti. Ma non per questo ha cessato di essere "Roma", anche se sarà necessario ripareggiarla la verità...

mic ha detto...

dunque, non avendo motivi per ritenere che la Chiesa visibile non sia più la Chiesa - seppur ferita e oscurata - pena cadere nel sedevacantismo.
Ma perchè, tale ipotesi, vi fa tanta paura?


A me non fa paura. Penso solo che non esiste neppure l'ipotesi.

Dante Pastorelli ha detto...

Gederson, ripeti sempre lo stesso concetto. La Chiesa o ha Pietro o non lo ha. Se lo ha, bisogna star intorno a lui, ma vigilando che si comporti da Pietro e riprendendolo se si pensa che devìa.
Se non lo ha, non c'è più Chiesa. perché la Chiesa è fondata su Pietro.
Non si può stare in eterno in posizione ambigua: o si sta dentro o fuori. Era necessaria, credo, la battaglia fatta dalla S. Pio X. La Chiesa sta ritrovando, specie nel Papa, basti leggere certe sue catechesi, una strada che sembrava spesso smarrita. E' il momento di fare le scelte, ciascuno la sua, per iooperare attivamente e collaborare a costruire il futuro.
Dice un antico proverbio: chi siede fra due sedie il cul per terra.
Da anni sostengo che la Fraternità è destinata a dividersi. Tra chi resta nella Chiesa e chi se sta fuori. Star tra due sedie fa male, alla fine, a quell'osso che, guarda caso, si chiama sacro.

Dante Pastorelli ha detto...

Il sedevacantismo dovrebbe far paura a chi lo predica e a chi lo segue: l'inferno esiste.

Gederson Falcometa ha detto...

A mio parere Dom Fellay ha passato molto tempo con Benedetto XVI. La distinzione operata tra la lotta contro l'errore ed errante, è pienamente valido quando uno che fa errori non possiede autorità. Quando l'errante ha l'autorità, non vi è possibile combattere il errore senza combattere l'errante e lasciare il viandante, senza convertire il combattimento in un esercizio di maieutica (esattamente come Benedetto capisce il primato petrino e il Concilio la missione della Chiesa, un esercizio di consapevolezza).

Ma l'esempio di cattolico che si unisce al comunista, non c'è una posizione umana quelli cattolici che sono contro quello che si uniscono con i comunisti: lui sarebbe stato scomunicato ipso facto, per il decreto del Sant'Uffizio contro il comunismo. Pertanto, il modo umano non è l'intollerante di unione tra cattolici e comunisti, ma ciò che tollera questa unione: non è possibile sostenere che la Santa Sede è stata espressa in un modo umano quando ha pronunciato il decreto contro il comunismo.

Il vero problema rimane la separazione della tradizione Roma, non il caso FSSPX e Roma.

Un saluto dal Brasile

Gederson Falcometa ha detto...

"Chi siede fra due sedie il cul per terra".

Dante, quindi se tu non si siede fra due sedie, dobbiamo capire che tu accetta la libertà religiosa, l'ecumenismo e la colegialità?

Riconosco Benedetto XVI come vero papa, ma parlare in piena comunione, non no lo parlo, como ho detto, il concetto non è cattolico e io non sostengo la libertà religiosa, l'ecumenismo e la collegialità è un'altra cosa: la coerenza.

Gederson Falcometa ha detto...

"Roma non è "separata" dalla Tradizione. Seguendo alcuni punti non in continuità del concilio, ne ha oscurato alcune parti. Ma non per questo ha cessato di essere "Roma", anche se sarà necessario ripareggiarla la verità..."

Mic,

No lo so, me sembra che la Dei Verbum non riconosce la tradizione come fonte di rivelazione e gli ha ridotto tutte le Scritture.

Anonimo ha detto...

personalmente sottoscrivo tutto, eccetto il Ratzinger modernista, essere realisti non idealisti. Temo Dio che passa...

Anonimo ha detto...

@Falcometa
"...convertire il combattimento in un esercizio di maieutica (esattamente come Benedetto capisce il primato petrino e il Concilio la missione della Chiesa, un esercizio di consapevolezza)."

_______
Tranquillo che Benedetto XVI capisce il primato petrino per quello che è, quello che non capisci tu.

Non solo lo capisce, ma lo esercita anche con atti d'autorità, come quelli che cadranno sulla capoccia tua e di quanti come te si dilettano a carezzare l'eresia. Non ci vorrà molto.

Gederson Falcometa ha detto...

Dante,

Ripeto lo stesso concetto, ma non come collocato per te. Mentre i Papi non cambiano la dottrina sulla libertà religiosa, ecumenismo e collegialità, si applica l'insegnamento comune di san Tommaso, Francesco Vitoria, Suarez, San Roberto Bellarmino, Cornelio a Lapide, Vidal e Peinador e Wern, ecc. Quando il Papa cambiare questo insegnamenti anche noi abbiamo di cambiare, perchè solo dopo questo cambiamento se può essere in "piena comunione" con il Papa. E io ti dico, se ha bisogno di vigilare il Papa per che si comporti come Pietrou, sarebbe una sovvesione dell'ordine delle cose, perché siamo noi che dobbiamo essere confermato nella fede e non noi a confermare Pietro. Coloro che hanno un primo contatto con la Regola di San Vincenzo di Lerins, per inesperienza e mancanza di conoscenza, rischiano di trasformarla in un mezzo per giudicare il Magistero, il che sarebbe assurdo, così come è assurdo vigilare un Papa, per lui essere come Pietro.

Comunque, se non hai notato, l'ambiguità viene da Roma come causa e si manifesta in noi come effetto. Pertanto, è inutile rimuovere l'effetto se la causa è libera a Roma: Don Lefebvre, Don Mayer, mons. Gherardini e fatti, dimostrano che una continuità tra la tradizione e le dottrine del Consiglio non è possibile, ma Benedetto XVI insiste così tanto, che mons. Gherardini ha detto che per lui la tradizione è il Concilio.

Ora vi chiedo: avete qualcosa di concreto attorno al vuostro concetto di tradizione, essere lo stesso di Papa Benedetto XVI? Per quanto ne sappiamo, lui ha espresso un concetto di tradizione come esperienza (già posto qui sul blog) che non puó essere fonte di rivelazione, allora che cosa puó dare la garanzia di ripristino della tradizione per te è la stessa cosa che per il Papa?

Anonimo ha detto...

ottimo Gederson.

In realtà è Roma che ha abbandonato la Tradizione, e l'esistenza della FSSPX è causata proprio da tale abbandono.

Come si fa ora a dare la colpa alla FSSPX che, se essa non si LASCIA inglobare (incorporare, disperdendo la propria identità nel calderone ecumeniconciliarista) dalla nuova Roma, la Chiesa perderà la Tradizione ?
quest'idea è assurda, perchè non tiene conto del principio
CAUSA-EFFETTO !
Se la Chiesa, con a capo la Roma conciliarista perde la Tradizione anno dopo anno, la colpa è di Roma che persiste a seguire le ambiguità conciliari come buon magistero, (anzi lo ritiene tradizionale), non della FSSPX che ha voluto conservare inalterata la Tradizione, e vuole continuare a farlo, secondo le raccomandazioni di MOns. Lefebvre, che diceva:
"NESSUN compromesso con l'errore!"

mic ha detto...

allora che cosa puó dare la garanzia di ripristino della tradizione per te è la stessa cosa che per il Papa?

