sabato 16 giugno 2012

Don Simoulin, giugno: parole di pastore e di sacerdote fedele

Don Simoulin ha portato un nuovo contributo all'arricchimento  del dibattito e della riflessione in questo momento di attesa dell'evoluzione degli eventi. Ne riprendo la parte conclusiva che trovo particolarmente significativa e illuminante:

[...] Tutti questi testi [citazioni da scritti del Fondatore] e molti altri esprimono la perfetta continuità di pensiero e la fedeltà di Monsignore alla sua prima ispirazione precisandone ancora la natura e la missione propria della Fraternità. Essi ci dicono meglio di ogni discorso di circostanza ciò che era il vero pensiero e il vero combattimento di Mons. Lefebvre, combattimento tuttavia soprannaturale per il sacerdozio e la messa, non combattimento « politico » contro la sovversione o la rivoluzione. Questa dimensione politica, « anti-liberale o anti-modernista », evidentemente necessaria e che Mons. Lefebvre non ha mai rifiutato, non può né deve essere che il risultato del nostro amore per la Chiesa, per lottare contro i veleni che potrebbero neutralizzare le grazie di cui essa vive attraverso il Santo Sacrificio della Messa. Ma non bisogna rovesciare le priorità, ed è l'amore per la verità che deve ispirare l'odio all'errore, non viceversa. Il vero modo di amare la Chiesa, quello certamente più « efficace », è restituirle il Sacrificio della Nuova Alleanza. Noi abbiamo a che fare con un avversario più potente di noi, ma le sue armi sono naturali, o preternaturali. E noi abbiamo conservato le sole armi capaci di prevalere su di esso : le armi soprannaturali, la cui sorgente è la Santa Messa. Queste armi che abbiamo ricevuto non sono nostre, per un nostro esclusivo uso personale: esse appartengono alla Chiesa e devono essere messe, o rimesse, al suo servizio, tanto quanto la Provvidenza ce lo permetterà. Lo spirito della « Messa di sempre » è talmente incompatibile con lo spirito conciliare che se c'è un confronto è la Messa che trionferà. Malgrado i crimini e le ingiustizie di cui è stata vittima la Chiesa, malgrado i crimini e le ingiustizie di cui lui stesso è stato vittima, Monsignore credeva alla Chiesa e ci scongiurava di amarla e di servirla. Certamente dall'alto del cielo, egli continua più che mai a vegliare gelosamente su quest'opera di restaurazione del sacerdozio cattolico che la Provvidenza ha suscitato per mezzo di lui 42 anni fa.

Nel 1988, il tempo non era venuto, è vero, ma non può darsi che questo tempo venga nel 2012, o più tardi ? Dovrebbe forse sempre rifiutarci di ricondurre « l’Arca dell'Alleanza del Nuovo Testamento »  nel suo Tempio, perché coloro che servono nel Tempio non sono tutti fedeli né esemplari ? Fin dal 1969, essa attende nella casa d’Abinadab (1Re, VII, 1)… quando verrà il tempo di portarla a Gerusalemme, nel Santo dei Santi ? 

Che la Vergine immacolata ci aiuti a rimanere fedeli alla Chiesa attraverso la nostra fedeltà allo spirito del Vescovo che Gesù Cristo ci ha donato per imparare ad amare la Chiesa come amiamo Gesù Cristo.  

19 commenti:

Giorgio ha detto...

Mentre Fellay contrattava con Levada, ecco quanto diceva Tissier a Winona: "In no way can the Society accept any kind of agreement with the soul of this new religion. Let us continue this fight for the truths of the Faith". Al di là delle ragioni e dei torti --mi pare chiaro come io la pensi-- mi sembra emergano due figure ben distinte: un uomo di mondo che discute con un amico della teologia della liberazione, e un uomo di Dio. Voglio vedere se, invece di pubblicare Simoulin o altri pretonzoli, pubblicherete la predica di Tissier

mic ha detto...