Infatti, Gederson, appare evidente che, per effetto del concilio, è cambiato il cardine su cui si fonda la Fede, spostato dall'oggetto-Rivelazione al soggetto-Chiesa/Popolo-di-Dio pellegrina nel tempo e di fatto trasferito dall'ordine della conoscenza a quello dell'esperienza.

Ma, mentre l'ordine delle "essenze", - che ha subito una dislocazione, per dirla con Amerio -, dovrà essere ripristinato,
il Papa resta il Papa.

mic ha detto...

Riconosco Benedetto XVI come vero papa, ma parlare in piena comunione, non no lo parlo, como ho detto, il concetto non è cattolico e io non sostengo la libertà religiosa, l'ecumenismo e la collegialità è un'altra cosa: la coerenza.

Essere in piena comunione con Pietro, nella sua funzione di Vicario di Cristo, non significa esserlo anche quando parla come "Simone", tenendo anche conto che in questo caso non entra in campo l'infallibilità.

mic ha detto...

No lo so, me sembra che la Dei Verbum non riconosce la tradizione come fonte di rivelazione e gli ha ridotto tutte le Scritture.

Infatti, ne ho parlato qui.

Ma vale la stessa risposta di cui sopra. Si tratta di verità che di certo un Papa ripareggerà... E dobbiamo continuare a pregare e ad aver fiducia nelle promesse del Signore che non cessa di salvare la Sua Chiesa.

mic ha detto...

Tranquillo che Benedetto XVI capisce il primato petrino per quello che è, quello che non capisci tu.

Non solo lo capisce, ma lo esercita anche con atti d'autorità, come quelli che cadranno sulla capoccia tua e di quanti come te si dilettano a carezzare l'eresia. Non ci vorrà molto.


Che Papa Benedetto conosca cos'è il primato petrino non ci sono dubbi. Peccato che la collegialità qualche problema lo abbia creato e continui a crearlo.

Vorrei tanto, tuttavia, che lo esercitasse con TUTTE le eresie che sono entrate all'interno della Chiesa e stanno pesantemente oscurando la Verità...

Anonimo ha detto...

obiezione

dobbiamo dunque aspettare un Papa che faccia Verità ?

e nel frattempo che facciamo ? verità o menzogna ? avalliamo la menzogna e accettiamo un Papa che approvi di fatto eresie, menzogne e finte verità, tutti frutti conciliari, senza mai correggerle?

ma è questo che Dio vuole da noi ?

se il Papa attuale NOn segue la Verità, bensì l'ambiguità conciliare ecumenista, noi che facciamo, ci adeguiamo a tale ambiguità come fosse buona ? continuiamo a ripetere "che bei vestiti" sapendo che non esistono, (o sono orridi, contrari al sì sì no no ) ?

e allora, vi chiedo: chi è che DI FATTO sta seduto su due sedie, COLUI/ COLORO che rifiuta l'ambiguità o piuttosto chi l'accetta e la insegna con parole ed esempi ?

Pastorelli non si accorge che è proprio Roma che persiste nell'ambiguità, usandola come sistema docente, inchinandosi al concilio ambiguo, senza affatto correggerlo ?

Dante Pastorelli ha detto...

Sedere tra due sedie.
Intendo dire star mezzo con la Fraternità e mezzo col Papa. Essere nella Fraternità e nello stesso tempo col Papa. Non è il mio caso perché io non ho mai aderito alla Fraternità, pur avendo apprerzzato molte loro posizioni.
Stare col Papa non significa accettare acriticamente tutto quel ch'egli dice o quel che ha detto il concilio o tanta prassi su cui il nostro giudizio è negativo. Star col Papa significa riconoscere in lui il Vicario di Cristo, seguirlo nel magistero infallibile e avanzare le proprie riserve su tante altre cose che ci appaiono in contrasto con la nostra formazione religiosa e la Tradizione.
Quanto al concilio, ripeto ancora una volta che le dottrine nuove non ci vengon imposte come obbliganti, non sono state dogmatizzate.
Questo non è più il momento di tornare a far ad ogni ora la lista degli errori commessi nel concilio e nel dopo concilio: li conosciamo bene, li abbiamo combattuti e li combattiamo anche fuor della Fraternità, restando nella Chiesa intorno al Papa. L'ora della Fraternità è scoccata: o agire dal didentro nella comunione visibile o continuare nel dirsi cattolici ma nello stesso tempo staccati dalla comunione visibile.
Quanto a mons. Gherardini se leggi tutti i libri ultimi vedrai che sostiene che nei vari documenti conciliari una nuova dottrina viene proposta, ma poi quella tradizionale rientra dalla finestra. Leggi "A domanda risponde" su K.Barth.

Anonimo ha detto...

obiezione:

brava mic (vorrei che il papa correggesse ecc.)

Quindi, ti chiedo:
se le eresie stanno oscurando la Verità, perchè il Papa non si dà da fare a ristabilire la Verità ?
se le lascia correre, secondo te fa opera gradita al Signore, che è Verità in Persona ?
fa bene il papa attuale a lasciare il compito supremo di riconferma nella Fede e ristabilimento della Verità al suo successore ?

lo approverà il Signore per questo lassismo e indolente rimandare al futuro la doverosa correzione di errori ?
e noi, secondo Pastorelli, in che modo possiamo stringerci attorno al Papa? anche approvando questa sua nonchalance ? è questo che il Signore vuole da noi: sbagliare col Papa, pur vedendo chiaramente che sta sbagliando ?

lui dice: vigilare che il Papa agisca da Pietro e non da Simone.
Ms chi è in grado di fare questo ?
chi ne ha il compito ?

Ma chi dà a noi l'autorità per guidare e raddrizzare il Papa ?
Sono le pecore che devono guidare il Pastore, o è il contrario ?

Paolo ammonì Pietro sui suoi errori, e Pietro si ravvedette ! ma qui i papi, ben ammmoniti da molti decenni (anche dal Cielo, tramite santi e mistici, v. Fatima e tanti altri casi es. don Ottavio Michelini, al quale Gesù annunciò la grave decadenza del clero) non si sono affatto ravveduti, anzi persistono nelle vie sbagliate che demoliscono la Chiesa, fondate sull'AMBIGUITA' permanente conciliare, e la chiamano "nuova evangelizzazione" !

le pecore continuano a subire il grande inganno voluto dal concilio, con la sua apertura ecumenica al mondo, e il Papa afferma che il cv2 è fondamento della Fede cattolica .
Obbedire a questo o no ?
chi ci dà un vademecum (superiore al Papa) che ci faccia riconoscere quando obbedire e quando no ?
si risponda riferendosi ai piccoli e incolti, non ai dotti e addetti alle intricate vicende di cui si disquisisce, perchè dimenticate che il 99,9% dei parrocchiani, di questo dover "badare a Pietro/Simone", camminando sulle uova dello sbaglio-azzecco, ossequio, assenso, critica, docenza fallibile +o-...di questo bailamme di un caotico magistero conciliarizzato, il povero fedele comune ne sa e capisce un beneamato nulla !

Giorgio ha detto...

"Non è il mio caso perché io non ho mai aderito alla Fraternità, pur avendo apprerzzato molte loro posizioni".

Anche questo potrebbe apparire "sedere tra due sedie".

Quanto a mons. Gherardini se leggi tutti i libri ultimi vedrai che sostiene che nei vari documenti conciliari una nuova dottrina viene proposta, ma poi quella tradizionale rientra dalla finestra.

Tesi cerchiobottista e contraddittoria. Un Concilio che insegna errori (a volte eresie: libertà religiosa e collegialità, con Ratzinger più "a sinistra" di Paolo VI!). Ci ha messo cent'anni, il caro Gherardini, per elaborare l'ermeneutica della finestra?

E poi:
1) Fellay e il suo cambiamento "di stile": no, è di sostanza, anche se Monsignore non ha mai brillato per coerenza. La sera a cena era conciliante con il papa, la mattina all'omelia erano parole di fuoco.

Il sedevacantismo dovrebbe far paura a chi lo predica e a chi lo segue: l'inferno esiste.

2) Nuova teoria: l'inferno pieno di sedevacantisti. La paura non dovrebbe prendere, invece, a chi parla bene del nuovo "rito" (in mancanza di altri termini, e per educazione), o a chi già gode della prossima "riforma della riforma". Come mi spiegate, chessò, la "institutio generalis" del nuovo messale, corretta nel 1970 dopo le definizioni protestanti del 1969? Il papa non è infallibile nei riti (oggetto secondario di infallibilità)?

Non dite mezze verità, date voce anche a lettere come questa: ttp://farfalline.blogspot.com.br/2012/05/carta-aberta-do-rev-padre-cardozo.html

E' vero che siamo italiani, ma a tutto c'è un limite.

Giorgio ha detto...

è questo che il Signore vuole da noi: sbagliare col Papa, pur vedendo chiaramente che sta sbagliando ?

Bravissimo anonimo: sì, i cattolici conservatori vogliono, contro ogni evidenza, più o meno questo. Loro vogliono errare col papa, a differenza dei "progressisti", che vogliono errare per conto loro.

Anonimo ha detto...

obiezione.

"L'ora della Fraternità è scoccata: o agire dal didentro nella comunione visibile o continuare nel dirsi cattolici ma nello stesso tempo staccati dalla comunione visibile.
-------------

- "l'ora è scoccata"
ma questo chi l'ha detto ?

questo aut-aut perentorio: chi, di fatto e in Verità e Autorità infallibile, lo pronuncia ?

- "o continuare nel dirsi cattolici ma nello stesso tempo staccati dalla comunione visibile".

ma questo paradossalmente è il ritratto preciso del CNC:
continuare a dirsi cattolici, MA nel contempo ESSERE realmente ERETICI è accettabile, loro i neocatecumenali (secondo la visuale di Pastorelli) sono cattolici veri, più veri cattolici della FSSPX ! perchè ? perchè i neocat sono BEN uniti a Pietro nella comunione visibile: accettano di buon grado l'ambiguità dei vari Pietro dal cv2 in poi e di tutta la Chiesa docente conciliarizzata.
Essi sono in perfetta comunione con l'ambiguità, e allora riteniamo che sono graditi al Signore ?
Visibilità, comunione APPARENTE, non sostanziale: è questo che conta agli occhi di Dio ?

mic ha detto...

Quindi, ti chiedo:
se le eresie stanno oscurando la Verità, perchè il Papa non si dà da fare a ristabilire la Verità ?
se le lascia correre, secondo te fa opera gradita al Signore, che è Verità in Persona ?


Non entro nel foro interno del Papa, che spetta solo al Signore. Giudico, come te i fatti e prendo le distanze da ciò che "lascia correre".

fa bene il papa attuale a lasciare il compito supremo di riconferma nella Fede e ristabilimento della Verità al suo successore ?

Non lo fa di proposito. Agisce secondo la sua consapevolezza che porta i segni del suo tempo, ma porta anche tante ricchezze perenni.
Il fatto che un suo successore ripristinerà la verità nelle sua pienezza è un dato di fede...

lo approverà il Signore per questo lassismo e indolente rimandare al futuro la doverosa correzione di errori ?

Non so se il Signore darà lo stesso giudizio: io non mi permetterei di dare nomi a queste mancanze come fai tu. Non credo che si tratti di lassismo e indolenza. E' un fatto che Papa Benedetto non sia un decisionista e probabilmente lo hanno scelto per questo. Tuttavia, nonostante questo, abbiamo il miracolo del motu proprio...

e noi, secondo Pastorelli, in che modo possiamo stringerci attorno al Papa? anche approvando questa sua nonchalance ? è questo che il Signore vuole da noi: sbagliare col Papa, pur vedendo chiaramente che sta sbagliando ?
lui dice: vigilare che il Papa agisca da Pietro e non da Simone.
Ms chi è in grado di fare questo ?
chi ne ha il compito ?


Il mio modo di stringermi intorno al Papa è di pregare per lui e recepire le perle che ci dona, prendendo le distanze da alcune ambiguità (Assisi e compagnia) eredità raccolte e portate avanti.
Nessuno può avere (ne tanto meno darsi) questo compito di vigilanza; ma una retta coscienza formata dalla fede certe cose le coglie e una sana volontà decide cosa accogliere e cosa scartare. Poi ognuno fa del proprio meglio nella situazione in cui la vita (cioà il Signore) lo ha posto...

Ma chi dà a noi l'autorità per guidare e raddrizzare il Papa ?
Sono le pecore che devono guidare il Pastore, o è il contrario ?


Infatti non esercitiamo un'autorità, ma un diritto, secondo quanto diceva Dom Gueranger: “… quando il pastore si cambia in lupo, tocca anzitutto al gregge difendersi. Di regola, senza dubbio, la dottrina discende dai vescovi ai fedeli; e i sudditi non devono giudicare nel campo della fede i loro capi. Ma nel campo della Rivelazione vi sono dei punti essenziali dei quali ogni cristiano, per il fatto stesso di essere cristiano, ha la necessaria conoscenza e la custodia obbligatoria.”

mic ha detto...

Paolo ammonì Pietro sui suoi errori, e Pietro si ravvedette ! ma qui i papi, ben ammmoniti da molti decenni (anche dal Cielo, tramite santi e mistici, v. Fatima e tanti altri casi es. don Ottavio Michelini, al quale Gesù annunciò la grave decadenza del clero) non si sono affatto ravveduti, anzi persistono nelle vie sbagliate che demoliscono la Chiesa, fondate sull'AMBIGUITA' permanente conciliare, e la chiamano "nuova evangelizzazione" !

Questo è il problema che siamo chiamati a vivere, custodendo difendendo e diffondendo la nostra fede nonostante tutto

le pecore continuano a subire il grande inganno voluto dal concilio, con la sua apertura ecumenica al mondo, e il Papa afferma che il cv2 è fondamento della Fede cattolica .
Obbedire a questo o no ?