Giorgio,
Il suo modo di esprimersi già delinea come la pensa, quando parla di Fellay che "contratta" con Levada.
Lei non crede che se davvero Mons. Fellay contrattasse, invece di portare avanti con fermezza ed equilibrio difficoltosi confronti, a quest'ora l'accordo sarebbe già stato firmato?

Quanto ad altre prediche di Tissier, abbiamo messo il link e ne abbiamo discusso in altri thread.

Ebbene in queste parole io non vedo messa in discussione la linea di Mons. Fellay, a meno che non si sia -Dio non voglia- persa in lui ogni fiducia.

"In nessun modo la Fraternità accetti alcun genere di accordo con lo spirito di questa religione nuova. Ci si lasci continuare questa lotta per le verità della Fede."

Possiamo negare che Fellay non sta facendo accordi con lo spirito della nuova religione, ma con il Vicario di Cristo, proprio per continuare la lotta per le verità delle fede intra moenia anziché da pulpiti marginali che non la portano sul fronte, ma la lasciano nelle retrovie?

Attenzione al rischio dell'autoreferenzialità e dell'assenza di realismo, che non fanno parte del cristiano maturo.

Posso anche sbagliarmi; ma il rischio che certe mentalità e certe visuali estreme ed unilaterali stanno correndo è quello di una radicalizzazione senza ritorno...

mic ha detto...

La prego di non censurare questo intervento accetti il contraddittorio. Lo pubblichi nella sua interezza. Se lo ritiene opportuno risponda ma non censuri.

Non obbedisco ai dictat. Il contradditorio non lo rifiuto mai. Del resto ho già risposto a due suoi interventi depurati dagli insulti, proprio perché i contenuti potevano essere utili a chiarire.

Ebbene, questa volta non ritengo opportuno rispondere perché la mia risposta gliel'ho già data ma lei non fa altro che tornare alla carica senza tenerne alcun conto.

Quando mi replicherà e tono, senza partire per la tangente rispetto a quel che le ho a mia volta già replicato, allora risponderò.
Se vuole solo la polemica eviti la fatica di postare e la faccia finita.

mic ha detto...

emergano due figure ben distinte: un uomo di mondo che discute con un amico della teologia della liberazione, e un uomo di Dio.

Io non vedo questo: vedo il Superiore della Fraternità San Pio X che discute con il prefetto della Dottrina della Fede, da un lato e dall'altro un uomo di Dio non più del suo Superiore.

Che ognuno dei tre possa avere i suoi limiti non cambia la sostanza...

Dante Pastorelli ha detto...

Quando un anonimo si presenta in modo così arrogante, pretenzioso ed anche con commenti sconclusionati come il primo, cara MIC, il diritto di parola dovrebb'esser negato. Altro che perder tempo a depurar gl'interventi dagl'insulti.

Anonimo ha detto...

Salve a tutti. Scrivo dalla Tunisia. Vi vorrei dire che apprezzo molto il vostro blog, anche se sono passato all'Islam dopo un periodo di adesione alla tesi di "Cassiciacum". Ritengo, in coscienza, di aver compreso che l'Islam è la religione di "sintesi" per eccellenza, al di fuori dei tecnicismi cattolici. Debbo dire, tuttavia, che la liturgia mi manca molto. Che Iddio vi benedica. Abd al-Walid

mic ha detto...

Ritengo, in coscienza, di aver compreso che l'Islam è la religione di "sintesi" per eccellenza, al di fuori dei tecnicismi cattolici.

Credo di dovermi rammaricare che lei sia venuto in contatto con i "tecnicismi" cattolici e non con la saporosa 'Sapienza' del nostro Signore che, quanto a sintesi credo sia davvero, come dice la Scrittura, il Primo e l'Ultimo, il Figlio nel quale il Padre si compiace. E noi in Lui...

Dante Pastorelli ha detto...

Luce intelletual piena d'Amore...
Se avesse avuto questa non troverebbe altrove sintesi apparenti.
Ma per me è una provocazione: insomma a furia di aver a che far coi sedevacantisti si aderisce ad altre religioni.

Anonimo ha detto...