Il Papa dice che nel concilio è compendiata tutta la Tradizione. Il problema è che essa è come un filone aureo certamente presente nel concilio; ma occorre scavare e scartare tanto materiale di scarto...

chi ci dà un vademecum (superiore al Papa) che ci faccia riconoscere quando obbedire e quando no ?

C'è il Magistero costante che siamo costretti - è quasi un Grazia supplementare - a conoscere e ad approfondire.

si risponda riferendosi ai piccoli e incolti, non ai dotti e addetti alle intricate vicende di cui si disquisisce, perchè dimenticate che il 99,9% dei parrocchiani, di questo dover "badare a Pietro/Simone", camminando sulle uova dello sbaglio-azzecco, ossequio, assenso, critica, docenza fallibile +o-...di questo bailamme di un caotico magistero conciliarizzato, il povero fedele comune ne sa e capisce un beneamato nulla !

Credo che il Signore arrivi dove noi non possiamo. Oltre al nostro povero impegno, servono preghiera e penitenza: sono strumenti che ci ha consegnato la Chiesa e che non dobbiamo mai smettere di usare.

Giorgio ha detto...

Infatti non esercitiamo un'autorità, ma un diritto, secondo quanto diceva Dom Gueranger: “… quando il pastore si cambia in lupo, tocca anzitutto al gregge difendersi

Quindi, Ratzinger è un lupo. L'hai ammesso, Mic. Sono d'accordo con te: ma non avevi ripetuto, con argomenti "spiritualistici" e "realistico-sovrannaturali", che la FSPX deve accordarsi con lui?

mic ha detto...

e allora, vi chiedo: chi è che DI FATTO sta seduto su due sedie, COLUI/ COLORO che rifiuta l'ambiguità o piuttosto chi l'accetta e la insegna con parole ed esempi ?

Non mi pare che qui ci sia qualcuno che accetti e insegni l'ambiguità.
Si può star seduti su una sedia sola (cum Petro e sub Petro) anche non appartenendo alla Fraternità e combattere la stessa battaglia.

mic ha detto...

Quindi, Ratzinger è un lupo. L'hai ammesso, Mic. Sono d'accordo con te: ma non avevi ripetuto, con argomenti "spiritualistici" e "realistico-sovrannaturali", che la FSPX deve accordarsi con lui?

Non l'ho detto, Giorgio, la mia citazione non è un'equazione.

Ho specificato bene che l'accordo della FSSPX, così come la nostra adesione, è con Benedetto XVI Vicario di Cristo non con l'uomo Ratzinger. E non è un bizantinismo: mi pare l'unica cosa sensata in questo momento, per come stanno le cose.

Questo è quello che sento di dire in coscienza con gli elementi che ho. Il resto solo il Signore sa e comunque a Lui ci affidiamo!

Anonimo ha detto...

obiezione

non intendo definire io, da giudice che sentenzia, una colpa sanzionabile al Papa per il suo non-decisionismo. Questo giudizio certo spetterà solo a Dio.
Però mi preme evidenziare che egli, come mostrano tutte le sue decisioni (o in-decisioni) è in certo modo "suddito" del concilio, come vincolato (prigioniero, stretto in un ingranaggio) alle sue ambiguità, che non sente il dovere e l'urgenza di sciogliere, come è suo preciso Incarico: questo mi spaventa e sconcerta ! nonostante le ripetute suppliche, che da tante parti autorevoli della Chiesa da anni -con rispetto filiale, ma con pressante chiarezza- gli giungono, egli non procede a sciogliere o legare come gli è stato comandato da Nostro Signore.
E i NODI permangono, e continuano a danneggiare il Gregge.
Non a caso Gesù dice:
La Verità vi farà liberi.

Finchè il Vicario non fa opera precisa e chiara di Verità, eliminando tutte le ambiguità, fonti di errore, egli per primo resta invischiato, prigioniero delle ambiguità, e noi con lui, mi pare. Non procede a liberare il Gregge dall'incantesimo conciliare.
Non mi parlate di scavare nel fango per trovare il filone aureo...lavoro improbo: quando mai un concilio si è prospettato in questi termini inauditi di "dover scavare e togliere tanto fango", lavoro che pare quello di Sisifo, perchè mentre togli se ne riforma altro nuovo, scaturendo un'ambiguità dall'altra di continuom, proprio dalla radice fangosa dell'indifferentismo Vero/falso ?
quando mai un concilio non aveva usato chiarezza, con discorsi comprensibili e definiti, non-
equivoci, che prevenissero qualunque rischio di errate interpretazioni/applicazioni ? L'avete già detto tante volte: uno dei mali principali è proprio quella SCELTA voluta del linguaggio fumoso, vago e aperto ad errori, che ha portato ad avallare di fatto il "diritto all'errore" (fratello del vietato vietare > padre della libertà religiosa, falso ecumenismo, Chiesa dialogante ecc.)

mic ha detto...

Bravissimo anonimo: sì, i cattolici conservatori vogliono, contro ogni evidenza, più o meno questo. Loro vogliono errare col papa, a differenza dei "progressisti", che vogliono errare per conto loro.

Errare col Papa lo vogliono i "conservatori" del concilio tout court. Noi non siamo "conservatori del concilio".

Noi non neghiamo il concilio, che fa parte della storia della Chiesa; ma ne estraiamo il "filone aureo" (che va separato dal materiale di scarto, l'ho detto sopra) della Tradizione costante alla quale comunque ci rifacciamo... questo l'ho espresso sempre molto chiaramente.

Quanto ai "progressisti", sono i fautori della 'rottura', ma non riusciranno a portare a compimento la loro opera devastatrice, auguriamoci FSSPX adiuvante...

mic ha detto...

continuare a dirsi cattolici, MA nel contempo ESSERE realmente ERETICI è accettabile, loro i neocatecumenali (secondo la visuale di Pastorelli) sono cattolici veri, più veri cattolici della FSSPX ! perchè ? perchè i neocat sono BEN uniti a Pietro nella comunione visibile: accettano di buon grado l'ambiguità dei vari Pietro dal cv2 in poi e di tutta la Chiesa docente conciliarizzata.
Essi sono in perfetta comunione con l'ambiguità, e allora riteniamo che sono graditi al Signore ?
Visibilità, comunione APPARENTE, non sostanziale: è questo che conta agli occhi di Dio ?


La comunione perfetta non è data dalle etichette. E il pensiero che attribuisci a Pastorelli non coincide col suo sentire.

Sui neocatecumenali sto conducendo una informazione-corretta (che è diventata una vera e propria battaglia mio malgrado) da più di sei anni.

Non esiste la "comunione apparente". la comunione o c'è o non c'è. Nel caso dei neocatecumenali è solo di facciata, con tanto di documentazioni che nessuno sembra voler recepire... si dà il caso tuttavia che il Papa ha recentemente messo in discussione la loro liturgia...

Nessuno di noi li considera "cattolici veri" solo perché hanno il 'bollino' di un'approvazione anomala da parte di una gerarchia cieca o corrotta che ha cercato di scavalcare perfino il Papa, ma non c'è riuscita fino in fondo.

Ma questa è la nostra chiesa, fatta di santi e peccatori e fino alla fine dei tempi così sarà, anche se questo nostro appare un tempo particolarmente duro e travagliato.

Anonimo ha detto...

Errare col Papa lo vogliono i "conservatori" del concilio tout court.
........
cara Mic, come fai, con la tua lucida intelligenza (unita a intelletto cristiano) a non vedere che il Papa attuale è proprio un perfetto "conservatore del concilio" , anzi direi:
un continuatore del concilio ?

davvero allora mediante esso ha agito ed agisce una grande potenza d'inganno, quella profetizzata da S. Paolo, idonea a sedurre anche gli eletti....
non sarà mai sufficiente la vigilanza, in un tempo così buio come l'attuale, tale che non ci sono epoche ad esso paragonabili.

Anonimo ha detto...

bluff:

purtroppo quella teoria di cercare l'oro nel fango mi ricorda da vicino un mio amico che andava a cercare la Verità in mezzo ai maestri di menzogna, perchè costoro mescolavano abilmente verità e menzogna, per catturare l'ingenuo apprendista.

E' la stessa trappola camaleontica dei NEocat:
mentre promettono la Verità di Cristo, allontanano gli adepti sempre più da LUI ! allontanano le pecore che fanno prigioniere adescandole con un "più forte e coinvolgente incontro col Signore".

Più scaviamo a cercare l'oro e più troveremo FANGO di errore ed illusione di falsa fede (simil-pentecostale o panteista-mondialista...anche new-age..)

Così ha fatto (e fa) il conciliov2: promettendo un nuovo linguaggio, più adeguato al mondo moderno, ha intrappolato le anime in una falsa Fede. E le avvia all'indifferentismo (ecumenista) e via via all'apostasia (v. Assisi, che non è "piccola ambiguità", ma concreta apostasia, con indifferenza verso il vero Dio, cara Mic).

Il cv2 è simile a uno stregone;
un pifferaio magico, che continua a suonare le sue musiche melliflue, seducendo anche tanti dotti ed eletti, che dovrebbero cominciare ad aprire gli occhi e prenderne le distanze e gli antidoti (la pura e integra Verità, senza compromessi con le menzogne).

mic ha detto...

E' la stessa trappola camaleontica dei NEocat:...
Il cv2 è simile a uno stregone;
un pifferaio magico, che continua a suonare le sue musiche melliflue, seducendo anche tanti dotti ed eletti, che dovrebbero cominciare ad aprire gli occhi e prenderne le distanze e gli antidoti (la pura e integra Verità, senza compromessi con le menzogne).


Come mai né noi né molti altri siamo caduti nella trappola del Cnc (io l'ho conosciuto da molto vicino perché ero in una parrocchia solo neocat) e questo mi ha dato anzi la grazia di mettere in guardia molti, compresi pastori disattenti indaffarati distratti o chissà cosa...
né ci siamo lasciati trascinare dalle musiche melliflue del super-concilio?

Cos'è che lo ha reso possibile, se non la Grazia di Cristo operante nella sua Chiesa ferita, ma non finita, perché è una realtà che NON PUO' darsi?

mic ha detto...

cara Mic, come fai, con la tua lucida intelligenza (unita a intelletto cristiano) a non vedere che il Papa attuale è proprio un perfetto "conservatore del concilio" , anzi direi:
un continuatore del concilio ?


Ma chi ti dice che non lo vedo? Ogni volta che, come per l'indizione dell'Anno della Fede, il Papa richiama il concilio in questi termini sento una fitta al cuore... Ma continuo imperterrita ad andare avanti per la Via Maestra.
Non a caso ci ho scritto anche un libro, che racchiude tutto lo status questionis, cause e possibili rimedi.

Ancora non a caso, dal titolo, La Chiesa e la sua continuità. Ermeneutica e istanza dogmatica dopo il Vaticano II

mic ha detto...

purtroppo quella teoria di cercare l'oro nel fango mi ricorda da vicino un mio amico che andava a cercare la Verità in mezzo ai maestri di menzogna, perchè costoro mescolavano abilmente verità e menzogna, per catturare l'ingenuo apprendista.

Non è una teoria, è una semplice immagine che mi è venuta in mente mentre scrivevo.

Comunque è un fatto che nel concilio il "filone aureo" della Tradizione c'è, insieme purtroppo a molto materiale di scarto ambiguo e/o suscettibile di rottura; ma già individuato da molti pastori teologi e studiosi... e dunque il nostro compito è quello di discernere e rendere partecipi altri del nostro discernimento, fondati sul Magistero costante, che è un riferimento certo e non ingannevole. Ed è così che continuiamo a renderlo presente anche oggi, perché continui ad esserlo: è il nostro piccolo "lasciare il testimone"...

Giorgio ha detto...

Nuova teoria: l'inferno pieno di sedevacantisti. La paura non dovrebbe prendere, invece, a chi parla bene del nuovo "rito" (in mancanza di altri termini, e per educazione), o a chi già gode della prossima "riforma della riforma". Come mi spiegate, chessò, la "institutio generalis" del nuovo messale, corretta nel 1970 dopo le definizioni protestanti del 1969? Il papa non è infallibile nei riti (oggetto secondario di infallibilità)?

Non dite mezze verità, date voce anche a lettere come questa: ttp://farfalline.blogspot.com.br/2012/05/carta-aberta-do-rev-padre-cardozo.html

E' vero che siamo italiani, ma a tutto c'è un limite.


Prego rispondere, in particolare al quesito sull'infallibilità secondaria. Inoltre, è lei, Mic, che ha come minimo usato l'analogia dei lupi con riferimento a BXVI:
"Ma chi dà a noi l'autorità per guidare e raddrizzare il Papa ?
Sono le pecore che devono guidare il Pastore, o è il contrario?"

"Infatti non esercitiamo un'autorità, ma un diritto, secondo quanto diceva Dom Gueranger: “… quando il pastore si cambia in lupo, tocca anzitutto al gregge difendersi. Di regola, senza dubbio, la dottrina discende dai vescovi ai fedeli; e i sudditi non devono giudicare nel campo della fede i loro capi. Ma nel campo della Rivelazione vi sono dei punti essenziali dei quali ogni cristiano, per il fatto stesso di essere cristiano, ha la necessaria conoscenza e la custodia obbligatoria”. Grazie.

mic ha detto...

è lei, Mic, che ha come minimo usato l'analogia dei lupi con riferimento a BXVI:

ho già detto che la mia era una citazione non un'equazione.

E' un terreno minato, si fa presto a far dire quello che non vogliamo nemmeno pensare.

mic ha detto...

A proposito del link segnalato con la lettera aperta di p. Cardozo, che non ho ancora occasione di approfondire anche perché la lingua non consente una lettura immediata, penso che in questo periodo si intrecciano le posizioni più diverse.

Ognuno di noi sta cercando di trovare la sua. Ma resta il fatto che la Chiesa è e resta UNA nonostante i nostri limiti, con i quali facciamo i conti, ma che affidiamo al Signore per superare ciò che in Lui è superabile e offrirgli in resto...

Anonimo ha detto...