Si sbrighi Mons. Fellay e non dia corda agli ossessionati del N.O..
Altrimenti rischia di commettere lo stesso errore di Levebvre (pace all'anima sua) che invece di accogliere con spirito soprannaturale la mano tesa di Pietro si lasciò ammaliare da certe sirene sedevacantiste, magari mascherate...

Dovevano passare pochi anni e ne sono passati ventiquattro. E questo Papa non è eterno.

Questa volta l'errore sarebbe molto più grave, e sarebbe fatale. Temporeggiare dopo che Benedetto XVI si è espresso sul testo del preambolo ed ha autorizzato la consegna della bozza della prelatura significa ARRETRARE... e lì vicino c'é il baratro dal quale sarebbe impossibile riemergere interi. NOn c'é solo l'islam.
Farebbero la fine del "vecchi cattolici".

mic ha detto...

Questa volta l'errore sarebbe molto più grave, e sarebbe fatale. Temporeggiare dopo che Benedetto XVI si è espresso sul testo del preambolo ed ha autorizzato la consegna della bozza della prelatura significa ARRETRARE... e lì vicino c'é il baratro dal quale sarebbe impossibile riemergere interi. NOn c'é solo l'islam.
Farebbero la fine del "vecchi cattolici".


Finché non conosciamo i termini della questione attraverso i documenti che verranno resi noti, non possiamo dir nulla di conclusivo... sul baratro e visioni similari, mi esprimerei con maggiore cautela. Il paragone poi con i vetero-cattolici, mi pare assolutamente improbonibile!

Anonimo ha detto...

"Finché non conosciamo i termini della questione attraverso i documenti che verranno resi noti, non possiamo dir nulla di conclusivo..."

____________
Gentile mic, i documenti saranno resi noti alla CONCLUSIONE della vicenda. Lei vorrà dunque "sindacare" anche le decisioni conclusive?

Con tutto il rispetto per la coscienza di chi segue questa strana via, vuol dire che già oggi lei si trova con un piede dentro e l'altro fuori.

mic ha detto...

Cosa le fa pensare che io voglia sindacare le decisioni conclusive?
Non vedo cosa c'entri col mio discorso.

Intendo semplicemente dire che, non essendo noti tutti i dati in campo, al momento, l'unico atteggiamento da avere è quello di dar fiducia a chi ha la responsabilità.

E' evidente tuttavia che, soprattutto quando sarà noto il preambolo definitivo, sarà dato anche a noi verificare se Roma ha giocato sporco o meno...

Dante Pastorelli ha detto...

NOn vedo perché la "conclusione" non possa esser oggetto di discussione. Non è mica un dogma!

Anonimo ha detto...

"E' evidente tuttavia che, soprattutto quando sarà noto il preambolo definitivo, sarà dato anche a noi verificare se Roma ha giocato sporco o meno..."


___________
Anch'io ho le mie incoerenze e il cuore umano è un guazzabuglio. Lungi da me pertanto - lo ripeto - l'intenzione di giudicare personalmente chicchessia. Però dal momento che si prova a ragionare, mi si consenta una replica sull'oggetto, con cristiana vicinanza.

Se ci si riferisce al "prembolo definitivo", che come è noto sarà reso pubblico, nel testo approvato dal Papa, SOLO nel caso che la reintegrazione canonica abbia successo, come si può ipotizzare che esso potrebbe mostrare un "gioco sporco" da parte di Roma? "Roma" in questo caso altri non è che il Papa. E la prelatura che ne verrebbe fuori è quella istituzione che oggi si chiama Fraternità Sacerdotale San Pio X.

Tutto questo dunque sembra confermare, gentile mic, che le posizioni da lei sostenute sono adatte a di chi già appariene alla SPX, aderendo alle correnti che si mostrano sospettose verso lo stesso Superiore Generale oltre che verso Benedetto XVI. Per cui ci sarebbe da chiedersi perché, se non lo ha già fatto, non vi aderisca formalmente.