"posizionatevi" bene: sta per arrivare la sentenza.

http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/lefebvriani-lefebvrians-lefebvrianos-15958/
...Se Fellay, dopo aver ricevuto la risposta vaticana, firmerà la dichiarazione dottrinale, l’accordo sarà annunciato ufficialmente.
Rimarrà invece in ogni caso aperta la questione riguardante gli altri tre vescovi lefebvriani, Tissier de Mallerays, de Gallareta e Williamson, i quali avevano contestato con una dura lettera finita poi sul web il cammino di Fellay verso l’accordo con Roma. Anche nel caso il superiore della San Pio X firmi la dichiarazione dottrinale, le posizioni dei tre vescovi saranno esaminate singolarmente dalla Congregazione per la dottrina della fede.

viandante ha detto...

Ho come l'impressione che si stia discutendo, dando per acquisita la risposta di Roma. Sarebbe però bene aspettare la risposta di Roma con tutte le sue possibili sfumature per potersi sbilanciare maggiormente sulla questione.
Di principio si può essere d'accordo su molte cose, poi i "dettagli" possono fare la differenza.
Un esempio? Il non voler considerare la FSSPX come una unità, ma come l'espressione di 4 singoli vescovi, accettati individualmente in base a loro prese di posizione riservate.

Anonimo ha detto...

l sedevacantismo dovrebbe far paura a chi lo predica e a chi lo segue: l'inferno esiste.
Scusi,
ma proprio Lei, che trova scusanti e mette in mezzo vie straordinarie, per non precludere la salvezza neppure agli Ebrei, perché si vuole sostituire, non dico a Dio, ma a coloro che Lei stesso presume essere le Autorità ecclesiastiche, pronunciando condanne che, queste ultime, quanto meno con questi termini, si guardano bene dal pronunciare?
Mi ricorda un seminarista della FSSPX. Sempre pronto ad accusare i sedevacantisti, di essere peggiori dei modernisti. Sa che fine a ha fatto? Non so a quale punto era giunto, oggi è papà (spero felice, ma ne dubito) di famiglia e, almeno in foro esterno, sembra del tutto disinteressato a tematiche religiose.

mic ha detto...

...Se Fellay, dopo aver ricevuto la risposta vaticana, firmerà la dichiarazione dottrinale, l’accordo sarà annunciato ufficialmente.

Ho già pubblicato.
Possiamo proseguire lì.

Dante Pastorelli ha detto...

Caro anonimo,
quando scriverai con nome e cognome, città, via, telefono e mail ti risponderò. I settari nell'ombra un po' mi divertono, poi mi fanno una gran pena.
E non capisco perché vi scaldiate tanto. Siamo noi gli eretici, i nemici di Dio e della Chiesa: di che vi preoccupate? Della nostra anima? Lasciate fare. Restate dove siete e fate lì il vostro gioco, magari lasciando da parte le visioni private che si possono tirar a destra e a sinistra.
Un cretinetto invasato anonimo si lavi la bocca prima di parlar di mons. Gherardini.

Gederson Falcometa ha detto...

"Tranquillo che Benedetto XVI capisce il primato petrino per quello che è, quello che non capisci tu".

Anonimo, quello che ho detto basato sul libro di Benedetto XVI "L’Elogio della coscienza. La Verità interroga il cuore (Cantagalli, Siena 2009), dove parla dal primato come un esercizio di maieutica, come se può leggere:

"Per Benedetto XVI la verità non può essere separata dalla coscienza, essa ne è parte integrante e costitutiva. La verità, prima ancora di essere annunciata dalla Chiesa, è iscritta nel cuore dell’uomo, è impressa nella nostra coscienza, è parte integrante della natura umana. All’autorità è demandato il compito di sorvegliarla e custodirla. La Chiesa non ha il compito di elaborare la verità, ma di tutelarla, trasmetterla e risvegliarla nelle coscienze degli uomini. “Il linguaggio della natura è identico a quello della coscienza”, è un codice che contempla norme naturali immutabili ed eternamente valide". Presentazione dal libro - http://www.oratorium.genova.it/Eventi.php?t=Conferenze&a=


Io capisco bene che cosa sia il primato de Pietro, Pio XII ha insegnato troppo bene nella Summi Pontificatus:

Come vicario di Colui, il quale in un'ora decisiva, dinanzi al rappresentante della più alta autorità terrena di allora, pronunziò la grande parola: «Io sono nato e venuto al mondo per render testimonianza alla verità; chiunque sta per la verità ascolta la mia voce» (Gv 18,37), Noi di nulla Ci sentiamo più debitori al Nostro ufficio, e anche al nostro tempo, come di «rendere testimonianza alla verità». Questo dovere, adempiuto con apostolica fermezza, comprende necessariamente l'esposizione e la confutazione di errori e di colpe umane, che è indispensabile conoscere, perché sia possibile la cura e la guarigione: «Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8,32). Nell'adempimento di questo Nostro dovere, non Ci lasceremo influenzare da terrene considerazioni, né Ce ne tratterremo per diffidenze e contrasti, per rifiuti e incomprensioni, né per timore di misconoscimenti e di false interpretazioni. Ma lo faremo sempre animati da quella paterna carità che, mentre soffre dei mali che travagliano i figli, indica loro il rimedio, sforzandoCi cioè di imitare il divino modello dei pastori, il buon pastore Gesù, che è luce insieme e amore: «Seguendo il vero con amore» (Ef 4,15).

All'inizio del cammino, che conduce all'indigenza spirituale e morale dei tempi presenti, stanno i nefasti sforzi di non pochi per detronizzare Cristo, il distacco dalla legge della verità, che egli annunziò, dalla legge dell'amore, che è il soffio vitale del suo regno. Il riconoscimento dei diritti regali di Cristo e il ritorno dei singoli e della società alla legge della sua verità e del suo amore sono la sola via di salvezza.

Anonimo ha detto...

bravo Gederson.
L'anonimo, volgare e offensivo, che offende l'interlocutore senza motivo,
non si rende conto che il Papa stesso, in seguito al concilio non ci crede neppure lui abbastanza al primato di Pietro, perchè ora vince la COLLEGIALITA'.
Ma è inutile insegnare a gente che preferisce negare le evidenze, e nell'ignoranza volontaria, resta ottusa, presuntuosa e arrogante, insultando gli altri dialoganti, quando le proprie ragioni son deboli.

Gederson Falcometa ha detto...

Dante,
Per chiarire le cose:

1 - Quando la Chiesa parla di diritto naturale per definire qualcosa, non ha bisogno di formule dogmatiche, solo una dichiarazione basta. Ciò è stato fatto in Dignitatis Humanae, lei ha affermato la libertà religiosa, come um diritto della persona umana o sia, um diritto naturale. Così per la DH, siamo culpati di pecatto contra la natura (ragione).

2 - Non è necessario nessun saggio teologico per capire che nel Concilio ce verità mescolata con l'errore (o errore in mezzo alla verità). In filosofia, non c'è male assoluto, l'errore è sempre mescolato con una parte di verità. Così, il minimo che si può dire del Concilio Vaticano II è un consiglio che è stato naturalistica: è ​​naturale vedere il problema nel paganesimo, non un Concilio ecumenico della Chiesa. La cosa peggiore è che di tanto in tanto si vede qualcuno che dice che "il Concilio è una bussola per la Chiesa," ma per essere una bussola, un concilio deve avere un nord (canone) e un sud (anatema), questo manca nel Vaticano II.

3 - Guardare l'insegnamento di san Roberto Bellarmino ipsis leteris, in modo da poter vedere che l'unione di ciò che dici è impossibile:

«così come è lecito resistere al Pontefice che aggredisce il corpo, così pure è lecito resistere a quello che aggredisce le anime, o che perturba l’ordine civile, o, soprattutto, a quello che tentasse di distruggere la Chiesa. Dico che è lecito resistergli non facendo quello che ordina e impedendo la esecuzione della sua volontà: non è però lecito giudicarlo, punirlo e deporlo, poiché questi atti sono propri a un superiore» [29].
Papa Paolo VI ha detto che la Chiesa era in auto-distruzione, ma oggettivamente non ha fatto nulla per contenerla ed è ancora auto-distruzione, Benedetto XVI ha fatto qualcosa, ma i principi che la sostengono rimangono intatte.
Gli scolatici hanno detto che "la grazia non distrugge, ma perfeziona la natura", ma la "grazia" modernista praticamente ha distrutto la natura dei modernisti (come quello della rivista "Concilium", che sono completamente pervertito). Mentre la "grazia" della Nouvelle Theologie fossilizzarsi la natura in uno stato di imperfezione. Per questo motivo ci sono vescovi con buona dottrina, ma di quale mancano la prudenza.

4 - I massoni dicono che tutti coloro che hanno un posizione critica nei confronti dell'autorità, in un certo modo, indossare il grembiule. Nel modo tradizionale, l'autorità è la eccezione alla regola della Imitazione di Cristo (non guardare che ha detto, ma quanto è stato detto). Così, il subordinato non deve giudicare "ciò che viene detto", ma "chi dice": se l'insegna o ordina la legittima autorità, il suo dovere è quello di credere che il detto è giusto: solo un'autorità superiore può giudicare se l'atto è o di non diritto. Per negare, allora la validità di un atto che intende imporre con autorità, il soggetto deve dimostrare che, prima di questo atto e se (così precedente), è priva di potere legittimo di imporla. Solo una più alta autorità può concludere per l'illegittimità dell'atto di giudicare la loro iniquità.
Ho messo questo punto più al livello che si vedono le cose è arrivato: oggi tutti credere a quello che dice l'autorità, non per propria colpa, ma il danno fatto dal consiglio: non l'ha fatto il giudice "che dice", ma "cosa è stato detto ".

Infine, la fraternità non è mai stato fuori e Mons. Lefebvre come ha detto, sarebbe rimasta unita a Roma, anche se lui aveva dato i vescovi, anche se lui aveva dato le condizioni per mantenere la FSSPX. Fu lui che ha detto, quando ha accusato Roma di aver perso la fede ed è in apostasia.

Un saluto dal Brasile

Anonimo ha detto...

dal web

(per catholic 17:03)

La "chiesa parallela" non è la fsspx, che ha solo CONTINUATO la Tradizione bimillenaria di Roma, ma è la chiesa conciliare che premeditatamente si è allontanata dalla santa Fede di sempre.
So che è difficile da digerire, ma questa è la realtà. Nella Fraternità è continuata la fede cattolica, custodita ININTERROTTAMENTE E SENZA COMMISTIONI CON ERESIE, ed avendo la successione apostolica, è continuata anche una parte della Chiesa Cattolica Apostolica Romana nella sua reale identità cattolica, mentre i pontefici e la Gerarchia, che si sono perfidamente trascinati dietro il popolo inconsapevole, si sono voluti spostare - forti del loro pernicioso concilio - in un'altra e NUOVA dimensione, CON NUOVA TEOLOGIA, NUOVA LITURGIA, NUOVO SACERDOZIO, NUOVE PASTORALI, all'insegna del falso ecumenismo, della letale libertà religiosa, della perniciosa collegialità, del diabolico sincretismo inclusivista, preludio della futura anticristica chiesa mondializzata.

(in sintesi: eventuali nuovi vescovi avranno la successione apostolica, per cui nessuna chiesa parallela, ma autentica chiesa cattolica.)

Gederson Falcometa ha detto...

Mic,

Nel caso di Dom Fellay, i fedeli i pretti, hanno il diritto di chiedere un chiarimento a lui, per i seguenti motivi:

1 - Per statuto lasciato da Mons. Lefebvre, nessun vescovo della Fraternità San Pio X potrebbe occupare la carica di Superiore Generale. Mons. Lefebvre per i Vescovi non uscire del fine per cui egli aveva ordinato.

2 - Le dichiarazioni in un'intervista con CNS, sono gravi, perchè rivelano un cambiamento sostanziale di posizione..

3 - Il testo del maestro del seminario di Winona è una sintesi della posizione che la Fraternità San Pio X intende adottare. Ciò che ha portato alla uscita del silenzio sepolcrale che se trovava Dom Tissier. L'elogio della moderazione, come nel testo è un errore senza precedenti nella FSSPX. In termini cattolici, non piace a nostro Signore i moderati, come si legge nell'Apocalisse:

"Chi ha orecchi ascolti quello che lo Spirito dice alle chiese.
All'angelo della chiesa di Laodicea scrivi: Così parla l'Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio.
Mi è nota la tua condotta: che cioè non sei né freddo né caldo; oh, se tu fossi freddo o caldo! Ma così, poiché tu sei tiepido, cioè né caldo né freddo, io sono sul punto di vomitarti dalla mia bocca.
Tu dici: "Sono ricco; sono diventato ricco, non ho bisogno di nulla"; e non ti accorgi che proprio tu sei il più infelice: miserabile, povero, cieco e nudo".
Apocalisse 3, 13-17

San Basilio era caldo contro l'arianesimo, mai è stato "moderato" (né freddo né caldo), la moderazione non è la virtù che regola l'azione, ma la prudenza, che gli permette di essere calda o fredda, mai tiepida. Quelo che si può notare è il grado di perfezione della prudenza, ma non confondere mai con moderazione, come è stato fatto dal professore di Winona...

Un saluto dal Brasile

Dante Pastorelli ha detto...

Gederson, con me sfondi un uscio aperto. Quel che dici l'ho sempre scritto. Io non ho mai detto che la Fraternità era fuori della Chiesa, ma che era ed è in una situazione di irregolarità canonica. Purtroppo consistenti frange di essa hanno sempre sentito il fascino del sedevacantismo e, se non se ne sono andati, è perché volevano portare tutta la Fraternità su quella eretica sponda o almeno lo speravano.
Quanto al papa un giorno fa affermazioni ortodossissime, un altro si piega alla vulgata del Vaticano II. Mentalità liberale. Però ricordiamoci che sta cercando, più dei predessori, di interpretarlo alla luce della Tradizione e permette di avanzare critiche serie, costruttivo, ma in modo non violento, senza anatemi. Insomma approva gli studi che mettano in luce gli elementi equivoci del concilio per trovare una soluzione o una riformulazione, quel che noi auspichiamo.
Inoltre l'ho già ripetuto più volte: Se non siamo vincolati a tutto il concilio, che è dommatico solo dove ribadisce verità già definite e Magistero tradizionale, nessuno ci obbliga a far l'esame per esser cattolici. A me nessuno l'ha chiesto, e, a Firenze, non sono proprio uno sconosciuto, ed i miei rapporti con la Curia sono abbastanza assidui.