PS
se la reintegrazione non riesce, saranno resi noti i provvedimenti di definitiva scomunica e le relative ragioni. Anche in questo caso "sarà dato a noi verificare se Roma ha giocato sporco"?...
E se sì che si fa? Andiamo tutti a iscriverci alla FSPX o ai suoi resti (ammesso che ancora esistano)?

mic ha detto...

Il suo Post Scriptum già rivela di quali panni si veste il nostro interlocutore.

Si scandalizza perché ho usato l'espressione "gioco sporco" riferita a Roma.

Ovvio che il riferimento è alla CDF (e non solo) per gran parte composta da noti spietati avversari della fraternità, che non mi pare remino col Papa anche in altre occasioni...

Del resto non sarebbe altro che un deja vu del 1988, quando il Papa di allora ascoltò i consigli dei Müller, Shönborn, Levada & C. dell'epoca e spero bene che questa volta non si ripeta lo stesso copione... non lo vedo il Papa in questa veste!

Ebbene, nell'ipotesi migliore vedremo il Documento dottrinale nella sua redazione definitiva che sarà utile anche per tutta la Tradizione, non solo per la Fraternità.

Nell'altra ipotesi (Dio non voglia) vedremmo quel che dice lei; ma nulla impedirebbe di conoscere le redazioni di certo non molto commestibili del famoso "preambolo"; per cui, se gioco 'sporco' ci fosse stato da parte della curia, lo sapremmo. E, per ipotizzarlo, non è necessario appartenere né alla Fraternità né alla sua ala più oltranzista, basta leggere quel che dicono della Fraternità i vescovi tedeschi o francesi (e molti altri ancora, purtroppo) per saperlo!

Quanto a quello che farei io, lo dico en passant anche se non la riguarda, continuerei a rimanere nella Chiesa soffrendo come prima più di prima, ma custodendo la mia Fede cattolica e la mia fedeltà al Signore, col Suo aiuto.

Dante Pastorelli ha detto...

Io mi auguro con tutto il cuor che la Fraternità accetti senza esitazioni le decisioni del Papa, sempre che sian effettivamente quelle del Papa e non quelle riviste e corrette da chi gli modifica i testi come talvolta è accaduto. Gli accordi poi posson esser sempre migliorati per la piena soddisfazione delle esigenze delle due parti e senza nocumento della Verità.
Il "gioco sporco" di cui parla MIC è quello dei collaoboratori del Pontwefice che già sgambetti ne han fatti tanti e di altri elementi curiali, così aperti ad ogni sorta di indiferentismo religioso.

"provvedimenti di definitiva scomunica"?: è una definizione, e, quindi un concetto, completamente errato. Una volta, ad alcune mie osservazioni scritte (un articolo) mons. Perl rispose che a Roma si dice: un papa bolla e un altro sbolla.
Ricordiamoci che Paolo VI e Atenagora si tolsero le reciproche (!!!) scomuniche, avvalorando che le socomuniche degli scismatii avessero valore.

Catholicus ha detto...

Non è sintomatico che il Papa non abbia scelto nessun vescovo e neppure un cardinale tra i membri della FSSP, del Buon Pastore o del Cristo Re?

Da questo sarebbe apparsa ben più chiara la sua volontà di salvaguardare la tradizione.

mic ha detto...

Se la Fraternità viene regolarizzata come auspichiamo ci saranno di sicuro quattro vescovi per la Tradizione!
E Dio lo voglia che siano tutti, anche se al momento sembra difficoltoso!

I troppo duri e puri rischiano di cadere in un orgoglio giansenista.

C'è una interessante Lettera aperta de don Tanoüarn a Mons. Tissier de Mallerais, che sto traducendo e pubblicherò domani.

Dante Pastorelli ha detto...

No, non è sintomatico. Si tratta di istituti relativamente recenti. I preti sono assai giovani e molti, la maggior parte non hann'esperienza pastorale, se la stanno facendo. Devono in questo campo maturare. Inoltre non hann' un cursus curiale, per cui non hanno conoscenza dei meccanismi del governo.
Arriverà il loro turno. Fra qualche anno potrei anche dirvi il nome di chi potrebbe esser un ottimo vescovo, a mio modesto avviso di fedele ed amico.