Gederson Falcometa ha detto...
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Gederson Falcometa ha detto...

Dante,

Sono d'accordo con molte cose che tu dici, ma non tutti. A mio parere le cose hanno superato i limiti del buon senso da molto tempo. Non so se si può uscire dalla crisi (o apostasia) con mezzi naturali, parlare all'autorità contro la libertà religiosa, ecumenismo e la collegialità, è lo stesso che parlare alle pareti, non ascoltano. Il loro problema è che sono empiristi, una dimostrazione metafisica a loro e nulla è la stessa cosa. Il modernismo non è una nuovità. Il profeta Isaia (o Geremia) ha scritto che Dio ha diventato il popolo sordo: in questo caso quello che contava per loro era l'esperienza (come per quelo che avevano adorato il vitello d'oro)? In questa situazione, solo la venuta di un santo taumaturgo per risolvere il problema.

Infatti, Papa Benedetto XVI fa discorsi ortodossi e poi fa discorsi non tanto ortodosso. Questo è il problema della Nouvelle Theologie, dove la grazia non perfeziona la natura, ma gli fossilizza nell'imperfezione dello stato naturale (che ammete grado...). Ciò è confermato da quanto dice a proposito dell'abitudine e routine, per Henrici De Lubac, che diceva "abitudine e la routine hanno un potere incredibile a sprecare e distruggere" (Aristotele, d'altra parte, ha detto che "l'abitudine alla fine diventa natura"). Così, le oscillazioni di Benedetto XVI, ne fanno un mistero, che è esattamente ciò che è esaltato dalla Nouvelle Theologie. Sembra inoltre che la Nouvelle Theologie limita l'immagine e somiglianza di Dio nell'uomo, solo all'aspetto creativo di Dio. Questo sarebbe la ragione principale per la lode di novità...

13 giugno 2012 20:33

Dante Pastorelli ha detto...

Caro Gederson, ma restando "fuori" quanti fedeli in 40 anni ha raggiunto la Fraternità? Quanti ne raggiungerà quando avrà chiese, parrocchie, voce "dentro"?
Credi che dimenticherà la sana dottrina? Che metterà in cassetto l'Humani generis di Pio XII. Io no. Questa sfiducia in mons. Fellay e soprattutto nell'assistenza a tutti noi dello Spirito Santo mi fa paura.
Se io mi sentissi in questa situazione di asoluta impotenza guardando ai mali della Chiesa non metterei più neppure un piede nelle chiese.

Gederson Falcometa ha detto...

Caro Dante,

Il problema è che l'errore è già infiltrato nella Fraternità San Pio X: la opzione di combattere l'errore senza combatere l'errante, non considera la situazione concreta. Il papa San Pio X parlando del modernismo ha basato lui sulla curiosità e l'orgoglio, in questo caso combatere solo il errore è solo un cibo per la curiosità e l'orgoglio dei modernisti, che, senza essere liberi da uni e dagli altri, non possono essere convertiti. Voglio dire, la lotta contro l'errore ed errante, non si escludono a vicenda, anzi, si completano e la opzione da una o l'altra dipende dal caso concreto. Il modernismo/modernista è empirico e pratico, dove solo combatere l'erro nell piano metafisico e teorico, non avrà nessuno effetto, perché, ciò che conta per loro è l'esperienza, non le parole o ragionamento.

Sulla base di questa considerazione, il destino della FSSPX se non cambiare questo atteggiamente, sarà gli stessi di Campi di Don Rífan: mons. Fellay ha detto che la libertà religiosa è una cosa minima e che, dopo i colloqui sono giunti alla conclusione che non tutti i condanne che la FSSPX ha fatto del Concilio erano del proprio Concilio.

Qui in Brasile, il sito più Conciliare (di cui ho fatto parte di due anni), sostiene solo il combatimento dell'errore, per l'insegnamento di ciò che è giusto. Tale difesa è stata nota in un'occasione quando hanno fatto un dibattito sulla "Sillabo" e "Gaudium et Spes", dove il Papa (quando era ancora cardinale), ha detto che la "Gaudium et Spes, è una sorta di anti-syllabus ", dove loro hanno sostenuto che era solo un cambiamento della forma di trasmissione della dottrina: prima la Chiesa ha insegnato il certo condannato l'errore e fa adesso con l'insegnamento di quello che è certo. Comprende l'assurdità della difesa?

Anonimo ha detto...

aro Gederson, ma restando "fuori" quanti fedeli in 40 anni ha raggiunto la Fraternità?
DA QUANDO IN QUA DIO guarda al numero?!?
Se anche la Chiesa si dovesse ridurre a dimensione "domenstichE",per non dire individuali (come alcuni passi della Sacra Scrittura ed alcune rivelazioni private lasciano pensare) ,reputa che, per questa motiv, sarà meno "Chiesa"?

Dante Pastorelli ha detto...

"Andate e rendete discepole tutte le genti".
Restando "fuori" dalla comunione visibile la missionarietà è fatalmente ridotta e l'ordine di Cristo resta ingabbiato in ambiti marginali.
Questi anonimi coraggiosi voglion in sostanza tarpare il grande moto propulsivo della Fraternità che andrebbe invece appoggiato ed aiutato. Loro preferiscono la piccola chiesa senza Papa. Cioè la setta.

wend ha detto...

il "grande moto propulsivo" della FSSPX sarà completamente INVALIDATO dal regime, una volta che esso normalizzerà (come facevano le dittature staliniste) il suo slancio missionario e IMBAVAGLIERA' la sua parresia: lo farà mell,ifluamente, chiedendo obbedienza: lo fa già nel perverso PREAMBOLO.
Solo i ciechi volontari non vedono questa penosa realtà.
Mons. Fellay non potrà più dire pane al pane vino al vino, e già da tempo parla il politically correct, cioè ha fatto suo il rispetto umano del clero conciliare, e dice "che bei vestiti" = cv2 buono al 95% !
Chi va con lo zoppo.........

wend ha detto...

quella che Pastorelli chiama "piccola chiesa" è in realtà il nucleo del piccolo gregge di cui parla Nostro Signore, e che è in comunione col PIETRO DI SEMPRE.

IL Signore radunerà le sue pecore sparse, umili e ignote, sia nella FSSPX che fuori di essa, Egli le conosce ad una ad una e riunirà il vero Gregge, a SUO tempo e modo, non coi nostri modi da politicanti machiavellici.

Si ricordi Paolo VI "Bisogna che rimanga un PICCOLO GREGGE". E'inevitabile che il Gregge diventi sempre più piccolo: lo dicono le S. Scritture.

Renzo T. ha detto...

Grazie mic. Equilibrata e sobria come sempre.

Padre Luigi Bertocci ha detto...

Un sincero ringraziamento, dal profondo del cuore, alla signora "mic" a anche al signor Dante Pastorelli. Il Signore vi benedica! Padre Luigi Bertocci o. f. m. cap.

Dante Pastorelli ha detto...

L'anonimo WEND vede coi suoi occhi i disegni di Dio.